sabato 11 ottobre 2025

Pisa: il Camposanto Monumentale (gli affreschi delle Gallerie Est e Sud)


Il Camposanto Monumentale di Pisa è soprattutto noto per i suoi cicli di affreschi che decorano le pareti delle gallerie interne.

Gli affreschi furono realizzati in un lasso di tempo che va dall'inizio del Trecento al XVI secolo. La maggior parte di essi risale al Tre/Quattrocento.

Essendo stati realizzati nelle gallerie che sono aperte lungo un lato verso lo spazio centrale a cielo aperto, gli affreschi sono stati danneggiati nei secoli dagli agenti atmosferici (soprattutto dalla condensa dovuta alle forti escursioni termiche). Inoltre il 27 luglio 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale, il Camposanto fu bombardato dagli aerei degli Alleati, e il conseguente incendio della copertura provocò gravi danni agli affreschi, sia per il calore che per la colata sulle pareti affrescate di piombo fuso delle lastre che ricoprivano il tetto. 

Tutto questo ha portato al distacco degli affreschi e al loro doveroso restauro. 

Per ovviare al danni creati dal microclima delle gallerie, sono stati posti dei sottili cavi a bassa tensione dietro i pannelli che costituiscono il telaio degli affreschi restaurati riposizionati.

L'ingresso al sito avviene attraverso uno dei portali rivolto verso la piazza, ovvero si accede alla Galleria Sud del Camposanto, ma bisogna spostarsi nella Galleria Est (a sinistra dell'ingresso), per ritrovare gli affreschi più antichi (e l'inizio della numerazione data sui pannelli esplicativi). 
elenco e numerazione degli affreschi del Camposanto Monumentale

Per leggere meglio gli affreschi riporterò anche le sinopie e i disegni per le incisioni di Carlo Lasinio presenti nel Museo delle Sinopie.

GALLERIA EST 

Nell'angolo Sud-Est della Galleria Est (parte destra della parete):

Storie di Cristo di Francesco Traini (collaboratore di Simone Martini e Lippo Memmi) e Buonamico di Martino detto Buffalmacco (1-4)

(1) - Crocifissione: fu il primo affresco realizzato nel Camposanto Monumentale e venne realizzato da Francesco Traini (1330/1335).  La parte centrale è andata perduta nel Cinquecento e sostituita con un monumento funebre. Al momento della nostra visita era in restauro, ma nel Museo delle Sinopie si può vedere la sua sinopia.

sito della Crocifissione (Francesco Traini - 1330/1335) - mancante perché in restauro

sinopia della Crocifissione (Francesco Traini - 1330/1335 - Museo delle Sinopie)

disegno della Crocifissione (Carlo Lasinio - 1828 - Museo delle Sinopie)

(2) - Resurrezione realizzata da Buonamico Buffalmacco (1336/1341). La Resurrezione, l'Ascensione e l'Incredulità di S.Tommaso costituivano un unico affresco di cui oggi rimangono solo frammenti per l'inserimento di monumenti funebri e di una cappella nel Cinquecento.

disegno dell'Ascensione, Resurrezione e Incredulità di S.Tommaso (Carlo Lasinio - 1828 - Museo delle Sinopie)

frammento della Resurrezione (Buonamico Buffalmacco - 1336/1341)

(3) - Incredulità di S.Tommaso realizzata da Buonamico Buffalmacco (1336/1341).

frammento della Incredulità di S.Tommaso (Buonamico Buffalmacco - 1336/1341)

sinopia del frammento dell'Incredulità di S.Tommaso (Buonamico Buffalmacco -1336/1341 - Museo delle Sinopie)

(4) - Ascensione realizzata da Buonamico Buffalmacco (1336/1341).


Ascensione (Buonamico Buffalmacco - 1336/1341)

sinopia dell' Ascensione (Buonamico Buffalmacco -1336/1341 - Museo delle Sinopie)

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Nell'angolo Nord-Est della Galleria Est (parte sinistra della parete) vi sono gli affreschi realizzati nel XVII secolo sull'ultima porzione di parete rimasta libera del Camposanto Monumentale (non sono riportati nel pannello degli affreschi presente nel Camposanto, e quindi li riporto senza numerazione)

Storie di Re Ozia e Convito di Baldassarre di Zaccaria Rondinosi

- Il fuoco sacro che uccide i profeti di Baal realizzato da Zaccaria Rondinosi (1664) di cui rimangono pochi frammenti.

Il fuoco sacro uccide i profeti di Baal (Zaccaria Rondinosi - 1664)

- Elia sul monte Carmelo realizzato da Zaccaria Rondinosi (1664) andato perduto.

- Monito di Elia e morte di re Ozia realizzato da Zaccaria Rondinosi (1664).

Monito di Elia e morte di re Ozia (Zaccaria Rondinosi - 1664)

- Convito di Baldassarre realizzato da Zaccaria Rondinosi (1667).

Convito di Baldassarre (Zaccaria Rondinosi - 1667)

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Si prosegue quindi ritornando nella GALLERIA SUD 

Da Ovest ad Est: 

I "Novissima" di Buonamico Buffalmacco (5/8). Gli affreschi più noti del Camposanto Monumentale, dipinta dall'artista amico del Boccaccio e protagonista di alcune sue novelle.

(5) - Trionfo della Morte realizzato da Buonamico Buffalmacco (1336/1341). L'affresco, diviso in tre quadri, si ricollega ai Trionfi di Petrarca, ed è una riflessione sulla vanità. A sinistra è raffigurata una cavalcata reale e l'Incontro dei tre vivi e dei tre morti (a significare che la morte arriva per tutti), al centro una Battaglia tra Angeli e diavoli per appropriarsi delle anime dei defunti, a destra un Verziere (giovani intenti a cantare e ballare mentre la morte arriva tra loro).

Trionfo della morte (Buonamico Buffalmacco - 1336/1341)

particolare del Trionfo della morte (Buonamico Buffalmacco - 1336/1341): Incontro tra tre vivi e tre morti

particolare del Trionfo della morte (Buonamico Buffalmacco - 1336/1341): Storpi che invocano la morte e morti di peste

particolare del Trionfo della morte (Buonamico Buffalmacco - 1336/1341): Battaglia tra Angeli e demoni pipistrello per le anime dei defunti

particolare del Trionfo della morte (Buonamico Buffalmacco - 1336/1341): Verziere

particolare della sinopia (Battaglia tra angeli e demoni e Verziere) del Trionfo della morte (Buonamico Buffalmacco - 1336/1341 - Museo delle Sinopie)

particolare della sinopia (Incontro tra i tre vivi e i tre morti) del Trionfo della morte (Buonamico Buffalmacco - 1336/1341 - Museo delle Sinopie)

particolare della sinopia (Incontro tra i tre vivi e i tre morti) del Trionfo della morte (Buonamico Buffalmacco - 1336/1341 - Museo delle Sinopie)

particolare della sinopia (Storpi e morti per peste) del Trionfo della morte (Buonamico Buffalmacco - 1336/1341 - Museo delle Sinopie)

(6) - Giudizio Universale realizzato da Buonamico Buffalmacco (1336/1341). Con l'Inferno costituisce un unico affresco. Nel Giudizio Universale (a sinistra) sono raffigurati Cristo e la vergine entro mandorle, gli Eletti, gli Apostoli e gli Angeli con i simboli della Passione, S.Michele Arcangelo che scaccia i peccatori, i morti che resuscitano dagli avelli (tra questi Re Salomone), i Beati divisi a schiere e sovrapposti in ordine gerarchico.

Giudizio Universale / Inferno (Buonamico Bufalmacco - 1336/1341)

Giudizio Universale (Buonamico Buffalmacco - 1336/1341)

particolare del Giudizio Universale (Buonamico Buffalmacco - 1336/1341)

sinopia del Giudizio Universale (Buonamico Buffalmacco - 1336/1341 - Museo delle Sinopie)

disegno del Giudizio Universale / Inferno (Carlo Lasinio - 1828 - Museo delle Sinopie)

(7) - Inferno realizzato da Buonamico Buffalmacco (1336/1341). Sulla destra dell'affresco è raffigurato Lucifero , gigante e a tre teste, che mangia i peccatori e poi li evacua, mentre demoni scimmieschi tormentano le anime poste in gironi curvilinei divisi in 7 zone (peccati capitali).
Inferno (Buonamico Buffalmacco - 1336/1341)

sinopia dell'Inferno (Buonamico Buffalmacco - 1336/1341 - Museo delle Sinopie)

CURIOSITA': nel 1523 fu chiamato il pittore pistoiese Sollazzino a ridipingere parte della figura del Demonio perché danneggiata da ripetuti colpi inferti per spregio.

(8) - Storie degli Eremiti e dei Santi Padri (Tebaide) realizzato da Buonamico Buffalmacco (1336/1341) tratto dal testo Vitae Patrum del canonico domenicano Cavalca. Affresco su più livelli in orizzontale e verticale (episodi incastrati l'uno all'altro): S.Paolo (primo eremita) incontra Sant'Antonio, Sant'Antonio caccia il demonio, Sant'Antonio davanti a Dio, Sant'Ilarione alle prese con il drago Epidauro, S.Maria Egiziaca comunicata dall'abate Zisimo, S.Martina e S.Macario, Sant'Onofrio, il discepolo Panunzio.

Storie degli Eremiti e dei Santi Padri (Buonamico Buffalmacco - 1336/1341)

parte della sinopia delle Storie degli Eremiti e dei Santi Padri (Buonamico Buffalmacco - 1336/1341 - Museo delle Sinopie)

parte della sinopia delle Storie degli Eremiti e dei Santi Padri (Buonamico Buffalmacco - 1336/1341 - Museo delle Sinopie)

parte della sinopia delle Storie degli Eremiti e dei Santi Padri (Buonamico Buffalmacco - 1336/1341 - Museo delle Sinopie)

parte della sinopia delle Storie degli Eremiti e dei Santi Padri (Buonamico Buffalmacco - 1336/1341 - Museo delle Sinopie)

disegno delle Storie degli Eremiti e dei Santi Padri (Carlo Lasinio - 1828 - Museo delle Sinopie)

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Sopra una delle due porte d'ingresso della Galleria Sud si trovava l'affresco andato perso della Vergine Assunta (9) realizzato da Stefano da Firenze (1340 ca.).

porta d'ingresso dove era posizionato l'affresco della Vergine Assunta (Stefano da Firenze - 1340 ca.)

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La decorazione della Galleria Sud procede con un ciclo di affreschi dedicato a San Ranieri, il Santo eremita del XII secolo protettore del Duomo dove è sepolto. Il ciclo costituito da sei scene distribuite su tre registri fu commissionato da Pietro Gambacorta, Signore della città. Le tre storie del registro inferiore furono affidate ad Antonio Veneziano alla morte di Andrea di Bonaiuto

Storie di San Ranieri di Andrea di Bonaiuto e di Antonio Veneziano (10 - 15).

(10) - Conversione di San Ranieri realizzato da Andrea di Bonaiuto (1376/1378).

Conversione di San Ranieri (Andrea di Bonaiuto - 1376/1378)

disegno della Conversione di San Ranieri (Carlo Lasinio - 1828 - Museo delle Sinopie)

(11) - San Ranieri in Terra Santa realizzato da Andrea di Bonaiuto (1376/1378).

San Ranieri in Terra Santa (Andrea di Bonaiuto - 1376/1378)

disegno di San Ranieri in Terra Santa (Carlo Lasinio - 1828 - Museo delle Sinopie)

(12) - Tentazioni e miracoli di San Ranieri realizzato da Andrea di Bonaiuto (1376/1378).

Tentazioni e miracoli di San Ranieri (Andrea di Bonaiuto - 1376/1378)

disegno delle Tentazioni e miracoli di San Ranieri (Carlo Lasinio - 1828 - Museo delle Sinopie)

(13) - Ritorno a Pisa di San Ranieri realizzato da Antonio Veneziano (1384/1386).

Ritorno a Pisa di San Ranieri (Antonio Veneziano - 1384/1386)

disegno del Ritorno a Pisa di San Ranieri (Carlo Lasinio - 1828 - Museo delle Sinopie)

parte della sinopia del Ritorno a Pisa di San Ranieri (Antonio Veneziano - 1384/1386 - Museo delle Sinopie)

parte della sinopia del Ritorno a Pisa di San Ranieri (Antonio Veneziano - 1384/1386 - Museo delle Sinopie)

(14) - Morte e funerali di San Ranieri realizzato da Antonio Veneziano (1384/1386).

Morte e funerali di San Ranieri (Antonio Veneziano - 1384/1386)

disegno della Morte e funerali di San Ranieri (Carlo Lasinio - 1828 - Museo delle Sinopie)


disegno a penna e matita della Morte e funerali di San Ranieri (Carlo Lasinio - 1812 - Museo delle Sinopie)

(15) - Miracoli postumi di San Ranieri realizzato da Antonio Veneziano (1384/1386) andato perduto.

disegno dei Miracoli postumi di San Ranieri (Carlo Lasinio - 1812 - Museo delle Sinopie)

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Subito dopo si prosegue con il ciclo di affreschi dedicati a due Santi sardi le cui reliquie furono portate a Pisa nella Cattedrale:
 
Storie dei Santi Efisio e Potito di Spinello Aretino (16 - 21)

(16) - Sant'Efisio presentato a Diocleziano realizzato da Spinello Aretino (1390/1391). L'affresco è composto da tre scene: Diocleziano concede il bastone del comando a Efisio per combattere i cristiani (riquadro a sinistra), Dio ordina a Efisio di cessare la persecuzione (al centro), I soldati si coprono con gli scudi per proteggersi dall'abbaglio della luce divina (a destra).

Sant'Efisio davanti a Diocleziano (Spinello Aretino - 1390/1391)

disegno di Sant'Efisio davanti a Diocleziano (Carlo Lasinio - 1828 - Museo delle Sinopie)

(17) - Conversione e combattimento di Sant'Efisio contro i pagani di Sardegna realizzato da Spinello Aretino (1390/1391).

Conversione e combattimento di Sant'Efisio contro i pagani di Sardegna (Spinello Aretino - 1390/1391)

disegno della Conversione e combattimento di Sant'Efisio contro i pagani di Sardegna (Carlo Lasinio - 1828 - Museo delle Sinopie)

sinopia della Conversione e combattimento di Sant'Efisio contro i pagani di Sardegna (Spinello Aretino - 1390/1391)

(18) - Martirio di Sant'Efisio realizzato da Spinello Aretino (1390/1391).

Martirio di Sant'Efisio (Spinello Aretino - 1390/1391)

disegno del Martirio di Sant'Efisio (Carlo Lasinio - 1828 - Museo delle Sinopie)

(19) - Miracoli di San Potito realizzato da Spinello Aretino (1390/1391) andato perso.

(20) - Martirio di San Potito realizzato da Spinello Aretino (1390/1391) andato perso.

(21) - Traslazione dei corpi di Sant'Efisio e San Potito realizzato da Spinello Aretino (1390/1391) andato perso.
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L'ultimo ciclo della Galleria Sud è dedicato a Giobbe, esempio dell'uomo che non si ribella ma accetta le prove della vita:

Storie di Giobbe di Francesco Neri da Volterra e Taddeo Gaddi (22- 27)

(22) - Giobbe ricco elemosiniere realizzato da Taddeo Gaddi (1341/1342) e rifatto (parte sinistra) da Francesco di Neri da Volterra (1370/1371).

Giobbe ricco elemosiniere (Taddeo Gaddi -1341/1342 - Francesco di Neri da Volterra - 1370/1371)

Armenti di Giobbe: parte destra dell'affresco Giobbe ricco elemosiniere (Taddeo Gaddi -1341/1342 - Francesco di Neri da Volterra - 1370/1371)

Banchetto di Giobbe: parte sinistra dell'affresco Giobbe ricco elemosiniere (Taddeo Gaddi -1341/1342 - Francesco di Neri da Volterra - 1370/1371)

(23) - Patto di Satana con Dio - Prime sventure di Giobbe (I Sabei assaltano gli armenti di Giobbe - La pioggia di fuoco uccide pastori e greggi) realizzato da Taddeo Gaddi (1341/1342).

Patto di Satana con Dio - Prime sventure di Giobbe (Taddeo Gaddi - 1341/1342)

parte sinistra del Patto di Satana con Dio - Prime sventure di Giobbe (Taddeo Gaddi - 1341/1342)

parte centrale del Patto di Satana con Dio - Prime sventure di Giobbe (Taddeo Gaddi - 1341/1342)

parte destra del Patto di Satana con Dio - Prime sventure di Giobbe (Taddeo Gaddi - 1341/1342)

disegno del Patto di Satana con Dio - Prime sventure di Giobbe (Carlo Lasinio - 1828 - Museo delle Sinopie)

(24) - Rassegnazione di Giobbe (a sinistra: I Caldei tolgono a Giobbe tremila cammelli / a destra: Giobbe nel tempio inginocchiato davanti a Diorealizzato da Taddeo Gaddi (1341/1342).

parte sinistra della Rassegnazione di Giobbe (I Caldei tolgono a Giobbe tremila cammelli - Taddeo Gaddi - 1341/1342)

parte destra della Rassegnazione di Giobbe ( Giobbe nel tempio inginocchiato davanti a DioTaddeo Gaddi - 1341/1342)

(25) - Altre sventure di Giobbe realizzato da Taddeo Gaddi (1341/1342) quasi completamente scomparso tranne una piccola parte rifatta da Stefano Maruscelli (1616).

Altre sventure di Giobbe (Taddeo Gaddi - 1341/1342 - soffitto in prospettiva rifatto da Stefano Martuscelli - 1616)

(26) - Pazienza di Giobbe realizzato da Taddeo Gaddi (1341/1342).

Pazienza di Giobbe (Taddeo Gaddi - 1341/1342)

disegno della Pazienza di Giobbe (Carlo Lasinio - 1812)

(27) - Giobbe recupera i beni realizzato da Taddeo Gaddi (1341/1342) di cui rimangono solo frammenti.

frammento di Giobbe recupera i beni (Taddeo Gaddi - 1341/1342)



Orari:   lunedì/domenica    9.00/20.00
             controllare sempre il sito ufficiale per possibili variazioni
Costo:  Camposanto + Cattedrale                                                                                         8 €
            Camposanto +Cattedrale + Battistero + Museo Opera + Museo Sinopie               11 €
            Camposanto +Cattedrale + Battistero + Museo Opera + Museo Sinopie + Torre  27 € 
            ingresso GRATIS l'1 e il 2 novembre
            i biglietti sono validi per 1 anno dalla data scelta


CONCLUSIONI                                                                                                                     Questo è il primo dei due post dedicati agli affreschi del Camposanto Monumentale di Pisa, e descrive quelli che decorano le pareti delle Gallerie Sud ed Est. Nel prossimo post verranno descritti quelli delle Gallerie Nord e Ovest





Pisa: il Camposanto Monumentale (monumenti funerari e cenotafi)

Il Camposanto Monumentale di Pisa, oltre a racchiudere cicli di affreschi pregevoli, sarcofaghi antichi e tombe terragne (ai quali ho dedicato dei post a parte), può essere considerato un Pantheon per i suoi numerosi monumenti funerari e cenotafi di personaggi famosi legati alla città che si trovano allineati lungo le pareti delle sue gallerie.

E' dal XVI secolo che s'iniziò la collocazione nel Camposanto di monumenti sepolcrali: il primo fu il Monumento a Filippo Decio (giurista e professore di Diritto che ebbe come alunno Cesare Borgia), realizzato da Stagio Stagi (1527) quando l'uomo era ancora in vita. 

Monumento a Filippo Decio (Stagio Stagi - 1527)

L'unica eccezione era stato nel Trecento il Monumento a Ligio Ammannati (medico e docente), ma posto sulla parete della cappella della famiglia.

Monumento a Ligio Ammannati (Francesco di Lippo, Colo Mucido, Puccio di Landuccio, Matteo di Tone - 1359/1360)

Il primo cenotafio, il Monumento a Giuliano Viviani risale al 1697. Fu realizzato forse da Giuseppe Nelli per ricordare il prelato (docente di Diritto Canonico, giurista e Arcivescovo di Cosenza) dopo una cinquantina d'anni dalla morte.

Monumento a Giuliano Viviani (attr. Giuseppe Nelli e Giovanni Battista Foggini)

In seguito i monumenti funerari e i cenotafi vennero spostati dal cortile interno nelle gallerie, soprattutto addossati alle pareti dei bracci più corti del Camposanto (Galleria Est e Galleria Ovest), non risparmiando a volte gli affreschi. 

Nel Settecento si voleva trasformare il Camposanto in un museo e l'intenzione si concretizzò con Carlo Lisinio, Conservatore del Camposanto (1807). Confluirono qui opere d'arte scultoree provenienti da tutto il territorio pisano. Non furono solo personaggi legati allo Studio di Pisa, ma anche glorie pisane del passato (tra questi Nicola e Giovanni Pisano e Leonardo Fibonacci). Non mancarono monumenti di nobili ricchi (non necessariamente pisani). Quando nel Novecento il numero di monumenti divenne troppo alto, si spostarono alcuni di essi in altri luoghi della città, per poi fare qui ritorno in epoca più recente.

In questo post farò una carrellata dei monumenti che si incontrano facendo una passeggiata in senso orario (andando a sinistra dopo aver varcato l'ingresso), incominciando quindi dalla Galleria Sud, sulla quale si apre l'ingresso del Camposanto.

GALLERIA SUD

- Monumento ad Andrea Vaccà Berlinghieri (chirurgo celebre medico di Elisa Bonaparte) raffigurante Tobia che restituisce la vista al padre cieco. Il defunto è ritratto in un medaglione. Opera di Bartel Thorvaldsen - inaugurato nel 1830.

Monumento ad Andrea Vaccà Berlinghieri (Bartel Thorvaldsen - inaugurato nel 1830)

- Monumento a Vincenzo Marulli dei Duchi d'Ascoli, trattatista d'Architettura, realizzato da Michele Van Lint e posto in Camposanto nel 1810. Sul monumento è raffigurato il Genio delle Lettere che incorona tre volumi scritti dal defunto.

Monumento a Vincenzo Marulli dei Duchi d'Ascoli (Michele Van Lint - 1809)

- Monumento a Francesco Algarotti, commissionato dal Re di Prussia Federico II, progettato da Mauro Tesi e Carlo Bianconi, e realizzato da Giovanni Antonio Cybei nel 1768. Oltre al medaglione con il ritratto del defunto affiancato da Amore e Psiche, è raffigurata l'Eloquenza.

Monumento a Francesco Algarotti (prog. Mauro Tesi e Carlo Bianconi - realizzato da Giovanni Antonio Cybei - 1768)

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GALLERIA EST

- Busto di Bartolomeo Chesi (professore di Diritto allo Studio di Pisa), realizzato da Giovanni Battista Foggini.

Busto di Bartolomeo Chesi (Giovanni Battista Foggini - fine XVII sec.)

- Monumento di Matteo Corte (filosofo e medico), realizzato da Antonio di Gino Lorenzi e Pierino da Vinci su disegno del Tribolo.

Monumento di Matteo Corte (Antonio di Gino Lorenzi e Pierino da Vinci su disegno del Tribolo - XVI sec.) 

- Busto di Antonio Felice Mattei (frate minore conventuale di S.Francesco a Pistoia e rettore della cattedra di Teologia scolastica a Pisa).

Busto di Antonio Felice Mattei (XVIII sec.)

- Monumento a Giuliano Viviani (già citato ad inizio post).

- Busto e lapide di Angelo Fabroni (sacerdote e storico, Provveditore dello Studio di Pisa), realizzato da Gioacchino Belli.

Busto e lapide di Angelo Fabroni (Gioacchino Belli - inizio XIX sec.)

- Monumento a Giovanni Battista Onesti (docente presso lo Studio pisano), realizzato da Scipione Malaspina.

particolare del Monumento di Giovanni Battista Onesti (Scipione Malaspina - 1592)

- Busto di Giovanni Antonio Corazza (medico e filosofo), realizzato da Francesco Franchi.

Busto di Giovanni Antonio Corazza (Francesco Franchi - inizi XVIII sec.)

- Busto di Francesco Albizi (professore di Diritto canonico), di autore anonimo.

Busto di Francesco Albizi (autore anonimo - fine XVIII sec.)

- Monumento a Vincenzo Salvagnoli (avvocato e politico), realizzato da Odoardo Fantacchiotti. La figura femminile scolpita posta sopra il ritratto del defunto rappresenta la Legge

Monumento a Vincenzo Salvagnoli (Odoardo Fantacchiotti - 1878)

- Monumento ad Angelica Catalani (soprano), voluto dai figli e realizzato da Aristodemo Costoli. Sono scolpite le statue di S.Cecilia, della Fama e della Fiducia in Dio.

Monumento ad Angelica Catalani (Aristodemo Costoli - inaugurato nel 1867)

- Monumento a Giovanni Carmignani (giurista e docente di Diritto allo Studio di Pisa), realizzato da Giovanni Duprè.

Monumento a Giovanni Carmignani (Giovanni Duprè - 1881)

- Monumento a Francesco Carrara (senatore del Regno e docente di Diritto criminale all'Università di Pisa), realizzato da Ettore Ferrari e inaugurato nel 1890.

Monumento a Francesco Carrara (Ettore Ferrari - 1890)

- Monumento di Giovanni Boncompagni (giurista e commissario di suo zio Papa Gregorio XIII che commissionò il monumento), realizzato da Bartolomeo Ammannati. Sono raffigurati Cristo Risorto e le Allegorie della Giustizia e della Pace.

sulla parete: Monumento di Giovanni Boncompagni (Bartolomeo Ammannati - 1574)

particolare (Allegoria della Pace) del Monumento di Giovanni Boncompagni (Bartolomeo Ammannati - 1574)

particolare (Cristo Risorto) del Monumento di Giovanni Boncompagni (Bartolomeo Ammannati - 1574)

particolare (Allegoria della Giustizia) del Monumento di Giovanni Boncompagni (Bartolomeo Ammannati - 1574)

- Monumento Mastiani realizzato da Lorenzo Bartolini. La statua dell'Inconsolata rappresenta Elena Amati, la moglie del defunto Giovanni Francesco Mastiani Brunacci (Conte dell'Impero napoleonico). 

Monumento Mastiani (Lorenzo Bartolini - 1843)

- Monumento ad Alessandro Gherardesca (architetto pisano), realizzato da Emilio Santarelli. Sono raffigurati nel monumento l'Architettura rende omaggio al busto del defunto e una gru con sasso in bocca, rappresentazione della Vigilanza.

Monumento ad Alessandro della Gherardesca (Emilio Santarelli - 1854)

- Monumento a Leonardo Fibonacci (matematico), realizzato da Giovanni Paganucci.

Monumento a Leonardo Fibonacci (Giovanni Paganucci - 1863)

- Monumento a Filippo Decio (già citato ad inizio post).

- Lapide funeraria di Panfilo Colombini (professore di Diritto).

lapide funeraria di Panfilo Colombini (1632)


GALLERIA NORD

- Monumento a Ligio Ammannati nella Cappella Ammannati (già citato a inizio post).

GALLERIA OVEST

- Stele funeraria attica in marmo pentelico (330 a.C.). E' raffigurata la defunta affiancata da un'ancella con bambino in fasce. E' stata portata dalla Grecia a Pisa nel 1826.

Stele funeraria attica (330 a.C.)

- Monumento a Lorenzo Pignotti (favolista), realizzato da Stefano Ricci. Sul monumento è raffigurato un Genio alato che depone una corona d'alloro sul medaglione dove è raffigurato il defunto.

Monumento a Lorenzo Pignotti (Stefano Ricci - 1814)

- Monumento a Francesco Sanseverino Murci (canonico del Duomo e docente allo Studio), realizzato da Francesco Mosca.

Monumento a Francesco Sanseverino Murci (Francesco Mosca - XVI sec.)

- Monumento a Giovanni Battista Tempesti (il più importante pittore pisano della seconda metà del Settecento), realizzato da Tommaso Masi. Il monumento (in parte coperto durante la nostra visita) rappresenta l'Amicizia piangente.

Monumento a Giovanni Battista Tempesti (Tommaso Masi - 1813)

- Busto di Camillo Benso di Cavour realizzato da Vincenzo Vela, presente nel Camposanto dal 1861.

Busto di Camillo Benso di Cavour (Vincenzo Vela - qui dal 1861)

- Busto di Amedeo di Savoia realizzato da Cesare Zocchi. Collocato nel Camposanto dal 1897.

Busto di Amedeo di Savoia (Cesare Zocchi - qui dal 1897)

- Monumento a Carlo Matteucci (docente di Fisica e Ministro della Pubblica Istruzione), realizzato da Giovanni Duprè.

Monumento a Carlo Matteucci (Giovanni Duprè - 1869)

- Monumento a Giorgio Regnoli (medico chirurgo), realizzato da Reginaldo Bilancini e posto qui nel 1869.

Monumento a Giorgio Regnoli (Reginaldo Bilancini - qui dal 1869)

- Monumento a Bartolomeo Medici (condottiero di Cosimo I, prefetto di Arezzo e Pisa), realizzato da Giovanni Bandini e Valerio Cioli.

Monumento a Bartolomeo Medici (Giovanni Bandini e Valerio Cioli - 1573)

- Monumento a Maria Selvaggia Borghini (poetessa), realizzato da Enrico Van Lint.

Monumento a Maria Selvaggia Borghini (Enrico Van Lint - 1829)

- Lapide commemorativa del Generale Onorato Rey di Villarey (medaglia a valor militare).

lapide commemorativa del Generale Onorato Rey di Villarey (1868)

- Catene dell'antico porto pisano poste sulla parete. Non sono un monumento ma costituiscono una memoria storica. I due gruppi di catene erano state rubate dai Genovesi nel 1362 e donate in parte ai Fiorentini che le restituirono a Pisa nel 1848. Vennero poi restituite dai Genovesi nel 1860.

catene dell'antico porto pisano

- Monumento a Ottaviano Fabrizio Mossotti (astronomo e docente di Matematica, comandante del battaglione universitario pisano a Curtatone e Montanara), realizzata da Giovanni Duprè. E' certamente il monumento più famoso del Camposanto Monumentale. La statua di donna sdraiata rappresenta l'Astronomia.

Monumento a Ottaviano Fabrizio Mossotti (Giovanni Duprè - 1873)

Monumento a Ottaviano Fabrizio Mossotti (Giovanni Duprè - 1873)

Monumento a Ottaviano Fabrizio Mossotti (Giovanni Duprè - 1873)

- Monumento della famiglia della Gherardesca (Conti di Donoratico), realizzato da Lupo di Francesco. In origine era posto nella Chiesa di S.Francesco a Pisa, ma venne smembrato: una parte si trova qui nel Camposanto, e una parte al Museo Nazionale di San Matteo. Al momento della nostra visita il monumento era in parte coperto per i restauri.

Monumento della famiglia della Gherardesca (Lupo di Francesco - 1320 ca.)

- Monumento a Francesco Giuseppe del Testa del Tignoso (operaio del Duomo e amministratore di patrimoni).

Monumento a Francesco Giuseppe del Testa del Tignoso (attr. Tommaso Masi - XIX sec.)

- Monumento a Francesco Vegio (giurista e docente allo Studio), realizzato da Francesco di Giovanni Ferrucci da Fiesole detto il Tadda. Sul sarcofago è distesa la statua del defunto.

Monumento a Francesco Vegio (Francesco Giovanni Ferrucci da Fiesole detto il Tadda - XVI sec.)

Nell'angolo verso il cortile tra la Galleria Ovest e la Galleria Sud si trovano:

- Monumento ai caduti in Africa dal 1885 al 1896 realizzato da Gaetano Castrucci.

Monumento ai caduti in Africa (Gaetano Castrucci - 1898)

- Cippo a bulbo poggiato sopra un tronco di colonna scanalata, riutilizzato come urna cineraria da Buonaguida (console dell'Arte del Vino).

cippo a bulbo su colonna (XII/XIII sec.)



Orari:   lunedì/domenica    9.00/20.00
             controllare sempre il sito ufficiale per possibili variazioni
Costo:  Camposanto + Cattedrale                                                                                         8 €
            Camposanto +Cattedrale + Battistero + Museo Opera + Museo Sinopie               11 €
            Camposanto +Cattedrale + Battistero + Museo Opera + Museo Sinopie + Torre  27 € 
            ingresso GRATIS l'1 e il 2 novembre
            i biglietti sono validi per 1 anno dalla data scelta

CONCLUSIONI                                                                                                                       Se siete interessati a conoscere i nomi di personaggi illustri del passato di Pisa, il Camposanto Monumentale è certamente il luogo che vi può condurre lungo questo sentiero. E' uno degli aspetti museali di questo affascinante sito.