mercoledì 25 febbraio 2026

Lucca: la Torre Guinigi

Nello skyline di Lucca, tra i campanili delle numerose chiese cittadine, svetta una una torre con la particolarità di avere la sua sommità piantumata con alberi: la Torre Guinigi.

Torre Guinigi

Situata all'angolo tra Via Sant'Andrea e Via delle Chiavi d'Oro, fu costruita tra il XIII e il XIV secolo, insieme al palazzo di cui fa parte, dai Guinigi, antica, ricca e potente famiglia lucchese di origini feudali.

I Guinigi furono mercanti di seta e lana. Nel XIV divennero anche banchieri: erano gli esattori delle decime pontificie e furono al servizio delle più potenti corti europee. Con Paolo Guinigi, e la sua Signoria durata un trentennio, divennero anche potenti politicamente.

Paolo Guinigi sembra non abbia mai abitato in questo palazzo, che tra l'altro era di proprietà dei suoi zii. Egli dimorò nella Cittadella dove oggi sorge il Palazzo Ducale (Piazza Napoleone), sorto sulle macerie dell'antica Augusta costruita da Castruccio degli Antelminelli nel Trecento.

Paolo Guinigi viene da tutti ricordato anche per essere stato il committente di quel capolavoro di Jacopo della Quercia che è il Monumento funebre di Ilaria del Carretto, sua seconda moglie, conservato nella Cattedrale di San Martino.
Monumento funebre di Ilaria del Carretto (Jacopo della Quercia - 1406/1410)
 
Il Palazzo Guinigi, posto tra Via Sant'Andrea e e Via Guinigi (lato Nord), venne costruito contemporaneamente a quello "gemello" posto sull'altro lato della strada. Il palazzo, la cui facciata è costituita da mattoncini faccia a vista, è caratterizzato da un portale con conci in pietra. Al piano terra presenta arcate che una volta costituivano una loggia e che oggi, dopo essere state tamponate nel XVI secolo, presentano finestre inginocchiate. Le arcate agli altri piani contengono quadrifore e trifore con esili colonnine bianche.

Palazzo e Torre Guinigi

facciata del Palazzo Guinigi

Palazzo Torre Guinigi

Originariamente il palazzo comprendeva cinque torri di cui è rimasta quella che tutti visitano recandosi a Lucca.

Torre Guinigi

Nel Medioevo Lucca contava più di 250 torri. Oggi ne rimangono solo due. La Torre Guinigi è l'unica delle torri non pubbliche che furono erette all'interno delle mura di Lucca ad essersi conservata. Le altre furono mozzate o abbattute nel Cinquecento. Invece la torre pubblica che ancora svetta è la Torre delle Ore.

La casatorre era un edificio privato concepito per essere sia un'abitazione che un punto di difesa, e costituiva un simbolo di ricchezza e di potenza per la famiglia che l'erigeva. 

La Torre Guinigi, posta in posizione angolare e in continuità col palazzo, è alta 44,19 m. E' stata costruita in mattoni e pietra.

Palazzo e Torre Guinigi

Sul lato Ovest presenta mensole di due tipi: alcune (quelle più squadrate) erano delle antiche aperture, le altre sono a superficie d'appoggio piatta e a base stondata, e presentano piccole aperture tamponate. 

sezione e prospetto della Torre Guinigi (lato Ovest)

mensole della torre

La torre presenta due fasce di mattoni decorati: tra l'una e l'altra fascia si aprono due coppie di piccole finestre ad arco.

Sul lato di Via delle Chiavi d'Oro vi sono due piccole finestre in basso e tre in sommità. Su questo lato è addossata alla torre una costruzione in mattoni che ingloba le scale d'accesso al tratto inferiore della torre (caratterizzata da una serie di doppie finestre rettangolari).

Torre Guinigi (lato Via delle Chiavi d'Oro / a sinistra vano scale)

Sul lato di Via Sant'Andrea si nota un tamponamento di mattoni rosso bruni e un paramento in pietra calcare.

La sommità della torre presenta beccatelli in laterizio con terminale in pietra.

prospetto Nord della Torre Guinigi

Sulla sommità si trova un giardino pensile composto da sette alberi di leccio piantati in un cassone in mattoni che occupa la maggior parte dello spazio. 

I lecci (Quercus ilex) sono alberi longevi, resistenti e tipici della zona e sono simbolo di longevità, rinascita e potere.

Anche se si racconta che la pianta più grande fu posta da Paolo Guinigi, l'epoca di piantumazione è incerta, e gli alberi che si possono vedere oggi sembrano piante non troppo antiche.

lecci sulla sommità della Torre Guinigi

lecci sulla sommità della Torre Guinigi

lecci sulla sommità della Torre Guinigi

CURIOSITA': una leggenda narra che la morte di Paolo Guinigi fu preannunciata dalla perdita delle foglie dell'albero più grande.

CURIOSITA': si narra che Ilaria del Carretto sia ancora con il suo cagnolino in attesa di congiungersi all'amato Paolo sotto il grande albero di leccio.

Per salire sulla sommità della torre bisogna salire 28 rampe di scale (la prima parte in pietra, la seconda in metallo), per un totale di 230 scalini.

scale metalliche

scale metalliche

scale metalliche

scale metalliche

scale metalliche

scale metalliche

Dalla sommità della torre si può ammirare un panorama spettacolare sulla città e suoi monti in lontananza.

panorama dalla Torre Guinigi

panorama dalla Torre Guinigi: Cattedrale di San Martino

panorama dalla Torre Guinigi: Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata

panorama dalla Torre Guinigi: Torre delle Ore

panorama dalla Torre Guinigi: Chiesa di San Frediano

panorama dalla Torre Guinigi

panorama dalla Torre Guinigi: Chiesa di San Pietro Somaldi

panorama dalla Torre Guinigi: Chiesa di San Francesco

panorama dalla Torre Guinigi: Chiesa di Santa Maria Foris Portam

La Torre Guinigi fino al 1968 è appartenuta ininterrottamente alla famiglia Guinigi, dopodiché gli eredi l'hanno lasciata alla città.

Torre Guinigi by night

Torre Guinigi by night

Orari:     soggetto a stagionalità (controllare il sito)

Costo:    8 €

https://cultura.comune.lucca.it/

CONCLUSIONI                                                                                                                       La Torre Guinigi, dall'architettura romanico-gotica lucchese, costituisce un simbolo cittadino. La sua unicità con il suo coronamento di alberi simboleggia una rinascita passata e un punto d'attrazione notevole per la città di oggi (più di duecentomila visitatori all'anno). Il suo giardino pensile è unico in Italia. Nonostante bisogni a volte fare un po' di fila per salire, che non ci sia un controllo reale del numero di persone che stazionano sulla sommità (lo spazio è davvero esiguo) e che le persone non sempre capiscono che il soffermarsi troppo per scattare fotografie preclude agli altri di godere del panorama, salire sino a 40 m d'altezza vale in ogni caso la pena. La vista ripaga della fatica e della pazienza. 

sabato 21 febbraio 2026

Lucca: la Basilica di San Frediano

 Appena fuori dalla porta Nord delle mura romane di Lucca si trova la Basilica di San Frediano, uno dei più antichi luoghi di culto della città.

Basilica di San Frediano

La chiesa in stile romanico sorse in una zona cimiteriale di Lucca, dove si trovava già un edificio dedicato ai tre Santi Leviti Vincenzo, Stefano e Lorenzo.

Fu la seconda chiesa battesimale della città.

La chiesa fu costruita nel VI secolo da San Frediano, presbitero irlandese e vescovo di Lucca tra il 560 e il 588, e affidata a una comunità di canonici.  

Basilica di San Frediano

La chiesa venne ampliata in epoca longobarda e nell'VIII secolo dotata di una cripta per la conservazione del corpo di San Frediano. Nel 1112 venne riedificata dal vescovo Giovanni I e consacrata dal papa Eugenio III nel 1147. Nel XIII secolo si attuò un rialzamento della navata centrale (molto più alta di quelle laterali), e venne realizzato un soffitto ligneo a capriate. Tra il XIV e il XVI secolo vennero aperte le cappelle gentilizie laterali.

Basilica di San Frediano

La facciata in pietra levigata risale al XII secolo ed è pentapartita verticalmente da lesene.

facciata della Basilica di San Frediano

Presenta tre portali delimitati da pilastri e da un architrave ed archetti ciechi. L'architrave del portale centrale è decorato con motivi vegetali.

Al livello centrale della facciata si trova una finta loggetta formata da semicolonnine che racchiudono due monofore. 

Sopra la loggetta è posto un grande mosaico a fondo oro realizzato tra il XIII e il XIV secolo raffigurante l'Ascensione di Cristo tra Angeli alla presenza degli Apostoli. Faceva parte della rappresentazione anche la figura della Madonna posta tra gli Apostoli, ma questa fu perduta quando venne aperta una monofora centrale. Le figure di San Pietro e San Paolo sono in rilievo. 

mosaico della facciata: Ascensione di Cristo tra Angeli alla presenza degli Apostoli (XIII/XIV sec.)

Questo rarissimo mosaico posto in un edificio in stile romanico, venne realizzato da due differenti mani: la parte alta da un artista d'influenza bizantina, mentre la parte bassa degli Apostoli da un artista della scuola lucchese dei Berlinghieri.

La facciata presenta anche quattro oculi oltre le tre monofore centrali. Sono presenti anche alcune unità di misura per tessuti, che fanno pensare che sul sagrato della chiesa vi fosse un mercato di stoffe.

Il campanile si trova vicino all'abside. 

campanile della Basilica di San Frediano

campanile e abside della Basilica di San Frediano

campanile della Basilica di San Frediano

La chiesa originale infatti aveva un orientamento opposto, e quando vennero costruite le nuove mura cittadine, la facciata risultava troppo a ridosso della cinta muraria. Ecco perché il campanile ha questa posizione.

campanile della Basilica di San Frediano (visto dalla Torre Guinigi)

Il campanile a pianta rettangolare e di tipo lombardo presenta un basamento in pietra scura di costruzione anteriore al XII secolo, mentre la parte alta è in pietra chiara (XIII secolo). Su ogni lato vi sono monofore e bifore, due registri di trifore e due di quadrifore. La sommità ha una merlatura ghibellina e nella cella campanaria vi sono 6 campane.

campanile della Basilica di San Frediano (visto dai giardini di Palazzo Pfanner)

L'interno della chiesa ha mantenuto un aspetto medievale, con pianta basilicale di tipo paleocristiano.

Non ha transetto ed è divisa in tre navate di cui quella centrale più alta di quelle laterali. Le navate sono divise da colonne di riuso tutte diverse tra loro, provenienti da Roma, così come i capitelli romani corinzi e compositi che sostengono archi a tutto sesto.

colonne che dividono le navate

La chiesa misura 63 m di lunghezza e ha un soffitto a capriate lignee.

La navata centrale termina con un'abside, mentre le navate laterali presentano fondo piatto.

Nella navata centrale si trova un pulpito.

pulpito

pulpito

Sulla parete destra della navata centrale (sopra al pulpito) si trova un affresco cuspidato del XII secolo raffigurante il Martirio dei Santi Vincenzo, Lorenzo e Stefano

Martirio dei Santi Vincenzo, Lorenzo e Stefano (XII secolo)

Su due colonne vi sono rimasti due affreschi del XIV secolo rappresentanti Sant'Elena e Santo Stefano.

Sant'Elena (XIV sec.)

Santo Stefano (XIV sec.)

Oltre la navata destra si trova la navatella battesimale al centro della quale si trova un fonte battesimale ad immersione risalente al XII secolo. E' questo è l'unico elemento dell'arredamento medievale rimasto nella chiesa.

fonte battesimale (XII sec.)

fonte battesimale (XII sec.)

fonte battesimale (XII sec.)

Il fonte battesimale è costituito da una vasca circolare di 4 m circa di diametro all'interno della quale su un pilastro con teste umane e mostruose poggia una coppa con tempietto circolare a sei colonne e coperchio sul quale sono raffigurati i Mesi e gli Apostoli. Da questa coppa veniva distribuita tramite bocche con mascheroni l'acqua nella vasca battesimale.

Il fonte battesimale fu scolpito da tre artisti anonimi: il Maestro delle Storie di Mosè (che ha scolpito 4 dei sei pannelli che compongono la vasca), il Maestro Roberto (che ha scolpito i rimanenti due pannelli) e il Maestro degli Apostoli e dei Mesi (che ha scolpito l'elemento centrale).

Sui pannelli sono scolpite 7 figure in piedi e 7 episodi della Vita di Mosè

decorazione della vasca del fonte battesimale

CURIOSITA': Gli Israeliti attraversano il Mar Rosso in sembianze di cavalieri medievali.

Si pensa che il fonte battesimale fosse posto all'esterno della chiesa e fosse una fontana lustrale o acquasantiera contenente acqua benedetta.

Nel XVIII secolo il fonte battesimale fu smantellato, smembrato e disperso. Fu poi riassemblato secondo alcuni disegni settecenteschi in cui si vedeva al centro una colonnina aggiunta nel XIV secolo e una statuetta del Battista del XVIII secolo (colonnina e statuetta si trovano oggi lungo la parete della navatella). Dal 1952 è stato posto nella navatella con le sembianze originali.

Battista (XVIII sec.)

Sulla parete destra della navatella si trovano due terrecotte invetriate realizzate da Mattia della Robbia (XVI secolo): una lunetta con ghirlanda all'interno della quale vi è un'Annunciazione e un San Bartolomeo posto su un pilastro esterno della Cappella di Santa Zita.

Annunciazione (Mattia della Robbia - XVI sec.)

San Bartolomeo (Mattia della Robbia - XVI sec.)

Sulla stessa navatella vi sono due affreschi: una Madonna col Bambino tra i Santi Zita e Riccardo (sull'ingresso della Cappella del Soccorso), e in controfacciata vi è un San Pietro in cattedra tra Santi ed Episodi della Passione di Cristo (XIV secolo).

San Pietro in cattedra tra Santi / Episodi della Passione di Cristo (XIV sec.)

In una nicchia si trova il fonte battesimale adattato da altare del Sacramento (opera del XV secolo di Matteo Civitali) e la raffigurazione del Battesimo di Cristo di L.Castellotti (XVIII secolo).

fonte battesimale / Battesimo di Cristo (L.Castellotti - XVIII sec.)

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Dalla navatella battesimale si può accedere alla prima cappella della navata destra: la Cappella del Soccorso.

Cappella del Soccorso

Cappella del Soccorso

volte affrescate della Cappella del Soccorso

Sull'altare della cappella cinquecentesca commissionata nel 1509 da Eufrosina Compagni si trova un affresco che raffigura la Madonna del Soccorso realizzato da Giuliano da Pisa nel 1510.

Madonna del Soccorso (Giuliano da Pisa - 1510)

Un'immagine che raffigura la Madonna del Soccorso la si può trovare anche in un'edicola votiva posta ai piedi del campanile della basilica.

edicola della Madonna del Soccorso

Sula parete destra si trovano la Madonna del Riposo (XIII/XIV secolo) proveniente dal chiostro, e le tavole di Santa Barbara (XV secolo) e di Santa Caterina d'Alessandria di Giuliano di Simone (XIV secolo).

Madonna del Riposo (XIII/XIV sec.)

a sinistra: Santa Barbara /XXV sec.) / a destra: Santa Caterina d'Alessandria (Giuliano di Simone - XIV sec.)

Sulla parete sinistra hanno trovato collocazione una tavola cuspidata con raffigurazione di Madonna con Bambino e Santi (XVI secolo) e un Miracolo di San Biagio di Giovan Domenico Ferrucci (XVII secolo).

Miracolo di San Biagio (Giovan Domenico Ferrucci - XVII sec.)

Lungo la parete di fondo vi sono resti di colonne, capitelli romanici e le Tombe Guidiccioni del XIII secolo. 

Tombe Guidiccioni (XIII sec.)

Tomba Guidiccioni (XIII sec.)

Sul bordo di un riquadro della tomba di destra vi è una tra le più antiche iscrizione in volgare.

scritta in volgare della Tomba Guidiccioni (XIII sec.)

scritta in volgare della Tomba Guidiccioni (XIII sec.)

scritta in volgare della Tomba Guidiccioni (XIII sec.)

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La seconda cappella della navata destra è la Cappella di Santa Zita o Cappella Fatinelli.

Cappella di Santa Zita o Cappella Fatinelli

La cappella occupa la parte cimiteriale in cui fu sepolta e il chiostro in cui Santa Zita, la santa alla quale la cappella è dedicata, si recava a pregare.
Zita fu la domestica dei Fatinelli, una famiglia guelfa del XIII secolo, dall'età di dodici anni. Visse la sua vita in devozione e carità. Viene ricordata per un miracolo che la vide protagonista: mentre portava del pane ai bisognosi, il suo padrone le chiese cosa portasse nel grembiule e lei rispose "Fiori e Fronde". Apertosi il grembiule il pane si era tramutato in rami fioriti.  
Sopra al pozzo della facciata di Palazzo Fatinelli un bassorilievo in marmo raffigura un altro miracolo di Santa Zita: avendo solo dell'acqua del pozzo da poter donare a un pellegrino, fece un gesto e l'acqua si trasformò in vino.

Palazzo Fanitelli

bassorilievo di un Miracolo di Santa Zita

Santa Zita morì nel 1278. Come patrona delle domestiche e delle donne che si prendono cura della casa viene festeggiata il 27 aprile (giorno della morte). Nota come la "Santa dei fiori", a lei viene dedicata anche una Fiera dei Fiori.
aiuola fiorita dedicata a Santa Zita

aiuola fiorita dedicata a Santa Zita

CURIOSITA': Santa Zita è divenuta subito famosa tanto da essere citata subito dopo la morte da Dante Alighieri nella Divina Commedia (Inferno XXI, 38). Nella quinta bolgia dell'VIII cerchio Dante dice:
"...un de li anzian di Santa Zita"
riferendosi ad uno dei 10 magistrati che governavano Lucca (forse Martino Bottario).

Sotto l'altare della cappella è conservato il corpo incorrotto della Santa in una teca trasparente che viene posta nella navata principale della chiesa il giorno che la commemora. 

Sull'altare della cappella vi è una tela di Paolo Guidotti che raffigura Santa Zita e il Povero. Ai fianchi di quest'opera vi sono due tele di bottega lucchese: Santa Zita e l'Angelo e Santa Zita e l'obolo al povero.

a sinistra: Santa Zita e l'obolo al povero (bottega lucchese - XVII sec.) / al centro: Santa Zita e il Povero (Paolo Guidotti - XVI sec.) / a destra: Santa Zita e l'Angelo (bottega lucchese - XVII sec.)

Lungo le pareti della cappella vi sono altre 5 tele che rappresentano i Miracoli di San Zita realizzate da Francesco Del Tintore.

Il miracolo del pane fatto dagli Angeli (Francesco Del Tintore - XVII sec.)

Miracolo del mantello al povero (Francesco Del Tintore - XVII sec.)

Trasformazione dei pani in fiori (Francesco Del Tintore - XVII sec.)

Santa Zita distribuisce le fave ai poveri (Francesco Del Tintore - XVII sec.)

Santa Zita con i Fatinelli (Francesco Del Tintore - XVII sec.)

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La terza cappella è la Cappella Cenami o Cappella di San Biagio o Cappella del Preziosissimo Sangue.

Cappella Cenami

Gli affreschi della parte alta e della cupola della cappella sono dedicati alla Vita di San Biagio e sono stati realizzati da Giovanni Domenico Lombardi.

Sull'altare della cappella si trova una Gloria e il tabernacolo realizzato da Giovanni Baratta con la reliquia del Sangue Preziosissimo trovato nel simulacro del Volto Santo quando arrivò nel porto di Luni (Sarzana) da Gerusalemme. Sotto l'altare si trova il sarcofago del Beato Corrado (vescovo di Lucca nel X secolo). Sulla parete destra vi è una Natività di Pietro Sorri, mentre sulla parete sinistra della cappella una Deposizione di Paolo Guidotti.

a sinistra: Deposizione (Paolo Guidotti - XVI sec.) / al centro: Gloria e Tabernacolo (Giovanni Baratta - XVIII sec.) / a destra: Natività (Pietro Sorri - 1608)
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La quarta cappella è la Cappella Sandei o Cappella di Sant'Agnese o Cappella dell'Annunziata.

Sull'altare si trova un'Annunciazione di Gaspare Mannucci. Sulla parete destra vi è un San Michele, opera di Camillo Ciai (1665), mentre lungo la parete sinistra si trova una Sant'Anastasia Martire di Girolamo Scaglia (1646). Nella cappella rimangono pochi resti degli affreschi del XIV secolo.

Annunciazione (Gaspare Mannucci - XVII sec.)
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La quinta cappella, l'ultima della navata destra, è la Cappella Micheli-Guinigi, oggi Cappella del SS.Sacramento.

Crocifisso (XII sec.)

Sull'altare della cappella è posto l'affresco di un Crocifisso del XII secolo davanti al quale Santa Zita si recava a pregare, proveniente dal Cimitero e chiostro di S.Caterina.

In fondo alla cappella si trova un'Assunzione (o Madonna della cintola) in legno, opera di Masseo Civitali (nipote di Matteo Civitali).

Assunzione o Madonna della cintola (Masseo Civitali - XV sec.)

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Nella testata della navata destra si trova un altare con il Martirio di Santa Fausta, opera di Pietro Sorri.

Martirio di Santa Fausta (Pietro Sorri - 1595)

Sulla destra dell'altare vi è il neoclassico Monumento funebre a Lazzaro Papi, poeta, storico e letterato. il monumento è opera di Luigi Pampaloni. 

Monumento funebre di Lazzaro Papi (Luigi Pampaloni - XIX sec.)

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La visita continua davanti al presbiterio posto in posizione un poco sopraelevata rispetto alla navata centrale.

area presbiteriale

L'altare maggiore cinquecentesco conserva la Tomba di San Frediano.

altare maggiore con la Tomba di San Frediano

Intorno a questo altare vi sono i resti della pavimentazione cosmatesca (opus alexandrinum) in marmo, serpentino e porfido realizzata nel XII secolo. Qui si trovava la cantoria smontata nel 1426.

pavimentazione cosmatesca (XII sec.)

Sul retro si è trovato un affresco che raffigura la Santissima Eucarestia adorata da Angeli (XV secolo).

Santissima Eucarestia adorata da Angeli (XV sec.)

Le sei monofore istoriate dell'abside illuminano l'area presbiteriale.

una monofora dell'abside

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Nella testata della navata sinistra si trova l'altare con il Santo Miracolo di San Cassio, opera di Aureliano Lomi. 
San Cassio era vescovo di Narni ed era stato sposato con Santa Fausta.

Santo Miracolo di San Cassio (Aureliano Lomi - 1595)

Sulla sinistra della testata è posto un monolite (5m X 2 m e di 30 cm di spessore) che si narra sia stato portato qui miracolosamente da San Frediano per realizzarvi l'altare dell'antica chiesa. Sotto la lastra vi sono due statuine stilofore raffiguranti le giovenche che trasportarono il monolite, e due capitelli erratici.

monolite per altare /  giovenche e capitelli (VIII sec.)

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La cappella adiacente, la prima cappella della navata sinistra partendo dall'abside della chiesa, è la Cappella Trenta.

Cappella Trenta

Per questa cappella nel XV secolo Jacopo Della Quercia scolpì il polittico in marmo che raffigura la Madonna col Bambino e i Santi Lorenzo, Gerolamo, Riccardo e Orsola, e le tombe terragne di Lorenzo Trenta e di sua moglieSotto l'altare è posto il sarcofago romano (II secolo) con le spoglie di Riccardo, re inglese che, pellegrino verso Roma, morì a Lucca nel 722. 

Madonna col Bambino e i Santi Lorenzo, Girolamo, Riccardo e Orsola (Jacopo Della Quercia - XV sec.) / sarcofago con spoglie di re Riccardo (II sec.)

Tombe terragne di Lorenzo trenta e di sua moglie (Jacopo Della Quercia - XV sec.)

Di fronte all'altare si trova un'Annunciata il legno policromo, opera di Matteo Civitali (XV secolo).

Annunciata (Matteo Civitali - XV sec.)

Annunciata (Matteo Civitali - XV sec.)

La statua di San Pietro Apostolo, posta sul pilastro divisorio della cappella, è opera di Vincenzo Civitali (XVI secolo).

San Pietro Apostolo (Vincenzo Civitali - XVI sec.)

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La seconda cappella è la Cappella Gentili o Cappella della Speranza.


Cappella Gentili

Il dossale d'altare raffigura una Gloria di Cherubini con gli Apostoli Filippo e Giacomo, opera di G. Cecchi (XVIII secolo). 

Gloria di Cherubini e gli Apostoli Filippo e Giacomo (G. Cecchi - XVIII sec.)

L'affresco con la Madonna della Speranza fu staccato da un'edicola della Corticella FredianiSulla parete sinistra vi è stata posta una Visitazione e sulla parete destra una Fuga in Egitto di G Martini (1824).

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La terza cappella è la Cappella di Sant'Agostino o Cappella della Croce o Cappella delle Reliquie.

Cappella di Sant'Agostino / Cappella della Croce / Cappella delle Reliquie

Nella cappella sono conservate diverse reliquie tra le quali il Titolo della Croce e i resti mortali del Beato Giovanni (vescovo di Lucca nell'VIII secolo) che accolse il simulacro del Volto Santo ospitandolo inizialmente in questa cappella.

La tela di autore anonimo del XVII secolo posta sull'altare rappresenta il Volto Santo, Sant'Agostino e Sant'Ubaldo.

Volto Santo, Sant'Agostino e Sant'Ubaldo (autore anonimo - XVII sec.)

La cappella è stata interamente affrescata da Amico Aspertini con Eventi della Vita di Sant'Agostino e temi della Storia Ecclesiastica di Lucca.

parete sinistra: Trasporto del Volto Santo da Luni a Lucca (a sinistra) / Sant'Ambrogio battezza Sant'Agostino (a destra) / lunetta in alto: Deposizione di Cristo (Amico Aspertini - 1508/1509)

parete destra: Natività (a sinistra) / San Frediano traccia il nuovo corso del fiume / lunetta in alto: Sant'Agostino dà la Regola ai suoi canonici (Amico Aspertini - 1508/1509)

volta: Padre Eterno circondato da Angeli, Profeti e Sibille (Amico Aspertini - 1508/1509)

Sul pavimento si trova la tomba terragna che il Priore Pasquino Cenani fece costruire per sé e per i canonici (1506).
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I canonici regolari di San Frediano di Lucca si unirono in un secondo tempo ai canonici lateranensi di Roma. Nel corridoio della porta laterale si trova un albero genealogico dei Canonici Regolari Lateranensi che hanno avuto radici a San Frediano

albero genealogico Canonici Lateranensi (XVI sec.)

In questo corridoio vi è anche una Madonna col Bambino e Santi risalente al XVII secolo.

Madonna col Bambino e Santi (XVII sec.)

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La quarta cappella è la Cappella Buonvisi o Cappella di Sant'Anna, realizzata nel XVI secolo e  con decorazioni del XIX secolo.

Cappella Buonvisi

Sull'altare la tela raffigura Sant'Anna che adora il Bambino, opera di Stefano Tofanelli.

Sant'Anna che adora il Bambino (Stefano Tofanelli - XIX sec.)

A destra dell'altare troviamo una Natività di Maria di Francesco Antonio Cecchi e a sinistra il Transito di sant'Anna di B Rocchi.

Natività di Maria (Francesco Antonio Cecchi - XIX sec.)

Transito di Sant'Anna (B Rocchi - XIX sec.)

Sulla parete destra della cappella vi è il Monumento funebre dei cardinali Bonviso, Gerolamo e Francesco Buonvisi.

Monumento funebre dei cardinali Bonviso, Gerolamo e Francesco Buonvisi 

Sulla parete sinistra si trova invece il Monumento funebre della famiglia Montecatini (famiglia erede dei Buonvisi). 

Monumento funebre della famiglia Montecatini

Sulle volte della cappella vi sono affreschi a tempera monocroma che raffigurano Scene tratte dall'Antico Testamento e Profeti racchiusi in medaglioni esagonali.

volte della Cappella Buonvisi: Scene del Vecchio Testamento e Profeti

volte della Cappella Buonvisi: Scene del Vecchio Testamento e Profeti

volte della Cappella Buonvisi: Scene del Vecchio Testamento e Profeti

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In controfacciata si trova l'organo del XVI secolo e la cantoria del XVII secolo.

organo (XVI sec.) / cantoria (XVII sec.) / a sinistra: Madonna col Bambino e Santi (Amico Aspertini - XVI sec.) / a destra: Visitazione (Ansano di Michele Ciampanti - XVI sec.)

Sotto alla cantoria, alla destra del portale, si trova una Visitazione di Ansano di Michele Ciampanti (XVI secolo), mentre alla sua sinistra una Madonna col Bambino e Santi di Amico Aspertini (XVI secolo).

Le acquasantiere sono del XV/XVI secolo.

acquasantiera (XV/XVI sec.)

acquasantiera (XV/XVI sec.)


Orari:  lun/ven  9.00/18.00    sab 9.00/17.30  dom 10.00/16.00
Costo: 3 €

CONCLUSIONI                                                                                                                          La Basilica di San Frediano è una delle chiese più antiche e interessanti di Lucca, sia dal profilo storico che artistico, ma anche dal profilo devozionale perché legata a Santi molto venerati in questa città. Da questa basilica tra l'altro inizia la Processione del Volto Santo la sera del 13 settembre durante la Festa dell'Esaltazione della Croce, commemorando la traslazione miracolosa della reliquia dalla Chiesa di San Frediano alla Cattedrale di San Martino.