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Tra i tipici vicoli di Genova chiamati "caruggi" del quartiere del Molo, vicino al Porto Antico e alla Cattedrale di San Lorenzo, si trova la Chiesa di San Pietro in Banchi.
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| Chiesa di San Pietro in Banchi |
La Chiesa di San Pietro in Banchi è anche chiamata la "Chiesa sopra le botteghe" in quanto ha la particolarità di essere stata eretta sopra ad alcuni esercizi commerciali.
Nel IX secolo in quest'area della città posta all'epoca fuori delle mura, alla foce di un torrente, in una zona coltivata ad orti e scarsamente popolata, si trovava una prima chiesetta, costruita sui resti di un antico tempio pagano al quale forse apparteneva una statua del dio bifronte Giano, ritrovata nei pressi della chiesa.
Sorta nei pressi di una porta cittadina la chiesetta prese il nome di Chiesa di San Pietro della Porta. La chiesa, dedicata all'Apostolo pescatore, divenne la chiesa preferita dei pescatori genovesi. Nella chiesetta si riunivano anche i crociati per pregare prima di partire per la Terra Santa. Nella piazza antistante la chiesa avveniva ogni anno la cosiddetta "benedizione del mare" con le ceneri del Battista, patrono della città, portate a Genova dai crociati dopo la Prima Crociata (1099).
Nel X secolo l'area intorno alla chiesetta divenne una piazza commerciale cittadina, e nel XII secolo uno dei più grandi mercati di grano di Genova.
A partire dal 1155 venne eretta la cinta muraria "del Barbarossa" che incluse all'interno della città anche la chiesetta.
Nel XIII secolo l'area nei pressi della chiesa era chiamata la "piazza dei banchieri", per la presenza di banchi di cambiavalute e notai, ma nel 1398 un incendio scoppiato durante una rissa tra Guelfi (chiamati a Genova "Rampini") e Ghibellini (chiamati "Mascherati") della città, finì per danneggiare la piazza, i banchi, le case di famiglie illustri genovesi che qui erano sorte e anche la chiesa. La chiesa, divenuta un rudere, fu demolita e al suo posto nel XV secolo venne eretto un palazzo di Giannotto Lomellini, 68° doge della città.
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| piazza antistante la Chiesa di San Pietro in Banchi |
Nel 1500 si ebbe a Genova un rinnovamento architettonico e urbanistico e su questa piazza vennero realizzati banchi, botteghe e la pietra per i bandi cittadini. Dopo la peste che colpì la città nel 1579 fu costruita una nuova chiesa che, come voto per l'intercessione della Vergine alla fine dell'epidemia, fu dedicata all'Immacolata Concezione.
Il progetto della chiesa, commissionato dal Senato della Repubblica di Genova, venne affidato a Bernardo Cantone, mentre la costruzione ad Andrea Ceresola.
Venne cambiato l'orientamento del luogo di culto rispetto a quello precedente: la prima chiesa era rivolta verso il mare, mentre quella nuova verso la piazza.
Per poter essere pagate le spese di costruzione dell'edificio sacro e risarcire i Lomellini della perdita della loro proprietà, venne inclusa nel progetto la realizzazione di botteghe al pian terreno della chiesa. Furono vendute 28 botteghe nel 1583 e la chiesa autofinanziata prese il nome di Chiesa di San Pietro in Banchi.
Con la fine della Repubblica dogale (1797), il governo rivoluzionario e l'annessione della Liguria ai Savoia, la chiesa finì per versare in un cattivo stato di conservazione e nel 1907 furono necessari dei restauri che portarono alla demolizione delle aree sottostanti alla chiesa dove vi erano le sepolture di nobili genovesi.
Nel 1942 una bomba colpì la facciata della chiesa, e insieme alla facciata vennero distrutti i campaniletti e parte della volta. Così la chiesa ebbe bisogno di un nuovo restauro e fu riaperta al culto nel 1952.
Per accedere alla chiesa, e superare il basamento formato tutt'oggi da botteghe, bisogna oltrepassare una cancellata e salire uno scalone in marmo bianco, sino a trovarsi su una terrazza che circonda la chiesa, delimitata da una balaustra in marmo.
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| Cancellata d'ingresso alla Chiesa di San Pietro in Banchi |
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| scalinata d'accesso alla chiesa |
La facciata, in cui si apre una doppia fila di finestre, è decorata con architetture dipinte. L'ingresso è preceduto da un portico costituito da tre campate con volte a crociera affrescate.
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| portico affrescato della Chiesa di San Pietro in Banchi |
A delimitare la facciata vi sono due piccoli campanili che con le loro campane e orologi scandivano gli orari della contrattazione della vicina borsa, mentre un terzo campanile è rivolto verso il mare. Oltre al tetto a falde, la chiesa è coronata da una cupola ricoperta di ardesia, con tamburo ottagonale e lanternino.
La chiesa ha una pianta a croce latina. Ha un'unica navata, un'abside semicircolare profonda, un breve transetto e quattro cappelle poco profonde coperte da volta a botte.
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| interno della Chiesa di San Pietro in Banchi |
L'interno della chiesa è rivestito di marmo bianco e decorato con paraste corinzie.
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| navata e abside della chiesa |
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| controfacciata della chiesa |
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| calotta absidale: Passione di Cristo / SS. Trinità / Consegna delle chiavi a San Pietro (Marcello Sparzo) |
Nel coro, oltre all'altare maggiore decorato con differenti marmi, si trovano una tela con San Pietro Apostolo, opera di Cesare Corte, e un Crocifisso del 1700.
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| presbiterio con altare maggiore |
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| Crocifisso (1700) / San Pietro Apostolo (Cesare Corte) |
Nei peducci della cupola Paolo Gerolamo Piola ha dipinto ad affresco i Quattro Evangelisti (XVII secolo).
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Alla sinistra dell'abside si apre la Cappella dell'Immacolata fatta costruire dalla Repubblica di Genova come voto per la cessazione della peste (lo stemma della città posto sul fastigio della cappella lo testimonia).
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| Cappella dell'Immacolata |
Le statue che nelle nicchie affiancano la cappella rappresentano San Giovanni Battista e San Giorgio (patroni della città), San Sebastiano e San Rocco (invocati contro la peste), e vennero realizzate da Taddeo Carlone e da Daniele Casella (XVIII secolo). Sull'altare vi è la tela che raffigura l'Immacolata di Andrea Semino (1588) con iscrizione che testimonia la commissione della cappella. Sopra la tela vi sono affreschi di Andrea Ansaldo raffiguranti la Madonna in trono e la Presentazione al tempio (1630).
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| Immacolata (Andrea Semino - 1588) |
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| San Giorgio / San Rocco (Taddeo Carlone e Daniele Casella - XVIII sec.) |
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| San Sebastiano / San Giovanni Battista (Taddeo Carlone e Daniele Casella - XVIII sec.) |
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Opposta a questa cappella, a destra dell'abside, si trova la Cappella di San Giovanni Battista.
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| Cappella di San Giovanni Battista / Decollazione del Battista (Benedetto di Brandimarte - 1590) |
La tela posta sull'altare raffigura la Decollazione del Battista, opera di Benedetto di Brandimarte. Anche questa cappella è affiancata da quattro nicchie con le statue di Santo Stefano, Santa Elisabetta, San Zaccaria e San Giovanni Evangelista realizzate anch'esse da Taddeo Carlone e da Daniele Casella.
CURIOSITA': Le statue di San Zaccaria e Santa Elisabetta sono le copie di quelle scolpite da Matteo Civitali per la Cappella di San Giovanni Battista nella Cattedrale di San Lorenzo.
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| San Zaccaria/ San Giovanni Evangelista (Taddeo Carlone e Daniele Casella - XVIII sec.) |
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| Santo Stefano / Santa Elisabetta (Taddeo Carlone e Daniele Casella - XVIII sec.) |
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Nella seconda cappella destra è posta sull'altare una statua in gesso nota come "Cristo senza mani" di scultore anonimo, servita come calco per una fusione in bronzo, con la particolarità che è stata ritrovata senza mani in un magazzino di un marmista. Accanto alla statua vi sono le parole di una preghiera di un anonimo fiammingo del XV secolo:
" Cristo non ha mani, ha soltanto le nostre mani, per fare oggi le nostre opere"
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| "Cristo senza mani" (scultore anonimo) |
Orari: 9.00/18.00
CURIOSITA': sulle scale d'accesso alla chiesa, il 25 febbraio 1682, in un agguato notturno, venne ucciso il musicista romano e "Don Giovanni" Alessandro Stradella, forse per una vendetta d'amore. Non venne mai trovato il colpevole, ma forse il mandante fu Giovanni Battista Lomellini che sospettava una relazione tra sua sorella e il compositore che le impartiva lezioni di musica.
CURIOSITA': verso il 1590 venne eretta sulla Piazza dei Banchi la Loggia dei Mercanti per dare ai banchieri che operavano all'aperto sulla piazza una sede al coperto, decorata con marmi e con ampie arcate. Nel 1855 nacque poi nella loggia la prima Borsa Valori d'Italia.
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| Loggia dei Mercanti |
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