venerdì 14 agosto 2026

Genova: Palazzo Rosso, uno dei tre Rolli dei Musei di Strada Nuova (secondo piano nobile)

 

Il percorso museale continua al secondo piano nobile del palazzo, originariamente appartenuto a Ridolfo Brignole-Sale fino alla sua morte (1683), ma passato poi al fratello Gio Francesco per mancanza di un erede maschio.

Gio Francesco Brignole-Sale decise di trasferirsi al secondo piano nobile e di arricchirlo tra il 1687 e il 1689 con decorazioni ad affresco sulle volte e sulle pareti, fregi a stucco e finte architetture, realizzate da maestri del barocco genovese.

Il programma di affreschi iniziò nel Salone Centrale dove Gregorio De Ferrari realizzò sulla volta il Mito di Fetonte.

Salone Centrale del secondo piano nobile

Salone Centrale del secondo piano nobile

Purtroppo durante la seconda guerra mondiale Palazzo Rosso fu bombardato (1943) e la decorazione della volta è andata perduta. Rimane solo il bozzetto preparatorio che fece l'artista, oggi esposto nel salone.

Mito di Fetonte (bozzetto preparatorio della volta - Gregorio De Ferrari)

Apollo (il dio Sole), raffigurato con un leone (simbolo araldico dei Brignole), appare anche nel Il Carro del Sole, la grande tela di Domenico Piola appesa ad una parete del Salone.

Il Carro del Sole (Domenico Piola)

Il leone appare anche nei medaglioni dipinti dei quadraturisti Antonio ed Enrico Haffner sulle pareti del salone.

pareti del Salone Centrale: quadrature con medaglioni(Antonio ed Entico Haffner) 

pareti del Salone Centrale: quadrature con medaglioni(Antonio ed Entico Haffner) 

Fiancheggiano l'opera di Domenico Piola due tele di 
Bartolomeo Guidobono: a destra Abramo congeda Agar, a sinistra Lot ubriacato dalle figlie.

Abramo congeda Agar (Bartolomeo Guidobono - XVII secolo)

Lot ubriacato dalle figlie (Bartolomeo Guidobono - XVII secolo)

Al centro della parete opposta è posta la tela l'Allegoria di Leonardo da Vinci, opera di Orazio Quinzio realizzata nel 1925 per il Transatlantico Leonardo da Vinci

Allegoria di Leonardo da Vinci (Antonio Orazio Quinzio - 1925)

Affiancano l'opera altre due tele di Bartolomeo Guidobono: Lot fatto prigioniero (a sinistra) e Abramo convita i tre Angeli (a destra).

Abramo convita i tre Angeli (Bartolomeo Guidobono - XVII secolo)

Lot fatto prigioniero (Bartolomeo Guidobono - XVII secolo)
 
Coprono due ingressi del salone due arazzi con l'arma della famiglia Brignole-Sale.

arazzo con l'arma della famiglia Brignole-Sale

Il programma decorativo prosegue poi nelle quattro stanze dell'ala a Levante del palazzo con il tema delle Stagioni.

La Sala della Primavera presenta una volta decorata ad affresco da Gregorio De Ferrari in cui è rappresentato il Mito di Venere e Marte, ovvero l'Amore che vince sulla Guerra.

volta della Sala della Primavera: Mito di Venere e Marte (Gregorio De Ferrari)

particolare della volta della Sala della Primavera: Mito di Venere e Marte (Gregorio De Ferrari)

particolare della volta della Sala della Primavera: Mito di Venere e Marte (Gregorio De Ferrari)

In questa sala sono state poste due opere di Anton Van Dyck: il Ritratto di Anton Giulio Brignole-Sale e il Ritratto di Paola Adorno Brignole-Sale.

Ritratto di Anton Giulio Brignole-Sale (Anton Van Dyck)

Ritratto di Paola Adorno Brignole-Sale (Anton Van Dyck)

Tra le finestre di questa sala è posto un tavolo del XVIII secolo con piano realizzato da Ludovico Francesco Perini.

tavolo (XVIII sec.)

piano (Ludovico Francesco Perini)
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L'ambiente seguente è la Sala dell'Estate. Sulla volta, sempre realizzata da Gregorio De Ferrari, vi è l'Allegoria dell'Estate: sono raffigurati Apollo affiancato da un leone, Cerere dea delle messi e Aurea, Ninfa della Brezza, che incatena i venti invernali. 

volta della Sala dell'Estate (Gregorio De Ferrari)

particolare della volta della Sala dell'Estate (Gregorio De Ferrari)

In questa sala è conservato un bozzetto per la volta della Sala dell'Estate realizzato da Gregorio De Ferrari.

Bozzetto per la volta della Sala dell'Estate (Gregorio De Ferrari)

Nella sala sono anche esposte alcune tele realizzate da Anton Van Dyck: il Ritratto di Gerolama Sale Brignole con la figlia, Filippo Spinola di Tassarolo, Cristo della moneta, il Ritratto del Gioielliere Pucci col figlio.

Ritratto di Gerolama Sale Brignole con la figlia (Anton Van Dyck)

 Cristo della moneta (Anton Van Dyck)

Ritratto del Gioielliere Pucci col figlio (Anton Van Dyck)

Filippo Spinola di Tassarolo (Anton Van Dyck)

La specchiera e il sottostante tavolo posti in questa sala sono del XVIIII secolo.

specchiera (1735) / tavolo (1750)
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La terza sala dedicata alle Stagioni è la Sala dell'Autunno, la cui volta è stata affrescata da Domenico Piola che si avvalse dell'aiuto del quadraturista Sebastiano Monchi, dello stuccatore Giacomo Muttone e di Antonio Haffner per le prospettive architettoniche. Sulla volta è raffigurato il Trionfo di Bacco.

volta della Sala dell'Autunno (Domenico Piola - Sebastiano Monchi - Giacomo Muttone)

particolare della volta della Sala dell'Autunno: Trionfo di Bacco

particolare della volta della Sala dell'Autunno

particolare della volta della Sala dell'Autunno

particolare della volta della Sala dell'Autunno

particolare della volta della Sala dell'Autunno

In questa sala sono conservate sulle pareti anche numerose tele.

Cristo Salvatore (Guido Reni)

Adorazione dei Magi (Bonifacio Dè Pitati detto Bonifacio Veronese)

Adorazione dei Pastori (Gerolamo da Ponte detto Gerolamo Bassano)

Madonna orante (Guido Reni)

Gesù Bambino Salvatore (Giovanni Battista Gaulli detto Il Baciccio)

Ritratto di filosofo (ambito di Jacopo Robusti detto Il Tintoretto)

Madonna col Bambino con San Giovannino e i Santi Giovanni Evangelista e Bartolomeo (Giovanni Francesco Barbieri detto Il Guercino)

San Marco Evangelista (Guido Reni)

Allegoria del Fuoco (Jacopo da Ponte detto Bassano)

Ritratto di gentiluomo col figlio (Giovanni Antonio Fasolo)

Il viaggio della famiglia di Abramo (Giovanni Benedetto Castiglione detto Il Grechetto)

Ritratto di Filippo II di Spagna (copia da Tiziano Vecellio)

San Francesco in adorazione del Crocifisso (Bernardo Strozzi)

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Il quarto ed ultimo ambiente è la Sala dell'Inverno sulla cui volta è affrescata l'Allegoria dell'Inverno: sono raffigurati l'Inverno assieme ai venti freddi invernali (Euro, Borea e Austro), e scene di caccia e carnevalesche.

volta della Sala dell'Inverno

particolare volta della Sala dell'Inverno

Sulle pareti Nicolò Codazzi ha realizzato prospettive architettoniche a trompe-l'oeil.

prospettive architettoniche (Nicolò Codazzi)

prospettive architettoniche (Nicolò Codazzi)

prospettive architettoniche (Nicolò Codazzi)

La Sala d'Inverno è chiamata anche la Sala dei fauni per la serie di statue barocche laccate e dorate 
intagliate da Filippo Parodi (XVII secolo) che raffigurano queste divinità boschive minori della mitologia romana.

Fauni e Sirene (Filippo Parodi - XVII sec.)

Sirena (Filippo Parodi - XVII sec.)

Sirena (Filippo Parodi - XVII sec.)

Fauni e Sirene (Filippo Parodi - XVII sec.)
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Visitate le quattro sale dell'ala Est del palazzo, ci si trova nella cosiddetta Loggia delle Rovine, inizialmente pensata come galleria chiusa ornata da lunette, le cui pareti e volta sono state affrescate nel 1689 da Paolo Girolamo Piola e Nicolò Codazzi con il Mito di Diana ed Endimione, ambientato tra un palazzo diroccato.

loggia del secondo piano nobile

arcate della loggia con panorama sulla città

volta affrescata della Loggia delle Rovine (Paolo Girolamo Piola e Nicolò Codazzi)

Loggia delle Rovine (Paolo Girolamo Piola e Nicolò Codazzi)

volta della Loggia delle Rovine (Paolo Girolamo Piola e Nicolò Codazzi)

medaglione volta della Loggia delle Rovine: Diana sul Carro   (Paolo Girolamo Piola e Nicolò Codazzi)

medaglione volta della Loggia delle Rovine: Diana scende sulla Terra   (Paolo Girolamo Piola e Nicolò Codazzi)
Sulla parete di fondo è raffigurato Endimione dormiente, mentre nei due medaglioni centrali della volta sono rappresentati il Carro della Luna e Diana che scende sulla Terra per incontrare l'amato pastore condannato al sonno eterno. Nicolò Codazzi s'ispirò per le rovine ai danni causati dai bombardamenti della flotta francese su Genova del 1684.

 Loggia delle Rovine: Endimione dormiente (Paolo Girolamo Piola e Nicolò Codazzi)
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L'ala di Ponente del palazzo fu affrescata a partire dal 1689 da altri artisti: Giovanni Andrea Carlone, Bartolomeo Guidobono e Carlo Antonio Tavella.
Nella Sala della Vita dell'Uomo Giovanni Andrea Carlone tra il 1691 e il 1692 affrescò sulla volta l'Allegoria della Vita Umana in cui compaiono le Tre Parche, il Tempo, la Giustizia Divina, l'Astronomia e la Sapienza.

volta della Sala della Vita dell'Uomo

Allegoria della Vita Umana (Giovanni Andrea Carlone)

I fratelli Enrico e Antonio Haffner decorarono le pareti con l'Allegoria della Conservazione, la risposta virtuosa dell'uomo e della famiglia Brignole-Sale alo scorrere del Tempo, preservando i beni materiali, la memoria, il prestigio e le virtù morali.

pareti: Allegoria della Conservazione (Antonio ed Enrico Haffner)

Gli affreschi alle pareti sono stati realizzati da Imperiale Bottino. Le sculture in legno sono state realizzate da Filippo Parodi.

erma reggivaso (Filippo Parodi)
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La volta della Sala delle Arti Liberali è stata dipinta da Giovanni Andrea Carlone con l'Allegoria delle Arti Liberali. Mercurio è raffigurato mentre getta corone di lauro alle Arti Liberali poste in nicchie, mentre le statue a grisaille alludono alle quattro parti del mondo.

volta Sala delle Arti Liberali (Giovanni Andrea Carlone)

particolare dell'Allegoria delle Arti Liberali (Giovanni Andrea Carlone)

I Paesaggi di Carlo Antonio Tavella sulle pareti della sala sono ciò che rimane della decorazione parietale che comprendeva un finto colonnato.

pareti: Paesaggi (Carlo Antonio Tavella)
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Gli affreschi mitologici delle altre sale di quest'ala del palazzo furono realizzati da Bartolomeo Guidobono, ma andarono perduti per un incendio. 

Vennero sostituiti da decorazioni di Domenico Parodi. Tra queste La Fucina di Vulcano venne sostituita da La Gioventù in cimento (1736) in cui la Giovinezza (raffigurata come un giovane uomo) deve scegliere tra Vizi e Virtù (raffigurate come giovani donne). Agli angoli della volta sono rappresentate figure storiche e mitologiche che incarnano passioni (Lucrezia, Cleopatrao virtù morali (Amore per la Patria).

volta: Gioventù in cimento (Domenico Parodi)

particolare della volta: Gioventù in cimento (Domenico Parodi)

Sulle pareti di questa sala Bartolomeo Guidobono ha raffigurato finti rilievi a monocromo: tra questi due personificazioni di divinità fluviali (il Tevere e il Nilo), vizi e virtù (Onestà, Castità, Lascivia).

Virtù: Castità e Onestà (Bartolomeo Guidobono)

Divinità fluviale: il Tevere (Bartolomeo Guidobono)
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La barocca Sala dell'Alcova presenta nella volta l'affresco di Andrea Leoncino Il Disprezzo dei Beni Terreni.

Sala dell'Alcova

volta della Sala dell'Alcova: Il Disprezzo dei beni terreni (Domenico Leoncino)

particolare de Il Disprezzo dei beni terreni (Domenico Leoncino)

Le sovrapporte sono state affrescate da Giacomo Boni. Sulle pareti vi sono i Ritratti di Gio Francesco Brignole-Sale e di Battina Raggi realizzati da Hyacinthe Rigaud.

Ritratto di Gio Francesco Brignole-Sale (Hyacinthe Rigaud)/ sovrapporta (Giacomo Boni)

Ritratto di Battina Raggi (Hyacinthe Rigaud) / sovrapporta (Giacomo Boni)

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Tutte le sale del secondo piano del Palazzo Rosso furono destinate da Gio Francesco II Brignole-Sale (Ambasciatore della Repubblica a Parigi e Doge nel 1746) a quadreria. Per questo fece adibire a residenza privata gli ambienti di questo piano fatti da lui costruire nel corpo di fabbrica chiamato Dipendenze (contiguo all'ala occidentale del palazzo e già di appartenenza della famiglia), e nel sottostante mezzanino.
La Sala delle Virtù Patrie (studio di Gio Francesco) è decorata nel 1740 con affreschi e dipinti di Lorenzo De Ferrari (figlio di Gregorio).

volta della Sala delle Virtù Patrie (Lorenzo De Ferrari)

particolare della Allegoria del Valore (Lorenzo De Ferrari)

Sulla volte è affrescata l'Allegoria del Valore in un'architettura a grisaille con saggi ispirati alla Roma antica: Allocuzione di Scipione in Senato, Le Vestali custodiscono il fuoco sacro, Le Matrone offrono i loro gioielli alla patria, Il Trionfo militare di Costantino.

Sulle pareti si trovano dipinte le personificazioni delle Virtù attraverso scene di storia romana: La Giustizia di Tito Manlio Torquato nel condannare il figlio, La Continenza di Publio Cornelio Scipione nel rendere la fidanzata ad Allucio, La Fortezza di Muzio Scevola davanti a Porsenna, La religiosità di Numa Pompilio.

La Giustizia di Tito Manlio Torquato nel condannare il figlio (Lorenzo De Ferrari)

La Continenza di Scipione nel rendere la fidanzata ad Allucio (Lorenzo De Ferrari)

La Fortezza di Muzio Scevola davanti a Porsenna (Lorenzo De Ferrari)

La Religiosità di Numa Pompilio (Lorenzo De Ferrari)
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Segue una piccola Cappella privata con una statua dell'Immacolata Concezione posta in una nicchia.

Cappella privata: Immacolata Concezione

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Nella sala seguente troviamo due ritratti realizzati da Jacopo Antonio Boni dei Dogi della famiglia Brignole-Sale: il Ritratto di Gio Francesco Brignole-Sale (Doge di Genova 1635/1637) e il Ritratto di Gio Francesco II Brignole-Sale (Doge di Genova 1746/1748).

Ritratto di Gio Francesco Brignole-Sale (Jacopo Antonio Boni)

Ritratto di Gio Francesco II Brignole-Sale (Jacopo Antonio Boni)

Sono anche esposti dipinti dei depositi di Palazzo Rosso, mostrati a rotazione.

sala espositiva

sala espositiva

sala espositiva

Avendo visitato Palazzo Rosso in un periodo in cui a Palazzo Ducale era stata allestita una mostra dedicata ad Anton Van Dyck, non abbiamo potuto vedere l'opera dell'artista Cristo portacroce nella sua ubicazione abituale, ma visitando la mostra che lo aveva preso in prestito.

Cristo portacroce (Anton Van Dyck - 1621)

Orari:  martedì/venerdì   9.00/19.00  sabato e domenica 10.00/19.00

           lunedì CHIUSO

Costo: 9 € cumulativo dei tre musei 

www.museidigenova.it/it/musei-di-strada-nuova

CONCLUSIONI                                                                                                                       La visita di Palazzo Rosso non termina qui: si prosegue nel prossimo post che esplorerà il mezzanino e gli ultimi piani del palazzo.


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