sabato 30 marzo 2024

Buona Pasqua 2024

 

                                BUONA PASQUA 

                                           2024

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domenica 24 marzo 2024

Lanzarote: le Salinas de Janubio


 "La vista di una salina mi ha sempre impressionato. Quelle di Lanzarote hanno catturato la mia attenzione per la loro bellezza lineare e i colori accecanti...L'intero impianto è inquadrato nelle coordinate compositive di Mondrian."

                                                César Manrique

Con queste parole l'artista nativo di Lanzarote descriveva nella prefazione del libro El Jardin de la sal il fascino delle Salinas de Janubio.

Salinas de Janubio

Salinas de Janubio

Salinas de Janubio

Le Salinas de Janubio, le uniche saline attive di Lanzarote, si trovano nel Sud-Ovest dell'isola, nel municipio di Yaiza, tra la Punta del Volcan e il Risco de la Caletita, non lontane da due attrazioni naturali altrettanto famose: Los Hervideros e il Charco de los Clicos.

Salinas de Janubio

Nel XVIII secolo una colata lavica del Timanfaya chiuse l'importante porto naturale che si trovava in questa fascia di costa, creando una laguna. Questa nuova situazione orografica suggerì l'idea di istallazioni per la produzioni dell'"oro bianco", ovvero del sale.

laguna dell'antico porto

laguna dell'antico porto

Questa salina è la più estesa delle Isole Canarie: 44 ettari di superficie, su un'area che ha un chilometro di circonferenza, 600m di diametro e una profondità dai 2 ai 7 metri.

Le Salinas de Janubio vennero realizzate nel 1895 e potenziate e ampliate nel 1915. 

L'estrazione del sale dall'acqua marina rivestiva una grande importanza per l'economia di Lanzarote, in quanto il sale era utilizzato nell'industria ittica per la conservazione del pesce e la sua commercializzazione. Inoltre dava lavoro ad un centinaio di persone, che lo hanno tramandavano da padre in figlio per generazioni.

Per non dipendere dalla linea elettrica costiera si utilizzavano mulini a vento, oggi sostituiti da pompe elettriche.

mulini a vento e coni di sale 

mulini a vento e coni di sale all'orizzonte

Questo tipo di salina è denominata "Salina di fango con rivestimento in pietra". Le sue vasche sono disposte in modo geometrico.

Inizialmente la salinità del mare si aggira sul 3,5% (ovvero 35 gr per litro). L'acqua viene bollita per eliminare l'80% del liquido e poi versata in grandi vasche dove il sole e il vento, facendo evaporare l'acqua, innalzano la concentrazione di sale. Dopo una attenta depurazione dai detriti, il sale ottenuto è tra i  più pregiati al mondo.

vasche della salina

vasche della salina

vasche della salina

vasche della salina

vasche della salina

vasche della salina

Nel 1970 si ebbe la punta massima di produzione del sale, ben 10.000 tonnellate. Poi la produzione è diminuita a causa dell'avvento dei frigoriferi come mezzo di conservazione del pesce appena pescato, e da questo la conseguente diminuzione della richiesta di sale. Oggi se ne producono solo 2.000 tonnellate all'anno (equivalenti al 20%).

La produzione è continuata ininterrottamente per più di cento anni, ed il sale, raccolto tra maggio e ottobre, è ancora ottenuto con metodo tradizionale, manualmente, con l'utilizzo di rastrelli, pale e carriole.

Per ricordare i lavoratori della Salinas di Janubio (i cosiddetti "Salineros")  è stata realizzata da Cintia Machin Morin un'opera che li rappresenta. L'opera è anche dedicata a Francisco Padron Vinas, che è stato una delle figure più importanti di questa attività.

Monumento ai Salineros e a Francisco Padron Vinas (Cintia Machin Morin - 2021)

CURIOSITA': Le decorazioni lungo le vie e le piazze di Arrecife in occasione della festa del Corpus Domini a giugno sono realizzate in sale.

Ciò che rende le Salinas de Janubio un'attrazione turistica è sicuramente il gioco spettacolare di colori e sfumature delle sue vasche, che vanno dal magenta al rosso intenso, dal corallo al rosa pallido. 

Questi diversi colori sono dovuti alla presenza della Dunaliella salina, una microalga che si trova nelle paludi salmastre, ricca di caroteni e nota per la sua attività antiossidante e utilizzata in cosmetici e integratori alimentari.

Ma i diversi colori non sono dovuti solo all'alga, ma anche a due batteri archei, l'Halobacterium salinarum e l'Halobacterium halobium, e ad un microscopico crostaceo rosso, l'Artemia partenogenica, capace di vivere anche 10.000 anni in ambienti ipersalini e che si nutre della Dunaliella salina.

Al maschio di questo crostaceo César Manrique ha dedicato il logo del sito delle Salinas de Janubio.

logo delle Salinas de JanubioArtemia partenogenica (disegno di César Manrique - 2019)

Le Salinas de Janubio sono state dichiarate Sito Naturale Protetto dall'Unione Europea per la presenza di 70 specie di uccelli migratori che sostano e si nutrono nelle saline.

https://www.salinasdejanubio.com/

ATTENZIONE: si possono fare visite guidate delle saline di circa 90 minuti con degustazione finale di sali. 

Costo: 22 €


CONCLUSIONI                                                                                                                       Le Salinas de Janubio hanno un valore paesaggistico, ecologico e culturale sorprendente. Nei nostri viaggi abbiamo visitato diverse saline alla scoperta dell'"oro bianco", e siamo sempre stati affascinati e abbagliati dal loro candore. Anche le Salinas de Janubio ci hanno regalato questo spettacolo e meravigliato per i loro colori.

martedì 19 marzo 2024

Lanzarote: El Golfo e il Charco de los Clicos

Nella parte Sud-occidentale di Lanzarote, all'interno del Parco Naturale dei Vulcani, si trova un piccolo borgo marinaro circondato dalla lava: El Golfo.

El Golfo

El Golfo, appartenente al comune di Yaiza, si estende lungo la costa con le sue case basse dai muri bianchi, i tetti piatti e le imposte blu o verdi.

Lungo la sua via principale, a ridosso della spiaggia, si allineano molti ristoranti di pesce, ma le sue attrattive sono poste a poche centinaia di metri a Sud dell'abitato: la Playa el Golfo e il Charcho de los Clicos.

El Golfo e i sentieri sterrati per la Playa El Golfo e per il Charco de los Clicos

Arrivati al parcheggio che si trova prima di entrare nel villaggio, si può accede a tutti e due i siti. Dal promontorio sulla sinistra del parcheggio si dipartono due percorsi sterrati.

Playa El Golfo (e percorso per guardarla dall'alto)

Il percorso che prosegue sul promontorio conduce alla vista dall'alto della Playa El Golfo, la spiaggia di sabbia nera vulcanica sulla quale sono tirate a riva le imbarcazioni dei pescatori.

Playa El Golfo

Playa El Golfo

L'altro percorso conduce invece sul Mirador del Charco de los Clicos. Da questo punto panoramico si può godere del panorama su una delle più gettonate attrattive naturali di Lanzarote: il Charco de los Clicos.

Charco de los Clicos

Charco de los Clicos

Il Charco de los Clicos è una spettacolare laguna verde, posta a circa 50 m dalla riva della spiaggia di sabbia nera (Playa de los Clicos), chiusa all'interno di un'enclave vulcanica (Montana del Golfo).

Playa de los Clicos

Il Charco de los Clicos si è quindi formato in un vulcano sottomarino, di cui rimane solo mezzo anello di tufo del cratere, alto al massimo 157 m.. Il resto dell'anello è stato inghiottito dal mare, essendo stato eroso dalle intemperie, dal vento e dalle onde dell'oceano. 

parte sommersa del cratere

parte sommersa del cratere


colata lavica verso l'oceano

rocce vulcaniche

rocce vulcaniche

colata lavica vulcanica

La presenza dell'acqua nella laguna è dovuta ad infiltrazioni attraverso fessure sotterranee.

Il suo caratteristico colore verde che la rende così particolare e attraente, è dovuto alla concentrazione di Ruppia maritima, una pianta d'acqua dolce che cresce nelle zone costiere in acque salmastre perché tollera il sale. Essa produce clorofilla e dona all'acqua diverse sfumature di verde a seconda del periodo dell'anno. Il colore della laguna lo si deve anche alla presenza di zolfo nell'acqua. 

Un'altra caratteristica della laguna è l'alta salinità della sua acqua, addirittura più alta di quella del Mar Morto.

A far risaltare il colore verde dell'acqua sono il contrasto con la sabbia nera e lo sfondo rosso, arancione e giallo del cratere vulcanico.

Charcho de los Clicos, letteralmente la "Pozzanghera dei clicos", prende nome da un mollusco bivalve commestibile (clico) che fino al XVIII secolo si trovava in questa laguna verde. Si racconta che poi qualcuno ebbe l'idea di introdurre nell'acqua due grosse tartarughe che sterminarono questi "clicos".

Si può ammirare questo spettacolo della natura solo dall'alto perché è recintato ed è una zona protetta.

CURIOSITA': Il Charco de los Clicos è stato lo sfondo di scene di alcuni film: qui si sono girate una scena romantica tra Penelope Cruz e Lluis Homar del film "Gli abbracci spezzati" di Pedro Almodovar (2009), una scena in cui Raquel Weich usciva dall'acqua con un bikini preistorico in pelle nel film "Un milione di anni fa" (1966), e scene dei film "Take a hard ride" (1975), "Enemy mine" (1985) e "La Iguana" (1988).

CURIOSITA': La spiaggia di ciottoli vulcanici contiene olivina (silicato di ferro e magnesio), una pietra dura di color verde con sfumature giallastre, trasparente e brillante, impiegata per realizzare gioielli. Nell'antico Egitto era usata per rituali sacri, i Crociati la portarono dalla Terrasanta e durante il Rinascimento si pensava avesse proprietà talismatiche.

Costo: GRATIS

CONCLUSIONI                                                                                                                           La natura riesce sempre a sorprenderci! Anche in questo caso ha saputo trasformare la forza distruttrice di un fenomeno naturale catastrofico come può esserlo un'eruzione vulcanica in qualcosa di sorprendente e affascinante. E' questa un'attrazione dell'isola davvero da non mancare! Proseguendo sulla strada che conduce alle grotte marine Los Hervideros, s'incontra la Playa de Montana Bermeja con un Mini Charco Verde, con acque più limpide e meno verdi. 

Mini Charco Verde

Mini Charco Verde


Mini Charco Verde


giovedì 14 marzo 2024

Lanzarote: LagOmar, una casa spettacolare

 

A Nazaret, una piccola e tranquilla località a soli 2 km a Sud di Teguise. fondata nel XVIII secolo nel centro di Lanzarote dalle popolazioni fuggite dai loro villaggi a causa dell'eruzione vulcanica, si trova una delle proprietà private più spettacolari dell'isola: LagOmar.

Nazaret


LagOmar

LagOmar

LagOmar (non scrivo la "O" maiuscola per sbaglio e tra breve vi racconterò il perché!) è una casa/museo e una proprietà privata allo stesso tempo.

Il percorso all'interno della proprietà inizia infatti dagli spazi adibiti a Galleria con mostre temporanee e anche nel verde del giardino s'incontrano alcune opere d'arte in ferro battuto.

Galleria

Galleria

opere d'arte in ferro nel giardino

cancello rotante in ferro

un cancello in ferro

un cancello in ferro

La villa venne costruita agli inizi degli anni '70 in un'antica cava di roccia vulcanica e rofe (lapilli). 

LagOmar

Il progetto inizialmente fu avviato da César Manrique, ma continuato dal suo collaboratore Jesus Soto per incomprensioni con Sam Benady, il promotore immobiliare ed espatriato britannico che aveva commissionato la realizzazione della casa per accogliere i potenziali acquirenti di residenze di questo tipo in questa zona dell'isola.

E in effetti, quando la villa non era ancora terminata, attirò l'attenzione dell'attore egiziano Omar Sharif, che interpretando il ruolo del Capitano Nemo, stava girando a Lanzarote la serie televisiva "L'Isola Misteriosa" tratta dal famoso romanzo di Jules Verne "L'Ile Mistérieuse", con la regia di Antonio Bardem (1972).

Incantato da questa costruzione così particolare, l'attore volle comprarla. Ma Sam Benady si pentì immediatamente di aver venduto la villa e trovò la maniera di riaverla chiedendo a Omar Sharif, noto giocatore di bridge, di giocarsi la villa a carte. Se avesse vinto Benady avrebbe ridato a Sharif i soldi dell'acquisto dell'immobile, mentre in caso contrario l'attore avrebbe restituito a Benady la casa appena acquistata. L'attore accettò la sfida, non sapendo che l'imprenditore immobiliare fosse anche il campione europeo di questo gioco. Omar Sharif perse la partita e la villa pochi giorni dopo averla acquistata, e si dice che non tornò più sull'isola.

Non essendoci testimonianze certe dell'atto di vendita a favore di Omar Sharif, molti pensano che questa storia sia solo una leggenda, un espediente di marketing per attirare l'attenzione sua proprietà col consenso dell'attore. Ecco spiegato il perché della "O" maiuscola di "LagOmar", ovvero ricordare il grande attore che interpretò tra i suoi tanti successi anche "Lawrence d'Arabia" (1962) e "Dottor Zivago" (1965) e che vinse per questi film tre Golden Globe.

La villa viene ancora chiamata "Casa di Omar Sharif".

Dopo essere passata nelle mani di molti proprietari, la villa venne acquistata nel 1989 dall'architetto tedesco Dominik Von Boetting che volle trasformare la proprietà in un luogo di incontro culturale, aiutato dalla sua moglie uruguaiana Beatriz Van Hoff, anch'essa architetto.

I due architetti si concentrarono sulla parte inferiore della dimora: vennero realizzati un bar e un bar/ristorante, due appartamenti (che si possono affittare), e una piscina circondata da un giardino di cactus, euforbie, palme, aloe e bouganville. Vennero interpellati architetti locali e utilizzati materiali provenienti da relitti di navi per costruire le stanze della casa.

vegetazione lussureggiante

vegetazione lussureggiante

vegetazione lussureggiante


vegetazione lussureggiante

Ma veniamo alla descrizione della villa. Come molte opere di César Manrique, la villa è conformata al terreno e sfrutta le cavità create dallo scavo per l'estrazione del materiale vulcanico per ospitare parte della casa e le scale.

casa nella roccia vulcanica

casa nella roccia vulcanica

casa nella roccia vulcanica

casa nella roccia vulcanica

casa e roccia vulcanica

casa e roccia vulcanica

La villa copre una superficie di 7000 mq. di cui 400 mq sono occupati dall'abitazione.

L'atmosfera che si respira visitando la villa evoca i racconti delle Mille e una notte

A prima vista la villa può sembrare una costruzione caotica con i suoi percorsi labirintici, scalinate ritorte e ripide, pareti dalle linee curve, mancanza di linee rette e disegni squadrati, terrazzi circondati di verde, tunnel, corridoi, giardini rocciosi e cortili circolari.

terrazzi

terrazzo

terrazzo

giardino roccioso

terrazzo

tunnel


giardino roccioso

giardino roccioso

scalinata

scalinata


scalinata

scalinata

scalinata

scalinata

scalinata

tunnel

tunnel

voliera

tunnel

Al centro della proprietà si trova una piscina ovale da cui partono molti percorsi e punti panoramici. Non esiste un confine chiaro tra casa e natura circostante.

piscina

piscina

piscina

piscina

piscina

piscina

piscina

piscina

Il percorso all'interno della villa inizia con un Salone con molte piante, maschere e statuette etniche africane, un divano semicircolare e finestra panoramica sulla proprietà e sul territorio.

Ingresso alla casa museo

Salone

Salone

grande finestra del Salone

divano

statuetta etnica

oggetti d'arredamento del Salone

maschera africana

maschere africane

Si prosegue visitando una grande Cucina, una Camere da letto e un Bagno.

Cucina

Cucina

Camera da letto

Bagno

Lungo il percorso museale alcune foto mostrano LagOmar durante i lavori di costruzione della piscina e altre Omar Sharif in compagnia di Sam Benady.

foto della costruzione do LagOmar

foto di Omar Sharif

foto che testimoniano la "leggenda" di LagOmar

ritagli di giornale che parlano di Omar Sharif

locandina della serie televisiva "L'Isola Misteriosa"

A questi ambienti se ne aggiunge un altro dedicato a Omar Sharif in cui è stato posto un tavolo verde da gioco e una foto in bianco e nero in cui l'attore è ritratto intento a giocare a carte con Sam Benady.

tavolo da gioco e foto di Omar Sharif che gioca a carte con Sam Benady

Dalle terrazze della villa si può godere del panorama circostante su Nazaret, i vulcani e la costa.

panorama dai terrazzi della villa

panorama dai terrazzi della villa

panorama dai terrazzi della villa

Dai terrazzi si può vedere anche il resto della proprietà che, come già accennato, comprende due appartamenti privati che vengono dati in affitto. 

appartamento privato visto dall'alto

Due bar e un ristorante fanno parte della seconda fase costruttiva. Un bar ("La Cueva") è stato creato nelle cavità vulcaniche, mentre un altro bar con ristorante di cucina mediterranea e mediorientale è stato realizzato a livello della piscina.

bar nella grotta

angolo bar

angolo bar

angolo esterno bar

esterno bar/ristorante

sala ristorante

Se poi volete acquistare qualche oggetto che vi ricordi la visita a LagOmar potrete visitare il negozio posto vicino all'uscita.

negozio

negozio


Orario: 10.00/18.00

Costo:   8 €

CONCLUSIONI                                                                                                                   LagOmar fu aperta al pubblico nel 1997. E' una straordinaria villa che merita di essere visitata a ritmo lento, scoprendo ad ogni passo uno scorcio sorprendente, inatteso, e comprendere come la Natura può aiutare l'uomo a realizzare opere architettoniche davvero straordinarie.