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Una passeggiata con il naso all'insù è quella che si può fare percorrendo i 250 m di una delle strade più importanti del centro storico e della città di Genova: Via Garibaldi.
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| Via Garibaldi by night |
Via Garibaldi è una strada larga 7,5 m che con andamento rettilineo congiunge Piazza Fontane Morose con Piazza della Meridiana.
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inizio di Via Garibaldi (dalla parte di Piazza della Meridiana)
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Originariamente questo percorso viario veniva chiamato Strada Maggiore, poi Strada Nuova e successivamente, fino all'Ottocento, Via Aurea; Madame de Stael la chiamò Rue des Rois per la sua magnificenza degna dei re, e infine dal 1882 questo rettilineo è stato chiamato Via Giuseppe Garibaldi in onore dell'eroe dei due mondi.
La Storia ha voluto che l'area più malfamata della città divenisse, nel giro di una cinquantina d'anni, l'area privilegiata della città.
Nel XVI secolo l'aristocrazia genovese, per affermare il nuovo status di di potenza finanziaria a livello mondiale, aveva bisogno di ampi spazi che potessero permettere la costruzioni di edifici monumentali, che erano impossibili da realizzare negli spazi angusti e bui del nucleo medievale di Genova. Quest'area salubre e ariosa, leggermente sopraelevata rispetto al porto, era posta al di fuori da questo nucleo, ma ugualmente all'interno delle mura cittadine e non lontana dagli affari politici ed economici delle grandi famiglie di banchieri.
Fu questo il primo esempio di lottizzazione "di lusso" a livello europeo.
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| Via Garibaldi |
L'avvio del progetto di riqualificazione di quest'area si deve alla famiglia Grimaldi, una delle quattro casate (insieme si Doria, agli Spinola e ai Fieschi) più importanti, potenti e ricche di Genova, che tra il XVI e il XVII secolo acquistò l'area più estesa di questa zona e commissionò diversi edifici residenziali, alcuni dei quali ancor oggi affiancano, insieme ad altri magnifici palazzi, questa scenografica via.
Tra il 1558 e il 1583 sorsero 11 palazzi, ai quali poi si aggiunsero nel 1671 Palazzo Brignole Sale (oggi sede della Galleria di Palazzo Rosso), Palazzo Bianco nel 1714, e il Palazzo delle Torrette nel 1716.
Dal Cinquecento le facciate che affiancavano questa strada vennero decorate in marmo, in stucco, o dipinte. I palazzi vennero dotati di atri con grandiosi giardini decorati con fontane e ninfei. I grandi saloni interni vennero affrescati, sontuosamente arredati, arricchiti di collezioni d'arte e quadrerie.
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| Via Garibaldi |
Questi magnifici palazzi, insieme ad altri del centro storico, andarono a creare quello che venne chiamato il Sistema dei Rolli.
Nel XVI secolo Genova era una Repubblica e non una monarchia, e come tale non aveva un palazzo che potesse accogliere personaggi illustri in visita in città, come avrebbe potuto fare un palazzo reale. Per questo motivo si pensò di far assumere questo compito di ospitalità alle famiglie aristocratiche che poco prima avevano costruito eleganti palazzi, che con le loro magnifiche strutture architettoniche e con i preziosi arredi, le collezioni e le opere d'arte conservate negli interni, potessero stupire e impressionare coloro che per motivi politici e/o economici si recavano in visita a Genova.
Venne quindi introdotto nel 1576 un sistema di ospitalità diffuso, codificato da decreti del Senato della Repubblica, e furono stilati degli elenchi o "Ruoli" dai quali deriverebbe il vocabolo "Rollo" per indicare uno di questi palazzi e la definizione "Sistema dei Palazzi dei Rolli".
I Rolli erano divisi in categorie, i "bussoli", corrispondenti ognuno al grado di dignità delle famiglie ospitanti, all'importanza sociale ed economica del proprietario del palazzo, alla grandezza e sontuosità dell'edificio, e allo status dell'ospite. I palazzi potevano salire o scendere di categoria per fattori politici, tracolli economici familiari o ristrutturazione dell'edificio.
I palazzi erano estratti a sorte dal Doge e la famiglia ospitante era rimborsata dalla Repubblica per le spese di ospitalità.
Il Papa e i regnanti (compresi i primogeniti legittimi) erano alloggiati e spesati totalmente a carico dello Stato. Ambasciatori e nunzi papali venivano alloggiati in una residenza con tutto il necessario, ma senza intrattenimenti pubblici spesati. Agli altri personaggi era messa a disposizione solo la casa.
Tra i personaggi che vennero ospitati in queste strutture vi furono nel 1656 don Giovanni d'Austria (figlio di re Filippo IV di Spagna), nel 1663 il Cardinale d'Este e il Duca di Crequi, nel 1739 il Gran duca di Toscana Francesco III di Lorena (futuro imperatore Francesco I).
Anche se sono più di 100 i palazzi del centro storico che sono stati iscritti in questi elenchi, solo 42 di questi fanno parte di "Genova: le strade Nuove e il Sistema dei Palazzi dei Rolli" denominazione con la quale nel 2006 questi palazzi sono stati inseriti nel Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. I Rolli sono distribuiti su Via Baldi, Via Lomellini, Via Cairoli (chiamata un tempo "Strada Nuovissima"), Via San Luca, Largo Zecca e Via Garibaldi.
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| Via Cairoli |
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| Piazza della Meridiana |
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| Piazza della Meridiana: Palazzo di Giovanni Carlo Brignole |
Di questi 42 palazzi, 18 sono ad uso pubblico (ospitano musei ed enti pubblici) e 10 sono sempre aperti. Durante il Rolli Day (in primavera e in autunno) anche gli altri Rolli aprono le loro porte al pubblico.
I Rolli lungo Via Garibaldi sono 12, di cui 5 sono sempre aperti e tre di questi fanno parte del sistema museale dei Musei di Strada Nuova: Palazzo Doria Tursi (Palazzo Grimaldi Niccolò) sede dell'Amministrazione Comunale cittadina, Palazzo Bianco (Palazzo Grimaldi Luca) e Palazzo Rosso (Palazzo Brignole Sale Rodolfo e Francesco).
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| Musei di Strada Nuova su Via Garibaldi |
Partendo da Piazza della Meridiana il primo palazzo che s'incontra sul lato sinistro di Via Garibaldi è il Palazzo di Luca Grimaldi, oggi denominato Palazzo Bianco (Via Garibaldi N°11).
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| Palazzo Bianco |
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| Palazzo Bianco |
Palazzo Bianco fu costruito tra il 1530 e il 1540 da Domenico e Giovanni Ponzello per Luca Grimaldi (con ingresso sulla Salita di San Francesco) e terminato nel 1711 da Giacomo Viano per Maria Durazzo Brignole Sale (con ingresso sull'attuale Via Garibaldi). Sul retro del palazzo si trova il giardino ricavato dalla demolizione a inizio Ottocento della Chiesa di san Francesco di Castelletto. Oggi il palazzo (facente parte dei tre Rolli che costituiscono i Musei di Strada Nuova) ospita la Pinacoteca Comunale di pittura genovese, italiana (tra questi anche l'Ecce Homo di Caravaggio) ed europea dal XVI al XVIII secolo. Il palazzo fu infatti donato al Camune di Genova dalla duchessa di Galliera Maria Brignole Sale De Ferrari nel 1889. Durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale il palazzo fu gravemente danneggiato e ricostruito in forme settecentesche..jpg) |
Palazzo Bianco (prospetto su Salita di San Francesco)
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Dall'altro lato della via si trova il Palazzo di Rodolfo e Francesco Brignole Sale, denominato Palazzo Rosso (Via Garibaldi N°18).
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| prospetto della facciata di Palazzo Rosso |
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| Palazzo Rosso |
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Palazzo Rosso
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Il palazzo è così chiamato per il colore rosso delle sue facciate, sulle quali risaltano bugnati, timpani, cornici e mascheroni. Il palazzo ha una pianta a U e due piani nobili sovrapposti in quanto fu progettato da Pietro Antonio Corradi per dare ad ognuno dei due fratelli Rodolfo e Francesco Brignole Sale un appartamento identico nello stesso palazzo (1671/1677). Nel 1874 la duchessa di Galliera Maria Brignole Sale De Ferrari donò anche questo palazzo alla città. Anche questo palazzo, dai preziosi arredi e con affreschi di pittori del Seicento ligure, fa parte dei Musei di Strada Nuova ed ospita la Galleria Civica e collezioni di arti minori. Un ascensore panoramico permette di raggiungere un belvedere sul centro storico.
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Ritornando sull'altro lato della strada si trova la facciata del Palazzo di Niccolò Grimaldi chiamato oggi Palazzo Tursi (Via Garibaldi N°9).
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| Palazzo Tursi |
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| Palazzo Tursi |
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| Palazzo Tursi |
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| ala loggiata di Palazzo Tursi |
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ala loggiata di Palazzo Tursi
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| mascheroni sopra le finestre di Palazzo Tursi |
Palazzo Tursi venne costruito su due lotti per Niccolò Grimaldi (detto per le sue ricchezze "il Monarca") da Domenico e Giovanni Ponzello a partire da 1565 e terminato tra il 1572 e il 1579. Il palazzo fu venduto quasi subito a Giovan Battista e Stefano Doria e poi nel 1596 a Giovanni Andrea I Doria duca di Tursi (nipote di Andrea Doria). La facciata si caratterizza per il bianco marmo di Carrara, la rosa pietra di Finale e il nero dell'ardesia. Le finestre sono sormontate da mascheroni con smorfie animalesche. Il portale in marmo è sormontato dallo stemma di Genova. Le due ali loggiate che affacciano sulla strada furono realizzate da Taddeo e Battista Carlone e da Battista Orsolini. Il palazzo fu acquistato dai Savoia nel 1820 come residenza di Vittorio Emanuele I. Tra il 1838 e il 1848 ospitò il Collegio dei Gesuiti e tra il 1848 e il 1850 il Municipio. Palazzo Tursi, oggi sede anche dell'Amministrazione Comunale, fa parte dei Musei di Strada Nuova ed è collegato direttamente con Palazzo Bianco. Al suo interno lo scenografico palazzo conserva tra le tante opere il violino detto il Cannone appartenuto a Niccolò Paganini.
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| Palazzo Tursi (Municipio) by night |
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Di fronte a Palazzo Tursi vi è il Palazzo di Baldassarre Lomellini, uno dei primi ad essere stati costruiti lungo questa strada (Via Garibaldi N°12).
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Palazzo di Baldassarre Lomellino
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| portale di Palazzo di Baldassarre Lomellino |
Palazzo di Baldassarre Lomellini è stato costruito a partire dal 1562 da Giovanni Ponzello, anche se nel 1770 subì una ristrutturazione in stile neoclassico quando venne acquistato dalla famiglia di Cristoforo Spinola dopo essere stato dei Salvago. Subì gravi danni durante il bombardamento del 1942. Oggi ospita uffici e abitazioni.
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Procedendo a zig zag, sul lato sinistro si trova il Palazzo di Nicolosio Lomellino (Via Garibaldi N°7).
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| prospetto della facciata di Palazzo di Nicolosio Lomellino |
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Palazzo Nicolosio Lomellino
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| portale di Palazzo Nicolosio Lomellino |
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| bicromia del Palazzo Nicolosio Lomellino |
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| scalone del Palazzo Nicolosio Lomellino |
Nel 1563 Bernardino Cantone avviò la costruzione del palazzo per Nicolosio Lomellini su progetto di Giovanni Castello detto il Bergamasco, con decorazioni a stucco (ghirlande, festoni, mascheroni, erme, arpie, trofei) della bicromatica facciata realizzata da Marcello Sparzo. Anche l'atrio ellittico è decorato con stucchi: nel medaglione centrale della volta è raffigurato un guerriero, mentre nei quattro medaglioni che lo circondano è raffigurato l'imperator. Nel 1609 il palazzo fu acquistato da Luigi Centurione e nel 1711 passò ai Pallavicini. Nella ristrutturazione che seguì fu realizzato nel cortile un ninfeo su progetto di Domenico Parodi, con raffigurazione del Mito di Fetonte. Dopo una breve proprietà dei Raggi il palazzo venne acquistato dal barone Andrea Podestà (tre volte sindaco di Genova), e oggi è proprietà della famiglia Bruzzo.
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| atrio di Palazzo Nicolosio Lomellino |
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| medaglioni in stucco della volta dell'atrio di Palazzo Nicolosio Lomellino |
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| medaglioni in stucco della volta dell'atrio di Palazzo Nicolosio Lomellino |
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| medaglioni in stucco della volta dell'atrio di Palazzo Nicolosio Lomellino |
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| cortile e ninfeo di Palazzo Nicolosio Lomellino (Mito di Fetonte - prog. di Domenico Parodi) |
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| androne tra l'atrio e il cortile di Palazzo Nicolosio Lomellino |
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Di fronte al Palazzo Nicolosio Lomellino vi è il Palazzo di Lazzaro e Giacomo Spinola (Via Garibaldi N°10).
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| Palazzo di Lazzaro e Giacomo Spinola |
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| Palazzo di Lazzaro e Giacomo Spinola |
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| portale di Palazzo di Lazzaro e Giacomo Spinola |
Il palazzo è stato l'ultimo in ordine di tempo ad essere costruito su questa strada ed è costituito da due residenze gemelle. Edificata per i fratelli Spinola, la dimora Ovest passò nel 1609 a Filippo Adorno e poi a metà Ottocento ad Agostino Spinola, mentre la dimora Est nel 1612 passò a Giacomo Saluzzo e successivamente nell'Ottocento agli Scassi, a Stefano Cattaneo e a Cattaneo Adorno. La facciata, divisa da cornici marcapiano in tre livelli, si apre con due portali monumentali inquadrati da pietra di Finale. Oggi il palazzo ospita uffici e abitazioni.
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| Palazzo di Lazzaro e Giacomo Spinola by night |
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Sull'altro lato della strada si erge il Palazzo di Angelo Giovanni Spinola (Via Garibaldi N°5).
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| Palazzo di Angelo Giovanni Spinola |
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| particolari della facciata di Palazzo di Angelo Giovanni Spinola |
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particolari della facciata di Palazzo di Angelo Giovanni Spinola
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particolari della facciata di Palazzo di Angelo Giovanni Spinola
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portale di Palazzo di Angelo Giovanni Spinola
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Il palazzo fu realizzato nel 1558 su progetto di Giovanni Ponzello per Angelo Giovanni Spinola di Luccoli (banchiere del Re e Ambasciatore della Repubblica). Nel 1916 fu venduto al Credit Commercial de France e poi nel 1926 alla Banca d'America e d'Italia. La facciata del palazzo è decorata da una quadratura ad affresco con elementi architettonici ed effigi di imperatori romani realizzati in alto dai fratelli Lazzaro e Pantaleo Calvi e in basso da Lazzaro Tavarone. Oggi il palazzo è adibito ad uffici e abitazioni.
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| atrio di Palazzo di Angelo Giovanni Spinola |
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| atrio di Palazzo di Angelo Giovanni Spinola |
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Palazzo di Angelo Giovanni Spinola by night
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Sul lato opposto della via si trova il Palazzo di Giovanni Battista Spinola (Via Garibaldi N°6).
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| Palazzo di Giovanni Battista Spinola |
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| portale di Palazzo di Giovanni Battista Spinola |
Il Palazzo di Giovanni Battista Spinola, il terzo dell'illustre famiglia posto su questo lato della strada, fu costruito nel 1563 per i fratelli Andrea e Giovanni Battista da Bernardino Cantone e Giovanni Battista Castello. La facciata del palazzo su Via Garibaldi è caratterizzato da lesene poste su tre ordini separati da marcapiani. Il palazzo è stato l'unica costruzione ad essere danneggiata dai bombardamenti navali francesi di Luigi XIV (1684) e nella successiva fase di ristrutturazione fu aggiunto un piano. Nella prima metà del XVIII secolo il palazzo passò alla famiglia Doria, e ancor oggi è di loro proprietà.
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Proseguendo la camminata, sullo stesso lato destro della strada vi è il Palazzo di Tobia Pallavicino (Via Garibaldi N°4).
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| prospetto del Palazzo di Tobia Pallavicino |
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Palazzo di Tobia Pallavicino
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| portale di Palazzo di Tobia Pallavicino |
Il palazzo fu costruito su progetto di Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco nel 1558 per il finanziere e mecenate Tobia Pallavicino. Il palazzo venne ampliato quando nel 1704 venne acquistato da Giacomo Filippo Carrega. Dopo essere passato ai Cataldi (1830), divenne proprietà, e lo è tutt'ora, della Camera di Commercio nel 1922. La facciata è ripartita orizzontalmente da un doppio ordine sovrapposto.
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| Palazzo di Tobia Pallavicino by night |
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Se si prosegue, sull'altro lato della strada s'incontra la facciata del Palazzo di Franco Lercari (Via Garibaldi N°3).
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| Palazzo di Franco Lercari |
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| portale di Palazzo di Franco Lercari |
Il palazzo fu costruito tra il 1571 e il 1578 per il banchiere e politico Franco Lercari. Nel 1845 il palazzo passò alla famiglia Parodi che ancor oggi lo detiene. La parte inferiore della facciata è decorata a bugnato, mentre i piani superiori presentavano originariamente loggiati che vennero chiusi da vetri o murati nell'Ottocento. Il portale è retto da telamoni dai particolari nasi mozzati (opere di Taddeo Carlone) che rimandano a Megollo Lercari (antenato del proprietario) che fece mozzare nasi e orecchie ai suoi nemici.
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| Palazzo di Franco Lercari by night |
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L'ultimo palazzo del lato destro di Via Garibaldi, ma il primo edificio ad essere stato costruito su questo lato della strada, è il Palazzo di Pantaleo Spinola (Via Garibaldi N°2).
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| Palazzo di Pantaleo Spinola |
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| portale di Palazzo di Pantaleo Spinola |
Il palazzo commissionato da Pantaleo Spinola fu costruito dall'architetto Bernardo Spazio e da Giovanni Pietro Orsolino e finito nel 1564. La facciata intonacata è spoglia, priva di decorazioni. Il portale in marmo è sormontato dalle statue di Prudenza e Vigilanza. Oggi il palazzo, dopo essere passato a diversi proprietari, è sede del Banco di Chiavari e della Riviera Ligure.
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| Palazzo di Pantaleo Spinola by night |
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L'ultimo palazzo di Via Garibaldi, sul lato sinistro, è il Palazzo di Agostino Pallavicino (Via Garibaldi N°1).
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| Palazzo di Agostino Pallavicino |
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| portale di Palazzo di Agostino Pallavicino |
Il palazzo, oggi sede di un istituto di credito, fu il primo palazzo ad essere stato costruito su Via Garibaldi per volere di Agostino Pallavicino nel 1558. Per circa due secoli fu della famiglia Cambiaso. La facciata presenta una decorazione a bugnato in basso e finestre a edicola e su mensole. Il portale in marmo è coronato da una trabeazione dorica con fregio con triglifi e metope, e terminante con frontone spezzato e scudo famigliare.
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| Palazzo di Agostino Pallavicino by night |
Ed eccoci arrivati alla fine di Via Garibaldi e a Piazza Fontane Morose dove troverete altri Rolli.
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| Piazza Fontane Morose: Palazzo Battista e Niccolò Interiano |
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| Piazza Fontane Morose: Palazzo Agostino Ayrolo |
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| Piazza Fontane Morose: Palazzo Giacomo Spinola |
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Su Via Garibaldi troverete un palazzo che non ha potuto essere incluso nella lista dei Palazzi dei Rolli perché venne costruito all'inizio del Settecento, mentre l'ultimo elenco ufficiale dei Rolli risale al 1664.
E' il Palazzo delle Torrette (Via Garibaldi N° 14/16), così chiamato per le due torrette che incorniciano la facciata, e si trova di fronte a Palazzo Tursi. Il palazzo venne commissionato all'architetto Giacomo Viano da Giovanni Andrea Doria duca di Tursi per nascondere alla vista i quartieri popolari e le case medievali poste davanti al monumentale edificio (l'odierno Municipio) che si era fatto costruire su Strada Nuova.
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| Palazzo delle Torrette |
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| Palazzo delle Torrette |
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| Palazzo delle Torrette |
CONCLUSIONI Questa splendida via sulla quale affacciano maestosi ed eleganti palazzi fu descritta dall'esploratore e scrittore inglese Fynes Moryson nel XVI secolo e affascinò a tal punto Pieter Paul Rubens che nel 1622 pubblicò ad Anversa il volume illustrato "Palazzi moderni di Genova", corredato dalle descrizioni e dai disegni di questi palazzi proponendoli come modello abitativo per la nobiltà europea. Grazie a questo libro si diffuse lo stile rinascimentale nel Nord d'Europa. Denis Diderot citò uno dei palazzi nell'Encyclopédie come esempio supremo di modernità e stile. Nell'Ottocento Charles Dickens venne ospitato a Palazzo Rosso dalla famiglia Brignole Sale e, come fecero Stendhal e Mark Twain, annotò la bellezza di questi luoghi nel suo diario di viaggio. Come non poter anche noi apprezzare questo scrigno d'arte che racconta secoli di storia e splendore, simbolo del prestigio della città?
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| Via Garibaldi by night |