Dopo aver apprezzato l'architettura e la decorazione degli esterni della Cattedrale di San Martino di Lucca, entriamo al suo interno alla scoperta dei capolavori d'arte in essa conservati.
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| pianta della Cattedrale di San Martino |
L'interno della Cattedrale di San Martino ha subito nei secoli dei cambiamenti, e da un edificio a 5 navate con 12 altari, è divenuta nel 1372 una chiesa a croce latina con 3 navate e doppio transetto.
Anche lo stile dei suoi interni ha subito una trasformazione parziale, ma ha mantenuto un aspetto gotico nella sua alta navata centrale con finti matronei, trifore e vetrate istoriate, e nei transetti (XIV secolo).
Si nota subito la differenza d'altezza delle volte della navata centrale rispetto a quelle delle navate laterali.
Le volte della navata centrale e del presbiterio sono state dipinte con stelle e raffigurazioni di Profeti, Figure maschili e Evangelisti, mentre le volte delle navate laterali sono state dipinte senza figurazioni.
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| volte del presbiterio: Evangelisti e Profeti (Baldassarre di Biagio del Firenze - XV sec.) |
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| volte della navata centrale (Baldassarre di Biagio del Firenze - XV sec.) |
Colpisce la fantasia dei disegni dei riquadri del pavimento tardomedievale realizzati in tarsie marmoree policrome da Matteo Civitali e bottega (XV secolo).
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| pavimento della cattedrale (Matteo Civitali e bottega - XV secolo) |
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| pavimento della cattedrale (Matteo Civitali e bottega - XV secolo) |
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| pavimento della cattedrale (Matteo Civitali e bottega - XV secolo) |
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| pavimento della cattedrale (Matteo Civitali e bottega - XV secolo) |
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| pavimento della cattedrale (Matteo Civitali e bottega - XV secolo) |
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| pavimento della cattedrale (Matteo Civitali e bottega - XV secolo) |
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| pavimento della cattedrale (Matteo Civitali e bottega - XV secolo) |
Tra la quarta e la quinta campata della navata centrale si trova un riquadro raffigurante il Giudizio di Salomone che simboleggia l'equità con cui si governava nella Lucca Repubblicana. Quest'opera fu realizzata tra il 1475 e il 1477 da Matteo Civitali e da Antonio di Ghino da Siena.
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| Giudizio di Salomone (Matteo Civitali / Antonio di Ghino da Siena - 1475/1477) |
Il pavimento del coro a motivi vegetali è attribuito a Francesco Riccomanni e Matteo di Giovanni Coli.
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| pavimento del coro (Francesco Riccomanni e Matteo di Giovanni Coli) |
Le vetrate policrome che davano luce e decoravano la cattedrale, poste in corrispondenza degli altari delle navate, furono distrutte quasi tutte da una cannonata lanciata sulla chiesa dai Tedeschi nel 1944. Quelle presenti, raffiguranti Santi, furono realizzate da Giuseppe Ardinghi tra il 1952 e il 1956.
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| vetrata: Sant'Antonio (Giuseppe Ardinghi - 1952/1956) |
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| vetrata: Sant'Anselmo (Giuseppe Ardinghi - 1952/1956) |
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| vetrata: San Giuseppe (Giuseppe Ardinghi - 1952/1956) |
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| vetrata: San Paolo (Giuseppe Ardinghi - 1952/1956) |
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| vetrata: San Paolino (Giuseppe Ardinghi - 1952/1956) |
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| vetrata: Santa Zita (Giuseppe Ardinghi - 1952/1956) |
Addossato al quinto pilastro destro della navata centrale si trova un pulpito con ornati realizzati da Matteo Civitali nel 1498. In origine era sormontato da una cupola lignea decorata con lunette con profeti.
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| pulpito (Matteo Civitali - 1498) |
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| pulpito (Matteo Civitali - 1498) |
All'altezza del terzo pilastro si trova sospesa al soffitto una grata di ferro.
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| grata di ferro |
La griglia è deputata alla celebrazione del "rito della stoppa" vestigio medievale che si svolge il 14 settembre in occasione dell'Esaltazione della Santa Croce. Era un rito che si svolgeva anche durante l'incoronazione dell'imperatore di Bisanzio e l'investitura del Papa. Nel momento del Gloria della liturgia viene acceso un fascio di stoppa legato a questa grata. Simboleggia la vanità delle cose terrene.
Nella navata sinistra troviamo cinque altari (che furono realizzati con i cinque della navata destra da J.Piccardi su disegno di A.Lupi nel XVI secolo) con tele quasi tutte Cinquecentesche.
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| navata sinistra |
Sul primo altare si trova la Natività di Maria di Giovanni Battista Paggi (1591).
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| Natività di Maria (Giovanni Battista Paggi -1591) |
Sul secondo altare vi è la tela della Presentazione di Maria al Tempio di Alessandro Allori (1598).
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| Presentazione di Maria al Tempio (Alessandro Allori - 1598) |
Sul terzo altare troviamo un'Annunciazione, opera di Giovanni Battista Paggi (1597).
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| Annunciazione (Giovanni Battista Paggi - 1597) |
Sul quarto altare ha trovato posto la tela raffigurante la Visitazione di Jacopo Ligozzi (1596). Purtroppo durante la nostra visita l'altare era transennato forse per restauro.
Sul quinto altare si trova la tela dell'Assunzione di Stefano Tofanelli (1808).
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| Assunzione (Stefano Tofanelli - 1808) |
Nella navata sinistra si trova anche un tempietto ottagonale realizzato in marmo e con copertura in maioliche da Matteo Civitali nel 1484 per conservare l'immagine sacra visitata da sempre da pellegrini e fedeli: il Volto Santo.
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| Tempietto del Santo Volto (Matteo Civitali - 1484) |
Molto bella è la statua di San Sebastiano che adorna una delle nicchie esterne del tempietto.
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| San Sebastiano (Matteo Civitali - 1484) |
Il tempietto fu commissionato da Domenico Bertini di cui si possono vedere sull'esterno della cappella lo stemma, il motto, il cartiglio-firma e il ritratto del donatore.
Il tempietto subì nel tempo delle modifiche.
In epoca barocca il tempietto venne dorato. Per le arcate del tempietto furono realizzate dai Fancelli su disegno di Pietro da Cortona le quattro statue degli Evangelisti (oggi conservate nel Museo del Duomo). Poste nelle nicchie del tempietto nel 1665, furono poi tolte nel 1838.
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Evangelisti (Fancelli su dis. Pietro da Cortona - 1655 - Museo del Duomo)
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La cappella viene aperta durante le festività che riguardano la sacra immagine per mostrarla ai fedeli, ma durante la nostra visita il Volto Santo era stato tolto dalla sua collocazione e trasferito nel transetto sinistro per essere restaurato. Il restauro era quasi terminato e al momento della pubblicazione di questo post sarà sicuramente ritornato nel tempietto.
Il Volto Santo è una scultura lignea raffigurante un Crocifisso policromo di età carolingia (VIII/IX secolo) divenuto il simbolo della città.
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| Volto Santo (in restauro nel transetto Nord) |
Il Volto Santo è considerato la più antica scultura lignea dell'Occidente.
E' un'immagine acheropita (ovvero ritenuta autentica e miracolosa) di Christus Triumphans (ovvero Gesù vivo sulla Croce che trionfa sulla morte). E' costituita da tre pezzi di legno e oltre ad essere stata dipinta e in alcune parti dorata, è stata usata pasta vitrea per realizzare gli espressivi occhi.
Il Volto Santo fu creduto il ritratto di Cristo scolpito da Nicodemo, un suo discepolo, e il volto fu completato nella notte da Angeli (ma le analisi della datazione smentiscono la leggenda).
L'immagine fu nascosta in Palestina fino al 742, anno in cui fu posto su un'imbarcazione senza equipaggio per farlo portare in un posto sicuro dalla Provvidenza. L'imbarcazione arrivò al porto di Luni. L'immagine sacra fu messa su un carro trainato da buoi che si diressero spontaneamente a Lucca. In città fu posta nella Chiesa di San Giovanni e Santa Reparata, ma durante la notte l'immagine sacra scomparve, per poi essere ritrovata nei pressi della Cattedrale di San Martino. Per questo si pensò di doverla conservare in questo luogo.
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| riproduzione del Volto Santo (orafo lucchese - prima del 1655 - Museo del Duomo) |
Cristo è vestito con il colobio, un lungo indumento senza maniche e quando si celebrano le festività di Santa Croce (il 3 maggio e il 14 settembre) viene decorato con i gioielli conservati nel Museo del Duomo.
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| gioiello del Volto Santo (1660 - Museo del Duomo) |
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| calzari del Volto Santo (Paolo Mazzucchi - 1611 - Museo del Duomo) / scettro del Volto Santo ( Pietro Casali - 1852 - Museo del Duomo) / calice del Volto Santo (XIX sec. - Museo del Duomo) / chiavi della città (1814 - Museo del Duomo) |
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| corona e collare del Volto Santo (Ambrogio Giannoni - 1655 e 1657 - Museo del Duomo) |
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| fregio della veste e manipoli del Volto Santo (1384 e copia nel 1951 - Museo del Duomo) |
CURIOSITA': il Volto Santo viene citato nel versetto 48 del XXI canto dell'Inferno da Dante nella Divina Commedia.
La navata sinistra termina con una delle cantorie degli organi della cattedrale.
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| cantoria e organo della navata sinistra |
Durante la nostra visita il transetto sinistro era occupato in gran parte dal laboratorio per il restauro del Volto Santo.
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| transetto sinistro |
Si scorgeva in parte il Monumento funebre dei tre vescovi Bartolomeo, Alessandro e Alessandro II.
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| Monumento funebre del vescovo Alessandro II |
Nella Cappella del Santuario posta a fine transetto è custodita la pala d'altare della Madonna col Bambino tra i Santi Stefano e Giovanni Battista, opera di Fra' Bartolomeo.
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| Cappella del Santuario |
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| Madonna col Bambino e i Santi Stefano e Giovanni Battista (Fra' Bartolomeo - 1509) |
Alla destra della cappella si trova l'Altare della Libertà, realizzato dal Giambologna nel 1579.
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| Altare della Libertà (Giambologna - 1579) |
Nel capolavoro manieristico sono raffigurati Cristo Risolto, San Pietro e San Paolo. E' anche raffigurata a bassorilievo una veduta di Lucca.
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Altare della Libertà (Giambologna - 1579)
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Ancor oggi la domenica successiva a quella della Pasqua viene qui commemorata la liberazione di Lucca dal dominio pisano avvenuta l'8 aprile 1369: Carlo IV restituì a Lucca il diritto di costituirsi come Repubblica autonoma.
Alla fine della navata centrale l'abside semicircolare, illuminata da tre vetrate romaniche, ospita il presbiterio con l'altare maggiore barocco in marmi policromi e un altare per la celebrazione più moderno.
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presbiterio della cattedrale
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vetrata romanica dell'abside: (Pandolfo Ugolino - 1485)
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vetrata romanica dell'abside (San Matteo e San Marco)
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| vetrata romanica dell'abside (San Giovanni Evangelista e San Luca) |
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| altare maggiore |
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| altare maggiore |
Nel catino absidale Giovanni Coli e Filippo Gherardi hanno realizzato un affresco che raffigura la Trinità in Gloria tra i Santi (1678): i Santi Paolino e Pietro affidano la città di Lucca alla protezione della Trinità con l'intercessione della Vergine.
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| Trinità in Gloria tra i Santi (Giovanni Coli e Filippo Gherardi - 1678) |
Dall'alto pende un Crocifisso detto Croce di Santa Giulia (artista lucchese del XII secolo).
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| Croce di Santa Giulia (autore lucchese - (XII sec.) |
Sopra ad un arco del presbiterio è conservato l'affresco di un Santo Diacono.
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| Santo Diacono |
Alla destra dell'altare maggiore, preceduto da una balaustra marmorea, di trova l'Altare di San Regolo realizzato da Matteo Civitali per conservare il corpo di San Regolo portato a Lucca da Populonia nel 780 dal Vescovo Giovanni.
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| Altare di San Regolo (Matteo Civitali) |
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| Altare di San Regolo (Matteo Civitali) |
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| balaustra marmorea che racchiude l'Altare di San Regolo |
Il sarcofago del Santo si trova nella parte superiore dell'altare mentre al di sotto di questo si trovano le tre statue che raffigurano San Regolo, San Giovanni Battista e San Sebastiano.
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| Altare di San Regolo: sarcofago (Matteo Civitali) |
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| Altare di San Regolo: San Giovanni Battista / San Regolo / San Sebastiano (Matteo Civitali) |
Nei bassorilievi dell'altare sono raffigurati i Martiri dei tre Santi.
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| bassorilievo dell'Altare di San Regolo: Martirio di San Giovanni Battista (Matteo Civitali) |
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| bassorilievo dell'Altare di San Regolo: Martirio di San Regolo (Matteo Civitali) |
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| bassorilievo dell'Altare di San Regolo: Martirio di San Sebastiano (Matteo Civitali) |
Accanto all'Altare di San Regolo, inserita tra il transetto e la testata della navata destra, si trova la Cappella del SS.Sacramento circoscritta da due prospetti con cancellate.
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| Cappella del SS.Sacramento |
Sull'altare della cappella si trovano due Angeli di Matteo Civitali, inginocchiati verso il tabernacolo a forma di tempietto di Vincenzo Civitali (figlio del fratello di Matteo Civitali).
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| altare della Cappella del SS.Sacramento: Angeli (Matteo Civitali - 1473/1478) / Tabernacolo (Vincenzo Civitali) |
E' anche conservata nella cappella una Madonna col Bambino e i Santi Nicola, Biagio, Antonio Abate e Valeriano di Francesco Anguilla realizzata nel XV secolo.
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| Madonna col Bambino e i Santi Nicola. Biagio, Antonio Abate e Valeriano (Francesco Anguilla - XV sec.) |
Nel transetto destro si trova, accanto alla Cappella del SS.Sacramento, il Monumento Funebre di Domenico Bertini e Sveva Risaliti, opera di Matteo Civitali (1479). E' qui sepolto colui che commissionò il tempietto del Santo Volto.
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Monumento funebre di Domenico Bertini e Sveva Risaliti (Matteo Civitali - 1479)
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| Monumento funebre di Domenico Bertini e Sveva Risaliti (Matteo Civitali - 1479) |
Sempre nel transetto meridionale, sulla parete Ovest, si trova il Monumento funebre di Pietro da Noceto, commissionato dal figlio Nicolao a Matteo Civitali. E' questa la prima opera di Civitali datata e firmata.
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| Monumento funebre di Pietro da Noceto (Matteo Civitali - 1472) |
Il monumento funebre di chi divenne segretario di papa Niccolò V era originariamente posto vicino all'Altare di San Regolo.
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| particolare della lunetta del Monumento funebre di Pietro da Noceto (Matteo Civitali - 1472): profili di Pietro e di Nicolao da Noceto |
L'acquasantiera con teste di Angeli e fogliame posta accanto al pilastro del transetto è opera di Jacopo della Quercia (1413).
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| acquasantiera (Jacopo della Quercia - 1413) |
Prima di percorrere la navata destra si può entrare in Sacrestia dove sono conservati molti capolavori d'arte.
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| ingresso alla Sacrestia |
Il primo fra tutti è il Monumento sepolcrale di Ilaria Del Carretto, opera di Jacopo della Quercia.
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| Monumento sepolcrale di Ilaria Del Carretto (Jacopo della Quercia - 1406/1410) |
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| Monumento sepolcrale di Ilaria Del Carretto (Jacopo della Quercia - 1406/1410) |
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| Monumento sepolcrale di Ilaria Del Carretto (Jacopo della Quercia - 1406/1410) |
Il monumento, capolavoro rinascimentale realizzato tra il 1406 e il 1410, era stato commissionato da Paolo Giunigi, Signore di Lucca, per la sua seconda moglie morta a soli 26 anni dando alla luce la sua secondogenita, l'8 dicembre 1405.
Ilaria Del Carretto era nata in una nobile famiglia proveniente dalla Liguria, e a 24 anni aveva sposato Paolo Giunigi a cui diede un primo figlio maschio.
L'immagine della defunta è posta sopra ad un basamento isolato, visibile su tutti i quattro lati, composto da quattro lastre. I lati corti del basamento sono decorati con una croce arborata e gli stemmi dei Giunigi e Del Carretto. I lati lunghi del basamento sono occupati da putti che reggono festoni (come sui sarcofaghi antichi).
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| particolare del Monumento sepolcrale di Ilaria Del Carretto (Jacopo della Quercia - 1406/1410): stemma unito delle famiglie Giunigi e Del Carretto |
Il corpo della defunta è scolpito con realismo. La donna indossa una veste tipica del costume franco-fiammingo (pellanda) e i suoi capelli sono acconciati elegantemente. Originariamente il cuscinetto sulla sua testa era ornato con ramoscelli con foglie dorate. Ai suoi piedi è stato scolpito un cagnolino (simbolo della fedeltà coniugale).
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Monumento sepolcrale di Ilaria Del Carretto (Jacopo della Quercia - 1406/1410)
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Il monumento, originariamente posto nel transetto all'Altare di San Biagio, non ospitò mai il corpo di Ilaria Del Carretto. Fu smembrato e poi ricomposto in Sacrestia nel Novecento.
Il monumento, per la sua bellezza, ispirò D'Annunzio, Quasimodo e Pasolini.
Sull'altare della Sacrestia si trova la Sacra Conversazione di Domenico Ghirlandaio (1479), nella quale sono raffigurati la Madonna col Bambino in trono tra i Santi Pietro, Clemente, Sebastiano e Paolo.
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| Altare della Sacrestia |
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| Sacra Conversazione (Domenico Bigordi detto Ghirlandaio - 1479) |
Il rilievo marmoreo ai piedi dell'altare affigura Sant'Agnello ed è attribuito a Giovanni da Imola (forse realizzato nel 1413).
Nella lunetta dell'altare è raffigurato un Cristo in Pietà attribuito a Filippino Lippi e bottega (forse del 1498).
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| Cristo in Pietà (Filippino Lippi e bottega - 1498 ?) |
Nella predella son stati dipinti San Matteo, la Liberazione di San Pietro dal carcere, il Martirio di San Clemente, una Pietà, il Martirio di San Sebastiano, la Conversione di San Paolo, San Lorenzo. La predella è attribuita a Bartolomeo di Giovanni ed è forse stata realizzata nel 1479.
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| predella: San Matteo / Liberazione di San Pietro dal Carcere (attr. Bartolomeo di Giovanni - 1479?) |
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predella: Martirio di San Clemente / Pietà (attr. Bartolomeo di Giovanni - 1479?)
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predella: Martirio di San Sebastiano / Conversione di San Paolo / San Lorenzo (attr. Bartolomeo di Giovanni - 1479?)
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Sulle pareti della Sacrestia hanno anche trovato posto il Matrimonio Mistico di Santa Caterina d'Alessandria di Ranieri di Leonardo Mariani (1507), un San Girolamo penitente attribuito a Paolo Biancucci (XVII secolo), l'Elemosina di San Martino di Girolamo Scaglia (1665), una Circoncisione di Jacopo Ligozzi e una Madonna col Bambino in trono tra i Santi Agnello, Regolo, Antonio Abate ed Edmondo attribuita a Francesco Anguilla (XV secolo).
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| Matrimonio Mistico di Santa Caterina d'Alessandria (Ranieri di Leonardo Mariani - 1507) |
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| San Girolamo Penitente (attr. Paolo Biancucci - XVII sec.) |
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| Elemosina di San Martino (Girolamo Scaglia - 1665) |
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| Circoncisione (Jacopo Ligozzi - 1594) |
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| Madonna col Bambino in trono tra i Santi Agnello, Regolo, Antonio Abate ed Edmondo (attr. Francesco Anguillara - XV sec.) |
Sull'ingresso alla Sacrestia si trova l'altra cantoria con organo della cattedrale.
Anche lungo la navata destra si trovano cinque altari con altrettante pale.
Dal transetto verso la controfacciata, il primo altare conserva una Resurrezione opera di Michele Ridolfi (1824).
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| Resurrezione (Michele Ridolfi - 1824) |
Sul secondo altare vi è una Crocifissione di Domenico Cresti detto "Il Passignano" (1596).
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| Crocifissione (Domenico Cresti detto "Il Passignano" - 1598) |
Il terzo altare conserva la tela dell'Ultima Cena dipinta tra il 1592 e il 1594 da Jacopo Robusti detto "Il Tintoretto". E' uno dei capolavori di cui la cattedrale si può vantare.
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| Ultima Cena (Jacopo Robusti detto "Tintoretto" - 1592/1594) |
Sul quarto altare è posta un'Adorazione dei Magi di Federico Zuccari (1598).
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| Adorazione dei Magi (Federico Zuccari - 1598) |
Sul quinto altare ha trovato posto un'Adorazione dei Pastori realizzata da Domenico Cresti detto "Il Passignano" (1594).
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| Adorazione dei Pastori (Domenico Cresti detto "Il Passignano" - 1594) |
Sulla controfacciata si trova un affresco che raffigura la Storia del Volto Santo, opera realizzata da Vincenzo Frediani (XV secolo), e la statua originale di San Martino che divide il mantello con un povero di autore ignoto (1204/1233) la cui copia si trova sulla facciata della cattedrale.
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| controfacciata della cattedrale |
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| San Martino che divide il mantello con un povero (autore ignoto - 1204/1233) |
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| Storie del Volto Santo (Vincenzo Frediani - XV sec.) |
CURIOSITA': il Maestro Giacomo Puccini, nativo di Lucca, non ottenne mai la carica di organista della Cattedrale di San Martino occupata da un Puccini ininterrottamente per 124 anni (1740/1864).www.museocattedralelucca.it/cattedrale-lucca/
Orari Cattedrale: lunedì/venerdì 9.30/18.30
sabato 9.30/18.00
domenica 12.00/18.30
Orari Campanile: lunedì/domenica 10.00/18.30
Costo: Cattedrale + Monumento di Ilaria del Carretto 3 €
Campanile 3 €
biglietto cumulativo (Cattedrale + Campanile + Museo del Duomo + Chiesa di San Giovanni e Santa Reparata e area archeologica) 10 €
CONCLUSIONI Come l'esterno, anche l'interno della Cattedrale di San Martino regala opere d'arte di grande bellezza e importanza nella Storia dell'Arte e della città. Consiglio di visitare anche il Museo del Duomo per completare la conoscenza di questo sito.