martedì 7 aprile 2026

Lucca: la Villa Reale di Marlia (il parco)


 A Marlia (frazione di Capannori in provincia di Lucca), si trova una splendida villa con parco che da fortilizio medievale si è trasformata nei secoli in una splendida residenza reale: la Villa Reale di Marlia.

Villa Reale di Marlia

La storia di Villa Reale di Marlia ha inizio nell'alto medioevo (IX secolo) quando qui era stato costruito un castello abitato dal Duca di Tuscia. In seguito questa proprietà passò a famiglie nobili lucchesi di mercanti e banchieri, gli Avvocati e i Buonvisi (1517/1651).

Dopo il fallimento della famiglia Buonvisi, nel 1651 la proprietà venne acquistata dai facoltosi fratelli nobili lucchesi Olivieri e Lelio Orsetti, che trasformarono la costruzione medievale in un palazzo e crearono un giardino di gusto barocco, impreziosito dal Giardino dei Limoni, dal Teatro di Verzura, dal Teatro dell'Acqua dalla costruzione della Palazzina dell'Orologio.

E' ai fratelli Orsetti che si deve il nome della villa: il nome di "Marlia" le fu dato in ricordo della Reggia di Marly, la favorita da Luigi XIV quando voleva sfuggire alle formalità della Reggia di Versailles.

Nel 1806 Elisa Bonaparte Baciocchi, principessa di Lucca e Piombino, duchessa di Massa, principessa di Carrara, contessa di Campignano e granduchessa di Toscana, volle fare della proprietà la sua residenza reale di campagna, nonostante che gli Orsetti non volessero cedergliela. 

Grazie agli interventi degli architetti Giovanni Lorenzetti e Théodore Bienaimé la villa venne ridisegnata in stile neoclassico, e il parco venne ampliato con l'annessione dell'adiacente Villa del Vescovo (con i suoi giardini all'italiana, il Ninfeo cinquecentesco detto Grotta di Pan e la Cappella poi trasformata in chiesetta di rito ortodosso) e trasformato in un giardino all'inglese (1811/1814). 

Il parco venne piantumato con nuove e rare essenze provenienti dalla Reggia di Caserta (dove si era insediato Giuseppe Bonaparte, Re di Napoli, fratello della principessa) e da numerose rose provenienti dal giardino della Malmaison (proprietà vicino a Parigi di Joséphine, cognata della principessa e moglie di Napoleone). 

Il parco fu popolato con capre, pecore Merinos e daini. Fu decorato con statue e vasi in marmo di Carrara, giochi d'acqua, fontane.

Dopo la caduta di Napoleone (1817), Elisa Bonaparte dovette cedere la villa e il principato, e il ducato e la villa passarono a Carlo Ludovico di Borbone e a sua madre Maria Luisa, duchessa di Lucca. La villa, divenuta la residenza estiva della corte, venne arricchita dall'intervento dell'architetto Lorenzo Nottolini.

In seguito la villa passò nelle mani di numerosi proprietari. Fu prima la dimora estiva dei granduchi d'Asburgo Lorena. Durante il Regno d'Italia appartenne a Vittorio Emanuele II che la cedette a Penelope Carolina vedova di Carlo di Borbone principe di Capua. Successivamente la proprietà fu messa in vendita a privati. Ne derivò un frazionamento e un decadimento della proprietà (molti alberi furono abbattuti per ricavarne legname).

Nel 1923 i Conti Pecci-Blunt acquistarono e fecero restaurare i giardini dall'architetto francese Jacques Greber. Vennero inoltre progettati e realizzati altri edifici (il Padiglione dei Giochi utilizzato come spazio giochi per i bambini nel secolo scorso e oggi trasformato in Caffetteria, e un'area per lo sport, di cui oggi rimane solo la piscina con spogliatoi in stile liberty, il bocciodromo, il campo di croquet e un campo da tennis). 

Apparteneva a questa famiglia romana papa Leone XIII (nato Gioacchino Pecci), e qui la nipote Anna Laetitia Pecci-Blunt (detta Mimì) portò alcuni ricordi dell'illustre zio che sono tutt'oggi esposti nella Palazzina dell'Orologio.

Furono ospiti della famiglia Pecci-Blunt il pittore Salvator Dalì, lo scrittore Moravia, il poeta Jean Cocteau, lo scrittore Paul Valery, il pittore Afro Basaldella, lo scrittore e poeta Giuseppe Ungaretti, Jacqueline Kennedy, i Duchi di Windsor, il musicista Igor Stravinsky, il compositore Francis Poulenc, il giornalista Indro Montanelli.

Dopo essere ritornata ad essere in uno stato di abbandono la proprietà viene acquistata dalla famiglia Gronberg nel 2015. La famiglia di mecenati svizzeri la restaurò e la portò ad essere quel posto che oggi è possibile visitare nel suo splendore. 

Il percorso di visita di questa splendida villa comprende sia l'esplorazione dei numerosi giardini che compongono il parco, sia la visita dei due musei allestiti nella Villa propriamente detta (appartamenti in cui visse Elisa Bonaparte nei primi dell'Ottocento) e nella cosiddetta Palazzina dell'Orologio (in mostra una collezione della contessa Anna Laetitia Pecci-Blunt).

Questo post racconterà del parco e delle costruzioni che lo completano, mentre il prossimo post tratterà dei musei allestiti nella Villa propriamente detta e nella Palazzina dell'Orologio.

Si possono acquistare due tipi di biglietti: quello che comprende il parco e i musei, e quello solo per il parco.

Il visitatore viene accolto nella biglietteria posta in una delle due Palazzine Gemelle nel piazzale semicircolare antistante i cancelli d'ingresso.

piazzale d'ingresso con le Palazzine Gemelle

Le Palazzine Gemelle sono due costruzioni simmetriche palladiane, dalla forte variazione cromatica, costruite per volere di Elisa Bonaparte dall'architetto Giovanni Lazzarini. All'epoca alloggiavano il corpo di guardia della principessa.

Il parco copre una superficie di 16 ettari ed è composto da piante che hanno in alcuni casi più di 150 anni.
parco di Villa Reale di Marlia

parco di Villa Reale di Marlia

ATTENZIONE: inquadrando il QRcode posto sui cartellini sotto le piante più importanti del parco, potrete avere informazioni dettagliate sulla specie di pianta che state osservando.

Una volta varcato il cancello d'ingresso, il percorso nel parco e il percorso olfattivo ad esso associato iniziano seguendo il sentiero alla destra dell'entrata. 

inizio del percorso nel parco di Villa Reale di Marlia

viale nel parco di Villa Reale di Marlia verso la Montagnola

La prima sosta del percorso consiste nel salire il sentiero a spirare che conduce alla sommità di una Montagnola dalla quale si può dare un primo sguardo complessivo sul parco.

salita della Montagnola / panorama sul parco

cima della Montagnola

veduta dalla Montagnola (Villa del Vescovo e Chiesetta Ortodossa)

veduta dalla Montagnola (il parco di Villa Reale di Marlia)

veduta dalla Montagnola (dintorni della Villa Reale di Marlia)

Si trovava all'interno della proprietà di Villa Reale anche una costruzione voluta da Maria Luisa Bonaparte per il Real Liceo di Lucca, ovvero la Specola, un osservatorio astronomico progettato da Lorenzo Nottolini nel 1819 mai portato a termine. Oggi la Specola è divenuta una residenza privata, ma dalla Montagnola del parco di Villa Reale si può vedere la sua facciata.
facciata della Specola

Ridiscesi dalla dolce altura si prende il cosiddetto Viale delle Camelie, un sentiero che costeggia il corso di un ruscello riscoperto da poco.

Viale delle Camelie

cascatella lungo il Viale delle Camelie

ruscello lungo il Viale delle Camelie

La collezione di camelie che caratterizza questa prima parte del parco è una delle più importanti collezioni di antiche camelie della Toscana, apprezzabili soprattutto nel mese di marzo, quando sono in piena fioritura.

Camelia Japonica Francesca da Rimini

Camelia Japonica Bella Vergine

Lungo il romantico percorso con cascatelle vi sono 40 varietà di Camelia Japonica, piante originarie dell'Asia, introdotte in Italia alla fine del secolo XVIII (il più antico esemplare europeo si troverebbe nella Reggia di Caserta) e in Toscana nella prima metà dell'Ottocento. A Villa Reale di Marlia furono fatte arrivare per volere di Elisa Baciocchi che le chiese al fratello Giuseppe, re di Napoli. In tempio recenti la collezione si è arricchita di nuove varietà.

Si continua il percorso accanto al ruscello, sino al punto in cui questo si biforca formando un'isola a forma di "goccia".

corso del ruscello

corso del ruscello

corso del ruscello e isola a "goccia"

isola forma a "goccia"

Si è quindi arrivati al lago artificiale navigabile posto nel punto più basso del parco, nella zona Est della proprietà. 

lago

lago

lago

lago

lago

lago

approdi sul lago

lago (visto da Ovest)

lago

Il lago in asse prospettico con la villa fu progettato  da Jacques Greber nel 1924 per volere della famiglia BluntNel lago si allevavano carpe e la contessa Laetitia vi aveva fatto portare dei cigni. 

veduta prospettica della Villa che si specchia sul lago

Sulle rive del lago vi sono esemplari di Liquidambar Styraciflua, TiglioSophora Japonica. Per rendere romantica la riva Ovest del lago furono piantati due Salici Piangenti

Liquidambar Styraciflua

Tiglio

Sophora Japonica

Salici Piangenti

Durante la tempesta di vento abbattutasi sulla proprietà nel 2015 numerosi alberi secolari vennero rimossi nei pressi del lago, ma già oltre 1000 nuovi alberi e piante da fiore sono stati piantumati in sostituzione di quelli perduti.

albero abbattuto divenuto sostegno per rosa rampicante

Sulla riva del lago si trova un'esedra decorata da tre statue di divinità: Vulcano, Ercole e Demetra.

esedra con statue di divinità sulla sponda del lago

Ercole

Demetra

Vulcano

Il bacino artificiale alimenta, attraverso l'accensione di pompe, l'impianto idrico dei giardini.

Dopo aver percorso le sponde del lago ci si sposta verso Ovest. Qui s'incontra il Liriodendron tulipifera (o Albero dei Tulipani), il Ginkgo Biloba (o Albero dei Ventagli) e la Lagestroemia Indaca proveniente dalla Malmaison.

Liriodendron Tulipifera (o Albero dei Tulipani)

fiori del Liriodendron Tulipifera (o Albero dei Tulipani)

Liriodendron Tulipifera (o Albero dei Tulipani)

Lagestroemia Indaca

Ginkgo Biloba (o Albero dei Ventagli)

foglie a ventaglio del Ginkgo Biloba (o Albero dei Ventagli)

Salendo la china si arriva alla Villa del Vescovoun tempo sede estiva degli arcivescovi di Lucca e oggi futura residenza degli attuali proprietari.

Villa del Vescovo e Cappella Ortodossa

La villa fu costruita nel XVI secolo sui resti di un antico castello medievale. Di proprietà del Vescovado di Lucca, nel 1811 fu annessa alla Villa Reale per volere di Elisa Baciocchi che la fece restaurare e divenire la residenza della corte e un luogo di studio (tra i vari ambienti vi era anche uno studio riservato al fratello Napoleone).

Villa del Vescovo

Faceva parte della proprietà della Villa del Vescovo anche la Cappella di San Biagioche a metà Ottocento il duca Carlo Ludovico di Borbone, convertitosi al rito ortodosso, fece trasformare in una Cappella Ortodossa

Cappella Ortodossa

Vennero coperte le pitture all'interno della cappella, venne rimosso lo stemma del vescovo, venne istallata l'iconostasi dipinta da Michele Ridolfi. Le abitazioni in stile romanico-gotico degli ufficianti, che si trovavano a ridosso della chiesetta, furono demolite all'inizio del XX secolo.

Chiesa Ortodossa e Grotta di Pan

La Villa del Vescovo è provvista di due giardini: un giardino pensile con esemplare di Magnolia Grandiflora posto sulla terrazza che sovrasta la costruzione, e un giardino all'italiana che il visitatore può ammirare ai piedi della costruzione contenuto su due lati dai muri che sorreggono la terrazza.

Il Giardino all'Italiana è composto da aiuole rettangolari disegnate da siepi, nelle quali hanno trovato posto piante di bosso modellate con l'Arte Topiaria.

Giardino all'Italiana

Giardino all'Italiana

Giardino all'Italiana

Sul muro che in parte delimita il giardino inferiore della Villa del Vescovo, vi sono nicchie con statue, crateri su piedistalli e una fontana con mascheroni.

nicchia con statua

nicchia con statua

cratere su piedistallo

fontana

fontana 

mascherone della fontana

mascherone della fontana

mascherone della fontana

Si trovano vicino al Giardino all'Italiana un Tiglio e un Bagolaro.

Bagolaro

Tiglio

Apparteneva alla proprietà della Villa del Vescovo anche un ninfeo che racchiude la cosiddetta Grotta di Pan.

Ninfeo con la Grotta di Pan

Ninfeo con la Grotta di Pan

E' questo considerato il più antico ninfeo della Lucchesia (1570). Molto probabilmente fu realizzato da Bernardo Buontalenti, vista la sua somiglianza con quello che si può vedere nel Giardino di Boboli a Firenze.

La costruzione è stata realizzata utilizzando come decorazione pietra liscia, tufo e ciottoli bianchi e neri.

decorazioni della facciata del Ninfeo con la Grotta di Pan

decorazioni della facciata del Ninfeo con la Grotta di Pan

facciata del Ninfeo con la Grotta di Pan

Attraverso tre arcate si entra in un atrio con fontana, e da questo spazio si accede alla grotta illuminata da un oculo sul soffitto. La grotta è ricoperta da concrezioni calcaree e decorata da mascheroni e nicchie che racchiudono la statua di Pan o figure antropomorfe marine. La grotta è dotata di giochi d'acqua nascosti e costituiva un luogo dove rifugiarsi nelle calde giornate estive per godere di un po' di frescura.

ambiente d'ingresso del Ninfeo

ambiente d'ingresso del Ninfeo

soffitto dell'ambiente d'ingresso del Ninfeo

decorazioni dell'ambiente d'ingresso del Ninfeo

ingresso alla Grotta di Pan

volta con oculo della Grotta di Pan

figura marina


figura antropomorfa marina

figura antropomorfa marina

statua di Pan

pavimento della Grotta di Pan

La parte superiore della costruzione fu aggiunto nella prima metà dell'Ottocento per volere di Carlo Ludovico di Borbone.

CURIOSITA': nel Ninfeo è stato inscenato nel 2016 il monologo teatrale "Novecento" di Alessandro Baricco.

Nel giardinetto semicircolare all'esterno della costruzione si trovano piante di Pittosforo.

giardinetto del Ninfeo

Pittosforo

A pochi passi dalla Grotta di Pan fu realizzato nel 1924 il Giardino Spagnolo. 

Giardino Spagnolo

Giardino Spagnolo

Il giardino fu progettato da Jacques Greber per la famiglia Pecci Blunt. Anna Laetitia Pecci-Blunt era di origini spagnole da parte di madre, e questo giardino è un omaggio ai giardini ispano-moreschi (come l'Alhambra) dove grande importanza è riservata alla presenza dell'elemento acqua.

Giardino Spagnolo

Il Giardino Spagnolo è uno spazio rettangolare circondato da una siepe di alloro. E' caratterizzato dalle forme geometriche ed è delineato da cespugli, statue e canali d'acqua interrotti da quattro fontane rialzate. 

canali d'acqua nel Giardino Spagnolo

fontana all'ingresso del giardino

canali d'acqua e fontana rialzata

Sul lato Nord di questo giardino art decò vi è un'esedra con monofora e grande vasca da cui dipartono i canali che portano l'acqua alle fontane.

esedra con vasca

canale che si dirama dalla vasca dell'esedra

Il Giardino Spagnolo è chiamato anche Giardino dei Fiori per la presenza di piante di Ibiscus, di Rose rampicanti Pierre De Ronsard, di Evonymus Japonica e di Hypericum Moserianum.

Evonycmus Japonica

pianta di rosa rampicante Pierre De Ronsard

pianta di rosa rampicante Pierre De Ronsard

pianta di rosa rampicante Pierre De Ronsard

La prossima tappa del percorso è la Cappella di San Francesco Saverio.

Cappella di San Francesco Saverio

Sopra al portale d'ingresso si trova un bassorilievo in marmo riproducente il busto di San Francesco Saverio, protettore dei missionari.

interno della Cappella di San Francesco Saverio

volte della cappella

La cappella venne commissionata nel XVIII secolo dai fratelli Orsetti. Venne terminata nel 1710. Divenne poi il sepolcro di alcuni membri della famiglia Borbone di Capua e della famiglia Pecci-Blunt.

sepolcri delle famiglie Borbone di Capua e Pecci-Blunt

All'interno della chiesetta si trova il monumento funebre che Vittoria Augusta di Borbone volle far realizzare ad Alessandro Lazzarini per i genitori: la madre Penelope Smith è raffigurata giacente accompagnata dalla rappresentazione della Carità e di un Angelo con fiaccola spenta, mentre il padre, il principe Carlo Ferdinando è raffigurato insieme alla Fede, alla Speranza e allo stemma borbonico.

Monumento funebre di Penelope e Carlo Ferdinando di Borbone (Alessandro Lazzarini - XIX sec.)

Sopra all'altare della cappella si trova un dipinto del XVIII secolo di Madonna col Bambino tra Santa Teresa e San Francesco Saverio.

Madonna col Bambino tra Santa Teresa e San Francesco Saverio (XVIII sec.)

Dietro la Cappella di San Francesco Saverio si trovano due Limonaie nelle quali venivano ricoverati i vasi di agrumi sparsi nei giardini della villa durante la stagione fredda.

Limonaie

Limonaia

Limonaia
Durante la nostra visita nella cappella si stava celebrando un matrimonio e nelle limonaie adiacenti stavano allestendo un rinfresco per gli ospiti che dopo aver ricevuto l'occorrente per un pic-nic potevano scegliersi un angolo di prato per trascorrere qualche ora festeggiando gli sposi.
matrimonio nella cappella

Dalla Cappella di San Francesco Saverio parte il viale della ragnaia che conduce alla Palazzina dell'Orologio

Viale della ragnaia

Il lungo viale costeggiato da alti siepi di alloro e di lecci è intersecato da un asse perpendicolare che conduce al Giardino dei Limoni.

Giardino dei Limoni 

Il Giardino dei Limoni si sviluppa parallelo al Viale della ragnaia, e faceva parte (insieme al Teatro di Verzura e al Teatro dell'Acqua) del giardino barocco realizzato dai fratelli Orsetti nel XVII secolo. 

All'ingresso del giardino (lato Est) si trova un semicerchio in mosaico rustico sormontato da tre busti romani e dallo stemma Orsini. Al centro si trova la Fontana delle Tre Sirene(durante la nostra visita in restauro).

Fontana delle Tre Sirene 

decorazione a mosaico del semicerchio con Fontana delle Tre Sirene 

Il Giardino dei Limoni è così chiamato perché in esso sono presenti 200 piante di agrumi in antichi vasi di terracotta che durante l'inverno vengono riposti nelle vicine Limonaie. 

conche con limoni

conca con limoni

Il giardino è composto da due parti disposte su due livelli. 

La parte inferiore del giardino è divisa in quattro aiuole di prato con al centro un esemplare di Magnolia Grandiflora.

Giardino dei Limoni (parte inferiore)

Giardino dei Limoni (parte inferiore)

Magnolia Grandiflora

La parte superiore presenta una peschiera ornata con due statue giganti in marmo raffigurati i fiumi toscani: l'Arno e il Serchio.

parte superiore del Giardino dei Limoni

peschiera del Giardino dei Limoni

peschiera del Giardino dei Limoni

peschiera (sullo sfondo la Villa Reale)

statue di Arno Serchio

statue di Arno Serchio

Sul fondo della peschiera vi è un'esedra in tufo e pietra liscia. In una nicchia è posta la statua in marmo di Leda e il Cigno.

esedra della peschiera

Leda e il Cigno

CURIOSITA':  nel Novecento l'artista americano John Singer Sargent ha ritratto il Giardino dei Limoni. L'acquarello è esposto nel Museum of Fine Arts di Boston.

Dalla peschiera inizia un viale perpendicolare al suo asse maggiore che conduce, dopo aver superato una rotonda con fontana e statue, al cosiddetto Teatro di Verzura.

verso il Teatro di Verzura

rotonda con fontane e statue

fontana

fontana

Quest'area ellittica del giardino barocco, esempio di architettura naturale creata per le rappresentazioni teatrali e musicali, è la più antica in Europa. Fu infatti fatta realizzare dai fratelli Orsetti tra il 1664 e il 1670. Ispirato al Teatro dell'Isola di Citera, è questo un trionfo dell'Ars Topiaria, e una trascrizione vegetale dell'architettura del teatro moderno.

ingresso del Teatro di Verzura

Teatro di Verzura

Siepi di Tasso formano pareti verdi con finestre ad arco. Tra scena e platea due forme topiarie creano il podio per il direttore d'orchestra e la buca del suggeritore.

Dieci sfere di Bosso fanno da paraventi ai riflettori (un tempo a grandi candele) per illuminare il palco posto in posizione più alta.

Le quinte sono intervallate da statue in terracotta con figure della Commedia dell'Arte: Pulcinella, Colombina, Pantalone, alle quali si aggiunsero nel Settecento quelle di Scaramuccia e Arlecchino.

quinte sceniche con statua di Scaramuccia

quinte sceniche con statua di Arlecchino

statue in terracotta di Colombina, Pantalone e Pulcinella

CURIOSITA': nel Teatro di Verzura fu rappresentata la prima di Fedra di Jean Racine e numerose volte vi suonò Niccolò Paganini.

Passando davanti alla Palazzina dell'Orologio si può raggiungere l'ultima parte ancora esistente del giardino barocco, ovvero il Teatro dell'Acqua.

Teatro dell'Acqua

Il Teatro dell'Acqua, a forma di esedra, si trova alle spalle dell'ingresso posteriore della Villa. Questa architettura seicentesca è costituita da una grotta artificiale, fatta di pietra e concrezioni calcaree, da cui sgorga l'acqua attraverso 5 mascheroni in pietra. L'acqua finisce in piccole vasche a forma di conchiglia trilobata per poi riversarsi nella sottostante vasca semicircolare. Quest'acqua poi alimenta il parco.

Teatro dell'Acqua 

grotta

vasca

vasche a conchiglia con mascheroni

La grotta è racchiusa da siepi di leccio e alloro in cui sono poste urne alternate a nicchie con statue di divinità greche: Giove, Saturno, Adone e Pomona. Decorano l'insieme due sculture zoomorfe: un leone (simbolo di potenza) e una pantera (simbolo di Lucca).

statue e urne decorano il Teatro dell'Acqua

Davanti alla Villa si estende il prato in leggero pedio, incorniciato da macchie asimmetriche di arbusti e alberi. Elisa Baciocchi incaricò Jean-Marie Morel di dare questo assetto a questa zona del parco.

prato davanti alla Villa

prato davanti alla Villa

Lateralmente al prato, nascosta tra la vegetazione, appare la Fontana degli Innamorati. Un arco d'ingresso, uno zampillo d'acqua e una panchina la rendono un angolo romantico.

arco d'ingresso verso la Fontana degli Innamorati

Fontana degli Innamorati

Ma la visita non si può dire finita se non si raggiunge la Caffehouse, ex Padiglione dei Giochi riservato ai bambini della famiglia nel secolo scorso, oggi caffetteria per una piacevole sosta prima delle visite dei musei di Villa Reale di Marlia ospitati nella Palazzina dell'Orologio e nell'interno della Villa Reale...argomento del prossimo post.

Caffehouse

Caffehouse

giardini della Caffehouse


https://villarealedimarlia.it/

Orari:  marzo/ottobre         tutti i giorni         10.00/18.00
            novembre               solo weekend      10.00/17.00
            dicembre e festivi  solo weekend       14.00/20.00
Prezzo: Parco + Musei    18 €
             Parco                  12 €
                 

CONCLUSIONI                                                                                                                         Il Parco di Villa Reale di Marlia è il più importante della Lucchesia e tra i parchi più importanti in Italia. I tre giardini in cui è diviso (barocco, parco romantico e giardino decò) hanno dato un'importanza naturalistica a questa villa toscana arricchendola di fascino ed eleganza. Ogni stagione va in scena uno spettacolo naturale diverso nei colori e nei profumi. Gli esemplari secolari di piante cresciute nel tempo all'interno del parco testimoniano la lunga storia di questo luogo, ancor oggi visitabile grazie all'amore che i nuovi proprietari stanno mettendo nel suo restauro e nel suo mantenimento. Per la breve distanza che lo divide da Lucca (5 km) è sicuramente una meta da non perdere nella visita dei dintorni di questa bella città.

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