giovedì 1 ottobre 2026

Genova golosa


Nei pochi giorni che ci siamo fermati a Genova abbiamo potuto assaggiare alcune delle sue specialità gastronomiche in locali storici e in negozi di prodotti tipici, acquistando il suo famoso pesto, la cui ricetta scritta risale al 1863, la "fugassa de Zena", la focaccia di origini antiche, croccante fuori e morbida dentro, da gustare tutto il giorno (che i Genovesi mangiano anche a colazione con il cappuccino) e dolci tradizionali.   

una focacceria del centro di Genova
 
All'ora di pranzo abbiamo gustato uno spuntino in un locale storico dei caruggi del centro storico genovese:

                                      PIETRO ROMANENGO FU STEFANO

                                      Via Soziglia 72A

                                      https://romanengo.com/

Confetteria Pietro Romanemgo

GIUDIZIO                                                                                                                                 La storia di questo locale storico inizia nel 1780 con Antonio Maria Romanengo che avviò a Genova la sua attività di speziale aprendo un negozio di coloniali in Via della Maddalena. Il figlio Stefano conseguì la patente di confettiere e nel 1814 stabilì il suo negozio in Via Soziglia producendo frutta candita, cioccolato, confetti e bonbon.

vetrina con alcuni prodotti della Confetteria Pietro Romanengo

Pietro, figlio di Stefano, restaurò nel 1853 il negozio seguendo lo stile delle confetterie francesi dell'epoca.

Il suo marchio era ed è tutt'oggi una colomba con un ramo d'ulivo nel becco, a simboleggiare la pace tornata dopo il periodo napoleonico alquanto turbolento. La carta blu, del colore di quella che un tempo avvolgeva i coni di zucchero, avvolge tutt'oggi i prodotti di questo negozio.

Tra i clienti più famosi che frequentavano il negozio ed estimatori dei suoi prodotti di alta qualità vi furono la famiglia Doria, la Duchessa di Galliera, il Principe Umberto I di Savoia, la Regina Elena, la Duchessa d'Aosta, la Principessa Sissi, Giuseppe Verdi e Albert Einstein.

Sull'ingresso della facciata in marmo del negozio è raffigurato a rilievo un vassoio ricolmo di frutta candita, affiancato da due Putti, mentre tra le vetrine vi è una cornucopia con fiori e frutta, sormontata dall'elmo di Mercurio.

interno del negozio 

L'arredo del negozio con pavimento in marmo policromo, specchi, soffitto affrescato su seta, bancone di legno di palissandro intagliato e vetrine con fastigio, fa risaltare i prodotti colorati e dolcissimi, che vengono ancora venduti tra queste mura dagli eredi di una dinastia che in sette generazioni ha saputo tramandare antiche ricette di confetteria, cioccolateria e canditura di frutta e fiori.

bancone del negozio

interno del negozio 

esposizione di eleganti scatole 

esposizione di eleganti scatole e prodotti 

alcuni prodotti della confetteria

Fondant colorati, confetture, sciroppi, fiori e frutta canditi o ricoperti di cioccolato, gocce di rosolio, gelatine, pastiglie, marron glacé .e dolci tipici delle feste come colombe o uova di cioccolato, che hanno come sorpresa le "dolcezze" qui prodotte.

Per chi vuole gustare un gelato e continuare a passeggiare per i vicoli di Genova, accanto alla vetrina d'ingresso vi è un angolo caffè/gelateria.

caffè/gelateria

caffè/gelateria

Accanto al negozio vi è anche una saletta con divanetti in velluto e tavolini bassi, un tempo riservata ai clienti "di riguardo" e che oggi è stata aperta al pubblico per una colazione, una pausa pranzo, per l'ora de tè.

saletta da tè

saletta da tè

saletta da tè

E' in questo locale chiamato LA CORTE che ci siamo fermati per gustare un'insalata tonno e acciughe, una quiche di verdure miste, un croissant al salmone accompagnati da un calice di vino e, per terminare un gelato di loro produzione aromatizzato da spezie e canditi.

gelato con bacche rosse

gelato con scorza di limone candita

Impensabile uscire dal negozio senza aver assaggiato le squisite pastiglie di rosolio e senza comprare un dolce souvenir! 

il nostro souvenir goloso: sciroppo ai petali di rosa

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Per continuare il nostro tour gastronomico della città ci siamo diretti verso la vicina

                                PASTICCERIA KLAINGUTI

                                Piazza di Soviglia 100 R

                                https://www.klainguti.it/

Pasticceria Klainguti

GIUDIZIO                                                                                                                             Anche questo indirizzo è un locale storico di Genova. Un recente restauro ha riportato l'atmosfera originaria della pasticceria aperta nel 1828 dai Klainguti, quattro fratelli pasticceri provenienti da Pontresina (vicino a Saint Moritz), arrivati a Genova per imbarcarsi per l'America per fare fortuna, e rimasti poi in città non si sa perché.

foto d'epoca della Pasticceria Klainguti

L'ingresso con porta in vetri, le vetrine incorniciate da infissi in legno e l'insegna in marmo a caratteri gotici sono rimasti quelli originari del negozio.

Pasticceria Klainguti

Pasticceria Klainguti

Gli interni sono stati nel tempo rinnovati, ma in stile d'epoca: mensole alle pareti incorniciate da stucchi di legno dorato, lampadari, specchi, l'espositore della pasticceria, un bancone intarsiato e con pannelli in radica di noce e con ripiano in marmo.

bancone della Pasticceria Klainguti

La pasticceria ha anche una sala da tè con boiserie avorio, verde e oro, e pannelli decorati con vedute di Genova realizzate nel 1988 d'artista Attilio Mangini che frequentava il locale.

Sala da tè della Pasticceria Klainguti

Sala da tè della Pasticceria Klainguti

veduta di Genova (Attilio Mangini - 1988)

veduta di Genova (Attilio Mangini - 1988)

veduta di Genova (Attilio Mangini - 1988)

veduta di Genova (Attilio Mangini - 1988)

veduta di Genova (Attilio Mangini - 1988)

Ancor oggi vengono realizzati in questa pasticceria prodotti che seguono le ricette della famiglia Klainguti: Torta Zena (torta a base di pan di Spagna imbevuto al Marsala, crema mousseline e coperta da pasta di mandorle), Torta Engandina (preparata con farina di mandorle e crema di latte), Mordiaz (frolla con crema pasticcera e uvetta ricoperta di glassa), Portantur (amaretto allo zabaione), Gobeletti (pasticcini di pasta frolla ripieni di marmellata) e i Falstaff, le celebri brioche forcite alla nocciola, realizzata dai fratelli Klainguti in onore di Giuseppe Verdi, loro affezionato cliente, e alla sua opera buffa con libretto di Arrigo Boito tratto da Le Allegre comari di Windsor di William Shakespeare.

Torte della Pasticceria Klainguti

Torte Zena

la brioche Falstaff e altre specialità della Pasticceria Klainguti

CURIOSITA': Si conserva un biglietto di Giuseppe Verdi che ringrazia i fratelli pasticceri per aver creato un "Falstaff" migliore del suo.

prodotti della Pasticceria Klainguti

Dopo aver degustato un caffè marocchino accompagnato da una piccola torta Zena e un tartufo alla nocciola, abbiamo acquistato un pandolce, un panettone basso e compatto con uvetta, pinoli, frutta candita e semi di finocchio. Si racconta che questo dolce sia nato intorno al Cinquecento a seguito di una competizione tra maestri pasticcieri indetta dal doge Andrea Doria, un dolce che fosse a lunga conservazione e rappresentativo della Repubblica di Genova.

la nostra degustazione

il nostro acquisto: pandolce Klainguti

pandolce Klainguti

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Per un'altra breve sosta all'ora di pranzo ci siamo recati da 

                                                    STRAKKINO

                                                    Via alla Porta degli Archi 16 R

                                                    https://strakkino.com/it/

Strakkino

GIUDIZIO                                                                                                                                 In un ambiente luminoso e arredato in stile moderno, ci siamo accomodati ad un tavolo in legno chiaro all'ingresso della sala, vicino alla cucina a vista e al bancone. Ma vi sono anche tavoli all'aperto.

sala di Strakkino

cucina a vista di Strakkino

In menù pizze e focacce con stracchino: "La Strakkino" (una focaccia ligure al formaggio, bianca o rossa,  o con aggiunta di altri ingredienti), "La Moreskina" (una focaccia genovese con farina multicereale integrale con aggiunta di altri ingredienti, in due formati), "La Taskina" (un piccolo calzone ripieno), e alcuni piatti e taglieri.

"Moreskina Zena"con pesto alla genovese e "Taskina Via Roma"con verdure grigliate

Un pasto veloce a base di un piatto tradizionale, come la focaccia, in parte rivisitato. Estesa la scelta delle versioni delle focacce.

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Ancora più veloce l'assaggio in versione take away di una delle eccellenze gastronomiche genovesi 

                                            PESTO AMORE

                                            Piazza Campetto 1

                                            https://www.pexto.it/

Pesto per Amore
                          
GIUDIZIO                                                                                                                               Ci sono più punti vendita a Genova di questo brand: noi ci siamo imbattuti in quello collocato nei caruggi del centro storico, ma un altro negozio si trova anche vicino a Porta Soprana, mentre al Porto Antico troverete uno stand roulotte.

vetrina di Pesto per Amore nei caruggi

Siamo entrati nel negozio per acquistare qualche barattolino di pesto alla genovese e ne siamo usciti con in mano anche una porzione da asporto di trofie al pesto e una di pansoti al sugo di noci (altra specialità ligure).

trofie al pesto e pansoti al sugo di noci da asporto


CONCLUSIONI                                                                                                                 Questo è un assaggio della tradizione gastronomica di Genova, e seguirà un altro post dedicato ai ristoranti da noi provati alla ricerca dei piatti tipici genovesi. Tutti da "leccarsi i baffi"!

lunedì 28 settembre 2026

Genova: Piazza De Ferrari


 Il luogo simbolo di Genova è Piazza De Ferrari, la piazza dedicata al duca di Galliera, uomo politico e banchiere Raffaele De Ferrari.

Piazza De Ferrari

Piazza De Ferrari

Piazza De Ferrari

La piazza principale di Genova si trova vicino ai caruggi della città, e da essa partono strade importanti come Via XX Settembre, Via Dante e Via San Lorenzo.

L'aspetto attuale della piazza risale ai primi due decenni del secolo scorso (1899/1923).

Piazza De Ferrari (vista dalla Spianata Castelletto)

La grande piazza (11.000 mq) ha una forma irregolare, dovuta all'unione di due aree che in precedenza erano distinte. Pe questo i palazzi che vi si affacciano hanno stili architettonici eterogenei.

Per realizzare l'attuale piazza infatti furono demoliti la Chiesa di San Domenico con il suo convento (zona Nord-Est della piazza), e sbancato il Colle di Sant'Andrea con la demolizione del complesso religioso della Chiesa di Sant'Andrea che su di esso sorgeva.

La Chiesa di san Domenico che si affacciava sull'antica omonima piazza sorgeva sull'area oggi occupata dal Teatro Carlo Felice e il Palazzo dell'Accademia Ligustica di Belle Arti. La chiesa era già stata chiusa nel 1797 per le leggi di soppressione degli ordini religiosi e trasformata in magazzino, mentre il convento annesso era stato convertito in caserma. 
area Nord-Est di Piazza De Ferrari (Teatro Carlo Felice e Accademica Ligustica di Belle Arti)

Il Teatro Carlo Felice, che ha preso il posto della Chiesa di San Domenico, venne realizzato dall'architetto Carlo Barabino nel 1826.

Teatro Carlo Felice

Teatro Carlo Felice (pronao e torre)

Il principale teatro cittadino fu inaugurato il 7 febbraio 1828 alla presenza del re Carlo Felice di Savoia (al quale il teatro è dedicato) e della regina Maria Cristina, con l'opera Bianca e Fernando di Vincenzo Bellini.

pronao del Teatro Carlo Felice

Durante la seconda guerra mondiale il teatro fu colpito due volte dai bombardamenti e venne parzialmente distrutto: rimasero in piedi il pronao dorico e i portici in pietra decorati con bassorilievi del perimetro esterno. Il teatro fu demolito e fu rifatto completamente (tranne che il pronao e i portici) su progetto di Ignazio Gardella, Aldo Rossi, Fabio Reinhart e Angelo Sibilla. Il nuovo teatro venne inaugurato nuovamente il 18 ottobre 1991.
portico perimetrale in pietra del Teatro Carlo Felice
 
portico del Teatro Carlo Felice

portico del Teatro Carlo Felice

La statua neoclassica posta in facciata, sulla sommità del pronao, raffigurante il Genio dell'Armonia faceva parte del primo progetto del teatro. Oggi l'opera di Giuseppe Gaggini (1824), è stata sostituita da un calco per preservarla.

Genio dell'Armonia (Giuseppe Gaggini - 1824)

Il teatro accoglie spettacoli d'opera lirica, di musica sinfonica, balletti, recital, convegni e conferenze. La sala principale del teatro ha una capienza di 2000 posti e quattro palcoscenici intercambiabili, di cui uno girevole. Il foyer è decorato con affreschi di Aurelio Caminati. 

CURIOSITA': All'ingresso del teatro si trova una statua in bronzo di Niccolò Paganini che nacque a Genova e suonò in questo teatro per la prima volta il 30 novembre 1834. Il musicista è ricordato anche per la frase "Paganini non ripete" data come risposta alla richiesta di un bis durante un concerto dato da Paganini a Torino, rivolta proprio al re al quale il teatro è dedicato.

atrio del Teatro Carlo Felice

Niccolò Paganini (Livio Scarpella - 2021)

Accanto al Teatro Carlo Felice si trova, al posto della caserma collocata nell'ex convento della Chiesa di San Domenico, il Palazzo dell'Accademia Ligustica di Belle Arti, progettato anch'esso da Carlo Barabino (1831). Fino al 1998 il palazzo ospitava anche la Biblioteca Civica Berio fondata nella seconda metà del Settecento.

Dove sorgeva la facciata della Chiesa di San Domenico vi è oggi la statua equestre di Giuseppe Garibaldi, l'eroe che proprio dallo scoglio di Quarto nei pressi di Genova partì guidando la storica Spedizione dei Mille. La statua in bronzo poggiante su un basamento gradinato in marmo Baveno venne realizzata da Augusto Rivalta nel 1893.

statua equestre di Giuseppe Garibaldi (Augusto Rivalta - 1893)

statua equestre di Giuseppe Garibaldi (Augusto Rivalta - 1893)
Proseguendo in senso orario la descrizione degli edifici che circondano la piazza, si passa all'area dove un tempo si trovava il Colle di Sant'Andrea dove sorgono oggi edifici in stile eclettico. 
Piazza De Ferrari (da sinistra: Palazzo della Nuova Borsa Valori - Palazzo del Credito Italiano)

All'angolo tra Via Dante e Via XX Settembre, si trova il Palazzo della Nuova Borsa Valori.

Palazzo della Nuova Borsa Valori

Il palazzo, con facciata a semicerchio rivestita in marmo rosso di Verona e pietra rossastra, con pilastri in bugnato, fu progettato da Dario Carbone (1907/1912) in stile neo-cinquecentesco esternamente, e fu decorato internamente in stile liberty da Adolfo Coppedè (fratello del più noto Gino Coppedè).

Palazzo della Nuova Borsa Valori

cupola del Palazzo della Nuova Borsa Valori

portico del Palazzo della Nuova Borsa Valori

portico del Palazzo della Nuova Borsa Valori

decorazione in stile liberty della pavimentazione del portico del Palazzo della Nuova Borsa Valori

vetrata del portico del Palazzo della Nuova Borsa Valori

Precedentemente alla costruzione del palazzo le attività e contrattazioni commerciali si svolgevano in Palazzo San Giorgio, nella Loggia dei Banchi e in Palazzo Senarega.

Alla destra del Palazzo della Nuova Borsa Valori, all'angolo tra Via Dante e Via Petrarca, si trova il Palazzo del Credito Italiano costruito nel 1914 su progetto di Giuseppe Tallero.

da sinistra: Palazzo della uova Borsa Valori / Palazzo del Credito Italiano / Palazzo della Regione Liguria

cupola del Palazzo del Credito Italiano

Accanto al Palazzo del Credito Italiano vi è il Palazzo della Regione Liguria (già Palazzo della Società di Navigazione Generale Italiana), realizzato in stile neomanierista da Cesare Gamba (1912/1923). La facciata tripartita presenta un porticato con archi a tutto sesto.

Palazzo della Regione Liguria

Palazzo della Regione Liguria 

Palazzo della Regione Liguria (a sinistra) e scalinata d'accesso del Palazzo Ducale (a destra)

orologio a torretta del Palazzo della Nuova Borsa Valori

Continuando il giro della piazza ci si trova davanti alla facciata laterale del Palazzo Ducale (la facciata principale neoclassica del palazzo si affaccia su Piazza Matteotti, già Piazza Nuova), sede del dogato dell'antica Repubblica di Genova.

Palazzo Ducale (facciata principale su Piazza Matteotti)

La costruzione del Palazzo Ducale ebbe inizio alla fine del XIII secolo e subì varie trasformazioni durante i successivi secoli. Oggi il suo piano nobile ospita mostre, convegni e conferenze, mentre nei cortili e nei porticati vi sono punti di ristoro e attività commerciali e culturali.

scalone di Palazzo Ducale con affresco dell'Arma Regia della Repubblica di Genova (Domenico Fiasella - 1638)

cortile e porticato con attività commerciali del Palazzo Ducale

Salone del Maggior Consiglio (oggi sede di conferenze)

La facciata del palazzo su Piazza De Ferrari, suddivisa su tre livelli, ha l'aspetto neoclassicista che nei primi decenni del XX secolo acquisì con l'intervento di Orlando Grosso: la decorazione della facciata intonacata seicentesca con decorazioni ad affresco fu sostituita da affreschi a trompe-l'oeil.

 facciata laterale del Palazzo Ducale

Furono create anche tre aperture per collegare il cortile interno con la piazza.

collegamento del cortile del Palazzo Ducale con Piazza De Ferrari

cortile interno del Palazzo Ducale

cortile interno del Palazzo Ducale

cortile interno del Palazzo Ducale

Situata all'interno del complesso di Palazzo Ducale è la trecentesca Torre Grimaldina o Torre del Popolo, simbolo del potere politico (prima del Comune e poi della Repubblica) e torre campanaria, utilizzata anche come carcere per detenuti politici, cospiratori e anarchici dal XIV secolo fino all'inizio del Novecento (il suo nome deriva da una cella). 

Torre Grimaldina

CURIOSITA': Tra i suoi prigionieri illustri vi furono Jacopo Ruffini e Niccolò Paganini che fu accusato di ratto di minore e sfruttamento della prostituzione.

La torre fu restaurata in stile da Orlando Grosso negli anni Trenta del Novecento.

Torre Grimaldina (vista dal loggiato della torre della Cattedrale di San Lorenzo)

In occasione della visita al Palazzo Ducale per una mostra dedicata a Van Dyck abbiamo potuto vedere la Cappella dell'Appartamento del Doge.

Cappella dell'Appartamento del Doge

La cappella, dedicata alla Vergine, fu affrescata da Giovanni Battista Carlone nel 1653 con una ricchissima decorazione barocca. 

Sulla volta a trompe oeil è raffigurata la Vergine in trono che, invocata dai Santi protettori di Genova (Giovanni Battista, Giorgio, Bernardo e Lorenzo), mostra il Bambino che reca un cartiglio in cui è scritto "Et Rege Eos". Angeli in volo le offrono la corona, lo scettro e le chiavi della città. E' questo un riferimento al decreto con cui la Madonna venne eletta "Regina di Genova" e la Repubblica trasformata in Regno (1637) per rimanere al livello politico e finanziario delle altre potenze europee rette da teste coronate.

volta della Cappella dell'Appartamento del Doge

volta della Cappella dell'Appartamento del Doge

particolare della volta della Cappella dell'Appartamento del Doge: Vergine in trono col Bambino

Sulle pareti sono raffigurati, tra finte colonne in marmo che inquadrano scene dilatando lo spazio (opera del quadraturista Giulio Benso), gli Eroi della Storia di Genova.

Sulla parete destra della cappella (rispetto all'entrata) Guglielmo Embriaco è il protagonista vittorioso dell'Assedio di Gerusalemme (Prima Crociata del 1099), mentre sulla parete opposta è raffigurato l'Arrivo a Genova delle ceneri di San Giovanni Battista predate dalle truppe di Gugliemo Embriaco a Cesarea (1101).

Assedio di Gerusalemme

Arrivo a Genova delle ceneri di San Giovanni Battista

Sulla parete di fondo della cappella il protagonista di un quadro riportato con cornice dorata è Cristoforo Colombo che pianta una Croce nel nuovo mondo, appena sbarcato sull'isola di San Salvador nelle Indie Occidentali. Sopra a questo quadro si trova la cantoria.

parete di fondo: Cristoforo Colombo che pianta una Croce nel nuovo mondo / cantoria

Sulla parete di fronte, a fianco dell'altare, sono raffigurati il Massacro dei Giustiniani di Chio per mano dei Turchi Ottomani (1566) e la Creazione dell'Ordine tridentino dei Chierici Regolari Minori da parte del padre genovese Giovanni Agostino Adorno (1588). 

Ai lati di queste scene, sulle pareti laterali, sono raffigurate finte statue in bronzo dei Santi Nazario, Celso e Barnaba,  primi evangelizzatori della Liguria. 

San Barnaba

San Nazario

Sopra di questi sono raffigurati in cartouches quattro episodi della della chiesa genovese: la Consacrazione della Cattedrale di San Lorenzo (1118), Papa Innocenzo II concede la dignità arcivescovile alla città di Genova (1133), la Donazione alla città di Genova di un frammento della Vera Croce (1202) e la Donazione del Volto Sacro di Edessa da parte di Giovanni V Paleologo al Doge Leonardo  Montalto (1362).

Sono anche raffigurate tre monache genovesi: Santa Caterina Fieschi Adorno, la venerabile Battista Vernazza e la Beata Maria Vittoria De Ferrari Strata.

Santa Caterina Fieschi Adorno

Beata Maria Vittoria De Ferrari Strata

Venerabile Battista Vernazza

Il grande altare con sculture ed erme in marmo e stucco venne progettato da Giulio De Ferrari. Venne occupato nel 1729 dalla statua della Madonna Regina di Genova realizzata da Francesco Maria Schiaffino, e illuminata dalla luce naturale proveniente da un lucernario.

altare della Cappella del Doge (Giulio De Ferrari) / Madonna Regina di Genova (Francesco Maria Schiaffino - 1729)

particolare dell'altare

Madonna Regina di Genova (Francesco Maria Schiaffino - 1729)

Madonna Regina di Genova (Francesco Maria Schiaffino - 1729) / lucernario

Il pavimento della cappella è realizzato con marmi policromi ad intarsio.

pavimento policromo intarsiato

pavimento policromo intarsiato

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Accanto alla facciata laterale del Palazzo Ducale si trova quella di Palazzo Giulio Pallavicini, chiamato anche Palazzo Forcheri. Questo palazzo, costruito nel 1586, fu iscritto nella lista dei Rolli di Genova (Patrimonio dell'Umanità Unesco). Per novant'anni è stato la sede del giornale genovese "Il Secolo XIX" ed oggi ospita alcuni uffici della Camera di Commercio.

a sinistra Palazzo Giulio Pallavicini (o Palazzo Forcheri) / a destra: Palazzo Agostino Spinola (o Palazzo Doria De Ferrari)
Segue Palazzo Agostino Spinola chiamato anche Palazzo Doria De Ferrari, anch'esso inserito nella lista dei Rolli di Genova, costruito nel XIV secolo, ricostruito nel XVI secolo. Il suo stato attuale risale al XVIII secolo. 
La facciata neoclassica, coronata da otto statue allegoriche e dallo stemma della famiglia Brignole Sale de Ferrari, fu realizzata nel 1830. Nel XIX secolo fu infatti la residenza di Raffaele De Ferrari al quale la piazza è dedicata.

Palazzo Agostino Spinola (o Palazzo Doria De Ferrari)

A chiudere il perimetro della piazza, vicino al Teatro Carlo Felice, è il Palazzo Doria De Fornari che venne costruito per la famiglia Doria in epoca medievale e che subì rifacimenti nel XVI, XVII e XIX secolo.

Palazzo Doria De Fornari

ingresso di Palazzo Doria De Fornari

A decorare il centro di Piazza De Ferrari fu posta nel 1936 una grande fontana in bronzo, donata dall'ingegnere Carlo Piaggio per celebrare l'entrata in guerra dell'Italia contro l'Abissinia.

fontana di Piazza de Ferrari

La fontana monumentale, che andò a sostituire un'aiola con palme (e gli ancor precedenti binari tramviari), fu progettata dall'architetto Giuseppe Crosa di Vergagni: un grande bacino in bronzo (11 m di diametro) posto al centro di una serie di vasche concentriche in travertino. 

fontana di Piazza de Ferrari

pavimentazione attorno alla fontana di Piazza de Ferrari

getti pavimentali della fontana di Piazza de Ferrari

getti pavimentali della fontana di Piazza de Ferrari

La fontana venne poi ristrutturata e ampliata tra gli anni '90 dello scorso secolo e i primi anni 2000 dall'urbanista Bernhard Winkler che fece pavimentare in lastricato l'area e la rese in gran parte pedonalizzata. Alla fontana preesistente venne aggiunta una vasca di maggior diametro e più bassa e di tre fontane rettangolari laterali a quella centrale. A quelli originari sono stati anche aggiunti getti d'acqua con gettata verso il centro della vasca (contraria a quella dei già presenti getti) e 14 getti a livello pavimentale.  


CONCLUSIONI                                                                                                                   Piazza De Ferrari è il fulcro commerciale, finanziario ed economico del moderno centro cittadino genovese. Circondata da palazzi con diversi stili architettonici e destinazioni, costruiti o ristrutturati in epoche differenti, la piazza ha fatto, e fa ancor oggi per la sua centralità e ampiezza, da sfondo a manifestazioni ed eventi. 

Piazza De Ferrari by night