giovedì 6 novembre 2025

Pisa: il Museo dell'Opera del Duomo, un museo pluripremiato (primo piano)

Il racconto del percorso museale del Museo dell'Opera del Duomo a Pisa continua nelle sale del primo piano, con soffitti decorati con motivi pittorici o pareti con muratura a vista.

decorazione pittorica e oculo del soffitto di una sala

decorazione di una sala

decorazione di un soffitto del primo piano

decorazione di un soffitto del primo piano

muratura a vista

Primo Piano

La prima sala è la sala 12 denominata Tarsie e Intagli per i manufatti in legno che facevano parte del corredo del Duomo, preziosamente decorati con tarsie e intagliati su cartoni di artisti a volte famosi come Sandro Botticelli.

sala 12

formelle con decorazioni a grottesche (Antonio di Marco di Giano detto il Carota -XVI sec.)

leggio dei corali o "Badalone" (Bottega toscana - XVI sec.)

spalliere con prospettive urbane e nature morte (Guido da Seravallino - 1488/1490)

spalliere con prospettive urbane, nature morte e Croce pisana (Guido da Seravallino - 1488/1490)


spalliere con prospettive urbane, nature morte e Croce pisana (Guido da Seravallino - 1488/1490)

spalliere con prospettive urbane e nature morte  (Guido da Seravallino - 1488/1490)

formella co strumento musicale e natura morta (Guido da Seravallino - XV sec.)

formella con l'Assunzione della Vergine (Bottega toscana - XVI sec.)

5 formelle verticali con nature morte, casa in fiamme, bacile e gallo, oggetti liturgici (Guido da Seravallino - 1490/1493)

formella con strumenti di lavoro (attr. Giovanni Battista del Cervelliera - XVI sec.)

schienale con Virtù Teologale: Speranza (Baccio e Piero Pontelli su cartone di Sandro Botticelli - 1474/1475)

schienale con Virtù Teologale: Carità (Baccio e Piero Pontelli su cartone di Sandro Botticelli - 1474/1475)

schienale con Virtù Teologale: Fede (Baccio e Piero Pontelli su cartone di Sandro Botticelli - 1474/1475)

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La seguente sala 13 è chiamata Legno e Colore, Metallo e Smalto per i materiali che compongono gli oggetti preziosi esposti in questo spazio.

San Ranieri, Sisto II Papa e San Michele Arcangelo (dal Duomo - Spinello Aretino - 1395 ca.)

Cristo da un gruppo di Deposizione (dal Duomo - Scultore borgognone - XII sec.)

reliquiario a basilica (dal Duomo - Maestranza limosina - XII se.)

reliquiario a cofanetto (dal Duomo - Maestranza limosina - XIII sec.)

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Nella sala 14 chiamata Il Tesoro della Cattedrale si trovano esposti oggetti preziosi conservati un tempo nelle sacrestie.

sala 14

Madonna col Bambino (dal Duomo - Giovanni Pisano - 1290)

13 placchette in rame dorato del Fregio dell'Assunta (attr. Leonardo Marti - XVI sec.)

Crocifisso detto d'Elei (dal Monumento funerario dell'Arcivescovo Francesco Pannocchieschi d'Elei in Duomo - Giovanni Pisano - XIII sec.)

frammenti della cosiddetta Cintola (dal Duomo - orefici pisani - 1280/1290)

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Nella sala 15 intitolata Per la Chiesa e per l'Impero sono esposti preziosi manufatti tessili per la liturgia e il corredo, comprendente un telo funebre e insegne imperiali, trovato nel Monumento funebre di Arrigo VII di Lussemburgo sepolto nel Duomo.

sala 15

sala 15

piviale detto "di Gelasio II" (dal Duomo - Manifattura italiana e toscana - XIV/XV sec.)

gualdrappa (Manifattura fiorentina - XV sec.) / striscia ex stolone di piviale (Manifattura fiorentina - XVI sec.)

frammento (dal Duomo - Manifattura lucchese - XVI sec.)

telo funebre dell'Imperatore Arrigo VII di Lussemburgo (dal Monumento funebre d'Arrigo VII in Duomo Manifattura spagnola - XII secolo)

insegne funerarie dell'Imperatore Arrigo VII di Lussemburgo: corona, scettro e orbe imperiale (dal Monumento funebre d'Arrigo VII in Duomo - Bottega orafa pisana - 1313)

paliotto (dal Duomo - Manifattura cipriota - 1325)

borsa per il corporale (dal Duomo - Manifattura toscana - XV sec.)

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Si passa quindi nella sala 16, la sala Le Sacre Vesti, dove sono esposti a rotazione parati liturgici completi, custodie per il calice e il corporale e alcuni paliotti.

sala 16

parato completo con stemma dell'Arcivescovo Carlo Antonio Dal Pozzo (dal Duomo - Manifattura fiorentina - XVI sec.)

parato completo con stemma dell'Arcivescovo Carlo Antonio Dal Pozzo (dal Duomo - Manifattura fiorentina - XVI sec.)

paliotto con stemma dell'Arcivescovo Giuliano de' Medici (dal Duomo - Manifattura fiorentina - 1620/1630)

paliotto con stemma dell'Arcivescovo Carlo Antonio Dal Pozzo (dal Duomo - Manifattura fiamminga - XVI/XVII sec.)

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Nella sala 17, denominata Tessuti per la Liturgia 1, sono esposte vesti liturgiche del XVII e XVIII secolo.

paliotto (dal Duomo - Manifattura toscana - XVIII sec.)

dalmatica (dal Duomo - Manifattura veneziana - 1710/1720) / pianeta (Manifattura italiana - 1720/1760)

gremiale (dal Duomo - Manifattura francese - XVIII sec.)

pianeta (dal Duomo - Manifattura toscana - XVIII sec.)

borsa per il corporale (dal Duomo - Manifattura toscana - XVIII sec.)

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Segue un'esposizione di vesti liturgiche anche nella sala 18 o Tessuti per la Liturgia 2.

sala 18

camice con balza in pizzo (dal Duomo - Manifattura fiamminga - XVIII sec.)

piviale (dal Duomo - Manifattura romana - XVIII/XIX sec.) / calze pontificali (dal Duomo - Manifattura toscana- XVIII sec.) / sandali pontificali (dal Duomo - Manifattura italiana - XX sec.) / mitria (dal Duomo - Manifattura romana - XIX sec.)

pianeta (dal Duomo - Manifattura toscana - 1820/1830)

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La sala 19 è chiamata Oro e Argento per il Signore ed è dedicata all'esposizione di suppellettili liturgiche d'altare.

lunetta d'ostensorio (dal Duomo - Manifattura toscana - XIV sec.) / Croce d'altare detta "Croce dei Pisani" (dal Duomo - Orafi pisani - XII/XIII sec)

ex voto (dal Duomo - Orefice toscano - XVII sec.)

reliquiario di San Clemente (dal Duomo - Manifattura toscana - XIV/XV/XVI sec.)

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Le sale 20 e 22 sono intitolate Allestire la Sacra Mensa e mostrano splendidi servizi d'altare (calici, candelabri, turiboli, bacinelle con acquamanile, ampolline, secchiello dell'Acqua Santa, campanelli...) di diversa provenienza.

sala 20/22

sala 20/22

servizio d'altare ricevuto dall'Arcivescovo Francesco Bonciani dalla Regina Maria de' Medici (dal Duomo - attr. Pierre Ballin - Parigi - 1616/1617)

servizio d'altare ricevuto dall'Arcivescovo Francesco Bonciani dalla Regina Maria de' Medici (dal Duomo - attr. Pierre Ballin - Parigi - 1616/1617)

teca con ostensorio, calici e contenitori eucaristici

servizio d'altare realizzato per l'Arcivescovo Cosimo Corsi (orafo Vincenzo Belli - XIX sec.)

coperte di libri liturgici

oggetti per allestire la mensa eucaristica

calice (Bottega di Jean Baptiste Durand - 1798/1799)

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La sala 21 è intitolata La Gioia Pasquale. In questa sala sono esposti due Exultet e una pergamena. 

Durante il rito di accensione del cero pasquale veniva intonato l'Exultet, il canto di un inno pasquale: il diacono srotolava tra le mani un rotolo di pergamena in verticale dal pergamo, intervallato da miniature che lo illustravano, disposte in senso contrario rispetto alla scrittura, in modo da poter essere visto dall'assemblea di fedeli (una sorta di scrittura per immagini).

sala 21

mentre il diacono canta il testo dell'Exultet dall'alto del pergamo, i fedeli dal basso leggono le illustrazioni

rotolo dell'Exultet (dal Duomo -  Scriptorium beneventano - XV sec.)

particolare del rotolo dell'Exultet (dal Duomo -  Scriptorium beneventano - XV sec.)

particolare del rotolo dell'Exultet (dal Duomo -  Scriptorium beneventano - XV sec.)

particolare del rotolo dell'Exultet (dal Duomo -  Scriptorium beneventano - XV sec.)

particolare del rotolo dell'Exultet (dal Duomo Scriptorium beneventano - XV sec.)

rotolo dell'Exultet (dal DuomoScriptorium pisano - XIII sec.)

particolare del rotolo dell'Exultet (dal Duomo - Scriptorium pisano - XIII sec.)

pergamena con fondazione della città di Pisa e consacrazione della Cattedrale (dal Duomo - Miniatore pisano - XV sec.)

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Le ultime tre salette del primo piano, le sale 23, 24 e 25 sono intitolate Liturgia della Parola ed espongono messali, corali, epistolari ed evangelistari.

sala 23

sala 24

sala 25

messale romano a stampa (dalla Biblioteca del Duomo - Lucantonio Giunta - Venezia - 1524)

Evangelistorio su pergamena miniata (dal Duomo - Scriptorium pisano - XII sec.)

Epistolario (dal Duomo - Scriptorium pisano - XII sec.)

libro corale su pergamena miniata (dal Duomo - Miniatore pisano - XIV sec.)

libro corale su pergamena miniata (dal Duomo - Miniatore pisano - XIV sec.)

libro corale (dal Duomo - Miniatore pisano - XIV sec.)

libro corale (dal Duomo - Antonio di Domenico d'Antonio da Venezia - XV sec.)

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L'itinerario museale del Primo Piano è terminato, ma per chi volesse fare una pausa pranzo a questo piano del museo si trova una Terrazza Ristorante. con vista sulla Torre pendente, il Duomo e il Battistero.

terrazza ristorante del museo

Scese le scale che conducono al piano terra, la visita del Museo dell'Opera del Duomo si conclude nel chiostro dove sono stati posti i busti dei Quattro Evangelisti, Mosè, San Giovanni Battista e Madonna col Bambino del coronamento del Battistero realizzati da Giovanni pisano nel 1280 circa.

busti (dal coronamento del Battistero - Giovanni Pisano - 1280 ca.)

San Marco Evangelista (dal coronamento del Battistero - Giovanni Pisano - 1280 ca.)

San Giovanni Evangelista (dal coronamento del Battistero - Giovanni Pisano - 1280 ca.)

Madonna col Bambino (dal coronamento del Battistero - Giovanni Pisano - 1280 ca.)

San Matteo Evangelista (dal coronamento del Battistero - Giovanni Pisano - 1280 ca.)

San Luca Evangelista (dal coronamento del Battistero - Giovanni Pisano - 1280 ca.)

Mosè con le tavole della Legge (dal coronamento del Battistero - Giovanni Pisano - 1280 ca.)

Prima di uscire rivolgete uno sguardo alla Torre in primo piano e non attorniata da turisti.

torre dal chiostro

www.opapisa.it

Orari:   lunedì/domenica    9.00/20.00
             controllare sempre il sito ufficiale per possibili variazioni (domenica e festivi)
Costo:  Museo dell'Opera del Duomo + Cattedrale                                                              8 €
            Camposanto + Cattedrale + Battistero + Museo Opera + Museo Sinopie              11 €
            Camposanto +Cattedrale + Battistero + Museo Opera + Museo Sinopie + Torre  27 € 
    
            i biglietti sono validi per 1 anno dalla data scelta

CONCLUSIONI                                                                                                                         La visita del Museo dell'Opera del Duomo è un valido contributo alla conoscenza storica e artistica dei monumenti religiosi che compongono la Piazza dei Miracoli, permettendo di vedere da vicino le opere decorative sostituite in situ da copie. Un viaggio affascinante tra capolavori scultorei e oggetti preziosi magistralmente realizzati.

sabato 1 novembre 2025

Pisa: il Museo delle Sinopie, una collezione unica al mondo

 

In un edificio a pianta rettangolare, posto sul lato Sud della Piazza del Duomo a Pisa, è stato allestito nel 1979 il Museo delle Sinopie

Museo delle Sinopie

L'edificio fu costruito (insieme alla Chiesa di Santa Chiara chiamata originariamente Chiesa di Santo Spirito), tra il 1257 e il 1386 dall'architetto Giovanni di Simone.  

La costruzione in laterizio con funzione di ospedale fu voluta da Papa Alessandro IV come condizione per la riconciliazione tra Pisa e la Chiesa. Con una bolla infatti Alessandro IV annullò la scomunica a Pisa di Papa Gregorio IX (1241) per aver parteggiato per Federico II. 

L'Aula de Pelegrinaio degli Infermi era una struttura per i poveri, i pellegrini e i malati che passavano per la città ed era gestita da religiosi. Venne chiamato Spedale Nuovo di Santo Spirito o "di Alessandro IV" o "della Misericordia", e infine Ospedale di Santa Chiara

Durante la dominazione fiorentina medicea vennero apportate delle modifiche che fecero perdere le sue connotazioni gotiche per acquisire quelle tardo rinascimentali. I portali furono incorniciati in pietra e vennero aperte altre finestre.

portale rinascimentale con stemma mediceo

L'interno dell'aula aveva pareti dipinte a righe orizzontali bianche e nere e nicchie al pian terreno. 

decorazione a strisce bianche e nere della parete

La parte alta della struttura (oggi non più esistente) era in legno e serviva ai medici per assistere a distanza i malati di peste. Il soffitto era a capriate lignee.

La struttura ebbe funzione di ospedale per sette secoli e chiuse ne 1969. La parte più antica, una volta ripristinate le sue forme originali, fu trasformata nel 1979 in museo.

ingresso del Museo delle Sinopie

Il Museo delle Sinopie raccoglie il più ampio ciclo di grafica Tre/Quattrocentesca conosciuto, una collezione unica al mondo nel suo genere per quantità e qualità.

Le "sinopie" sono il disegno preparatorio degli affreschi, un tracciato dato sul primo strato d'intonaco (arriccio) e sono realizzate con un pigmento rosso, un'argilla chiamata "Terra di Sinope" (dalla colonia greca sul Mar Nero da cui proviene) mischiata ad acqua e data a pennello. Le tracce delle sinopie venivano poi coperte dall'intonachino che veniva dipinto a fresco. 

Le sinopie sono la testimonianza grafica dell'artista, il pensiero che si fa disegno, e custodisce i ripensamenti artistici dell'autore.

Il Museo delle Sinopie ospita e conserva i grandi disegni preparatori venuti alla luce sotto gli affreschi del vicino Camposanto Monumentale.

Camposanto Monumentale

A causa del bombardamento della città del 27 luglio 1944, durante la seconda guerra  mondiale, una granata dell'artiglieria americana cadde suCamposanto Monumentale. Scoppiò un incendio e il piombo del tetto si fuse, colando sulle pareti e danneggiando gli affreschi che le decoravano. Essendo necessario un restauro, gli affreschi furono staccati dagli intonaci con la tecnica dello "strappo" della pellicola pittorica.

Le prime sinopie del percorso museale esposte al pian terreno sono quelle dei primi affreschi realizzati nel Camposanto Monumentale, ovvero la Cosmogonia Teologica e i primi affreschi del ciclo Storie del Vecchio Testamento di Piero di Puccio, Storie Cristologiche di Bonamico di Martino da Firenze detto Buffalmacco e la Crocifissione di Francesco Traini.

sinopia della Crocifissione (Francesco Traini - 1330/1335)

sinopia della Cosmogonia Teologica (Pietro di Puccio - 1389/1391)

sinopia della Costruzione dell'Arca di Noè (Piero di Puccio - 1389/1391)

sinopia del Diluvio Universale (Piero di Puccio - 1389/1391)


sinopia della Ascensione (Bonamico Buffalmacco - 1336/1341)

Nelle sinopie di Francesco Traini e di Buffalmacco gli artisti definiscono i personaggi nei minimi particolari, mentre in quelle di Piero di Puccio la plasticità delle figure è resa attraverso un accennato chiaroscuro.

Le sinopie seguenti sono quelle realizzate da Benozzo di Lese detto Gozzoli, le ultime in ordine di tempo realizzate nel Camposanto Monumentale, sempre del ciclo Storie del Vecchio Testamento.

particolare della sinopia dell'Adorazione dei Magi (Benozzo Gozzoli - 1468/1470)

sinopia della Verga di Aronne e il serpente di bronzo (Benozzo Gozzoli - 1481)

particolare della sinopia della Giovinezza e sacrificio di Isacco (Benozzo Gozzoli - 1473/1475)

Nelle sinopie di Benozzo Gozzoli si evidenziano le demarcazioni delle linee di fuga e le quadrettature.

Nel piano ammezzato, sono visibili su due registri le sinopie del Trionfo della Morte, del Giudizio Universale, l'Inferno e delle Storie dei Santi Padri (o Tebaide) di Bonamico di Martino da Firenze detto Buffalmacco (del ciclo dei Novissima), delle Storie di Giobbe di Taddeo Gaddi, delle Storie di Efisio e Potito di Spinello Aretino e delle Storie di San Ranieri di Andrea Bonaiuto e Antonio Veneziano.

piano ammezzato

piano ammezzato

sinopia del Giudizio Universale e dell'Inferno (Buffalmacco - 1336/1341)

sinopia dell'Inferno (Buffalmacco - 1336/1341)

sinopia del Giudizio Universale (Buffalmacco - 1336/1341)

sinopia delle Storie dei Santi Padri o Tebaide (Bonamico Buffalmacco - 1336/1341)

particolare della sinopia del Trionfo della Morte (Bonamico Buffalmacco - 1336/1341)

sinopia del Combattimento di Sant'Efisio (Spinello Aretino - 1390/1391)

Taddeo Gaddi accenna lo schema generale e fissa le figure essenziali, di Spinello Aretino si intravvedono i segni dello sviluppo dell'opera, Andrea di Bonaiuto è un compositore dal tratto leggero, mentre Antonio Veneziano è un abile disegnatore.

Nell'Ottocento si fecero copie dei cicli pittorici del Camposanto per fissarne la memoria di ciò che stava sparendo sotto gli occhi per le condizioni climatiche e il passare del tempo. Una serie di queste copie fu incisa da Carlo Lisinio, maestro d'intaglio e Conservatore del Camposanto

Al piano superiore del museo sono esposte le sue incisioni (1812), insieme a due delle quarantasei realizzate dal figlio Giovanni Paolo su disegno di Giuseppe Rossi (1832).

San Ranieri prende l'abito da eremita (Andrea Bonaiuti - disegno e incisione di Carlo Lisinio - 1828)

Costruzione dell'Arca, approdo al monte Ararat e sacrificio (Pietro di Puccio - disegno e incisione di Carlo Lisinio - 1828)

Ogni sinopia è accompagnata da pannelli esplicativi molto validi per comprendere meglio le parti poco leggibili delle opere.

www.opapisa.it

Orari:   lunedì/domenica    9.00/20.00
             controllare sempre il sito ufficiale per possibili variazioni (domenica e festivi)
Costo:  Museo delle Sinopie + Cattedrale                                                                             8 €
            Camposanto + Cattedrale + Battistero + Museo Opera + Museo Sinopie              11 €
            Camposanto +Cattedrale + Battistero + Museo Opera + Museo Sinopie + Torre  27 € 
  
            i biglietti sono validi per 1 anno dalla data scelta

CONCLUSIONI                                                                                                                         Il Museo delle Sinopie è un completamento della lettura degli affreschi ammirati in precedenza in situ. E' un museo che rappresenta una rarità, sia per il numero di sinopie, sia per l'importanza delle opere che con esse sono state create. Nei post che ho già pubblicato riguardanti gli affreschi del Camposanto ho introdotto le foto delle sinopie e delle incisioni di Carlo Lisinio, in modo da avere un quadro completo delle opere. Per questo in questo post le foto non sono così numerose rispetto a quelle scattate.