domenica 26 aprile 2026

Recanati: non solo Giacomo Leopardi...anche Beniamino Gigli

 

Recanati non diede i natali solo a Giacomo Leopardi...53 anni dopo la morte del grande poeta nacque in questo borgo il grande tenore Beniamino Gigli (20 marzo 1890), uno dei più celebri cantanti lirici del XX secolo. 

Beniamino Gigli

Beniamino Gigli nacque da una famiglia non molto agiata in un edificio del XVII secolo in Piaggia Castelnuovo, una frazione di Recanati.

Dimostrò di avere doti canore sin da bambino: a sette anni faceva parte del Coro Pueri Cantori della Cattedrale di San Flaviano a Recanati. 

Dell'antica cattedrale costruita prima dell'anno 1000 non rimangono che poche tracce. La chiesa fu dedicata a San Flaviano di Recina, primo vescovo dell'antica città romana sui cui resti venne edificata Recanati. La chiesa eretta nel XII secolo, fu ricostruita dal vescovo Angelo da Bevagna tra il 1389 e il 1412. 

Cattedrale di San Flaviano (vista dalla Torre del Borgo)

Cattedrale di San Flaviano

abside e campanili della Cattedrale di San Flaviano

orologio e campanile a vela della Cattedrale di San Flaviano

La Cattedrale non presenta una facciata perché incorporata nel nuovo Episcopio, realizzato nel XVII secolo. L'entrata principale si trova nella fiancata laterale.

ingresso della Cattedrale di San Flaviano

L'interno si presenta diviso in tre navate (le due navate laterali sono inagibili a causa del terremoto del 1997).

navate della Cattedrale di San Flaviano

controfacciata della Cattedrale di San Flaviano

Del 1620 è il soffitto ligneo a cassettoni intagliati e dipinti, con al centro la raffigurazione di San Flaviano. E' opera di Andrea Costa coadiuvato dal pittore Antonio Rizzo e dai doratori Tommaso Gattucci e Giacomo Zampetta.

soffitto della Cattedrale di San Flaviano

soffitto della Cattedrale di San Flaviano

soffitto della Cattedrale di San Flaviano (San Flaviano)

soffitto della Cattedrale di San Flaviano

soffitto della Cattedrale di San Flaviano

Gli stucchi e gli affreschi del catino absidale  risalgono al 1650. Negli affreschi, realizzati da Giovanni Antonio Carosio, sono raffigurati l'Annunciazione, la Traslazione, la Natività e il Martirio dei Santi Vito e Flaviano.

presbiterio con stucchi e affreschi

L'altare papale posto nel presbiterio è sormontato da un baldacchino. La pala d'altare raffigura San Flaviano ed è opera di Gallucci di Ancona. Pulpito e coro ligneo con statue degli Apostoli sono opera di Agostino Vangelisti.

baldacchino dell'altare papale

San Flaviano (Gallucci di Ancona) 

coro ligneo (Agostino Vangelisti) 

Il vescovo Bacchettoni volle realizzare la Cappella del Santissimo Sacramento su progetto di Carlo Orazio Leopardi (prozio del poeta Giacomo Leopardi).

Cappella del Santissimo Sacramento

cupola della Cappella del Santissimo Sacramento

La tela esposta sull'altare raffigura la Santissima Trinità ed è stata realizzata da Antonio Maria Garbi.

altare della Cappella del Santissimo Sacramento

Santissima Trinità (Antonio Maria Garbi)

Un cancello in ferro del XIV secolo delimita il Sancta Sanctorum (la Cappella dei Santi), realizzata nel 1793 per accogliere alcune reliquie portate a Recanati da papa Gregorio XII. Tra queste i sandali di San Francesco e un frammento della Santa Croce.

Sancta Sanctorum

cancello del Sancta Sanctorum

Sancta Sanctorum

Sancta Sanctorum

Sancta Sanctorum

Nell'atrio che precede il Sancta Sanctorum sono posti i sarcofaghi del vescovo Angelo da Bevagna, del vescovo Nicolò delle Aste da Forlì (che iniziò il Santuario di Loreto) e del papa Gregorio XII (che rinunciò al papato, fu vicario della Marca e fu l'ultimo papa a non essere sepolto a Roma).

atrio del Sancta Sanctorum

sarcofago del vescovo Angelo di Bevagna

sarcofago del vescovo Nicolò delle Aste

sarcofago di papa Gregorio XII

Le tele degli altari che fiancheggiano le due navate laterali raffigurano il Martirio di Santa Paolina (opera di Saverio Moretti), una Madonna col Bambino e i Santi Rocco e Filippo Neri (Giovanni Antonio Carosio), una Madonna col Bambino e Santi Luigi IX, Ubaldo, Onesiforo, Francesco d'Assisi, Nicola da Tolentino e Tommaso d'Aquino (Giovanni Antonio Scaramuccia), un San Carlo Borromeo e San Liborio (Giovanni Antonio Carosi e Pier Simone Fanelli), una Madonna col Bambino e i Santi Michele Arcangelo, Antonio da Padova e Francesco di Padova (Giovanni Antonio Carosi) e una Crocifissione con i dolenti (scuola marchigiana).

Martirio di Santa Paolina (Saverio Moretti - XIX sec.)

Madonna col Bambino e i Santi Rocco e Filippo Neri (Giovanni Antonio Carosio)

Madonna col Bambino e Santi Luigi IX, Ubaldo, Onesiforo, Francesco d'Assisi, Nicola da Tolentino e Tommaso d'Aquino (Giovanni Antonio Scaramuccia - XVII sec.)

San Carlo Borromeo e San Liborio (Giovanni Antonio Carosi e Pier Simone Fanelli)

Madonna col Bambino e i Santi Michele Arcangelo, Antonio da Padova e Francesco di Padova (Giovanni Antonio Carosi)

Crocifissione con i dolenti (scuola marchigiana - XVII sec.)

Il fonte battesimale in pietra d'Istria e fusioni in bronzo è opera di Tarquinio e Pierpaolo Jacometti (1623).

fonte battesimale (Tarquinio e Pierpaolo Jacometti - 1623)

Beniamino Gigli accompagnava sul campanile suo padre che era un campanaro, e dall'alto intonava arie sacre...per questo venne soprannominato "l'usignolo del campanile".

Entrò nella banda cittadina dove imparò a suonare il sassofono e prese lezioni di canto dal direttore del coro della Santa Casa di Loreto. 

Il suo debutto a quindici anni lo ebbe a Macerata con un'operetta in cui vestiva abiti femminili cantando con voce di contralto.

Successivamente vinse una borsa di studio e s'iscrisse nel 1907 al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma dove poi si diplomò. Vinse un concorso per cantanti esordienti a Parma e da questo momento iniziò la sua carriera cantando nei teatri lirici italiani e dal 1917 esteri. Con la direzione di Arturo Toscanini cantò nel Mefistofele al Teatro alla Scala di Milano (1918) e al Metropolitan di New York dove, chiamato a sostituire Enrico Caruso, vi rimarrà per dodici anni.

Tornato in Italia nel 1932 continua la sua carriera nei maggiori teatri italiani. Il suo ultimo concerto ufficiale lo diede alla Carnegie Hall di New York il 20 aprile 1955. 

Morì a Roma stroncato dalle conseguenze di una polmonite il 30 novembre 1957 e fu sepolto nella tomba di famiglia della sua Recanati.

E Recanati non poteva non omaggiare il suo onorato concittadino dedicandogli un museo, grazie anche alla donazione degli eredi del cantante.

Il Museo Beniamino Gigli si trova allestito nella Sala dei Trenta del Teatro Persiani.

Teatro Persiani / Museo Beniamino Gigli

Nelle sette sale del museo (collegate al Museo della Musica) sono in mostra costumi di scena, oggetti personali, cimeli, fotografie, lettere e documenti del grande tenore.

Museo Beniamino Gigli (Sala dei Trenta)

Nella Sala 1 del museo sono le parole tratte dall'autobiografia del tenore ad accogliere il visitatore e il busto in marmo di Carrara che lo raffigura.



busto di Beniamino Gigli (Vincenzo Miserendino - 1924)

Nella Sala 2 è esposto il sassofono acquistato in America dal tenore e donato alla banda cittadina di Recanati in ricordo della sua partecipazione giovanile come sax tenore.

sassofono donato alla banda cittadina (1922)

Sono esposti i ritratti dei genitori del tenore, l'attestato originale della vincita del concorso di Parma con la copia della scheda di valutazione, il vestito di Cavaradossi con il quale debuttò nella Tosca al Teatro Carlo Felice di Genova (1914/1915).

ritratti dei genitori Domenico ed Ester di Beniamino Gigli (Catervo Gigli)

originale dell'attestato della vincita del Concorso per cantanti esordienti di Parma  

copia della scheda di valutazione (1914) 

vestito da Cavaradossi (1914/1915)

Nella Sala 3 si trovano i costumi di scena di alcune delle opere da lui interpretate tra il 1915 e il 1919. 

costumi di scena di Beniamino Gigli

costume di Loris (in Fedora - Teatro San Carlo di Napoli - 1919)

costume di Maurizio (in Adriana Lecouvreur - Teatro Costanzi di Roma - 1918)

costume di Edgardo (nella Lucia di Lammermour - Teatro Restori di Verona - 1916)

costume di Fernando (in La Favorita - Teatro Bellini di Napoli - 1916)

costume di Faust (nel Mefistofele - Teatro Massimo di Palermo - 1915)

Vi è anche una ricostruzione fedele del camerino del cantante lirico con i suoi trucchi e le foto della moglie e dei figli che portava sempre con sé in viaggio.

trucchi di scena - portaritratti da viaggio con le foto della moglie e dei figli

Nella Sala 4 sono in mostra costumi di scena delle opere rappresentate nei teatri americani.

costumi di scena dei teatri americani

costume di Des Grieux (in Manon Lescaut - Teatro Metropolitan di New York - 1922)

costume di Vasco de Gama (in L'Africana - Teatro Metropolitan di New York - 1923)

costume di Lohengrin (nel Lohengrin - Teatro Municipal di Rio de Janeiro - 1920)

costume di Gennaro (nella Lucrezia Borgia - Teatro Colon di Buenos Aires - 1919)

Beniamino Gigli registrò numerose canzoni scritte per lui e incise i suoi dischi a Milano, Roma, Berlino, Londra, New York e Rio de Janeiro. 
registrazione discografica e spartito dell'Andrea Chenier di Umberto Giordano
 

Al centro della Sala 5 si trovano un grammofono e alcuni dischi originali.

grammofono e dischi con la voce di Beniamino Gigli

Nella vetrina invece sono esposti costumi di scena di opere che ebbero un'incisione discografica.

costumi di scena di opere liriche incise su disco

costume di Andrea Chenier (in Andrea Chenier - Arena di Verona - 1934)

costume di Romeo (in Romeo e Giulietta - Teatro Metropolitan di New York - 1932)

costume di Alvaro (in La Forza del Destino - Teatro alla Scala di Milano - 1934)

E' esposto in questa sala anche il costume di Radames con cui Beniamino Gigli debuttò in Aida al Teatro Reale dell'Opera di Roma nel 1937.

costume di Radames (in Aida - Teatro Reale dell'Opera di Roma - 1937)

La Sala 6 è dedicata all'esperienza cinematografica del tenore, che ha prestato la sua voce in sei film, affiancato da attori famosi. Nonostante non fosse per la critica un grande attore i suoi film ebbero un gran successo di botteghino. In una teca sono conservate alcune onorificenze che vennero attribuite a Beniamino Gigli durante la sua carriera...tra queste una foto con dedica di Arturo Toscanini e la Proclamazione Ufficiale Beniamino Gigli che la città di New York gli ha dedicato l'8 ottobre 1997 al Metropolitan.

onorificenze attribuite a Beniamino Gigli durante la sua carriera

Nella Sala 7 si chiude la visita museale e anche la carriera e la vita del grande tenore recanatese che aveva mantenuto sempre un contatto assiduo e affettuoso con la sua cittadina natale e i suoi concittadini.

Nella sala sono esposti il modellino (tattile) del mausoleo che Catervo, fratello del tenore, aveva progettato per la sepoltura della famiglia nel cimitero di Recanati (le spoglie del tenore riposano invece all'ingresso del Cimitero di Recanati in un sarcofago di marmo), la maschera funebre realizzata da Assen Peikov e una tela in cui è raffigurata la Famiglia Gigli in concerto (anche la figlia Rina è stata una cantante lirica) realizzata da Giuseppe Magni.

maschera funebre di Beniamino Gigli (Assen Peikof - 1999)

modello del mausoleo Gigli per il cimitero di Recanati 

Famiglia Gigli in concerto (Giuseppe Magni) 

Come l'esposizione museale si è aperta con le parole iniziali dell'autobiografia di Beniamino Gigli, così si chiude con le sue parole finali.


www.museobeniaminogigli.it

Orario: gennaio/giugno           10.00/13.00  15.00/18.00

             luglio/agosto               10.00/13.00  15.00/19.00

             settembre/ottobre        10.00/13.00  15.00/18.00

             novembre/dicembre    10.00/13.00  15.00/17.00             

Lunedì CHIUSO

Costo: 5 € (incluso il Museo della Musica collegato)

            9,50 € biglietto cumulativo Musei Civici di Recanati

CONCLUSIONI                                                                                                                           Il Museo Beniamino Gigli dà la possibilità di venire in contatto e conoscere meglio il grande tenore recanatese attraverso la narrazione della sua vita, della sua carriera e dell'attaccamento alla sua cittadina natale. Per chi è appassionato di musica lirica (e non) è questo un luogo da non mancare nella visita di un borgo già ricco di siti letterari ed artistici.