mercoledì 15 aprile 2026

Recanati: sulle orme di Giacomo Leopardi

Sui banchi di scuola abbiamo imparato a memoria (almeno quelli della mia generazione) le poesie di uno dei più grandi letterati italiani, Giacomo Leopardi, amandole e immaginando i luoghi da lui descritti e vissuti. Molti di noi hanno avuto il desiderio poi di vedere realmente i luoghi descritti in quelle poesie e conoscere più da vicino le fonti d'ispirazione di quelle liriche. 

Ecco quindi per costoro un post dedicato ai luoghi di Giacomo Leopardi.

Giacomo Leopardi nacque il 29 giugno 1798 dal conte Monaldo Leopardi e da Adelaide dei marchesi Antici a Recanati

"Il natio borgo selvaggio

                                                                   (da "Le Ricordanze" - Giacomo Leopardi)

 un borgo marchigiano all'epoca facente parte dello Stato Pontificio. 
Ritratto di Monaldo Leopardi (Giovanni Gallucci - Museo Villa Colloredo Meis)

Ritratto di Adelaide Antici (Giovanni Gallucci - Museo Villa Colloredo Meis)

Giacomo Taldegardo Francesco Salesio Xaverio Pietro Leopardi, questo il suo nome completo, era il primogenito di dieci figli che ebbe la coppia (solo cinque sopravvissero alla prima infanzia) e visse la sua fanciullezza e la sua adolescenza nel palazzo, che oggi viene chiamato Casa Leopardi.

" Ove abitai fanciullo"

                                                            (da "Le Ricordanze" - Giacomo Leopardi) 

Casa Leopardi

Il palazzo è ancora oggi abitato dai discendenti di Pierfrancesco, l'unico dei fratelli di Giacomo che ebbe una discendenza, ma si ha la possibilità di visitare alcune sue parti tramite visite guidate. 

Nel frantoio del palazzo è poi allestito il Museo Leopardi che permette di conoscere più da vicino il poeta, anche tramite oggetti appartenuti a lui o alla famiglia.


A Casa Leopardi e al Museo Leopardi dedicherò un post a parte.

Il Palazzo Leopardi si affaccia su quella che oggi, in omaggio ad una famosa poesia di Leopardi, viene chiamata Piazzuola del Sabato del Villaggio.

 "I fanciulli gridando su la piazzuola in frotta, e qua e là saltando, fanno un lieto romore"

                                                    (da Il Sabato del villaggio - Giacomo Leopardi) 

Piazzuola Il Sabato del Villaggio

Piazzuola Il Sabato del Villaggio

Piazzuola Il Sabato del Villaggio

Su questa piazzetta affaccia la Chiesa di Santa Maria di Montemorello, la chiesa in cui Giacomo Leopardi fu battezzato il 30 giugno 1798 dallo zio del padre Luigi Leopardi. 

Chiesa di Santa Maria di Montemorello

Nella chiesa è conservato l'atto di battesimo del poeta che ebbe la nonna paterna Virginia Mosca Leopardi come madrina e il nonno materno Filippo Antici come padrino. 

atto di battesimo di Giacomo Leopardi

Nel Museo Leopardi è invece esposto l'abito da battesimo di Giacomo (usato poi dai fratelli e dai discendenti di casa Leopardi),la fascia battesimale e la partecipazione di nascita del poeta.

abito di battesimo di Giacomo Leopardi (XVIII sec.)

partecipazione di battesimo di Giacomo Leopardi (Museo Leopardi)

La chiesa, che prende il nome da uno dei tre castelli in cui Recanati era suddivisa, esisteva già nel XIII secolo, ma fu ricostruita con linee rinascimentali da Pier Nicolò e Orazio Leopardi nella seconda metà del Cinquecento, divenendo la cappella privata della famiglia. 

La chiesa ha una facciata a capanna. Il campanile, di forma triangolare con cupola a cipolla, è provvisto di un orologio scolpito nel muro.

L'interno presenta un'unica navata e un doppio ordine laterale di colonne (uno rosso e uno bianco).

navata della Chiesa di Santa Maria di Montemorello

controfacciata della chiesa

Il campanile e i soffitti furono rifatti nell'Ottocento e Giacomo Leopardi fu presente il giorno dell'inaugurazione (Corpus Domini 1823).

Rilevante è l'affresco raffigurante la Vergine Maria posto sopra l'altare.

altare maggiore con affresco della Vergine Maria

In questa chiesa Giacomo Leopardi si recava a pregare e a servire messa come chierichetto. Vi è conservato nell'interno della chiesa un banco su cui sedevano i membri della famiglia Leopardi per assistere alle funzioni.

banco della famiglia Leopardi

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Sempre davanti a Casa Leopardi si trova un edificio in cui oggi si trova la biglietteria per le visite del palazzo e del museo, ma che un tempo ospitava al pian terreno le Scuderie del palazzo.

a sinistra: Scuderie del palazzo / a destra: Palazzo Leopardi

Scuderie del palazzo

Le Scuderie furono fatte costruite nel 1796 dal conte Monaldo. 

Il pian terreno era adibito a stalla e rimessa, mentre al primo piano si trovavano gli alloggi per alcuni domestici, i cosiddetti "famigli".


                                                                    (da "A Silvia" - Giacomo Leopardi)

E' qui che viveva Teresa Fattorini, la giovane figlia del cocchiere chiamata Silvia dal poeta nel canto omonimo. La ragazza che tesseva cantando, simbolo delle speranze e dei sogni giovanili, aveva destato l'affetto del poeta. Gli sguardi dei due giovani si poterono incrociare affacciandosi dalle finestre dalle rispettive abitazioni...ma per poco, perché Teresa morì di tisi a soli 21 anni il 30 settembre 1818.

sguardo dalla finestra della Biblioteca di Casa Leopardi verso le Scuderie e la Casa di Silvia

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A lato del Palazzo Leopardi si trova il Centro Nazionale Studi Leopardiani, un'istituzione fondata nel 1937 per il primo centenario della morte del poeta.

Centro Nazionale di Studi Leopardiani

Nell'edificio in stile razionalista si trova un archivio che conserva documenti (manoscritti, autografi, lettere di Giacomo Leopardi e famiglia) del XVIII/XIX secolo, una sezione audiovisiva e una biblioteca che si compone di 30.000 unità bibliografiche.

Orari: lunedì/sabato    10.00/14.00

Nell'edificio vi è anche un'area museale che, attraverso un percorso multimediale diviso in cinque stanze, guidati dalle voci di Lella Costa e Massimo Popolizio, aiuta a comprendere meglio "L'Infinito", un idillio in 15 endecasillabi sciolti (facente parte dei Canticomposta nel 1819 da Giacomo Leopardi.

 
Dopo aver ascoltato le declamazioni de L'Infinito fatte da attori famosi, chi volesse (come mio marito) dare una propria lettura del testo di questa poesia, può mettersi alla prova in una piccola sala di registrazione, e poi ritrovare la propria tra le tante registrazioni di altri visitatori.

Orari: controllare il sito
Costo: 9 €

Usciti dall'edificio si nota sul vicino muro del Convento di Santo Stefano l'altorilievo realizzato nel 1898 per il primo centenario della nascita di Giacomo Leopardi. E' qui raffigurato il busto di Giacomo Leopardi insieme ad una figura allegorica maschile (forse il Genio familiare) e una femminile (la poesia o la creatività).

altorilievo dedicato al primo centenario della nascita di Giacomo Leopardi

Non molto distante si trova l'ingresso dell'Orto sul Colle dell'Infinito, il giardino del medievale Monastero di Santo Stefano

ingresso dell'Orto sul Colle dell'Infinito


Il Monte Tabor sul quale si trova l'Orto fu definito nel 1837 "Colle dell'Infinito" perché questo luogo (all'epoca abbandonato), in cui Giacomo Leopardi spesso si recava e si sedeva davanti ad un panorama in parte celato da una siepe, fu la fonte d'ispirazione della famosissima lirica "L'Infinito"
"Sempre caro mi fu quest'ermo colle, 
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude."
                                                                      (da "L'Infinito" - Giacomo Leopardi)

panorama dall'Orto sul Colle dell'Infinito

panorama dall'Orto sul Colle dell'Infinito

panorama dall'Orto sul Colle dell'Infinito

L'Orto, che si affaccia verso Sud e spazia sino ai Monti Sibillini, è stato riaperto al pubblico dal FAI nel 2019, ed è il proseguimento dell'area museale del Centro Nazionale di Studi Leopardiani
In religioso silenzio si possono percorrere i sentieri dell'Orto e meditare sugli 
"...interminati spazi al di là di quella, e sovraumani silenzi, e profondissima quiete". 
                                                                     (da "L'Infinito" - Giacomo Leopardi)

Orto sul Colle dell'Infinito

Orto sul Colle dell'Infinito

Orto sul Colle dell'Infinito

Orto sul Colle dell'Infinito

Orto sul Colle dell'Infinito

Orto sul Colle dell'Infinito

Orto sul Colle dell'Infinito

Orto sul Colle dell'Infinito

Orto sul Colle dell'Infinito

Giacomo Leopardi fu anche ispirato da questo luogo per le composizioni delle liriche "Alla Luna" e "Passero Solitario".

Orari: aprile/settembre  martedì/domenica  10.30/19.00
           lunedì CHIUSO
           ottobre/marzo     martedì/domenica    9.00/17.00  
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Giacomo Leopardi morì a Napoli il 14 giugno 1837 durante un'epidemia di colera, all'età di 38 anni.

Giacomo Leopardi sul letto di morte (Giuseppe Ciaranfi - 1898 - Museo Villa Colloredo Meis)

copia del calco funebre di Giacomo Leopardi (fatto realizzare dall'amico Antonio Ranieri - Museo Leopardi)
Il corpo del poeta fu sepolto nella cripta della Chiesa di San Vitale a Piedigrotta, e poi spostato nel pronao della chiesa nel 1840 a causa di un'infiltrazione d'acqua. Il 22 febbraio 1939 le spoglie del poeta furono traslate presso il Parco Virgiliano di Napoli dove venne realizzata in sua memoria una stele. Ma queste spoglie sono avvolte da un alone di mistero, visto che da una loro ricognizione i pochi resti sembra non potessero appartenere al poeta. Alcuni studiosi pensano che i suoi resti mortali possano essere finiti in una fossa comune, come si faceva di prassi per i morti di colera, anche se egli morì per idropericardia.
frammenti dell'abito e del legno della cassa in cui fu deposto il corpo di Giacomo Leopardi (Museo Leopardi)

resti lapidei della tomba del poeta furono invece spostati da Napoli negli anni '30 dello scorso secolo e posti a Recanati sul Colle dell'Infinito, a ridosso del Monastero di Santo Stefano, dove si trovano tutt'ora. 

resti della tomba di Giacomo Leopardi

La composizione è costituita da un sacello aperto intorno al quale scorre dell'acqua, a simboleggiare che ad essere conservata è la memoria del poeta e non il suo corpo.

resti della tomba di Giacomo Leopardi
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Ritornando verso il centro storico di Recanati s'incontra Palazzo Antici Mattei, la residenza della famiglia dei nonni materni di Giacomo Leopardi. 

Palazzo Antici Mattei

Il palazzo, su due piani e con corte interna, risale al XVI secolo. Sugli architravi delle finestre si possono leggere motti in lingua latina. 

finestre con motti in latino del Palazzo Antici Mattei 

Sull'architrave del portale si legge Raphael Antiquus ed è posto uno stemma con anagrammi religiosi sotto una corona.

portale di Palazzo Antici Mattei

architrave del portale di Palazzo Antici Mattei

Nella piccola cappella e nella Galleria di questo palazzo decorata dal Vaccai e arricchita di opere d'arte ebbero luogo le nozze tra il conte Monaldo Leopardi e Adelaide Antici, i genitori del poeta. In questo palazzo è custodito un archivio che in parte proviene dalla famiglia dei principi Mattei di Roma.

Il cardinale Tommaso Antici fece costruire le Scuderie poste di fronte al palazzo (durante la nostra visita erano in ristrutturazione). Le statue e i busti che decorano la facciata provengono dal Circo Flaminio di Roma.

Scuderie di Palazzo Antici
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L'itinerario leopardiano prevede una breve sosta davanti alla Chiesa di San Vito con la facciata rifatta da Luigi Vanvitelli dopo il terremoto del 1741...tra il 1809 e il 1814, nell'annesso Oratorio della Congregazione dei Nobili, Giacomo Leopardi recitava i suoi "Discorsi Sacri", ragionamenti sulla Passione di Cristo, composti per l'occasione delle festività religiose dei Venerdì di Quaresima.

facciata della Chiesa di San Vito

navata della Chiesa di San Vito

altare maggiore della Chiesa di San Vito
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Proseguendo su Via Roma si arriva alla Chiesa di Sant'Agostino, altra tappa del nostro percorso sulle orme di Giacomo Leopardi.

facciata della Chiesa di Sant'Agostino

La chiesa e l'annesso convento furono costruiti nel 1270 e poi rifatti nel XIV secolo. La chiesa presenta un portale in pietra d'Istria nella cui lunetta figura la statua Sant'Agostino. Il portale fu realizzato da Giovanni di Fiandra su disegno di Giuliano da Maiano nel 1485.

portale della Chiesa di Sant'Agostino

portale della Chiesa di Sant'Agostino

lunetta del portale con statua di Sant'Agostino

La chiesa ha una pianta a croce latina e presenta un'unica navata. Nel XVII secolo l'interno della chiesa fu rifatto su disegno di Ferdinando Galli da Bibbiena.

navata Chiesa di Sant'Agostino

controfacciata della Chiesa di Sant'Agostino

altare maggiore

altare maggiore: Martirio di San Lorenzo (Filippo Bellini - 1592 ca.)

Della medievale Chiesa di Sant'Agostino si conservano al Museo di Villa Colloredo Mels gli affreschi di Olivuccio di Ciccarello che decoravano l'antico presbiterio (in precedenza conservati nei depositi di Palazzo Ducale ad Urbino) e l'unico pannello superstite del coro ligneo, intagliato da Vico di Nicola da Siena. 

affreschi del Ciclo di Sant'Agostino (Olivuccio di Ciccarello (inizi XV sec. - dal presbiterio della Chiesa di Sant'Agostino - Museo di Villa Colloredo Mels - Recanati)

formella del coro del presbiterio medievale: Sant'Agostino consegna la regola ai monaci (Vico da  Nicola da Siena - 1395 - dal presbiterio - Museo di Villa Colloredo Mels - Recanati)

Sugli altari laterali della chiesa vi sono pale di vari artisti.

altare laterale: Madonna col Bambino in Gloria e Santi (Filippo Bellini - 1592 ca.)

altare laterale: Beato Girolamo da Recanati in adorazione (Filippo Bellini - XVII sec..)

altare laterale: Incoronazione della Vergine con San Giuseppe (Filippo Ricci - XVIII sec.)

altare laterale: San Biagio, Sant'Agata, Santa Lucia e Santa Apollonia venerano la Madonna di San Luca (Agapito Vitto - XVIII sec.)

altare laterale: Preghiera di San Nicola (ambito marchigiano - XVIII sec.)

altare laterale: Incoronazione di Santa Caterina Martire (ambito marchigiano - XVIII sec.)

altare laterale: San Tommaso da Villanova distribuisce l'elemosina ai poveri (ambito francese - XVII/XVIII sec.)

Quel che ci ricorda il poeta non è la chiesa, ma piuttosto il suo Campanile, che lo ispirò per la lirica "Il Passero Solitario"

"D’in sulla vetta della torre antica,                                                                passerò solitario, alla campagna                                                                  cantando vai finché non more il giorno;                                                                ed erra l’armonia per questa val"

                                                                    (da "Il Passero Solitario" - Giacomo Leopardi) 

Campanile della Chiesa di Sant'Agostino

La torre quadrangolare è decorata con archetti pensili in cotto e termina con quattro merlature angolari. La guglia del campanile fu abbattuta da un fulmine sul finire dell'Ottocento.

Chiostro e Campanile della Chiesa di Sant'Agostino

Chiostro della Chiesa di Sant'Agostino

arcate del chiostro con lunette affrescate

La torre, risalente al XIV secolo, è visibile entrando nel chiostro porticato adiacente alla chiesa. Le tracce di affreschi delle lunette poste sotto il portico del chiostro risalgono alla seconda metà del Quattrocento.
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Si giunge infine a Piazza Giacomo Leopardi dove si trova il monumento dedicato al grande poeta, realizzato con una raccolta fondi da tutt'Italia.

Monumento a Giacomo Leopardi (Ugolino Panichi - 1898)

Monumento a Giacomo Leopardi (Ugolino Panichi - 1898)

Il monumento, opera di Ugolino Panichi, fu inaugurato il 29 giugno 1898 in occasione del centenario della nascita. Fu posto al centro della piazza su un basamento con iscrizione e bassorilievi che raccontano la vita e le opere del poeta.

Monumento a Giacomo Leopardi (Ugolino Panichi - 1898)

CONCLUSIONI                                                                                                                       La visita di Recanati sulle orme del grande poeta italiano Giacomo Leopardi abbraccia tutto il borgo che gli ha dato i natali. Troverete riferimenti delle sue poesie anche percorrendo le strade che portano ai luoghi che ricordano la sua vita. Un viaggio poetico e di ricordi non solo del poeta, ma anche di noi stessi.







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