Una delle più armoniose e scenografiche piazze d'Italia è Piazza del Popolo, una piazza del centro storico di Ascoli Piceno. .jpg) |
| Piazza del Popolo |
Forse il Foro della città romana (posto all'incrocio del Decumano = attuale Via Mazzini con il Cardo = attuali Via del Trivio, Via del Cassero e Via Pretoriana) si trovava nei pressi dell'attuale piazza, ma molto più probabilmente (dati i ritrovamenti di un'antica pavimentazione in opus spicatum sotto il Palazzo dei Capitani del Popolo) era questa un'area adibita in epoca romana agli scambi commerciali, funzione che mantenne anche in epoca medievale con le attività commerciali del piano terra degli edifici e delle torri che circondavano questo spazio pubblico.
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| Piazza del Popolo |
Piazza del Popolo è una grande piazza dalla forma rettangolare (2500 mq circa - 29 X 87m circa) delimitata da un loggiato sui lati Nord, Est ed Ovest e da due dei monumenti cittadini più importanti, l'abside e il fianco destro della Chiesa di San Francesco con la Loggia dei Mercanti sul lato Sud e il Palazzo dei Capitani del Popolo sul lato Ovest.
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lato occidentale di Piazza del Popolo (Palazzo dei Capitani del Popolo)
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| lato meridionale di Piazza del Popolo (Chiesa di San Francesco) |
Gli edifici che delimitano la piazza rappresentano i tre poteri cittadini: religioso (Chiesa di San Francesco), politico (Palazzo dei Capitani del Popolo) ed economico (Loggia dei Mercanti).
Piazza del Popolo era già così chiamata nel 1200.
Il nome della piazza deriva dal Palazzo dei Capitani del Popolo.
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| Palazzo dei Capitani del Popolo |
Il palazzo, realizzato nel XIII secolo dalla fusione di tre edifici medievali e da una torre gentilizia (che divenne il campanile), fu inizialmente la residenza del Capitano del Popolo e in seguito del Podestà, poi sede del Consiglio degli Anziani e infine dei Governatori Pontifici che vi rimasero sino al 1860. Passò quindi alla Stato Italiano, alla Provincia e poi al Comune. Oggi il palazzo è sede dell'Assessorato alla Cultura, sede delle riunioni consigliari del Comune e di mostre temporanee.
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| Palazzo dei Capitani del Popolo |
A metà Cinquecento il palazzo fu distrutto da un incendio ordinato dal commissario pontificio per stanare dei rivoltosi, e il palazzo fu in seguito ristrutturato radicalmente da Nicola Filotesio detto Cola dell'Amatrice.
Venne costruito il portale monumentale, opera di Lazzaro Franceschi detto il Ferrone, sormontato dal Monumento di papa Paolo III Farnese realizzato da Simone Cioli.
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| portale del Palazzo dei Capitani del Popolo (Lazzaro Franceschi detto il Ferrone -1546) |
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| sopra portale: Monumento di Paolo III Farnese (Simone Cioli - 1549) e lapide con iscrizione dedicatoria |
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| Monumento di Paolo III Farnese (Simone Cioli - 1547/1549) |
Affiancano il portale due grandi archi sormontati da loggette con bifore (XV secolo). Nella parte alta della facciata si aprono sette finestre del XVI secolo accompagnate da due balconcini angolari poggianti su mensole. Molte sono le iscrizioni e gli stemmi araldici in travertino murate sulla facciata e all'interno del palazzo che testimoniano la storia cittadina dal XIV al XVII secolo..jpg) |
| loggetta con bifora (XIV sec.) e orologio della facciata del Palazzo dei Capitani del Popolo |
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| balconcino angolare con epigrafi dedicate a Paolo V e a Ranuccio Farnese (fratello del cardinale Alessandro Farnese) |
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balconcino angolare ed epigrafe dedicata al cardinale Alessandro Farnese (nipote di papa Paolo III)
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Quando il palazzo di notte è illuminato dalla luce artificiale si possono scorgere i resti di affreschi medievali che decoravano le loggette.
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| resti di affreschi medievali nella loggetta del Palazzo del Popolo |
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| resti di affreschi medievali nella loggetta del Palazzo del Popolo |
La torre medievale che affianca il palazzo presenta monofore, cornici marcapiano e un coronamento con cuspide poligonale e merli angolari.
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| torre del Palazzo dei Capitani del Popolo |
Varcato il portale d'ingresso si entra in un cortile di gusto rinascimentale con scalone e cinto su due lati da un portico e da due ordini di loggiati sovrapposti con colonne i travertino, costruiti da Camillo Merli tra il 1549 e il 1551.
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| atrio d'ingresso del Palazzo dei Capitani del Popolo |
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| atrio d'ingresso del Palazzo dei Capitani del Popolo |
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| colonne del porticato del cortile del Palazzo dei Capitani del Popolo |
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| cortile del Palazzo dei Capitani del Popolo (statua: Natus - Ugo Riva - mostra temporanea) |
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| loggiati del cortile |
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| loggiati del cortile |
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| loggiati del cortile del Palazzo dei Capitani del Popolo |
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scalone del palazzo
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stemma papale di Sisto V affisso su un muro del cortile (con lapide che commemora gli interventi voluti dal papa e la data 1587)
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Purtroppo non abbiamo potuto visitare l'area archeologica del piano terra con resti romani e medievali, e neanche la Sala degli Stemmi (terzo piano), la Sala dei Savi e la Sala della Ragione.
Orari area archeologica aperta su richiesta: 9.00/12.00 15.00/18.00
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La piazza cambiò nome solo per un certo periodo, durante il quale venne chiamata "Le Scaje" perché era ricoperta dalle scaglie di travertino ("li scagghie" in dialetto) delle pietre lavorate dagli scalpellini intenti alla costruzione della Chiesa di San Francesco. Per la costruzione di questa chiesa furono demoliti alcuni edifici presenti sul lato Nord della piazza, e questa prese una forma rettangolare da quella quadrata originaria.
La fiancata destra e l'abside della gotica Chiesa di San Francesco occupano l'intero lato Sud di Piazza del Popolo.
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| Chiesa di San Francesco |
La costruzione della Chiesa di san Francesco iniziò nel 1258, e il suo corpo centrale fu consacrato nel 1371. Quattrocentesche sono le sue torri esagonali che affiancano l'abside: quella sinistra fu eretta nel 1444 dal Maestro Matteo Roberti da Como, mentre l'altra, munita di tre campane, venne realizzata nel 1461. Le cappelle e i matronei furono realizzati tra il 1443 e il 1451. Le volte a crociera e la cupola ottagonale risalgono al XVI secolo. La chiesa poté essere considerata terminata dopo 300 anni dall'inizio della costruzione.
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| cupola della Chiesa di San Francesco |
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| una delle torri della Chiesa di San Francesco |
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| torre campanaria della Chiesa di San Francesco |
Sulla fiancata della chiesa che affaccia su Piazza del Popolo si apre un portale romanico-gotico in travertino (1510) realizzato dal Maestro Bernardino di Pietro da Carona su disegno di Cola dell'Amatrice.
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| fiancata destra della Chiesa di San Francesco |
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| portale del fianco destro della Chiesa di San Francesco (Maestro Bernardino di Pietro da Carona su dis. di Cola dell'Amatrice- 1506/1510) |
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| portale del fianco destro della Chiesa di San Francesco (Maestro Bernardino di Pietro da Carona su dis. di Cola dell'Amatrice- 1506/1510) |
Il portale con l'arco a pieno centro e fasci di colonnine è sormontato dalla statua di papa Giulio II (che difese la libertà di Ascoli dalla tirannia di Astolfo e Gianfrancesco Guiderocchi), realizza tra il 1506 e il 1510, circondata da quattro Santi francescani.
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| fianco destro della chiesa: statua di papa Giulio II (Maestro Bernardino di Pietro da Carona su dis. di Cola dell'Amatrice - 1506/1510) e Santi francescani |
Nella lunetta del portale era stato affrescato lo stemma di papa Paolo V (oggi poco leggibile). Anche la porta lignea è stata disegnata da Cola dell'Amatrice.
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| lunetta con stemma di papa Paolo V |
Sulla sinistra della fiancata. al lato del portale, è addossata la cosiddetta Loggia dei Mercanti.
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| Loggia dei Mercanti |
La loggia cinquecentesca in stile bramantesco fu eretta dalla Corporazione della Lana per mostrare i loro prodotti e venne realizzata da Mastro Bernardino di Pietro da Corana e portata a termine da Francesco Rubei da Villagona. Le sue colonne con doppio capitello poggiano su alti dadi e sorreggono cinque arcate. La loggia è coronata da merli.
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| Loggia dei Mercanti |
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| Loggia dei Mercanti |
Sotto la loggia vi è una lastra di travertino con le misure prescritte nel 1568 per la produzione di tutti i tipi di laterizi.
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| misure prescritte nel 1568 per la costruzione di laterizi |
La chiesa è dotata di sette absidi poligonali, due delle quali affacciano su Piazza del Popolo.
Sulla fiancata della chiesa, addossata alla prima abside, si trova la cosiddetta Edicola di Lazzaro Morelli dedicata alla Madonna di Reggio.
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| Edicola di Lazzaro Morelli |
L'edicola in travertino, posta su un alto basamento, fu realizzata nel 1639 per volere del governatore Gerolamo Codebò. L'edicola prende il nome da colui al quale per tradizione viene attribuita la costruzione, ma in realtà venne realizzata da Silvio Giosafatti.
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| Edicola di Lazzaro Morelli |
Sulla trabeazione di gusto classico, sorretta da colonne scanalate con capitelli corinzi, è raffigurato il volto di un Puttino incorniciato da festoni di frutta. Dietro un cancelletto in ferro battuto che protegge l'icona vi era prima un'immagine votiva dipinta, che è stata sostituita oggi da una terracotta ottocentesca di Emilio Paci.
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| Edicola di Lazzaro Morelli |
CURIOSITA': ai condannati a morte si concedeva di sostare davanti a questa immagine sacra prima dell'esecuzione.
La facciata principale della Chiesa di San Francesco si trova su Via del Trivio. E' costituita da blocchi di travertino e presenta tre portali realizzati da maestranze venete-emiliane (XIV secolo).
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| facciata principale della Chiesa di San Francesco |
Il suo portale centrale ha archi a pieno centro costituiti da colonnine decorate in modi differenti.
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| portale centrale della facciata principale della Chiesa di San Francesco |
Al centro dell'arco è posto un Agnello (simbolo cristologico e della Corporazione dei lanari ascolani che contribuirono alla costruzione della chiesa). Due leoncini poggiano su colonnine distaccate, che in alto terminano con due Santi francescani (San Francesco e Sant'Antonio).
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| portale centrale della facciata principale: San Francesco |
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| portale centrale della facciata principale: Sant'Antonio |
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| colonnine e leoncino del portale centrale della facciata principale della chiesa |
Nella lunetta del portale è raffigurata la Madonna col Bambino, San Giovanni Battista e San Francesco. Sopra la lunetta la ghimberga culmina con il rilievo di Cristo benedicente.
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| lunetta del portale: Madonna col Bambino, San Giovanni Battista e San Francesco |
I potali laterali sono meno decorati. Al centro della parte alta della facciata si apre un oculo.
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| oculo della facciata principale della Chiesa di San Francesco |
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| portale laterale della facciata principale della Chiesa di San Francesco |
CURIOSITA': se si batte sulle colonne lisce del portale centrale si otterranno dei suoni musicali.
Accanto alla chiesa sorse il Convento dei Frati Minori Conventuali, dove studiarono papa Niccolò IV e papa Sisto V. Facevano parte del convento due chiostri.
Attiguo alla chiesa si trova il chiostro maggiore, costruito tra il 1565 e il 1624, e composto da 20 arcate (5 per lato) poggianti su colonne corinzie. Le arcate gotiche che affacciano su Via del Trivio sono del XIV secolo; originariamente chiuse, furono aperte negli anni '30 dello scorso secolo per rendere possibile il passaggio tra chiostro e via.
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chiostro della Chiesa di San Francesco
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chiostro della Chiesa di San Francesco
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| chiostro della Chiesa di San Francesco |
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| arcate del chiostro su Via del Trivio |
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| chiostro by night |
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| chiostro by night |
Al centro del chiostro vi è un pozzo gotico trecentesco, e nell'angolo Nord-Est una fontanella gotica.
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| pozzo del chiostro grande della Chiesa di San Francesco |
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| fontanella gotica del chiostro |
Sul lato Sud del chiostro vi era la Sala Capitolare (oggi divenuta il Mercato del pesce). Dopo la soppressione degli ordini religiosi (1861) chiostro e convento divennero uffici, scuole, caserma, ed ora il chiostro è divenuto un mercato pubblico (per questo è conosciuto anche come Piazza delle Erbe).
L'interno della chiesa (purtroppo con restauri in corso durante la nostra visita) è a pianta rettangolare a croce latina (22,60 X 62m - h 21m), con tre navate della stessa altezza, divise da dieci pilastri ottagonali che sorreggono archi gotici e volte romaniche a crociera.
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| navata centrale della Chiesa di San Francesco |
La zona absidale è composta da tre cappelle da ambo i lati del presbiterio, sormontate da matronei.
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| zona presbiteriale |
La chiesa è illuminata da 12 finestroni bifori gotici lungo le navate, e 12 finestre nelle cappelle della zona absidale, chiuse con vetrate policrome contemporanee (1958) che raffigurano francescani ed episodi biblici.
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| vetrata del finestrone: Frate Sansone (ministro generale dei Frati Minori) svolge una tesi di laurea sull'Immacolata davanti a papa Sisto V / L'Immacolata a Lourdes (1858) |
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| vetrata del finestrone: Il teologo Felice Peretti francescano predica nel 1549 in San Francesco ad Ascoli / divenuto Papa Sisto V fa erigere nel 1586 l'obelisco egiziano in Piazza San Pietro a Roma |
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| vetrata del finestrone: Beato Corrado Milani in Libia e maestro alla Sorbona |
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| vetrata del finestrone: San Francesco sostiene la Chiesa di San Giovanni in Laterano a Roma / Santa Chiara mette in fuga i Saraceni da San Damiano ad Assisi |
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| vetrata del finestrone: San Francesco e il presepio / Sant'Antonio / San Bonaventura |
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| vetrata del finestrone: Beato Massimiliano Maria Kolbe |
Nella vetrata del rosone è raffigurato Il Trionfo dell'Immacolata sul carro simbolico guidato da San Francesco (1948).
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| vetrata del rosone: Il Trionfo dell'Immacolata sul carro simbolico guidato da San Francesco (1948) |
Il pulpito in travertino addossato al quarto pilastro della navata sinistra è stato progettato e costruito dall'architetto Antonio Giosafatti (1605).
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| pulpito (Antonio Giosafatti - 1605) |
Sul lato destro della chiesa si trova il Monumento funebre della Contessa Costanza Cavina Saladini (1837), realizzato su disegno di Ignazio Cantalamessa e con decorazioni realizzate da Emidio Paci.
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| Monumento funebre della contessa Costanza Cavina Saladini (dis.Ignazio Cantalamessa - decorazioni Emidio Paci - 1837) |
Un altro monumento presente nella chiesa è il Monumento funebre dei coniugi Mazzoni, realizzato da Nicola Cantalamessa Papotti nel 1867. A forma di tabernacolo, il monumento racchiude in un medaglione i profili dei coniugi. In un bassorilievo è raffigurato un Angelo con un ramo di lauro.
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| Monumento funebre dei coniugi Mazzoni (Nicola Cantalamessa Papotti - 1867) |
Non abbiamo potuto vedere le cappelle e le opere in esse conservate.
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A metà del Quattrocento, Piazza del Popolo venne pavimentata con lastre di travertino. La pavimentazione attuale di lastre in travertino di forma quadrata e listate, fu realizzata nel 1967 prendendo come modello un'incisione ottocentesca.
L'aspetto attuale rinascimentale della piazza risale agli inizi del Cinquecento, quando vennero realizzati, per uniformare gli edifici minori preesistenti sulla piazza. i portici.
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| portici di Piazza del Popolo |
I portici vennero costruiti tra il 1507 e il 1509 su probabile progetto del Mastro comacino Bernardino di Pietro da Carona.
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| portici di Piazza del Popolo |
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| portici di Piazza del Popolo |
I portici di Piazza del Popolo sono un peristilio d'ordine composito con 50 archi a tutto sesto (alcuni però sul lato Sud sono a sesto acuto) poggianti su colonne in travertino. L'ampiezza degli archi non è uniforme, in quanto era regolata dall'ampiezza della proprietà retrostante.
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colonne dei portici di Piazza del Popolo
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| portici di Piazza del Popolo |
Le volte del portico sono state realizzate in mattoncini di cotto rossi.
Sopra agli archi dei lati Est ed Ovest fu progettato un solo piano in cui si aprono finestre uniformi in travertino con lunette baccellate. Le facciate porticate sono coronate da merli ghibellini.
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| finestre e merlatura della facciata porticata |
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| finestre sopra ai portici |
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| merlatura sopra ai portici |
Sul portico del lato Nord della piazza vennero invece edificati due piani per uniformarsi all'imponente costruzione della Chiesa di San Francesco sul lato opposto della piazza. Inizialmente fu costruito un piano sormontato da loggiato, le cui arcate vennero poi chiuse nella prima metà dell'Ottocento e il muro decorato con un affresco monocromo da Pio Nardini nel 1904. La decorazione pittorica comprende grottesche e medaglioni in cui sono raffigurati lo stemma della città (costruzione turrita), la scritta SPQA e la data MCMIV.
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| portici del palazzo che occupa il lato Nord della piazza |
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| balcone della facciata del lato Nord della piazza |
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| affreschi monocromi del palazzo che occupa il lato Nord della piazza (Pio Nardini - 1904) |
CURIOSITA': Sul lato meridionale della piazza era stata eretta nel 1575 dal Comune la statua in bronzo di papa Gregorio XIII (il papa che riformò il calendario che oggi usiamo e che ha preso il suo nome), opera di Girolamo e Ludovico Lombardi (allievi del Sansovino). La statua venne distrutta con un atto vandalico dai Francesi che avevano invaso Ascoli nel 1798. Si salvò il basamento della statua, che rimase accantonato sulla facciata del Palazzo del Popolo per un po' di tempo, e venne poi spostato nel Giardino del Palazzo dell'Arengo, dove tutt'oggi è ospitato.
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| basamento della statua di Gregorio XIII (Girolamo e Ludovico Lombardi - 1575 - Giardino del Palazzo dell'Arengo) |
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Vi è un'ultima attrattiva da citare, posta alla sinistra del Palazzo dei Capitani del Popolo, sul lato Ovest della piazza: il rinomato
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| Caffè Meletti |
Il Caffè Meletti è uno dei 150 caffè storici italiani.
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| tavolino del Caffè Meletti |
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| tavolino del Caffè Meletti |
La palazzina di colore rosa che ospita questo locale venne costruita a fine Ottocento per stabilirvi la sede delle Poste e Telegrafi, nell'area in cui sorgeva il Picchetto della Dogana. Di questo periodo rimangono gli affreschi neoclassici del sottoportico, legati alla funzione postale dell'edificio, opera di Giovanni Picca. Le finestre ad arco si uniformano con quelle rinascimentali degli edifici della piazza.
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| Caffè Meletti (da Via Cino del Duca) |
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| volte affrescate del portico del Caffè Meletti (Giovanni Picca - XIX sec.) |
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| volte affrescate del portico del Caffè Meletti (Giovanni Picca - XIX sec.) |
Nel 1903 l'edificio fu acquistato dalla famiglia Meletti e trasformato in una caffetteria dall'ingegnere Enrico Cesari. La palazzina venne quindi sopraelevata di un piano con terrazzo.
Il Caffè Meletti fu inaugurato da Silvio Meletti il 18 maggio 1907. Il locale divenne un punto di ritrovo per intellettuali, viaggiatori, artisti, notabili, scrittori e personaggi illustri (Vittorio Emanuele, Pietro Mascagni, Trilussa, Renato Guttuso, Jean-Paul Sartre, Ernest Hemingway, Mario Soldati, Mario del Monaco, Beniamino Gigli, Sandro Pertini, Giuseppe Saragat, Simone de Beauvoir, per citarne alcuni). Nel 1996 fu acquistato dalla Fondazione Carisap e riaperto nel 1998.
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| ingresso del Caffè Meletti |
L'interno è caratterizzato da arredi in stile Liberty, con grandi specchiere, lampadari in ottone, tavolini rotondi in marmo bianco di Carrara e piedi in ghisa, accompagnati dalle viennesi sedie Thonet, divanetti in velluto, e soffitti decorati da Pio Nardini.
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| sala del Caffè Meletti |
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| bancone pasticceria del Caffè Meletti |
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| bancone caffetteria/bar del Caffè Meletti |
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| vetrina e prodotti Meletti |
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| soffitto affrescato e liquoreria del Caffè Meletti |
Una scala in legno conduce al ristorante con terrazza posto al primo piano.
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scala per il locale ristorante
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Nella bella stagione i tavolini posti all'esterno sulla piazza rendono questo locale un "salotto nel salotto".
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| dehor del Caffè Meletti |
Le vetrine con ghiere in ferro battuto poste sotto il portico espongono i famosi prodotti della casa Meletti.
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| vetrine del Caffè Meletti |
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vetrina del Caffè Meletti
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| vetrina del Caffè Meletti |
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| vetrina del Caffè Meletti |
Il locale è infatti anche noto per i liquori prodotti dalla casa, il più noto dei quali è l'Anisetta Meletti, un distillato creato con i semi di anice dal 1870. Il re Umberto primo nominò l'azienda Meletti fornitore ufficiale della famiglia reale.
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| raffigurazione della pianta di anice dai cui semi si crea l'Anisetta Meletti |
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| prodotti della casa Meletti |
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| liquori Meletti |
"Quante favole e sonetti m'ha ispirato la Meletti"
(Trilussa)
Noi abbiamo acquistato l'iconico liquore e i bonbon all'anisetta, e ci siamo fermati a sorseggiare un aperitivo ai tavolini all'aperto, godendoci l'atmosfera rilassata e mondana di questa piazza.
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| aperitivo al Caffè Meletti |
CONCLUSIONI Piazza del Popolo è davvero il "salotto" di Ascoli Piceno, e cittadini e turisti vi amano passeggiare in tutte le ore del giorno e della notte...ed è soprattutto quando cala la notte e mille luci illuminano gli edifici che circondano la piazza che questo luogo diventa magico...se siete ospiti di questa interessante città, non fatevi mancare una passeggiata al chiaro di luna in questa piazza.
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| Piazza del Popolo by night |
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| Piazza del Popolo by night |
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| Piazza del Popolo by night |
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| Piazza del Popolo by night |
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Piazza del Popolo by night
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