venerdì 4 settembre 2026

Genova: la Chiesa di Santa Maria Maddalena e San Girolamo Emiliani

 

Nel dedalo medievale dei caruggi che costituiscono il centro storico di Genova si trova una chiesa dalle origini antiche che è divenuta un gioiello del barocco genovese: la Chiesa di Santa Maria Maddalena e di San Girolamo Emiliani.

La chiesa, che ha dato nome alla piazzetta antistante e all'intero quartiere (sestiere), è sorta come cappella nel XII secolo sull'antica Via Romana (che percorreva Genova da Ovest ad Est passando al di fuori delle mura), in una zona posta all'epoca al di fuori delle mura cittadine carolinge, costruite per difendere la città dagli attacchi dei Saraceni. Solo dopo la costruzione delle mura dette del Barbarossa (1155), la chiesa venne racchiusa dalla cinta muraria.

Il convento e il chiostro risalgono al XII secolo. 

La cappella assunse l'aspetto dell'attuale chiesa nel XVI, dopo la ristrutturazione affidata ad Andrea Ceresola detto il Vannone, che tra il 1585 e il 1587 invertì l'orientamento dell'edificio e ampliò l'unica navata. La cappella che originariamente era dedicata solo a Santa Maria Maddalena, venne intitolata anche a San Girolamo Emiliani, protettore e fondatore dell'Ordine dei padri Somaschi alle cure dei quali fu affidata la chiesa. 

Nel 1589 venne realizzato il portico, una trifora sorretta da quattro colonne in marmo di ordine tuscanico e con apertura centrale ad arco, posto davanti alla facciata. Nel 1635 la navata della chiesa venne divisa in tre navate (quella centrale più alta di quelle laterali) da colonne binate, fu eretta la cupola con pennacchi sul transetto. I lavori di ristrutturazione terminarono nel 1661. 

Nel 1911 fu ricostruito il portico andato distrutto e la facciata, su progetto dello scultore Carlo Canavese, fu arricchita con stucchi e con due nicchie nelle quali si trovano le statue di Santa Maria Maddalena e di San Girolamo Emiliani.

La parte superiore della facciata è coperta da un piccolo terrazzo con balaustra.

Dal 1720 coronavano la sommità della facciata cinque statue : la Madonna col Bambino e le Virtù Cardinali (Giustizia, Temperanza, Prudenza e Fortezza), opere trecentesche di Giovanni pisano o della sua bottega. Queste statue, che originariamente decoravano il Monumento funebre di Margherita di Brabante (moglie dell'imperatore Arrigo VII, morta a Genova nel 1311), situato nella demolita Chiesa di San Francesco a Castelletto, furono spostate sotto il portico accanto all'ingresso nel 1911, poi nella chiesa (1986) e infine nel Museo Diocesano.

La facciata termina con un frontone con un timpano, rosone e stemma dei padri Somastri.

La chiesa ha una copertura in ardesia e un campanile con cupola semisferica posto dietro il coro.

L'interno a tre navate presenta un ampio transetto, una decorazione con rivestimenti in marmo, stucchi dorati e affreschi.

abside della Chiesa di Santa Maria Maddalena e San Girolamo Emiliani

colonne binate e decorazioni barocche della Chiesa di Santa Maria Maddalena e San Girolamo Emiliani

Sulla volta a botte della navata centrale Sebastiano Galeotti nel 1729 ha affrescato l'Eterna Sapienza tra Misericordia e Giustizia e il Trionfo delle Virtù sui Vizi. Nei medaglioni lungo il cornicione e nelle zone di passaggio tra le navate sono raffigurati Santi e Dottori della ChiesaSan Carlo Borromeo, San Pio V, Papa Gregorio XIII e San Girolamo Emiliani. Le quadrature sono state realizzate da Francesco Costa.

Eterna Sapienza tra Misericordia e Giustizia / Trionfo delle Virtù sui Vizi (Sebastiano Galeotti - 1729)

medaglioni lungo la navata centrale (da sinistra): Papa Gregorio XIII / San Girolamo Emiliani (Sebastiano Galeotti - 1729)

Sulla cupola è rappresentata la Gloria di Santa Maria Maddalena, mentre sui pennacchi i profeti Daniele, Ezechiele, Isaia e Geremia.

cupola: Gloria di Santa Maria Maddalena (Sebastiano Galeotti)

Le pareti dei transetti furono invece affrescati da Sigismondo Betti nel 1737 con scene della Vita di San Girolamo Emiliani, mentre le volte con la Resurrezione di Cristo e l'Incoronamento della Vergine sono opera di Sebastiano Galeotti.

transetto: San Girolamo Emiliani fa scaturire l'acqua da una roccia  (Sigismondo Betti - 1737)

transetto: La Vergine libera San Girolamo Emiliani dal carcere (Sigismondo Betti - 1737)

Ogni navata laterale ha tre altari e una cappella posta a capo della navata.

Gli altari della navata sinistra, partendo dal fondo della chiesa, sono: l'altare di Santa Paola Romana (1683) con paliotto marmoreo nel quale Tommaso Orsolino ha raffigurato un Presepe e tela di Santa Paola in adorazione del Bambino (Domenico Piola), altare dell'Immacolata Concezione (1600) con la tela di un'Annunciazione (Aurelio Lomi), altare del Sacro Cuore (di Giuseppe Gangino1688).

da sinistra: Santa Paola Romana in adorazione del Bambino (Domenico Piola) con Presepe (Tommaso Orsolini) / Annunciazione (Aurelio Lomi - 1602)

a destra della foto: altare del Sacro Cuore

Gli affreschi delle volte della navata sinistra raffigurano l'Assunzione della Vergine (Antonio Giolfi), la Trinità tra gli Angeli (Antonio Boni) e la Gloria di Santa Paola Romana ed Episodi della sua vita eremitica (Rolando Marchelli).

volta navata sinistra: Gloria di Santa Paola Romana ed Episodi della sua vita da eremita (Rolando Marchelli)

volta navata sinistra (dall'alto): Trinità tra gli Angeli (Antonio Boni) / Assunzione della Vergine (Antonio Giolfi)

La cappella della navata sinistra è la Cappella del Crocifisso e di San Girolamo Emiliani. Qui sono conservate opera dedicate alla Passione, tra le quali l'Incoronazione di spine  (Enrico Vaymer) e la Deposizione (Antonio Boni). In una nicchia è posto un gruppo scultoreo che raffigura San Girolamo Emiliani con Crocifisso e Angeli di Agostino Storace (XVIII secolo). La volta e l'abside sono state affrescate da Giuseppe Palmieri con Simboli della Passione di Cristo e Angeli.

Gli altari della navata destra, partendo dal fondo della chiesa, sono l'altare di San Nicola di Bari (1600) con la tela di Bernardo Castello che raffigura la Madonna col Bambino tra Santa Maria Maddalena e San Nicolò, l'altare di San Nicolò e Santa Maria Maddalena con la tela di Maria Maddalena penitente di Santino Tagliafichi e l'altare di San Francesco da Paola. 

Madonna col Bambino tra Santa Maria Maddalena e San Nicolò (Bernardo Castello)

Gli affreschi delle volte della navata destra raffigurano la Caduta degli Angeli ribelli (Rolando Marchelli), Cristo e la Vergine porgono la stola vescovile a San Nicolò di Mitra (Giovanni Battista Parodi), la Gloria di San Francesco da Padova e San Francesco di Paola attraversa miracolosamente lo stretto di Messina (Paolo Girolamo Piola).

In fondo alla navata destra si trova la Cappella della Madonna di Loreto con gli affreschi raffiguranti la Natività di Maria (parete destra), lo Sposalizio della Vergine (parete sinistra) e l'Assunzione della Vergine (volta) realizzati da Domenico Parodi (1712), un'Annunciazione e Angeli di Giovanni Quinzio (abside e in alto sulle pareti). Gli ornamenti della cappella sono di Tommaso Aldrovandini. Sull'altare in marmi policromi e con paliotto in metallo sbalzato si trova una statua in marmo raffigurante la Madonna col Bambino.

Cappella della Madonna di Loreto

Madonna col Bambino 

Il presbiterio e l'abside sono stati affrescati da Sebastiano Galeotti: Trionfo dell'Eucarestia e le quattro virtù Pietà, Fede, Sapienza e Carità (volta presbiterio), la Cena di Emmaus e Gesù restituisce la vista al cieco (pareti del presbiterio), la Maddalena ai piedi di Gesù (volta dell'abside), il Transito della Maddalena (parete dell'abside).

volta dell'abside: Maddalena ai piedi di Gesù (Sebastiano Galeotti) / parete dell'abside: Transito della Maddalena (Sebastiano Galeotti)

Cena di Emmaus (Sebastiano Galeotti)

Gesù restituisce la vista al cieco (Sebastiano Galeotti)

Nel presbiterio si trovano un altare maggiore moderno (2000) e un altare in marmo del 1700.

altare maggiore (1700)

Addossato al pilastro destro che si trova all'ingresso del presbiterio è posto un Crocifisso in legno di faggio scolpito e dipinto del tipo del Cristo Dolente.

Crocifisso (1310/1315 ca.)

L'opera di artista tedesco anonimo è stata realizzata tra il 1310 e il 1315 circa ed è stata posta sia nella chiesa originaria che in quella nuova, sull'altare della Cappella di San Girolamo Emiliani (in fondo alla navata sinistra). Sostituito dal gruppo scultoreo di Agostino Storace che raffigura il Santo al quale la cappella è dedicata, il Crocifisso fu trasferito per 200 anni nel collegio, per poi essere riportato nella chiesa nel 1949.

Addossato ad un pilastro della navata centrale vi è un pulpito in marmi policromi.

pulpito

Sulla controfacciata della chiesa si trovano il fonte battesimale e un organo su tribuna lignea scolpita e dipinta del 1767, realizzata sopra il portale d'ingresso da Sebastiano Caromi.

controfacciata

organo e cantoria lignea (Sebastiano Caromi - 1767)


CONCLUSIONI                                                                                                                           La Chiesa di Santa Maria Maddalena e San Girolamo Emilianiricca di decorazioni, affreschi e opere d'arte, è un vero gioiello dello stile barocco. La s'incontra girovagando tra i caruggi e immancabile deve essere la visita del suo interno.


martedì 1 settembre 2026

Genova: Palazzo Spinola, uno dei Rolli di Genova

Uno dei Musei Nazionali della Liguria è Palazzo Spinola, uno dei palazzi iscritti nel sistema dei Rolli di Genova dal 1599 (e quindi anche Patrimonio dell'Unesco).

Era la fine del Cinquecento quando Francesco Grimaldi, banchiere e condottiero genovese, fece costruire su preesistenze medievali, nella zona di Pellicceria del centro storico di Genova, il suo suntuoso palazzo.

Francesco Grimaldi aveva sposato Lelia Pallavicino, figlia di Agostino Pallavicino e sorella di Nicolò, anch'egli banchiere, feudatario del duca di Mantova, e padrino di Nicolas, figlio di Peter Paul Rubens...non a caso il palazzo fu incluso nel 1622 nel volume I Palazzi di Genova pubblicato dal pittore fiammingo.

Tommaso Grimaldi, figlio di Francesco, fece affrescare da Lazzaro Tavarone le sale di rappresentanza del palazzo con gesta degli antenati della famiglia e conquiste militari dell'imperatore spagnolo a cui la famiglia era fedele.

Indebitatosi forse per il vizio del gioco d'azzardo, Tommaso cedette nel 1650 il palazzo al cognato Ansaldo Pallavicino, collezionista di dipinti, argenti e arredi. Nicolò Agostino Pallavicino, figlio di Ansaldo, avendo intrapreso la carriera ecclesiastica, non ebbe eredi e alla sua morte (1709) lasciò il palazzo alla sorella Anna Maria, moglie di Gerolamo Doria.

Il palazzo fu poi ereditato dal figlio Paolo Francesco Doria (che rimase celibe), e alla sua morte (1732) dalla sorella Maddalena Doria che sposò Nicolò Spinola...dal quale il palazzo ha preso il nome.

Si deve a Maddalena Doria la decorazione del secondo piano nobile: chiamò infatti numerosi artisti  tra il 1734 e il 1736 tra i quali Bartolomeo Orsolino. Fu anche decorata a stucco la facciata che assunse un aspetto rococò.

Successivamente il palazzo passò a Paolo Francesco Spinola (nipote di Maddalena Doria) che però morì nel 1824 senza discendenti. Palazzo e quadreria vennero ereditati dal cugino materno Giacomo Spinola...non è uno sbaglio dire "materno": i due cugini infatti appartenevano a due rami della famiglia Spinola, Paolo Francesco di San Luca, Giacomo Luccoli.

Gli Spinola Luccoli furono gli ultimi proprietari del palazzo.

Giacomo Luccoli dotò il palazzo di nuove cucine e lo arricchì con nuove collezioni famigliari. Morto nel 1858, gli succedette il figlio Francesco Gaetano e poi il nipote Ugo Spinola. I figli di Ugo, Franco e Paolo Spinola, non avendo discendenti, donarono nel 1958 il palazzo con le sue collezioni allo Stato italiano, che lo trasformò nella Galleria Nazionale di Palazzo Spinola nel 1959. 

Nel 1992 si inaugurò negli ambienti degli ultimi piani dell'edificio (ovvero le stanze private dei proprietari e della servitù), la Galleria Nazionale della Liguria.(durante la nostra visita le sale erano chiuse per motivi di rinnovo degli impianti e per questo alcune opere qui conservate erano esposte nel percorso museale del palazzo).

facciata di Palazzo Spinola su Piazza di Pellicceria Superiore
 
facciata di Palazzo Spinola su Piazza di Pellicceria Inferiore

Il palazzo, che si affacciava su due piazze (Piazza di Pellicceria Superiore, dove vi è l'ingresso attuale e Piazza di Pellicceria Inferiore, ingresso originale del palazzo), aveva una forma a U con cortile interno, e ali collegate da un corpo centrale a due piani, di cui quello superiore a loggiato (chiuso poi da Ansaldo Pallavicino). 

portale di Palazzo Spinola su Piazza di Pellicceria Superiore

portale di Palazzo Spinola su Piazza di Pellicceria Inferiore

Superato un importante portale in marmo cinquecentesco si entra nel cortile e poi nell'atrio con scalone del palazzo.

atrio di Palazzo Spinola

Nell'atrio si trova il Monumento di Francesco Spinola, collocato prima nella Chiesa di San Domenico, e recuperato poi (quando la chiesa venne demolita) da Giacomo Spinola.

Monumento di Francesco Spinola (Filippo Solari da Corona - Andrea Ciona - 1442)

Nell'atrio vi è esposta anche una portantina.

portantina (bottega genovese - XIX sec.)

Nella sala delle portantine (attigua all'atrio) sono conservate altre due portantine in cuoio e legno dorato, alcune livree dei servitori del palazzo, e il busto del cardinale Lorenzo Raggi.

busto del cardinale Lorenzo Raggi (scultore ignoto ligure)

portantina (bottega genovese - XIX sec.)

portantina con vetri abbassabili (bottega genovese - 1780/1800)

livree per servitori del principe Centurione (1890/1910)
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Dall'atrio parte lo scalone del palazzo in pietra nera di Promontorio.

scalone di Palazzo Spinola

scalone di Palazzo Spinola

scalone di Palazzo Spinola

Lungo lo scalone sono esposti i Ritratti di Giulio e di Francesco Maria Spinola (zio e padre del cardinale Giovanni Battista Spinola) provenienti dalla distrutta Chiesa di Santa Caterina di Luccoli e portati a palazzo da Giacomo Spinola.

Ritratti di Giulio e di Francesco Maria Spinola (Francesco Baratta il giovane - 1704)
 
Lo scalone conserva anche una collezione di carte geografiche olandesi del XVII secolo e panche con lo stemma Spinola e Centurione.

panche con stemmi Spinola e Centurione (XVII sec.)

Nova Totius Terrarum Orbis Tabula (Frederich De Witt - 1670/78)

Tabula Nova XVIII Belgi Provinciarum (XVII sec.)

Nova et Accurata Totius Europae Tabula (XVII sec.)
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Il primo ambiente del percorso museale è il Salone del primo piano nobile, che ha mantenuto l'aspetto che aveva nel primo Seicento.

Salone del primo piano nobile

Tra i dipinti esposti sulle pareti troviamo il Ritratto di Giovanni Carlo Doria a cavallo di Peter Paul Rubens (questo quadro fu donato a Hitler per il suo museo di Linz da Mussolini), Giunone e Vulcano (Aria e Fuoco) di Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto, il Ritratto di Agostino Doria bambino di Bernardo Strozzi.

Ritratto di Giovanni Carlo Doria a cavallo (Peter Paul Rubens - 1606 ca.)

Giunone e Vulcano - Aria e Fuoco (Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto - 1645 ca.)

Ritratto di Agostino Doria bambino (Bernardo Strozzi - 1619 ca.)

I tre bronzi posti sul tavolo posto al centro della salone raffigurano la Fortuna, il Ratto di Dejanira e Astronomia, opere di Ferdinando Tacca.

Fortuna / Ratto di Dejanira / Astronomia (Ferdinando Tacca - 1652 ca.)

Sulla volta Tommaso Grimaldi per omaggiare il padre fece affrescare da Lazzaro Tavarone un episodio della guerra per la conquista del Portogallo (1580) a cui Francesco Grimaldi aveva partecipato: Lisbona assediata dall'esercito del duca d'Alba.

volta del Salone del primo piano nobile (Lazzaro Tavarone - 1625 ca.)

particolare della volta del Salone del primo piano nobile: Lisbona assediata dall'esercito del duca d'Alba (Lazzaro Tavarone - 1625 ca.)

particolare della volta del Salone del primo piano nobile: Personaggi illustri (Lazzaro Tavarone - 1625 ca.)

particolare della volta del Salone del primo piano nobile: Personaggi illustri (Lazzaro Tavarone - 1625 ca.)

particolare della volta del Salone del primo piano nobile: Personaggi illustri (Lazzaro Tavarone - 1625 ca.)
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Si passa poi nel Salotto della Cappella dove si trova uno degli altari privati del palazzo (Palazzo Spinola aveva un altare ad ogni piano).

L'altare qui posto è stato decorato alla fine del Seicento. Sull'altare vi è una Madonna col Bambino e san Giovannino, opera di Jacopo di Giovanni di Francesco Jacone.

altare (XVII sec.)

Madonna col Bambino e San Giovannino (Jacopo Giovanni di Francesco Jacone - 1520/1540)
Un tempo si celebravano nel palazzo due messe al giorno: la prima per i proprietari, la seconda per i servitori.

E' esposto nel salotto un baule da viaggio con servizio da messa in argento dorato appartenuto all'ecclesiastico Alerame Pallavicino. 

baule da viaggio con servizio da messa (inizio XIX sec.)

servizio da messa (Luigi Cappelletti - Nicola Bartolini - inizio XIX sec.)

Tra gli arredi troviamo una coppia di cassettoni a bambocci, con cofanetto del XVI secolo, una coppia di vasi in porcellana cinesi, uno stipo in ebano e bronzo dorato del XVII secolo. 

cassettone a bambocci (manifattura ligure - XVI/XVII sec.) / cofanetto (XVI sec.) / coppia di vasi cinesi (1736/1795)

In questa sala vi sono raccolti alcuni ritratti della famiglia Pallavicino: il Ritratto di Ansaldo Pallavicino di Antoon Van Dyck, il Ritratto di Agostino Pallavicino in veste di ambasciatore presso Gregorio XV di Anton Maria Piola e un Ritratto di Agostino e Ansaldo Pallavicino di Domenico Fiasella.  

Ritratto di Agostino Pallavicino in veste di ambasciatore presso Gregorio XV (Anton Maria Piola - 1700 ca.)

Ritratto di Ansaldo Pallavicino (Antoon Van Dyck - 1625 ca.)

a destra: Ritratto di Agostino e Ansaldo Pallavicino (Domenico Fiasella - 1629) 

Tra le opere sempre qui esposte vi è il Ritratto di Gentiluomo di Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto, il Ritratto di una monaca di Bernardo Strozzi e l'Ecce Homo di Antonello da Messina, acquistato da Giacomo Spinola.

Ritratto di Gentiluomo (Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto - 1659 ca.)

Ecce Homo (Antonello da Messina - 1470 ca.)

Ritratto di monaca (Bernardo Strozzi - 1630 ca.)

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Da questo ambiente si può accedere al Salotto del Camino, l'unico ambiente di questo piano dotato di camino (in quanto gli ambienti di questo piano erano di rappresentanza).

camino (XVIII sec.) / Sacra famiglia con San Giovannino (Pellegro Piola - XVII sec.)

I  dipinti e gli oggetti qui esposti ricordano l'amore per il collezionismo delle famiglie che si sono susseguite nella dimora.

Sala del Camino

Sala del Camino

a sinistra: Tancredi e Clorinda (Giovanni Battista Casone - 1642) / a destra in alto: Il Calvario (Giovanni Battista Carlone - 1652) / a destra in basso: Gloria di San Siro (Giovanni Battista Carlone - 1652)

a sinistra: Diana ed Endimione (Giovanni Battista Casone - 1642) / a destra: Ritratto di Gentiluomo con spada (Pietro della Vecchia - 1640) /stipo (Italia - XVII sec.)

Rinaldo e Armida (Domenico Fiasella detto il Sarzana - 1642) 

Ritratto di Costantino Baldi in veste di Doge (Domenico Parodi - Pellegrino Parodi - 1738/1740)

nottulabio con Mosè salvato dalle acque (Roma - XVII sec.)

stipo (XVII sec.) / coppia di busti di imperatore e imperatrice (bottega romana - XVII sec.) 

stipo con scena di caccia coi cani (XVII sec.) / coppia di busti di imperatori (bottega romana - XVII sec.) 

Nel Settecento una tinta verde coprì gli affreschi più antichi della volta (rimangono solo alcuni dettagli), e la decorazione settecentesca intorno alle porte non venne terminata.

decorazione non completata sopra le porte

decorazione non completata sopra le porte

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Riattraversando il Salotto della Cappella si accede dalla parte opposta al Salotto dell'Alcova o della libreria, così chiamata per librerie del XVIII secolo.

libreria (manifattura genovese - XVIII sec.) / coppie di reggitorce con Zefiri (intagliatore genovese - 1690/1700)

libreria (manifattura genovese - XVIII sec.) / coppie di reggitorce con Zefiri (intagliatore genovese - 1690/1700)

Sono presenti anche opere d'arte tra cui una Lucrezia di Guido Reni, il Viaggio patriarcale di Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto, un Quo vadis Domine? di Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccio, una Sacra Famiglia con Santa Caterina di pittore anonimo bolognese, San Pietro di pittore genovese, un San Giovanni Evangelista e una Vergine addolorata di un seguace di Van Dyck e una placchetta raffigurante il Barcheggio di una lancia lusoria nel mare di Genova.

in alto: San Giovanni Evangelista (seguace ignoto di Van Dyck - XVII sec.) / in basso: Vergine addolorata (seguace ignoto di Van Dyck - XVII sec.)

Viaggio pastorale (Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto - 1650 ca.)

placchetta con Beccheggio di una lancia lusoria nel mare di Genova (argentiere fiammingo - XVII sec.)

in alto: San Pietro (pittore genovese - XVII sec.) / in basso: Sacra Famiglia con Santa Caterina (ignoto bolognese - XVI sec.)

Quo vadis Domine? (Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccio - 1675 ca.)

Lucrezia (Guido Reni - 1638/1639)

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Dal salotto della libreria si può dare un'occhiata (senza entrarvi) alla cosiddetta Gallerietta, il passaggio tra le due ali del palazzo destinata un tempo all'esposizione delle opere più importanti delle collezioni presenti nella dimora. 

Gallerietta

La Gallerietta fu costruita a metà Seicento chiudendo quello che era inizialmente un loggiato aperto. Venne poi decorato e utilizzato come studiolo nel Settecento, quando fu creata al piano superiore la Galleria degli Specchi
Oggi sono qui esposti dipinti di piccolo formato.
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Si raggiunge poi l'Ammezzato tra il primo piano e il secondo piano nobile del palazzo.

In questi ambienti contigui furono realizzati nell'Ottocento, quando il palazzo era proprietà di Giacomo Spinola, e poi del figlio Francesco Gaetano, la cosiddetta Cucina Ottocentesca, formata dalla cucina vera e propria provvista di fuochi, il tinello, le stanze delle paste, la dispensa e la credenza.

La Cucina è priva degli utensili originali, ma consultando gli inventari del palazzo, si sono dotati gli ambienti di oggetti simili. 

inventario della cucina

inventario della cucina

inventario della cucina

Nel primo ambiente, la Sala della pasta, vi è un grande lavandino in marmo con scolatoio, una cucina in muratura chiamata in ligure Ronfò (dal suo inventore Benjamin Thompson, conte di Rumford), una spianatoia.

Sala della pasta


spianatoia (produzione genovese - XIX sec.)

lavandino con scolatoio e mensola (produzione genovese - XIX sec.)

Ronfò (manifattura ligure - XIX sec.)
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Il grande ambiente seguente è provvisto di forno, di una cucina economica con caldaia per l'acqua calda, una ruota per azionare il montavivande per far arrivare le vivande al secondo piano nobile, un grande lavandino con scolatoio.

Cucina

a sinistra: cucina economica - caldaia (produzione piemontese - XIX sec.)

forno (manifattura ligure - XIX sec.)

ruota per montavivande

lavandino con scolatoio (produzione genovese - XIX sec.)

Sul tavolo è esposta una parte del servizio da tavola "alla russa" in terraglia per i pasti quotidiani della famiglia. Il servizio è appartenuto alla famiglia Raggi.

servizio da tavola Raggi (Società Ceramica Giulio Richard - 1870/1873 ca.)
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Nell'ambiente successivo è conservato un servizio da tavola, da tè e da caffè "alla russa" in stile neoclassico per 14 commensali, commissionato da Giacomo Filippo Raggi o da Giovanni Antonio Raggi, donato da Camilla Salvago Raggi.

servizio da tè e caffè (manifattura Discry Parigi - 1823/1838)

servizio da tavola (manifattura Discry Parigi - 1823/1838)

servizio da tavola (manifattura Discry Parigi - 1823/1838)

Sono anche conservati altri piatti e servizi da tavola di manifattura europea e orientale, appartenuti alla famiglia Spinola o ad altre famiglie patrizie genovesi.

collezione di piatti e servizi da tavola

collezione di piatti e servizi da tavola

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Si sale quindi al secondo piano nobile che appare nella veste settecentesca voluta da Maddalena Doria dal 1734.

Il primo ambiente è denominato Salone del Secondo Piano Nobile.

Salone del secondo piano nobile

Salone del secondo piano nobile

Salone del secondo piano nobile

Salone del secondo piano nobile

La volta fu affrescata da Lazzaro Tavarone nel 1625 con un'impresa militare di Ranieri Grimaldi (antenato dei fondatori del palazzo): il Trionfo di Ranieri Grimaldi al centro, e scene della Battaglia navale di Zierinzee negli ovali posti ai lati della scena centrale (avvenuta nel 1304).

Trionfo di Ranieri Grimaldi (Lazzaro Tavarone - 1625)

Trionfo di Ranieri Grimaldi e Battaglia navale di Zierinzee (Lazzaro Tavarone - 1625)

particolare della volta: Battaglia navale di Zierinzee (Lazzaro Tavarone - 1625)

particolare della volta: figure allegoriche e personaggi illustri della casata (Lazzaro Tavarone - 1625)

particolare della volta: Battaglia navale di Zierinzee (Lazzaro Tavarone - 1625)

particolare della volta: figure allegoriche e personaggi illustri della casata (Lazzaro Tavarone - 1625

particolare della volta: Battaglia navale di Zierinzee (Lazzaro Tavarone - 1625)

particolare della volta: figure allegoriche e personaggi illustri della casata (Lazzaro Tavarone - 1625

particolare della volta: Battaglia navale di Zierinzee (Lazzaro Tavarone - 1625)

particolare della volta: figure allegoriche e personaggi illustri della casata (Lazzaro Tavarone - 1625

Durante la seconda guerra mondiale una bomba causò la lacuna che si nota al centro della volta.

Sulle pareti vi sono disposte varie opere pittoriche incorniciate nel Settecento: l'Allegoria della Pace di Luca Giordano, l'Allegoria della Musica, l'Allegoria della Pittura e la Carità romana di Domenico Piola, Isacco benedice Giacobbe della bottega di Bernardo Strozzi, l'Allegoria delle Arti Liberali di Gregorio De Ferrari, Giuseppe spiega i sogni di Bernardo Strozzi e bottega, l'Incontro tra Abramo e Melchisedec di Giovanni Benedetto Castiglione dello il Grechetto.

Allegoria della Pace (Luca Giordano - 1660 ca.)

Allegoria della Musica (Domenico Piola - 1670/1675)

Allegoria delle Arti Liberali (Gregorio De Ferrari - 1680 ca.)

Carità romana (Domenico Piola - 1670/1675)

Giuseppe spiega i sogni (Bernardo Strozzi e bottega - 1630 ca.)

Isacco benedice Giacobbe (bottega di Bernardo Strozzi - 1630 ca.)

Incontro di Abramo e Melchitsdec (Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto - 1652)

Allegoria della Pittura  (Domenico Piola - 1670/1675)

Arredano il salone consolle, tavoli e vasi cinesi e giapponesi. 

consolle (produzione ligure - fine XVII sec.) / vasi (manifattura giapponese - 1688/1703) / stipo (bottega italiana - XVII sec.)

consolle con volto femminile (produzione genovese - XVII/XVIII sec.) / vasi famiglia Rosa (Cina - 1725/1755)


Il lampadario di primo Ottocento di questo salone è l'elemento più recente presente nella sala.

lampadario (produzione genovese - XIX sec.)
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Segue il Salotto Galeotti, così chiamato dal nome dell'artista che affrescò la volta.

Salotto Galeotti

Sebastiano Galeotti affrescò infatti il Banchetto per le nozze di Amore e Psiche in occasione del matrimonio di Francesco Maria Spinola (figlio di Maddalena Doria) con Lilla Fieschi.

Banchetto per le nozze di Amore e Psiche (Sebastiano Galeotti - 1734/1736)

particolare della volta  (Sebastiano Galeotti - 1734/1736)

particolare della volta  (Sebastiano Galeotti - 1734/1736)

particolare della volta  (Sebastiano Galeotti - 1734/1736)

particolare della volta  (Sebastiano Galeotti - 1734/1736)

particolare della volta  (Sebastiano Galeotti - 1734/1736)

Ogni opera esposta nella sala è circondata da finte cornici dipinte (quadrature).

Ritratto di gentiluomo con cane (attr. Domenico Bocciardo - 1715/1720 ca.)

in alto a sinistra: Ritratto del Doge Pietro Durazzo (Giovanni Maria delle Piane detto Mulinaretto - 1685) / in alto a destra: Giustizia e Fortezza (Giuseppe Chiari) / in basso: Primavera e Estate (Francesco dal ponte detto Francesco Bassano - 1600 ca.)

in alto a sinistra: Prudenza e Temperanza (Giuseppe Chiari - 1690 ca.) / in alto a destra: Martirio di San Lorenzo (ambito di Jusepe ribera - 1650 ca.) / in basso: Inverno e Autunno (Francesco dal ponte detto Francesco Bassano - 1600 ca.)

in alto a sinistra: Putti musicanti (Domenico Piola - 1670 ca.) / in alto a destra: Martirio di San Bartolomeo (Agostino Beltrano - 1650 ca.) / in basso a sinistra: Noè accoglie gli animali nell'arca (Sinibaldo Scorza - 1630) / Circe (Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto - 1652)

Bacchino e spiritelli (Domenico Piola - 1670 ca.)

Omero suona la viola (Domenico Piola - 1660/1665 ca.)

Una consolle posta tra le finestre del salotto è sormontata da una grande specchiera il cui specchio fu fabbricato a Parigi.

consolle e specchiera (Filippo Maria Mongiardino - 1736)

consolle (Filippo Maria Mongiardino - 1736) / orologio (Paillard & Romain - XVII/XVIII sec.)

specchiera (Filippo Maria Mongiardino - 1736)

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Proseguendo nella visita si entra nel Salotto Verde.

Salotto Verde

Salotto Verde

La volta, affrescata da Lorenzo De Ferrari, celebra con il Valore Vincitore (al centro) e le Storie di Achille le virtù dei proprietari.

volta del Salotto Verde (Lorenzo De Ferrari)

Valore Vincitore (Lorenzo De Ferrari)

particolare della volta: Storie di Achille (Lorenzo De Ferrari)

particolare della volta: Storie di Achille (Lorenzo De Ferrari)

particolare della volta: Storie di Achille (Lorenzo De Ferrari)

particolare della volta: Storie di Achille (Lorenzo De Ferrari)

E' qui presente l'altare del secondo piano nobile, realizzato in pietra nera e contenente le reliquie del martire vescovo San Desiderio.

altare / Maria col Bambino e San Giovannino (Antonio Maria Piola - 1690/1709 ca.)

Alcuni spazi delle pareti sono rimasti vuoti perché i dipinti sono stati venduti, spostati o restaurati (ecco il perché vi sono cornici vuote).

Maria Maddalena penitente (attr. a Pier Francesco Mola - 1590/1599)

in alto: Educazione della Vergine (Luca Giordano - 1685 ca.) / in basso a sinistra: Sposalizio della Vergine (Valerio Castello - 1645/1650) / in basso a destra: Giuseppe venduto dai fratelli (Giovanni Maria Bottalla detto il Raffaellino - 1640 ca.)

Amor Sacro e Amor Profano (Bernardo Strozzi - 1610 ca.)

in basso a sinistra: Paesaggio con figure (ignoto fiammingo - XVII sec.) / in basso a destra: Cristo appare alle pie donne (Luca Cambiaso)  

Vergine addolorata (Bernardo Strozzi - 1610 ca.)

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Si entra poi nel Salotto d'angolo

Salotto d'angolo

L'ambiente conserva poco della decorazione: nel 1941, l'acqua utilizzata per spegnere un incendio scoppiato ai piani superiori del palazzo per una bomba, era colata lungo le pareti cancellando gli affreschi.

in alto da sinistra: San Luca (ambito di Antoon Van Dyck - 1630/1640) / San Gerolamo ode la tromba (pittore ignoto napoletano - 1650 ca.) / San Matteo (ambito di Antoon Van Dyck - 1630/1640) / in basso da sinistra: San Marco (ambito di Antoon Van Dyck - 1630/1640) / Ultima Cena (Giulio Cesare Procaccini - 1618) / San Giovanni (ambito di Antoon Van Dyck - 1630/1640) / 

in alto da sinistra: Ritratto di Anna d'Ungheria (copia da Rubens) / Maddalena penitente (ignoto emiliano - 1650 ca.) / Ritratto di dama (Jan Roos - 1620 ca.) / in basso da sinistra: Adorazione dei Magi (ambito Perugino - 1490/1510) / Mosè fa scaturire l'acqua dalla roccia (Giovanni Raffaele Badaracco - 1700 ca.) / Estasi di Santa Caterina da Siena (Francesco Vanni - 1590 ca.)

in alto da sinistra: Sacrificio di Ifigenia (Raffaello Vanni - 1640 ca.) / Sacra Famiglia con San Giovannino (Bernardo Castello - 1600 ca.) / Morte di Didone (Raffaello Vanni - 1640 ca.) / in basso da sinistra: Ritratto di Stefano Raggi (Joos Van Cleve - 1512/1513 ca.)
 / Paesaggio (ignoto fiammingo - 1600 ca.) / Madonna orante (Joos Van Cleve)

Ritratto di Stefano Raggi (Joos Van Cleve - 1512/1513 ca.)

sopra la porta: Cristo portacroce (Bernardo Strozzi - 1615 ca.) / a destra: Ritratto del cardinale Giovanni Battista Spinola (Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccio - 1690 ca.)

Incontro di San Giovannino con la Sacra Famiglia in Egitto (Francesco Granacci)

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A dare prestigio al palazzo venne realizzata la Galleria degli Specchi.

Galleria degli Specchi

Galleria degli Specchi

La galleria venne interamente decorata da Lorenzo De Ferrari (affreschi delle volte e sopra le porte, e gli stucchi che incorniciano gli specchi). Per rendere lo spazio più ampio si usarono degli artifici: le finestre si aprono verso l'esterno, il lampadario non è posto al centro della volta, il pavimento è a disegni geometrici.

volta della Galleria degli Specchi (Lorenzo De Ferrari - 1734/1736)

volta della Galleria degli Specchi (Lorenzo De Ferrari - 1734/1736)

Trionfo di Galatea (Lorenzo De Ferrari - 1734/1736)

Pan battuto da Amore (Lorenzo De Ferrari - 1734/1736)
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Il prossimo ambiente è chiamato Salotto dei Franceschini

Sala dei Franceschini

Sala dei Franceschini

La sala fu decorata in stile neoclassico alla fine del Settecento, per volere di Paolo Francesco Spinola (nipote di Maddalena Doria).

La sala è così chiamata perché un tempo conservava cinque tele commissionate a Marcantonio Franceschini da Domenico Spinola per un'altra dimora famigliare e poi trasferite in questo palazzo da Giacomo Spinola. Oggi di questo artista è esposto nella sala solo il dipinto Noli me tangere, insieme ad altre opere di diversi autori. 

a sinistra: Noli me tangere (Marcantonio Franceschini - 1690 ca.) / in alto a destra: Martirio di Sant'Erasmo (Alessandro Magnasco - 1695 ca.) / in basso a destra: Rebecca ed Eleazaro al pozzo (Luigi Quani - 1690)

a sinistra sopra la porta: Allegoria della Guerra (Domenico Piola - 1670/1675 ca.) / in alto a destra: Allegoria della Pittura (Bernardo Strozzi - 1635 ca.) / in basso a destra: Ritratto di giovane (Willem Key - 1550 ca.)

da sinistra: Giuditta e Oloferne (Guido Reni - 1637/1638 ca.) / Venere e Cupido nella fucina di Vulcano (Domenico piola - 1647/1652 ca.) / Adorazione dei Pastori (Domenico Piola - 1655/1660 ca.)

Sono presenti nella sala un piatto e dei vasi con raffigurazione di Samurai provenienti da Giappone, e tre sculture in biscuit (porcellana di Sevres) raffiguranti il Ratto di Proserpina, Apollo e Dafne e il Ratto di Orizia, realizzate da Louis Simon Boizot.

coppia di vasi (Giappone - XIX sec.) / piatto (Giappone - XVIII sec.)

da sinistra: Ratto di Orizia / Apollo e Dafne / Ratto di Proserpina (Louis Simon Boizot - 1790 ca.)
In questo ambiente i camerieri si preparavano per servire durante i ricevimenti in quanto qui c'era l'accesso al montavivande.

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L'ultima sala del percorso museale è la Sala da Pranzo.

Sala da Pranzo

Sala da Pranzo

Sala da Pranzo

La sala ha un allestimento ottocentesco. Sulle pareti vi sono appesi quattro ritratti: il Ritratto di Paolo Francesco Spinola, opera di Angelica Maria Kauffman, il Ritratto del Doge Pietro Durazzo, opera di Giovanni Maria Delle Piane detto il Mulinaretto, il Ritratto del Doge Stefano Durazzo, opera di Domenico Parodi, e il Ritratto di gentildonna con bambino di Antoon Van Dyck. 

Ritratto del Doge Pietro Durazzo (Giovanni Maria Delle Piane detto il Mulinaretto - 1685)

Ritratto del Doge Stefano Durazzo (Domenico Parodi - 1734/1735)

Ritratto di gentildonna con bambino (Anton Van Dyck - 1635/1640)

Ritratto di Paolo Francesco Spinola (Angelica Maria Kauffman - 1793)

La tavola è apparecchiata con un servizio da tavola e da caffè con arma della famiglia Salvago, di manifattura Ginori donato da Camilla Salvago Raggi.

servizio da tavola e da caffè (manifattura Ginori - 1896/1910)

servizio da tavola e da caffè (manifattura Ginori - 1896/1910)

servizio da tavola e da caffè (manifattura Ginori - 1896/1910)

servizio da tavola e da caffè (manifattura Ginori - 1896/1910)

palazzospinola.cultura.gov.it

Orari:   martedì               13.30/19.00

             mercoledì/sabato  9.00/19.00

             domenica e lunedì CHIUSO 

             I e III domenica del mese 13.30/19.00  GRATIS

Costo: 12 € comprensivo del biglietto per il Palazzo Reale (utilizzabile in un anno)


CONCLUSIONI                                                                                                                       La visita di Palazzo Spinola è stata molto interessante sia per l'architettura e la decorazione della dimora, sia per le opere d'arte in esso conservate. Anche se la Pinacoteca non era visitabile, abbiamo potuto in ogni modo vedere alcuni dei suoi capolavori esposti nel percorso di visita.