Nel quartiere di Prè di Genova si trova la più grande chiesa della città: la Basilica della Santissima Annunziata del Vestato.
La basilica è infatti lunga 75m e larga 30m.
La basilica deve il suo nome "Vestato" alla parola "guastato" in quanto sorse al di fuori delle mura cittadine, in un terreno reso libero con demolizioni ("guastam") per la costruzione di una nuova cinta muraria più adeguata ad un attacco di Federico Barbarossa.
Questo terreno, dove andavano ad allenarsi i balestrieri perché libero da alberi, e percorso da due rii la cui acqua era importante per la lavorazione della lana, attività a cui era dedita la comunità religiosa, venne scelto dai Frati Umiliati giunti in città agli inizi del XIII secolo per costruirvi il loro convento e la Chiesa di Santa Marta del Prato (grande quanto l'attuale presbiterio).
Successivamente si succedettero diversi rami della comunità francescana, sino al 1520, anno in cui si decise di ampliare la chiesa e costruirne una in forme tardo gotiche genovesi Questa chiesa venne chiamata Chiesa di San Francesco del Guastato. L'attuale intitolazione le fu data dai frati francescani Osservanti nel 1537.
Per finanziare il rinnovo della chiesa, adeguandosi ai dettami del Concilio di Trento, nel 1591 venne venduta in giuspatronato una cappella alla famiglia Lomellini (che divenne prima cappella di famiglia e poi parrocchia patrizia).
Con la sostituzione del tiburio con la cupola, e la costruzione dell'abside e l'allungamento del presbiterio. la chiesa assunse forme barocche con Taddeo Carlone, e poi nel 1615 con Giovanni Domenico Casella detto lo Scorticone e Giacomo Porta. La chiesa venne allungata verso la piazza.
I bombardamenti della seconda guerra mondiale danneggiarono fortemente la basilica, e portarono alla riscoperta delle colonne medievali in rocchi bianchi e neri.
Un accurato restauro, eseguito una decina d'anni dopo la fine della guerra, portò al recupero della basilica, e in parte dei suoi affreschi e delle opere d'arte, anche se rimaste lacunose.
La facciata neoclassica della basilica, affiancata da due campanili, è stata realizzata nel 1867 su progetto di Carlo Barabino, poi rielaborato da Giovanni Battista Resasco. La facciata presenta un pronao grandioso a sei colonne in stile ionico che si erge sopra una scalinata.
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| facciata della Basilica della Santissima Annunziata del Vestato |
La pianta della Basilica della Santissima Annunziata del Vestato è a croce latina immessa, con tre navate (quella centrale più ampia e più alta) su cui si affacciano numerose cappelle (sei per ogni navata) e un transetto poco sporgente con due cappelle in ogni braccio.
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| interno della Basilica della Santissima Annunziata del Vestato (verso il presbiterio) |
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| interno della Basilica della Santissima Annunziata del Vestato (verso la controfacciata) |
Le tre navate sono separate da colonne in marmo di ordine corinzio alte 10m che sorreggono archi a tutto sesto.
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| colonne in stile corinzio della basilica |
Gli affreschi che coprono le volte delle navate, del transetto e della cupola furono realizzati tra il 1625 e il 1638 da Domenico Piola, dai fratelli Giovanni e Giovanni Battista Carlone, Domenico Fiasella, Andrea Ansaldo, Giulio Benso, Giacchino Assereto.
Nelle volte della navata centrale (alte 22m) sono raffigurati in cinque riquadri le Storie di Gesù e di Maria (a partire dall'ingresso): l'Incoronazione di Maria, l'Ascensione di Gesù, la Resurrezione (questi primi tre riquadri realizzati da Giovanni Battista Carlone), l'Orto degli Ulivi, l'Entrata in Gerusalemme e l'Adorazione dei Magi (questi ultimi tre riquadri furono realizzati da Giovanni Carlone).
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| volta della navata centrale (dall'alto): Incoronazione di Maria / Ascensione di Gesù / Resurrezione / Orto degli Ulivi |
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| volta della navata centrale (dall'alto): Entrata in Gerusalemme / Adorazione dei Magi. |
Tra la navata centrale e la navata laterale destra, addossato alla quinta colonna, si trova un pulpito in marmo a forma di calice. E' forse opera di Giacomo Porta e Domenico Scorticone, realizzata nel XVII secolo.
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| pulpito (attr. a Giacomo Porta e Domenico Scorticone - XVII sec.) |
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| pulpito (attr. a Giacomo Porta e Domenico Scorticone - XVII sec.) |
Le volte della navata destra furono affrescate dai fratelli Carlone e da Gioacchino Assereto con Storie degli Apostoli (a partire dall'ingresso): I Santi Simone e Giuda predicano il Vangelo in Persia, la Predicazione di San Matteo, San Giacomo che battezza, Martirio di Sant'Andrea, San Paolo predica il Vangelo, San Pietro e San Giovanni guariscono uno storpio (quest'ultimo riquadro fu affrescato da Gioacchino Assereto).
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| navata destra |
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| a sinistra: San Pietro e San Giovanni guariscono uno storpio / a destra: San Paolo predica il Vangelo |
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| a sinistra: Martirio di Sant'Andrea / a destra: San Giacomo che battezza |
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| a sinistra: Predicazione di San Matteo / a destra: I Santi Simone e Giuda predicano il Vangelo in Persia |
Le due navate laterali presentano numerose cappelle con quadrerie di pittura della scuola barocca genovese. Sono presenti opere di 26 pittori e 13 scultori del Seicento/Settecento.
Partendo dall'ingresso della basilica la prima cappella della navata destra è la Cappella di San Bernardino da Siena, con decorazione marmorea di Carlo Solaro e Daniele Solaro (XVII secolo) e soffitto con tre episodi della vita di Bernardino da Siena realizzati da Giovanni Battista Carlone.
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| Cappella di San Bernardino |
Sull'altare è posta l'opera il Miracolo di San Bernardino di Giovanni Battista Carlone. Sulla parete sinistra vi è Agar e Ismaele di Giovanni Andrea De Ferrari, mentre sulla parete destra la Natività con adorazione dei pastori e di San Francesco di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo.
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La seconda cappella è la Cappella di San Bonaventura da Bagnoregio con soffitto affrescato con tre episodi della vita di San Bonaventura da Bagnoregio realizzati da Giovanni Battista Carlone (quello centrale andato distrutto).
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| Cappella di San Bonaventura da Bagnoregio |
Sull'altare è posta la Discesa dello Spirito Santo. Sulla parete sinistra vi sono i dipinti Miracolo di san Bonaventura (pittore ignoto del XVII secolo) e La Beata Giovanna (attribuito a Nicolò Carlone).
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La terza cappella è la Cappella di San Giovanni Battista, decorata da Francesco Macetti e Daniele Solaro. Il soffitto, affrescato da Domenico Piola, andò distrutto durante i bombardamenti.
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| Cappella di San Giovanni Battista |
Sull'altare troviamo la Spoliazione di Cristo, opera lignea attribuita a Antonio Maria Maragliano. Sulla parete sinistra sono poste le opere il Miracolo di San Diego di Simone Barabino e San Gerolamo di Gioacchino Assereto. Sulla parete destra invece San Tommaso d'Aquino e il Crocifisso di Domenico Piola e San Sebastiano di pittore ignoto del XVII secolo.
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La quarta cappella è la Cappella di San Luigi IX re dei Francesi, con decorazione marmorea di Honoré Pellé (Angeli del fastigio e stemma) e soffitto affrescato da Domenico Piola andato distrutto dai bombardamenti.
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| Cappella di San Luigi IX re dei Francesi |
Sull'altare la tela San Luigi venera la Croce di Giovanni Bernardo Carboni. Sulla parete sinistra si trova il dipinto San Luigi tra gli appestati di Claudio Francesco Beaumont, mentre sulla parete destra vi è la Beneficenza di San Luigi dello stesso autore.
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La quinta cappella è la Cappella di San Pietro d'Alcantara il cui soffitto affrescato da Giuseppe Galeotti andò distrutto nei bombardamenti.
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| Cappella di San Pietro d'Alcantara |
Sull'altare la tela San Pietro d'Alcantara in estasi di Giovanni Battista Carlone. Sulla parete sinistra vi sono una Madonna col Bambino e i Santi Gregorio e Orsola di Anton Maria Piola e una Cena di Emmaus di pittore ignoto del XVII secolo, mentre sulla parete destra una Santa Giovanna di Daniele Crespi e un Riposo durante la fuga in Egitto attribuito a Ludovico Carracci.
In questa cappella si può vedere una delle colonne originali della chiesa gotica inglobata nei marmi bianco e rosso (il capitello originale è posto più in basso di quello attuale).
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La sesta cappella è la Cappella della SS. Annunziata con decorazione di Carlo e Daniele Solaro e volta perduta di Andrea Carlone.
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| Cappella della SS. Annunziata |
Sull'altare è posta un'Annunciazione di Domenico Piola. Sulla parete sinistra vi sono una Presentazione di Maria al tempio di Andrea Carlone e un Profeta di pittore ignoto del XVII secolo, mentre sulla parete destra troviamo una Visita a Santa Elisabetta di Andrea Carlone.
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La cappella di destra che chiude sul fondo la navata destra è la Cappella di San Domenico Soriano con decorazioni marmoree di Dionisso Conte e soffitto con Gloria di San Domenico e due riquadri con Angeli realizzati da Nicolò Carlone.
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| Cappella di San Domenico Soriano |
Sull'altare un Fatto di San Domenico Soriano, opera di Tommaso Clerici. Sulla parete sinistra Gli Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele di Tommaso Clerici e un San Bonaventura di Nicolò Carlone. Sulla parete destra San Pietro d'Alcantara comunica Santa Teresa assistito da San Francesco d'Assisi e da Sant'Antonio da Padova, opera di pittore ignoto del XVII secolo, e un San Francesco di Nicolò Carlone.
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La cappella sinistra che chiude la navata destra è la Cappella della Madonna della Roccia, con decorazioni marmoree di Giacomo Porta e soffitto e cupola affrescate da Giovanni Battista Carlone con Miracoli di Nostra Signora di Loreto.
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| Cappella della Madonna della Roccia |
Sull'altare si trova la statua in marmo della Madonna di Loreto, realizzata da Leonardo Mirano ( che andò a sostituire la statua lignea della Madonna della Roccia). La tela posta sulla parete sinistra raffigura il Miracolo di San Salvatore da Horta di Giovanni Battista Carlone.
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Il braccio destro del transetto è coperto da una cupoletta sulla quale Giovanni Carlone ha affrescato la Pentecoste. Nella lunetta sottostante lo stesso artista ha raffigurato l'Incredulità di San Tommaso.
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| cupoletta del braccio destro del transetto |
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| cupoletta del braccio destro del transetto |
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| Pentecoste (Giovanni Carlone) |
La cappella che si trova nel braccio destro del transetto ed è la Cappella di Sant'Antonio da Padova con decorazione marmorea di Giacomo Porta.
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| Cappella di Sant'Antonio da Padova |
Sull'altare in alabastro di Sestri si trova una composizione scenografica in legno raffigurante Sant'Antonio in estasi, realizzata da Honoré Pellé. Il paliotto dell'altare e le statue reggimensa sono opera di Tommaso Orsolino.
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Siamo ora davanti al presbiterio e all'altare maggiore decorato da Giacomo Porta e da Domenico Scorticone (paliotto).
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| presbiterio |
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| altare maggiore |
Sull'altare si trova un Crocifisso in cartapesta, opera di Giacomo Antonio Ponsonelli. Sulla parete della curva absidale vi era stato affrescato nel 1640 da Giulio Benso l'Incontro tra Gioacchino e Sant'Anna, ma l'affresco venne distrutto durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Nel 1995 l'affresco seicentesco venne reinterpretato da Raimondo Sirotti).
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| Crocifisso (Giacomo Antonio Ponsonelli) /reinterpretazione dell' Incontro tra Gioacchino e Sant'Anna (Raimondo Sirotti - 1995) |
Sulla volta dell'abside è raffigurata l'Ascesa in cielo della Vergine, opera di Giulio Benso, mentre sulla volta del presbiterio un'Annunciazione con la Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso.
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| Ascesa al cielo della Vergine (Giulio Benso) |
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| Annunciazione (Giulio Benso) |
Sulle pareti laterali del presbiterio vi sono una Presentazione di Gesù al tempio (a sinistra), e Gesù tra i Dottori (a destra), opere di Giulio Benso e Giovanni Battista Carlone. Ai quattro angoli in basso dei due affreschi del presbiterio vi sono le Quattro Virtù Cardinali con bassorilievi in marmo bianco su sfondo nero.
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| Gesù tra i Dottori (Giulio Benso e Giovanni Battista Carlone) / due Virtù Cardinali |
Dietro all'altare vi è il coro ligneo del XVII secolo con doppio ordine di stalli, arricchito da figure sulle spalliere dai Pippi.
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All'incrocio tra il transetto e la navata centrale si trova la cupola con affreschi e figure in oro a tutto tondo.
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| cupola: Ascensione della Vergine (Andrea Ansaldo) |
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Spostandoci nel braccio sinistro del transetto, guardando verso l'alto troviamo la cupoletta che sovrasta quest'area della basilica e nella volta la raffigurazione dell'Ascesa di Cristo in cielo di Giovanni Carlone. Sulla parete vi è raffigurato Cristo si manifesta ai due discepoli di Emmaus.
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| Ascesa di Cristo in cielo (Giovanni Carlone) |
La cappella del braccio sinistro del transetto è la Cappella di San Pasquale di Bayon.
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| Cappella di San Pasquale di Bayon: San Pasquale di Bayon in adorazione dell'Eucarestia (Anton Maria Maragliani) |
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| a sinistra: Rebecca ed Eleazaro al pozzo / a destra: Abramo e Malechisedec |
La cappella alla sinistra dell'altare maggiore, nel vano che chiude la navata laterale sinistra, è la Cappella degli Angeli.
CONCLUSIONI La Basilica della Santissima Annunziata del Vestato conserva opere di tardo manierismo, barocche e settecentesche. I suoi affreschi, le dorature e le decorazioni marmoree hanno fatto esprimere con parole di stupore e apprezzamento viaggiatori illustri e gente comune. Il filosofo francese Montesquieu la definì "la più bella di Genova...tutta dorata", lo scrittore inglese Charles Dickens rimase anch'esso incantato dalla sua doratura, definendola "una tabacchiera smaltata". Noi non possiamo non rimanere ammirati da tanto sfarzo.
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