Parte integrante del Parco dell'Appia Antica, la Valle della Caffarella è una zona di Roma che si estende tra le Mura Aureliane, la Via dell'Almone, la Via Appia Antica e la Via Latina.
La valle ha sempre avuto nei secoli un carattere agreste, anche se vennero costruiti al suo interno ville, casali, torri di avvistamento, mulini, templi e sepolcri.
I suoi 200 ettari di terra alluvionale sono solcati dal fiume Almone, un affluente del Tevere.
fiume Almone |
fiume Almone |
Almone fu il primo eroe italico.
Nell'Eneide viene raccontato che cadde nella guerra tra i Troiani di Enea e le popolazioni autoctone del Lazio.
Era il figlio maggiore di Tirro, pastore delle stalle reali di re Latino.
Almone aveva addomesticato un cervo che Ascanio figlio di Enea uccise durante una caccia.
Nacque per questo una rissa tra i pastori italici e i Troiani che uccisero Almone, lanciandogli una freccia.
Anche se il re Latino non voleva scendere in campo, Giunone, ostile ai Troiani, aprì le porte del tempio di Giano dando inizio alla guerra tra i Troiani di Enea e gli Italici condotti da Turno (le porte del tempio di Giano venivano aperte soltanto in tempo di guerra).
Almone viene così divinizzato e il fiume è la metamorfosi del corpo dell'eroe.
Dove il fiume si congiungeva al Tevere (oggi la zona dell'ex Gazometro), si svolgevano ogni anno il 27 marzo i riti di un culto orientale che prevedeva una processione fino a qui del simulacro della dea Cibele, dal Palatino dove aveva il suo tempio, e il lavaggio dell'immagine della dea nelle acque del fiume.
Boschetto sacro |
Boschetto sacro |
In realtà il bosco frequentato dal re era quello vicino alle Terme di Caracalla, il bosco delle Camene.
Ninfeo di Egeria |
La grotta è preceduta da un portico che si specchia in un bacino d'acqua che a sua volta va a formare un laghetto insieme alle acque dell'Almone.
Per le sue qualità terapeutiche questo laghetto era chiamato "Lacus Salutaris".
Ninfeo di Egeria con statua del dio Almone |
Oggi è collocata una statua maschile semisdraiata che probabilmente raffigura il dio Almone.
Rivestivano il ninfeo lastre di marmo verde e bianco e mosaici in pasta vitrea policromi.
L'ambiente era coperto da una volta a botte, con rivestimento in pietra pomice che cercava di far sembrare l'intero ambiente una grotta.
Si dice anche che alle idi di luglio i cavalieri romani svolgessero cavalcate nella Valle della Caffarella per onorare Marte Gradivo, in ricordo della battaglia del lago Regillo avvenuta nel 493 a.C.
Nel periodo tra il II secolo a.C. e gli inizi dell'età imperiale la Valle registrò il massimo sviluppo insediativo: grandi ville e sepolcri (a tempietto, colombari e tombe a camera).
Due sono i personaggi che caratterizzarono in età imperiale (II secolo d.C.) le vicende di questa valle: Erode Attico e la moglie Annia Regilla.
Chi furono questi personaggi?...
Appia Annia Regilla Atilia Caucidia Tertulla apparteneva alla famiglia aristocrazia romana degli Annii, la stessa famiglia a cui appartenne Marco Attilio Regolo (III secolo a.C.) al tempo della prima guerra punica.
Suo padre fu console nel 139 d.C.
Annia Regilla era imparentata con la famiglia imperiale, con Annia Galeria Faustina, moglie dell'imperatore Antonino Pio.
Solo quattordicenne, andò in sposa al quarantenne Erode Attico, di origine greca, il cui padre Tiberio Claudio era divenuto ricchissimo per aver trovato scavando in un campo di sua proprietà un grandissimo tesoro (o forse come si diceva, solo facendo l'usuraio).
Erode Attico |
Antonino Pio |
Lucio Vero |
Marco Aurelio |
Dopo un breve periodo passato a Roma i coniugi si trasferirono a Maratona in Grecia, città natale di Erode Attico.
In quella terra lontana da Roma Annia Regilla divenne sacerdotessa nel santuario di Olimpia della dea Demetra, l'equivalente greca della Cerere romana, dea delle messi, del matrimonio e delle mogli vittime della violenza domestica (quasi un presagio, come vedremo oltre!), e divenne anche la prima sacerdotessa ad Atene della dea Tyche (dea della fortuna).
In quanto sacerdotessa fu l'unica donna a poter assistere ai giochi olimpici nello stadio, dall'altare del santuario.
Le Tre Tyche - bassorilievo della villa di Erode Attico e Annia Regilla sulla Via Appia |
Fu accusato il marito dal fratello di Annia Regilla di essere il mandante dell'esecuzione; ma forse per l'amicizia con l'imperatore Marco Aurelio, sia marito che liberto furono scagionati.
Anzi, Erode Attico inscenò un grande dispiacere per la perdita della moglie, e commissionò un panegirico al poeta greco Marcello di Side, che venne scritto su due cippi di marmo pentelico trovati davanti alla chiesa di S.Sebastiano sull'Appia Antica e che oggi si trovano al Museo del Louvre a Parigi (una copia di una colonna si trova a Villa Borghese).
In un'altra iscrizione di una colonna posta all'ingresso del Triopio (oggi a Musei Capitolini), chiama la moglie
"...luce della casa, alla quale appartennero questi beni" .
lastra con iscrizione in caratteri greci "...luce della casa..." |
Dedicò alla moglie un Odeion ad Atene e alcuni monumenti a Roma.
Annia Regilla infatti quando si sposò portò in dote al marito una grande villa al III miglio della Via Appia, che venne poi ereditata alla sua morte dal figlio minore Bradua, ma di cui Erode Attico riuscì ad impadronirsi.
Erode Attico trasformò la villa repubblicana degli Annii e diede alla zona il nome di Triopio: Triopas era il re di Tessaglia che dedicò a Demetria un santuario a Cnido in Asia Minore.
Il Triopio si estendeva sino al Mausoleo di Cecilia Metella, comprendendo quella zona sulla quale nel IV secolo, una volta che divenne proprietà imperiale, Massenzio costruì il suo Palazzo.
Annia Regilla morta nel 160 d.C. fu sepolta in Grecia (non si sa dove), con sontuosi funerali.
Nel Triopio invece Erode Attico fece costruire in ricordo della moglie un Cenotafio e un Tempio dedicato a Cerere (equivalente romana di Demetria) e Faustina (moglie divinizzata dell'imperatore Antonino Pio e parente, come ho detto, della defunta moglie).
Tempio del dio Redicolo/Tomba di Annia Regilla |
Le pareti sono di color giallo, mentre gli elementi decorativi sono rossi.
Ha una copertura a doppio spiovente con volta a crociera.
Nel piano inferiore vi era la cella funeraria, mentre al piano superiore vi era una stanza per i riti dei defunti.
Il pavimento tra i due piani è crollato.
Tempio del dio Redicolo/Tomba di Annia Regilla |
Un portico con quattro colonne delimitava nella facciata est, rivolta verso il fiume Almone, la scalinata d'accesso al piano superiore.
La facciata principale accoglieva l'entrata al di sopra della quale vi è una nicchia semicircolare con timpano, affiancata da due finestre.
Non è una tomba ma un cenotafio, in quanto come si è detto il sepolcro di Annia Regilla dovrebbe essere in Grecia.
Si trova a metà di Via della Caffarella.
Misura 8,16m X 8,57m.
Al suo interno vi sono nicchie per più persone che accoglievano sarcofaghi.
L'edificio veniva anche chiamato Tempio del Dio Redicolo per la sua forma e per l'ubicazione ricordata in questa zona.
Il Dio era il dio del Ritorno (da redeo, verbo latino che significa "tornare"), il protettore di coloro (i rediculi) che tornavano a Roma dopo essere stati a lungo lontani.
Sempre per rimanere nelle leggende del luogo, si racconta che il dio apparve ad Annibale spaventandolo, mentre questi si recava con il suo esercito a Roma, dopo la vittoria a Canne: fu così che Annibale tornò indietro!
Il sepolcro si è conservato in buono stato perché ha ospitato per secoli al suo interno un fienile: nei pressi si trovano i resti di un casale che inglobava un mulino e una torre difensiva medievale.
Orario: sabato,domenica e festivi 10.00/16.00
chiuso GENNAIO, LUGLIO e AGOSTO
(...un po' troppo restrittivo l'orario di visita: capisco che a gennaio il maltempo possa creare dei disagi per chi raggiunge questo sito, ma non giustifico la chiusura durante due mesi estivi che potrebbero rappresentare un buon momento per la visita durante il periodo di vacanze...abbiamo letto la delusione sui volti di due turisti americani che come noi hanno trovato il cancello chiuso!)
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chiesa di S.Urbano/Tempio di Cerere e Faustina |
Tempio di Cerere e Faustina nascosto nella proprietà privata |
Un'area porticata è oggi scomparsa.
timpano della facciata della chiesa |
colonne e trabeazione della facciata |
Lungo le pareti vi è una fascia a riquadri scanditi da lesene in laterizio con capitelli corinzi in peperino e al di sopra di questa un fregio con armi..
Vi sono anche rappresentazioni pittoriche del XIV secolo.
foto dell'interno presa dal pannello esplicativo del Parco |
Il luogo di culto cristiano venne dedicato a S.Urbano, martirizzato sotto Marco Aurelio nel 160 (lo stesso anno in cui morì Annia Regilla), ed ora la chiesa viene chiamata S.Urbano alla Caffarella.
Scendendo 23 ripidi gradini s'accede alla cripta dove vi sono degli affreschi, tra i quali una Madonna con Bambino e Santi.
ingresso alla chiesa |
Nel 1634 la chiesa venne restaurata dai Barberini che erano venuti in possesso dei terreni in cui la chiesa si trova.
Il portico antistante l'edificio fu tamponato con murature in laterizio, e fu costruito un campanile a vela.
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Ma che fine ha fatto la villa di Erode Attico?
Non restano che alcuni piccoli ruderi e frammenti sparsi alla base e sulla collinetta verso via dell'Amone.
Il Triopio con i suoi edifici fu inglobato nel IV secolo nel complesso della villa di Massenzio.
Alla fine dell'epoca imperiale la valle verserà in uno stato di abbandono.
Sono i Conti Tuscolani i proprietari in epoca feudale, che militarizzano fortificando la zona, per controllarne i transiti verso i loro possedimenti del Tuscolo.
Torre Valca |
Era dotata per la difesa di antemurale e di ponte levatoio che si collegava al primo piano.
Vicino alla torre si attraversava il fiume Almone su un piccolo ponte di legno.
Torre Valca |
La Torre Valca, come dice il nome, ebbe successivamente anche questo utilizzo.
Colombario Costantiniano |
Il sepolcro a tempietto venne costruito nel II secolo d.C.
Due colonne (non più in loco), precedevano l'entrata.
Era su due piani: il primo adibito a sepoltura, il secondo ai riti funebri.
Fu costruito in mattoni rossi e gialli per creare motivi decorativi.
Colombario Costantiniano |
Ancora non ho detto perché la valle viene chiamata "della Caffarella" ...
...prende il nome dalla famiglia Caffarelli che nel 1529 iniziò a riunire gli appezzamenti di questa valle in un'unica tenuta.
Casale della Vaccareccia |
Fu costruito nel XVI secolo inglobando una torre del XIII secolo di blocchetti di tufo e scaglie di marmo.
Il porticato del casale ha colonne di granito con capitelli corinzi di marmo.
Il piano nobile del casale si trovava al primo piano.
Casale della Vaccareccia |
Casale della Vaccareccia |
Casale della Vaccareccia |
Nel parco si trovano due cisterne: una vicina al casale della Vaccareccia, l'altra tra il Bosco sacro e la chiesa di S.Urbano.
Cisterna imperiale/Fienile Torlonia |
cisterna romana |
Originariamente era interrata e serviva come serbatoio di acqua piovana.
cisterna romana |
interno della cisterna romana |
CONCLUSIONI
Nonostante le polemiche sullo stato indecente di sporcizia ovunque, la mancanza di segnaletica, la vegetazione che copre parzialmente o quasi del tutto i monumenti, l'impossibilità di visitarli e l'abbandono rispetto a quando abbiamo visitato il sito alcuni anni fa, il parco è frequentato dai romani che fanno jogging, passeggiate (e a volte corse) in bicicletta, o che portano a scorrazzare i propri cani.
L'amarezza è grande al pensiero che senza una cura più attenta il parco, che nonostante tutto cerca di offrire la sua naturale bellezza al visitatore, possa pian piano scomparire e i suoi monumenti crollare come la cisterna imperiale.
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