martedì 9 dicembre 2025

Pisa: un soggiorno di charme all'ombra di una pieve

Nella nostra ultima visita a Pisa abbiamo deciso di soggiornare in un relais a San Casciano, frazione di Cascina, a una decina di chilometri dalla città d'arte: 

                               GIARDINO DELLA PIEVE RELAIS

                               Via Barbaiano 129

                               328 8598625

                               www.giardinodellapieve.it

Giardino della Pieve Relais

Il relais si trova in campagna, non lontano dall'Arno e vicino alla Torre di Caprona o Torre degli Upezzinghi, una torretta d'avvistamento posta su uno sperone roccioso. La zona è stata il teatro di una battaglia del 1289 tra guelfi e ghibellini a cui partecipò anche Dante Alighieri che la ricorda nel canto XXI dell'Inferno della Divina Commedia. La torre è la copia ottocentesca della torre di un castello dell'XI secolo smantellato dai Fiorentini nel 1433. 

Torre di Caprona o Torre degli Upezzinghi

Il relais è così chiamato perché il suo giardino si trova al confine con l'abside della Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano, una chiesa battesimale ricordata già dal 970. 

abside della Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano

L'edificio religioso fu ricostruito alla fine del XII secolo su progetto dell'architetto e scultore Biduino esponente del romanico pisano che insieme a Bonanno ha partecipato alla prima fase costruttiva della Torre di Pisa e alla decorazione scultorea della facciata del Duomo. Per questa pieve lo scultore ha realizzato anche l'architrave in marmo del portale centrale della facciata, sul quale sono scolpite Scene della resurrezione di Lazzaro, Ingresso di Gesù a Gerusalemme con gli Apostoli e San Cassiano con due scolari (all'estrema sinistra). Sull'architrave sono riportati la data 1180 dei lavori di costruzione e la firma dell'artista. 

facciata della Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano

portale centrale della Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano

Nella lunetta del portale è posta una testina barbuta e sopra di questa vi è un rosone a forma di stella a otto punte.

architrave, testina barbuta e rosone a stella a otto punte

Anche gli architravi dei due portali laterali con Grifi che assalgono un orso e Scene di caccia e lotta tra animali sono scolpiti dallo stesso Biduino, così come i capitelli degli stipiti. 

architrave del portale laterale sinistro con Grifi che assalgono un orso

architrave del portale laterale destro con Scene di lotta e caccia tra animali

Agli spigoli della facciata vi sono decorazioni scultoree raffiguranti leoni con preda umana e animale.  

leone con preda umana

Due semipilastri quadrati e quattro lesene dividono verticalmente la facciata. Sui capitelli di questi poggiano cinque archi che includono losanghe con rosette o rosoncini.

decorazione con losanga e rosetta

decorazione con rosoncino

La parte alta della facciata con bifora è rimasta incompiuta.

bifora della facciata

Il campanile della pieve fu abbattuto nella seconda guerra mondiale dai tedeschi durante la loro ritirata del luglio del 1944, ed è stato ricostruito nel 1986 in stile...diciamo troppo moderno (dal mio punto di vista).

abside e campanile della Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano

campanile della Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano

L'interno (che non abbiamo visitato perché si stava celebrando la Messa) è diviso in tre navate da dodici colonne e due pilastri, con capitelli medievali e di riuso. Si conservano un fonte battesimale monolitico ad immersione di forma ottagonale e una terracotta raffigurante il Battesimo di Gesù opera della bottega di Andrea della Robbia. 

interno della Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano

Ma dopo queste due parentesi storico-artistiche, torniamo al relais in cui abbiamo soggiornato.

Giardino della Pieve Relais

Giardino della Pieve Relais

Dopo aver varcato un cancello, un portico dà accesso all'ingresso.

portico d'ingresso

La costruzione su due piani è in parte circondata da un curato giardino con pozzo.

Giardino della Pieve Relais

giardino con pozzo e abside della pieve

giardino del relais

giardino del relais

Numerose sono le zone relax e sul fondo del giardino si trova una piccola piscina.

gazebo

piscina

piscina

Molto suggestivo è il giardino illuminato la notte.

giardino by night

giardino by night

Suggestivo è anche l'ingresso.

particolare illuminazione nel portico d'ingresso del relais

ingresso del relais

ingresso del relais

ingresso del relais

Dopo l'ingresso vi sono due grandi ambienti per gli ospiti con divani e camino.

zona soggiorno

zona soggiorno

zona soggiorno

zona soggiorno

zona soggiorno

scala per il primo piano

L'interno della costruzione è arredato con numerosi mobili e oggetti in stile shabby chic, messi in evidenza la notte da un'illuminazione suggestiva.

particolari dell'arredamento del relais

particolari dell'arredamento del relais

particolari dell'arredamento del relais

particolari dell'arredamento del relais

Le camere sono quasi tutte poste al primo piano. Avevamo prenotato una camera matrimoniale Deluxe, ma ci hanno assegnato una Suite familiare composta da due camere.

La prima camera era composta da due letti singoli.

camera con letti singoli della suite familiare

camera con letti singoli della suite familiare

La spaziosa camera matrimoniale dalle pareti crema e marrone era arredata con mobili bianchi, scrivania e angolo con poltroncine.

camera matrimoniale della suite familiare

camera matrimoniale della suite familiare

camera matrimoniale della suite familiare

particolare della camera matrimoniale della suite familiare

L'ampio bagno era dotato di finestra e doccia.

bagno della suite familiare

bagno della suite familiare

bagno della suite familiare

La sala colazione con caminetto è posta al piano terra. E' un ambiente ricco di charme, con il tavolo centrale e le consolle lungo le pareti imbanditi con una grande scelta di preparazioni dolci e salate.

sala colazione

sala colazione

sala colazione

sala colazione

sala colazione

sala colazione

sala colazione

colazione

Nella buona stagione c'è la possibilità di consumare la colazione nel patio esterno.

area colazione esterna

Ogni spazio interno è pervaso da profumi d'ambiente prodotti per il relais e con possibilità d'acquisto.

profumi d'ambiente

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Non avendo il relais un ristorante, abbiamo cenato a Cascina, un'antica cittadina che conserva la distribuzione delle vie a scacchiera come nel castrum romano e le antiche mura medievali con torri angolari a pianta pentagonale.

via porticata e Torre dell'Orologio di Cascina


La nostra scelta è caduta su 

                                             LOFT, VIA DELLA PACE 42
                                             Via della Pace 42
                                             34 76866449
                                             loftviadellapace42.my.canva.site

Loft, Via della Pace 42
                                             

GIUDIZIO                                                                                                                            Loft, Via della Pace 42 è un Home Restaurant di Cucina Toscana Creativa. Era la prima volta che sperimentavamo un ristorante di questo genere, e la cosa nuova ci ha molto intrigato.

La sera della nostra visita eravamo gli unici clienti, e questo ha reso la nostra visita ancora più intima e interessante, visto che la giovane e talentuosa chef Virginia e il simpatico e accogliente marito Matteo ci hanno accolto come se fossimo degli amici, interagendo e chiacchierando con noi tra una portata e l'altra e a fine cena.

Il grande ambiente dall'alto soffitto si trova al piano terra di una bassa costruzione. L'arredamento è molto minimalista, con arredi in legno o di colore nero. Un violino sul tavolo e una chitarra in un angolo ricordano la passione per la musica di Matteo e di Virginia (diplomata al conservatorio). 

sala del Home Restaurant Loft

La mise en place è elegante, la musica di sottofondo rilassante.

mise en place

Al momento della prenotazione si deve scegliere tra 5 menù degustazione: Sinfonia Toscana, Mare Nostrum, Segreti Toscani, Note Botaniche (vegetariano), Anima Rock (solo due portate).

Noi abbiamo scelto il menù Mare Nostrum, che già dal nome s'intuisce, era a base di pesce.
I piatti sono stati una carrellata di sapori e presentazioni interessanti.

In fondo al mare: acciughe del Cantabrico, pane biscottato e burro montato

In fondo al mare: "pappa del marinaio"

In fondo al mare: polpettine di granchio con maionese alla menta

Gnocchi ripieni di pesce spada mantecato, crema di piselli, scorza di limone, menta 

Indietro tutta: gamberi marinati su crema di patate dolci affumicate, pane nuvola al nero di seppia e cialde corallo

Al cucchiaio: lemon posset con limoni biologici

Al termine della cena ci è stato proposto un caffè con la kamira, una macchina espresso che funziona su ogni fonte di calore.

La gentilezza e la simpatia dei nostri ospiti, l'atmosfera intima e rilassante e i piatti che abbiamo degustato, hanno reso la nostra una serata da ricordare.

CONCLUSIONI                                                                                                                           Il nostro soggiorno al Giardino della Pieve Relais e la cena al Loft, Via della Pace 42 sono stati un'aggiunta dell'ultimo momento al nostro viaggio già programmato da tempo per allungare di un giorno la nostra permanenza e visitare con più calma Pisa. Hanno rappresentato un piacevole allungamento del nostro weekend in Terra di Toscana e una piacevole sorpresa.

giovedì 4 dicembre 2025

Aperitivo e pranzo a Pisa


Avendo passato poche ore a visitare Pisa, il nostro viaggio gastronomico in questa città si è limitato ad un aperitivo e a un pranzo.

Dopo aver passeggiato lungo Borgo Stretto ci siamo fermati al dehors di

                                                 CAFFE' SETTIMELLI

                                                 Borgo Stretto 34

posto sotto il portico di Palazzo Bocca, edificio storico in cui visse la famiglia di Galileo Galilei tra il 1563 e il 1674, come ricorda una lapide posta all'angolo del palazzo.

Palazzo Bocca

Caffè Settimelli

Caffè Settimelli

In questo elegante Caffè abbiamo sorseggiato un aperitivo prima di recarci a pranzo.

aperitivo al Caffè Settimelli


La nostra scelta è caduta su

                                                        ERBALUIGIA

                                                       Via San Frediano 10/12

                                                       www.erbaluigia.com

Erbaluigia

GIUDIZIO                                                                                                                 Erbaluigia è un ristorante del centro storico di Pisa che si definisce "Osteria Contemporanea". 

Esternamente il locale, per la semplicità del suo ingresso, non attira molto l'attenzione. Il ristorante è costituito da due salette dallo stile minimalista dai toni marroni e tortora, con un arredamento costituito da tavoli e sedie in legno, foto in bianco e nero alle pareti e decorazioni di origami che pendono dal soffitto.

una sala dell'Erbaluigia

una sala dell'Erbaluigia

particolari della sala

Il ristorante è provvisto anche di un piccolo cortiletto interno adatto a pranzi e cene nella bella stagione.

Il menù non si compone di molti piatti (e non è un difetto, anzi!), ma l'offerta può accontentare i diversi palati. 

I piatti da noi scelti ci sono piaciuti per la loro sapidità equilibrata e gli accostamenti culinari non ancora da noi sperimentati (vedi carciofo, midollo e ostrica). Ottime le materie prime.

mise en bouche

Carciofo, midollo e ostrica

Baccalà al latte su padella di ferro

Cardoncello alla brace

piccola pasticceria con il caffè

Il personale in sala è gentile e preparato. L'impiattamento minimalista ma curato. 

Se fosse stata una cena avremmo assaggiato più piatti, ma dai pochi che abbiamo potuto provare l'esperienza è stata positiva. Un posto in cui tornare.

CONCLUSIONI                                                                                                                     Due piccole pause rilassanti e accattivanti tra i monumenti e le chiese che questa città impone di visitare.


lunedì 1 dicembre 2025

Pisa: i Bagni di Nerone e il Bastione del Parlascio

Pisa è una città molto antica, ma gli unici resti emergenti della Pisa romana sono i cosiddetti Bagni di Nerone

Bagni di Nerone sono posti a Nord della città, a poca distanza da Piazza Duomo.

Le antiche terme romane risalgono alla fine del I secolo d.C. Sono state datate in base alla tecnica di costruzione romana adottata, ovvero l'Opus Vittatum Mixtum (opera listata mista), caratterizzata da file di laterizi alternate a blocchi di pietra, in uso ai tempi dell'imperatore Domiziano. Le terme furono costruite quindi una ventina d'anni dopo la morte di Nerone. 

Le terme dunque sono state impropriamente chiamate "Bagni di Nerone" forse perché si era pensato che nei pressi ci fosse un palazzo imperiale o associandole alla leggenda di San Torpè, un Santo fatto decapitare da Nerone a cui è dedicata la chiesa posta di fronte al sito archeologico.

La leggenda di San Torpè (Torpete o Tropez in occitano) narra che nel I secolo d.C. il pisano Caius Silvius Torpetium, ufficiale alla corte di Nerone, si convertì al Cristianesimo. Per questo fu catturato e torturato, ma morì solo dopo essere stato decapitato. La sua testa fu gettata nell'Arno, e sepolta dove poi sorse la chiesa a lui dedicata già menzionata. Il suo corpo invece fu abbandonato su un'imbarcazione alla foce dell'Arno, insieme ad un gallo (simbolo di protezione diurna) e un cane (simbolo di protezione notturna). L'imbarcazione approdò sulla costa francese dove sorgeva Athenopolis, un antico emporio fondato dai coloni greci, chiamato in seguito dai romani Heraclea, e ribattezzato poi Saint-Tropez in onore del Santo di cui conserva le spoglie.

I Bagni di Nerone sorgono in Largo del Parlascio. "Parlascio" in germanico significa "luogo di combattimenti di orsi", e probabilmente in questa zona sorgeva un'arena dove in antichità si svolgevano questi giochi venatori.

Come tutte le terme gli ambienti che costituivano i Bagni di Nerone seguivano un circuito anulare.

Largo del Parlascio e Bagni di Nerone

La sala delle terme che si è meglio conservata è il Laconicum (sala per i bagni di aria calda) di cui rimangono i muri in laterizio. La sala era una struttura quadrata all'esterno e ottagonale absidata all'interno. Era coperta da una cupoletta traforata a padiglione (in parte restaurata).

Laconicum dei Bagni di Nerone

Laconicum dei Bagni di Nerone

Destrictarium e ingresso del Laconicum dei Bagni di Nerone

Delle terme si sono conservati anche i muri della Palestra, di un ambiente di passaggio o forse del Destrictarium (sala in cui ci si detergeva raschiando la miscela di olio, sudore e sporcizia della pelle con uno strigile, ovvero un raschietto ricurvo), dell'Apodyterium (spogliatoio) e due pareti del Tepidarium (sala tiepida). Le pareti e i pavimenti dell'Apodyterium e della palestra erano in marmo. Anche la palestra era sormontata da una copertura complessa (una crociera centrale fiancheggiata da volte a botte laterali) come il Frigidarium di Villa Adriana a Tivoli.

in primo piano: Tepidarium / in secondo piano: Palestra (a destra) e Laconinum (a sinistra)

in primo piano: Apodyterium

I Bagni di Nerone erano alimentati dall'acquedotto di Caldaccoli, costruito nel 92 d.C.

Un'epigrafe ritrovata sul sito attesta che vi fu un rifacimento nel secolo successivo alla costruzione finanziato da Lucio Venuleio Aproviano Prisco, colui che fece costruire l'acquedotto che alimentava anche queste terme.

Le terme furono rimesse in evidenza per volere di Cosimo III de' Medici in epoca rinascimentale (XVI/XVII secolo), e successivamente il terreno fu adibito ad orto ed alcune case furono realizzate sulle strutture delle terme. Scavi del sito archeologico furono compiuti nel 1881 e nel 1938, e anche recentemente è stata eseguita una campagna di scavi.

I Bagni di Nerone si trovano presso Porta a Lucca, un'importante porta costruita nel 1546 ad Ovest della più antica Porta del Parlascio costruita nel 1157 lungo le mura cittadine, e facente parte di una serie di strutture difensive costruite nel XII secolo e in parte demolite. 

L'antica porta fu fortificata in epoca medicea e il bastione venne chiamato Bastione del Parlascio, dal nome della porta inglobata in esso. Nel 1435 Filippo Brunelleschi realizzò una controporta interna e ricostruì la torre trecentesca con ponte levatoio (oggi scomparsa). Tra il 1542 e il 1544, sotto il governo del granduca Cosimo I de' Medici, l'architetto Nanni Unghero ricostruì completamente il baluardo in forma pentagonale.

interno del Bastione del Parlascio

interno del Bastione del Parlascio

interno del Bastione del Parlascio

interno del Bastione del Parlascio

interno del Bastione del Parlascio

interno del Bastione del Parlascio

interno del Bastione del Parlascio

interno del Bastione del Parlascio

Dal XVIII al XX secolo la struttura, avendo perso la sua funzione difensiva, fu trasformata in ghiacciaia. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu invece adibita a rifugio antiaereo. Dal 1960 al suo interno fu in attività un'autofficina mentre un bar sorse a ridosso delle mura. Dal 2024 il bastione è stato aperto al pubblico come area museale ed espositiva e come accesso al camminamento delle mura.

ingresso al Bastione del Parlascio e al camminamento delle mura

accesso al camminamento delle mura dal Bastione del Parlascio


CONCLUSIONI                                                                                                                           Se si è in cerca delle antiche tracce del passato di Pisa, i Bagni di Nerone e il Bastione del Parlascio sono sicuramente due siti adiacenti da visitare all'interno delle mura pisane. Inoltre da questi siti parte l'asse pedonale e porticato di Borgo Stretto e Borgo Largo dal quale continuare la visita della città.