venerdì 3 luglio 2026

Un borgo nelle Marche: Offida, monumenti e chiese (seconda parte)


Continua in questo secondo post la visita del borgo medievale di Offida. 

A pochi passi da Piazza del Popolo si trova la Chiesa di Sant'Agostino e il Santuario Diocesano del Miracolo Eucaristico.

Chiesa di Sant'Agostino e Santuario del Miracolo Eucaristico

L'edificio di culto fu costruito nel XIV secolo in sostituzione della piccola Chiesa di Santa Maria Maddalena degli Agostiniani (XIII secolo).

L'attuale facciata ha un aspetto barocco (1686) con frontone, due nicchie e un rosone trecentesco murato. 

facciata della Chiesa di Sant'Agostino

Chiude il portale cinquecentesco in pietra bianca una porta bronzea, opera di Aldo Sergiacomi (1994) che raffigura la Donazione di Longino d'Azzone ai monaci di Farfa, la storia del Miracolo Eucaristico e alcuni Santi e Beati.

portale (XVI sec.) con porta bronzea (Aldo Sergiacomi - 1994)

Il campanile termina con un bulbo bizantino, e una cupola ottagonale è posta nel tiburio.

interno della cupola della Chiesa di Sant'Agostino

L'interno della chiesa è stato modificato e ampliato nel XVIII secolo. La chiesa a croce latina è a navata unica.

navata della Chiesa di Sant'Agostino

Lungo le pareti della navata, ornate da capitelli dorati, sono collocati sei altari sormontati da tele o statue.

primo altare parete destra: Adorazione dei Magi (Carlo Allegretti da Monteprandone - XVII sec.)

secondo altare parete destra: San Tommaso da Villanova (Ludovico Trasi - XVII sec.)

terzo altare parete destra: San Nicola da Tolentino (XVII sec.)

terzo altare parete sinistra: Immacolata Concezione

secondo altare parete sinistra: Madonna con Santi (F.Ricci da Fermo - 1761)

primo altare parete sinistra: Madonna di Genazzano (Nicola Monti - XVIII)

Lungo la navata vi sono anche nicchie che racchiudono statue di Santi Agostiniani (Sant'Agostino, San Fulgenzio, San Simpliciano, San Prospero, San Tommaso da Villanova e San Gelasio papa). Opera di Aldo Sergiacomi è la Via Crucis.

statua di Santo Agostiniano / Via Crucis (Aldo Sergiacomi)

statua di Santo Agostiniano / Via Crucis (Aldo Sergiacomi - 1952)

Sulla porta lignea che dava accesso alla Sacrestia è raffigurata un'Annunciazione di ambito marchigiano (XVIII secolo).

Annunciazione (ambito marchigiano - XVIII sec.)

Il controfacciata, sopra al portale d'ingresso, è posta una lapide affiancata da Angeli che commemora i lavori di restauro della chiesa e riporta la data 1763.

controfacciata della Chiesa di Sant'Agostino

Nel presbiterio sono sistemate due cantorie con organo.

presbiterio

L'altare maggiore in marmo è opera di Aldo Sergiacomi (1934).

altare maggiore (Aldo Sergiacomi - 1934)

Il coro a due ordini e i confessionali furono realizzati in radica di noce da Alessio Donati (XVIII secolo).

coro (Alessio Donati - XVIII sec.)

coro (Alessio Donati - XVIII sec.)

Dal coro si accede alla Cappella del Miracolo Eucaristico, posta su un piano sopraelevato rispetto all'abside.

accesso dal coro alla Cappella del Miracolo Eucaristico

In un'edicola protetta da una cancellata in ferro, sono conservati i resti del Miracolo Eucaristico avvenuto a Lanciano, borgo in Abruzzo, nel 1273 (nel borgo abruzzese sono rimaste parti delle reliquie).

edicola con le reliquie del Miracolo Eucaristico
Fanno parte di queste reliquie un'ostia convertita in sangue e carni umane, una tovaglia del XIII secolo e un coppo con macchie di sangue. Una parte dell'ostia è conservata in una croce in argento dorato (con raffigurazione di Gesù Crocifisso, dell'Addolorata, di San Giovanni Evangelista e di due Angeli), realizzata da un orafo veneziano nel XIV secolo.
A Lanciano, una certa Ricciarella moglie di Giacomo Stasio, consigliata da una fattucchiera prese durante la Comunione un'ostia consacrata e la portò a casa. Dopo aver messo un poco di fuoco su un coppo gettò l'ostia nel fuoco. Voleva mettere l'ostia polverizzata nel cibo del marito per riconquistare il suo amore. Ma miracolosamente l'ostia si convertì in carne sanguinante. Visto ciò la donna avvolse il coppo con l'ostia e il sangue in una tovaglia e seppellì il tutto sotto il letame della stalla. Sette anni più tardi la donna presa dal rimorso confessa il sacrilegio all'offidano padre agostiniano Giacomo Diotallevi (al tempo priore di Sant'Agostino a Lanciano), il quale trovò l'involto illeso e lo regalò ai suoi concittadini.

Sull'arco trionfale due Angeli reggono la scritta " ADORIAMO - LA TUA SANTA CROCE - ORNATA - DI TRE MIRACOLI - L'OSTIA - LA CARNE E IL SANGUE" in riferimento alle sacre reliquie conservate nella chiesa.

Angeli con scritta concernente le reliquie

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Molto vicina a Piazza del Popolo si trova Piazza XX Settembre, un tempo considerata il "salotto di Offida". 

Piazza XX Settembre / Fontana della Dea Flora

In questa piazza si trova la Fontana della Dea Flora, una fontana in ghisa con vasca ottagonale, decorata ai quattro angoli da due leoni e due aquile, e sormontata dalla raffigurazione della dea Flora, simbolo della Primavera, e da un Putto. La fontana, fusa in Francia, è stata realizzata in occasione dell'istallazione dell'acquedotto comunale (1887).

Fontana della Dea Flora (1887)

Fontana della Dea Flora (1887)

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Proseguendo su Via Roma s'incontra Palazzo Castellotti-Pignatelli, un palazzo costruito nel 1700 e ampliato nel 1856.

Via Roma

Il palazzo, proprietà del Comune dal 1998, è divenuto la sede di quattro musei: il Museo Archeologico "G. Allevi", il Museo del Merletto a Tombolo, il Museo delle Tradizioni Popolari e la Pinacoteca Comunale (ci sarebbe piaciuto visitarlo, ma nonostante fosse giornata e orario di apertura, abbiamo trovato il palazzo chiuso).

Polo museale Palazzo Castellotti- Pignatelli (XVIII/XIX sec.)

ingresso del Polo museale Palazzo Castellotti- Pignatelli (XVIII/XIX sec.)

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Poco più avanti, sulla Piazza Baroncelli, si ergono il Monastero e la Chiesa di San Marco.

Monastero e Chiesa di San Marco

Il monastero francescano trecentesco venne costruito pochi anni dopo la morte di San Francesco. Fu uno dei primi conventi francescani nelle Marche. Nel 1665 il monastero passò alle monache benedettine, presenti nell'edificio religioso ancora oggi.

La chiesa in stile barocco (1738) occupa la parte centrale di quella mendicante eretta nel 1359 in stile romanico-gotico. Sul lato Sud (Piazza Baroncelli) della chiesa vi sono un portale ad edicola del 1574, archetti gotici e monofore chiuse.

portale ad edicola e archetti del lato Sud della Chiesa di San Marco

portale ad edicola del lato Sud della Chiesa di San Marco

Purtroppo questa chiesa era chiusa durante la nostra visita a Offida.

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Continuando a camminare verso l'estremità occidentale del borgo si arriva alla Chiesa di Santa Maria della Rocca, una delle chiese più importanti di Offida e simbolo del borgo.

Chiesa di Santa Maia della Rocca

La chiesa, circondata da dirupi su tre lati della costruzione e considerata in passato esterna all'abitato, fu parzialmente demolita e rifatta nel 1330 dal Maestro Albertino su una chiesetta longobarda (XI secolo) che ne divenne la cripta. La chiesetta apparteneva ad un castello longobardo venduto all'Abbazia di Farfa da Longino di Azzone nel 1039.

Chiesa di Santa Maia della Rocca
La chiesa superiore e la cripta costituiscono un unico edificio in laterizio in stile romanico-gotico (anche se i loro ingressi sono posti sui due punti opposti della costruzione). 
Chiesa di Santa Maia della Rocca

La facciata della chiesa è a capanna. Due lesene racchiudono il portale con archivolto multiplo sormontato da una cuspide e un rosone in legno di quercia. 

facciata della Chiesa di Santa Maria della Rocca

facciata della Chiesa di Santa Maria della Rocca

portale della chiesa superiore

I fianchi settentrionale e meridionale della costruzione sono scanditi da lesene piatte. Il campanile della chiesa è a pianta quadrata e termina con una cuspide piramidale ottagonale.

fianco settentrionale della chiesa

fianco meridionale della chiesa e campanile

La facciata absidale della cripta e della chiesa (rivolto verso l'abitato) presenta lesene in travertino e due file di archetti trilobati sulla sommità. 

facciata absidale

lesene e archetti della facciata

archetti della facciata

lesene e archetti della facciata

Sono poche le finestre della struttura. Nella parte alta meridionale dell'abside si nota un'apertura con grata appartenuta all'antica chiesa, sotto la quale è posto un stemma dell'Abbazia di Farfa.

finestra della chiesa

finestra della chiesa

stemma dell'abate dell'Abbazia di Farfa / grata in pietra originaria

Sul lato absidale della cripta/chiesa si trova, preceduto da una scalinata, l'ingresso alla cripta, costituito da un portale trecentesco in travertino con falso protiro cuspidato decorato con foglie, animali fantastici e tortiglioni. Originariamente gli ingressi alla cripta erano tre: due a Sud (riservati ai monaci), e uno a Nord (riservato ai fedeli).

scalinata d'accesso alla cripta 

portale della cripta (XIV sec.)

decorazioni del portale

decorazioni del portale

decorazioni del portale
Varcato l'ingresso della cripta ci si trova in un ambiente ad emiciclo poligonale, con quattro colonne di stile lombardo in laterizio che sorreggono la volta. Le colonne, con capitelli smussati agli angoli e decorati con ovali, sorreggono arcate a sesto acuto e a tutto sesto.
zona absidale della cripta

zona absidale della cripta

zona absidale della cripta

zona absidale della cripta

Questo ambiente (abside centrale) è decorato con affreschi attribuiti al Maestro di Offida realizzati nel XIV/XV secolo. Nelle raffigurazioni si possono riconoscere: lo Sposalizio mistico di Santa Caterina, un San Cristoforo, e due raffigurazioni di Madonna col Bambino e Angeli.

Matrimonio mistico di Santa Caterina d'Alessandria (attr. Maestro di Offida - XIV/XV sec.)

Madonna col Bambino e Angeli (Maestro di Offida - XIV/XV sec.)

San Cristofaro (attr. Maestro di Offida - XIV/XV sec.)

Madonna col Bambino e Angeli (Maestro di Offida - XIV/XV sec.)

Sono anche affrescati San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista e il Battesimo di Cristo.

a sinistra: San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista / a destra: Battesimo di Cristo

Un'antica urna cineraria funge da acquasantiera.

Ai lati di questa abside centrale vi sono due piccole cappelle di forma poligonale con absidi divise in spicchi da costoloni e ricoperte da affreschi.
Nella cappella di sinistra il Maestro di Offida ha dipinto Storie della vita di Santa Caterina d'Alessandria.

cappella sinistra

abside della cappella sinistra

Storie della vita di Santa Caterina (Maestro di Offida)


Nei pressi dell'abside di questa cappella il Maestro di Offida ha affrescato una Madonna col Bambino (il Bambino tiene in mano un cardellino come in molte raffigurazioni dello stesso artista), e una Madonna del Latte affiancata da San Ludovico da Tolosa, Sant'Onofrio e Santo Stefano.

Madonna col Bambino (Maestro di Offida)

Madonna del Latte / San Ludovico di Tolosa / Sant'Onofrio / Santo Stefano (Maestro di Offida)

Madonna del Latte (Maestro di Offida)

Sulla parete destra della cappella un affresco raffigura la Madonna col Bambino e Sant'Antonio Abate, opera del Maestro Ugolino di Vanne.

 Madonna col Bambino e Sant'Antonio Abate (Maestro Ugolino di Vanne - 1428)

Il lastrone in arenaria dell'altare di questa cappella molto probabilmente è appartenuto prima ad un altare pagano.

Nell'abside della cappella di destra sono raffigurate Storie della vita di Santa Lucia, una Crocifissione, un'Incoronazione della Vergine, la Madonna della Misericordia e San Giovanni Evangelista.

abside della cappella di destra

affreschi: Storie della Vita di Santa Lucia /Crocifissione (Maestro di Offida)

affreschi: Storie della Vita di Santa Lucia / Incoronazione della Vergine (Maestro di Offida)

affreschi: Storie della Vita di Santa Lucia (Maestro di Offida)

affreschi: Storie della Vita di Santa Lucia (Maestro di Offida)

Madonna della Misericordia (Maestro di Offida)

San Giovanni Evangelista (Maestro di Offida)

Tre gradini fanno accedere al prolungamento della cripta (la chiesa originaria), divisa in tre navate da colonne in laterizio, tranne una in travertino.

cripta

cripta

cripta

Anche in quest'area della cripta sono presenti alcuni affreschi.

Sant'Antonio Abate

Sant'Apollonia

Nella muratura della parete Nord è stata ricavata una sepoltura, sormontata da un affresco raffigurante la Madonna in trono col Bambino e due Angeli.

sepoltura ricavata nella muratura

Madonna in trono col Bambino e due Angeli

sepoltura

Il vano posto dietro l'altare della cripta è diviso in quattro navate da tre file di colonne. 

altare della cripta (coperto da una tovaglia con merletto a tombolo di Offida e con immagine della Madonna del Palio)

vano della cripta dietro l'altare

vano della cripta dietro l'altare

E' da qui che con una scala a chiocciola si può accedere alla chiesa superiore.

scala di comunicazione tra cripta e chiesa

La chiesa superiore a croce latina è a navata unica. E' coperta da capriate lignee a vista ed è illuminata da due finestroni allungati che si aprono sulla parete meridionale.

chiesa superiore

Le pareti della navata un tempo erano interamente affrescate con affreschi trecenteschi. 

parete sinistra della navata

parete destra della navata

Lungo la parete destra e nell'ambone vi sono affreschi realizzati dal Maestro di Offida: Sepoltura di GesùCrocifissione.

Sepoltura di Gesù (Maestro di Offida)

particolare della Sepoltura di Gesù (Maestro di Offida)

particolare della Sepoltura di Gesù (Maestro di Offida)

Crocifissione (Maestro di Offida)

particolare della Crocifissione (Maestro di Offida)

Lungo la parete destra fu realizzata una Madonna in trono col Bambino e San Rocco, la pala affrescata nel XV secolo da Vincenzo Pagani per l'altare di Sant'Andrea (di cui rimane un solo frammento). E' l'unico affresco rinascimentale della chiesa.

Madonna in trono col Bambino e San Rocco (Vincenzo Pagani - XV sec.)

Lungo la parete sinistra rimangono oggi molti affreschi frammentari.

lacerti di affreschi lungo la parete sinistra

Tra gli affreschi di questa parete si trova la Madonna del Latte con San Sebastiano (XV secolo), opera di Fra' Marino Angeli da Santa Vittoria.

Madonna del Latte e San Sebastiano (Fra' Marino Angeli da Santa Vittoria - XV sec.)

Nell'ambone posizionato a mezza altezza di questa parete è stata posta una statua lignea cinquecentesca di San Benedetto da Norcia.

San Benedetto da Norcia (XVI sec.)

Rimangono lungo le pareti due altari in travertino realizzati nel XVI secolo. Hanno ospitato opere di Simone e Solertio De Magistris da Caldarola.

altare in travertino (XVI sec.)

altare in travertino (XVI sec.)


L'abside è suddivisa in spicchi da lunghi costoloni ed è illuminata da due lunghi finestroni.

abside della chiesa

Il catino absidale è stato affrescato nel 1423 da Ugolino di Vanne con Sette Profeti, Otto Sante Vergini, Dieci Angeli Musici.

catino absidale: Sette Profeti, Otto Sante Vergini, Dieci Angeli Musici (Maestro Ugolino di Vanne - 1423)

Nella parte bassa e centrale dell'abside si trova l'affresco della Fuga in Egitto realizzato dal Maestro di Offida. Nella parte bassa sinistra vi è il frammento di un affresco votivo fatto realizzare dal condottiero Baldassarre Baroncelli (1423).

altare e affreschi della parte inferiore dell'abside centrale

Fuga in Egitto (Maestro di Offida)

L'abside centrale è affiancata da due absidi più piccole che conservano solo pochi lacerti di affreschi sulle pareti e sull'altare di quella destra.

abside minore sinistra

lacerti di affresco dell'abside minore sinistra

abside minore destra

altare abside minore destra

affresco dell'abside minore destra

Sulla parete della controfacciata è posto un fonte battesimale nel quale fu battezzato il beato Bernardo di Offida.

fonte battesimale

Molti degli affreschi della Chiesa di Santa Maria della Rocca portano autografi, date e scritte di pellegrini e viaggiatori di varie epoche che hanno voluto lasciare testimonianza del loro passaggio...in passato non erano considerati vandalismi!

scritte e autografi sugli affreschi

scritte e autografi sugli affreschi

scritte e autografi sugli affreschi

Ritorniamo all'esterno della chiesa. Nel XVIII secolo fu demolito l'annesso cenobio e con il materiale di recupero fu costruita la collegiata. Agli inizi del XX secolo fu realizzata la costruzione adiacente al campanile per ospitare il personale di custodia della chiesa.

campanile e costruzione per il personale di custodia della chiesa

Nel giugno del 1944 la chiesa fu minata con trentacinque mine dai Tedeschi, ma nessuna esplose. A testimoniare l'accaduto rimane una targa nella chiesa superiore.
Un'altra testimonianza drammatica dell'ultima guerra è una bomba inesplosa (e disinnescata) sul prato vicino al campanile.

bomba disinnescata lasciata ai piedi della chiesa

lapide nella chiesa superiore che commemora l'intercessione della Vergine 

I contrafforti furono aggiunti nel 1946. La chiesa è divenuta proprietà del Comune nel 1891.

CURIOSITA': su un gradino della scalinata che conduce all'ingresso della cripta è stato scolpito un agnellino. Si dice che porti fortuna toccarlo.

agnellino portafortuna scolpito su un gradino della scalinata della cripta

Da questo estremo dell'abitato non dimenticate di dare uno sguardo verso i dintorni di Offida che comprendono tre parchi nazionali: il Parco dei Monti Sibillini, il Parco del Gran Sasso e il Parco della Maiella.

panorama dalla Chiesa di Santa Maria della Rocca

panorama dalla Chiesa di Santa Maria della Rocca

panorama dalla Chiesa di Santa Maria della Rocca

panorama dalla Chiesa di Santa Maria della Rocca

panorama dalla Chiesa di Santa Maria della Rocca

panorama dalla Chiesa di Santa Maria della Rocca

panorama dalla Chiesa di Santa Maria della Rocca

Orari: secondo la stagione
           in inverno solo sabato e domenica   10.00/13.00   15.00/18.30
           in estate visitabile tutti i giorni
Costo: 4 €


CONCLUSIONI                                                                                                                   Con la Chiesa di Santa Maria della Rocca, uno dei simboli offidani, finisce il nostro tour tra monumenti e chiese di Offida, un borgo che ci ha stupito per i suoi numerosi siti artistici e per l'affabilità delle persone incontrate. 


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