venerdì 15 maggio 2026

Ascoli Piceno: Piazza Arringo

Ad Ascoli Piceno, una delle piazze più importanti della città marchigiana è Piazza Arringo, chiamata anche Piazza dell'Arengo.

Piazza Arringo by night

Piazza Arringo by night

Piazza Arringo by night

La piazza ha rappresentato infatti il centro politico e religioso della città, in quanto circondata dagli edifici religiosi più importanti di Ascoli (la Cattedrale di Sant'Emidio, il Battistero di San Giovanni e il Complesso Vescovile) e dal Palazzo Comunale.

La piazza prende il suo nome in epoca medievale dalla parola di origine germanica "ring" che significa luogo di assemblee popolari.

Quando la città era un libero comune la piazza infatti era la sede delle riunioni popolari dei parlamenti chiamati "arringhi", "arenghi" o "arringhe".

Nel 1152 fu elevata al centro della piazza una tribuna per gli oratori. Da qui parlarono nel 1215 San Francesco d'Assisi e poi nel XV secolo San Giacomo della Marca. In epoca medievale fu poi posto un albero di olmo sotto la cui chioma si riunivano gli amministratori di giustizia. Quando necessario, questa pianta si sostituiva con altri esemplari in buona salute sino al XVI secolo. 

Nel 1468 fu costruita nella piazza la prima fontana pubblica di Ascoli. Nel 1822 venne posta una fontana rotonda ben presto sostituita nel 1882 dal Monumento a Vittorio Emanuele II e da due fontane gemelle.

Il Monumento a Vittorio Emanuele II, realizzato in asse con il Palazzo Comunale da Nicola Cantalamessa Papotti, fu rimossa dopo la seconda guerra mondiale e spostata nel giardino pubblico di Corso Vittorio Emanuele.

Le due fontane gemelle sono ancora poste sulla piazza. Sono state realizzate su disegno di Giovanni Jecini.

fontana di Piazza Arrigo

fontana di Piazza Arrigo by night

Le fontane sono costituite da due vasche ellittiche in travertino con colonna centrale sormontata da un catino con pesce in bronzo. Le sculture in bronzo di cavalli con coda da tritone sono state realizzate da G.Franesi e M.Salvi su bozzetto di Giorgio Paci. I bassorilievi in bronzo lungo il fusto della colonna raffigurano Putti e mascheroni.

particolari in bronzo di una fontana di Piazza Arrigo

particolari in bronzo di una fontana di Piazza Arrigo

particolari in bronzo di una fontana di Piazza Arrigo

particolari in bronzo di una fontana di Piazza Arrigo

particolari in bronzo di una fontana di Piazza Arrigo

La piazza, di forma rettangolare irregolare (i suoi due lati lunghi sono divergenti) e con otto accessi, è anche la piazza più grande di Ascoli Piceno, occupando un'area di 3900mq (140m X 56m nel lato Est della piazza e 140m X 27m nel lato Ovest della piazza).
Piazza Arringo

Sul lato Est della piazza si trovano il Battistero di San Giovanni eretto in stile romanico (V/VI secolo - XII secolo) su un precedente edificio romano, e la facciata cinquecentesca della Cattedrale di Sant'Emidio (V/VII secolo - XVIII secolo), ai quali dedicherò un post a parte.

lato Est di Piazza Arringo

Battistero di San Giovanni

Cattedrale di Sant'Emidio e Battistero di San Giovanni by night

Battistero di San Giovanni by night

Nel 1887 venne demolita la piccola Chiesa di San Biagio che si trovava vicino al Battistero di San Giovanni, ampliando così la parte Nord-Est della piazza.

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Sul lato Nord vi sono le facciate ottocentesche e novecentesche di edifici la cui fondazione è medievale.

palazzi sul lato Nord di Piazza Arringo

Il rinascimentale Palazzo Panichi (dal 1981 sede del Museo Archeologico Statale di Ascoli Piceno), ha invece una facciata settecentesca.

Palazzo Panichi (Museo Archeologico Statale di Ascoli Piceno)

Sulla facciata erano presenti affreschi di Cola dell'Amatrice, andati oggi perduti, sostituiti nel 
XVIII secolo da un fregio di Biagio Maniera, poi rimosso. Presenta un portale a bugne e due piani con finestre con sagomature in stucco, suddivisi da cornici marcapiano. L'iscrizione sugli architravi cinquecenteschi in aggetto delle finestre del primo piano del palazzo ricorda Giovanni Maria Spinola, colui che fece costruire il palazzo.

finestre del piano nobile del palazzo con iscrizione 

androne di Palazzo Panichi

All'interno del palazzo/museo si può vedere la base di una torre medievale che costituiva insieme ad un'altra abitazione il nucleo iniziale del palazzo. Al di sotto di questa base si sono trovati i resti di un pavimento in cocciopesto risalente ad epoca romana (I secolo a.C.). Sono esposti anche i resti di una scalinata di una costruzione del XV secolo e una vera di pozzo ornamentale. 

pavimento romano in cocciopesto (I sec.a.C.)

resti di muratura a sacco in blocchi di travertino di torre medievale (XIII/XIV sec.)

base della torre medievale inglobata in Palazzo Panichi

scalinata quattrocentesca e vera di pozzo appartenute al passato di Palazzo Panichi

Con il suo loggiato ad ordini sovrapposti e con archi a tutto sesto in laterizio, il cortile interno del palazzo (facente parte del percorso museale), è un esempio di architettura rinascimentale (XVI secolo). Le arcate sono sostenute da colonne ioniche al piano terra e da colonne doriche al primo piano (presenti solo su un lato del cortile).

loggiato a due ordini sovrapposti 

colonne doriche del loggiato al primo piano

colonne ioniche del loggiato

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Il lato Ovest della piazza è occupato solo dal Palazzo Tibaldeschi con facciata in conci di travertino a vista.

Palazzo Tibaldeschi

Palazzo Tibaldeschi by night

Sul lato Ovest della piazza si trovava anche il Palazzo Milani con un portale monumentale realizzato da Giuseppe Giosafatti. Il palazzo venne demolito, mentre il portale fu smontato nel 1803 e trasferito all'ingresso del giardino di Palazzo Odoardi su Corso Vittorio Emanuele, quando il palazzo di Piazza Arrigo passò alla famiglia Odoardi.

portale sul giardino di Palazzo Odoardi De Scrilli su Corso Vittorio Emanuele (ex portale di Palazzo Milani

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Il lato Sud della piazza è occupato dalle facciate del Palazzo Comunale e dal Palazzo dell'Episcopio.

Il primo nucleo del Palazzo Comunale o Palazzo dell'Arengo fu costruito nel XII e ampliato nel XIII e XIV secolo.

Palazzo Comunale
Nella seconda metà del Quattrocento la Magistratura cittadina si trasferì in Piazza del Popolo per permettere l'insediamento del Governatore Pontificio che rimase nell'antica sede degli Anziani sino al 1564.
L'attuale Palazzo Comunale è formato quindi da due edifici medievali: il Palazzo dell'Arengo e il Palazzo del Comune, uniti da un'unica facciata con un fronte di 65m, realizzata in epoca barocca dall'architetto Giuseppe Giosafatti e dai suoi figli Lazzaro, Pietro e Lorenzo (XVII/XVIII secolo). La torre campanaria civica che faceva parte del palazzo, ed occupava l'angolo del palazzo con Via Tornasacco, fu demolita nel 1700.

Palazzo Comunale by night

A livello del pian terreno la facciata in blocchi di travertino presenta un portico centrale a cinque arcate. Il portale bugnato che si apre al centro del portico è opera di Silvio Giosafatti (1658). La facciata presenta due ordini di finestre inquadrate da erme al piano nobile, e da figure erculee dai volti barbuti. Decorano la facciata stemmi del XVII secolo.

portale bugnato del Palazzo Comunale

stemma di Ascoli Piceno sopra al portale bugnato del Palazzo Comunale

finestre inquadrate da erme del Palazzo Comunale

finestre del piano nobile e del piano superiore del Palazzo Comunale

stemma sulla facciata di Palazzo Comunale

stemma sulla facciata di Palazzo Comunale

Un lungo atrio d'ingresso con volta a botte conduce al retrostante giardino

giardino del Palazzo Comunale

giardino del Palazzo Comunale

giardino del Palazzo Comunale

Nel XVII secolo il giardino del Palazzo Comunale non era diviso da un muro con quello dell'Episcopio, come invece lo è oggi.
Il giardino è piantumato con palme, magnolie e cedri del Libano che risalgono all'impianto ottocentesco del giardino.

giardino del Palazzo Comunale

giardino del Palazzo Comunale

Attualmente sono raccolti in questo spazio aperto sarcofaghi, lapidi e frammenti romani. Inoltre sono presenti 18 busti in pietra o bronzo che raffigurato uomini illustri e artisti che hanno contribuito alla cultura e all'economia della città. I busti, tranne uno, sono tutti opera di Romolo Del Gobbo.

vasca con busto di Desiderio Bonfini (umanista del Quattrocento che fu segretario del re d'Ungheria Mattia Corvino)

reperti antichi nel giardino del Palazzo Comunale

basamento della statua di papa Gregorio XIII (posta in passato in Piazza del Popolo)

reperti antichi nel giardino del Palazzo Comunale

reperti antichi nel giardino del Palazzo Comunale

reperti antichi nel giardino del Palazzo Comunale

sarcofago dedicato da Pontulena Casta alla figlia Lollia Procula (II sec.d.C.)

reperti antichi nel giardino del Palazzo Comunale

reperti antichi nel giardino del Palazzo Comunale

Nei resti dell'abside della cappella del Palazzo Anzianale si possono ammirare gli affreschi di Giovanni Battista Ragazzini (XVI secolo).

busti affreschi di San Serafino da Montegranaro e Sant'Emidio (Giovanni Battista Ragazzini - fine XVI sec.) sul muro di fondo della cappella (demolita) del Palazzo Anzianale

Al pian terreno vi sono due sale medievali, le Logge dei Mercanti, che fungevano da borsa merci. Ancor oggi una sala viene chiamata Sala Mercatori. Al piano superiore vi era il salone delle udienze consiliari e, tra il XVI e il XIX secolo, il primo teatro comunale della città.

Sala della Vittoria: ex sala consiliare e teatro comunale

Il Palazzo Comunale è oggi la sede degli uffici del Comune e del Sindaco, e nelle sale del primo e secondo piano ospita dal 1861 la Pinacoteca Civica., uno dei musei più importanti delle Marche.

Dal giardino si può percorrere un corridoio dal quale, salendo uno scalone, si può accedere alle 15 sale che compongono la Pinacoteca

corridoio per accedere allo scalone della Pinacoteca di Palazzo Comunale 

Nella Pinacoteca sono esposti dipinti che vanno dal XIV al XX secolo, sculture, affreschi rimossi, monete, strumenti musicali, ceramiche, miniature e arredi.

una galleria della Pinacoteca Civica

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Sempre sul lato Sud della piazza, a sinistra del Palazzo Comunale, si trova il Palazzo dell'Episcopio o Palazzo Vescovile.
Il Palazzo dell'Episcopio ha un fronte lungo 50m ed è costituito da tre edifici: l'Episcopio Vecchio (XV secolo), il Palazzo Marana (XVIIII secolo) e il Palazzo Roverella (XVI secolo). Il Palazzo Marana e il Palazzo Roverella costituiscono insieme l'Episcopio Nuovo.
L'Episcopio Vecchio o Palazzo Caffarelli o Palazzetto si trova all'angolo e in continuazione con la Cattedrale. Fu la prima residenza dei vescovi ascolani. 

Episcopio Vecchio

Sulla facciata si trovano due epigrafi: lo stemma del vescovo Caffarelli e la lastra marmorea romana della Fortuna Redux (173 d.C.) rinvenuta nell'area del palazzo (e collocata sul palazzo nel 1486), che attesta la presenza in età antica di un altare o di un tempio dedicato a questa divinità che proteggeva il ritorno da un viaggio o dalla guerra.

A destra dell'Episcopio Vecchio si Trova Palazzo Marana, che prende il nome dal vescovo il cui stemma si trova affisso in facciata. 

Palazzo dell'Episcopio: Palazzo Marana

La facciata intonacata del palazzo a tre piani, rimaneggiato nel XVIII secolo, è arretrata rispetto a quella degli altri palazzi e presenta due ordini di finestre: quadrate al piano terra e rettangolari architravate ai piani superiori.

Palazzo dell'Episcopio: Palazzo Marana

Oltre ai due portali, al piano terra si apre il cosiddetto "Passetto", l'antico accesso al palazzo che conduceva ai due scaloni del palazzo e al giardino all'italiana retrostante. L'arco del passetto è decorato con una rosta in ferro battuto con stemma del vescovo Archetti, opera di Francesco Tartufoli.

"Passetto" di Palazzo Marana

"Passetto" (visto dal cortile interno del Palazzo Marana)

cortile interno del Palazzo Marana

Palazzo Roverella prende il nome dal vescovo Filos Roverella che lo commissionò. Il prospetto presenta un basamento bugnato rinascimentale. Sull'angolo del palazzo si trova lo stemma del vescovo con mascherone dalle fauci spalancate.

Palazzo dell'Episcopio: Palazzo Roverella

Il Palazzo dell'Episcopio è sede dell'Ufficio Beni Culturali della Diocesi, degli Uffici della Curia e del Museo Diocesano dal 1961. Noi non abbiamo purtroppo avuto tempo per visitarlo.

https://www.museodiocesanoascoli.it/

Orari:  su prenotazione

Costo: offerta libera

CONCLUSIONI                                                                                                                   Piazza Arringo, tra i luoghi di identificazione di un Foro romano, ha ospitato per secoli parate militari, giostre e tornei in onore del patrono della città. Non si può dire di aver visitato Ascoli Piceno senza aver passato del tempo a visitare la piazza e gli importanti palazzi e musei che la circondano.

           

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