giovedì 22 luglio 2021

Firenze: il Tabernacolo di S.Maria della Tromba e il Tabernacolo delle Fonticine

Girovagando per le vie di Firenze è facile imbattersi in qualche immagine sacra posta ai crocicchi o sulla facciata di qualche palazzo.

Questo post racconta di due tra i tabernacoli più belli e conosciuti della città.

Il Tabernacolo di S.Maria della Tromba si trova all'angolo tra Via Orsanmichele e Via dell'Arte della Lana sull'angolo smusso dell'antico Palazzo dell'Arte della Lana

Tabernacolo di S.Maria della Tromba

Il Palazzo dell'Arte della Lana fu dal 1308 la sede di una tra le più ricche arti maggiori fiorentine. Lo stemma di questa corporazione, ovvero l'Agnus Dei, lo si può ancora vedere affisso sul palazzo.
lo stemma dell'Arte della Lana: l'Agnus Dei
Il "palagio" (una via di mezzo tra palazzo e torre), che nel XIII secolo era stato la Torre dei Ciompiobbesi (famiglia ghibellina), esternamente presenta un rivestimento a filaretto di pietra con cornici marcapiano e presenta un coronamento con merli guelfi poggianti su beccatelli. Il loggiato della facciata meridionale del palazzo è tamponato da vetrate.

angolo del Palazzo dell'Arte della Lana tra Via Calimala e Via Porta Rossa

facciata su Via Calimala del Palazzo dell'Arte della Lana

facciata su Via Lamberti del Palazzo dell'Arte della Lana
Nel 1569 Cosimo I incaricò Bernardo Buontalenti di realizzare un portale d'ingresso sul retro del palazzo e un cavalcavia tra il palazzo e la Chiesa di Orsanmichele, destinando il primo piano all'Archivio notarile. Sul lato cinquecentesco del palazzo, sopra l'ingresso di un moderno negozio, si trova un'iscrizione dedicatoria a Cosimo I e lo stemma mediceo.
sopra la trifora di Orsanmichele attacco del cavalcavia tra la chiesa e il Palazzo dell'Arte della Lana

iscrizione dedicatoria a Cosimo I e Stemma mediceo
Soppressa dal 1770 l'Arte della Lana, il palazzo divenne un casamento. Nel 1772 fu la Canonica della Chiesa di Orsanmichele. 
Dal 1905 è divenuto proprietà della Società Dantesca Italiana. Sull'esterno del palazzo si può notare l'immagine policroma di Dante che mostra la Divina Commedia, opera ripresa dalla tavola di Domenico di Michelino posta nella Cattedrale di S.Maria del Fiore.

Dante che mostra la Divina Commedia

 
Dante che mostra la Divina Commedia (Domenico di Michelino - Cattedrale di S.Maria del Fiore)

Il gotico Tabernacolo di S.Maria della Tromba prende nome dalla sua originaria collocazione vicino al Vicolo della Tromba, vicolo così chiamato perché in epoca comunale vi era la sede dei "trombetti".

Il tabernacolo era posto infatti all'angolo tra Via Calimala e Piazza del Mercato Vecchio (quella che oggi viene chiamata Piazza della Repubblica), all'angolo in cui alla metà del Duecento predicava Pietro da Verona. Fu il domenicano, divenuto poi Santo, che volle far erigere qui un tabernacolo. 

Era questo il più grande tabernacolo di Firenze, e divenne un oratorio che confinava con il retro della Chiesa di S.Tommaso (chiesa demolita dell'Ottocento).

Nel 1321 il tabernacolo passò alla custodia dell'Arte dei Medici e Speziali. L'oratorio venne poi dismesso e ospitò una bottega.

Il Tabernacolo di S.Maria della Tromba venne poi ricostruito nel Seicento, ma quando iniziarono i lavori di "risanamento" ottocenteschi del centro città, venne spostato nell'attuale collocazione. 

Palazzo dell'Arte della Lana by night

Il Tabernacolo di S.Maria della Tromba è composto da un'edicola che poggia su due colonne tortili, sormontata da un frontone decorato.

L'edicola custodisce una tavola con l'immagine della Madonna seduta in trono col Bambino circondata da Santi e Angeli, opera già esistente negli anni della peste del 1348, realizzata da Jacopo da Cosentino. Purtroppo una grata e una vetrata non permettono di visualizzare bene l'opera.

grata del Tabernacolo di S.Maria della Tromba

Nella lunetta posta sopra questa immagine è stata dipinta da Niccolò di Pietro Gerini l'Incoronazione della Vergine (1380/1385).

lunetta: Incoronazione della Vergine (Niccolò di Pietro Gerini - 1380/1385) / sui lati: stemmi famiglie fiorentine

Ai lati dell'immagine sacra sono stati posti gli stemmi delle più importanti famiglie storiche di Fienze e più tardi gli stemmi di Margherita ed Elena di Savoia.

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Il secondo tabernacolo di cui vi voglio parlare è il Tabernacolo delle Fonticine.

Tabernacolo delle Fonticine

Questo tabernacolo si trova nel Quartiere S.Giovanni, su Via Nazionale in asse con Via dell'Ariento, la via sulla quale in passato si aprivano numerose botteghe di argentieri.

Fu qui posta sul muro del soppresso Convento di Fuligno nel 1850, ma la sua collocazione originaria era sulla vicina Via S.Caterina d'Alessandria

Il tabernacolo è così chiamato perché alla sua base si trova una fontana in marmo con sette teste di cherubino che erogano acqua raccolta da una vasca poggiante su tre mensole a zampa leonina.

La fontana e il tabernacolo, come si può leggere nell'iscrizione, furono commissionati nel 1552 dalla Potenza di Beliemme, una delle Potenze festeggianti fiorentine, una consorteria del popolo che si occupava di organizzare le feste popolari, sciolta insieme alle altre della città da Cosimo II nel 1629.

Il tabernacolo è composto da due colonne in pietra con capitelli corinzi sovrastati da dadi decorati con due teste di Angeli. Le colonne si appoggiano a due lesene con capitelli di ordine composito e sorreggono una volta semicircolare sporgente (in origine più profonda).

All'interno del tabernacolo si trova una pala in terracotta invetriata policroma: è opera di Girolamo della Robbia e forse anche del fratello Giovanni della Robbia.

Madonna in trono col Bambino, Santi e Padre Eterno (Girolamo e Giovanni della Robbia - 1552)

Nella pala è raffigurata la Madonna col Bambino circondata da Santi, Angeli e Padre Eterno.

Accanto alla Madonna si trovano i Santi Jacopo, Lorenzo e Giovannino, nelle nicchie laterali S.Barbara e S.Caterina d'Alessandria. Il Padre Eterno con lo Spirito Santo e Angeli si trovano nella parte alta della pala. Sulle cornici è stata realizzata una decorazione con foglie frutta, fogliami, i Santi Sebastiano, Antonio Abate e le testine dei Santi Domenico, Stefano, Santo vescovo, Francesco, Filippo Benizzi e Rocco.

CONCLUSIONI                                                                                                                           Le città d'arte come Firenze non sono solo importanti per i celebri monumenti da visitare e per i musei ricchi di opere d'arte da rimirare, lo sono anche per le bellezze nascoste ad ogni angolo di strada, che sono gli emblemi della storia della città e celano capolavori non sempre abbastanza valorizzati. Così. presi dalla fretta di recarsi da un sito turistico all'altro, ci si sofferma poco e spesso mai ad ammirare il museo a cielo aperto che queste città ci regalano. In questo momento difficile forse queste opere, non soggette a chiusura ed ad orari, possono vivere il loro momento di gloria e nello stesso tempo ci offrono la possibilità di scoprire e conoscere meglio le nostre città.



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