sabato 5 febbraio 2022

Madrid: il più grande Palazzo Reale dell'Europa Occidentale

 

Uno dei monumenti più rappresentativi di Madrid è certamente il Palacio Real, posto nella parte occidentale del centro della città. 

Non tutti sanno però che il Palacio Real, con la sua superficie di 1.350.000 mq (ogni lato misura circa 140 m) e le sue 3418 stanze (solo un terzo del progetto originale), è anche il più grande palazzo reale dell'Europa Occidentale (Buckingham Palace occupa una superficie di circa 77.000 mq e la Reggia di Versailles circa 67.000 mq).

Il Palacio Real è la residenza ufficiale del re, ma la famiglia reale abita nel Palacio de la Zarzuela, situato nella periferia di Madrid. L'ultimo re che abitò nel palazzo fu Alfonso XIII.

Nell'area in cui sorge il palazzo l'emiro Muhammad I di Cordoba aveva costruito nel IX secolo l'Alcazar, una fortezza per arrestare l'avanzata dei Cristiani. Poi nel 1083, quando il re Alfonso VI (re di Castiglia, Leon e Galizia) conquistò Toledo, la fortezza passò in mano castigliano-leonese e occasionalmente fu utilizzato dal re. Poi l'imperatore d'Asburgo Carlo V e suo figlio Filippo II , dopo il trasferimento della capitale da Toledo a Madrid, lo trasformarono in residenza reale in stile rinascimentale.

Nella notte della vigilia di Natale del 1734 un incendio distrusse l'Antiguo Alcazar.

Così Filippo V ordinò a Filippo Juvarra di ricostruire il palazzo sullo stesso sito della residenza distrutta. La prima pietra fu posata nel 1738 ma il progetto definitivo si deve a Giovanni Battista Sacchetti e poi a Francesco Sabatini che portò a termine nel 1764 la costruzione realizzando l'ala Sud-Est del palazzo e la scalinata d'onore.

Il primo monarca ad abitare nel palazzo fu Carlo III, poi Carlo IV e Ferdinando VII apportarono delle modifiche e delle nuove decorazioni.

Il Palacio Real è un edificio in stile tardo barocco con contaminazioni neoclassiche. Il progetto s'ispira agli schizzi che Bernini fece per il palazzo del Louvre di Parigi.

Palacio Real

particolarità architettoniche del Palacio Real
Il Palacio Real viene chiamato anche Palazzo d'Oriente perché la sua facciata Est si trova nella Plaza de Oriente.
facciata Est del Palacio Real

facciata Est del Palacio Real

facciata Est del Palacio Real

Su questa facciata si trova la Porta del Principe e sul suo coronamento si trovano le statue di quattro Re VisigotiAlarico, Recaredo II, Ervigio e Teodoredo.

statue di Re Visigoti (da sinistra): Alarico, Recaredo II, Ervigio e Teodoredo

Le statue fanno parte di una serie che era stata prevista e realizzata per ornare tutto il cornicione di questa facciata ma per ragioni di stabilità le altre statue vennero poste a decorare altri luoghi della città: alcune di queste si trovano nei giardini della Plaza d'Oriente, disposti su due file. 

alcune statue Les Reyes Gotos nella Plaza de Oriente
                                                                                                                                                    Queste 20 statue in pietra bianca calcarea raffigurano alcuni re di Spagna chiamati Les Reyes Gotos (5 re Visigoti e 15 re dei primi regni cristiani della Reconquista) e furono realizzate durante il regno di Ferdinando IV (tra il 1750 e il 1753) da alcuni scultori sotto la visione di Domenico Olivieri e Felipe de Castro.                                                                     

Presso la Porta del Principe ogni mercoledì e sabato si svolge il cambio della Guardia Reale (11.00/14.00 luglio e agosto 10.00/12.00). 

Il palazzo ha una pianta quadrata che si articola intorno ad un patio quadrato (lato di 39m) chiamato Patio del Principe, circondato da un portico che presenta nove arcate su ogni fronte, Sui portici si eleva il loggiato del piano nobile chiuso da ampie finestre.

Patio del Principe

Patio del Principe

Patio del Principe

galleria lungo il Patio del Principe

Il patio è decorato da alcune statue di imperatori romani che nacquero in Spagna (realizzate nel 1762): Traiano, Teodosio I, Onorio, Arcadio.

statue di imperatori romani nati in Spagna (a sinistra Teodosio / a destra Arcadio)

CURIOSITA': In questo patio il 22 maggio 2004 si è svolto il banchetto di nozze tra l'allora principe Felipe e Letizia Ortiz.

La facciata settentrionale affaccia sui Giardini Sabatini, così chiamati perché qui sorgevano le antiche scuderie costruite da Sabatini. Questi giardini furono costruiti durante la Seconda Repubblica (1930).

La facciata meridionale affaccia sulla Plaza de la Armeria (Piazza d'Armi) che fronteggia la facciata principale della Catedral de la Almudena.

Catedral de la Almudena (vista dalla Plaza de la Armeria)

Plaza de la Armeria

portico Est de la Plaza de la Armeria

portico della Plaza de la Armeria

portico della Plaza de la Armeria (visto dall'esterno)

La Piazza d'Armi è chiusa da una cancellata in ferro con elementi dorati e da due file di portici simmetrici. Molto eleganti i lampioni in stile classico che l'illuminano.

cancellata della Plaza de la Armeria

cancellata della Plaza de la Armeria

particolare della cancellata della Plaza de la Armeria

lampione nella Plaza de la Armeria

La galleria posta sul lato Ovest della piazza venne terminata sotto il regno di Alfonso XII e si estende tra l'Archivio e l'Armeria

Galleria Ovest della Plaza de la Armeria

Da questa galleria ci si può affacciare sui giardini del cosiddetto Campo del Moro dove affaccia anche la facciata Ovest del palazzo.

il Campo del Moro visto dalla galleria Ovest
facciata Ovest del Palacio Real

Campo del Moro

Il Campo del Moro (200.266 mq) è così chiamato dall'inizio del XIX secolo e sembra aver preso il nome da un accampamento moresco posto da Ali Ben Yusuf quando con le sue truppe tentava la riconquista di Madrid (1109). Fu Felipe II ad ordinare l'acquisto di quest'area verde che dal palazzo si estende sino al  Manzanarre e poi oltre il fiume, per formare la Casa del Campo ed estendere i boschi reali fino al El Pardo. Il Campo del Moro fu progettato nel XIX secolo da Narciso Pascual y Colomer ed è costituito da un giardino all'inglese con prati e boschetti e da un giardino alla francese con statue e fontane.

Lungo la galleria Ovest si trova la Real Armeria (qui non si possono purtroppo fare foto).

E' il luogo dove sono esposte le armi e le armature appartenute dal XIII secolo ai Re spagnoli e alla Famiglia Reale. E' considerata insieme a quella di Vienna la più importante armeria europea. Bellissime le ricostruzioni di fanti e cavalieri in armatura. Tra queste è presente l'armatura che Carlo V indossò nella battaglia di Miihlberg e con la quale venne ritratto il re nel dipinto realizzato da Tiziano (oggi al Museo del Prado). Sono anche qui conservate armature mussulmane, la tenda del re di Francia Francesco I sconfitto dall'esercito spagnolo nella battaglia di Pavia, le armi da guerra di un signore giapponese donate a Filippo II.

Sulla parte opposta della Piazza d'Armi si trova la Real Botica, la ricostruzione dell'antica farmacia della famiglia reale (chiusa durante la nostra visita).

Nella Piazza d'Armi il primo mercoledì del mese (tranne che in gennaio, agosto e settembre) si svolge il cosiddetto Passaggio Solenne che vede schierati 100 cavalli e circa 400 uomini tra lanceri, alabardieri, soldati di artiglieria e di cavalleria a riprodurre in costume un rituale dell'epoca di Alfonso XII e Alfonso XIII (ore 12.00). 

La facciata meridionale del palazzo ha base in pietra ed è scandita verticalmente da colonne ioniche e lesene composte che incorniciano le finestre dei tre piani. 


facciata Sud del palazzo

balconata della facciata Sud del palazzo

Al centro della facciata si trovano una balconata, al di sopra della quale è raffigurata la Spagna: una levatrice con ai piedi un vecchio con barba che rappresenta il fiume Tago.


Nella parte alta della sezione centrale della facciata si trova un orologio sormontato dallo stemma Reale affiancato da due Angeli. L'orologio è affiancato dalle statue di Filippo V e di Ferdinando VI e delle mogli Barbara del Portogallo e Elisabetta Farnese insieme a rilievi che raffigurano l'Attraversamento del Sole nello Zodiaco. Incornicia la facciata una balaustra decorata con vasi. Sulla facciata sventola la bandiera di Spagna, e quando il re si trova a palazzo viene issata anche lo stendardo della casa reale spagnola.

particolari della facciata Sud: orologio, statue di Filippo V, Ferdinando VI, Barbara del Portogallo, Elisabetta Farnese, bassorilievi con l'Attraversamento del Sole nello Zodiaco, stemma Reale

Le due porte laterali della facciata conducono al Patio del Principe mentre tre porte centrali  permettono di accedere all'atrio dove si trova la statua di Carlo III in veste di generale romano, opera di Pierre Michel (1791 ca.). 

Carlo III (Pierre Michel - 1791 ca.)

Dall'atrio parte anche la Escalera Principal (lo scalone principale) del palazzo, realizzata da Francesco Sabatini nel 1760.

Escalera Principal

Escalera Principal

Escalera Principal

Escalera Principal

Inizialmente erano state progettate da Giovanni Battista Sacchetti due scale gemelle in legno: una per il re (a destra) e una per la regina(a sinistra), la Scala Maggiore e la Scala delle Colonne. Ma Carlo III ordinò di erigere un'unica scalinata che ricordasse quella della Reggia di Caserta realizzata dal Vanvitelli.

Ma nel 1789 per volere di Carlo IV la scala in marmo e granito eretta a sinistra fu spostata a destra. 

La doppia rampa della scala è composta da più di 70 bassi gradini, composti ognuno da un'unica lastra di marmo lunga 5m. 

E' decorata con leoni in marmo scolpiti da Felipe de Castro e Robert Michel e con grandi vasi in marmo di Carrara con bassorilievi di caccia e di trofei allegorici.

Leone e Vaso

L'affresco che decora il soffitto venne realizzato da Corrado Giaquinto e raffigura La Monarchia Spagnola che rende omaggio alla Religione. Negli angoli sono raffigurati i Quattro Elementi.

La Monarchia Spagnola che rende omaggio alla Religione / Quattro Elementi (Corrado Giaquinto - 1753/1762)

particolare de La Monarchia Spagnola che rende omaggio alla Religione (Corrado Giaquinto - 1753/1762)

particolare de La Monarchia Spagnola che rende omaggio alla Religione (Corrado Giaquinto - 1753/1762)

Gli stucchi sono stati realizzati da Giovanni Battista Andreoli su disegno di Corrado Giaquinto.


stucchi del soffitto dell'Escalera Principal (Giovanni Battista Andreoli)

Sul balcone che si affaccia sullo scalone si trova la statua di Carlo IV come imperatore romano, opera di Ramon Barba (1817).

balconata dello scalone

Carlo IV (Ramon Barba - 1817)

Sul pianerottolo d'arrivo della scalinata si trovano i busti in marmo di Felipe V e di Elisabetta Farnese, opere di René Fremin. 

busto di Elisabetta Farnese (René Fremin)
Inizia ora la visita degli interni del palazzo che comprende una ventina di sale. 

Le stanze aperte al pubblico sono relativamente poche in confronto al numero totale di ambienti del palazzo. Sono conservati molti degli antichi arredi, una collezione di 215 orologi d'epoca, porcellane e argenterie, una collezione di strumenti a corda (tra i quali un quintetto d'archi di Stradivari), affreschi di Corrado Giaquinto, Giovanni Battista Tiepolo, Anton Raphael Mengs e Francisco Bayeu, e dipinti di Goya, Rubens, El Greco, Velazquez e Caravaggio (una versione di Salomè con la testa del Battista).

ATTENZIONE: si possono scattare foto solo nelle prime due sale del percorso di visita. Per questo la descrizione delle successive sale sarà molto riassuntiva.

La prima sala a cui si accede è il cosiddetto Salon de Alabarderos (Sala degli Alabardieri).

Salon de Alabarderos

In origine questa doveva essere una sala da ballo e per feste, ma venne poi assegnata alla guardia di Carlo III che vigilava all'interno del palazzo. Per questo vennero predisposte panche ad uso degli alabardieri.

Il soffitto è stato affrescato da Giovanbattista Tiepolo con L'Apoteosi di Enea che raffigura Venere che affida a Vulcano la forgiatura delle armi di Enea, allegoria del ruolo di Isabella Farnese nel promuovere la fama di suo figlio Carlo III.


L'Apoteosi di Enea (Giambattista Tiepolo)

particolare de L'Apoteosi di Enea (Giambattista Tiepolo)

particolare de L'Apoteosi di Enea (Giambattista Tiepolo)

Il pavimento è in pietra bianca e rossa. Le pareti sono scandite da lesene di ordine tuscanico e sono decorate con arazzi che raffigurano Storie di Giuseppe, David e Salomone, realizzati su cartoni di Corrado Giaquinto e José del Castillo nella Fabbrica Reale dell'Arazzo di Madrid nel 1756.

arazzo: Storie di Giuseppe, David e Salomone (dis.Corrado Giaquinto e José del Castillo - Real Fabbrica dell'Arazzo di Madrid)

arazzo: Storie di Giuseppe, David e Salomone (dis.Corrado Giaquinto e José del Castillo - Real Fabbrica dell'Arazzo di Madrid)

arazzo: Storie di Giuseppe, David e Salomone (dis.Corrado Giaquinto e José del Castillo - Real Fabbrica dell'Arazzo di Madrid)

arazzo: Storie di Giuseppe, David e Salomone (dis.Corrado Giaquinto e José del Castillo - Real Fabbrica dell'Arazzo di Madrid)

arazzo: Storie di Giuseppe, David e Salomone (dis.Corrado Giaquinto e José del Castillo - Real Fabbrica dell'Arazzo di Madrid)

Sul camino è appeso un Ritratto di Carlo IIII, opera di Anton Raphael Mengs (1764/1766).

Ritratto di Carlo III (Anton Raphael Mengs - 1764/1766)

Nella sala sono presenti due consolle in legno intagliato e dorato (primi XIX secolo) e quattro consolle in mogano e bronzo dorato realizzate per la sala da pranzo e la saletta di Carlo IV. Sulle consolle trovano posto orologi francesi, due modelli in bronzo e pietre dure della Fontana dei Quattro Fiumi (fontana realizzata dal Bernini per Piazza Navona a Roma), un modello della Colonna Traiana e di un Tempio monoptero.

consolle (primi del XIX secolo) e modellino della Fontana dei Fiumi

modellini della Colonna di Traiano e del Tempio monoptero

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La sala seguente è il Salon de Columnas (Sala delle Colonne).


Salon de Columnas

Salon de Columnas

Salon de Columnas

Anche questa sala venne usata inizialmente come sala da ballo e sala funzioni (fino al 1879). 

Durante i primi anni ogni Giovedì Santo qui si svolgeva la celebrazione del Lavatorio y Comida de los Pobres, durante il quale i reali davano da mangiare e lavavano i piedi a 25 poveri, in ricordo della cristiana Lavanda dei piedi.

Nel 1985 in questa sala si firmò il trattato per l'ingresso della Spagna nell'Unione Europea, e più recentemente (2014) avvenne l'abdicazione di re Juan Carlos in favore del figlio Felipe.

Sul soffitto troviamo un affresco che raffigura La Nascita del Sole: il re è raffigurato come Apollo, accompagnato dalle Ore e preceduto da Aurora e da Zefiro, è la divinità solare alla cui apparizione tutte le forze della natura gioiscono. Le Stagioni e gli Elementi sono simboleggiati da Cerere, Bacco, Venere, Vulcano, Diana, Pan e Galatea. L'affresco è opera di Corrado Giaquinto (1762/1763). Nei quattro medaglioni a bassorilievo, retti da coppie di Satiri, sono raffigurati i Quattro Elementi.

La Nascita del Sole (Corrado Giaquinto - 1762/1763) / medaglioni: Quattro Elementi

Sopra la porta è stata raffigurata la Maestà della Corona di Spagna (anche questa è opera di Corrado Giaquinto).

Maestà della Corona di Spagna (Corrado Giaquinto)

I lampadari in bronzo sono stati realizzati a Parigi (1846 ca.).

lampadario del Salon de Columnas

Alle pareti sono appesi arazzi realizzati a Bruxelles (XVI secolo). Questi raffigurano scene degli Atti degli Apostoli, come quelli commissionati originariamente su disegno di cartoni di Raffaello (conservati al Victoria & Albert Museum di Londra) da Leone X nel 1514/1515 per la Cappella Sistina. Gli arazzi qui esposti appartengono alla collezione acquistata da Filippo III.

Elyma colpito dalla cecità (Settima tela della serie su dis. Raffaello)

Elyma colpito dalla cecità (Settima tela della serie su dis. Raffaello)

La guarigione del paralitico (terza tela della serie su dis.Raffaello)

S.Paolo e San Barnaba a Listra (Ottava tela della serie su dis.Raffaello)

S.Paolo e San Barnaba a Listra (Ottava tela della serie su dis.Raffaello)

Nella sala è presente la statua dell'Imperatore Carlo V domina il Furore, copia ottocentesca commissionata a Barbedienne (1878) dell'originale di Leone Leoni (oggi al Museo del Prado). Il piedistallo è in stile neoclassico.

Imperatore Carlo V domina il Furore (Barbedienne - 1878)

Decorano la sala anche alcuni busti di imperatori romani in marmo e porfido (su piedistalli e ai piedi degli arazzi) e quattro sculture: le tre sculture in bronzo sono fiamminghe, Sole, Luna e Venere, e fanno parte di una serie che raffigura i Sette Pianeti, fusa da Jonghellinck nel 1570, mentre la quarta scultura è una copia del Gladiatore con disco riprodotta da Velazquez a Roma nel 1651.



Venere

Sole

Gladiatore con disco

La visita continua nelle stanze che appartenevano all'Appartamento di Carlo III o Sale Gasparini perché presero il nome dall'architetto italiano Mattia Gasparini che le decorò:

- Saleta de Gasparini Era la sala di udienza ordinaria e sala da pranzo del re. Il soffitto è stato affrescato da Anton Raphael Mengs con il Trionfo di Traiano

- Antecamara Gasparini Era la sala utilizzata per la cena e per la conversazione di Carlo III. Il soffitto è stato affrescato con il Trionfo di Ercole da Anton Raphael Meng. Sono qui esposti quattro quadri di Goya che ritraggono a figura intera Carlo IV e la moglie Maria Luisa di Parma.

- Salon Gasparini  Era la sala dove Carlo III si vestiva e dava udienze private. La sala è decorata in stile rococò con rilievi che raffigurano elementi vegetali. Gasparini si è ispirato alle stampe e alle porcellane orientali.

Segue la cosiddetta Carlo III Tram perché è una sala di forma rettangolare le cui proporzioni fanno pensare a quelle di un tram. Era questa originariamente una cappella privata del Re e anche l'alloggio del suo cameriere. Qui sono presenti il cartone per arazzo La caccia al cinghiale di Goya, e i Ritratti di Ferdinando VII e Maria Cristina di Borbone.

Si accede quindi alla Salon de Carlo III, camera da letto dove Carlo III morì nel 1788. Sul soffitto si trova l'affresco che raffigura l'Allegoria dell'Ordine di Carlo III di Vincente Lopez, mentre alle pareti il Ritratto di Carlo III con mantello dell'Ordine, opera di Mariano Salvador Maella. La lampada a forma di giglio allude alla dinastia dei Borboni.

Seguono due piccole sale: 

- Saleta de Porcelana Sala dove gli uomini erano soliti fumare, decorata interamente, dal pavimento al soffitto, con maioliche a fondo bianco con cherubini e ghirlande, realizzate dalla Manifattura del Buon Retiro. Si trova qui un orologio-planetario settecentesco.

- Saleta Amarilla Sala Gialla arredata con mobili in stile impero in cui le donne usavano degustare cioccolatini.

Si visita quindi il Comedor de Gala, la sala da ballo e dei banchetti di gala lunga 40m (occupa la facciata Ovest del palazzo ed ha una superficie di 400mq), creata dall'architetto José Secondo de Lema nel 1879 per volere di Alfonso XII e ricavata unendo tre sale destinate ad uso della regina Maria Amalia di Sassonia (moglie di Carlo III) e poi abitate dalla madre Elisabetta II (madre di Carlo III). La sala venne inaugurata con il banchetto di nozze di Alfonso XII con Maria Cristina d'Asburgo-Lorena. Ancor oggi la sala è usata per i banchetti di stato e la sua lunga tavola può ospitare 144 commensali. Il soffitto della sala è stato affrescato da tre artisti diversi: Anton Raphael Mengs ha dipinto l'Alba su carro, Alejandro Gonzalez Velazquez ha realizzato Cristoforo Colombo offre il Nuovo Mondo ai Re Cattolici, mentre Francisco Bayeu ha dipinto Boabdil consegna le chiavi di Granada ai Re Cattolici. Ornano le pareti della sala colonne in marmo, decorazioni dorate  neobarocche e arazzi fiamminghi del Cinquecento (i più antichi del palazzo) che raffigurano le Storie di Vertumno e Pomona. Rendono luminosa la sala 10 applique e 15 lampadari di cristallo realizzati a Parigi.

Nel Salon de la Banda de Musica è esposto un centrotavola in pietre dure, smalto e bronzo realizzato dall'orafo Luigi Valadier.

Il percorso di visita continua nella sala boudoir della regina Isabella di Braganza  in cui sono esposte i servizi da tavola (Sala de piezas de plata) con le argenterie che vennero prodotte dal XIX al XX secolo, i vetri e cristalli (una collezione di più di 20.000 pezzi) e le porcellane (Sala de Piezas de Porcelana - XVIII/XX secolo). Tra le porcellane si trova un servizio parigino del XIX secolo che come decorazione ha "paesaggi": ognuno dei 600 pezzi presenta una decorazione diversa!

Dopo aver percorso il lato Ovest della galleria che circonda il Patio del Principe, sul lato Nord di questo si può visitare la Capilla Real, la cappella di pianta ellittica progettata da Giovanni Battista Sacchetti e Ventura Rodriguez, costruita tra il 1749 e il 1757 per ordine di Ferdinando VI. La cappella, decorata con colonne monolitiche in marmo venato nero con capitelli in stucco dorato, fu affrescata da Corrado Giaquinto con l'Incoronazione della Vergine nella cupola, San Leandro, San Hermenegildo, San Isidro Labrador Santa María de la Cabeza nei pennacchi. L'artista ha anche affrescato nella galleria del coro l'Allegoria della Religione. Sull'altare maggiore è posto un San Michele che trionfa sui demoni, copia di Ramon Bayeu di un'opera perduta di Luca Giordano. Sull'altare del Vangelo è posta un'Annunciazione di Anton Raphael Mengs. Il baldacchino e i sedili dei reali sono dell'epoca di Ferdinando VI. L'organo è settecentesco.

Un'altra collezione che suscita interesse e ammirazione che ha trovato collocazione nell'Anticamera della Regina Maria Cristina è quella degli strumenti musicali: notevole è il Quartetto Palatino, un quartetto di strumenti a corda decorati realizzato a Cremona da Antonio Stradivari tra la fine del Seicento e il 1709 e vendute al futuro re Carlo IV nel 1772: due violini, una viola e un violoncello (l'unico violoncello Stradivari decorato rimasto al mondo). Inizialmente questo era un quintetto, ma durante le guerre napoleoniche le due viole andarono perdute nel saccheggio del palazzo; una viola fu poi restituita. Al mondo esistono solo 11 strumenti di Stradivari decorati (cinque a Washington, uno ad Oxford e uno appartiene ad un privato). Quelli del Palazzo Reale spagnolo, dichiarati Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità dall'Unesco, vengono occasionalmente suonati. A questo set di rari strumenti musicali si aggiungono un violoncello non decorato del 1700 e una chitarra del 1796 decorata con madreperla. 

Nella sala attigua, la Camera della Corona, sono esposti lo scettro, la corona e il trono realizzati sotto il regno di Carlo III. E' stata posta in questa sala la collana del Vello d'Oro che ricorda gli Asburgo, e il tavolo con le Sfingi sul quale sono stati firmati importanti documenti. 

La piccola stanza che segue è chiamata Stanza dello stucco per le decorazioni che la caratterizzano realizzate appunto in stucco: ghirlande, uccelli, elementi vegetali che evocano le decorazioni delle ville romane di Pompei ed Ercolano scoperte negli anni della realizzazione della stanza (fine XVIII secolo). Nei medaglioni delle pareti sono rappresentate figure femminili, mentre scene mitologiche sono raffigurate sopra le porte e sopra gli specchi. Un fregio di ghirlande con ballerine e busti di Satiri corre nella parte alta delle pareti. Il soffitto è riccamente decorato con stucchi e partizioni geometriche. Il pavimento in marmo è realizzato a disegni geometrici.

Si percorre quindi il Camon de la Escala che affaccia sulla scala principale percorsa all'inizio della visita e dove si trova la già citata statua di Carlo IV. Corrado Giaquinto ha affrescato nella volta Ercole che solleva le colonne davanti a Nettuno.

Ercole che solleva le colonne davanti a Nettuno (Corrado Giaquinto)

Ma la sala più rappresentativa del palazzo è certamente il Salon del Trono. La sala in stile rococò (1772) è arredata con mobili realizzati a Napoli per Carlo III. Sul soffitto nel 1764 Giovanni Battista Tiepolo ha affrescato l'Apoteosi della Monarchia Spagnola. I due troni color oro e scarlatto (riproduzioni di quello di Carlo III), uno per il re e uno per la regina, sono affiancati da quattro leoni in bronzo dorato, copie dei leoni che decorano la Loggia dei Lanzi a Firenze. Furono commissionati da Velazquez per decorare la Sala degli Specchi dell'Antico Alcazar. Decorano le pareti 12 consolle con enormi specchi e tendaggi in velluto rosso con ricami argento. I due lampadari sono veneziani, gli orologi inglesi e svizzeri. Le statue in bronzo raffigurano le Quattro Virtù Cardinali (Giustizia, Prudenza, Fortezza e Temperanza), i Sette Pianeti, il Satiro Germanico.

https://www.patrimonionacional.es/visita/palacio-real-de-madrid

Orario: lunedì/sabato      10.00/18.00

             domenica           10.00/16.00

Costo: visita Palazzo  12€

           visita Palazzo + Cucine  16€

GRATIS dal lunedì al giovedì    16.00/18.00


CONCLUSIONI                                                                                                                         Il Palacio Real di Madrid è un palazzo davvero imponente (870 finestre, 240 balconi, 44 scale...) ed interessante sia per il suo valore artistico che per il suo valore storico. La visita non è completa se non si visitano anche le Cucine Reali, uno spazio visitabile accompagnati da un'esperta guida...a questo spazio dedicherò il prossimo post.



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