martedì 19 maggio 2026

Ascoli Piceno: la Cattedrale di Sant'Emidio e il Battistero di San Giovanni Battista

Sul lato Est di Piazza Arringo di Ascoli Piceno si trovano il Battistero di San Giovanni e la Cattedrale di Sant'Emidio.

La Cattedrale di Sant'Emidio, inizialmente dedicato a Santa Maria Madre di Dio, è un edificio di tipo basilicale eretto inizialmente (V/VI secolo) su un esistente tempio dedicato a Ercole, o a Giunone o alle Muse, e utilizzando i resti dell'antica Basilica Civile (13m X 12m X 9m di altezza) del Foro Romano.

Cattedrale di Sant'Emidio

Durante i secoli (tra il V e il XVI secolo) la chiesa è sta più volte rimaneggiata. Transetto, absidi e cupola risalgono all'VIII/IX secolo. Nell'XI secolo fu aggiunta la cripta per accogliere le reliquie di Sant'Emidio, patrono della città.

La facciata in conci di travertino, di un solo ordine architettonico, ma suddivisa in tre parti da  colonne corinzie di ordine gigante, prese l'aspetto attuale nel 1529 su disegno di Cola dell'Amatrice. Sulla sommità corre un fregio e un cornicione sorretto da mensole con balaustra di colonnine.

capitelli, fregio e balaustra della facciata della Cattedrale di Sant'Emidio

Il portale della facciata principale presenta ai lati colonnine dimezzate verticalmente, con basi, capitelli ionici e cornici. Ai lati del portale vi sono due nicchie con sedile.

Le due torri romaniche a base quadrata (XI secolo), poste ai lati della facciata, sono state inglobate nella cortina muraria rinascimentale. La torre sinistra è rimasta incompiuta.

torre destra della Cattedrale di Sant'Emidio

Sul fianco sinistro della Cattedrale si aprono bifore gotiche con colonnine tortili e la Porta della Musa (XV secolo). Questo ingresso rinascimentale con timpano semicircolare è così chiamato per il distico umanistico in latino murato sul lato della porta. Era questo l'ingresso principale della precedente facciata sulla piazza, e venne smontato e posto qui quando venne realizzato l'attuale portale. La scala con balaustra che permette di accedere alla porta è stata aggiunta nel 1841 su progetto di Gabriele Gabrielli. 

Purtroppo durante la nostra visita il fianco sinistro della Cattedrale era coperto di ponteggi per una ristrutturazione, come anche la navata centrale e la navata sinistra erano chiuse per restauro. Quindi la descrizione dell'interno sarà mutila di molte parti.

L'interno quattrocentesco della Cattedrale a croce latina (70m X 30m) è diviso in tre navate da sei pilastri ottagonali con capitelli rinascimentali. Sulle pareti delle navate laterali le volte sono sorrette da lesene con capitelli corinzi. Tra una lesena e l'atra vi sono nicchie sormontate da conchiglie.

navata destra: nicchia sormontata da conchiglia

Al livello del transetto si eleva la cupola con base rettangolare che diviene poi ottagonale. La cupola è sormontata da una calotta ellittica. Il tamburo della cupola è stata affrescato con Scene della vita di Sant'Emidio (1884/1894) da Cesare Mariani, che ha anche realizzato gli affreschi dell'abside e delle volte delle navate. 

volte della navata destra (Cesare Mariani - 1884/1894)

L'altare maggiore è sormontato da un ciborio ligneo a motivi bizantini e gotici, realizzato su disegno di Giuseppe Sacconi (1895) e decorato con i bassorilievi dei Quattro Evangelisti, opera di Giorgio Paci.

Nella navata destra abbiamo potuto visitare la neoclassica Cappella del SS.Sacramento costruita a partire dal 1688 con funzione di coro d'inverno per il Capitolo della Cattedrale.

Cappella del SS.Sacramento

Cappella del SS.Sacramento

L'altare moderno della cappella è decorato con un paliotto d'altare d'argento sbalzato (XIV secolo) attribuito ad autore ignoto.

paliotto (autore sconosciuto - XIV sec.)

E' costituito da 27 formelle in lamine d'argento raffiguranti le Storie di Cristo, disposte su tre registri e montate su una tavola di legno. Originariamente le formelle erano 24 (tre ne furono aggiunte nel XV secolo e forse realizzate dalla bottega di Nicola da Guardiagrele) e disposte in un altro ordine.

paliotto: Storie di Cristo (autore sconosciuto - XIV sec.)

paliotto: Storie di Cristo (autore sconosciuto - XIV sec.)

paliotto: Storie di Cristo (autore sconosciuto - XIV sec.)

Alla destra dell'altare è posto il cinquecentesco tabernacolo in legno dorato e dipinto, realizzato da Alberto Alberti da Borgo Sansepolcro, su disegno di Giorgio Vasari. Il tabernacolo viene chiamato Tabernacolo di San Vittore dalla chiesa in cui era conservato prima del sisma che ha colpito le Marche del 2016.

tabernacolo (Alberto Alberti da Borgo Sansepolcro su dis. Giorgio Vasari - 1575)

A forma di tempietto a base ottagonale, il tabernacolo si sviluppa su due ordini. Ha uno zoccolo con plinti arabescati e quattro scalinate davanti ai lati maggiori. Sui plinti poggiano otto colonne scanalate di ordine gigante con capitelli corinzi, Nell'ordine inferiore si alternano nicchie a edicole. Nell'ordine superiore si aprono quattro finestre quadrangolari, con cornici lisce alternate a lunette a tutto sesto con cherubini. Sulle colonne corre una trabeazione con decorazioni a palmette e mascheroni, Sopra la trabeazione vi sono quattro timpani e il tamburo di una cupola ribassata Nelle nicchie del tamburo sono state rappresentate figure di Profeti. Su due porticine è dipinto Cristo Risorto.

tabernacolo  (Alberto Alberti da Borgo Sansepolcro su dis. Giorgio Vasari - 1575)

Dietro l'altare è stato collocato il Polittico di Sant'Emidio di Carlo Crivelli (1473), l'unica opera dell'artista ad essere rimasta integra e nella sua collocazione originaria.

Polittico di Sant'Emidio (Carlo Crivelli - 1473)

Il polittico è costituito da 25 figure poste su tre registri sovrapposti, e in 21 scomparti inquadrati da una cornice in legno dorato e scolpito di gusto tardo gotico, con cuspidi e lunette a raggiera traforate.

Nello scomparto centrale del registro mediano è raffigurata la Vergine Maria con il Bambino affiancata dai Santi Pietro, Giovanni Battista, Emidio e Paolo.

Polittico di Sant'Emidio: Vergine Maria col Bambino (Carlo Crivelli - 1473)

Polittico di Sant'Emidio: San Pietro e San Giovanni Battista (Carlo Crivelli - 1473)

Polittico di Sant'Emidio: Sant'Emidio e San Paolo (Carlo Crivelli - 1473)

Al centro del registro superiore è dipinto il Compianto.

Polittico di Sant'Emidio: Compianto (Carlo Crivelli - 1473)

Sugli scomparti laterali sono raffigurati i Santi Gerolamo, Caterina d'Alessandria, Giorgio e Orsola.

Polittico di Sant'Emidio: San Gerolamo e santa Caterina d'Alessandria (Carlo Crivelli - 1473)

Polittico di Sant'Emidio: San Giorgio e Sant'Orsola (Carlo Crivelli - 1473)

Sulla predella è raffigurato il Salvatore con dieci Apostoli.

predella del Polittico di Sant'Emidio: Apostoli (Carlo Crivelli - 1473)

predella del Polittico di Sant'Emidio: Salvatore e Apostoli (Carlo Crivelli - 1473)

predella del Polittico di Sant'Emidio: Apostoli (Carlo Crivelli - 1473)

Sulle pareti della cappella vi sono due tele che raffigurano Storie della Vita di Sant'Emidio, dipinte da Ludovico Trasi (XVII secolo).

Battesimo della Vergine Polisia (Ludovico Trasi - XVII sec.)

Decollazione di Sant'Emidio (Ludovico Trasi - XVII sec.)

Sul pavimento un'iscrizione in latino commemora il 9° Congresso Eucaristico Interregionale Piceno (1966).

iscrizione pavimentale della Cappella del SS.Sacramento

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Un'altra cappella che abbiamo potuto visitare è la Cappella della Madonna delle Grazie, posta nella parte Nord del Transetto.

Cappella della Madonna delle Grazie

La cappella è così chiamata perché conserva nella zona centrale del catino absidato sinistro dietro l'altare una piccola tavola, racchiusa in una cornice dorata barocca, che riproduce l'originale Madonna delle Grazie, realizzata da Pietro Alemanno (XV secolo). La tavola originale, che la leggenda racconta essere stata dipinta da San Luca Evangelista, e donata al clero dal papa ascolano Nicolò IV nel XIII secolo, andò distrutta in un incendio.

Madonna delle Grazie (Pietro Alemanno - XV sec.)

Madonna delle Grazie (Pietro Alemanno - XV se.)

Sulle pareti vi sono alcuni mosaici che raffigurano papa Giovanni XXIII che proclama la Madonna delle Grazie patrona della città e della diocesi di Ascoli Piceno. I mosaici sono stati realizzati nella bottega del mosaico di  Ravenna su disegno di Carlo Mattioli nel 1961. Nella calotta emisferica è raffigurato lo Spirito Santo in forma di colomba.

mosaico absidale: papa Giovanni XXIII proclama la Madonna delle Grazie patrona della città e della diocesi di Ascoli Piceno (bottega del mosaico di Ravenna su dis. di Carlo Mattioli - 1961)

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Nell'abside del Transetto destro è ricavata la Cappella del SS.Crocifisso.
E' qui ospitato un Crocifisso di scuola marchigiana della prima metà del XV secolo, proveniente dalla Chiesa di San Vittore.

Cappella del SS:Crocifisso

Sulla parete di fondo del Transetto destro si trova il portale della Sagrestia.

portale della Sagrestia

Nella lunetta del portale è rappresentato lo stemma del Capitolo affiancato da due grifoni. La porta in legno, realizzata da Giovanni di Matteo, è formata da 28 formelle decorate con motivi fitomorfi (1430)

Sulla stessa parete vi sono il Monumento funebre di Filippo Merli e il Monumento funebre del Beato Saladino d'Ascoli.

Nel transetto laterale dell'altare maggiore si trova il pannello (32 mq) in maioliche a riflessi a rilievo intitolato I Martiri del '900 nel contesto dell'Apocalisse di San Giovanni, realizzato da Goffredo Gaeta (2005).

I Martiri del '900 nel contesto dell'Apocalisse di San Giovanni (Goffredo Gaeta - 2025)

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Da una delle due scalinate d'accesso si può scendere nella Cripta romanica della Cattedrale, fatta realizzare nell'XI secolo nell'area presbiteriale della prima Cattedrale dal vescovo Bernardo II per accogliere le spoglie di Sant'Emidio, primo vescovo della città.

cripta della Cattedrale di Sant'Emidio

cripta della Cattedrale di Sant'Emidio

L'ambiente rettangolare della cripta è diviso in tre blocchi: i due laterali con piccole absidi, e quello centrale con l'altare che conserva le reliquie di Sant'Emidio. La cripta è suddivisa in sette navate da 63 colonne (28 in marmo rosso di Verona e le restanti in travertino), alcune delle quali sono colonne di reimpiego romane. I capitelli sono di reimpiego, alcuni sono altomedievali, altri romanici o longobardi. L'intero perimetro della cripta era originariamente affrescato.

colonne e capitelli di riuso della cripta

colonne e capitelli della cripta

colonne e capitelli della cripta

colonne e capitelli della cripta

colonne e capitelli della cripta

colonne e capitelli della cripta

colonne e capitelli della cripta

colonne e capitelli della cripta

colonne e capitelli della cripta

Le volte a crociera furono dipinte nel XIII secolo con fiori a otto petali e stelle a otto punte rosse o nere, che furono man mano sostituite da intonaco e ridipinte nel XIV secolo con figure di Santi a mezzo busto (vi sono dipinte tra le 130 e 150 figure). Sulle volte, oltre ai palinsesti degli affreschi, sono venute alla luce anche le sinopie delle figure pittoriche. Alcuni affreschi sono dotati di iscrizioni dipinte con caratteri gotici. I sottarchi sono dipinti con elementi geometrici e fitomorfi.

palinsesto di affreschi sulle volte: stelle a otto punte (XIII sec.) / Santi (XIV sec.)

palinsesto di affreschi sulle volte: stelle a otto punte e fiori (XIII sec.) / Santi (XIV sec.)

palinsesto di affreschi sulle volte: stelle a otto punte e fiori a otto petali (XIII sec.) / Santi (XIV sec.)

volta della cripta con Santi (XIV sec.)

volta della cripta con Santi monaci (XIV sec.)

volta della cripta con Santi (XIV sec.)

volta della cripta con Santi (XIV sec.)

volta della cripta con stelle (XIII sec.) e sinopia di Arcangelo (XIV sec.)

volta della cripta con sinopie di Santi (XIV sec.)

volta della cripta con Simboli degli Evangelisti (XIV sec.)

volta della cripta con Santi e stemmi (XIV sec.)

volta della cripta con Santi e uomo senza aureola che ha forse finanziato gli affreschi (XIV sec.)

volta della cripta con Santi (XIV sec.)

Alcune Madonne col Bambino e figure di Santi (XIII/XV secolo) ricoprono un muro della cripta che costituiva il muro perimetrale dell'antico edificio romano. Questo muro della parete Nord della cripta era divenuto un apparato tombale affrescato, ed è stato riportato alla luce e restaurato recentemente.

targa commemorativa dei recenti restauri

parete Nord della cripta con affreschi medievali (XIII/XV sec.)

parete Nord della cripta con affreschi medievali (XIII/XV sec.)

Madonna del latte e Santi (XIII/XV sec.)

Madonna del latte con San Francesco e Santi (XIII/XV sec.)

Madonna in trono col Bambino e Santi (XIII/XV sec.)

in alto: Madonna del latte e Santi / in basso: Madonna in trono col Bambino e Santi (XIII/XV sec.)

Nel 1704 Giuseppe Giosafatti cambiò l'assetto romanico della cripta: eliminò le colonne in travertino delle quattro navatelle centrali per creare una sola navata, sorretta da colonne binate in marmo rosso di Verona con basi e capitelli in marmo bianco di Carrara. 

colonne in marmo rosso di Verona

Le antiche volte di quest'area della cripta furono ricoperte con decorazioni in stile barocco.

decorazioni barocche settecentesche delle volte della cripta

decorazioni barocche settecentesche delle volte della cripta

decorazioni barocche settecentesche delle volte della cripta

L'altare della cripta è costituito da un sarcofago romano di IV secolo contenente le spoglie di Sant'Emidio e di alcuni suoi discepoli. Dietro l'altare della cripta si trova il gruppo scultoreo in marmo bianco di Carrara di Sant'Emidio che battezza Polisia, opera di Lazzaro Giosafatti (1730).

area dell'altare della cripta

sarcofago romano con le spoglie di Sant'Emidio e discepoli (IV sec.d.C.)

Sant'Emidio che battezza Polisia (Lazzaro Giosafatti - 1730)

Nel 1954 fu realizzato dallo Studio del Mosaico del Vaticano un ciclo musivo su disegno di Pietro Gaudenzi, collocato sulle pareti circostanti il sepolcro di Sant'Emidio. I mosaici celebrano lo scampato pericolo di Ascoli Piceno come città "ospedaliera" durante la seconda guerra mondiale.

Processione di ringraziamento (Studio del Mosaico del Vaticano su dis, Pietro Gaudenzi - 1954)

sinistra: La Messa al campo / a destra: Il Difensore della città (Studio del Mosaico del Vaticano su dis, Pietro Gaudenzi - 1954)

La Processione di penitenza (Studio del Mosaico del Vaticano su dis, Pietro Gaudenzi - 1954)

a sinistra: Il terremoto del 3 ottobre 1943 / a destra: La Carità sui monti (Studio del Mosaico del Vaticano su dis, Pietro Gaudenzi - 1954)

La Ritirata dei Tedeschi (Studio del Mosaico del Vaticano su dis, Pietro Gaudenzi - 1954)

mosaici sulle volte (Studio del Mosaico del Vaticano su dis, Pietro Gaudenzi - 1954)

mosaici sulle volte (Studio del Mosaico del Vaticano su dis, Pietro Gaudenzi - 1954)

mosaici sulle volte (Studio del Mosaico del Vaticano su dis, Pietro Gaudenzi - 1954)

mosaici sulle volte (Studio del Mosaico del Vaticano su dis, Pietro Gaudenzi - 1954)

mosaici sulle volte (Studio del Mosaico del Vaticano su dis, Pietro Gaudenzi - 1954)

Nella cripta ci sono anche alcuni sepolcri spostati qui nell'Ottocento, tra questi il Monumento funerario di Costanzo Malaspina (XVI secolo) e il Monumento funerario della marchesa Fulvia della Torre Caucci, realizzato da Lazzaro Giosafatti (1740).

Monumento funerario del vescovo Giovanni Gambi (Bottega marchigiana - XVIII sec.)

Monumento funerario di Giovanni Giovannetti (bottega marchigiana - XVII sec.)

Monumento funerario di Costanzo Malaspina (XVI sec.)

Monumento funerario della marchesa Fulvia della Torre Caucci (Lazzaro Giosafatti - 1740)

Nella cripta si trova anche un cimitero ipogeo.

cimitero ipogeo della cripta

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Il Battistero di San Giovanni si trova a sinistra della Cattedrale.

Battistero di San Giovanni Battista

Il battistero, realizzato in blocchi squadrati di travertino (anche di riutilizzo), fu eretto in stile romanico (V/VI secolo) su un precedente edificio romano a base quadrata, forse un tempio dedicato a Ercole del Foro romano. 

Il battistero, voluto dal vescovo Presbitero, subì un primo restauro nel IX secolo,

Battistero di San Giovanni Battista

L'impianto a base quadrata si sviluppa nella parte superiore in forma ottagonale (tiburio) con quattro monofore a forte strombo, sormontate da trifore cieche a tutto sesto (tranne che sul lato Est in cui vi sono due bifore cieche).

trifora cieca e monofora strombata

spigolo del volume cubico e trifora cieca

Sopra al tiburio si trova una cupola emisferica con lanterna a base quadrata e cuspidata (non facilmente visibile dall'esterno). 

cupola con lanterna del Battistero di San Giovanni Battista

Il battistero è quindi costituito da tre volumi: un cubo, un ottaedro e una semisfera. Questa costruzione ha dei valori simbolici: il cubo con i quattro lati rivolti verso i punti cardinali simboleggia la Città terrena, l'ottaedro rappresenta la Chiesa portatrice di Salvezza, la cupola emisferica simboleggi il Regno divino, l'Empireo.

Originariamente il battistero aveva tre ingressi che simboleggiavano la Santa Trinità e le Chiese (Militante, Purgante e Trionfante). L'ingresso del lato Est fu murato secoli fa, quello che fronteggiava la piazza era riservato ai battesimandi (coloro che dovevano ricevere il battesimo), e l'ingresso verso la fiancata della Cattedrale era riservato a coloro che avevano ricevuto il battesimo e potevano accedere alla chiesa. 

Il portale Ovest, che si affaccia su Piazza Arringo, ha stipiti a riquadratura rettangolare e tre triangoli sopra l'architrave.

portale Ovest

decorazione a triangoli del portale Ovest

Il portale Sud, che fronteggia la fiancata della Cattedrale con la Porta della Musa, ha stipiti di gusto romanico e architrave con bassorilievo decorato con treccia di corde annodate.

L'interno del battistero è un'aula a pianta ottagonale irregolare (larghezza 9,14 X 9m) con nicchie agli angoli della base quadrata esterna. L'ambiente è coperto con cupola.

interno del Battistero di San Giovanni Battista

Al centro dell'aula ci sono i resti dell'antica vasca circolare e di una balaustra, per il battesimo ad immersione (V/VI secolo), La vasca di epoca paleocristiana è stata riscoperta nel 1839.

vasca per il battesimo a immersione con resti di balaustra (V/VI sec.)

vasca per il battesimo a immersione con resti di balaustra (V/VI sec.)

La parola "Battistero" deriva dal greco "Bapto" ovvero "Io Immergo" e anticamente erano gli adulti ad essere battezzati e quindi si aveva bisogno di una vasca per essere immersi; successivamente il rito fu spostato all'età infantile e bastava un bacile.

In una nicchia del lato destro del Battistero di San Giovanni Battista si trova anche un fonte battesimale in travertino trecentesco in stile tardo gotico fiorito, con colonna tortile e decorazioni con motivi vegetali e antropomorfi.

fonte battesimale (XIV sec.)

fonte battesimale (XIV sec.)

Sul lato orientale dell'aula è posta la cattedra vescovile, arricchita da una lastra di epoca longobarda. Dopo il battesimo il vescovo cresimava il battezzato. Alle spalle della cattedra vescovile è appesa la tela raffigurante il Battesimo di Cristo, opera attribuita a Venceslao Corrigioli (XVI secolo).

cattedra vescovile / Battesimo di Cristo (attr. Venceslao Corrigioli - XVI sec.)

cattedra vescovile con lastra longobarda

Appoggiate alla parete vi sono una lastra del XII secolo in travertino con scolpita a bassorilievo la figura di Santo vescovo e un affresco strappato di Madonna col Bambino attribuito a Pietro Grill detto l'Alemanno (XV sec.).

lastra con Santo vescovo (XII sec.)

Madonna col Bambino (Pietro Grill detto l'Alemanno - XV sec.)


CONCLUSIONI                                                                                                                           La Cattedrale di Sant'Emidio e il Battistero di San Giovanni Battista sono due tappe imperdibili nella visita di Ascoli Piceno. Purtroppo non abbiamo potuto visitare interamente la Cattedrale per restauri in atto e quindi la descrizione risulta incompleta...chissà, un prossimo viaggio in questa cittadina che offre molti spunti di visita potrebbe colmare questa lacuna.


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