mercoledì 1 maggio 2019

Ravenna: la Basilica di Sant'Apollinare in Classe


Uno degli otto siti di Ravenna dichiarati dall'Unesco nel 1996 Patrimonio dell'Umanità si trova a circa 8 km dal centro cittadino, a Sud-Est della città: è la Basilica di Sant'Apollinare in Classe.

Basilica di Sant'Apollinare in Classe
La Basilica di Sant'Apollinare in Classe, come si deduce dal nome, fu costruita nella Civitas Classis, l'antico nome della città di Classe (classis in latino = flotta e quindi porto).
In epoca romana questa zona si trovava in riva al mare, lungo un diverticolo dell'antica  Via Popilia, mentre oggi si trova immersa nella campagna.
Qui Augusto nel 27 a.C. fece costruire un porto militare per accogliere la flotta romana (poteva contenere fino a 250 navi), ampliando quello preesistente.                                   Ma nel 330, quando il porto a causa della subsidenza divenne un terreno paludoso e quindi inservibile, Costantino spostò la base militare a Costantinopoli.                             Il porto fu poi riattivato da Teodorico nel V secolo.
La statua dell'imperatore Augusto si trova lungo la strada che conduce alla basilica.

statua di Augusto
La basilica venne costruita per volere dell'arcivescovo Ursicino e finanziata dal facoltoso e influente  Giuliano Argentario negli anni Trenta del VI secolo, in un'area cimiteriale in uso fino al II/III secolo d.C. e dove forse fu sepolto Sant'Apollinare, il primo vescovo di Ravenna.

Dagli scavi archeologici condotti nel 1976 emerse nell'angolo Sud-Ovest della basilica una necropoli su tre livelli e vennero ritrovate 1891 monete coniate tra il IV e il VI secolo d.C., che costituivano delle offerte devozionali a Sant'Apollinare martire.

Per ricordare il Santo era stata già eretta una piccola basilica-martyrion.
Sant'Apollinare era originario di Antiochia.
Il Santo vescovo, incaricato da S.Pietro, era  arrivato proprio al porto di Classe alla fine del I secolo per convertire i romani di queste terre al Cristianesimo. 
La Basilica di Sant'Apollinare in Classe venne consacrata dal vescovo Massimiano il 9 maggio 549, due mesi dopo la consacrazione della Basilica di S.Vitale.

Nell'VIII secolo si costruì accanto alla chiesa un monastero benedettino; passato poi ai Camaldolesi nel XII secolo, venne abbandonato dopo il saccheggio del 1512.

L'esterno della basilica, in mattoncini lunghi e stretti ("mattoni giulianei" perché tipici delle costruzioni finanziate da Giuliano Argentario: misurano 48 x 4cm), appare molto semplice.

facciata della Basilica di Sant'Apollinare in Classe
La facciata è tripartita: la parte centrale a capanna è aperta da una grande trifora e presenta due lesene laterali.

trifora della facciata della basilica
Alla facciata oggi si appoggia un'ardica (nartece) realizzato nel 1908/1909 nel corso dei restauri condotti da Corrado Ricci e dall'ingegnere Domenico Maioli.

In quell'occasione venne ridisegnata la struttura sacrificata da un vano detto "le Palazzette", realizzato nel XVI/XVII secolo inglobando i due sacelli ai margini dell'atrio (è sopravvissuto sono quello sul lato settentrionale).

fianco settentrionale e torretta dell'ardica della Basilica di Sant'Apollinare in Classe
Quest'ardica costituiva in origine (e fino al XV secolo), il lato orientale di un quadriportico rettangolare (oggi non più esistente).

interno dell'ardica
interno dell'ardica
Questo portico presenta tre trifore ed al suo interno è allestito un piccolo antiquarium con marmi ed iscrizioni provenienti dalla basilica.

antiquarium del portico della basilica
antiquarium del portico della basilica
antiquarium del portico della basilica
antiquarium del portico della basilica
antiquarium del portico della basilica
antiquarium del portico della basilica
antiquarium del portico della basilica
I muri laterali esterni sono decorati con archi poggianti su lesene, tra le quali si aprono le finestre. Anticamente lungo questi muri si aprivano tre ingressi.

L'abside, semicircolare internamente, ha esternamente una forma poligonale, ed è affiancata da due costruzioni, il Diaconicon e la Prothesis, che presentano anch'esse absidi semicircolari all'interno e poligonali all'esterno.

abside, Diaconicon e Prothesis della Basilica di Sant'Apollinare in Classe
Il campanile cilindrico della basilica sorge un po' isolato sul lato Nord della chiesa, ma è unito ad essa da un passaggio.

campanile con passaggio che lo collega alla basilica
Fu costruito nel IX/X secolo.
E' alto 37,5 m ed ha un diametro interno di 6,17m.

monofora, bifore e trifore del campanile
Il campanile presenta alla base delle feritoie, poi due ordini di monofore, un ordine di bifore, e tre ordini di trifore, ornate da colonnine con capitelli "a stampella".
Per costruirvi la sacrestia le finestre alla base furono chiuse, ma nello scorso secolo vennero riaperte e le strutture aggiunte furono eliminate.
Il campanile venne danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

campanile visto dalla facciata della basilica
Il portale della basilica è in marmo proveniente dalla Grecia.

portale d'ingresso della basilica
L'interno della basilica (55,58 X 30,30m) è diviso in tre navate (quella centrale è il doppio di quelle laterali).

interno della Basilica di Sant'Apollinare in Classe
Le navate sono divise da due file di dodici colonne per lato di marmo venato del Proconneso (Grecia).

colonne della basilica
colonne in marmo venato della basilica
Le colonne sono poste su basi in marmo a forma di parallelepipedo, decorate con losanghe.
I capitelli corinzi delle colonne sono del tipo "a foglie d'acanto mosse dal vento".
Sopra i capitelli sono posti pulvini tronco-piramidali che presentano una decorazione a croce sul lato rivolto verso la navata centrale.

capitelli "a foglie d'acanto mosse dal vento"
Il bema, la zona riservato al clero (presbiterio), oggi non più esistente, occupava lo spazio sino alle terze colonne.

Lungo i muri della navata centrale, sopra agli archi, si sussegue una serie di medaglioni in cui sono raffigurati, in ordine cronologico, i Vescovi e gli Arcivescovi di Ravenna.

medaglioni di Vescovi e Arcivescovi lungo la navata centrale
Questi dipinti furono realizzati nel XVIII secolo e sono ciò che resta di un più vasto apparato decorativo eliminato dai restauri di Corrado Ricci nel XX secolo.

medaglioni della navata centrale: Vescovi di Ravenna (il primo a sinistra è Sant'Apollinare)
medaglioni della navata centrale: Vescovi di Ravenna (il primo a sinistra è il vescovo Urso che fece costruire la Basilica Ursiana)
medaglioni della navata centrale: Vescovi di Ravenna (l'ultimo a destra con il modellino di una chiesa è il vescovo Ecclesio che fece costruire la Basilica di S.Vitale)
Il soffitto, oggi costituito da capriate lignee, in origine doveva essere decorato con lacunari o cassettonato.

soffitto a capriate lignee
Le pareti interne erano invece coperte con lastre marmoree, fatte asportare nel 1450 da Sigismondo Pandolfo Malatesta per decorare il Tempio di S.Francesco a Rimini.

navata laterale sinistra
La Basilica di Sant'Apollinare in Classe è illuminata dalle 53 finestre delle navate laterali e della navata centrale, alle quali si aggiungono le altre cinque finestre dell'abside.

finestre della navata laterale
trifora della controfacciata
Durante un restauro si sono trovati i resti del pavimento a mosaico originale a motivi geometrici nel fondo della navata laterale sinistra, all'inizio della navata laterale destra e nella navata centrale (oggi posti sotto vetro e affissi nella navata laterale destra).

mosaico della pavimentazione originale della basilica (fondo della navata laterale sinistra, sotto al ciborio)
mosaico della pavimentazione originale della basilica (inizio della navata laterale destra) con iscrizione latina
frammento di mosaico proveniente dalla navata centrale
Altri frammenti di pavimento a mosaico della Basilica di sant'Apollinare in Classe si trovano in esposizione al Museo Nazionale di Ravenna.

frammenti di mosaico pavimentale della Basilica di Sant'Apollinare in Classe (Museo Nazionale - Ravenna)
frammenti di mosaico pavimentale della Basilica di Sant'Apollinare in Classe (Museo Nazionale - Ravenna)

In mezzo alla navata centrale si trova un altarino dedicato alla Madonna, costruito nel IX secolo con materiale di reimpiego del VI secolo.

altarino della navata centrale
Si crede che questo sia il punto in cui Sant'Apollinare fu martirizzato, e la lapide sul basamento dell'altare ricorda che qui furono poste le spoglie del Santo e che nel 1173 furono portate nella cripta (oggi sono nell'altare maggiore).

lapide che ricorda il ritrovamento del corpo di Sant'Apollinare
epigrafe che ricorda la visione di S.Romualdo
Si racconta che nel 972 Romualdo degli Onesti (fondatore dell'Ordine dei Camaldolesi), mentre si trovava a Classe per espiare i peccati del padre che aveva ucciso un parente, ebbe dinnanzi a questo altare la visione di Sant'Apollinare.
Il Santo uscì da sotto l'altare, dove si trova una lastra di porfido, e dopo aver incensato tutti gli altari, ritornò da dove era venuto.
Questa visione convinse il futuro S.Romualdo a prendere i voti.
Inoltre viene ricordato che questo sarebbe  stato un pozzo dove si raccolse il sangue dei primi martiri di Ravenna.

Lungo le pareti delle navate laterali e in controfacciata sono allineati 11 sarcofagi marmorei che sono stati realizzati tra il V e l'VIII secolo (tranne quello di Licinia Valeria del IV secolo).
Hanno contenuto le spoglie di vescovi ravennati, tranne chiaramente quello della piccola Licinia Valeria, ritrovato nel 1909 sotto il pavimento della chiesa.

Sarcofago dell'Arcivescovo Felice (VIII sec.)
Sarcofago degli agnelli e delle ghirlande d'alloro (VI sec.)
Sarcofago degli agnelli cruciferi (VIII sec.)
Sarcofago dell'Arcivescovo Giovanni (VIII sec.)
Sarcofago degli agnelli e palme (VI sec.)
Sarcofago della tenda (VI sec.)
Sarcofago di Licinia Valeria (IV sec.)
Sarcofago detto a sei nicchie (V/VI sec.)
Sarcofago dell'Arcivescovo Grazioso (VIII sec.)
Sarcofago dei Dodici Apostoli (V sec.)
Sarcofago dell'Arcivescovo Teodoro (V sec.)
In una piccola abside della navata sinistra, posto su una base in marmo si trova un capitello (VII secolo) che funge da fonte battesimale.

fonte battesimale
In fondo alla navata sinistra si trova il ciborio di Sant'Eleucadio, costruito nel IX secolo in onore del III vescovo di Ravenna.

ciborio di Sant'Eleucadio (IX sec.)
Il ciborio marmoreo è riccamente decorato.
E' costituito da quattro lastre ad arco con rilievi interni ed esterni che raffigurano croci, tralci, intrecci di nastri, pavoni.
E' sorretto da quattro colonne, in parte tortili e in parte scanalate, con capitelli classici-bizantini.

colonne tortile e scanalate del ciborio di Sant'Eleucadio (IX sec.)
decorazione esterna ciborio di Sant'Eleucadio (IX sec.)
decorazione interna del ciborio di Sant'Eleucadio (IX sec.)
Sotto il ciborio si trova un altare con mensa sostenuta da colonne e con finestrella confessionis.

altare del ciborio di Sant'Eleucadio
Nel rilievo terminante a cuspide posto sopra l'altare sono scolpiti Cristo e gli Apostoli.

rilievo dell'altare con Cristo e gli Apostoli
Sul muro dietro il ciborio sono appese due tavolette in marmo che rappresentano un'Annunciazione.

Annunciazione
Il Diaconicon e la Prothesis, i due ambienti absidati alla sinistra e alla destra dell'abside che avevano la funzione di conservare i paramenti e gli oggetti sacri per la liturgia, furono poi trasformati in cappelle.
Il coro ligneo cinquecentesco della Prothesis appartenne alla Basilica di S.Vitale.

Prothesis/Cappella con coro ligneo (XVI sec.)
Diaconicon/Cappella
Nella navata destra una lapide affissa al muro ricorda che in quel luogo vi era l'arca di Sant'Apollinare sino a quando l'arcivescovo Massimiano non la portò nella basilica.

lapide che ricorda la traslazione delle reliquie di Sant'Apollinare
Come ricordato in un'epigrafe sostò nella basilica nel 1001 l'imperatore tedesco Ottone III  per fare penitenza in tempo di Quaresima.

epigrafe che ricorda la visita dell'imperatore Ottone III
Un'altra epigrafe dell'VIII secolo invece ricorda che l'arcivescovo Giovanni lasciò dei beni ai monaci della basilica.

epigrafe dei beni lasciati dall'arcivescovo Giovanni
La zona presbiteriale venne sopraelevata rispetto al livello del pavimento della basilica nel VII secolo per realizzare una cripta semianulare, oggi non agibile per motivi strutturali.

ingresso alla scripta sotto il presbiterio
Nel Museo Nazionale di Ravenna è esposta una transenna in bronzo con decorazioni a coda di pavone, riutilizzata per chiudere una finestra della cripta.

transenna riutilizzata nella cripta della Basilica di Sant'Apollinare in Classe (Museo Nazionale - Ravenna)

L'attuale gradinata dinnanzi all'abside fu realizzata nel XVIII secolo, e conduce all'altare settecentesco che custodisce il corpo di Sant'Apollinare.

altare settecentesco con il corpo di Sant'Apollinare
Ma il capolavoro di questa basilica è certamente l'abside, mosaicata sia nel frontone che nel catino.

abside della Basilica di Sant'Apollinare in Classe
Il catino absidale, decorato a mosaico nel VI secolo, si articola in due zone.

Nella parte alta del catino è raffigurata la Trasfigurazione di Cristo sul Monte Tabor (che sottolinea la natura divina di Cristo).

catino absidale: Trasfigurazione di Cristo (in alto) e Sant'Apollinare con il gregge del popolo (in basso)
In un disco con cornice porpora tempestata di pietre preziose, su un fondo azzurro trapuntato da 99 stelle d'oro, si trova una Croce gemmata.
All'incrocio dei due bracci della croce, è raffigurato il volto di Cristo.

catino absidale: Croce gemmata, Mosè ed Elia, Apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni (pecorelle)
Sopra al braccio verticale della croce si legge la parola in greco antico ἰχθύς (=pesce, le cui lettere sono le iniziali delle parole "Gesù Cristo figlio di Dio Salvatore"), l'acronimo usato dai primi cristiani per indicare Gesù Cristo.
Ai lati dei bracci più corti della croce invece vi sono le lettere Alfa e Omega, che richiamano la Seconda Venuta di Cristo, mentre ai piedi della croce è scritto "Salus Mundi", alludendo al ruolo del Redentore.

Sopra al disco sporge la mano di Dio Padre (Dextera dei), che disse "Questi è il mio figlio diletto, ascoltatelo".
Ai lati del disco, immersi in un cielo con nubi, sono raffigurati i busti di due Profeti dell'Antico Testamento: Elia e Mosè.

catino absidale: Mano di Dio Padre e i Profeti Mosè ed Elia
Poco più in basso del disco si scorgono tre pecorelle che rappresentano i tre Apostoli che erano con Cristo sul Monte Tabor: Pietro, Giovanni e Giacomo.

Nella parte bassa del catino absidale è raffigurato Sant'Apollinare, posto su un prato fiorito con rocce e cespugli.
Sant'Apollinare in atteggiamento orante indossa una casula adorna di api, simbolo d'eloquenza.

catino absidale: Sant'Apollinare
Per la prima volta venne sostituita la rappresentante del protovescovo di Ravenna alla raffigurazione di Cristo in Maestà.

Il Santo è contornato da dodici pecorelle, che in questo caso non sono gli Apostoli come verrebbe da pensare, ma rappresentano i fedeli verso la via della salvezza, guidati dal pastore.

catino absidale: pecorelle (fedeli)
Durante i lavori di restauro del mosaico dell'abside condotti nel 1970, sono state scoperte sotto i mosaici alcune sinopie (oggi conservate al Museo Nazionale di Ravenna), che originariamente dovevano decorare la parte bassa del catino absidale: un semplice fregio composto da elementi vegetali simboleggianti l'Albero della Vita, da pavoni affrontati e fagiani vicino a cesti di frutta.

sinopia dell'abside della Basilica di sant'Apollinare in Classe (Museo Nazionale - Ravenna)
particolare della sinopia: fagiani e cesto di frutta (Museo Nazionale - Ravenna)
particolare della sinopia: pavoni e cesto di frutta (Museo Nazionale - Ravenna)

La tribuna è aperta da cinque finestre arcuate.

tribuna con finestre e mosaici
Tra una finestra e l'altra sono stati raffigurati a mosaico, entro nicchie conchigliate con tendine, i quattro Vescovi successori di Sant'Apollinare e fondatori delle principali basiliche di Ravenna: Ecclesio, Severo, Ursus e Ursicino.

mosaico della tribuna: vescovo Ecclesio
mosaico della tribuna: vescovo Severo
A sinistra delle finestre si trova un grande pannello musivo nel quale è raffigurato l'Imperatore Costantino IV Pogonato, con i suoi fratelli Eraclio e Tiberio III e il figlio Giustiniano II, che consegna a Reparato diacono, messo dell'arcivescovo Mauro, un rotolo con il riconoscimento dell'autocefalia della Chiesa di Ravenna, in risposta alle petizioni dei sudditi.

mosaico della tribuna: Autocefalia della Chiesa ravennate
Il pannello è stato realizzato prima del 681 in quanto in esso i fratelli dell'imperatore sono menzionati ancora come co-imperatori, mentre poi vennero privati di questo titolo.

Altri studiosi vedono invece raffigurati nella scena Costante II con i figli Costantino IV Pogonato, Eraclio e Tiberio, e l'arcivescovo Mauro con due rappresentanti del Clero.
Questa scena avrebbe avuto luogo il 6 marzo 666 a Siracusa.

Le parti mancanti del mosaico di questo pannello sono state dipinte a tempera ad imitazione di decorazione musiva.

Il pannello musivo alla destra delle finestre raffigura i tre sacrifici dell'Antico Testamento che alludono all'Eucarestia: Abele offre un agnello, Melchisedech offre del pane e del vino, Abramo offre il figlio Isacco.

mosaico della tribuna: Tre sacrifici dell'Antico Testamento
Anche l'arco trionfale è decorato a mosaico con una decorazione che si può dividere, secondo la tradizione bizantina, in cinque zone.

Partendo dall'alto, l'ultima parte del mosaico realizzata (fatta realizzare nel VII secolo dal vescovo Reparato), si vede rappresentata al centro, all'interno di un clipeo dorato, l'immagine di Cristo Pantocratore.
Le figure simboliche dei quattro Evangelisti sono raffigurate su uno sfondo di nubi rossastre e azzurre: l'Angelo di S.Matteo, l'Aquila di S.Giovanni, il Vitello di S.Luca e il Leone di S.Marco.

particolare dell'arco trionfale: Cristo Patocratore / simboli degli Evangelisti
Nel secondo registro sono raffigurate le due città sante con torri gemmate: Gerusalemme (ecclesia ex gentibus = pagani) e Betlemme (ecclesia ex circumcisione = Ebrei), le cui genti vennero da Cristo unite in un unico popolo.Dalle due città escono dodici pecorelle (sei da ogni città), che simboleggiano i dodici Apostoli, che salgono un pendio verso Cristo.
Nel terzo registro ai lati dell'arco (i pennacchi vennero decorati tra il VI e il IX secolo), sono state raffigurate due palme da datteri.

particolare dell'arco trionfale: Città Santa e Apostoli sotto forma di pecorelle(secondo registro) / palma da datteri (terzo registro)
particolare dell'arco trionfale: Città Santa e Apostoli sotto forma di pecorelle(secondo registro) / palma da datteri (terzo registro)
Nel quarto registro (VI secolo) vi sono rappresentati su fondo oro l'Arcangelo Michele (sinistra) e l'Arcangelo Gabriele (destra) in abiti imperiali bizantini, che reggono uno stendardo con la parola "hagios" (="santo"), ripetuta tre volte (inizio del Trisagio, l'inno di lode a Dio in onore della SS.Trinità).
Nel quinto registro (quello più in basso realizzato nell'XI/XII secolo), vi sono due figure ritratte a mezzo busto: S.Matteo Evangelista (a sinistra) e un Apostolo non identificato (forse S.Luca), visto che, a differenza di S.Matteo, nel mosaico non vi è riportato il nome.

particolare dell'arco trionfale: Arcangelo Michele (quarto registro) / S.Matteo (quinto registro)
particolare dell'arco trionfale: Arcangelo Gabriele (quarto registro)/ Apostolo (quinto registro)
La decorazione del sottarco presenta al centro un cantharos e ai lati uccelli di diverse specie.

decorazione del sottarco
CURIOSITÀ: Durante la seconda guerra mondiale il campanile della Basilica di Sant'Apollinare in Classe fu usato come luogo di avvistamento e deposito di materiale da guerra dai Tedeschi.
Per questo gli Alleati consideravano la basilica un obiettivo strategico.
Nel 1944 un bombardamento venne però evitato da Vladimir Peniakoff, volontario dell'esercito inglese, di origine belga, che venuto a sapere del possibile attacco britannico, ottenne di rinviare l'attacco di un giorno.
Peniakoff ebbe così il tempo di organizzare insieme ai Partigiani un agguato ai Tedeschi, che avevano minato il campanile.
Così la Basilica di Sant'Apollinare in Classe non venne bombardata, grazie alla consapevolezza che questo uomo aveva del valore artistico della basilica e dei suoi mosaici.
Questo episodio è ricordato con una lapide posta sotto il portico della basilica.
Ma la basilica venne poi lo stesso danneggiata dalle granate tedesche prima che i Tedeschi lasciassero Ravenna.


CURIOSITÀ: Nel prato davanti alla Basilica di Sant'Apollinare in Classe sono state poste cinque Bufale in bronzo, opera di Daniele Rivalta (2012).

Bufala (Daniele Rivalta - 2012)

http://www.polomusealeemiliaromagna.beniculturali.it/musei/sant-apollinare-in-classe
Orari: lunedì/sabato    8.30/19.30    domenica e festivi   13.00/19.30
Costo: 5€
biglietto cumulativo  10€
(Mausoleo di Teodorico + Museo Nazionale di Ravenna + S.Apollinare in Classe)

CONCLUSIONI
La Basilica di Sant'Apollinare in Classe rappresenta l'ultimo capolavoro dell'arte bizantina a Ravenna.
Immerso nella campagna, è oggi un luogo tranquillo, ma bisogna immaginarselo all'epoca della sua costruzione, quando la vitalità di una cittadina portuale lo circondava.
E' un luogo dove soffermarsi con tranquillità ad apprezzare la ricchezza dei suoi mosaici e la spazialità del suo interno.


4 commenti:

Marco ha detto...

Bellissima descrizione. Precisa e puntuale. Grazie per averla fatta

Raffaella ha detto...

Grazie Marco per il suo commento.

Anonimo ha detto...

Bravissima!!Descrizione perfetta!!Grazie!

Raffaella ha detto...

Grazie per aver letto il mio post ed aver dato un commento positivo!

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