La visita della Villa del Principe, dopo l'Appartamento di Andrea Doria posto nell'ala di Ponente del palazzo, prosegue nell'ala di Levante nell'Appartamento di Peretta Usodimare Del Carretto, moglie dell'ammiraglio.
Le loro nozze furono celebrate nel 1527, quando Andrea Doria aveva 66 anni. Dall'unione dei due sposi non nacquero figli, e Andrea Doria elesse suo erede Giannettino Doria, figlio di suo cugino Tommaso. Ma Giannettino venne ucciso durante la congiura dei Fieschi, e fu designato come erede suo figlio Giovanni Andrea I Doria.
Il primo ambiente dell'appartamento è il Salone del Naufragio.
Questo fu, secondo Giorgio Vasari, il primo ambiente decorato da Perin del Vaga, che dipinse sulla volta Nettuno che placa la tempesta dopo il naufragio di Enea.
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| volta del Salone del Naufragio (Annibale Angelini - XIX sec.) |
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| volta del Salone del Naufragio (Annibale Angelini - XIX sec.) |
L'artista realizzò l'affresco con la tecnica pittorica a olio su muro, e questo causò il deterioramento e la perdita dell'opera già nel Settecento. Annibale Angelini ridipinse nel XIX secolo la volta con un motivo architettonico.
Nella sala si trova un grande camino in marmo e pietra di Promontorio. Decorano il camino un'aquila araldica Doria e due Satiri che suonano il flauto di Pan.
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| camino del Salone del Naufragio |
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| particolare del camino: Satiro che suona il flauto di Pan |
Nel tondo centrale che decora il camino è effigiata la scena di Venere e Amore nella fucina di Vulcano per ottenere le armi di Enea.
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| medaglione del camino: Venere e Amore nella fucina di Vulcano per ottenere le armi di Enea |
Nella sala sono esposti sei grandi arazzi e due tramezzi (elementi lunghi e stretti da porre tra le finestre) che raffigurano la famosa Battaglia di Lepanto.
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| ciclo di arazzi della Battaglia di Lepanto (manifattura di Bruxelles - 1591) |
La battaglia fu combattuta dalla Sacra Lega costituita da papa Pio V per combattere i Turchi (1571). La lega era composta da Genova, Venezia e da Filippo II di Spagna.
Il ciclo di arazzi, realizzato a Bruxelles su disegni preparatori di Luca Cambiaso e Lazzaro Calvi (alcuni conservati come abbiamo visto nella già visitata Sala della Carità Romana), venne commissionato da Giovanni Andrea I Doria, anch'egli presente alla battaglia sulla sua "Capitana Nuova", riconoscibile negli arazzi per il fanale a forma di globo celeste sulla poppa regalatogli dalla moglie.
Le scene sono racchiuse in finte cornici architettoniche in cui compare l'aquila araldica Doria. La narrazione inizia nel primo arazzo con la Partenza da Messina della flotta cristiana e si conclude nel sesto arazzo con il Ritorno a Corfù. Le raffigurazioni sono accompagnate lateralmente da due figure allegoriche.
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| I arazzo: Partenza da Messina della flotta cristiana - Allegoria della Concordia / Nemesi (manifattura di Bruxelles - 1591) |
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| II arazzo: Navigazione lungo le coste calabre - Allegoria della Vigilanza / Allegoria della Fortuna (manifattura di Bruxelles - 1591) |
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| III arazzo: Lo schieramento delle flotte - Allegoria della Speranza / Allegoria della Prudenza (manifattura di Bruxelles - 1591) |
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| IV arazzo: La Battaglia - Allegoria della Fortuna / Allegoria della fortezza (manifattura di Bruxelles - 1591) |
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| V arazzo: La vittoria cristiana e la fuga delle sette galee turche superstiti (manifattura di Bruxelles - 1591) |
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| VI arazzo: Ritorno a Corfù - Allegoria della Gloria / Allegoria della Fama (manifattura di Bruxelles - 1591) |
Nei tramezzi sono raffigurate l'Allegoria di Roma e l'Allegoria di Venezia.
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| tramezzi: Allegoria di Venezia / Allegoria di Roma (manifattura di Bruxelles - 1591) |
_______La sala seguente è chiamata Sala di Psiche.
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| Sala di Psiche |
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| Sala di Psiche |
La sala prende nome dalle Vicende di Psiche e Amore (tratte dall'Asino d'oro di Apuleio), raffigurate nelle lunette del soffitto, colpito dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e quindi privo di decorazioni.
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| volta della Sala di Psiche |
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| volta della Sala di Psiche |
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| volta della Sala di Psiche |
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| lunette: Vicende di Psiche e Amore |
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| lunette: Vicende di Psiche e Amore |
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| lunette: Vicende di Psiche e Amore |
La sala custodisce alcuni ritratti della famiglia Doria.
Il Ritratto di Andrea Doria di Sebastiano del Piombo, commissionato da papa Clemente VII (1526) quando Andrea Doria divenne il comandante supremo della flotta pontificia.
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| Ritratto di Andrea Doria (Sebastiano del Piombo) |
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particolare del Ritratto di Andrea Doria (Sebastiano del Piombo)
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CURIOSITA': il dipinto, che coglie Andrea Doria all'età di 60 anni, si pensa che ispirò Caravaggio per il volto di Ponzio Pilato del suo Ecce Homo (esposto a Palazzo Bianco a Genova).
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| Ecce Homo (Caravaggio - Palazzo Bianco - Genova) |
Il Ritratto di Giannettino Doria, che come sopra accennato, era stato scelto da Andrea Doria come suo successore ma che morì assassinato. Forse l'opera è da attribuirsi a Francesco Salviati.
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| Ritratto di Giannettino Doria (attr. Francesco Salviati) |
Il Ritratto di Giovanni Andrea I Doria col cane Roldano (ritratto qui a sessant'anni con abito dei Cavalieri di San Giacomo della Spada), indicato da Andrea Doria come suo successore a sette anni, dopo la morte del padre Giannettino. L'opera è stata forse realizzata da Alessandro Vaiani.
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| Ritratto di Giovanni Andrea I Doria col cane Roldano (attr. Alessandro Vaiani - XVII sec.) |
Il Ritratto di gentiluomo con moneta, attribuito a Lavinia Fontana, e creduto il ritratto di Andrea II Doria.
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| Ritratto di gentiluomo con moneta ( attr. a Lavinia Fontana) |
_______La prossima sala è la Sala di Aracne, una delle camere da letto di Peretta Usodimare del Carretto.
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| Sala di Aracne |
Al centro del soffitto della sala vi è una chiave di volta in pietra nera di Promontorio con stemma Doria unito allo stemma dei Cybo (banda di scacchi a tre file) che ricorda la parentela di Peretta con papa Innocenzo VIII Cybo.
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| chiave di volta con stemma Doria/Cybo |
Nelle lunette della volta è raffigurato il Mito di Aracne.
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| volta della Sala di Aracne |
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| particolare della volta: Mito di Aracne |
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| particolare della volta: Mito di Aracne |
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| particolare della volta: Mito di Aracne |
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| particolare della volta: Mito di Aracne |
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| particolare della volta: Mito di Aracne |
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| particolare della volta: Mito di Aracne |
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| particolare della volta: Mito di Aracne |
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| particolare della volta: Mito di Aracne |
Tra i ritratti di donne appesi alle pareti della sala troviamo il Ritratto di Dama rossa (forse Zenobia II Doria, sorella di Giovanni Andrea II) attribuito a Bernardo Castello, il Ritratto di Maria Polissena Landi (moglie di Giovanni Andrea II Doria, che alla morte del marito divenne reggente del figlio Andrea III Doria), il Ritratto di Anna Pamphilj (figlia di Olimpia Aldobrandini Borghese e di Camillo Valmontone, e nipote di papa Innocenzo X) attribuito a Jacob Ferdinand Voet, il Ritratto di Ottavia Caterina Trivulzio (ritratta all'età di cinque anni), figlia di Nicolò Trivulzio e Gerolama Doria.
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| Ritratto di Ottavia Caterina Trivulzio (anonimo del XVI/XVII sec.) |
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| Ritratto di Anna Pamphilj (attr. Jacob Ferdinand Voet - 1671) |
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| Ritratto di Dama rossa (attr. Bernardo Castello) |
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| Ritratto di Maria Polissena Landi (anonimo del XVII sec.) |
Nella sala si trovano un mobile formato da uno stipo su cassone, due tavolini in ebano e avorio intarsiato (XVII secolo) di ambito meridionale, e piatti di manifattura di Montelupo e di Viterbo (XVII secolo).
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| mobile cassettone e stipo (XVII sec. - ambito meridionale) |
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| tavolino in ebano e avorio (XVII sec.) |
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| tavolino in ebano e avorio (XVII sec.) |
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| piatti con Santi e simboli della Passione (manifattura di Montelupo e Viterbo - XVII sec.) |
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| piatti "Arlecchini di Montelupo" (manifattura di Montelupo - XVII sec.) |
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La successiva Sala di Fetonte, la retrocamera della Sala di Aracne, è oggi allestita come camera da letto.
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| Sala di Fetonte |
Il letto a colonne è stato realizzato con sete antiche e porta lo stemma di famiglia.
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| letto a colonne |
La sala prende nome dal Mito di Fetonte (tratto dalle Metamorfosi di Ovidio), raffigurato nelle lunette della volta. Sulla volta è stata invece realizzata una decorazione a grottesche.
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| volta della Sala di Fetonte |
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| quadro centrale a grottesche della volta |
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| lunette: Mito di Fetonte |
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| lunette: Mito di Fetonte |
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| lunette: Mito di Fetonte |
Stando alla cartella informativa, nella sala si doveva trovare il Ritratto di Melchiorre Baldassini (giurista del XVI secolo), opera di pittore ignoto fiammingo, invece al suo posto abbiamo trovato il Ritratto di papa Paolo IV.
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| Ritratto di papa Paolo IV |
_______Si prosegue nella Sala del Trionfo di Furio Camillo.
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| Sala del Trionfo di Furio Camillo |
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| Sala del Trionfo di Furio Camillo |
Il Trionfo di Marco Furio Camillo contro i Galli è stato fatto raffigurare nel centro del soffitto da Giovanni Andrea I Doria.
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| Trionfo di Marco Furio Camillo |
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| soffitto della Sala del trionfo di Furio Camillo |
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particolare del soffitto della Sala del trionfo di Furio Camillo
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| particolare del soffitto della Sala del trionfo di Furio Camillo |
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| particolare del soffitto della Sala del trionfo di Furio Camillo |
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| particolare del soffitto della Sala del trionfo di Furio Camillo |
Nella sala vi sono alcuni ritratti di personaggi maschili della famiglia Doria Pamphilj che si sono distinti nella Chiesa. Tra questi il Ritratto del cardinale Giorgio Doria Pamphilj, opera attribuita a Lucia Casalini Torelli, e due Ritratti del cardinale Giuseppe II Doria Landi (uno è opera di Filippo Sannari).
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| Ritratto del cardinale Giorgio Doria Pamphilj (attr. Lucia Casalini Torelli) |
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| Ritratto del cardinale Giuseppe II Doria Landi (Filippo Sannari) |
E' appeso alla parete anche l'Autoritratto di Antonio Concioli (amico della famiglia Doria Pamphilj), intento a dipingere Giuseppe Doria Pamphilj.
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| Autoritratto di Antonio Concioli (Antonio Concioli) |
Sono esposti nella sala uno scrittoio di manifattura francese del XIX secolo e specchierine di manifattura genovese settecentesca con cornici in legno dorato decorate con un animale esotico sulla sommità.
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| ai lati della specchiera: specchierine (manifattura genovese - XVIII sec.) |
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| scrittoio (manifattura francese - XIX sec.) |
_________La sala che segue, allestita come sala da pranzo, è la Sala della punizione di Prometeo.
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| Sala della punizione di Prometeo |
Le decorazioni a stucco raffigurano il Mito di Prometeo. Nella volta Marcello Sparzo ha raffigurato Mercurio si china per incatenare alla rupe Prometeo.
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| volta della Sala della punizione di Prometeo |
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| volta della Sala della punizione di Prometeo |
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| particolare della volta della Sala della punizione di Prometeo |
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| particolare della volta della Sala della punizione di Prometeo |
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particolare della volta della Sala della punizione di Prometeo
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| Mercurio si china per incatenare alla rupe Prometeo (Marcello Sparzo) |
Nel XIX secolo Annibale Angelini modificò i colori della volta in giallo ocra con foglia d'oro, ma il tempo ha fatto cadere la decorazioni in oro e fatto riaffiorare parzialmente l'originale sfondo azzurro tenue e gli stucchi bianchi.
Le pareti della sala sono ricoperte con sete moderne ricamate. Quattro pannelli settecenteschi sono di seta dipinta a motivi floreali d'ispirazione orientale.
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| pannelli di seta ricamata delle pareti della sala |
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| pannelli di rivestimento in seta dipinta a motivi floreali d'ispirazione orientale |
Sulle pareti hanno trovato collocazione quattordici vasetti di maiolica (manifattura Chiodo di Savona), recanti i nomi degli alimenti e conserve che contenevano.
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| vasetto in maiolica "Giuggiole" (manifattura Chiodo di Savona) |
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| vasetto in maiolica "Sciroppo di Corallo"(manifattura Chiodo di Savona) |
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| vasetto in maiolica "Salsa pariglia" (manifattura Chiodo di Savona) |
La lotta di Giuseppe e l'Angelo e Sansone con il leone, appesi alle pareti, sono opera della cerchia di Carlo Antonio Tavella.
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| a sinistra: Lotta di Giuseppe e l'Angelo (Antonio Tavella) / a destra: Sansone con il leone (Antonio Tavella) |
Sono anche esposti una Marina con torre-faro e imbarcadero e il Ritratto di uomo con pipa di pittore di scuola genovese (XVII/XVIII secolo).
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| Ritratto di uomo con la pipa (scuola genovese - XVII/XVIII sec.) |
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| Marina con torre-faro e imbarcadero |
Arredano la sala poltrone e divanetti in velluto verde e un tappeto Isfahan realizzato in Persia nel XVII secolo di tipologia "polonaise" (così detta perché un esemplare era stato esposto nel padiglione polacco all'Esposizione di Parigi del 1866).
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| poltrone e divanetti (XVII sec.) |
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| tappeto Isfahan (Persia - XVII sec.) |
________La prima delle quattro sale fatte realizzare da Andrea I Doria con decorazioni di Marcello Sparzo è la Sala del Tributo a Brenno.
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| Sala del Tributo a Brenno |
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| Sala del Tributo a Brenno |
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| Sala del Tributo a Brenno |
Al centro della volta è raffigurata la Pesatura dell'oro per il riscatto di Roma.
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| riquadro centrale della volta: Pesatura dell'oro per il riscatto di Roma (Marcello Sparzo) |
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| volta della Sala del Tributo a Brenno |
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particolare della volta della Sala del Tributo a Brenno
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particolare della volta della Sala del Tributo a Brenno
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particolare della volta della Sala del Tributo a Brenno
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particolare della volta della Sala del tributo a Brenno
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Nella sala si trovano due arazzi tessuti dalla Manifattura Gobelins di Parigi (1768), rappresentanti i mesi di Dicembre e Maggio.
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| arazzo: Maggio (Manifattura Gobelins - Parigi - 1768) |
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| arazzo: Dicembre (Manifattura Gobelins - Parigi - 1768) |
Cornici ovali racchiudono i ritratti di dame della famiglia Doria (riconoscibili per aver come sfondo un drappo rosso, simbolo della casata), realizzati da Domenico Parodi. Tra queste si riconoscono Maria Teresa Doria Tursi (moglie di Giovanni Andrea IV Doria), Livia Centurione Doria (moglie di Giovanni Andrea III Doria) e Anna Doria Spinelli (moglie di Giuseppe Spinelli Barrile).
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| Ritratto di Maria Teresa Doria Tursi (Domenico Parodi) |
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| Ritratto di Livia Centurione Doria (Domenico Parodi) |
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| Ritratto di Anna Doria Spinelli (Domenico Parodi) |
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| Ritratto di dama Doria (Domenico Parodi) |
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| Ritratto di dama Doria (Domenico Parodi) |
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| Ritratto di dama Doria (Domenico Parodi) |
Al centro della sala si trova una slitta in legno intagliato e dipinto di manifattura veneta (XVIII secolo).
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| slitta (manifattura veneta - XVIII sec.) |
Queste sale furono affittate a Giuseppe Verdi e a sua moglie Giuseppina Strepponi tra il 1874 e il 1900.
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La sala chiamata Sala dei Fatti di Prometeo prende nome dalle Genealogie degli dei di Giovanni Boccaccio.
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| Sala dei Fatti di Prometeo |
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| Sala dei Fatti di Prometeo |
Nel riquadro centrale della volta decorata a stucco da Marcello Sparzo è raffigurata la scena in cui Prometeo modella col fango una figura umana. In altri riquadri è rappresentato il Ratto del fuoco dal carro di Apollo e Prometeo riporta il fuoco sulla Terra e infonde con questo il soffio vitale alla figura plasmata.
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| riquadro centrale della volta: Prometeo modella col fango una figura umana (Marcello Sparzo) |
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| decorazione a stucco della volta (Marcello Sparzo) |
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| decorazione a stucco della volta (Marcello Sparzo) |
La sala fu allestita come camera da letto già all'epoca di Giovanni Andrea I Doria, e ancora oggi viene usata come tale dagli attuali proprietari.
I mobili presenti nella sala risalgono all'epoca del matrimonio tra Andrea IV Doria e Leopoldina Savoia: tre comò di manifattura romana con l'aquila araldica dei Doria raffigurata nei bronzi angolari, e una toletta con la raffigurazione della Fama che porta in trionfo l'aquila Doria con lo stemma Savoia sul petto.
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| comò (manifattura romana) |
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| toletta (XVI sec.) |
Si conservano in questo ambiente anche il Ritratto di Andrea IV Doria (1838) ricavato da una miniatura e il Ritratto di Leopoldina Savoia Carignano, ricavato dalla sua maschera mortuaria da Antonio Concioli.
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| Ritratto di Andrea IV Doria (anonimo - 1838) |
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| Ritratto di Leopoldina Savoia di Carignano (Antonio Concioli) |
Nella sala è stato ricavato nel 1590 il Camerino-Oratorio per permettere a Donna Zenobia, moglie di Andrea I Doria, di pregare durante la malattia che la condusse alla morte.
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| Camerino-Oratorio |
L'altare in marmo di Carrara è opera di Antonio Severa. Nel paliotto, realizzato da Gianni Ricci, vi è un'iscrizione tratta dal Requiem di Giuseppe Verdi. Il Crocifisso in avorio è un'opera del XVIII secolo.
Lazzaro Calvi ha raffigurato sulle pareti Cristo in preghiera nell'Orto dei Getsemani e Cristo con la corona di spine presentato al popolo.
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| Cristo in preghiera nell'Orto dei Getsemani (Lazzaro Calvi) |
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| Cristo con la corona di spine presentato al popolo (Lazzaro Calvi) |
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L'ultima sala lungo il percorso di visita di Villa del Principe è la piccola Sala di Apollo e Pitone.
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| Sala di Apollo e Pitone |
Nelle lunette del soffitto sono raffigurati episodi tratti dal I libro delle Metamorfosi di Ovidio, tra questi Apollo che saetta e uccide il mostro Pitone.
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| lunette della volta |
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| lunette della volta |
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| lunette della volta |
Due sono i ritratti esposti nella sala.
Il Ritratto del cardinale Infante Ferdinando (terzo figlio di Filippo III di Spagna, creato cardinale ad 11 anni), che in qualità di governatore dei Paesi Bassi sostò a Genova e venne ospitato dalla famiglia Doria. E' questa una copia di un'effige di Rubens, realizzata nella bottega dell'artista.
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| Ritratto del cardinale Infante Ferdinando (da Rubens) |
Il Ritratto di Francesco II Sforza (secondogenito di Ludovico il Moro e Beatrice d'Este), prototipo di un ritratto realizzato da Tiziano. Il dipinto venne "reimpiegato" per raffigurare un secolo dopo il Ritratto di Marco Antonio Landi, avo di Polissena Landi, moglie di Giovanni Andrea II Doria.
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| Ritratto di Francesco II Sforza (da Tiziano e bottega) |
_________Il percorso museale negli ambienti del piano nobile di Villa del Principe è terminato, ma la visita può proseguire nei giardini della residenza.
Un primo sguardo del giardino visto dall'alto lo si può avere uscendo sulla terrazza adiacente alla Loggia degli Eroi.
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| terrazza del piano nobile |
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| terrazza del piano nobile |
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| terrazza del piano nobile |
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| giardino di Villa del Principe visto dalla terrazza del piano nobile |
Inizialmente vi erano due giardini nella Villa del Principe: quello che si estendeva verso Sud e verso il mare, e quello a Nord costituito da terrazzamenti sulla collina di Granarolo, posta alle spalle della villa.
Nel XIX secolo la collina di Granarolo venne sbancata e man mano urbanizzata, e nel 1854 venne costruita la linea ferroviaria Torino-Genova che separò la villa dai suoi possedimenti a monte, con la perdita del giardino settentrionale.
A metà Ottocento il principe Filippo Andrea V Doria decise di trasformare il giardino meridionale in un romantico parco all'inglese.
L'unico elemento rimasto del primo giardino è la Fontana dei delfini, realizzata da Silvio Casini su progetto di Perin del Vaga (1521/1523). Oggi la fontana si trova nel giardino di Ponente.
Il giardino meridionale, ristrutturato e riportato al suo assetto cinquecentesco, è accessibile tramite un cancello e una doppia rampa in ciottoli bianchi e neri (risseu).
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| ingresso al giardino di Villa del Principe |
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| rampa di accesso al giardino |
Il giardino meridionale cinquecentesco era un giardino scenografico all'italiana affacciato sul mare e collegato originariamente all'attracco portuale, dove stazionavano le galee della famiglia Doria.
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| Giardino meridionale della Villa del Principe |
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| Giardino meridionale della Villa del Principe |
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| Giardino meridionale della Villa del Principe |
Un'altra fontana, posta vicino l'ingresso attuale della villa, ovvero nel giardino di Levante, risale al 1540 circa ed è chiamata la Fontana del Satiro.
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giardino con la Fontana del Satiro
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| giardino con la Fontana del Satiro |
Il Satiro o Tritone che cavalca un delfino è posta su una finta roccia in una vasca ribassata, circondata da una piattaforma lobata con balaustra a colonne in pietra. La scultura realizzata da Giovanni Angelo Montorsi, è stata in parte rifatta da Giovanni Giacomo Paraccia detto il Valsoldo perché danneggiata nel 1581.
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| Fontana del Satiro |
CURIOSITA': Andrea Doria per poter rifornire d'acqua le fontane e i giardini fece costruire un lago artificiale (oggi non più esistente): il Lagaccio.
www.doriapamphilj.it/genova
Orari: lunedì/domenica 10.00/18.00
Costo: 11 €
CONCLUSIONI La mia stesura dei due post dedicati a Villa dei Principi e la lettura di chi è arrivato a queste ultime conclusioni ha richiesto tempo, ma spero che sia servito a suscitare l'interesse per una visita di un così importante e ben conservato sito della Storia di Genova e della Storia dell'Arte. Un gioiello rinascimentale da non mancare!
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