mercoledì 22 aprile 2026

Recanati: il Museo Leopardi

Questo secondo post dedicato alla casa-museo del grande poeta Giacomo Leopardi vi condurrà nelle sale del MUSEO LEOPARDI, allestito nell'ex frantoio oleario del palazzo.

Il museo, a differenza degli ambienti della dimora, si visita in autonomia. 

L'esposizione permanente è divisa in 10 sezioni storico-tematiche che mettono in mostra oggetti, documenti e scritti riguardanti Giacomo Leopardi e la sua famiglia.

sala museale

sala museale

sala museale

Si parte con la pergamena di Manetto dalla quale il conte Monaldo, padre del poeta, ricavò che il capostipite della casata Leopardi fosse stato Attone, per poi proseguire con i monogrammi della famiglia, gli oggetti o vestiti appartenuti ai genitori del poeta, la partecipazione di nozze della coppia. 

riproduzione fotografica della patente di nobiltà della famiglia Leopardi

Pergamena di Manetto (1207 ca.) - stemma della famiglia Leopardi (XVIII sec.) - libretto con le famiglie nobili di Recanati (manoscritto attribuito a Monaldo Leopardi)

orologio da cintura appartenuto ad Adelaide Antici (madre di Giacomo Leopardi - XVIII sec.)

abito da cerimonia del conte Monaldo (XVIII sec.)

monogramma ricamato di Adelaide Antici (XIX sec.)

miniature di Adelaide Antici e di Monaldo Leopardi (XVIII sec.) - sonetto delle nozze del conte Monaldo e della marchesa Adelaide Antici (1797) - partecipazione di nozze del conte Monaldo e della marchesa Adelaide Antici (1797) - diadema con cinque cammei di Adelaide Antici (XVIII sec.) - scatola portagioie (XVIII sec.)

La nascita di Giacomo, il loro primo figlio, è ricordata con la culla e il vestito di battesimo.

culla e abito di battesimo di Giacomo Leopardi (XVIII sec.)

fascia battesimale di Giacomo Leopardi (XVIII sec.) - acquasantiera (XVIII sec.) - aspersorio e secchiello per l'acqua benedetta (XX sec.) - partecipazione di nascita di Giacomo Leopardi (XVIII sec.) - reliquie dei Santi protettori della famiglia Leopardi - lettera di Carlo Antici alla sorella Adelaide Antici (1799)

Si prosegue con i giochi di Giacomo e dei suoi fratelli Carlo, Paolina e Luigi: soldatini di piombo, altarini giocattolo, tombola e carte, spade di legno...

soldatini di piombo (XVIII sec.)

soldatini di piombo (XVIII sec.)

tombola con cartelle e numeri (XVIII sec.) - carte da gioco (XIX sec.) - Madonna col Bambino (XIX sec.)

copia di teatrino giocattolo (XVIII sec.) - tavola con lanterna magica e vetri a banda per lanterna magica (XVIII sec.)

altarino giocattolo con parati religiosi (XVIII sec.)

pianeta da bambino con stola e busta (XVIII sec.) - inginocchiatoio (XIX sec.)

teca dedicata a Paolina: acquarello "Natal Strappacalze" (attr. a Paolina - XIX sec.) - Zibaldone di Paolina Leopardi (copie di articoli e parti di libri di poesie di Giacomo Leopardi) - ricamo di Paolina Leopardi per contro porta - pettine di Paolina Leopardi - cofanetto portagioie (XIX sec.) - ritratto fotografico di Paolina Leopardi - coppia di uova in avorio (XIX sec.)

teca dedicata a Luigi: flauto traverso "a bastone" costruito da Luigi Leopardi (XIX sec.) - spartito di Luigi Leopardi (XIX sec.) - piccolo tornio di Luigi Leopardi

teca dedicata a Carlo Leopardi: bastone da passeggio con pomo d'oro (XIX sec.) - ritratto fotografico di Carlo Orazio Leopardi (XIX sec.) - copia di manoscritto autografo con nota di biasimo di Giacomo verso Carlo - libro di William Warden tradotto dall'inglese da Carlo Leopardi

In una vetrina una bilancia, manoscritti di Monaldo Leopardi e corrispondenza per l'acquisto di libri mettono in evidenza l'amore del conte padre del poeta per il collezionare libri facilitato in quell'epoca dall'esproprio e dalla soppressione dei monasteri che permetteva di pagare al valore della carta anche testi importanti e rari. Da questa passione nacque la famosa biblioteca di casa Leopardi e la possibilità per i suoi figli di avvicinarsi a testi di ogni materia, compresi quelli vietati dalla Chiesa, per la cui lettura avevano una dispensa speciale. 

bilancia a due piatti (XIX sec.) - manoscritti di Monaldo Leopardi - corrispondenza per l'acquisto di libri

Nelle vetrine che seguono sono esposti manoscritti autografi e disegni di Giacomo Leopardi e dei suoi fratelli. Tutto ci riporta ai loro studi.

manoscritti autografi di Giacomo Leopardi - Adorazione dei Magi (XVI sec.)

manoscritto autografo di Giacomo Leopardi - Suicidio di Catone (incisione di Pietro Testa - 1648) - bassorilievo (XVIII sec.)

disegni autografi dei fratelli Leopardi e di Giacomo Leopardi - tempera penne d'oca con astuccio - righelli dei fratelli Leopardi (XIX sec.) - misuratore in palmi romani (XVIII sec.)

manoscritti autografi di Giacomo Leopardi - sfera armillare tolemaica (XVII sec.)

Viene poi ricordato il prima amore di Giacomo Leopardi per la cugina Geltrude Cassi Lazzari, ospite a casa Leopardi per soli due giorni. Giacomo, insegnando il gioco degli scacchi alla cugina, ebbe modo di scoprire il sentimento dell'innamoramento.

cavallo per il gioco degli scacchi XVIII sec.) - scacchiera (XVIII sec.) - ritratto di Geltrude Cassi Lazzari


In quegli anni matura il desiderio di Giacomo di lasciare Recanati per esperienze nuove, e sono in mostra i suoi scritti e componimenti riguardanti il suo stato d'animo.

Canzoni di Giacomo Leopardi - candela segnatempo (XIX sec.)

E' in mostra anche la riproduzione del passaporto per il Lombardo-Veneto che Giacomo chiese ad un amico di famiglia per potersi allontanare dal borgo, nonostante i genitori gli negassero il permesso. Ma la sua tentata fuga fu scoperta.

riproduzione dall'originale del passaporto di Giacomo Leopardi per Milano (1819) - piccolo forziere (XIX sec.) - riproduzione dall'originale di un manoscritto autografo di Paolina Leopardi

Un angolo è dedicato alla lirica L'Infinito.




Il 17 novembre 1822 Giacomo Leopardi lascia finalmente Recanati alla volta di Roma e di tutto il mondo che aveva agognato. Segue poi un trasferimento a Milano e poi uno a Bologna.

tagliacarte (XVIII sec.) - obelisco di marmo (XIX sec.) - custodia portaoggetti (XIX sec.) - ventaglio di pizzo (XIX sec.)

tabacchiere (XIX sec.) - tabacchiera con coperchio (XVIII sec.) - orologio da carrozza (XVIII sec.) - scritti di Giacomo Leopardi

Dopo essersi spostato a Firenze si trasferisce a Pisa dove compone A Silvia.

fondale per teatrino (XVIII sec.) - occhiale da mano (XIX sec.) - borsetta da donna (XIX sec.) - cliché con ritratto di Giacomo Leopardi - ricevuta con firma di Giacomo Leopardi - manoscritto autografo di  "A Silvia" - L'Aminta (Torquato Tasso) 

"A Silvia" (Giacomo Leopardi)

Nell'estate del 1828 per difficoltà economiche ritorna a Recanati. Qui compone le liriche Il passero solitario, Le ricordanze, La quiete dopo la tempesta, Il sabato del villaggio e il Canto notturno di un pastore errante dell'Asia.

Tornato a Firenze conosce Antonio Ranieri con il quale stringe una profonda amicizia e con il quale si trasferisce a Napoli. Due furono gli amici di Giacomo: Pietro Giordani e Antonio Ranieri.

a sinistra: ritratto di Pietro Giordani (XIX sec.) - a destra: ritratto di Antonio Ranieri (1831 ca.)

Giacomo Leopardi in questo periodo s'innamora di Fanny Targioni Tozzetti e scrive Pensiero dominante e Alla sua donna.

ritratto di Fanny Torgioni Tozzetti - miniatura con profilo di donna - statuetta di Pellicano che nutre i suoi piccoli (XIX sec.) - libri: Romeo e Giulietta (William Shakespeare), Arte Amatoria (Ovidio), Innamoramento di due fedelissimi amanti Paris e Vienna (Angelo Albani)

A Napoli Giacomo Leopardi comporrà i canti La Ginestra e Il tramonto della luna ed è in questa città che il 14 giugno 1837 morì.

la casina di Torre del Greco dove fu scritta La Ginestra - bastone da passeggio (XVIII sec.) - servizio da caffè (XVIII sec.) - caffettiera italiana (1825) - statuetta policroma di Capodimonte (XVIII sec.) - manoscritto autografo di Monaldo Leopardi con nota di Paolina sulla morte del fratello Giacomo

frammenti dell'abito e del legno della cassa di Giacomo Leopardi - copia del calco funebre di Giacomo Leopardi realizzata dall'amico Antonio Ranieri - progetto per l'epigrafe della tomba di Giacomo Leopardi nella Chiesa di San Vitale a Fuorigrotta (di Pietro Giordani)

casa di Vico Pero a Napoli dove morì Giacomo Leopardi - lanterna da carrozza - disegno dell'insetto del colera (Monaldo Leopardi) - dizionario francese/italiano e italiano/francese


www.giacomoleopardi.it

Orari:  martedì/domenica 9.00/17.00
            lunedì CHIUSO
Costo:  visita guidata (30') BIBLIOTECA + visita libera MUSEO                                  10 €
             visita guidata (45') BIBLIOTECA + APPARTAMENTI + visita libera Museo   20 €
ATTENZIONE: si possono prenotare le visite sino al giorno precedente della visita


CONCLUSIONI                                                                                                                         Il Museo Leopardi riassume la vita, le opere e i pensieri del grande poeta Giacomo Leopardi, approfondendo temi a lui cari attraverso l'esposizione di oggetti appartenuti a lui e ai membri della sua famiglia, o semplicemente all'epoca in cui visse. Il museo è complementare e non meno importante della visita del palazzo.

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