giovedì 5 novembre 2026

Porto Venere: la Chiesa di San Lorenzo

 

Nella parte alta del borgo marinaro di Porto Venere, a metà strada tra la Chiesa di San Pietro e il Castello Doria, si trova la Chiesa di San Lorenzo.

Chiesa di San Lorenzo

La Chiesa di San Lorenzo fu costruita dai Genovesi nel 1098 nel luogo in cui in epoca romana sorgeva un tempio dedicato a Giove, e  venne dedicata a San Lorenzo come la Cattedrale di Genova.

La facciata della chiesa venne realizzata dai Magistri Antelami in stile romanico nel 1116 e la chiesa venne consacrata da papa Innocenzo II nel 1130. 

Nel 1340 la chiesa fu devastata da un incendio e venne restaurata in stile gotico nel transetto, nella zona absidale e nella facciata in cui fu sovrapposto un corpo centrale in aggetto.

La facciata della chiesa presenta infatti nella parte centrale un rivestimento a fasce bianche e nere tipico ligure.

facciata della Chiesa di San Lorenzo

Nell'aggetto centrale gotico si apre il portale centrale romanico, con colonnine dritte e tortili, con capitelli reggenti scudi araldici, e sormontato da una lunetta con arco a sesto acuto in cui si trova un rilievo scultoreo raffigurante il Martirio di san Lorenzo in stile gotico.

portale centrale

colonnine dritta e tortile del portale centrale

lunetta del portale centrale: Martirio di San Lorenzo

lunetta del portale centrale: Martirio di San Lorenzo

Sopra al portale centrale si apre una trifora, sormontata da un oculo circolare.

trifora e oculo della facciata

trifora

I due portali laterali sono più semplici. L'arco a tutto sesto con cunei di pietra bicolore del portale destro presenta al suo interno un labirinto circolare scolpito (o nodo geometrico sacrale).

portale destro della chiesa

Nel XIV secolo fu anche innalzato un campanile-tiburio sopra il presbiterio, che venne distrutto nel 1494 dalle bombe aragonesi, e sostituito quindi da una cupola ottagonale poggiante sul toro in stile romanico nel XVI secolo ed eretto un nuovo campanile.

campanile della Chiesa di San Lorenzo

campanile e cupola della Chiesa di San Lorenzo

cupola della Chiesa di San Lorenzo

La Chiesa di San Lorenzo è a forma basilicale, divisa in tre navate da arcate a tutto sesto sorrette in origine da pilastri di pietra nera locale, sostituiti da sei colonne in marmo di Carrara nel XVI secolo. Il soffitto delle navate è costituito da capriate lignee.

controfacciata della chiesa e navata centrale

navate della Chiesa di San Lorenzo

colonne e arcate che dividono le navate

In controfacciata, a fianco del portale centrale, vi sono due mensole in marmo scolpite a motivi geometrici, floreali e terminanti con un volto angelico. Le mensole sorreggono due candelabri.

mensole marmoree

mensola marmorea

Una lapide commemora i restauri della chiesa (1931/1938): tra il 1570 e il 600 infatti la chiesa venne trasformata da romanico-gotica in barocca, e così rimase sino al 1935.

lapide che commemora i restauri della chiesa

Affianca il portale anche un frammento scultoreo in pietra chiara murato, su cui sono state scolpite arcate all'interno delle quali sono stati riprodotti motivi geometrici. Probabilmente era un ambone medievale utilizzato poi come acquasantiera.

frammento scultoreo

frammento scultoreo

Nell'angolo tra la controfacciata e la navata sinistra si trova il fonte battesimale con vasca poligonale in marmo (XII secolo) e un tugurio in legno sormontato dalla statua del Battista.

fonte battesimale
La Chiesa di San Lorenzo è anche nota come Santuario della Madonna Bianca.
Lungo la navata sinistra si trova infatti un grosso tronco in cedro del Libano lungo più di 3 m che, come vuole la tradizione, arrivò nel 1204 a Porto Venere dal mare. 

tronco / custodia della Madonna Bianca

Il tronco era scavato e sigillato ermeticamente, e al suo interno furono trovati alcuni oggetti sacri e preziosi: quattro cofanetti istoriati di arte persiana (X/XI secolo), dei reliquiari, una croce con gemme che si riteneva portata dall'imperatore Costantino, e una pergamena colorata con l'immagine della Madonna col Bambino e due Santi, chiamata poi Madonna Bianca per il colore chiaro della carnagione.
Si racconta che la pergamena, annerita dal tempo, nella notte tra il 16 e il 17 agosto 1399 riprese il suo colore originale davanti ad un devoto che pregava per la fine della peste.
CURIOSITA': le navi che provenivano dalla Terra Santa usavano i trochi sigillati come sorta di custodie galleggianti, per proteggere oggetti sacri e reliquie dall'assalto dei Saraceni.

L'immagine della Madonna Bianca, conservata in fondo alla navata destra della chiesa e a destra del presbiterio, è circondata da un'ancona in marmo rinascimentale, a sua volta delimitata da due colonne in marmo nero portoro con capitelli corinzi in marmo bianco. Nella parte superiore dell'ancona è raffigurato Dio Padre Benedicente con il libro delle Scritture. Al di sotto vi è raffigurata la Madonna col Bambino in trono, circondata da angeli e cherubini. Ai lati dell'immagine miracolosa vi sono raffigurati Santi e Padri della Chiesa, mentre al di sotto vi sono due Santi vescovi. Sul fastigio superiore dell'ancona vi è un cartiglio barocco con la scritta "Mater Navigantium" (ovvero "Madre dei Naviganti").

Santuario della Madonna Bianca

ancona marmorea della Madonna Bianca (attr. alla scuola di Mino da Fiesole - XV sec.)

Madonna Bianca

fastigio con scritta "Mater Navigantium"

Il presbiterio della chiesa ha subito, come il resto della chiesa, dei rifacimenti in stile rinascimentale e barocco tra il XVI e il XVII secolo, e solo in parte ha recuperato le sue sembianze originali nel 1934 (come già accennato).

presbiterio

presbiterio

L'altare monumentale in stile tardo-barocco ligure, decorato con marmi policromi e sculture, è la testimonianza di questo rifacimento settecentesco. Al centro del coro è posta la statua di San Lorenzo, opera del XVII secolo attribuita alla scuola di Gian Lorenzo Bernini.

altare maggiore

Nel catino absidale si è conservato un frammento dell'affresco tardo medievale.

frammento di affresco del catino absidale

Dala cupola che sormonta il presbiterio pende un Crocifisso.

Crocifisso

Sulla sinistra del presbiterio si trova l'ambone in marmo, opera attribuita ai Maestri Antelami (XII secolo), costituito da quattro pannelli scolpiti con le figure di San Pietro, San Paolo, San Venerio e San Pacomio. 

ambone (attr. Maestri Antelami - XII sec.)

ambone (attr. Maestri Antelami - XII sec.)

La Cappella del Sacro Cuore, posta alla sinistra del presbiterio e che chiude la navata sinistra, presenta un'ancona in cui è raffigurata in alto un'Annunciazione, e ai lati della parte centrale le raffigurazioni di San Pietro e San Lorenzo.

Cappella dell'altare del Sacro Cuore

ancona dell'Annunciazione (attr. ad Andrea Sansovino - XV sec.)

La cappella conserva la lastra tombale del corsaro Giuseppe Graffigna detto il "Cardinalino" per i suoi modi educati e signorili, originario di Porto Venere e vissuto tra il XVI e il XVII secolo. 

Dopo aver seminato il terrore sui mari a bordo della sua nave "La Livornese", per lungo tempo prestò servizio nella flotta dello Stato Pontificio, e quando morì nel 1620 fu tumulato in questa cappella per volere dell'ammiraglio della marina pontificia Francesco Centurione.
Nella navata sinistra (partendo dall'ingresso), oltre al tronco di cedro già citato, è posta una lastra tombale quattrocentesca.

lastra tombale (XV sec.)

Poco più avanti appesa alla parete vi è la lapide che ricorda con parole in latino la sepoltura di Giuseppe Graffigna ad opera dell'ammiraglio Francesco Centurione (di cui già parlato in precedenza), affiancata da un fregio lavorato in marmo e da una targa commemorativa che ricorda la visita ufficiale di alcuni membri della Famiglia Reale di Savoia nel 1853.

lapide commemorativa della sepoltura di Giuseppe Graffigna / fregio marmoreo 

targa commemorativa

Poco otre vi è un altare barocco sormontato da un affresco staccato riportato su tela raffigurante la Madonna col Bambino e Sant'Antonio da Padova, opera attribuita al Cigoli.

Madonna col Bambino e Sant'Antonio da Padova (attr. al Cigoli - XVI sec.)

Nella cappella del transetto sinistro è posto un altare sormontato dalla Presentazione di Maria al Tempio, di pittore anonimo del XVIII secolo.

Presentazione di Maria al Tempio (autore anonimo del XVIII sec.)

Nella navata destra, partendo dal presbiterio, s'incontra la cappella del transetto destro con un altare sormontato da un Transito di San Giuseppe.

Transito di San Giuseppe

Segue, lungo la navata destra, l'altare barocco con una pala raffigurante due Santi (Sant'Antonio da Padova e ?).

altare e pala con Santi

Subito dopo si trova un grande Crocifisso ligneo affiancato da lampioni processionali.

Crocifisso / lampioni processionali

Continuando lungo la navata s'incontra una bifora alla quale è affiancato un affresco medievale staccato in cui è raffigurato San Pietro e la visione della tovaglia calata dal cielo (Atti degli Apostoli - Capitolo 10).

bifora della navata destra

San Pietro e la visione della tovaglia calata dal cielo


Orari: lunedì/domenica   9.00/18.00


CONCLUSIONI                                                                                                                           L'atmosfera che si respira nella Chiesa di San Lorenzo è mistica, perché conserva un'immagine sacra di grande valore. Ogni anno il 17 agosto si celebra la Festa della Madonna Bianca con l'accensione al crepuscolo di migliaia di lumini su tutto il promontorio e con la processione in cui l'immagine sacra viene portata dalla Chiesa di San Lorenzo alla Chiesa di San Pietro. Ma visitare questa chiesa vuol dire anche apprezzarne la sua architettura e le opere d'arte in essa contenute.


lunedì 2 novembre 2026

Porto Venere: Castello Doria e le fortificazioni genovesi

 

Già da lontano, arrivando a Porto Venere in traghetto da Lerici, spicca sulle altre costruzioni ed edifici del borgo il Castello Doria.

Castello Doria

Il Castello Doria è infatti posto su un altopiano roccioso ed è collegato con le mura del borgo.

Nonostante il nome il Castello Doria non era una residenza nobiliare, bensì una fortificazione militare costruita per ragioni difensive.

La data esatta di costruzione del castello non è ancora stata accertata. I resti più antichi della fortificazione, posti vicino alla Chiesa di San Pietro, risalgono al 1139. 

fortificazioni in pietra locale del Castello Doria ( XII sec.)

fortificazioni in pietra locale del Castello Doria ( XII sec.)
Nel 1113 la Repubblica di Genova acquisì il borgo dal suo feudatario, Grimaldo di Vezzano, per costruirvi una fortezza, difendersi da Pisa e controllare il Mar Ligure. I Genovesi costruirono perciò il cosiddetto Castrum Novum (il primo nucleo fortificato) così chiamato per distinguerlo dal Castrum Vetus realizzato in epoca romana (oggi scomparso). Come primo schieramento difensivo furono costruite le case-torri (quelle che oggi vengono chiamate "Palazzata"). Nel 1161, per racchiudere il Castrum Vetus e il Castrum Novum, furono costruite mura guelfe munite di tre torri di difesa e una porta d'accesso al borgo, e anche un castello. 
Palazzata

Torre Capitolare

Torre Capitolare (1161) e Porta del Borgo (1113)

Il castello era costituito da due parti distinte posizionate a livelli diversi, racchiuse da mura ciclopiche costituite da blocchi di pietra incastrati senza malta. 

In epoca medievale (XII secolo) i Genovesi costruirono anche il Castelletto Vistetta, detto anche Castelletto Genovese, una fortificazione militare per difendere il borgo marinaro, che sorge ancor oggi accanto alla Chiesa di San Pietro.

Castelletto Vistetta

Castelletto Vistetta

Castelletto Vistetta

Castelletto Vistetta

Il Castelletto Vistetta è un edificio in pietra scura che si sviluppa su tre livelli ed è sormontato da una terrazza con vista a 360° sul Golfo dei Poeti e sul mare aperto.

Castelletto Vestetta e Chiesa di San Pietro

Castelletto Vestetta e Chiesa di San Pietro

Nel XIII secolo più volte Genovesi e Pisani si scontrarono per il dominio del mare e delle coste di quest'area, e il borgo e il castello entrarono a far parte del feudo di Nicolò Fieschi. Nel 1276 Portovenere ritornò alla Repubblica di Genova.

Tra il XV e il XVII secolo il castello fu modernizzato per adeguarsi alle nuove armi da difesa. Genova decise infatti di demolire in gran parte il castello e di riedificarlo nelle forme attuali.

Il castello ha una pianta pentagonale quasi regolare, con tre bastioni protesi verso il mare e un poderoso torrione circolare a monte che faceva parte della fortificazione medievale.

alte mura del castello e bastione Sud-Ovest

Arrivati sulla spianata rocciosa, sulla gettata delle fondamenta del castello si notano due costruzioni cilindriche in pietra, ovvero due antiche torri d'avvistamento, trasformate poi in Mulini a vento che sfruttavano le forti correnti della costa per macinare i cereali.

Mulini a vento /ex torri d'avvistamento

Mulini a vento /ex torri d'avvistamento

Mulini a vento /ex torri d'avvistamento

Dalla spianata una scala si inerpica sino all'ingresso del castello.

spianata alla base del castello

spianata alla base del castello

scala d'accesso al castello

ingresso al castello

L'imponente porta d'accesso era preceduta da ponte levatoio (oggi non più presente).

Varcato l'ingresso si entra in ampio locale con soffitto a volte (qui si trova la biglietteria).

locale d'ingresso del castello

locale d'ingresso del castello

Una scalinata in pietra coperta conduce ad un portale monumentale ad arco bugnato del mastio cinquecentesco e al primo terrapieno sul quale si può osservare un torrione a pianta semicircolare con feritoie.

scalinata interna 

ingresso del castello cinquecentesco

portale del castello cinquecentesco 

primo terrapieno

primo terrapieno

torrione a pianta semicircolare con feritoie

Il panorama dalla terrazza è spettacolare! Il borgo, la Chiesa di san Lorenzo, il porto turistico, l'isola di Palmaria...sino alla Chiesa di San Pietro.

panorama sull'isola di Palmaria e sul Golfo dei Poeti

panorama sul porto turistico di Porto Venere e sulla Chiesa di San Lorenzo 

panorama sul borgo di Porto Venere e la Torre Capitolare

panorama verso la Chiesa di San Pietro

panorama verso la Torre Scola

Su questo livello si apre la cosiddetta Sala Ipostila, un ampio ambiente con volte a crociera sorrette da otto alti pilastri intermedi e sedici pilastri perimetrali. La sala prende il nome dagli antichi templi che presentavano un tetto piatto sostenuto da colonne.

Sala Ipostila

volte a crociera della Sala Ipostila

pilastri della Sala Ipostila

La sala serviva come granaio e magazzino per le provviste della guarnigione militare, ma nel XIX secolo, sotto il dominio francese, divenne una prigione e fu chiusa da grate.

Ritornando al portale cinquecentesco si continua a salire la scala coperta per raggiungere il livello superiore e il secondo terrapieno. A questo livello è stato ricavato un anfiteatro moderno.

scalinata coperta

verso il secondo terrapieno

verso il secondo terrapieno

secondo terrapieno con anfiteatro moderno

Sopra alla Sala Ipostila fu costruita la Casa del Capitano in cui nel XVI secolo viveva il Capitano del Popolo (oggi adibita a servizi igienici).

Casa del Capitano

Casa del Capitano

Le grandi arcate di questo livello fungevano da alloggi per la guarnigione.

arcate (ex alloggi dei soldati)

Con una scala posta vicino al torrione Nord-Est si può accedere ai camminamenti di ronda che si affacciavano sul lato a monte del castello, che con il grande torrione di epoca medievale servivano a sorvegliare gli eventuali attacchi provenienti da terra. 

grande torrione rotondo con garitta

camminamento lato Nord

garitta

Su questi due tratti di camminamento, che avevano come vertice il torrione, vi sono inserite garitte di guardia e feritoie che puntano verso il borgo, il mare e l'entroterra.

feritoia verso il borgo

feritoia verso l'entroterra

feritoia verso il mare

Dai camminamenti si possono vedere i ruderi della cava di marmo Portoro della Crocetta, attiva fino al XVII secolo. L'estrazione della pietra ai piedi del castello servì anche ad allargare e approfondire il fossato difensivo della fortezza.

ruderi della Cava di marmo Portoro della Crocetta (visti dai camminamenti del castello)
Un ultimo sguardo verso l'orizzonte per ammirare ancora il panorama...e la visita del castello si può ritenere terminata.

panorama dai camminamenti del castello verso il Golfo dei Poeti

panorama dai camminamenti del castello verso la Chiesa di San Pietro


Orari: aprile/ottobre            lunedì/domenica                 10.00/18.00
           novembre/marzo      sabato, domenica, festivi    10.00/17.00
Costo: 5 €

Nel 1606 i Genovesi eressero la Torre Scola, o Torre di San Giovanni Battista, un edificio fortificato a pianta pentagonale posto su uno scoglio dinnanzi all'isola di Palmaria, costruito per difendere le fasce costiere dagli attacchi dei Saraceni.

Torre Scola

Torre Scola

Il nome "Scola" della torre deriverebbe da "cappella rurale" perché si pensa che sulla vicina punta di Palmaria vi fosse un'antica costruzione religiosa che lasciò il posto poi al monastero di San Giovanni Battista.

Torre Scola

La torre, che poteva ospitare una decina di uomini e 8 cannoni, aveva mura spesse 4 m. , un diametro esterno di 35m e un'altezza di 20m. Ad ogni angolo della torre vi era una torretta poligonale o circolare sporgente. Nel 1800, nello scontro tra i Francesi di Napoleone e gli Inglesi, venne sventrata dalle cannonate della flotta inglese. Nel 1915 fu convertita in faro. E' stata restaurata negli anni '70 dello scorso secolo. 


CONCLUSIONI                                                                                                                         Il Castello Doria di Portovenere è considerato una delle più importanti architetture militari della Repubblica di Genova nel Levante ligure. Spoglio al suo interno, regala panorami incredibili sul borgo, sulla Chiesa di San Pietro, sul porto e sul Golfo dei Poeti. Sarebbe interessante poter contare su qualche pannello esplicativo o su una brochure per poter approfondire e capire meglio ciò che si sta visitando.