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Una torre medievale gentilizia che è stata riadattata a campanile è quella della Chiesa di San Venanzio. Questa torre è stata costruita nel XII secolo e per trasformarla in campanile è stata aggiunta una cella sulla sommità. Sono ancora visibili i conci forati lungo la sommità per poterla dotare di una terrazza difensiva in legno.
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| fianco della Chiesa di San Venanzio con torre campanaria |
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Tra le torri gentilizie medievali tramutate in torri campanarie vi è anche la Torre della Chiesa di Santa Maria Intervineas.
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| Torre della Chiesa di Santa Maria Intervineas |
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Torre della Chiesa di Santa Maria Intervineas
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La torre, che si presenta separata dalla chiesa, fu costruita tra il XII e il XIII secolo e presenta tre ordini di aperture a tutto sesto e a bifore.
Secondo la tradizione la Chiesa di Santa Maria Intervineas sarebbe stata eretta nel V secolo (ma non si hanno elementi certi per affermarlo) ma se ne può accertare l'esistenza dal X secolo. La chiesa attuale, risalente al XIII, ha subito molte modifiche durante il secolo scorso.
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| Torre e facciata principale della Chiesa di Santa Maria Intervineas |
La facciata principale presenta solo un portale con arco ogivale. Sul fianco destro, rivolto verso la città, si apre un portale posto in una struttura aggettante. Al nostro passaggio la chiesa era purtroppo chiusa.
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portale della facciata principale della Chiesa di Santa Maria Intervineas
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portale del prospetto laterale della Chiesa di Santa Maria Intervineas
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Un'altra torre gentilizia trasformata in campanile è la torre della Chiesa di San Pietro Martire. La torre è alta 36 m ed è posta a fianco delle absidi della chiesa.
La Chiesa di San Pietro Martire, una delle quattro basiliche di Ascoli Piceno, fu costruita dai Domenicani intorno al 1280 su una precedente chiesa dedicata a San Domenico la cui costruzione la tradizione vuole attribuire a Pietro da Verona, il primo Santo dell'Ordine domenicano ad essere stato canonizzato dopo il fondatore San Domenico di Guzman. Ed è proprio a San Pietro Martire che fu poi dedicata la successiva chiesa.
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| Chiesa di San Pietro Martire |
La facciata principale, a contrafforti, presenta tre aperture circolari e un portale realizzato da Giuseppe Giosafatti (XVII secolo).
Il prospetto laterale della chiesa che affaccia su Piazza Ventidio Basso è scandita da paraste, alto zoccolo, cordolo aggettante e finestroni gotici murati. Presenta anche un portale di ordine dorico di Cola dell'Amatrice (1523) ,costituito da colonne scanalate, timpano triangolare, fregio con triglifi, metope con gli emblemi della Passione di Cristo.
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| prospetto della chiesa su Piazza Ventidio Basso |
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| paraste e finestroni gotici murati del prospetto laterale |
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| portale del prospetto laterale (Cola dell'Amatrice - 1523) |
L'interno della chiesa, il più vasto delle chiese di Ascoli, è diviso in tre navate terminanti con tre absidi poligonali con nervature raggianti.
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| navate della Chiesa di San Pietro Martire |
All'interno della chiesa le capriate lignee furono sostituite da volte a crociera nel XVI secolo, così come furono sostituiti i pilastri poligonali con pilastri cilindrici.
Resti di affreschi si vedono sulle pareti e sui pilastri cilindrici che separano le navate (XIV/XV secolo).
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| Madonna del Latte |
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| affresco su parete della chiesa: San Sebastiano |
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| affreschi su pilastro |
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| affreschi sul pilastro del pulpito |
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| affreschi su pilastro della chiesa: San Pietro e Madonna |
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| affreschi su pilastro della chiesa: Santi e scudi |
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| affresco di uno stemma araldico |
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| affresco su parete della chiesa |
Nell'abside sinistra, dove si trova l'urna reliquiario del Beato Costanzo de' Servoli da Fabriano, il Maestro di Offida nel Trecento ha realizzato gli affreschi di una Crocifissione e di uno Sposalizio mistico di Santa Caterina d'Alessandria.
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| urna reliquario del Beato Costanzo de' Servoli da Fabriano |
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| Crocifissione (Maestro di Offida - XIV sec.) |
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| Sposalizio Mistico di Santa Caterina d'Alessandria (Maestro di Offida - XIV sec.) |
L'abside centrale era stata affrescata agli inizi del Quattrocento da Nicola di Ulisse da Siena con raffigurazioni di Santi. Oggi è riconoscibile solo Sant'Antonio Abate.
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| abside centrale |
Sull'altare maggiore si trova un monumentale ciborio ligneo, intagliato e dipinto, realizzato da Desiderio Bonfini (1619) per la Chiesa di San Francesco. Riproduce un tempietto a pianta centrale quadrangolare, con tre ordini corinzi sovrapposti.
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| ciborio (Desiderio Bonfini - XVII sec.) |
Nella Cappella della Sacra Spina (abside destra) è posto il prezioso Reliquario della Sacra Spina, opera n argento sbalzato e smalti realizzata nel XV secolo da Nicola de Campli (il vetro protettivo che custodisce il manufatto ha creato le sovrapposizioni delle immagini nella foto).
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| Cappella della Sacra Spina |
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| Reliquario della Sacra Spina |
La spina della corona di Cristo fu donata nel 1290 ai Domenicani di Ascoli dal re di Francia Filippo il Bello in cambio di una reliquia di San Domenico. Il re francese Luigi IX (nonno di Filippo il Bello) l'aveva acquistata dai Veneziani, ai quali era stata data in cambio di un prestito di soldi dall'Imperatore Baldovino. La reliquia era stata conservata infatti dal 1063 al 1237 a Costantinopoli, dopo che per più di mille anni era rimasta a Gerusalemme.
Nella cappella si trova anche il moderno fonte battesimale in travertino opera di Giuliano Giuliani (2008).
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fonte battesimale (Giuliano Giuliani - 2008)
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Sulla parete della cappella vi è un affresco che raffigura il Noli Me Tangere.
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affresco: Noli Me Tangere
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Gli otto altari in travertino lungo le navate laterali sono di epoca barocca (XVII secolo) , sono stati disegnati da Giuseppe Giosafatti e realizzati dal fratello Antonio, e dai figli Larraro, Lorenzo e Pietro.
Navata laterale sinistra:
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| Transito di San Giuseppe con Santa Maria Maddalena e San Tommaso di Canterbury (Tommaso Nardini - 1701) / in alto: Santa Caterina che riceve le stimmate (Tommaso Nardini) |
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| San Pietro Martire e Sant'Antonino in adorazione (Tommaso Nardini) / in alto: Cristo che cammina sulle acque (Tommaso Nardini) |
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| Madonna con Bambino e Santi (Buonocore di Campli - XVII sec.) / in alto: La Maddalena (Tommaso Nardini) |
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| Trasporto dell'immagine di San Domenico a un monaco di Soriano (Ludovico Trasi) |
Navata laterale destra:
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| Martirio di Sant'Apollonia (Ludovico Trasi) / in alto: Sant'Apollonia tra gli Angeli (Ludovico Trasi) |
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| Gloria di Santa Caterina da Siena (Ludovico Trasi - 1634) / in alto: Lo Sposalizio di Santa Caterina (Ludovico Trasi) |
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| Miracolo di San Pio V in adorazione del Crocifisso, con la Madonna in gloria e due Santi domenicani (Giuseppe Angelini) / in alto: Sposalizio di Santa Caterina (Trasi) |
Tra questi spicca il monumentale Altare della Madonna del Rosario, realizzato da Giuseppe e Lazzaro Giosafatti (1724) con marmi policromi, stucchi e statue. Le statue in marmo di Carrara che affiancano la tela raffigurano la Purezza e l'Umiltà. L'altare ospita la tela della Madonna del Rosario, opera di Luigi Devò (1724).
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| Altare della Madonna del Rosario (Giuseppe e Lazzaro Giosafatti - 1724) |
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particolare dell'Altare della Madonna del Rosario (Giuseppe e Lazzaro Giosafatti - 1724)
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| Madonna del Rosario (Luigi Devò - 1724) |
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Nella stessa Piazza Ventidio Basso si trova la romanica Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio.
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| Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio |
La chiesa, che nelle sue forme attuali risale al XIV secolo, è stata fondata nel X/XI secolo. Nel tempo fu ampliata e allungata, inglobando il campanile nella navata destra. Nella sommità della navata centrale e su campanile vi sono finestre bifore con capitelli a pulvino.
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| campanile inglobato nella navata destra |
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campanile inglobato nella navata destra e portale laterale
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La chiesa presenta una facciata in travertino a scacchiera con 64 riquadri, originariamente affrescati con scene bibliche.
Il portale a tutto sesto con colonnine tortili dai capitelli corinzi è del 1306 e presenta una lunetta in cui è posto un gruppo scultoreo (originariamente dipinto) raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Vincenzo e Anastasio. La ghiera del portale è decorata con un tralcio vegetale che esce dalle bocche dei draghi posti alle estremità. Al vertice della ghiera è rappresentato un mascherone. Alle estremità della ghiera sono posti due piccoli leoni, uno con cucciolo. Sull'archivolto della lunetta un'epigrafe attesta la data di costruzione della chiesa, il nome del priore che la fece costruire e riporta il testo di una preghiera rivolta alla Vergine e ai Santi ai quali la chiesa è dedicata.
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| portale della Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio |
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| gruppo scultoreo della lunetta del portale della Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio |
Nell'area esterna che circonda l'abside, poligonale esternamente e semicircolare internamente, si è ritrovata un'area cimiteriale con tombe di tre periodi, da quello tardo romano a quello medievale (XIII/XIV secolo).
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| area cimiteriale accanto all'abside della Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio |
L'interno della chiesa, coperto da capriate lignee, presenta tre navate divise da ampie arcate a tutto sesto.
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interno della Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio
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area presbiteriale della Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio
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| arcate che dividono le navate della chiesa |
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altare della Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio
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Il presbiterio, preceduto da un grande arco, è sopraelevato per dar spazio alla sottostante Cripta di San Silvestro (IV/V secolo), nella quale vi era il miracoloso pozzo di San Silvestro (con acqua che si riteneva guarisse la lebbra - San Silvestro aveva guarito Costantino dalla lebbra immergendolo nell'acqua del Battistero di San Giovanni in Laterano a Roma). Sulla copertura dell'ambiente principale della cripta furono realizzati negli anni 1330/1350 affreschi con Scene della vita di San Silvestro papa (la cripta durante la nostra visita non era accessibile).
CURIOSITA': Accanto alla Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio vi era un lebbrosario, demolito nel 1931.
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Il gruppo marmoreo della lunetta del portale della Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio è molto simile a quello laterale della romanica Chiesa di San Giacomo Apostolo.
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| gruppo policromo della lunetta del portale laterale della Chiesa di San Giacomo Apostolo |
La Chiesa di San Giacomo Apostolo , di orige altomedievale, è stata ricostruita ex novo in travertino nel XIII/XIV secolo. La facciata principale presenta un rosone a dodici colonnette e un portale realizzato nel XIV secolo ma con decorazioni ad altorilievo più antiche.
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| Chiesa di San Giacomo Apostolo |
L'interno della chiesa (che purtroppo non abbiamo potuto visitare perché chiusa al nostro passaggio) è a navata unica con alcuni affreschi del XIII secolo, e altri trecenteschi attribuibili al Maestro di Offida.
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Una torre medievale ancora visibile ad Ascoli è la Torre degli Ercolani, alta 35m e rastremata verso la cima. Annesso alla Torre degli Ercolani è il cosiddetto Palazzetto Longobardo, anche se l'edificio romanico con bifore è dell'XI/XII secolo.
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Non lontano dalla Torre degli Ercolani, e vicina alla Porta Solestà e al Ponte romano, si erge la ben conservata Torre dei Novelli, detta anche Torre dei Grisanti. Non si hanno certezze sull'anno di costruzione o di chi avesse voluto erigerla.
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| Torre dei Novelli dietro Porta Solestà |
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| Torre dei Novelli |
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Vicino a Piazza del Popolo e la Loggia dei Mercanti (all'angolo tra Corso Mazzini e Via del Trivio), svetta la Torre degli Alvitreti, una torre costruita nel 1925 sulla base quadrata di una torre medievale, già inglobata in epoca rinascimentale nel Palazzo degli Alvitreti. La torre neoromanica ha un terrazzo sorretto da mensole ed è coronata da merli ghibellini.
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| Torre degli Alvitreti |
Altri edifici medievali incontrati vagabondando tra le vie di Ascoli Piceno sono l'ex Chiesa di San Giovanni ad Templum (venne fondata dai Templari verso il XIII/XII secolo), la Chiesa di San Giuliano (costruita agli inizi dell'anno 1000), la Chiesa di Santa Croce ai Templari (risale X/XII secolo).
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| Chiesa di San Giovanni ad Templum |
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| Chiesa di San Giuliano |
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| Chiesa di Santa Croce ai Templari |
CONCLUSIONI Questo post costituisce un assaggio della Storia dell'Arte medievale di Ascoli Piceno. Avendo avuto poche ore a disposizione da dedicare ad una visita generale della città e non avendo trovato aperte molte delle chiese al nostro passaggio, la descrizione si presenta incompleta, ma credo che basti a far scaturire interesse sull'argomento e spunti di visita per questa bella città.
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