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Ascoli Piceno è interessante non solo dal punto di vista storico e artistico, ma lo è anche per le caratteristiche strade del suo centro storico, dall'atmosfera affascinante di tempi passati, con palazzi di ogni epoca e stile, che regalano scorci sulla città.
Una di queste strade è Via Pretoriana, un tempo prolungamento estremo del Cardo Massimo della città romana di Asculum Picenum, e oggi sede di eleganti palazzi gentilizi.
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| Via Pretoriana |
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| Via Pretoriana |
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| Via Pretoriana |
Via Pretoriana, il cui nome richiama antiche strutture di epoca romana, si inerpica da Piazza Roma fino al Sestiere Piazzarola.
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| palazzi lungo Via Pretoriana |
Questa strada storica pavimentata in ciottoli è fiancheggiata da edifici medievali, rinascimentali e barocchi, in cui predomina l'uso del travertino: Palazzo Miliani (XVII secolo), Palazzo Fedeli (edificio moderno del 1914 all'angolo con Via Rimembranza, con porte e finestre del 1526 di recupero), Palazzo Piavi con giardino pensile (XVIII secolo).
Uno dei palazzi che incontrerete percorrendola è Palazzo Giovannozzi, dalla facciata in travertino e dall'andamento irregolare. L'edificio è frutto infatti dell'accorpamento di più edifici, e tra questi di una torre gentilizia medievale (XI/XIII secolo).
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| Palazzo Giovannozzi |
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| portale a bugnato di Palazzo Giovannozzi |
All'angolo dell'edificio e intorno ai portali è presente il bugnato. Il piano nobile ha finestre con frontone triangolare spezzato. L'architrave presenta fregi scolpiti. Il corpo oblungo sporgente del lato Sud è più alto ed è caratterizzato da un balcone sostenuto da mensoloni scolpiti e ringhiera in ferro battuto.
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| corpo oblungo di Palazzo Giovannozzi |
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| finestre e balcone di Palazzo Giovannozzi |
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Se Via Pretoriana costituiva il Cardo Massimo della città romana, Corso Mazzini ricalca il tracciato del Decumano Massimo di Asculum Picenum.
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| Corso Giuseppe Mazzini |
Corso Mazzini attraversa da Ovest a Est tutta la città, da Porta Gemina a Porta Maggiore.
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| atrio di un palazzo |
Sontuosi palazzi rinascimentali costeggiano il tratto Est della strada. Eccone solo alcuni.
Palazzo Contini-Piccolomini, posto tra Corso Mazzini e Via Sacconi, risale al XVI secolo ed è composto dall'accorpamento di edifici medievali.
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| Palazzo Contini-Piccolomini |
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Palazzo Contini-Piccolomini
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I lavori della facciata in blocchi di travertino (rimasta incompiuta) furono affidati a Lazzaro Giosafatti: il portale centrale è ornato da due colonne doriche e sormontato da finestra balconata. Le finestre sono di stile barocco.
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| finestre di Palazzo Contini-Piccolomini |
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| portale di Palazzo Contini-Piccolomini |
Il più conosciuto tra i tanti palazzi è Palazzo Malaspina.
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| Palazzo Malaspina |
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| Palazzo Malaspina |
La realizzazione nel XVI secolo di Palazzo Malaspina, derivante dalla fusione di edifici trecenteschi, è attribuita agli architetti Baldassarre Orsini e Cola dell'Amatrice.
Il palazzo, voluto dal marchese Antonio Malaspina, presenta due portali a bugnato con stemmi delle famiglie Malaspina e Guiderocchi, sormontati da mascheroni antropomorfi grotteschi.
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| portale di Palazzo Malaspina |
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| portale di Palazzo Malaspina |
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| stemma Guiderocchi |
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| stemma Malaspina |
La facciata presenta anche tre ordini di finestre (quelle al piano nobile arricchite da timpani su architravi) e un loggiato in alto sostenuto da fusti privi di capitelli e imitanti tronchi d'albero con rami mozzi, che ricordano lo stemma della famiglia.
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| facciata di Palazzo Malaspina |
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| loggiato di Palazzo Malaspina |
CURIOSITA': all'angolo del palazzo si può notare in basso un blocco di travertino con una protuberanza al centro. Si racconta che il blocco fu scalfito come punizione al proprietario dell'edificio, Federico Malaspina, per aver attentato alla vita di un artigiano a cui doveva il pagamento di alcuni lavori fatti nel palazzo...una pena irrisoria, chiaro segno della potenza di questa nobile famiglia.
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| blocco di travertino scalfitto dell'angolo di Palazzo Malaspina |
L'ex Caserma Umberto I sorge su un edificio precedente, il Convento di Santa Maria. Fu progettato da Enrico Cesari. La facciata (in ristrutturazione durante la nostra visita) presenta bugnato e finestre bifore.
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| ex Caserma Umberto I (foto da foto) |
Davanti all'ex caserma si trova Palazzo Colucci (anche questo coperto da impalcature durante la nostra visita).
Palazzo Capodacqua, quasi alla fine di Corso Mazzini, riporta iscrizioni latine sulle architravi delle aperture del piano terra che ricordano il nome del proprietario dell'edificio e la data 1524 di costruzione (PETRUS ANTES CAPUD AQUAS SIC CANESCEN MDXXIIII).
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| Palazzo Capodacqua |
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| portale con iscrizione del Palazzo Capodacqua |
Sull'altro lato della strada si trova Palazzo Turreri dove un'iscrizione sull'architrave porta il nome di JACOBUS TURRERI e il monogramma di Cristo.
All'incrocio tra Corso Mazzini e Via Sacconi, appoggiata alla parete della Chiesa di San Cristoforo, si trova la cosiddetta Fontana dei cani.
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| Fontana dei Cani |
La fontana, progettata nel 1824 da Ignazio Cantalamessa, viene così chiamata perché la sua bassa altezza favorisce l'abbeverament0 dei cani. A decorarla sono invece due leonesse in pietra dell'XI secolo che sorreggono un catino, forse provenienti dalla Chiesa di Sant'Agostino.
La Chiesa di san Cristoforo venne invece eretta nel 1600 per la Compagnia della Morte.
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| Chiesa di San Cristoforo e Fontana dei Cani |
Alla fine di Corso Mazzini si trova la barocca Chiesa di Santa Maria del Carmine, costruita a partire dal 1651.
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| Chiesa di Santa Maria del Carmine |
La facciata costituita da due ordini sovrapposti scanditi da lesene corinzie, progettata da Carlo Rainaldi, fu realizzata da Giuseppe Giosafatti tra il 1687 e il 1690 che realizzò anche la doppia scalinata con balaustra d'accesso e il portale.
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| facciata della Chiesa di Santa Maria del Carmine |
Sul prospetto laterale si notano finestroni ad arco a tutto sesto e cornici marcapiano. E' qui posto un orologio astronomico del 1652 (realizzato da frate Francesco Borgondi), che fornisce l'ora, il giorno, le lune e lo zodiaco. Abbiamo trovato la chiesa chiusa e quindi non abbiamo potuto visitarla.
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| prospetto laterale della Chiesa di Santa Maria del Carmine |
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orologio astronomico della Chiesa di Santa Maria del Carmine
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| orologio astronomico della Chiesa di Santa Maria del Carmine |
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Rua delle Stelle è una strade più caratteristiche di Ascoli Piceno.
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| Rua delle Stelle |
"Rua" è una parola che deriva dal latino "ruga" o "ruca", che significa "solco nel terreno". Ancor oggi viene usata dagli Ascolani per indicare una piccola strada.
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| muro di recinzione di un'antica casa lungo Rua delle Stelle |
Questa strada di epoca comunale, lastricata con ciottoli, inizia e prende nome dalla piccola Chiesa delle Stelle fondata nel 1563 e aperta al culto nel 1586.
Tra vegetazione rigogliosa la strada ripercorre l'antico camminamento delle mura cittadine che costeggiano il fiume Tronto e arriva al Ponte Solestà.
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| passeggiata nel verde lungo Rua delle Stelle |
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| fiume Tronto visto da Rua delle Stelle |
Rua delle stelle viene anche chiamata "Rrète a li mierghie" ovvero "dietro i merli" in quanto era un tempo dotata di una merlatura ghibellina, utilizzata dai tintori, dai lanaioli e dai conciatori per stendere i prodotti delle loro attività.
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| Rua delle Stelle |
Per la sua tranquillità e i suoi panorami sui tetti antichi è considerata una strada romantica e luogo di ritrovo per innamorati...
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| ... e disillusi ! |
CONCLUSIONI Che sia lungo una "Via", un "Corso" o una "Rua", percorrere una delle strade di Ascoli Piceno vuol dire scoprire angoli di Storia a volte un po' segreti. Ogni angolo regala uno scorcio o un edificio antico, una chiesa o un palazzo gentilizio, una strada acciottolata o il bianco del travertino che accomuna la maggior parte delle costruzioni cittadine.