Il palazzo venne terminato nel 1545 per Gerolamo Grimaldi (un membro di un altro ramo della famiglia). Dell'originaria dimora rimangono solo le due statue di Giove e Giano realizzate da Pierre Franqueville e che oggi dominano l'atrio e lo scalone monumentale del palazzo..jpg) |
| Giove e Giano (Pierre Franqueville - 1585) |
Nel 1658 il palazzo passò alla famiglia De Franchi e nel 1711 venne ceduto dagli eredi indebitati di Federico De Franchi a Maria Durazzo Brignole-Sale (loro creditrice maggiore), vedova di uno dei primi proprietari di Palazzo Rosso.
Il palazzo fu quindi ristrutturato nel 1712 da Giacomo Viano che aprì il fronte su Strada Nuova.
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| portale d'ingresso di Palazzo Bianco |
La decorazione esterna in stucco (1714/1716), fu realizzata da Taddeo Cantone, insieme ad alcuni cornicioni interni di alcuni salotti, e ad altri quattro ambienti ornati in stucco da Antonio Maria Muttone (1715/1716).
E' da questo momento che il Palazzo Grimaldi prenderà per il colore della sua facciata il nome di Palazzo Bianco per distinguerlo dal Palazzo Rosso.
Gio Giacomo (secondogenito di Maria Durazzo Brignole-Sale), a cui andò Palazzo Bianco, nel 1736 trasmise la residenza al fratello Giuseppe Maria.
Nel 1762 furono realizzati lavori di ristrutturazione interna eseguiti da Pietro Cantone.
Morto nel 1769 Giuseppe Maria, il palazzo passò al nipote Antonio Giulio III (proprietario all'epoca di Palazzo Rosso), che affittò l'edificio al marchese Carlo Cambiaso. Successivamente si alternarono affittuari-collezionisti.
Infine Maria Brignole-Sale de Ferrari duchessa di Galliera lasciò nel 1884 per testamento il Palazzo Bianco al Comune insieme al nucleo di opere "per la formazione di una pubblica galleria".
Nel 1892 venne realizzato il museo civico con altri lasciti, donazioni e acquisti. A questi si aggiunsero le raccolte del principe Odone di Savoia (figlio di Vittorio Emanuele II) e di Giovanni Battista Assarotti.
Dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale il museo fu riaperto al pubblico nel 1950, dopo il restauro e un riallestimento.
Nel 1870 si decise che Palazzo Bianco dovesse essere una Pinacoteca nella quale esporre opere d'arte di artisti dal Cinquecento al Settecento, ed oggi rappresenta la principale pinacoteca della Liguria.
Tra le opere italiane quelle di Filippino Lippi, Giorgio Vasari, il Veronese, Luca Cambiaso. Degli artisti del barocco genovese (XVI/XVIII secolo) troviamo opere del Grechetto, Bernardo Strozzi, Domenico Piola e dei figli Antonio Maria e Paolo Gerolamo, Valerio Castello, Gregorio De Ferrari, Alessandro Magnasco. Importante è la sezione delle opere fiamminghe: Hans Memling, Gerard David, Jan Matsys, Peter Paul Rubens, Antoon Van Dyck. Anche la pittura spagnola e quella francese sono ben rappresentate: Francisco de Zurbaran, Bartolomè Esteban Murillo, Jusepe De Ribera, Simon Vouet.
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| atrio d'ingresso di Palazzo Bianco |
Salita la rampa dello scalone monumentale, il percorso di visita inizia nell'ala che affaccia sul giardino del palazzo.
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| scalone monumentale di Palazzo Bianco |
Il giardino di Palazzo Bianco era originariamente più grande e si articolava su due lati del palazzo: quello posto ad Est è ancora esistente, mentre quello meridionale scomparve nel 1711 e venne poi ricostruito nelle forme attuali.
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| giardino di Palazzo Bianco |
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| giardino di Palazzo Bianco (visto dal terrazzamento superiore) |
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| giardino di Palazzo Bianco e facciata di Palazzo Rosso |
Il giardino settecentesco è composto da quattro parterre bordate di bosso e pavimentate con un mosaico di ciottoli bianchi e neri, il cosiddetto risseu, il tipico pavimento genovese.
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| risseu del giardino |
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| risseu del giardino |
Al centro del giardino vi è una vasca ottagonale con la statua di Fauno che soffia in una conchiglia (copia moderna di quella originale deteriorata).
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| vasca ottagonale con Fauno |
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| vasca ottagonale con Fauno |
Decorano il giardino anche due statue settecentesche di Musici.
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| Musici (XVIII sec.) |
Orna una vasca polilobata la statua seicentesca di Venere pudica.
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| vasca polilobata con Venere pudica (XVII sec.) |
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| Venere pudica (XVII sec.) |
A fine Ottocento il giardino venne unito a Palazzo Tursi, (il terzo palazzo dei Musei di Strada Nuova), formando un unico terrazzamento. Qui si trova un alto faggio.
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loggia di collegamento di Palazzo Bianco con Palazzo Tursi
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| prospetto di Palazzo Tursi sul giardino |
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| loggia di collegamento di Palazzo Bianco con Palazzo Tursi |
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| faggio |
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Nelle sale dai soffitti con decorazioni neoclassiche del palazzo si trovano allestite le prime esposizioni (sale 1/6) nelle quali sono in mostra opere del Cinquecento e primo Seicento a Genova.
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| pianta delle sale neoclassiche del primo piano |
Nelle prime tre sale sono esposte opere cinquecentesche di Luca Cambiaso e Giovanni Battista Castello detto Il Bergamasco, si prosegue poi con opere del '500/'600 di Bernardo Castello, Andrea Semino, Cesare Corte, Lazzaro Tavarone (artisti legati alla tradizione di Luca Cambiaso), e poi quelle dei manieristi Giovanni Battista Paggi, Domenico Fiasella, Andrea Ansaldo e Luciano Borzone.
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| Putto (Luca Cambiaso - dalla Chiesa di S.Francesco di Castelletto) |
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| Autoritratto del pittore che dipinge il ritratto del padre Giovanni (Luca Cambiaso) |
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| Cattura di Cristo (Giovanni Battista Castello detto Il Bergamasco - dalla Cappella Grimaldi della Chiesa di S.Francesco di Castelletto) |
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| Madonna col Bambino e San Giovannino detta "della candela" (Luca Cambiaso) |
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| Santi Luca, Basilio, Agostino e Antonio Abate con Antonio Doria (Luca Cambiaso) |
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| Padre Eterno (Luca Cambiaso) |
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a sinistra: Venere e Adone (Luca Cambiaso) / al centro: San Girolamo (Luca Cambiaso) / a destra Cristo alla colonna (Luca Cambiaso)
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| Venere e cupido (Andrea Semino) |
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| Madonna col Bambino, San Giovanni Battista e san Giorgio (Bernardo Castello) |
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| Gerolamo Gallo musico della Cappella Ducale di Genova (Luciano Borzone) |
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| al centro: Battesimo di Cristo (Luciano Borzone) |
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| Salomè offre a Erodiade la testa del Battista (Andrea Ansaldo) |
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| Madonna col Bambino, San Giorgio e San Giovanni Battista (Giovanni Battista Paggi - dal Palazzo Ducale) |
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| Venere e Amore (Giovanni Battista Paggi) |
Molte sono le opere di Giovanni Andrea De Ferrari esposte.
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| a sinistra: Allegoria della Musica o Santa Cecilia con viola da gamba (Giovanni Andrea De Ferrari) / a destra: Madonna col Bambino e i Santi Francesco, Caterina, Carlo Borromeo e un altro Santo (Giovanni Andrea De Ferrari) |
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| Madonna col Bambino e due figure in adorazione (Giovanni Andrea De Ferrari) |
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| Gentiluomo su una scala (Giovanni Andrea De Ferrari) |
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| Tobia restituisce la vista al padre Tobit (Giovanni Andrea De Ferrari) |
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| San Lorenzo davanti al prefetto romano (Giovanni Andrea De Ferrari) |
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Giuseppe e la moglie Putiferne (Giovanni Andrea De Ferrari)
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| La pesca miracolosa (Giovanni Andrea De Ferrari) |
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| Giacobbe permette a Labano sette anni di servizio (Giovanni Andrea De Ferrari) |
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| San Francesco presenta a Cristo e alla Vergine i Santi Patroni Ludovico IX re di Francia, ed Elisabetta regina di Portogallo (Giovanni Andrea De Ferrari) |
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| Studio di Testa di bambina (Giovanni Andrea De Ferrari) |
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| Predica di San Giovanni Battista (Giovanni Andrea De Ferrari) |
E' in mostra il Ciclo delle Virtù Cardinali della Primiera Sala (camera privata del Doge in cui si tenevano le udienze più riservate) di Palazzo Ducale.
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| Prudenza (Domenico Fiasella) |
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| Fortezza (Andrea Ansaldo) |
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| Temperanza (Giovanni Andrea De Ferrari) |
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| Giustizia (Giovanni Andrea De Ferrari) |
Infine queste prime sale terminano con opere che hanno come tema i giardini aristocratici.
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| La Famiglia di Giovanni Vincenzo Imperiale nella Villa di Sampierdarena (Domenico Fiasella detto il Sarzana e Giovanni Battista Casoni) |
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| Paesaggio con viale alberato (Jan Wildens e Cornelis De Wael) |
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| Ritratto di gentildonna (Giovanni Bernardo Carbone) |
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Ritornando sui propri passi si accede alle due ultime sale espositive di questo piano (sale 7 e 8), con opere del Cinquecento e del primo Seicento - Venezia e Caravaggeschi.
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| pianta delle sale del Cinquecento e primo Seicento - Venezia e Caravaggeschi |
Nella prima sala vi sono esposte opere di Paris Bordon, Jacopo Negretti detto Palma il Giovane, di Paolo Caliari detto Il Veronese.
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Gesù e la Samaritana (Jacopo Negretti detto Palma il Giovane)
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| L'Adultera (Jacopo Negretti detto Palma il Giovane) |
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| Matrimonio mistico di Santa Caterina (Paris Bordon) |
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| Crocifissione (Paolo Caliari detto Il Veronese) |
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Susanna e i vecchioni (Paolo Caliari detto Il Veronese)
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| Pietà e Angeli (Lambert Sustris) |
Nell'ultima sala (sala 8) è esposta l'opera di Caravaggio Ecce Homo insieme a quelle di pittori caravaggeschi.
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| Ecce Homo (Michelangelo Merisi da Caravaggio) |
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| Sacrificio di Isacco (Giuseppe Vermiglio) |
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| La decollazione di San Giovanni Battista (Pier Francesco Mazzucchelli setto Il Morazzone) |
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| San Giovanni Battista nel deserto (Giulio Cesare Procaccini) |
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| La decollazione di Giovanni Battista (Giovanni Battista Crespi detto Il Cerano) |
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| San Girolamo (Hendrik Van Somer) |
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| Salomè con la testa del Battista (Mathias Stomer) |
Orari: martedì/venerdì 9.00/19.00 sabato e domenica 10.00/19.00
lunedì CHIUSO
Costo: 9 € cumulativo dei tre musei
www.museidigenova.it/it/musei-di-strada-nuova
CONCLUSIONI La visita del giardino di Palazzo Bianco e delle sale della Pinacoteca poste nel primo piano del palazzo è terminata in questo post, ma prosegue al secondo piano nel prossimo post.