sabato 15 agosto 2026

Genova: Palazzo Rosso, uno dei tre Rolli dei Musei di Strada Nuova (Mezzarie e gli ultimi piani )


Il mezzanino posto tra i due piani nobili di Palazzo Rosso e l'appartamento posto sopra il secondo piano nobile costituiscono le cosiddette Mezzarie.

Tramite una passerella "vuoto passante" realizzata nei primi anni del XXI secolo, si può accedere al mezzanino.

passerella "vuoto passante"

passerella "vuoto passante"

CURIOSITA': sotto la passerella " vuoto passante" si trova un'immagine sacra: l'Edicola del Doge. , così chiamata perché si trova in Vico Boccanegra, vicolo dedicato al primo doge di Genova. L'edicola barocca (XVIII secolo), racchiude un affresco ottocentesco realizzato da Giuseppe Isola. E' rappresentata una Madonna col Bambino circondata da Santi con i volti di membri della famiglia Brignole-Sale.

Edicola del Doge: Madonna col Bambino (Giuseppe Isola - XIX sec.)

Gli ambienti posti a questo livello del palazzo (Mezzaria inferiore) erano stati originariamente concepiti come spazi di servizio, ma tra il 1691 e il 1708 furono trasformati da Anton Giulio II Brignole-Sale in un appartamento privato di gusto romano e parigino (Anton Giulio II fu ambasciatore a Parigi). 

Ritratto di Anton Giulio II Brignole-Sale (Hyacinthe Rigaud - 1704)

Gli affreschi tardo-barocchi, che decorano questi ambienti posti sotto le Sale delle Stagioni del secondo piano nobile, furono realizzati da Gregorio De Ferrari e Domenico Parodi a partire dal 1705.

La prima sala era una piccola quadreria.

Prima sala del mezzanino

Prima sala del mezzanino

Prima sala del mezzanino

Prima sala del mezzanino

La sala è stata decorata da Gregorio De Ferrari con Putti in volo sulla volta. Le quadrature alle pareti sono opera di Francesco Costa.

soffitto: Putti in volo (Gregorio De Ferrari)

Le porte laccate a motivi orientaleggianti e con specchi recano le iniziali AGB del committente, circondate da serpi.

porta con iniziali di Anton Giulio II Brignole-Sale
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Da un lato della prima sala si accede alla seconda sala detta Sala "della grotta" per la sua decorazione. Questa era una sala da pranzo.

Sala "della grotta"

Sala "della grotta"

Sala "della grotta"

La volta della sala e le preti furono affrescate nel 1710 da Domenico Parodi. Sulla parete principale vi è affrescato un Giudizio di Paride, mentre sulle altre pareti sono narrate a monocromo storie dell'origine di RomaLa finta architettura è stata realizzata da Tommaso Aldovrandini.

Giudizio di Paride (Domenico Parodi)

pareti laterali: Storie di Roma (Domenico Parodi) / finta architettura (Tommaso Aldovrandini)


pareti laterali: Storie di Roma (Domenico Parodi) / finta architettura (Tommaso Aldovrandini)

Nelle due nicchie bordate in alabastro, ricavate nella parete principale ai lati dell'affresco, sono stati posti due gruppi scultorei in marmo: Giove in forma di cigno con Elena e Polluce (opera di Bernardo Schiaffino), e La lupa con Romolo e Remo (opera di Francesco Biggi). Questi gruppi scultorei fungevano da fontane.

gruppi scultorei: Giove in forma di cigno con Elena e Polluce (Bernardo Schiaffino), / La lupa con Romolo e Remo (Francesco Biggi)
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La terza sala è una camera da letto. 

camera da letto

camera da letto

camera da letto

La volta della camera è stata affrescata da Domenico Parodi con Venere addormentata sul carro.

volta della camera: Venere addormentata sul carro (Domenico Parodi)

La piccola alcova, posta in posizione rialzata, ha un'apertura decorata da una cornice intagliata e dorata e da specchi sulle pareti laterali. Sulla parete dietro al letto si trova una decorazione barocca a stucco: alcuni Amorini in volo reggono un finto drappo fiorito che forma un baldacchino (forse ideata da Gregorio De Ferrari). Sul soffitto dell'alcova è realizzata una volta celeste stellata. 

alcova

Il parquet è intarsiato con le iniziali di Anton Giulio II ed è il più antico documentato in Italia.

parquet dell'alcova

L'alcova è affiancata da due piccoli ambienti: uno stanzino guardaroba e un bagno affrescato da Domenico Parodi con la scena di Bimbi che giocano in un fiume.

bagno: Bimbi che giocano nel fiume (Domenico Parodi)

stanzino guardaroba
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Un piccolo ambiente salottino con consolle in stile reggenza e con pareti ricoperte da specchi si trova alla destra della prima sala. Fu fatto realizzare a Giacinto Boni da Gio Francesco II intorno al 1745 in quanto la decorazione di questo appartamento fu interrotta con la morte improvvisa di Anton Giulio II. 

salottino

salottino

salottino
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Sopra il secondo piano nobile si trovavano le cosiddette Mezzarie superiori, un appartamento allestito a partire dal 1783 quando Anton Giulio II si sposò con Anna Pieri. A causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale questi ambienti sono andati perduti.

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Nell'Ottocento le sale dell'ultimo piano dell'ala occidentale del palazzo furono abitate dagli ultimi membri della famiglia Brignole-Sale: Antonio marchese di Groppoli e diplomatico, e  Artemisia Negrone, con le figlie Maria e Luisa.

Nella cosiddetta Sala dei Donatori (del palazzo) sono esposti i ritratti degli ultimi membri della famiglia Brignole-Sale /de Ferrari ad aver abitato il palazzo e che hanno donato il palazzo, gli arredi e le collezioni d'arte alla città di Genova.

al centro: Ritratto di Antonio Brignole-Sale (Santo Panario) / ai lati: Ritratti di Luisa Brignole-Sale e di Filippo de Ferrari

al centro: Ritratto di Maria Brignole-Sale, duchessa di Galliera (Matteo Antonio Picasso) / ai lati: Ritratti di Antonio Brignole-Sale e di Artemisia Negrone

Fu infatti Maria Brignole-Sale de Ferrari duchessa di Galliera a donare Palazzo Rosso al Municipio della città di Genova nel 1874, perché mantenesse le caratteristiche di dimora aristocratica (una sorta di monumento alla famiglia Brignole-Sale) e le sue collezioni non fossero incrementate.

Maria Brignole-Sale de Ferrari duchessa di Galliera (Vittorio Lavezzari)

Gli arredi del salotto e della biblioteca sono quelli originali, commissionati da Antonio Brignole-Sale all'ebanista inglese Hanry Thomas Peters.

biblioteca: Cristoforo Colombo in catene (in alto - Giuseppe Isola)

biblioteca: tavolo a ribalte da biblioteca (Henry Thomas Peters)

biblioteca: Monumento a Cristoforo Colombo (Bernardo Nicolò Raggi)

Alcuni ambienti sono stati allestiti con arredi provenienti dalla residenza parigina di Maria Brignole-Sale e del marito Raffaele de Ferrari, l'Hotel de Matignon (secondo per bellezza solo all'Eliseo), attuale residenza del Primo Ministro di Francia.

specchiera (XIX sec.) / grandi vasi (Cina - XIX sec.) / Ritratto di Raffaele de Ferrari duca di Galliera (Giuseppe Isola) / busto di Andrea De Ferrari (Augustin Dumont)

al centro: Maria Brignole-Sale de Ferrari duchessa di Galliera con il figlio Filippo (Leon Cogniet - 1856) / stipi con armi de Ferrari Brignole-Sale (Guillaime Grohé su dis. di Felix Duban) / candelabri con armi de Ferrari (Victor Paillard)

Leucotea (Augustin Dumont)

camera da letto

camera da letto

camera da letto

in alto: Andrea De Ferrari (Giuseppe Molteni) / comò (Jean Jacques Werner)

Madonna col Bambino (Bartolomè Esteban Murillo)

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C'è un ultima parte del palazzo di cui parlare: l'ultimo piano delle Dipendenze, il cosiddetto "Appartamento di un amatore d'arte".

"Appartamento di un amatore d'arte"

Gli spazi che lo compongono furono restaurati da Franco Albini a metà del Novecento per farne l'abitazione del direttore dei musei civici Caterina Marcenaro e per poterne esporre la sua collezione d'arte.

Vi sono tre ambienti di rappresentanza contigui e interconnessi: soggiorno, pranzo e zona camino.

zona camino

zona camino

zona pranzo

zona camino

zona salotto

Vi è anche una cucina arredata in stile anni '50.

cucina

Nella camera da letto vi sono elementi d'arredo antichi e moderni.

camera da letto

camera da letto

Orari:  martedì/venerdì   9.00/19.00  sabato e domenica 10.00/19.00

           lunedì CHIUSO

Costo: 9 € cumulativo dei tre musei 

www.museidigenova.it/it/musei-di-strada-nuova

CONCLUSIONI                                                                                                             Palazzo Rosso conserva gli arredi e le decorazioni di ben sette fasi abitative: dalla fine del Seicento a metà del Novecento. Visitare il palazzo è come fare un viaggio nella storia di una famiglia e della città. La sua collezione d'arte contribuisce a valorizzarne la visita e a renderlo una tappa imperdibile nella scoperta dei tesori di Genova.