L'unico "Principe" che Genova ebbe nella sua Storia fu Andrea Doria, uomo d'armi e ammiraglio dell'imperatore Carlo V, che si fece costruire, ai primi del XVI secolo, la sua residenza e sede dell'unica corte rinascimentale della Repubblica di Genova: la Villa del Principe. |
| Villa del Principe |
Per cinque secoli la villa ha ospitato le generazioni del casato Doria Pamphilj ed ancor oggi è proprietà privata dei discendenti di Andrea Doria.
La dimora, ispirata al modello della villa porticata ellenistica-romana, venne costruita tra il 1527 e il 1533 nella zona di Fassolo, al di fuori delle mura cittadine, a Ovest della città. L'incarico di costruire e decorare internamente la residenza privata di Andrea Doria fu assunto da Perin del Vaga (Perino Buonaccorsi, allievo di Raffaello) e da altri artisti che lo seguivano.
La decorazione esterna (andata perduta) fu affidata a Girolamo da Treviso, Domenico Beccafumi e al Pordenone.
La villa fu raddoppiata in ampiezza, e arricchita di nuove opere d'arte, dall'erede di Andrea Doria, ovvero il nipote Giovanni Andrea I Doria.
L'ingresso originale della villa si trovava sulla facciata Nord della dimora (Via Benedetto), e aveva un portale realizzato da Silvio Cosini su disegno di Perin del Vaga, costituito da due colonne laterali libere sovrastate da un timpano curvilineo con arma dei Doria.
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| ingresso attuale della Villa del Principe |
Oggi l'ingresso alla villa avviene sul lato Est della proprietà, attraverso un portale realizzato nel 1581 da Pietro Antonio del Curto con i fratelli Benedetto e Matteo da Novara. Il portale venne inserito nel più recente corpo di fabbrica.
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| ingresso attuale alla Villa del Principe |
Dopo aver percorso metà del porticato con volte a tutto sesto che costeggia la facciata Sud del palazzo e il Giardino del Satiro, si giunge al portale dove ha inizio la visita.
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| atrio dell'ingresso attuale |
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| porticato |
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| porticato e sua estensione verso il giardino |
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| estensione del porticato verso il giardino |
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| colonne corinzie dell'estensione del porticato verso il giardino |
Percorso per metà il porticato si giunge all'Atrio del palazzo dove, salendo poi uno scalone, si inizierà la visita del piano nobile della residenza.
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| porticato ed ingresso al palazzo |
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| ingresso all'Atrio |
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| Atrio |
L'ambiente del piano terra ha un soffitto affrescato con motivi a grottesche da Perin del Vaga.
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| soffitto dell'Atrio |
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soffitto dell'Atrio
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Nel rosone centrale vi è un'iscrizione ottocentesca a caratteri dorati (con firma di Annibale Angelini, colui che nel 1845 restaurò il palazzo), in cui si legge il nome dell'esecutore dell'affresco e la data1530.
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| rosone del soffitto con iscrizione |
Nei quattro riquadri rettangolari sono illustrate Scene di Trionfi: tre sono Cortei del generale romano Lucio Emilio Paolo (che scacciò i Galli dalla Liguria) che alludono al fatto che Andrea Doria nel 1528 liberò Genova dall'occupazione francese, mentre il quarto riquadro raffigura il Trionfo di Bacco in India, che allude ad Andrea Doria come pacificatore di Genova.
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| riquadri con Scene di Trionfi |
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riquadri con Scene di Trionfi
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Nelle lunette sono affrescate le Storie dei sette re di Roma (tratte dal libro Storie di Tito Livio). Nei pennacchi sono raffigurate Divinità.
Sulle pareti sono murati alcuni marmi: tra questi sei bassorilievi scolpiti negli anni Quaranta del XVI secolo da Giovanni Angelo Montorsoli raffiguranti Trofei d'armi all'antica retti da coppie di Putti, provenienti dalla Chiesa di san Matteo (chiesa gentilizia della famiglia Doria).
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| stemma della famiglia Doria |
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| Trofeo con armi e Putti (Giovanni Angelo Montorsi) |
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| Trofeo con armi e Putti (Giovanni Angelo Montorsi) |
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| Trofeo con armi e Putti (Giovanni Angelo Montorsi) |
Ai lati dei portali vi sono quattro fontane sormontate dalle statue delle Stagioni, prima collocate nel giardino. Nell'atrio è presente anche una portantina.
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| fontana con statua |
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| portantina |
Sempre nell'atrio si trovano due sarcofaghi: il più antico (180/190 d.C.) con la raffigurazione delle vicende di Achille e Sciro, usato poi come abbeveratoio, e l'altro sarcofago (230/240 d.C.) con episodi del Mito di Diana ed Endimione.
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| sarcofago del Mito di Diana ed Endimione (230/240 d.C.) |
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| sarcofago con Achille e Sciro (180/190 d.C.) |
_______Dall'atrio si ha accesso allo scalone che conduce al piano nobile (dove si trova la biglietteria).
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| atrio e scalone |
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| volta dello scalone |
La volta dello scalone fu restaurata nel 1999 e in questa occasione venne recuperata in parte la decorazione originale a grottesche (decorazione in voga dopo la scoperta a Roma della Domus Aurea di Nerone), che era stata coperta da uno strato pittorico con incorniciature geometriche grigie, verdi, rosa e violette, in occasione della soggiorno a palazzo di Napoleone (1805). Annibale Angelini nel 1845 aveva ridipinto le grottesche su questa ultima decorazione ottocentesca.
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| decorazione a grottesche della volta dello scalone |
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decorazione con incorniciature geometriche della volta dello scalone
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Lo scalone portava alla cosiddetta Loggia degli Eroi.
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scalone e ingresso alla Loggia degli Eroi
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Al piano nobile Peri dal Vaga, ispirandosi alle Metamorfosi di Ovidio, realizzò un ciclo pittorico che celebrasse il committente Andrea Doria e la sua famiglia.
Le cinque arcate della Loggia degli Eroi erano originariamente aperte sul giardino sottostante e rivolte verso il mare (oggi è chiusa da vetrate).
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Loggia degli Eroi
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La loggia è l'unico ambiente decorato con affreschi e stucchi sia sulla volta che sulle pareti.
Sulle pareti Perin del Vaga ha raffigurato la stirpe dei Doria, associando gli uomini del casato, 12 guerrieri in veste di antichi Romani (tranne uno che indossa un'armatura moderna), a famosi eroi di Roma antica, sovrastati da una iscrizione in latino:
"I grandi uomini dell'illustre famiglia, capi supremi, fecero cose ottime per la patria".
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affreschi sulla parete della Loggia degli Eroi (Perin del Vaga)
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affreschi sulla parete della Loggia degli Eroi (Perin del Vaga)
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Si riconoscono da sinistra: Ansaldo (il più antico personaggio della casata), che combatté i Mori in Spagna nel 1100, Oberto che portò la flotta genovese al trionfo contro Pisa nella Battaglia della Meloria (1284), Corrado, Lamba vittorioso a Curzola contro Venezia (1298), Rosso, Odoardo, Filippo, Pagano, Luciano, Pietro, Antonio, Tommaso.
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| Loggia degli Eroi: Ansaldo Doria (Perin del Vaga) |
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| Loggia degli Eroi (da sinistra): Oberto Doria, Corrado Doria, Lamba Doria (Perin del Vaga) |
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| Loggia degli Eroi (da sinistra): Lamba Doria, Rosso Doria, Odoardo Doria (Perin del Vaga) |
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| Loggia degli Eroi (da sinistra): Filippo Doria, Pagano Doria, Luciano Doria, Pietro Doria (Perin del Vaga) |
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| Loggia degli Eroi (da sinistra): Pagano Doria, Luciano Doria, Pietro Doria, Antonio Doria (Perin del Vaga) |
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| Loggia degli Eroi: Tommaso Doria (Perin del Vaga) |
Le pose dei personaggi ricordano le statue che Michelangelo realizzò per Lorenzo duca di Urbino e Giuliano duca di Nemours nella Sagrestia Nuova della Chiesa di San Lorenzo a Firenze. I volti degli eroi furono sfregiati a colpi di baionetta nel 1849.
Le cinque volte della loggia, ispirate alle Logge Vaticane e alla Domus Aurea, sono decorate con una serie di ottagoni circondati da stucchi in calce e polvere di marmo. Negli ottagoni sono rappresentati esempi di patriottismo romano, che vedono come protagonisti Orazio Coclite sul ponte Suplicio, Tito Manlio Torquato, Marco Curzio che si getta nella voragine, la giustizia di Furio Camillo e Muzio Scevola che punì la propria mano per non aver ucciso il re Porsenna mettendola nel braciere. Negli altri riquadri sono raffigurate divinità olimpiche.
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| volta della Loggia degli Eroi: Orazio Coclite sul ponte Sublicio (ottagono centrale) - Venere e Cupido (riquadri laterali) |
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| volta della Loggia degli Eroi: Muzio Scevola mette la mano nel braciere (ottagono centrale) / Divinità fluviali (riquadri) |
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| volta della Loggia degli Eroi: Sacrificio di Marco Curzio che si getta nella voragine del Foro Romano (ottagono centrale) |
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| volta della Loggia degli Eroi: Giustizia di Furio Camillo (ottagono centrale) |
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| volta della Loggia degli Eroi |
Sopra le quattro porte minori sono raffigurate le Allegorie della Fama con la scritta in latino che tradotta dice "a coloro che hanno ben meritato".
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| Allegoria della Fama - nome latinizzato dell'autore (Perin del Vaga) |
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| Allegoria della Fama - anno dell'opera 1534 |
CURIOSITA': nel riquadro centrale, per coprire le nudità delle figure, furono aggiunti indumenti (come nella Cappella Sistina in Vaticano),
La loggia divideva le due ali del palazzo: l'Appartamento di Andrea Doria (a Ovest) e l'Appartamento della moglie Peretta Usodimare (ad Est).
Il primo ambiente che si visita nell'Appartamento di Andrea Doria è la Sala della Carità Romana.
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| Sala della Carità Romana |
La sala, anticamera del salone di rappresentanza e a volte sala da pranzo, prende il nome dall'Episodio della Carità Romana narrato dallo storico latino Valerio Massimo, affrescato da Perin del Vaga al centro della volta, circondato da ghirlanda di foglie e frutti.
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| Carità Romana (Perin del Vaga) |
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| decorazioni a grottesche della volta della Sala della Carità Romana |
In una teca della sala troviamo alcuni diplomi imperiali di investitura di feudi concessi a Giovanni Andrea Doria dall'imperatore Carlo V, una carta nautica del Mediterraneo (XVII secolo) e il Collare del Toson d'Oro di Andrea Doria conferito all'ammiraglio e poi ad Andrea II Doria e ad Andrea IV Doria.
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| manoscritti rilegati / diplomi d'investitura / Collare del Toson d'Oro |
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| diplomi imperiali rilasciati da Carlo V ad Andrea Doria con sigilli imperiali in cera (XVI sec.) / Ritratto di Andrea Doria e Ritratto del cardinale Girolamo Doria / libri e lettere / chiave |
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| carta nautica del Mediterraneo (XVII sec.) / diplomi d'investitura di feudi (1578) / Ritratto di Andrea Doria / Lettera di Giovanni Andrea Doria alla moglie Costanza del Carretto Doria |
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| Collare e ciondolo del Toson d'Oro |
Vi sono esposti anche due antichi bauli delle flotte Doria.
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| baule della flotta Doria |
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| baule della flotta Doria |
Sulle pareti hanno trovato posto il dipinto Passaggio del potere da parte di Andrea Doria al giovane Giovanni Andrea Doria I, una polena con lo stemma della famiglia Doria (XVII secolo), cinque cartoni preparatori del ciclo di arazzi sulla Battaglia di Lepanto commissionati da Giovanni Andrea Doria I (posti nel Salone del Naufragio).
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| Passaggio del potere da parte di Andrea Doria al giovane Giovanni Andrea Doria I (XVI sec.) |
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| polena con stemma Doria (XVII sec.) |
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| disegni preparatori per gli arazzi del ciclo della Battaglia di Lepanto |
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| disegni preparatori per gli arazzi del ciclo della Battaglia di Lepanto |
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L'ambiente che segue, che aveva funzione di salone di rappresentanza, è chiamato il Salone dei Giganti.
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| Salone dei Giganti |
E' in questa grande sala che venne allestito il trono di Carlo V in visita nel 1533.
Questo salone prende nome dal soggetto tratto dal mito narrato da Omero, Esiodo e Apollodoro, affrescato da Perin del Vaga sulla volta: Giove scaglia le folgori sui Giganti ribelli, un'allegoria del trionfo di Carlo V sui nemici (Francesi e Turchi).
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volta del Salone dei Giganti
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| volta: Giove scaglia le folgori sui Giganti ribelli (Perin del Vaga) |
La cornice in stucco presenta motivi a grottesche e scene di sacrificio. Nelle lunette sono raffigurate divinità marine e fluviali.
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| lunette: divinità marine e fluviali / riquadri: scene di sacrifici |
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| lunette: divinità marine e fluviali |
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| lunette: divinità marine e fluviali / riquadri: scene di sacrifici |
Nel salone vi è un camino in pietra nera di Promontorio e marmo bianco di Carrara, realizzato da Silvio Cosini su disegno di Perin del Vaga.
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| camino del Salone dei Giganti (Silvio Cosini su dis. Perin del Vaga) |
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camino del Salone dei Giganti (Silvio Cosini su dis. Perin del Vaga)
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Nel medaglione centrale è raffigurato Prometeo che dona il fuoco agli uomini. Le statue rappresentano la Pace che brucia le armi.
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| medaglione del camino: Prometeo che dona il fuoco agli uomini (Silvio Cosini su dis. Perin del Vaga) |
Ai lati del camino vi sono due cassapanche e appesi alle pareti due dipinti: il Ritratto del cane Roldano di Aurelio Lomi (il cane, simbolo di fedeltà, era stato donato da Filippo II ad Andrea Doria), e il Ritratto di Andrea Doria con il gatto, attribuito a William Key.
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| cassapanca (XVI sec.) |
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| cassapanca (XVI sec.) |
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| Ritratto di Andrea Doria con il gatto (attr. William Key - XVI sec.) |
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| Ritratto del cane Roldano (Aurelio Lomi) |
I due arazzi in fili d'oro e argento, di lana e seta, appesi alle pareti, sono stati realizzati a Tournai (antico ducato di Borgogna) nel 1460, e facevano parte di un ciclo Le imprese di Alessandro, tratto dal Romanzo di Alessandro..jpg) |
| arazzo: Imprese di Alessandro Magno (Tournai - 1460 ca.) |
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| arazzo: Imprese di Alessandro Magno (Tournai - 1460 ca.) |
Gli arazzi qui esposti raffigurano la Giovinezza dell'eroe e Alessandro che raggiunge il Paradiso in una gabbia dorata. Questi sono tra gli esemplari più antichi e meglio conservati del XV secolo. Si dice che gli arazzi (conservati prima nella Galleria Doria-Pamphilj a Roma), commissionati da Carlo il Temerario, furono un regalo di Carlo V in visita a Genova.
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| particolare dell'arazzo: Discesa negli abissi marini con una botte di vetro |
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| particolare dell'arazzo: Ascensione leggendaria in Paradiso in una gabbia d'oro alzata da grifi |
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| particolare dell'arazzo: Arrivo a corte del mitico cavallo Bucefalo |
In una nicchia in pietra nera di Promontorio, sopra una porta del salone, vi è un Busto dell'imperatore Augusto, realizzato da Silvio Cosini.
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| Busto dell'imperatore Augusto (Silvio Cosini) |
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La Sala di Perseo è l'ambiente che segue, forse utilizzata come camera da letto invernale.
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| Sala di Perseo |
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| Sala di Perseo |
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| Sala di Perseo |
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| Sala di Perseo |
Nelle lunette della volta della sala sono state affrescate le Storie di Perseo, tratte dalle Metamorfosi di Ovidio.
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| lunette della volta: Storie di Perseo (Perin del Vaga) |
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| lunette della volta: Storie di Perseo (Perin del Vaga) |
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| lunette della volta: Storie di Perseo (Perin del Vaga) |
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| lunette della volta: Storie di Perseo (Perin del Vaga) |
Perseo era l'eroe capace di ristabilire la concordia tra i popoli (paragonabile alle virtù civili di Andrea Doria).
Le pareti della sala sono rivestite con teli di velluto rosso e giallo oro cesellato, con effetto tridimensionale. Non tutti i teli sono quelli originali del Seicento: quelli originali sono posti sulla parete Nord, rivolta verso il mare.
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teli di velluto
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| telo di velluto |
Su una parete è appeso il Ritratto di Andrea Doria come dio del mare, realizzato dal Bronzino tra il 1545 e il 1546. Di questo quadro (che ricorda il David di Michelangelo) vi sono due versioni: la seconda versione del ritratto di Andrea Doria in vesti di Nettuno si trova alla Pinacoteca di Brera a Milano, realizzata per Paolo Glovio, collezionista di effigi di uomini illustri (in questa versione invece che un remo Nettuno tiene in mano un tridente). Il quadro fu acquistato alla fine dell'Ottocento dal console di Germania a Genova e portata nel palazzo dove risiedeva.
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| Ritratto di Andrea Doria come dio del mare (Bronzino - 1545/1546) |
Su un'altra parete è appeso il Matrimonio di Arduino di Narbona e Oria della Volta, opera attribuita ad Antonio Lagorio (inizi XVII secolo).
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| Matrimonio di Arduino di Narbona e Oria della Volta (Antonio Lagorio - XVII sec.) |
Arduino, cavaliere medievale, era il capostipite della famiglia Doria, e venne curato dalla famiglia della Volta a Genova, quando si ammalò in questa città durante un pellegrinaggio verso la Terra Santa, e durante la convalescenza si innamorò di Oria.
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La sala seguente è la Sala dei Sacrifici, probabilmente la camera da letto, le cui decorazioni delle lunette con Scene di sacrificio agli dei pagani hanno dato nome all'ambiente.
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| Sala dei Sacrifici |
Queste scene alludono alla pietas del committente come difensore della fede cristiana contro i Turchi.
Nei celetti (i triangoli sopra le lunette) sono raffigurate entro ottagoni le divinità pagane. Nei riquadri della volta sono rappresentate scenette mitologiche. Negli angoli della volta sono raffigurate le Allegorie delle Stagioni.
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volta della Sala dei Sacrifici
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| riquadro centrale della volta |
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| lunette e celetti |
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| lunette e celetti |
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| lunette e celetti |
Sulle pareti della sala si trovano tre arazzi della serie dei Mesi, comprendente 12 panni prodotti a Bruxelles nel 1525. Gli arazzi qui esposti raffigurano i Mesi di Gennaio, Febbraio e Agosto.
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| Gennaio (Serie dei Mesi - Bruxelles - 1525) |
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Agosto (Serie dei Mesi - Bruxelles - 1525)
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Febbraio (Serie dei Mesi - Bruxelles - 1525)
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Nella sala sono anche esposti due ritratti: il Ritratto di San Carlo Borromeo (Santo con cui la famiglia Doria aveva legami di parentela ed epistolari), e il Ritratto del cardinale Gerolamo Gastaldi, attribuito a Giovanni Maria Morandi.
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| Ritratto del cardinale Gerolamo Gastaldi (attr. Giovanni Maria Morandi - 1704) |
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| Ritratto di San Carlo Borromeo (anonimo del XVII sec.) |
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Continuando la visita si accede alla Sala dello Zodiaco (retrocamera della Sala dei Sacrifici), che prende il nome dai segni astrali raffigurati nelle lunette della volta.
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| Sala dello Zodiaco |
Al centro della volta è raffigurata in stucco a bassorilievo la Fenice.
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| al centro della volta: Fenice |
La volta risulta danneggiata dalle infiltrazioni dovute ai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Si sono conservate solo le decorazioni dell'angolo Sud-Est con le raffigurazioni dei Pesci, dell'Acquario e parzialmente del Capricorno.
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| lunetta: Capricorno |
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| lunetta: Acquario |
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| lunetta: Pesci |
Nella fascia della parete Sud vi è la rappresentazione di Leda e il cigno, mentre sulla fascia della parete Nord quella di Leda con Castore e Polluce.
Sono presenti nella sala il Ritratto di Andrea Doria, il Ritratto di Carlo V, placchette e due medaglie commemorative realizzate da Leone Leoni (1541), condannato ai lavori forzati sulle galee pontificie e liberato per intercessione di Andrea Doria, una raffigurazione di Andrea Doria in veste di Nettuno, e due busti in bronzo, uno di Papa Gregorio XV Ludovisi di Lorenzo Bernini, e uno di Alessandro Algardi rappresentante Papa Innocenzo X (al secolo Giovanni Battista Pamphilj) la cui nipote Anna Pamphilj sposò Giovanni Andrea III Doria.
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| Ritratto di Carlo V d'Asburgo |
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| Ritratto di Andrea Doria |
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| busto di Papa Gregorio XV (Lorenzo Bernini) |
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| busto di Papa Innocenzo X Pamphilj (Alessandro Algardi) |
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| Andrea Doria in veste di Nettuno |
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| placchetta "Andrea Doria guidato da Nettuno" (Leone Leoni - 1540/1542) |
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| medaglie commemorative (Leone Leoni) |
________Gli ambienti seguenti fanno parte dell'ampiamento del palazzo voluto da Giovanni Andrea I Doria.
La Sala di Paride, allestita oggi come camera da letto, fu decorata in stucco da Marcello Sparzo, probabilmente per onorare il matrimonio del 1592 tra Andrea II Doria co Giovanna Colonna (sorella di Marcantonio Colonna).
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Sala di Paride
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La volta di questa sala, con la raffigurazione del Giudizio di Paride ispirata a un'incisione di Marcantonio Raimondi su disegno di Raffaello, andò distrutta durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Le mantovane in legno dorato sono decorate con figure maschili.
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| stucchi e mantovane della Sala di Paride |
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| stucchi e mantovane della Sala di Paride |
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| stucchi e mantovane della Sala di Paride |
Tra le finestre è posta una delle tre consolle del XVII secolo della sala. Sulla consolle è posta la statua in marmo di un Putto con in mano una conchiglia, che decorava la Fontana del Nettuno nel giardino meridionale.
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| consolle (XVII sec.) |
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| Putto con conchiglia (dalla Fontana del Nettuno) |
Sulle altre due consolle sono posti due Putti dormienti.
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| Putto dormiente (ambito di Francesco Maria Schiaffino) |
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| Putto dormiente (ambito di Francesco Maria Schiaffino) |
Sono appese sopra le consolle tre delle tele con Putti e simboli delle Arti di Domenico Piola, che costituivano il ciclo composto da 9 tele realizzate in occasione del matrimonio nel 1671 di Giovanni Andrea III Doria e Anna Pamphilj (nipote di papa Innocenzo X).
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| Putti con simboli delle Arti (Domenico Piola - 1671) |
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| Putti con simboli delle Arti (Domenico Piola - 1671) |
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Putti con simboli delle Arti (Domenico Piola - 1671)
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Sono presenti nella sala anche quattro sculture in legno intagliato e dorato realizzate da Filippo Parodi: due aquile sono sorrette da due tritoni, e due tritoni sorreggono due Putti intenti a soffiare in conchiglie. Sono presenti anche due torciere con Putti.
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| Tritone sorregge Putto che soffia in una conchiglia (Filippo Parodi) |
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| Tritone sorregge un'aquila (Filippo Parodi) |
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torciera con Putto (Filippo Parodi)
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Anche la Galleria Aurea tra il 1594 e il 1599 fu realizzata da Battista Cantone e Luca Carlone su commissione di Giovanni Andrea I Doria nell'ala Ovest del palazzo.
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| Galleria Aurea |
Alla fine del XVI secolo la sala di forma allungata, aperta su due lati da finestre che si affacciavano sui giardini, prese il posto del Salone dei Giganti quale ambiente di rappresentanza.
La galleria, inaugurata per l'arrivo a Genova di Margherita d'Austria di passaggio verso la Spagna, viene chiamata "aurea" perché in origine presentava una doratura.
La decorazione a stucco della volta (oggi di color ocra ma in origine a colori vivaci) fu affidata a Marcello Sparzo che realizzò cinque quadri riportati nel centro volta (uno è andato perduto durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale), lunette e larghi peducci.
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| volta della Galleria Aurea |
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particolare della volta della Galleria Aurea
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| particolare della volta della Galleria Aurea |
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| riquadro della volta della Galleria Aurea |
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riquadro centrale della volta
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Sui lati lunghi della sala sono raffigurate 12 figure in piedi, vestite come guerrieri antichi: come nella Galleria degli Eroi, queste figure rappresentano membri del casato Doria. Tra di essi però qui figura anche Andrea Doria nell'atto di calcare col piede la testa di un Turco.
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| peduccio: Andrea Doria nell'atto di calcare col piede la testa di un Turco |
Nella sala vi sono esposti lungo i due lati corti due tavoli in commesso di pietre dure.
Il primo tavolo (quello posto vicino all'ingresso della sala) è stato realizzato a Firenze o a Roma. Presenta il centro del piano in alabastro con immagini di pesci, uccelli, serpenti e diavoli. Il bordo è a girali fitoformi.
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| tavolo (piano: prodotto a Firenze o Roma - XVII sec./base: seguaci di Filippo Parodi) |
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| piano del tavolo (prodotto a Firenze o Roma - XVII sec.) |
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| particolare del piano del tavolo (prodotto a Firenze o Roma - XVII sec.) |
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| particolare del piano del tavolo (prodotto a Firenze o Roma - XVII sec.) |
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| particolare del piano del tavolo (prodotto a Firenze o Roma - XVII sec.) |
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| particolare del piano del tavolo (prodotto a Firenze o Roma - XVII sec.) |
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| particolare del piano del tavolo (prodotto a Firenze o Roma - XVII sec.) |
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| particolare del piano del tavolo (prodotto a Firenze o Roma - XVII sec.) |
La base in legno con quattro delfini intrecciati è attribuita a seguaci di Filippo Parodi.
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| base del tavolo (seguaci di Filippo Parodi - XVII sec.) |
Il tavolo in marmi colorati posto sul lato opposto della sala è stato realizzato a Genova nel XVII secolo, come anche la base.
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tavolo (realizzato a Genova - XVII sec.)
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| particolare del tavolo (realizzato a Genova - XVII sec.) |
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L'ultimo ambiente dell'ala di Ponente è la Cappella, attigua alla Galleria Aurea.
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| Cappella |
Quando il palazzo era la residenza di Andrea Doria non vi erano ambienti con funzioni sacre. Fu infatti Giovanni Andrea I Doria a dotare il palazzo di numerose cappelle (questa però è l'unica conservata).
La volta della Cappella fu distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Nelle lunette sono raffigurate Sibille. I sedici ovali a tinta nero-bluastra (per imitare l'ardesia) sono circondati da ghirlande di frutti.
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| decorazione a stucco della Cappella |
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| decorazione a stucco della Cappella |
Sull'altare è posto il dipinto San Giuliano che riceve la palma del martirio di Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccio.
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| San Giuliano che riceve la palma del martirio (Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccio - 1705/1706) |
Il Crocifisso in legno pregiato posto sull'altare è del XVII secolo.
Ai lati dell'altare sono posti un breve papale che autorizza lo spostamento da Roma di reliquie di Santa Giusta, e un quadretto con reliquie di Santi circondate da un ovale in cera raffigurante una Crocifissione.
La poltrona ricamata a fili d'argento e sete colorate fu commissionata dai Doria nel 1702 come trono per Filippo V, che non venne mai utilizzato.
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| poltrona come trono (XVIII sec.) |
Per visitare l'ala di Levante del palazzo con l'Appartamento di Peretta Usodimare Doria bisogna ritornare sui propri passi sino alla Galleria degli Eroi...il seguito della visita sarà argomento del prossimo post.
www.doriapamphilj.it/genova
Orari: lunedì/domenica 10.00/18.00
Costo: 11 €
CONCLUSIONI Siamo arrivati solo a metà dell'interessante percorso di visita all'interno di quella che fu la residenza di uno degli uomini più illustri e potenti della Storia di Genova. Vi invito a proseguire per scoprire quello che fu l'appartamento di Peretta Usodimare, moglie di Andrea Doria e dei suoi tesori,