venerdì 28 agosto 2026

Genova: il belvedere della Spianata di Castelletto

Quando si visita un luogo, che sia un paesino o una grande città, si è sempre alla ricerca di punti panoramici dove scattare foto al paesaggio circostante e/o immortalarsi con uno sfondo panoramico.

Se si visita Genova, uno dei belvedere più famosi e gettonati dai turisti è la Spianata di Castelletto.

La Spianata di Castelletto si trova nel quartiere Castelletto, a Nord del centro storico, ad 80m sul livello del mare.

La Spianata di Castelletto è ufficialmente chiamata Belvedere Luigi Montaldo, dedicata al notaio e politico genovese che ricoprì cariche pubbliche e amministrative, impegnandosi nello sviluppo urbano del periodo post-unitario.

La spianata deve il suo nome "Castelletto" alla fortezza "Castellettum", così chiamata dal X secolo, facente parte del sistema difensivo dell'Abbazia di San Siro.

In epoca romana la zona era indicata col nome di Monte Albano. E' sempre stato un punto strategico di avvistamento, e quindi idoneo alla costruzione di fortificazioni. L'area fu teatro, dal medioevo al 1848, di scontri tra guelfi e ghibellini, tra Genovesi ed eserciti stranieri. La fortezza era più un simbolo di controllo che di protezione. Fu così che nel 1849 con l'Unità d'Italia, la fortezza, che poteva essere una minaccia per la città sottostante, fu rasa al suolo per volere di re Vittorio Emanuele II, e creata una "spianata". 

Alla fine del XIX secolo l'area venne lottizzata e venduta a privati che vi costruirono abitazioni borghesi. 

quartiere Castelletto

quartiere Castelletto

Ma il quartiere, posizionato nella parte alta della città, non era facilmente raggiungibile a piedi: bisognava, ieri come oggi, inerpicarsi per le creuze (sentieri pedonali mattonati che partono dal centro storico), cantate in tempi più recenti da Fabrizio De Andrè. Per esempio da Piazza della Meridiana, all'inizio di Via Garibaldi e vicino al Palazzo Bianco , parte la Salita san Francesco con la quale salire alla spianata in circa 20' e cogliere i particolari di queste realtà tipicamente liguri.

Salita San Francesco

Sorse l'esigenza così di collegare a piedi questo quartiere con il sottostante centro storico, e si avviarono progetti per rendere possibile un percorso che fosse veloce e comodo. Il primo progetto risale al 1886, ma alla fine si decise di attuare un progetto proposto nel 1903 dall'ingegnere Carlo Bagnasco, che prevedeva la costruzione di un ascensore. 

L'Ascensore di Castelletto Levante fu uno dei primi esempi di ascensore pubblico in Italia (il primo ascensore fu istallato nel 1870 nell'Albergo Costanzi di Roma), ed è oggi uno dei 14 ascensori che collegano le zone più alte di Genova con i sottostanti quartieri più centrali.

L'ascensore fu inaugurato nel dicembre 1909.

Con una veste architettonica in stile Liberty (vetrate, motivi floreali e uso di ferro battuto), l'ascensore collegava, e collega tutt'ora, Piazza Portello (posta vicino alla storica Via Garibaldi) con la Spianata di Castelletto

Piazza Portello: a destra il palazzo con ingresso all'Ascensore di Castelletto Levante

A Piazza Portello l'ingresso all'ascensore avviene all'interno di un palazzo. Percorrerete una galleria, ricoperta nell'ultimo tratto da piastrelle verdi, bianche, nere e gialle, con pannelli che raccontano la storia di questo mezzo di trasporto e un'insegna pubblicitaria in stile Liberty di una fabbrica di piastrelle e isolatori termici, che forse insieme alla fabbrica di porcellane di Doccia Richard Ginori ha fornito originariamente il rivestimento della galleria.

galleria d'accesso all'Ascensore di Castelletto Levante

pannelli con la storia dell'ascensore

pannelli con la storia dell'ascensore

insegna pubblicitaria in stile Liberty di una fabbrica di piastrelle e isolatori termici

L'ascensore è dotata di due cabine che sono state recentemente ricostruite internamente come quelle originali, con pannelli in legno di pino e dotate di panca in stile inizio secolo. Copre un dislivello di 57m. impiegando meno di un minuto.

Arrivati in cima si esce in una stazione con vetrate geometriche e ferro battuto.

ingresso della stazione dell'ascensore alla Spianata di Castelletto

stazione dell'ascensore alla Spianata di Castelletto

stazione dell'ascensore alla Spianata di Castelletto

Il poeta livornese del Novecento Giorgio Caproni, che per un periodo soggiornò a Genova, nella sua poesia L'Ascensore (da Il muro della Terra 1975) cita l'Ascensore di Castelletto:

tratto da L'Ascensore (Giorgio Caproni)

La "spianata" divenne uno spazio pubblico, una terrazza di forma rettangolare pavimentata con ciottoli e piantumata con pini marittimi, arredata con panchine. 

Una ringhiera in ferro battuto, rivolta verso la città sottostante e il mare, permette di vedere il panorama sulla città a 360°.

Genova dalla Spianata di Castelletto

Genova dalla Spianata di Castelletto

Genova dalla Spianata di Castelletto

Genova dalla Spianata di Castelletto

Genova dalla Spianata di Castelletto

Genova dalla Spianata di Castelletto

Aiutati da un pannello si possono individuare monumenti e chiese, i principali Palazzi dei Rolli, il Porto Antico e quello commerciale con il faro di Genova, ovvero la Lanterna.

 

il Porto Antico

la Lanterna e il porto commerciale

Piazza De Ferrari e il Teatro Carlo Felice

i Silos Granari di Calata Santa Limbania (edificio in mattoni rossi) e la Cattedrale di San Lorenzo

campanile della Chiesa di Santa Maria delle Vigne

campanile della Chiesa di Santa Maria Maddalena

torretta del giardino di Palazzo Lomellino

Palazzo Tursi (Municipio) 

Palazzo Rosso

la Chiesa di Santa Maria Assunta in Carignano


Orari ascensore:  lunedì/domenica   6.40/24.00
                            i weekend estivi    sino alle 2.00
Costo ascensore: 1,20 €

CONCLUSIONI                                                                                                                   Una delle attrazioni da non mancare durante una vista di Genova è sicuramente provare il fascino retrò di salire con un ascensore d'epoca sulla Spianata del Castelletto per godere della vista eccezionale sulla città...soprattutto in una giornata tersa e al tramonto.


lunedì 24 agosto 2026

Genova: Palazzo Nicolosio Lomellino, uno dei Rolli di Via Garibaldi

Dopo aver visitato i tre palazzi facenti parte dei Musei di Strada Nuova (Palazzo Rosso, Palazzo Bianco e Palazzo Tursi), Palazzo Spinola, Palazzo Reale, e Palazzo del Principe, per caso abbiamo trovato aperto alle visite anche un altro palazzo nobiliare di Via GaribaldiPalazzo Nicolosio Lomellino, conosciuto anche come Palazzo Podestà.

Palazzo Nicolosio Lomellino era una dimora privata di Strada Nuova (oggi Via Garibaldi), iscritta un tempo nella lista dei Palazzi dei Rolli nel primo "bussolo" (poteva quindi ospitare re, papi e imperatori), e iscritta oggi nel Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco.

 
Nel 1563 Bernardino Cantone avviò la costruzione del palazzo per Nicolosio Lomellini (divenuto un personaggio facoltoso con la pesca del corallo nell'isola tunisina di Tabarga), su progetto di Giovanni Castello detto il Bergamasco. La costruzione del quinto palazzo ad essere eretto sulla strada si concluse nel 1569.
Isola di Tabarca (pittore genovese - XVIII sec.)

Nel 1609 il palazzo fu acquistato da Luigi Centurione che commissionò a Bernardo Strozzi la decorazione ad affresco di tre sale del primo piano nobile e dello scalone.

Nel 1711 il palazzo passò alla famiglia Pallavicino.


La famiglia Pallavicino ampliò e decorò il secondo piano nobile del palazzo, affidando l'intero progetto a Domenico Parodi che sistemò anche il giardino, ampliò il cortile e progettò un ninfeo. 

riproduzione del progetto di Bacco lancia la corona ad Arianna (Domenico Parodi)

foto della volta con  Bacco lancia la corona ad Arianna (Domenico Parodi)

Per vie ereditarie il palazzo passò alla famiglia Raggi nel 1816.


Il palazzo poi venne acquistato nel 1865 dal barone Andrea Podestà (tre volte sindaco di Genova).


Il 16 maggio 1863 fu organizzato nel palazzo un ballo in onore dei principi ereditari Umberto e Margherita di Savoia.

Oggi il palazzo, dimora privata, è proprietà della famiglia Bruzzo.  

Nei passaggi di proprietà il palazzo subì modifiche architettoniche e decorative.

La facciata bicromatica (bianca e azzurra) presenta una decorazione a stucco (ghirlande, festoni, mascheroni, erme, arpie, trofei), realizzata da Marcello Sparzo. 

facciata di Palazzo Lomellino by night

Al pian terreno, tra le finestre, si trovano arpie in stucco e drappeggi. Al primo piano vi sono raffigurati trofei d'armi appesi a lembi di stoffa e le finestre sono incorniciate da volute ed erme-sirene. Il secondo piano è decorato con ghirlande di frutta e sopra le finestre presenta mascheroni incorniciati in cartigli a volute.
prospetto della facciata di Palazzo di Nicolosio Lomellino

La facciata di Palazzo Lomellino è l'unica di Via Garibaldi ad essere stata decorata a stucco.

L'ampio portale settecentesco è costituito da due coppie di colonne lisce che sostengono un timpano spezzato aggettante. Un cartiglio posto sopra al portale reca le iniziale A.P. di Andrea Podestà. 

portale di Palazzo Lomellino

Anche l'atrio ellittico è decorato con stucchi.

Atrio di Palazzo Lomellino

Atrio di Palazzo Lomellino

Lungo i lati brevi dell'ambiente vi sono quattro esedre con soffitto a cassettoni, intervallate da coppie di erme ioniche e riquadri con piccoli obelischi.

un'esedra lungo le pareti dell'Atrio

Nel medaglione centrale della volta è raffigurato il Trionfo di un guerriero, mentre nei quattro medaglioni che lo circondano sono raffigurate a bassorilievo Scene della Liberalità dell'imperatore. Putti seduti sulla cornice reggono sulla testa festoni di frutta.

volta dell'Atrio

volta dell'Atrio

volta dell'Atrio

Segue un androne decorato con lunette a soggetto navale e marino che rimandano ai commerci e alle glorie della famiglia Lomellino. Nell'androne è posto lo scalone per accedere ai piani nobili del palazzo. 

scalone di Palazzo Lomellino

particolare della decorazione pittorica dello scalone: L'Inverno

Superato l'androne, si entra in un cortile in cui si può ammirare la facciata interna del palazzo, anch'essa bicroma, affiancata dalle due ali sopraelevate del palazzo.

cortile di Palazzo Lomellino

cortile di Palazzo Lomellino

facciata interna di Palazzo Lomellino

facciata interna di Palazzo Lomellino

L'asse a cannocchiale tra atrio, androne e cortile.si conclude con il ninfeo, progettato da Domenico Parodi a inizio Settecento, e realizzato dall'allievo Francesco Biggi.

effetto cannocchiale atrio-androne.-cortile con ninfeo

ninfeo del cortile

La fonte monumentale, una vera "macchina" barocca con spiccato senso di verticalità, ha una volta retta da due giganteschi Titani che incorniciavano originariamente una scena tratta dal Mito di Fetonte: la Caduta di Fetonte

Titani del ninfeo

particolari decorativi del ninfeo e interno dove vi era la statua di Fetonte

La statua di Fetonte nell'atto di cadere vertiginosamente è andata perduta per l'erosione dell'acqua versata dal Putto con un'anfora del ninfeo del terrazzo sovrastante.

ninfeo del terrazzo superiore

terrazzo superiore con parte del ninfeo da dove sgorgava l'acqua

ninfeo: Putto che versa l'acqua dall'anfora

ninfeo: Putto che versa l'acqua dall'anfora
Atrio, Androne e Cortile con ninfeo sono aperti al pubblico gratuitamente, ma se volete visitare anche il giardino segreto e il primo piano nobile del palazzo con gli affreschi di Bernardo Strozzi, dovrete optare per una delle visite guidate che si tengono nei weekend e nei giorni festivi (a pagamento). 
Noi abbiamo optato per la visita guidata, e attraverso una porta posta nel cortile abbiamo percorso il tragitto che faceva il giardiniere per raggiungere la terrazza sopra il ninfeo e il giardino pensile.

passaggio per accedere al giardino pensile

La terrazza è decorata con una balaustra che affaccia sul cortile, ornata con statue di Satiri.

terrazza a livello del giardino

statue di Satiri sulla balaustra

statua di Satiro

Dalla terrazza s'accede al giardino pensile, realizzato su due livelli "in costa" sula collina di Castelletto.

primo livello del giardino pensile

primo livello del giardino pensile

primo livello del giardino pensile

primo livello del giardino pensile

Il primo livello del giardino è costituito da un parterre con aiuole delimitate da piante di Agapanto.

piante di Agapanto

Al centro del primo livello del giardino si trova una vasca circolare di marmo bianco, decorata al centro da una statua di Ercole bambino in lotta con il serpente. Tutt'intorno alla vasca un risseu, un tipico mosaico ligure a ciottoli bianchi e neri.

vasca del giardino con risseu

vasca del giardino

Ercole bambino che lotta con un serpente

Sul lato Est del giardino si può passeggiare sotto un pergolato settecentesco in ferro, decorato con 12 busti di Cesari.

pergolato con busti di Cesari

busto di un Cesare

Al termine del pergolato si trova un muraglione che delimita il primo livello del giardino, sormontata dalla balaustra del secondo livello del giardino sulla quale hanno trovato posto cinque statue: tre figure maschili e due figure femminili che suonano strumenti musicali.

statue sulla balaustra del secondo livello del giardino

statue sulla balaustra del secondo livello del giardino

Al centro del muraglione vi è un secondo ninfeo: un nicchione con vasca in pietra e un Sileno in stucco che versa vino con un'anfora nella bocca del sottostante Bacco

ninfeo superiore

ninfeo superiore

ninfeo superiore

Satiro che versa vino nella bocca di Bacco

Sopra al ninfeo si trova uno stemma con le iniziali A.P. di Andrea Podestà.

stemma con iniziali A.P. (Andrea Podestà)

Davanti al ninfeo vi è un risseu.

risseu

Sul fianco Ovest del muraglione si trova una grotta con stallatiti e conchiglie nella quale si sta rifugiando un cinghiale colpito da una freccia da Adone.

grotta di Adone e il cinghiale

grotta: Adone

grotta: cinghiale ferito

Nel giardino vi era un tempo anche un'uccelliera, oggi andata perduta.

Sul muraglione che delimita a Ovest il giardino, posto sopra alla Galleria Giuseppe Garibaldi e che affaccia sulla sottostante Piazza Portello, vi sono due statue dei patroni di Genova: San Giovanni Battista e San Giorgio.

Galleria Giuseppe Garibaldi con le statue di San Giovanni Battista (a sinistra) e di San Giorgio (a destra)

statua di San Giorgio

Nel secondo livello del giardino s'innalza una torretta intonacata che sembra un minareto. All'interno della torretta (come il secondo livello del giardino non visitabile) vi è un argano dotato di meccanismo idraulico per l'approvvigionamento idrico del giardino. 

torretta


torretta vista dalla Spianata di Castelletto
Terminata la visita guidata del giardino, si sale al primo piano nobile percorrendo lo scalone del palazzo.

Si visitano le sale la cui decorazione pittorica delle volte, durante la proprietà del palazzo di Luigi Centurione, era stata commissionata a Bernardo Strozzi nel 1623.

L'artista avrebbe dovuto affrescare la scala e le volte di tre sale del primo piano nobile, quella centrale verso la facciata e quelle angolari verso Ponente e verso Levante, ma per ritardi nell'esecuzione e forse per qualche insoddisfazione del committente, scoppiò una lite tra Luigi Centurione e Bernardo Strozzi che portò alla sospensione dei lavori di decorazione. 
Le volte (solo quella della sala centrale era stata terminata, le altre solo abbozzate), furono ricoperte da uno spesso strato di intonaco o controsoffittate nel 1711, ma durante i recenti restauri del 2000 gli affreschi seicenteschi, scomparsi per secoli, sono stati ritrovati e riportati alla luce.

Sulla volta della Sala dell'Allegoria della Fede Bernardo Strozzi realizzò degli affreschi dedicati alla scoperta dell'America e celebranti gli avi della famiglia Centurione. 

La famiglia Centurione-Scotto ebbe infatti rapporti con Cristoforo Colombo in quanto commerciavano zucchero tra Genova e il Portogallo e la famiglia fu tra le finanziatrici principali del terzo viaggio del navigatore verso il Nuovo Mondo.

Nel riquadro centrale è stata affrescata la scena in cui Cristoforo Colombo aiuta la Fede a sbarcare nel Nuovo Mondo

Cristoforo Colombo aiuta la Fede a sbarcare nel Nuovo Mondo (Bernardo Strozzi - 1623)

Al riquadro centrale si accordavano le lunette tramite elementi decorativi dipinti nei pennacchi. I soggetti delle lunette sono gli Indigeni americani, raffigurati nella loro vita quotidiana.

lunette della Sala dell'Allegoria della Fede: Indigeni americani (Bernardo Strozzi - 1623)

lunette della Sala dell'Allegoria della Fede: Indigeni americani (Bernardo Strozzi - 1623)

lunette della Sala dell'Allegoria della Fede: Indigeni americani (Bernardo Strozzi - 1623)

Sulla volta incompiuta di una delle sale angolari è venuto alla luce solo il riquadro centrale con l'Allegoria dell'Astrologia.

Allegoria dell'Astrologia (Bernardo Strozzi - 1623)

CURIOSITA': si racconta che i mascheroni abbozzati che circondano questo affresco siano stati fatti da Bernardo Strozzi quando dovette lasciare il palazzo senza aver terminato il suo lavoro...i mascheroni farebbero ghigni indirizzati al committente.

festone con "Ghigni"

Nell'altra sala angolare Strozzi avrebbe dovuto affrescare l'Allegoria della Navigazione. Nella sala, chiamata Sala dei frammenti, sono rimaste due scene frammentarie (forse di due mani diverse) che rappresentano una Figura femminile con timone e boma con vela spiegata, un Tritone con stendardo bianco e rosso.

in alto: Figura femminile con timone e boma con vela spiegata / in basso: Tritone con stendardo (Bernardo Strozzi - 1623)

Sala dei frammenti: lunette abbozzate

www.palazzolomellino.org

Orari visite guidate: sabato, domenica e festivi    11.00/16.00

Costo: 8 €

          combinato con mostra    12 €


CONCLUSIONI                                                                                                                       La visita guidata di Palazzo Lomellino ci ha permesso di approfondire la storia del palazzo e delle famiglie che vi si sono succedute nei secoli. Sicuramente la visita alla scoperta del "Giardino segreto" del palazzo nel momento della fioritura degli Agapanti sarà ancor più suggestiva.

Palazzo Lomellino by night