martedì 20 ottobre 2026

Lerici: il borgo e la marina


Lerici , posta tra le Cinque Terre e la Versilia, è la perla del Golfo della Spezia.

San Terenzo

Lerici

Lerici vanta origini molto antiche, probabilmente etrusche (VII secolo a.C.). La prima notizia storica ci giunge dall'astronomo e geologo Claudio Tolomeo (II secolo d.C.) che nella sua opera Geografia definisce il porto di Lerici un attracco tra Pisa e Genova.

Chiamata Mons Ilicis per i suoi fitti boschi di leccio, Lerici era una baia naturale che i Romani usarono per i commerci con la colonia di Luni. Abitata dai Liguri, fu oggetto di un'incursione di pirati saraceni. Rappresentò durante il Medioevo uno scalo per mercanti e pellegrini. Passò dai conti vescovi di Luni ai Malaspina e successivamente, contesa ai Pisani, andò alla Repubblica di Genova.

Durante la nostra visita del borgo di Lerici abbiamo visitato il Castello di San Giorgio (argomento del prossimo post), ma prima abbiamo voluto passeggiare sul lungomare per godere del panorama su uno dei golfi più famosi d'Italia, il Golfo dei Poeti (a cui verrà dedicato un post a parte).  

Un lungomare costeggia la spiaggia di Lerici da un lato e l'abitato dall'altro, regalando scorci bellissimi che, dal Castello di San Giorgio di Lerici giungono fino a San Terenzo, frazione di Lerici che con il suo castello chiude il golfo.

Golfo di Lerici


Castello di San Giorgio

San Terenzo

castello di San Terenzo

La passeggiata verso San Terenzo corre lungo gli scogli e poi costeggiando la spiaggia.

lungomare di Lerici

lungomare di Lerici

lungomare di Lerici

spiaggia di Lerici

spiaggia di Lerici

Passeggiando nei pressi del porto turistico di Lerici, si incontra Piazza Garibaldi, cuore del centro storico, circondata dalle tipiche case colorate del borgo, una di un colore diverso dall'altra, per poter essere identificate dai pescatori dal mare. La piazza fu realizzata riempiendo lo scalo degli ex cantieri navali.

Piazza Garibaldi

Piazza Garibaldi

Piazza Garibaldi

Piazza Garibaldi

Su una base a piramide tronca vi è il busto di Giuseppe Garibaldi, realizzato in marmo bianco nel 1895 da Giovanni Beretta.

busto di Giuseppe Garibaldi (Giovanni Beretta - 1895)

La piazza prosegue idealmente verso lo sperone su cui svetta il castello, divenendo la Calata Mazzini, la banchina principale del porto, fiancheggiata da localini fronte porto, da cui partono i traghetti per le Cinque Terre e Porto Venere.

Calata Mazzini

Calata Mazzini

Calata Mazzini: banchina del porto turistico

banchina del porto turistico

Nello slargo posto al limitare di Piazza Garibaldi si trova l'Oratorio di San Rocco.

Oratorio di San Rocco

Una lapide in caratteri gotici posta sul campanile attesta la costruzione dell'Oratorio nel 1287 ad opera del Massaro Palmerino. 

L'Oratorio, costruito nel extramoenia, fu dedicato inizialmente a San Martino e San Cristoforo, ma dopo una pestilenza, nel 1524 fu ingrandito incorporando la torre a guardia del guado del canale che confluiva qui in mare, e intitolato a San Rocco, Santo protettore contro la peste.

Sulla facciata dell'edificio di culto si trova una statua che raffigura San Rocco.

statua di San Rocco

Sul campanile vi sono anche tre bassorilievi raffiguranti due figure alate con lo stemma con il leccio (simbolo di Lerici), San Giorgio che uccide il drago e una Madonna col Bambino. La cella campanaria e la cuspide ottagonale furono aggiunte nel 1515.

L'interno dell'Oratorio presenta una decorazione in stile barocco.

interno dell'Oratorio di San Rocco

Sugli altari posti lungo l'unica navata sono posti: una Madonna con Bambino e Santi (XVIII secolo), una Vergine col Bambino tra i santi Andrea e Rocco (XVI secolo), una Sacra Famiglia con Sant'Eligio e Sant'Antonio Abate attribuita a Giovanni Battista Casoni (XVII secolo).

Sull'altare vi è una tavola ridimensionata del XVI secolo di autore ignoto con raffigurazione dei Santi Sebastiano, Cristoforo, Rocco e Martino.

Santi Sebastiano, Cristoforo, Rocco e Martino (autore ignoto - XVI sec.)

I due dipinti settecenteschi sulle pareti accanto all'altare maggiore raffigurano la Vergine col Bambino e le anime purganti e la Madonna del Carmine con devoti e naufragio. Sono opere di Carlo Conturi.

Nel 1649 venne istituita nell'Oratorio la Compagnia "mortis et orationis" che si occupava di dare degna sepoltura ai poveri, ai pellegrini, ai viaggiatori, agli annegati e ai morti sulla strada. Nel 1763 Oratorio e Compagnia furono interdetti per trent'anni.

L'Oratorio subì gravi danni dopo essere stato usato come quartiere della guardia nazionale (1815/1849).

CURIOSITA': i notai medievali redigevano i loro atti in un angolo esterno dell'Oratorio ("er canto").

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Alle spalle dell'Oratorio di San Rocco si possono percorrere i vicoli, i tipici caruggi liguri, o le creuze che si arrampicano sino al castello o sulle colline. 

borgo di Lerici

borgo di Lerici

vicolo del borgo

vicolo del borgo

vicolo del borgo

vicolo del borgo

vicolo del borgo

creuza

creuza

Addentrandosi nel dedalo dei vicoli del borgo si giunge alla Chiesa di San Francesco .

Chiesa di San Francesco

La Chiesa di San Francesco fu consacrata nel 1689, ma già dal 1636 fu aperta al pubblico. La costruzione sorse sulle rovine di un'antica e più piccola chiesa del XIV secolo, realizzata in quell'epoca in una zona in aperta campagna, lontana dal mare e dal borgo.

Dell'antica chiesa si sono conservate la colonna posta sul sagrato e la statua di San Francesco posta sulla facciata dell'attuale luogo di culto.

colonna sul sagrato della chiesa

Le tre porte in legno che si aprono sulla facciata sono state realizzate da Ado Faridone e Claudio Chiappini.

La porta centrale mostra Sant'Erasmo, San Francesco e l'Annunciazione. Sulla porta destra sono raffigurati San Bernardino da Siena e San Rocco, mentre sulla porta sinistra vi sono rappresentate Scene della vita di San Venerio e di Sant'Eutichiano.

L'interno della chiesa a una sola navata presenta un soffitto molto alto, affrescato da Luigi Allegretti nel 1932. I tre affreschi sono racchiusi in cornici rettangolari in stucco e raffigurano la Glorificazione di San Francesco (al centro), il Ritrovamento della Madonna di Maralunga e Sant'Erasmo che placa la tempesta.

navata della Chiesa di San Francesco

La navata è affiancata da cappelle dagli altari in marmo policromi e opere d'arte, è in stile barocco.

fianco destro della navata della Chiesa di San Francesco

fianco sinistro della navata della Chiesa di San Francesco

Lungo il lato destro della navata il primo altare è sormontato da una Deposizione di Cristo dalla Croce con Santi di autore anonimo (XVII secolo).

Sul secondo altare vi è la Madonna di San Bernardino e San Francesco, opera di Domenico Fiasella detto il Sarzana (1659).

Madonna di San Bernardino e San Francesco (Domenico Fiasella detto il Sarzana - 1659).

Sul terzo altare è posta una Madonna col Bambino, Sant'Erasmo e San Nicola da Tolentino, San Leonardo e Santa Chiara da Montefalco, opera del XVII secolo attribuita a Paolo Gerolamo Piola, proveniente dalla chiesa di Maralunga.

Adorna il quarto altare il dipinto di scuola toscana del XVI secolo raffigurante Santa Caterina, Santa Cecilia e Santa Lucia con donatore.

Santa Caterina, Santa Cecilia e Santa Lucia con donatore (scuola toscana - XVI sec.)

Nella Cappella del Rosario si trova sull'altare una statua in legno raffigurante la Madonna del Rosario attribuita alla scuola di Anton Maria Maragliano, affiancata dalle statue di Sant'Anna e San Gioacchino.

Cappella del Rosario: Madonna col Bambino (attr. scuola di Anton Maria Maragliano - XIX sec.) / Sant'Anna (XVII sec.) e San Gioacchino / tomba (XVII sec.)

La tomba posta sul lato della cappella è sovrastata da due figure allegoriche: il Tempo e la Vita o la Verità (XVII secolo).

cupola della Cappella del Rosario

Alla destra del presbiterio si trova una cappella con la statua lignea di Cristo sull'altare e una teca con il Cristo Morto sotto la mensa.

cappella alla destra del presbiterio

Posto all'esterno della cappella vi è un pulpito in marmi policromi (1706).

pulpito (1706)

Nel presbiterio vi sono due vetrate del 1953 che raffigurano San Giovanni Battista e San Pietro.

presbiterio e abside

I quattro dipinti alle pareti rappresentano sulla a destra la Presentazione di Maria al Tempio di Camillo Pucci (1862) e San Giovanni Battista di Domenico Bocciardo (XVIII secolo), mentre sulla parete sinistra l'Immacolata Concezione tra Santa Chiara, San Francesco e San Bonaventura di Domenico Cappellino (1617) e l'Assunzione della Vergine tra gli angeli, con Davide, Salomone, Mosè, San Gerolamo, San Bernardo e Sant'Agostino di Jan Miel (1657).

dipinti sulla parete sinistra del presbiterio: Immacolata Concezione tra Santa Chiara, San Francesco e San Bonaventura (Domenico Cappellino -1617) / Assunzione della Vergine tra gli angeli, con Davide, Salomone, Mosè, San Gerolamo, San Bernardo e Sant'Agostino (Jan Miel -1657)

dipinti sulla parete destra del presbiterio: Presentazione di Maria al Tempio (Camillo Pucci -1862) / San Giovanni Battista (Domenico Bocciardo -XVIII sec.)

Nell'abside è posto il coro in legno di noce scolpito con due ordini di stalli (fine XVIII secolo). Sopra al coro è posta la statua in marmo di Carrara che raffigura San Francesco (XVIII secolo). 

La cappella alla sinistra del presbiterio conserva un Crocifisso ligneo del XV secolo, probabilmente appartenuto all'antica Chiesa di santa Marta andata distrutta.

Crocifisso (XV sec.)

Sul lato sinistro della navata, partendo dal presbiterio, sopra al primo altare, viene conservata la cosiddetta Madonna di Maralunga, una tavoletta con doppia immagine di Madonna col Bambino, ritrovata sugli scogli di Marelunga nel 1410 da tre pescatori, giunta a riva dopo il naufragio di un brigantino. 


Cappella/Santuario della Madonna di Maralunga

Madonna di Maralunga (XV sec.)

L'icona molto venerata, fu conservata inizialmente nel convento che venne eretto sul luogo del ritrovamento, ma nel 1810 fu portata nella Chiesa di San Francesco.

Sul secondo altare vi è una Madonna orante.

Madonna orante

Sul terzo altare si trova il dipinto della Visitazione di Maria a Elisabetta, opera di Giovanni Bernardo Carbone (XVII secolo).

Visitazione di Maria a Elisabetta (Giovanni Bernardo Carbone - XVII secolo).

Sul quarto altare vi è una Madonna con Bambino e i Santi Luigi, Antonio Abate, Antonio da Padova, Francesco e anime purganti, opera di autore ignoto del XVII secolo.

Madonna con Bambino e i Santi Luigi, Antonio Abate, Antonio da Padova, Francesco e anime purganti (autore ignoto - XVII secolo)

Sopra il quinto altare è posto il dipinto del XVII secolo di Domenico Fiasella raffigurante Sant'Agostino che esita tra il sangue di Cristo e il latte della Vergine.

Prima dell'uscita vi è un antico fonte battesimale, una vasca ottagonale in marmo di Carrara datata 1448, appartenuta forse alla precedente chiesa.

In controfacciata è posto l'organo a canne del 1841.

controfacciata della chiesa

organo a canne (Agati - 1841)


CONCLUSIONI                                                                                                                       Lerici non è solo il borgo e la marina descritti soprattutto con le foto di questo post... per questo vi invito a leggere i miei post che raccontano l'identità culturale di questo borgo spettacolare.


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