
In posizione appartata e tranquilla, appena fuori dal centro storico di Ascoli Piceno, davanti all'ex Chiesa di Sant'Ilario, si trova un luogo di culto molto caro ai fedeli ascolani: il Tempietto di Sant'Emidio alle Grotte.
Sant'Emidio fu il primo vescovo di Ascoli Piceno ed è il Santo patrono della città.
Sant'Emidio nacque a Treviri in Germania nel 273 da una nobile famiglia pagana. Si convertì al Cristianesimo grazie alle predicazioni di San Nazario e San Celso. Osteggiato dalla sua famiglia, partì per l'Italia con tre amici e venne consacrato a Milano.
Durante le persecuzioni di Domiziano fuggì a Roma dove gli vennero attribuite guarigioni miracolose, e per questo venne ordinato vescovo di Ascoli, città in cui guarì e convertì molti cittadini pagani. Il prefetto Polimio, credendolo l'incarnazione del dio Esculapio, gli chiese di offrire sacrifici agli dei e gli promise la figlia Polisia, ma Emidio rifiutò sia di offrire sacrifici, sia di sposare la figlia del prefetto che nel frattempo si convertì e si battezzò.
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| Sant'Emidio battezza Polisia (Lazzaro Giosafatti - 1730 - cripta della Cattedrale di Sant'Emidio) |
Emidio fu quindi arrestato, condannato a morte e decapitato il 5 agosto 303 nei pressi del Ponte Solestà, nel luogo in cui oggi sorge il Tempietto di Sant'Emidio Rosso che conserva sotto l'altare la pietra sulla quale fu decapitato il Santo.
La leggenda vuole che il Santo vescovo, con la testa tra le mani, si recasse per essere sepolto nel luogo in cui, sin dal 250, si trovavano le catacombe di Ascoli Piceno.
In questo luogo, dopo il seppellimento del Santo e di alcuni suoi discepoli, sorse un oratorio con altare.
Sant'Emidio è il protettore dei terremoti: si racconta infatti che quando a Treviri i suoi familiari lo volevano costringere a sacrificare agli dei, il tempio in cui erano crollò per un terremoto, e lo stesso accadde per i templi pagani ad Ascoli quando il prefetto voleva che il Santo sacrificasse agli dei. Inoltre, quando Sant'Emidio giunse ad Ascoli toccò le mura e solo i templi pagani crollarono in quel momento.
Quando nel 1703 il terremoto aquilano colpì anche Ascoli, nella città protetta da Sant'Emidio non si registrarono morti o danni gravi agli edifici cittadini. Come ex voto gli ascolani vollero erigere con le loro offerte un tempio nel luogo di sepoltura del loro patrono.
Fu così che tra il 1717 e il 1720/1721 fu costruito il Tempietto di Sant'Emidio alle Grotte.
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| Tempietto di Sant'Emidio alle Grotte |
Il progetto del luogo di culto fu affidato all'architetto Giuseppe Giosafatti, che si dichiarava allievo di Gian Lorenzo Bernini. Per questo tempietto s'ispirò a Pietro da Cortona e alla Chiesa di Santa Maria della Pace a Roma.
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| facciata del Tempietto di Sant'Emidio alle Grotte |
L'architetto progettò una facciata in travertino addossata alla parete tufacea delle tre grotte naturali che costituivano il luogo delle sepolture.
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| sezione del Tempietto di Sant'Emidio alle Grotte |
L'aspetto di questo luogo di culto ricorda i templi rupestri scavati nella roccia e con facciata monumentale di Petra, la città nabatea giordana e per questo il Tempietto di Sant'Emidio alle Grotte è soprannominato la "piccola Petra delle Marche".
La facciata è costituita da due piani sovrapposti. Il piano inferiore di ordine dorico presenta al centro un portichetto di forma ellittica a sei colonne, coronato da un cupolino con stemma del vescovo Giovanni Gambi, il committente del tempietto.
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| stemma del vescovo Giovanni Gambi sul cupolino della facciata del tempietto |
Una finestra e una nicchia vuota, intervallate da lesene, affiancano il portichetto da ambo i lati.
Il piano superiore, scandito da lesene, è raccordato al piano inferiore da volute. Alle estremità vi sono le statue di due Angeli con in mano la palma del martirio. Alla sommità della facciata è posto lo stemma di papa Clemente XI.
Varcato l'ingresso ci si trova in un luogo suggestivo. Lo spazio interno è diviso da pilastri in tre navate. Le pareti sono rivestite in pietra, le volte a crociera sono state realizzate in laterizio.
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| interno del Tempietto di Sant'Emidio alle Grotte |
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| interno del Tempietto di Sant'Emidio alle Grotte |
Sopra l'altare moderno (1955) è posta la statua in travertino raffigurante Sant'Emidio scolpita da Giuseppe Giosafatti.
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| statua di Sant'Emidio (Giuseppe Giosafatti - XVIII sec.) |
Dietro l'altare si trovano le fosse scavate nel tufo che accolsero i corpi di Sant'Emidio e dei suoi discepoli. Le spoglie rimasero in queste grotte per sette secoli, Nell'XI secolo i resti furono posti in un sarcofago romano de IV secolo e traslate nella cripta della Cattedrale di Sant'Emidio dove riposano ancor oggi sotto l'altare.
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| fosse dele sepolture |
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| fosse delle sepolture |
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| Cripta della Cattedrale di Sant'Emidio: sarcofago romano (IV sec.d.C.) con i resti di Sant'Emidio e dei suoi discepoli |
Una lapide con iscrizione in latino, affissa alla parete, commemora la costruzione della chiesa dedicata al Santo protettore della città, la data 1720 che ricorda l'anno di fine dei lavori di costruzione, e menziona il vescovo Giovanni Gambi, come committente del tempietto, e la traslazione delle reliquie del Santo avvenuta alcuni secoli prima.
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| lapide commemorativa |
Un'altra lapide con iscrizione in latino, posta sopra ad un'acquasantiera in pietra, riporta il documento di papa Clemente XI con cui si concede indulgenza a tutti i fedeli che visiteranno la chiesa in alcuni giorni dell'anno. Sulla lapide è riportata la data 20 aprile 1719 equivalente al XIX anno di pontificato di Clemente XI, e menziona il vescovo ascolano Giovanni come committente del tempietto.
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| lapide con documento papale per le indulgenze |
In una delle cavità tufacee è stato allestito un presepe.
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| presepe nelle grotte |
CURIOSITA': Si racconta che durante il tragitto che Sant'Emidio fece tra il luogo del suo martirio e il luogo di sepoltura, dalle gocce di sangue che lasciò lungo il cammino nacquero piantine di basilico, e che anche il sepolcro di Sant'Emidio fosse coperto da piante di basilico quando lo aprirono. E' per questo che all'alba, durante la festa in onore del Santo, si benedice questa pianta aromatica sul sagrato della Cattedrale tappezzato da migliaia di piantine.
Orari: sabato/domenica 15.00/18.00
Costo: offerta libera
CONCLUSIONI Il Tempietto di Sant'Emidio alle Grotte, oltre ad essere un importante luogo di devozione, è da considerarsi anche il prototipo di arte religiosa barocca delle Marche. Sarebbe un peccato non recarsi a visitarlo con una breve deviazione dal circuito di visita cittadino,
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