mercoledì 24 giugno 2026

Un borgo nelle Marche: Moresco, il borgo dai sette orizzonti


La bellezza dell'Italia non è fatta solo di città d'arte e paesaggi meravigliosi, ma anche da piccoli borghi, conosciuti da pochi e non ancora invasi dal turismo di massa. 

Uno dei "Borghi più belli d'Italia" dal 2001 è Moresco.

Moresco

Moresco è un piccolissimo borgo posto su una collina, in provincia di Fermo.

Incerta è la derivazione del suo nome, e varie le ipotesi: forse deriva dai "Mori", che saccheggiavano le coste adriatiche e che per qualche ragione si sarebbero spinti anche nell'entroterra, o forse il toponimo potrebbe derivare da "morro" o "morrecine", una parola dialettale che significa "luogo sassoso", o forse  ancora da "Mori" o "Moriciuna famiglia del luogo.

Il centro storico di Moresco ha una struttura ellissoidale che ricalca la forma della fortificazione sorta sulla collina. La prima attestazione certa di un castello fortificato risale all'XI secolo. Rappresentò una roccaforte contro Ascoli e i suoi alleati.

Dal XIII secolo passa per tre volte alla città di Fermo: per mano di Federico II, per volere di re Manfredi e quando i signori di Moresco vendono la fortezza a Lorenzo Tiepolo, Doge di Venezia e Podestà di Fermo (1266). E Moresco rimarrà sotto il dominio di Fermo sino all'Unità d'Italia quando diverrà Comune autonomo (1848). Nel 1869 venne aggregato a Monterubbiano e nel 1910 riconquistò la sua autonomia. 
mura fortificate del borgo
 
Il borgo è racchiuso da mura lungo le quali spicca sul lato Ovest del castrum la Torre Eptagonale, una possente torre difensiva con la caratteristica di avere sette lati...da qui la definizione di Moresco come "il borgo dai sette orizzonti".

Torre Eptagonale

La torre, alta 25 m, risale al XIV secolo, anche se al suo interno è stata trovate la base quadrata di una precedente torre duecentesca.

sezioni della Torre Eptagonale

Da ultimo punto di difesa in caso d'assedio, la torre assunse poi la funzione di torre civica e vi furono aggiunte grandi monofore. Queste vennero ridotte nel 1918 a feritoie e vi fu aggiunta una merlatura ghibellina per darle un aspetto medievale, in sostituzione di una cuspide in stile arabo crollata.

Torre Eptagonale

Ma la Torre Eptagonale non era l'unica torre del borgo: una delle tre torri del castello è andata perduta (oggi l'area risulta occupata dalla Chiesa di Sant'Antonio da Padova), mentre, posta accanto all'entrata del castello, sorge ancor oggi la Torre dell'Orologio, anch'essa con merlatura ghibellina aggiunta nei primi decenni del Novecento.

Torre dell'Orologio

Torre dell'Orologio

Con le sue due campane la torre ha scandito il tempo in passato e ancora oggi. L'orologio invece è stato posto di recente.

La torre è affiancata esternamente al castello da un portico cinquecentesco.

porticato cinquecentesco

porticato cinquecentesco

Alla base della Torre dell'Orologio si trova l'antica porta medievale del castello, un tempo l'unico accesso alla fortificazione, costituita da due archi acuti e da una scalinata lungo la quale si apriva una finestra con grata che fungeva da guardiola.

porta medievale alla base della Torre dell'Orologio

porta medievale alla base della Torre dell'Orologio

In tempi successivi (seconda metà del XIX secolo) è stato aperta sul lato Sud-Ovest delle mura un'altra porta con arcata gotica e scalinata che permette l'accesso al cuore del piccolo centro storico. Accanto a questa porta è affissa una meridiana.

porta secondaria

porta secondaria

meridiana

Su Piazza Castello, uno spiazzo di forma triangolare, affacciano il Palazzo Comunale, un portico affrescato, la Chiesa di Sant'Antonio e l'ingresso alla Torre Eptagonale.

Piazza Castello

Piazza Castello

Piazza Castello

Piazza Castello

In Piazza Castello, accanto alla porta Sud, fu eretta in epoca medioevale la Pieve di Santa Maria in Castro, una chiesa in stile romanico a tre navate (XIII secolo e rinnovata nel XVI secolo).

portico della navata sinistra dell'ex Pieve di Santa Maria in Castro

Di questa chiesa, demolita nel 1804, si conservano solo i pilastri ottagonali e i quattro archi a tutto sesto che dividevano la navata centrale dalla navata sinistra (dedicata alle donne). Inizialmente, dopo la demolizione, gli archi superstiti furono tamponati e il locale ricavato fu trasformato in una cappella dedicata al culto della Madonna delle Grazie. Le tamponature furono rimosse nel 1916 e riapparvero gli archi e i pilastri.
pilastri ottagonali e arco a tutto sesto del porticato

Del XVI secolo sono gli affreschi ancora conservati sotto quello che più tardi è divenuto un porticato civico. Sulla parete di fondo della navata è raffigurata la Madonna in trono col Bambino, contornata dai Misteri del SS. Rosario, opera di Vincenzo Pagani (1550 ca.).

affreschi della navata sinistra dell'ex Pieve di Santa Maria in Castro

Madonna in trono col Bambino / Misteri del SS. Rosario (Vincenzo Pagani - 1550 ca.)

particolare della Madonna in trono col Bambino  (Vincenzo Pagani - 1550 ca.)

particolare dei Misteri del SS. Rosario (Vincenzo Pagani - 1550 ca.)

Anche la parete sud dell'ex navata presenta lacerti di affreschi tra i quali riconoscibile è la Madonna della Misericordia e un San Francesco.

San Francesco (XVI sec.)

Madonna della Misericordia (XVI sec.)

Di fronte al portico dell'ex pieve si trova il Palazzo Comunale (XVIII secolo), la cui facciata è costituita da due ordini divisi da una cornice marcapiano: il livello inferiore è in bugnato, il livello superiore è tripartito da file di bugna e finestre con timpano triangolare. Alcune lapidi commemorative sono affisse sulla facciata.

Palazzo Comunale

Al primo piano del palazzo è stata allestita la piccola Pinacoteca Patrizio Gennari, intitolata ad uno dei concittadini più illustri di Moresco. La pinacoteca civica conserva opere provenienti da chiese vicine al borgo, tra queste una tavola raffigurante la Madonna col Bambino e Santi  (Vincenzo Pagani - 1529). Durante la nostra visita il palazzo era purtroppo chiuso.

La casa di Patrizio Gennari, scienziato e patriota risorgimentale, si trova in Piazza Castello, accanto alla Chiesa di Sant'Antonio da Padova.

a sinistra: Casa di Patrizio Gennari / a destra: Chiesa di Sant'Antonio da Padova

La Chiesa di Sant'Antonio da Padova fu costruita sulla piazza nel 1951 quando, per allargare la strada, fu demolita la chiesa dedicata al Santo esistente in quel luogo dal Cinquecento.

facciata della Chiesa di Sant'Antonio da Padova (1951)

Per chi volesse salire sulla terrazza della Torre Eptagonale, l'ingresso si trova nel cortile dell'Hotel posto tra il Palazzo Comunale e il portico dell'ex pieve.

ingresso dell'Hotel Palazzo La Torre

ingresso alla Torre Eptagonale

Appena fuori dalla porta del castrum si trovava la Chiesa di Santa Sofia (XV secolo), decorata da affreschi di scuola veneziana. 

ex Chiesa di Santa Sofia /Teatro

La chiesa è stata forse dedicata alla giovinetta Sofia Amati da Moresco che fu seviziata e uccisa mentre faceva ritorno a piedi da Fermo, o forse alla madre di Santa Sofia (Vergine e Martire del III secolo) che si racconta fosse di Moresco. Oggi la ex chiesa è divenuta un piccolo teatro di 50 posti.

Sempre al di fuori dalle mura, ma sotto l'ombra della Torre Eptagonale, fu eretta dopo il 1804 (anno in cui fu demolita la Chiesa di Santa Maria in Castro) la Chiesa dei Santi Lorenzo e Nicolò dall'architetto Alessandro Mistichelli, inglobando la Chiesetta di San Francesco Borgia (oggi la sua abside è adibita a sagrestia) del 1736. 

Torre Eptagonale e abside della Chiesa dei Santi Lorenzo e Nicolò

Una cornice marcapiano divide i due ordini della facciata a capanna, tripartita da quattro lesene. Il portale è sormontato da un timpano triangolare. Nell'ordine superiore si apre centralmente una finestra rettangolare.

facciata della Chiesa dei Santi Lorenzo e Nicolò

Nella chiesa, terminata nel 1836, sono presenti tele del XVII e XVIII secolo. In una nicchia dietro l'altare maggiore è posta una statua raffigurante San Lorenzo.

navata della Chiesa dei Santi Lorenzo e Nicolò

primo altare da sinistra: Madonna col Bambino e i Santi Caterina d'Alessandria, San Francesco e Sant'Anna (1759) / secondo altare da sinistra: Traslazione della Casa Santa, la Madonna di Loreto e i Santi Francesco Borgia e Nicola da Tolentino (Urbano Ricci - XVIII sec.)

Una cappella è dedicata alla Madonna del Rosario con statua lignea che raffigura la Madonna in trono col Bambino sormontata da baldacchino del XVIII secolo, opera attribuita a Sebastiano Sebastiani. In questa cappella riposano le spoglie del cardinale Luigi Capotosti.

Cappella della Madonna del Rosario / Madonna in trono col Bambino (attr. Sebastiano Sebastiani - XVIII sec.)

Di fronte alla Chiesa dei Santi Lorenzo e Nicolò, ai piedi della Torre Eptagonale, addossata alle mura si trova una fontana in muratura con mascherone di un barbuto da cui sgorga l'acqua. Sopra la fontana è stato posto uno stemma comunale in pietra.

fontana ai piedi delle mura

stemma comunale di Moresco

Un'altra chiesa fuori dalle mura antiche, posta a pochi chilometri dal borgo antico di Moresco, è la Chiesa di Santa Maria dell'Olmo.

Chiesa di Santa Maria dell'Olmo

Il nome della chiesa deriverebbe forse dalla presenza di un grande albero di olmo.

E' una chiesa rurale in mattoni, che presenta un esterno romanico con porticato sulla facciata e campanile a vela.

facciata con portico della Chiesa di Santa Maria dell'Olmo

Chiesa di Santa Maria dell'Olmo

abside e campanile della Chiesa di Santa Maria dell'Olmo

L'antica struttura fu realizzata forse al XV secolo per proteggere un'edicola eretta nella zona. 
L'interno, a navata unica e a pianta rettangolare, presenta due altari: uno posto nell'abside e uno nella parte posteriore dell'edicola posta a nel mezzo della chiesetta.

navata della Chiesa di Santa Maria dell'Olmo

L'edicola, abbellita poi con elementi in stile gotico, conserva un affresco di Vincenzo Pagani che raffigura una Crocifissione. Nella cuspide è rappresentata l'Assunzione della Madonna in cielo.

edicola gotica

Crocifissione (Vincenzo Pagani) 

Assunzione della Madonna in cielo (Vincenzo Pagani)

La Madonna col Bambino e Santi, detta Madonna degli Angeli, non si trova più in questa chiesa ma è conservata in una sala del Palazzo Comunale di Moresco.

CONCLUSIONI                                                                                                                     L'aspetto attuale del borgo di Moresco è medievale, ma questo territorio è stato apprezzato anche in epoche più antiche: sono stati trovati i resti di residenze estive romane e macine per l'olio della stessa epoca. Percorrendo le poche vie del borgo antico, molto ben conservato, si assaporano le atmosfere di epoche passate, e affacciandosi verso la valle sottostante, si gode di un panorama fantastico che spazia sino al mare. 

panorama dalla collina di Moresco

panorama dalla collina di Moresco


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