domenica 3 maggio 2026

Recanati: monumenti, palazzi e chiese (prima parte)

 

Non si può nascondere che le ragioni che inducono a visitare Recanati siano dettate dalla conoscenza dei luoghi leopardiani, ma percorrendo le vie di questo pittoresco borgo ci si rende conto che le attrattive e gli spunti di visita sono molteplici.

Dopo aver dedicato due post a Giacomo Leopardi (con i luoghi leopardiani e la Casa-Museo Leopardi), e uno a Beniamino Gigli (con la Cattedrale di San Flaviano e il Museo Beniamino Gigli), cittadini illustri di questo borgo, e un altro post alla Pinacoteca Civica di Villa Colloredo Mels con annesso il Museo dell'Emigrazione Marchigiana, credo sia doveroso parlare anche degli altri siti che valgono una visita. 

Il mio percorso di visita di questa prima parte si snoda dalla Cattedrale di San Flaviano sino alla centrale Piazza Giacomo Leopardi

Delle 14 porte originarie del sistema difensivo medievale e rinascimentale che delimitava il borgo oggi ne rimangono solo 6. 

Una di queste è Porta Romana, così chiamata perché orientata in direzione di Roma.

Porta Romana

Questa porta, anticamente detta di Santa Margherita, è posta vicino alla Cattedrale di San Flaviano e alla Pinacoteca Civica di Villa Colloredo Mels. Gli architetti Masserini e Tommaso Brandoni (1844) hanno incorporato la merlatura ghibellina e il corridoio difensivo che l'univa alla guardiola.

Porta Romana (parte interna)

Percorrendo la vicina Via Giovanni Falleroni si possono notare alcuni edifici davanti ai quali soffermarsi.

via Giovanni Falleroni

Al N°79 si trova l'ingresso di Casa Vattielli, già appartenuta ai Conti Flamini. L'attuale aspetto risale al XVIII secolo.

ingresso di Casa Vattielli in Via Falleroni N°79 (XVIII sec.)

Sulla facciata del palazzo al N°81 della via si trova una lapide che ricorda che in questa dimora fu ospitato nel 1904 Cesare Lombroso, padre dell'antropologia criminale, venuto a Recanati per conoscere il genio leopardiano.

palazzo in via Falleroni N°81 con lapide

Al N°92 vi è Palazzo Politi, un ampio edificio in parte antico (XV secolo con botteghe porticate) e in parte recente (XIX secolo).

ingresso di Palazzo Politi in via Falleroni N°92 (XIX sec.)

Al N°67 vi è Palazzo Bettini risalente al XVIII/XXI secolo.

Palazzo Bettini in Via Falleroni N°67 (XVIII/XXI sec.)

ingresso di Palazzo Bettini

Un altro è l'edificio del XVII secolo progettato da Tommaso Brandoni (N° 54/62), la cui facciata in stile impero è decorata con mascheroni e grifi in terracotta.

palazzo XVII sec. in Via Falleroni N°54/62 (prog. Tommaso Brandoni)

decorazioni di mascheroni e grifi del palazzo

decorazioni di mascheroni e grifi del palazzo

decorazioni di grifi del palazzo

decorazioni del palazzo

Sempre nella stessa via (N°23/37) vi è un gruppo di case erette su un portico ad archi acuti e con fregi in terracotta (XV secolo). Era questa la medievale Loggia dei Mercanti dove durante la fiera venivano esposte le merci.

case quattrocentesche in Via Falleroni N° 23/37 (ex Loggia dei Mercanti)

case quattrocentesche in Via Falleroni N° 23/37 (ex Loggia dei Mercanti)

case quattrocentesche in Via Falleroni N° 23/37 (ex Loggia dei Mercanti)

arco della Loggia dei Mercanti

arco della Loggia dei Mercanti

Alla fine di via Falleroni s'imbocca la centrale Corso Persiani.

Corso Persiani

Al N°60/A si trova Casa Capretti (XIV secolo) chiamata più comunemente Casa del Boia. La casa presenta decorazioni in terracotta sulle finestre del piano superiore.

Dall'altro lato della strada, al N°67 si trova Casa Bruglia (XV secolo), un palazzo quattrocentesco con decorazioni in terracotta sulle finestre. Fu la sede della Congregazione della Carità.

Casa Bruglia in Corso Persiani N°67 (XV sec.)

Su questo lato del corso si trova la Chiesa di Santa Maria dei Mercanti, una chiesa di origini medievali (1170) legata alla Confraternita dei Mercanti, che all'epoca salvaguardava l'onestà delle mercature durante le fiere cittadine.

Chiesa di Santa Maria dei Mercanti

Ha una semplice facciata intonacata. In questa chiesa si trovava un'Annunciazione di Lorenzo Lotto oggi conservata nella Pinacoteca Civica di Villa Colloredo Mels.

Annunciazione (Lorenzo Lotto - 1534 ca. - Pinacoteca di Villa Colloredo Mels)

Al N°44 si trova il Palazzo Benedettucci il cui portale risale al Seicento mentre le finestre sotto le arcate sono settecentesche. Questa è la sede della Biblioteca Padre Clemente Benedettucci, esclusivamente musicale. 

Palazzo Benedettucci in Corso Persiani N°44 (XVII sec.)

portale (XVII sec.) di Palazzo Benedettucci

finestre settecentesche di Palazzo Benedettucci

Al N° 36 di via Persiani si trova il Palazzo Luciani-Bambini appartenuto a un ramo della famiglia Antici (famiglia della madre di Giacomo Leopardi). Venne costruito tra il 1514 e il 1518 su progetto dell'architetto Cassiano da Fabriano. La facciata reca un'iscrizione rinascimentale. Durante il governo pontificio fu sede del governatore della città. Al piano nobile vi era il tribunale.

Palazzo Luciani-Bambini in Corso Persiani 36 (XVI sec.)

ingresso di Palazzo Luciani-Bambini

iscrizione sulla facciata di Palazzo Luciani-Bambini

Al N°31 si trova il cosiddetto Palazzo della Cassa di Risparmio (XVI/XX secolo) nato dall'unione di due case. In questo edificio fu ospitato papa Gregorio XVI nel 1841.

Palazzo della Cassa di Risparmio in Corso Persiani N°31 (XVI/XX sec.)

Al N°18 si trova la Chiesa di Sant'Anna costruita nel XV secolo e rifatta nel XVIII secolo.

facciata della Chiesa di Sant'Anna

ingresso della Chiesa di Sant'Anna

La chiesa presenta una facciata barocca in laterizio. Le porte in bronzo furono scolpite da Sesto Americo Luchetti con immagini che descrivono il rapporto che unisce Recanati a Loreto.

porta bronzea della Chiesa di Sant'Anna

porta bronzea della Chiesa di Sant'Anna



All'interno ad unica navata si conserva una fedele ricostruzione della Santa Casa di Loreto come si presentava prima dell'incendio del 1921. Venne realizzata nel 1613 inglobando un altare dedicato alla Beata Vergine.

interno della Chiesa di Sant'Anna

Il fronte del sacello è stato realizzato in ambito recanatese nel 1800. Sono state raffigurate l'Annunciazione, la Visitazione, il Censimento a Betlemme, la Sibilla Libica, il Profeta Geremia, la Sibilla Delfica e il Profeta Ezechiele.

fronte del sacello (ambito recanatese - 1800)

fronte del sacello (ambito recanatese - 1800)

La statua lignea realizzata dai fratelli Lombardi, conservata entro un'edicola in marmo nella cappella, riprende l'iconografia della Madonna di Loreto (XVII/XVIII sec.).

ricostruzione della Santa Casa di Loreto 

copia della Madonna di Loreto (fratelli Lombardi - XVII/XVIII sec.)

In due teche ricavate nel muro della cappella sono conservati alcuni mattoni della casa di Nazareth (Santa Casa).

mattoni della Santa Casa di Nazareth

Sui due altari che affiancano la cappella sono posti un Crocifisso in legno scolpito (bottega marchigiana del XVIII secolo) e una statua in cartapesta policroma di Sant'Anna e Maria bambina (Giambattista e Fabiano Latini).

Sant'Anna e Maria bambina (Giambattista e Fabiano Latini - 1869/1870)

Crocifisso (bottega marchigiana del XVIII sec.)

Sulle pareti della navata si conservano alcuni dipinti del XVII secolo realizzati in ambito dell'Italia centrale. In una cappellina in controfacciata vi è la statua di San Giuseppe (bottega marchigiana del XVIII secolo).

San Giuseppe (bottega marchigiana del XVIII sec.)

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Al N°7 di Corso Persiani vi è Palazzo Podaliri (XVI/XIX secolo). La facciata è ottocentesca e fu rifatta su disegno di Carlo Orazio Leopardi (prozio di Giacomo Leopardi).

a sinistra: Palazzo Podaliri in Corso Persiani N°7 (XVI/XIX sec.)

Eccoci giunti in Piazza Giacomo Leopardi.

Piazza Giacomo Leopardi

Piazza Giacomo Leopardi

Al centro della piazza il monumento a Giacomo Leopardi che dà nome alla piazza.

Monumento a Giacomo Leopardi (Ugolino Panichi - 1898)

Alle spalle del monumento si trova il neoclassico Palazzo Comunale, costruito alla fine dell'Ottocento in occasione del primo centenario della nascita del grande poeta recanatese. 

Palazzo Comunale (visto dalla Torre del Borgo)

CURIOSITA': il discorso commemorativo lo fece Giosuè Carducci nel 1898 nell'Aula Magna, decorata da Gaetano Koch e dove oggi si trova il pianoforte appartenuto al tenore Beniamino Gigli, altro illustre concittadino recanatese. 

Nel XV secolo qui si trovava il Palazzo dei Priori che venne demolito nel 1871 per costruire il Palazzo Comunale.

Il palazzo, che sembra abbracciare la piazza con le sue ali, fu progettato da Pietro Collina. Ha infatti una pianta rettangolare con due bracci che avanzano verso la piazza. 

Palazzo Comunale

Il corpo centrale è un poco aggettante. Al piano terra si trovano tre arcate a tutto sesto che costituiscono una sorta di nartece. La balaustra della balconata centrale è sorretta da colonne doriche. Le finestre, sormontate da timpano triangolare, sono inquadrate da nicchie cieche a tutto sesto di gusto palladiano. 

avancorpo centrale del Palazzo Comunale (visto dalla Torre del Borgo)

avancorpo centrale del Palazzo Comunale

Sulla cornice dell'avancorpo si trova lo stemma civico in pietra circondato da motivi animali e vegetali a bassorilievo.

stemma civico sul Palazzo Comunale

I bracci del palazzo hanno portici con campate voltate a botte e colonne dai capitelli compositi.

braccio del Palazzo Comunale

braccio del Palazzo Comunale

Sul lato Sud della piazza si erge la Torre Civica o Torre del Borgo, la torre ghibellina costruita nel XII secolo e restaurata nel 1322 dopo un incendio.

Torre del Borgo

Torre del Borgo

Torre del Borgo

E' stato Giacomo Leopardi a chiamarla "Torre del Borgo".

versi da "Le Ricordanze" di Giacomo Leopardi (1829)

La torre, alta 36 m. e a pianta quadrata (lato 9m), era un tempo collegata col Palazzo dei Priori.

Torre e Palazzo dei Priori

I muri esterni della torre sono decorati con il bassorilievo in marmo bianco raffigurante il leone rampante dello stemma cittadino scolpito da Jacopo Sansovino (lato Ovest), lo stemma di Fermo donato ai recanatesi in segno di alleanza dai fermani nel XIII secolo (lato Est), il bassorilievo bronzeo della Traslazione della Santa Casa di Loreto (già sulla facciata del Palazzo dei Priori, fu collocata sul lato Sud della Torre Civica solo nell'Ottocento), opera di Pier Paolo Jacometti (1634), la targa ai caduti di Guido Cirilli (1923) e un orologio con quadrante in pietra bianca risalente al 1562 (lato Sud).

orologio (quadrante del 1562)

leone rampante (Jacopo Sansovino)


stemma della città di Fermo (XIII sec.)

targa ai caduti (Guido Cirilli - 1923)

Traslazione della Santa Casa di Loreto (Pier Paolo Jacometti - 1634)

La torre si può visitare internamente e salire sulla sua terrazza (147 gradini).

ingresso della Torre del Borgo/Museo MUREC

Lungo i sette livelli della torre si articola il MUREC (Museo di Recanati), un esposizione che, soprattutto con fotografie, ripercorre la storia di Recanati (dalle origini al '900).

sezioni della Torre del Borgo

sezioni della Torre Civica

Gli ambienti della torre sono collegati da una scala illuminata da feritoie. 

feritoia della torre

collegamento scala e ambienti

scala e feritoia

ingresso di un ambiente

Si può camminare su pavimenti in vetro per vedere gli antichi solai o fermarsi a guardare i monitor con video in volo di Recanati.

antico solaio ricoperto da pavimento in vetro

antico solaio ricoperto da pavimento in vetro

antico solaio ricoperto da pavimento in vetro

monitor con video in volo di Recanati

Al terzo piano è la Sala dell'Orologio così chiamata perché conserva il meccanismo dell'orologio affisso alla torre.

Sala dell'Orologio

Sin dal XIV/XV secolo la Torre Civica era provvista di un orologio pubblico che mostrava l'ora "all'italiana" (ovvero aveva un quadrante con solo 6 ore e l'ora prima coincideva con il tramonto, variabile durante l'anno).

Il quadrante in marmo bianco dell'orologio posto sulla torre risale al 1562.


Dalla metà dell'Ottocento agli anni '70 dello scorso secolo, il meccanismo dell'orologio della torre civica è stato quello costruito da Antonio Galli. I tre pesi che permettono alla macchina di funzionare scendono nel pozzo della torre e venivano ricaricati quotidianamente. Il meccanismo dell'orologio è poi stato sostituito da un modello elettromeccanico e da pochi anni l'orologio funziona grazie ad una centralina elettronica che rimette automaticamente l'ora esatta tramite satellite e emette il suono delle quattro campane.

meccanismo dell'orologio della Torre Civica

meccanismo dell'orologio della Torre Civica

Nella sala sono esposte anche una pianta antica di Recanati e una pianta dell'antico Palazzo dei Priori.

pianta antica di Recanati

pianta del Palazzo dei Priori

La superiore sala espositiva, posta con pavimento trasparente, è allestita con foto del passato e del presente di Recanati.

sala espositiva

sala espositiva con pavimento trasparente

foto di Recanati ieri e oggi

foto di Recanati ieri e oggi

foto di Recanati ieri e oggi

foto di Recanati ieri e oggi

Al penultimo livello si trova la cella campanaria.

cella campanaria
Le campane qui conservate hanno un nome: il Campanone (usata per le solennità, le ore e l'Angelus), la Mezzana o Campana del Consiglio (batte le mezzore e annuncia le sedute del consiglio comunale, la Mezzanella o Campana della Scuola (suona nei periodi dell'anno scolastico dal lunedì al sabato, escluse le festività), e la Piccola o Campana dei Caduti (dedicata a tutti i caduti di guerra). 
campana

campana

campana

I merli ghibellini su beccatelli che coronano la sommità della torre sono stati rifatti nell'Ottocento. 

merli ghibellini della Torre del Borgo (XIX sec.)

Dalla terrazza si può godere di un panorama sul borgo e spingere lo sguardo fino al mare.

panorama di Recanati dalla Torre del Borgo

panorama di Recanati dalla Torre del Borgo

panorama verso i Monti Sibillini dalla Torre del Borgo

panorama verso il mare Adriatico dalla Torre del Borgo

Orari:  venerdì/mercoledì       10.00/13.00  14.30/17.00
Giovedì CHIUSO
tempo di visita 30'
Costo: 5 €
           9,50 € biglietto unico musei civici valido 7 giorni
(Torre del Borgo + Villa Colloredo Mais + Museo della Musica e Museo Beniamino Gigli)


Sul lato della piazza difronte al Palazzo Comunale si trovano alcuni palazzi antichi, tra questi: Palazzo Centofiorini (Piazza Leopardi N°13), Palazzo Galamini (Piazza Leopardi N°10), Palazzo Ercole Massucci (Piazza Leopardi N°7), Palazzo Passeri (Piazza Leopardi N°3).

Palazzo Passeri (già Torri-Santacroce - XVIII/XIX sec.)

A chiudere il lato Sud della piazza si trova la fiancata della Chiesa di San Domenico.

Chiesa di San Domenico

La chiesa fu costruita tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo dai padri Domenicani.
Dalle sue origini al 1700 la chiesa era a navata unica coperta con travature lignee. Fu poi ricostruita nel XVIII secolo e rimaneggiata nel XIX secolo.

La facciata a capanna della chiesa è in laterizio e presenta tre arcate cieche in cui sono inglobate le finestre a tutto sesto e il portale. Archetti decorano la sommità della facciata.

facciata della Chiesa di San Domenico

Il portale monumentale, progettato dall'architetto Giuliano da Majano, risale all'epoca rinascimentale. Fu intagliato dal fiammingo Jacobus Johannes nel 1481. Nella lunetta è posta la statua di San Domenico.

portale della Chiesa di San Domenico (Giuliano da Majano - 1481)

La navata unica della chiesa è costituita da sette campate: campate lunghe si alternano a campate corte.

navata unica della Chiesa di San Domenico

Nelle campate maggiori sono posti gli altari laterali barocchi.
Nella prima campata sinistra si trova il fonte battesimale in stile neogotico.

altari laterali della chiesa

San Sebastiano (Torregiani)

Salvator Mundi e Santi (Domenico Peruzzini)

Il transetto è sormontato da una volta a ombrello.

volta ad ombrello del transetto

L'abside della chiesa in stile neogotico è ottocentesca.

abside

ciborio

La Madonna del Rosario posta sopra all'altare è anche chiamata Madonna della Vittoria, in quanto commemora la partecipazione di un contingente di cittadini e marinai recanatesi alla battaglia di Lepanto (1571). All'intercessione di questa Vergine fu attribuito l'esito positivo della Lega Santa.

Madonna del Rosario o Madonna della Vittoria

CURIOSITA': si narra che San Pietro martire soggiornò nel convento (non più esistente) della Chiesa di San Domenico, alla quale fece dono della reliquia di un pezzo di legno della Santa Croce. Per dimostrarne l'autenticità la gettò nel fuoco davanti alla chiesa, e questa non si bruciò.

Nel polittico per l'altare maggiore che i Padri Domenicani commissionarono a Lorenzo Lotto nel XVI secolo (oggi conservato alla Pinacoteca di Villa Colloredo Mels), è raffigurato San Pietro martire insieme a San Vito (scomparto inferiore destro).

Polittico di San Domenico (Lorenzo Lotto - 1506/1508 - Pinacoteca di Villa Colloredo Mels)

San Pietro martire e San Vito (particolare del Polittico di San Domenico di Lorenzo Lotto - 1506/1508 - Pinacoteca di Villa Colloredo Mels)

Sempre di Lorenzo Lotto è l'affresco di San Vincenzo Ferrer in gloria (1511/1513), l'unico affresco realizzato dall'artista nelle Marche. Nel Settecento l'affresco, commissionato per una delle cappelle absidali, fu mutilato della sua parte superiore e inferiore per poter avere le dimensioni di una pala da porre sopra ad un altare laterale.

San Vicenzo Ferrer in gloria (Lorenzo Lotto - 1513)


CONCLUSIONI                                                                                                                   Eccoci arrivati alla fine della prima parte di una passeggiata lungo le principali vie di Recanati. Un secondo post seguirà per ultimare il percorso alla scoperta di questo borgo ricco di storia e opere d'arte.


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