giovedì 9 luglio 2020

Amsterdam: il Museo Ons' Lieve Heer op Solder


Tra i tanti e più svariati musei che Amsterdam propone ai suoi visitatori, il Museo Ons' Lieve Heer op Solder è tra quelli che offrono maggiormente l'opportunità di potersi calare nelle atmosfere del Seicento e del cosiddetto "Secolo d'Oro".

Il Museo Ons' Lieve Heer op Solder, il cui significato letterale è "Museo di Nostro Signore in soffitta", è dopo il Rijksmuseum il museo più antico di Amsterdam.
Fu infatti aperto il 28 aprile 1888.

L'edificio moderno che accoglie il visitatore non fa sospettare a chi entra in questa casa-museo di varcare l'uscio di una tipica casa olandese del XVII secolo, che nasconde all'ultimo piano una particolare sorpresa.

Il 10 maggio 1661 Jan Hartman, ricco commerciante di stoffe (in particolare di bancheria) e riscossore delle imposte sul vino, comprò una casa sul Oudezijds Voorburgwal, uno dei più centrali canali del Grachtengordel, il distretto centrale di Amsterdam.
Insieme a questa casa acquistò le due case sul vicolo adiacente.

Oudezijds Voorburgwal
Dopo il 1578, anno della Riforma protestante, i calvinisti avevano requisito le chiese cattoliche e avevano vietato ai cattolici di celebrare i loro riti negli edifici pubblici.
Ma pian piano tollerarono che gli abitanti di Amsterdam di altre religioni si potessero riunire privatamente per le loro funzioni e costruissero chiese che esternamente non sembrassero luoghi di culto: dovevano essere in edifici già esistenti, non dovevano avere una torre, non dovevano suonare le campane e i cori non dovevano essere uditi all'esterno.

Chiese nascoste in Amsterdam 1598/1853
Jan Hartman era di origini tedesche e dopo aver lavorato ad Amsterdam come garzone di fornaio, divenne un imprenditore.
Si trasferì in questa nuova residenza quando aveva 42 anni, insieme alla sua famiglia composta dalla moglie e da cinque figli.
Era un fervente cattolico, ed è per questo che pensò di realizzare agli ultimi piani delle sue tre case una chiesa clandestina.
Tra il 1661 e il 1662 Hartman fece perciò ristutturare le sue case collegandole tra loro.
Lui e la sua famiglia abitavano nei primi due piani e una parte dell'edificio venne affittato a don Petrus Parmentier, al quale Hartman forniva anche il vino per le funzioni religiose.
Il museo così particolare che si è creato all'interno di questa abitazione permette di scoprire istanti della vita quotidiana e contemporameamente di vita sociale e religiosa di più di 350 anni fa.
ingresso del Museo Ons' Lieve Heer op Solder
Entrati nell'edificio moderno dove si trova la biglietteria, si scende una rampa di scale per poter passare sotto la strada che divide l'edificio moderno dalla casa seicentesca e incominciare la visita del sito.

passaggio dall'edificio moderno a quello antico
Nei sotterranei si trova una sala audiovisiva dove apprendere notizie sul luogo che si sta per visitare e sul "Secolo d'Oro".
 
sala video
Qui inoltre si trova un modellino delle tre case che aiuta il visitatore ad orientarsi all'interno dell'abitazione.

modellino del Museo Ons' Lieve Heer op Solder
modellino del Museo Ons' Lieve Heer op Solder
In questa sala ci si può munire dell'audioguida che descrive molto dettagliatamente il museo e le singole sale che si attraverseranno.
Si sale al pian terreno della casa antica dove si attraversa una saletta che fungeva da Anticamera, con camino in marmo grigio, stufa e finestre che si affacciano sul canale.
Nel XVII secolo questo ambiente ospitava un negozio, e venne ampliata e incorporata alla casa solo nel 1770.
La stanza, praticamente vuota, è decorata come nel 1888 quando la casa divenne un museo.

Anticamera con camino e stufa
affaccio della sala sul canale
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Dall'Anticamera si passa nel corridoio d'ingresso dell'abitazione.
L'uscio di casa che affaccia sul canale era preceduto da una scaletta.

ingresso dell'abitazione
uscio sul canale
Atrio visto dal piano superiore
Nel corridoio d'ingresso si trova una nicchia in arenaria con testo del 1908 dedicato alla memoria di Bernardus De Bont, reggente e creatore della "Fondazione Amstelkring" che preservò quest'edificio alla fine del XIX secolo.

La nicchia originariamente conteneva una statua e proviene dalla Heilige Stede, la cappella del 1346 sulla Kalverstraat sorta sul luogo in cui avvenne il "Miracolo Eucaristico di Amsterdam".

nicchia con scritta nell'Atrio
corridoio verso la cucina
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Tramite un altro stretto corridoio si giunge alla Cucina del XIX secolo, una delle due cucine della casa.

Cucina del XIX secolo
Cucina del XIX secolo
stufa-camino della Cucina del XIX secolo
Questa cucina che si trova al pian terreno dell'edificio principale fu costruita nel 1888 dal portiere del museo.
La cucina è piastrellata con piastrelle di Delft del XVII secolo, smaltate in bianco con disegni in blu che raffigurano bambini che giocano.
Vi si trovano anche un camino-stufa e un acquaio.

piastrelle in ceramica di Delft della cucina del XIX secolo
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Salendo una rampa di scale si accede alla Momkamer, la cosiddetta Stanza della birra.

scale che conducono al primo piano
Questa stanza prende il nome dai vari tipi di birra, i "mom", che venivano prodotti nel birrificio che si trovava in questo edificio quando venne preso in affitto dalla famiglia Van der Meulen.
Nella piccola sala sono esposti i ritrovamenti di un pozzo nero scoperto sotto una delle case sul vicolo durante i lavori di ampliamento del museo compiuti nel 2013.
In questo pozzo nero vennero riversati tra il 1650 e il 1800 i rifiuti della cucina, della latrina e gli oggetti in vetro o ceramica non più utilizzabili.

Stanza della birra: esposizione dei ritrovamenti del pozzo nero della casa
Stanza della birra: esposizione dei ritrovamenti del pozzo nero della casa
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La visita prosegue salendo un'altra rampa di scale in legno che conducono al primo piano dell'abitazione.
Su questo piano si trova il Sael, Salone di rappresentaza, la sala principale della casa che occupa due piani, dove Jan Hartman riceveva i suoi ospiti.

scale d'accesso al primo piano
camino del Salone
Lo stucco giallo con una punta di arancione dell'ambiente risale al XVII secolo.
Durante il "Secolo d'Oro" andava di moda lo stile Classicismo olandese ed è per questo che l'ambiente appare nelle sue decorazioni simmetrico: i nove cassettoni del soffitto in rovere dorato e decorati con ghirlande vegetali sono riportati anche nel disegno del pavimento in marmo bianco con fasce nere, i mobili sono dispisti lungo le pareti, al camino corrisponde sul lato opposto un armadio in noce.

soffitto a cassettoni del Salone
Una delle porte ai fianchi dell'armadio è finta proprio per rispettare la simmetria della sala.

armadio a muro del Salone
Il camino del salone con colonne in marmo nero venato di bianco porta lo stemma di Jan Hartman e della moglie Lysbeth Jans, disegnato dai padroni di casa nonostante che la loro famiglia non fosse nobile.

Sul camino è posta la copia di un dipinto di Andrea Schiavone che raffigura la Presentazione al Tempio.

Presentazione al Tempio (copia dell'originale di Andrea Schiavone - XVII sec.) e stemma della famiglia Hartman e Jans
Altri dipinti si trovano sulla parete che fronteggia le tre grandi finestre.
La consolle olandese ha un supporto in legno dipinto che simula il marmo.

consolle e dipinti appesi nel Salone
Vigilia di S.Nicola (Richard Brakenburg)
Accanto al camino si trova un mobile per contenere oggetti preziosi e di collezionismo con pannelli interni dipinti da Frans Francken II con scene della Parabolola del figliol prodigo.
Il mobile realizzato nei Paesi Bassi meridionali, è diviso in due parti: la parte superiore risale al XVII secolo mentre quella inferiore al XIX secolo.

mobile con pannelli dipinti con scene della Parabola del figliol prodigo (Frans Francken II)
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Sempre sullo stesso piano, accessibile tramite un'angusta scala in legno del XVII secolo, si trova il Soggiorno, che affacciandosi sul canale viene chiamato anche "Sala del canale".

scale del XVII secolo
Il soffitto è la parte più antica della stanza (1620), mentre la forma e le dimensioni della sala risalgono al 1663.

Soggiorno
Originariamente il pavimento era allo stesso livello della Stanza del Cappellano, ma fu poi abbassato per aumentare l'altezza della stanza.
In questa sala gli abitanti della casa passavano la maggior parte delle ore del giorno e anche la notte: non vi era all'epoca una spartizione tra zona notte e zona giorno nelle abitazioni, e si dormiva in armadi letto le cui tende (o ante) di giorno venivano chiuse.

armadio-letto
letto nell'armadio
Le pareti di questo ambiente sono state come all'epoca coperte con un rivestimento tessile che è stato realizzato sul disegno di una parte di tessuto rimasto nel castello svedese di Skokloster.

rivestimento tessile appeso alle pareti del Soggiorno
La stufa è una replica di una del XVII secolo.

stufa del Soggiorno
Sulle pareti sono appesi dipinti su tela o su tavola di artisti seicenteschi (Jacob van Ruisdael, Jan van Goyen e Cornelis de Vos ).

a sinistra: Paesaggio roccioso con cascata (Jacob van Ruisdael) / a destra: Castello sulla riva di un fiume (Jan van Goyen).
La carità di S.Nicola (Cornelis de Vos - 1640)
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Le stesse scale del XVII secolo che permettono di accedere al Soggiorno, proseguono per condurre alla "Tussenkamer" ("Stanza di passaggio"), o Stanza del cappellano, così chiamata perché si pensa che fosse l'alloggio del cappellano della chiesa in soffitta.

scale del XVII secolo
La stanza è visibile attraverso il vetro di una finestra del corridoio adiacente.

corridoio su cui s'affaccia la finestra della Stanza del cappellano
finestra entro la quale vedere la Stanza del cappellano
Stanza del cappellano
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Salendo un'ultima rampa di scale si arriva alla "Ons’ Lieve Heer op Solder": la chiesa nascosta di "Nostro Signore nel sottotetto".

Chiesa di Nostro Signore nel sottotetto
Chiesa  di Nostro Signore nel sottotetto
Questa chiesa è l'unico luogo di culto segreto rimasto al suo stato originale, anche se oggi conserva l'aspetto che aveva nel 1862, quando il colore predominante era un rosa antico chiamato viola "caput mortuum".

Nel XVIII secolo fu ampliata la seconda galleria e portato avanti l'altare.

La chiesa poteva ospitare 150 persone, che salivano le scale interne della casa per raggiungere la sommità dell'edificio.
La chiesa venne utilizzata ogni domenica fino al 1887.
L'anno successivo l'edificio venne trasformata in museo.

Il pavimento è coperto come all'epoca da tappeti in giunco: in passato i tappeti erano stati realizzati nei Paesi Bassi, quelli odierni sono stati fabbricati in Inghilterra.
Le lampade a gas che illuminavano la sala sono state rimpiazzate da lampade identiche ma elettriche.

L'altare barocco fonde insieme pittura, scultura e architettura.

altare
altare visto dalla prima galleria
La pala d'altare di Jacob de Wit raffigura il Battesimo di Cristo nel Giordano (1716) ed è sormontato dalla raffigurazione in stucco di Dio Padre e dello Spirito Santo (rappresentato sotto forma di colomba), circondati da nuvole e putti.
I soggetti degli stucchi e della pala formano insieme la Trinità.

Battesimo di Cristo nel Giordano (Jacob de Wit- 1716)
stucchi dell'altare: Dio Padre, la colomba dello Spirito Santo, nuvole e putti
Ma questa non era l'unica pala d'altare che si poteva vedere nella chiesa: durante l'anno poteva infatti essere sostituita da quelle delle varie festività.
Due di queste sono ancora conservate nel museo, nella sala dietro l'altare della chiesa: la Risurrezione di Cristo per la Pasqua e la Discesa dello Spirito Santo per la Pentecoste.

pale d'altare: Risurrezione e Discesa dello Spirito Santo
Risurrezione
Discesa dello Spirito Santo
Per una razionalizzazione degli spazi, il pulpito in mogano del 1740 è mobile: è immagazzinato in un armadio nascosto nella colonna sinistra dell'altare (per la sua fragilità viene utilizzato oggi solo durante la messa di Natale).

In origine non vi erano sedie nella chiesa: le panchine lungo la navata più vicine all'altare erano occupate dai dignitari, mentre le persone meno importanti occupavano i due piani di gallerie raggiungibili tramite scale poste in un'anticamera o dietro l'altare.

panchine vicino all'altare riservate ai dignitari
panche e gallerie
prima galleria
seconda galleria
gallerie
scale d'accesso alle gallerie
L'organo è stato realizzato nel 1794 da Hendrik Meyer del quale è visibile il monogramma.

organo (Hendrik Meyer - 1794)
tastiera dell'organo
monogramma di Hendrik Meyer sull'organo
L'organo è posto di fronte all'altare al primo livello delle gallerie.
E' in stile Luigi XVI ed è decorato con una sirena, con simboli dell'Antica e della Nuova Alleanza  e da putti con strumenti musicali.

decorazioni dell'organo: sirena, simboli dell'Antica e Nuova Alleanza e putti con strumenti musicali
Lo spazio dietro l'organo era occupato dal coro che cantava il canto gregoriano.

Sulle pareti della chiesa sono appesi alcuni dipinti tra i quali La Discesa dalla Croce di Pieter Coecke van Aeist, affiancata dalle figure di Giuseppe di Arimatea e di Maria Maddalena, e l'Incoronazione di spine di Adriaen Van de Velde.

La Discesa dala Croce (Pieter Coecke van Aeist - 1535 ca.)
particolare de La Discesa dala Croce (Pieter Coecke van Aeist - 1535 ca.): Giuseppe di Arimatea con la corona di spine
particolare de La Discesa dala Croce (Pieter Coecke van Aeist - 1535 ca.): Cristo morto, la Vergine, S.Giovanni e Nicodemo
particolare de La Discesa dala Croce (Pieter Coecke van Aeist - 1535 ca.): Maria Maddalena con l'unguento
Incoronazione di spine (Adriaen Van de Velde)
Altre scale conducono all'Attico dove veniva conservata la biancheria e dove oggi sono esposte due statue: la Madonna col Bambino e S.Giuseppe col Bambino.

Attico con statue della Madonna col Bambino e S.Giuseppe col Bambino
In quest'ambiente si vede penzolare una corda che fa parte di un sistema di carrucole per portare la biancheria in cima alla casa.
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Dietro l'atare maggiore della chiesa è stato ricavato uno spazio per una piccola cappella dove è posto un altare dedicato alla Vergine Maria.

Cappella di Maria
La statua policroma della Madonna col Bambino in legno di tiglio è stata scolpita nei Paesi Bassi intorno al 1690.

Madonna col Bambino (Paesi Bassi - 1690 ca.)
Appeso sulla parete destra della cappella si trova una Natura morta con simboli della Vergine Maria di Dirck de Bray.

Natura morta con simboli della Vergine Maria  (Dirck de Bray)
Di fronte alla Cappella di Maria si trova una piccola Sagrestia dove sono conservati alcuni paramenti religiosi.

Sagrestia
cassetti della Sagrestia
paramenti religiosi
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La visita prosegue scendendo le scale dietro l'altare per accedere al piano inferiore dove nel 1740 è stato realizzato un Confessionale.

Confessionale
In quest'ambiente originariamente vi era il soggiorno della seconda casa sul retro.
Da alcuni resti dell'originale carta da parati a motivi gotici che copriva i muri di questo ambiente, si è potuto riproporre l'apparato decorativo della stanza.

resti dell'originale carta da parati e rifacimento
Accanto al confessionale si trova il fonte battesimale.

fonte battesimale
In un armadio in legno sono esposti alcuni oggetti in argento della chiesa e la statua di S.Nicola, patrono di Amsterdam e protettore dei naviganti.

oggetti in argento
oggetti in argento
statua di S.Nicola
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Scendendo altri gradini ci si trova nella Camera Leeuwenberg.
La stanza prende il nome da Jaap Leeuwenberg, ex dirigente del museo e mecenate delle belle arti.

Camera Leeuwenberg
In realtà questa era la camera da letto-studio del sacerdote che prestava servizio nella chiesa in soffitta.

Come già accennato il primo sacerdote al quale Jan Hartman affittò per 250 fiorini l'anno l'ambiente nella seconda casa sul vicolo fu Petrus Parmentier, prete e missionario dell'Ordine degli Eremitani di Sant'Agostino.

Ritratto di Petrus Parmentier
Il sacerdote officiò qui dal 1663 al 1671, e nonostante Jan Hartman avesse aggiunto un codicillo al contratto che garantiva al prete di rimanere ad abitare nella sua casa anche dopo la sua morte (Hatman morì a 49 anni), Parmantier fu costretto a lasciare l'abitazione perché gli eredi dovettero vendere la proprietà per i debiti accumulati dal padrone di casa.
La stanza era prima divisa in due ambienti.
Il pavimento in pietra bianca e nera è stato riscoperto nel 1960 sotto le assi di legno che lo coprivano.

Sul fondo della stanza si trova un armadio-letto, mentre dal'altra parte dell'ambiente si trova una balaustra e una stretta scala a chiocciola che conduce alle cucine sottostanti.

balaustra e scala a chiocciola
scala a chiocciola
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Scendendo con la ripida scala al piano terra si possono visitare le Cucine del XVII secolo, vissute fino al 1952.

scala e Cucine del XVII secolo
Cucine del XVII secolo
Le cucine sono divise in tre parti.
L'area frontale con la porta che conduce sul vicolo era un'area di lavoro o un negozio.
Le alte finestre permettevano di far entrare nell'ambiente più luce.

area frontale delle cucine con uscita sul vicolo
Piastrelle di ceramica di Delft, camino e pavimento in lastre di pietra della parte centrale sono originali.

parte centrale delle cucine
tavolo apparecchiato con oggetti del XVII secolo
camino del XVII secolo
piastrelle in ceramica di Delft (XVII sec.)
illuminazione
Il retrocucina, dove si faceva il bucato e venivano conservati gli alimenti, era invece un ambiente buio.
L'acqua era pompata dal pozzo.

piano di lavoro del retrocucina
acquaio nel retrocucina
parte centrale della cucina vista dal retrocucina
Un piccolo gabinetto è collocato dietro una porta.

gabinetto
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Nele Cantine della casa è stata allestita un'area espositiva che raccoglie reperti della chiesa: candelieri, ostensori, paramenti.

esposizione museale nelle cantine
esposizione museale nelle cantine
candelabri e ostensorio
paramento liturgico
Tra i pezzi qui esposti una statua di S.Pietro che con un'altra di S.Paolo provengono da un'altra chiesa clandestina, una Crocifissione con donatori e Santi di Jacob Cornelisz, un rilievo in alabastro di Eva che regge una mela.

S.Pietro (1740)
Crocifissione con donatori e Santi  (Jacob Cornelisz - 1515)
a sinistra: Eva che regge una mela
Sacra Famiglia
dipinti esposti
una teca dell'esposizione
Lungo le pareti dello spazio espositivo e salendo la scala che ci conduce di nuovo nella sala video, si può notare l'accostamento tra la muratura antica e la ristrutturazione moderna.

scala moderna e muro antico
La chiesa nascosta in soffitta ebbe nei secoli vari nomi: venne inizialmente chiamata "Het Hart" da Jan Hartman che la fece costruire, poi venne chiamata "Het Haantje" con corruzione del nome del  vicolo Heintje Hoekssteeg su cui la chiesa si affaccia, successivamente tra il 1854 e il 1885 venne chiamata "Parochie Kerk van den H.Nicolaus binnen de veste"  (="Chiesa parrocchiale di S.Nicola all'interno delle mura") ed infine "Ons Lieve Heer op Solder" (="Nostro Signore in soffitta").

Il Museo Ons' Lieve Heer op Solder si trova nel De Wallen, il "Quartiere a luci rosse" di Amsterdam: fin dal tardo medioevo in quest'area della città si praticava la prostituzione e sebbene sia stata vietata in certi periodi, non è mai scomparsa.
Ma in contrasto con ciò, oltre a questa chiesa nascosta, in questo quartiere si trova anche la Oude Kerk, la chiesa più antica di Amsterdam.

Con l'arrivo dei Francesi (1795) si potè ritornare a costruire vere chiese ad Amsterdam, ma questi luoghi di culto non furono eretti sino al 1860.
La nuova chiesa dedicata a S.Nicola, la Sint-Nicolaasbasiliek, fu costruita tra il 1885 e il 1887 non lontano dalle due chiese che erano state dedicate al patrono di Amsterdam (l'Oude Kerk e la chiesa clandestina di Ons' Lieve Heer op Solder).

le guglie delle torri dell'Oude Kerk viste dalle finestre della Ons' Lieve Heer op Solder
Sint-Nicolaasbasiliek
Molte chiese clandestine furono distrutte o convertite in appartamenti.
La conservazione della "Chiesa in soffitta" si deve alla sua immediata conversione in museo e alla volontà di celebrare ancora i riti religiosi (ancor oggi si celebrano matrimoni, battesimi, le feste religiose più importanti e una volta al mese la Messa domenicale).

chiese nascoste 1578/1853

www.opsolder.nl/it
Orari:     lunedì/sabato  10.00/18.00      domenica  13.00/18.00
Costo:    12,50 €   con audioguida in italiano
ATTENZIONE: non sono ammessi i tacchi a spillo


CONCLUSIONI
Spinge la voglia di visitare il Museo Ons' Lieve Heer op Solder il valore culturale e storico ad esso collegato.
Questo sito è stato scelto come simbolo della tolleranza di Amsterdam.
E' affascinante scoprire, stanza dopo stanza, la storia di questa dimora e dei suoi abitanti, e nello stesso tempo di una società che era costretta a non ostentare il suo credo ma nello stesso tempo poteva riunirsi e celebrarlo in assemblea (150 persone che entrano in una casa non passano di certo inosservate!).
Salire le strette, ripide e consumate scale di questa abitazione è come fare un viaggio indietro nel tempo per rivivere le atmosfere seicentesche dipinte da famosi pittori olandesi, che magari si sono vedute nelle collezioni di dipinti esposti nei musei importanti di Amsterdam.


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