venerdì 1 dicembre 2017

Mantova: Palazzo Te, capolavoro dell'architettura manierista


Palazzo Te (o del Te), pregevole complesso rinascimentale, è una delle ville più conosciute dell'arte italiana.

Anticamente il fiume Mincio aveva creato quattro laghi che circondavano Mantova.
Ma oltre all'isola sulla quale era sorta la città, vi era un'altra isola circondata dal lago Paiolo e dal canale che correva lungo le mura meridionali della città: l'isola era chiamata dal medioevo Teieto, toponimo che venne trasformato poi in Te.
Quest'isola era collegata da un ponte alle mura meridionali della città.

La parola "Teieto" derivererebbe dalla parola latina "attegia" (="capanna"), o da località nella quale crescevano piante di tiglio.

Su quest'isola i Gonzaga avevano alcune terre di loro proprietà.
Francesco Gonzaga vi fece qui costruire una casa padronale e le stalle per i suoi amati cavalli (un affresco ritrovato riporta la data 1502).

Ma i lavori di costruzione dell'attuale edificio iniziarono a partire dal 1525, e si protrassero sino al 1535.

Il committente fu Federico II Gonzaga, figlio di Francesco Gonzaga e Isabella d'Este, marchese e poi duca di Mantova.

Nella Sala di Psiche si trova un'iscrizione che riporta la funzione di questo edificio, voluto dal principe per "honesto ocio" ("onesto ozio").

Qui i Gonzaga accolsero i loro ospiti più illustri tra i quali l'Imperatore Carlo V (1530 e 1532), Enrico III re di Francia (1574) e il duca di Baviera Ludovico X (1536).

Ma Federico Gonzaga si ritirava in questo luogo soprattutto con la sua amante Isabella Boschetti, nipote di Baldassarre Castiglione, per la quale il duca dovette subire le ire della madre Isabella d'Este.

Il progetto fu di Giulio Romano, architetto e pittore, allievo di Raffaello, e artista della corte dei Gonzaga.

Giulio Romano disegnò oltre all'architettura dell'edificio, anche il ciclo di affreschi, i camini, i fregi in stucco e i soffitti intagliati, avvalendosi dell'aiuto di molti collaboratori.

L'edificio fu ideato da Giulio Romano come una sfarzosa domus dell'antica Roma.
Forse il progetto iniziale doveva prevedere un complesso più esteso, intorno a più cortili.

pianta di Palazzo Te
Venne costruito un palazzo di pianta quadrata con un cortile al centro, il Cortile d'Onore, e un giardino di forma rettangolare.

A delimitare il giardino vennero poi realizzati tra la fine del 1500 e la prima metà del 1600 le Frutterie, l'Esedra e l'Appartamento della Grotta.
Paolo Pozzo poi restaurò e rifece pavimenti, opere pittoriche e la facciata sulle peschiere, nella seconda metà del 1700.
La costruzione non si eleva che di due piani: al pian terreno, rialzato per difendersi dalle eventuali piene del fiume (che come si è detto circondava l'isola), ospitava gli spazi nobili, mentre nel piano sovrastante vi erano locali di servizio.

facciata settentrionale con tre fornici
Le facciate esterne dell'edificio sono scandite da lesene di ordine tuscanico, reggenti un'architrave e un fregio dorico con metope decorate.
Sul lato nord le metope sono decorate con le imprese gonzagesche.

fregio con metope
Le facciate nord e ovest presentano un marcapiano.
La facciata nord presenta un'apertura a tre archi, mentre sulla facciata ovest si apre un solo fornice.

Il basamento dell'edificio,le cornici dei portali e delle finestre sono decorati con bugne rustiche, mentre le altre superfici delle facciate sono a conci lisci.

particolari architettonici della facciata: lesene, architrave, fregio con metope, cornici a bugnato, conci lisci, nicchie, marcapiano
 L'ingresso a Palazzo Te avviene sulla facciata ovest attraverso un portale che offre una prospettiva attraverso gli archi del cortile fino all'esedra che chiude il giardino.

ingresso al palazzo con infilata dei portoni fino all'esedra

Si accede in un atrio, come si faceva per le domus romane.

atrio
Quest'ambiente si presenta diviso in tre navate.
Lo spazio centrale è delimitato da quattro colonne (due per lato), in pietra sbozzata; questo spazio ha una copertura a botte con lacunari ottagonali.

soffitto a lacunari dell'atrio
I due spazi laterali hanno invece soffitti piani, lesene sbozzate alternate a nicchie, e un gradino con funzioni di sedile.

uno degli spazi laterali dell'atrio
Sulla destra dell'atrio si trovano due ambienti che nel Cinquecento servivano come sale da pranzo per il personale di servizio (il "tinello privato" e il "tinello privato per gli ufficiali").
Sulla sinistra si trova l'ingresso alla biglietteria e l'inizio del percorso di visita.

In una prima sala si può vedere il modellino in legno di Palazzo Te e il Ritratto di Giulio Romano che Tiziano fece all'amico (1536/1538).

modellino di Palazzo Te
Ritratto di Giulio Romano (1536/1538 - Tiziano)
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Si prosegue poi nelle stanze che costituivano un appartamento: il primo ambiente è la Camera di Ovidio o Camera delle Metamorfosi.

Camera di Ovidio (o Camera delle Metamorfosi)
particolare del soffitto
Il piccolo ambiente, che veniva chiamato "camerino", prende il nome dalle rappresentazioni degli affreschi delle pareti, tratte dalla narrazione delle "Metamorfosi" del poeta latino Ovidio, eseguite da Agostino da Mozzaneca e Anselmo Guazzi, su disegno di Giulio Romano.

Le scene rappresentate sono: Orfeo agli Inferi, Il Supplizio di Marsia (parete sud), Il Giudizio di Paride, Bacco e Arianna, Danza di Satiri e Menadi (parete ovest), La sfida tra Apollo e Pan, La visita di Bacco, Menadi e Satiro (parete est).

parete sud
Orfeo agli Inferi
Il Suplizio di Marsia
parete ovest
Il giudizio di Paride
Bacco e Arianna
Danza di Satiri e Menadi
pareste est
Sfida tra Apollo e Pan
La visita di Bacco
Menadi e Satiro
Alle scene mitologiche si alternano paesaggi di fantasia.

paesaggio fantastico
paesaggio fantastico
paesaggio fantastico
paesaggio fantastico
paesaggio fantastico
paesaggio fantastico
L'unico paesaggio che si può riconoscere: Palazzo Te in costruzione, si trova sulla parete nord (a destra della finestra).

paesaggio con la costruzione di Palazzo Te
Il camino è in marmo rosso di Verona.
Al di sopra si trova raffigurata l'impresa del Monte Olimpo e l'iscrizione "Federico II quinto marchese di Mantova".

camino
impresa del Monte Olimpo
scritta del camino
Sulla parete settentrionale della camera, sopra la finestra, si trova un frammento di fregio a girali vegetali su fondo rosso risalente al 1502, appartenuto all'edificio preesistente.

parete nord con fregio a girali
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Segue la Camera delle Imprese, dove sono protagoniste le "imprese", ovvero gli emblemi della famiglia Gonzaga, sorrette da putti.

Camera delle Imprese
particolare del soffitto
Le imprese rappresentate sono: il Cane retroverso, il Cavedone o Alare (parete nord), la Cintura, il Monte Olimpo, la Museruola, un'impresa non identificata, la Torre (parete est), il Sole, lo Stemma Gonzaga, la Salamandra (parete sud), il Boschetto, il Crogiolo, le Ali, la Tortorina, il Guanto (parete ovest).

impresa del Cane retroverso
impresa del Cavedone o Alare
impresa della Cintura
impresa del Monte Olimpo
impresa della Museruola
impresa non identificata
impresa della Torre
impresa del Sole
stemma Gonzaga
impresa della Salamandra
impresa del Boschetto
impresa del Crogiolo
impresa delle Ali
impresa della Tortorina
impresa del Guanto
In particolare in questa camera si può notare l'impresa della Salamandra di Federico II con il motto "QUOD HUIC DEEST ME TORQUET" ("Ciò che manca a costui tormenta me"), posta sopra al camino in marmo giallo e rosso di Verona.
Il duca si riferisce alla sua infuocata passione per l'amante Isabella Boschetti in contrasto col sangue freddo della salamandra, tipico dei rettili.
impresa della Salamandra posta sopra al camino
Anche sul camino di questa camera appare la scritta "Federico II quinto marchese di Mantova".

camino della Camera delle Imprese
scritta sopra al camino: "Federico II quinto marchese di Mantova"
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La prossima stanza è la Camera del Sole e della Luna.

Camera del Sole e della Luna
Come in altri casi, il nome della camera viene dall'affresco che decora la parte centrale della volta a schifo: i Carri del Sole e della Luna, metafora del continuo trascorrere del tempo.
Senza nessuna certezza l'affresco viene attribuito al Primaticcio, allievo di Giulio Romano.

I Carri del Sole e della Luna (attr. al Primaticcio)
particolare dell'affresco (il carro del Sole)
particolare dell'affresco (il carro della Luna)
Era questo un ambiente che introduceva alle sale appena percorse, una sorta di salottino.

Sono 192 i lacunari di forma a losanga o triangolare che decorano le vele della volta, e racchiudono su uno sfondo blu rilievi in stucco che raffigurano le imprese di Federico (Monte Olimpo e Salamandra), animali, uomini ed emblemi.

vele con lacunari
particolare dei lacunari
Le decorazioni a stucco posti nelle pareti risalgono al periodo napoleonico: sono calchi che riproducono sarcofaghi antichi o stucchi presenti nel palazzo.

rilievi in stucco (pannello di sarcofago con Storia di Medea)
rilievi in stucco (pannello di sarcofago con Amazznomachia)
rilievi in stucco (Storie della vita di David)
rilievo in stucco
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Si esce ora nella Loggia delle Muse, che prende il nome dagli stucchi raffigurati sulla volta.

Loggia delle Muse
Era questo un vestibolo nel quale venivano accolti gli ospiti per accedere al Cortile d'Onore e alle sale di rappresentanza.

archi della Loggia delle Muse
Nei lacunari della campata sono rappresentate le Muse, protettrici delle Scienze e delle Arti, circondate da emblemi e riproduzioni di geroglifici egiziani.

volta della Loggia delle Muse
particolare della volta
Nella lunetta della parete ovest è rappresentata la Fonte Ippocrene: lo zoccolo di Pegaso fece scaturire dalla siringa suonata da Apollo la fonte cara alle Muse.

parete ovest della loggia
lunetta: la Fonte Ippocrene
Nella lunetta della parete est è invece raffigurata la Ninfa Castalia: chi beveva alla fonte sacra alle Muse nella quale era stata trasformata da Apollo, diveniva un poeta.
Dalla vasca della fonte emerge un capo coronato d'alloro: è quello di Virgilio, poeta latino nato a Mantova, e la fanciulla appoggiata alla vasca è stata interpretata anche come la personificazione di Mantova.

parete est della loggia
lunetta: Ninfa Castalia
Nelle lunette si possono pure individuare gli strumenti applicati nelle arti e nelle scienze: la sfera armillare, una maschera teatrale, una penna, un calamaio, un libro.

Sotto le lunette sono dipinti stemmi dei Gonzaga retti da putti.

stemma gonzagesco (parete ovest)
stemma gonzagesco (parete est)
Sulla parete nord sono stati dipinti due episodi del mito di Orfeo ed Euridice.

Mito di Orfeo ed Euridice (Morte di Euridice)


































Mito di Orfeo ed Euridice (Orfeo incanta gli animali con la musica)
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S'accede poi ad uno degli ambienti di rappresentanza più noti del palazzo: la Sala dei Cavalli.

Sala dei Cavalli
Sala dei Cavalli
Quest'ambiente accoglieva gli ospiti.

Sulle pareti vi è dipinto un ordine architettonico: lesene corinzie e nicchie affrescate contenenti finte statue di divinità.

ordine architettonico della Sala dei Cavalli
finta statua di divinità (Vulcano)
finta statua di divinità (Venere)
finta statua di divinità (Marte)
finta statua di divinità (Giove)
finta statua di divinità (Giunone)
Sopra le finestre sono dipinti busti di personaggi.

finto busto di personaggio (Antinoo)
finto busto di personaggio (imperatore romano)
 
finto busto di personaggio (Cleopatra)























Tra le lesene, in grandi riquadri, sono raffigurati sei cavalli a grandezza naturale, cari ai Gonzaga, probabilmente alloggiati nelle scuderie preesistenti al palazzo.

cavallo dei Gonzaga
cavallo dei Gonzaga
cavallo dei Gonzaga ("Glorioso")
cavallo dei Gonzaga
Due di loro mantengono ancora la scritta del loro nome (Dario e Morel Favorito).

cavallo: Dario
cavallo: Morel Favorito
Sopra ai cavalli sono raffigurati finti rilievi in bronzo con le Fatiche di Ercole: Il Leone di Nemea, Il Toro di Creta, Il Cane Cerbero, L’Idra di Lerna (o Ercole nel Giardino dell'Esperidi), e poi Ercole e Anteo ed Ercole e Deianira
I rilievi furono realizzati da Rinaldo Mantovano e Benedetto Pagni, su disegno di Giulio Romano.

finto rilievo con le Fatiche di Ercole: Ercole e Deianira
finto rilievo con le Fatiche di Ercole: Il Cane Cerbero
finto rilievo con le Fatiche di Ercole: Ercole e Anteo
finto rilievo con le Fatiche di Ercole: L'Idra di Lerna (o Ercole nel Giardino dell'Esperidi)
finto rilievo con le Fatiche di Ercole: Il Toro di Creta
finto rilievo con le Fatiche di Ercole: Il Leone di Nemea
Sulla parte alta delle pareti corre un fregio con fogliami e putti.

fregio della parete
fregio della parete
fregio della parete
Il soffitto dorato su fondo blu (opera di Gasparo Amigoni), ha lacunari dipinti e decorati con rosoni alternati all'impresa del Monte Olimpo e della Salamandra.

soffitto della Sala dei Cavalli
particolare del soffitto della Sala dei Cavalli (rosoni, impresa della Salamandra e impresa del Monte Olimpo)
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La sala che segue è la più sontuosa del palazzo ed era destinata ad accogliere banchetti e gli ospiti più illustri: la Sala di Amore e Psiche.

Sala di Amore e Psiche
Gli affreschi della volta e delle lunette di questa sala prendono spunto dalla favola di Amore e Psiche tratta dalle "Metamorfosi" di Apuleio.

volta della Sala di Amore e Psiche
La narrazione parte dall'ottagono della volta della parete ovest (Psiche viene venerata dagli uomini come una dea per la sua bellezza), e segue senza ordine negli altri riquadri (Venere indica ad Amore la fanciulla Psiche perché la punisca facendola innamorare di un uomo orrendo / Il Vaticinio dell'Oracolo di Apollo sul destino di Psiche / L'Abbandono della Giovane su una Rupe / Il Sonno di Psiche / La Fanciulla alla Mensa di Cupido / La visita delle Sorelle / ...) e termina al centro della volta (Giove unisce in matrimonio Psiche e Amore).

Psiche venerata come una dea
Venere e Cupido
Padre di Psiche consulta l'Oracolo
Zefiro conduce Psico nel palazzo di Cupido
Psiche nel palazzo di Cupido
Psiche addormentata nella valle di Amore
Psiche dona regali alle sue sorelle
Psiche spia Cupido dormiente
Ninfa
Ninfa
Ninfa
Cupido
Giove unisce in matrimonio Psiche e Amore

 Nelle lunette:

Psiche aiutata dalle formiche seleziona i semi
Psiche con Giunone
Psiche davanti a Proserpina
L'Aquila di Giove raccoglie acqua dallo Stige con la brocca di Psiche
Cupido sveglia Psiche dal suo sonno mortale
Psiche raccoglie la lana d'oro
Psiche tormentata da Consuetudo, Tristitia e Sollecitudo
Dei dell'Olimpo
Mercurio
Psiche con Cerere
Venere, Giunone e Cerere
Venere punisce Cupido
A partire dalla parete est, sotto le lunette corre una cornice con l'iscrizione "HONESTO OCIO POST LABORES AD REPARANDAM VIRT[utem] QVIETI CONSTRVI MANDAVIT" che riporta i titoli di Federico II Gonzaga e quello che il palazzo rappresentava: il luogo per un "onesto ozio".

scritta della cornice
scritta della cornice
scritta della cornice
scritta della cornice
Gli affreschi sulle pareti sud e ovest descrivono i preparativi per un banchetto nuziale campestre.

parete sud: Banchetto nuziale campestre
parete ovest: Banchetto nuziale campestre
particolare del Banchetto nuziale campestre
particolare del Banchetto nuziale campestre
particolare del Banchetto nuziale campestre
particolare del Banchetto nuziale campestre
particolare del Banchetto nuziale campestre
particolare del Banchetto nuziale campestre
particolare del Banchetto nuziale campestre
particolare del Banchetto nuziale campestre
Sulle pareti nord ed est sono protagoniste altre favole mitologiche, i cui temi principali sono amori contrastati.
Sulla parete nord le scene rappresentate sono: il Bagno di Marte e Venere (a sinistra), Bacco e Arianna (al centro), Venere e Adone (a destra).

parete nord: il Bagno di Marte e Venere (a sinistra) / Bacco e Arianna (al centro) / Venere e Adone (a sinistra)
Il Bagno di Marte e Venere
particolare del Bagno di Marte e Venere
Bacco e Arianna
Adone e Venere
particolare di Adone e Venere
Sulla parete est invece: Giove e Olimpiade (a sinistra), Polifemo con Galatea e Aci (al centro), Pasifae e il Toro (a destra).

parete est (a sinistra: Giove e Olimpiade / al centro: Polifemo, Galatea e Aci / a destra: Posifae e il Toro)
Polifemo con Galatea e Aci
Il genere di pavimento "a terrazzo" settecentesco di questa sala si ritrova anche negli ambienti successivi.

pavimento a "terrazzo"
particolare del pavimento
particolare del pavimento
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La sala seguente viene denominata Sala dei Venti o dello Zodiaco.

Sala dei Venti o dello Zodiaco
L'ambiente ha una copertura suddivisa in losanghe entro cui sono stati affrescati o realizzati a stucco figure di Dei, Mesi e Venti.

Al centro della volta si trova l'impresa del Monte Olimpo.

centro della volta con l'impresa del Monte Olimpo, Marte, Nettuno, Diana e Mercurio
Le divinità che lo circondano sono: Giunone, Nettuno, Minerva, VenereApollo, Mercurio, Giove, Cerere, Marte e Diana, Vulcano e Vesta.

divinità: Apollo, Mercurio, Giove
divinità: Vulcano
divinità: Giunone, Nettuno, Minerva
particolare: Venere
In stucco a finto bronzo sono poi raffigurati i Segni dello Zodiaco, alternati alle personificazioni dei Mesi.

Parete ovest: Toro-Zoccolo del Toro: Gladiatori; Gemelli-Lepre: Ippomene e Atalanta; Cancro-Orione: Cacciatori.

Toro-Zoccolo del Toro / Gladiatori
Gemelli-Lepre / Ippomene e Atlanta
Cancro-Orione / Cacciatori
Parete nord: Cancro-Orione: Pescatori; Leone-Cane: Cacciatori di grandi belve; Vergine-Corona: L'offerta delle ghirlande; Bilancia-Saetta: La caccia agli uccelli acquatici; Scorpione-Altare: Sacerdoti.
 
Cancro-Orione / Pescatori
Leone-Cane / Cacciatori di grandi belve
Vergine-Corona / L'Offerta delle ghirlande
Bilancia-Saetta / La caccia degli uccelli acquatici
Scorpione-Altare / Sacerdoti
Parete est: Scorpione-Centauro: Auriga; Sagittario-Arturo: Prigionieri; Sagittario-Arturo: Custodi di palazzi regali

Scorpione-Centauro / Auriga
Sagittario-Arturo / Prigionieri
Sagittario-Arturo / Custodi di palazzi regali
Parete sud: Capricorno-Serpentario: Incantatore di Serpenti; Acquario-Aquila: Il generale vittorioso; Pesci-Balena: Pescatori di grandi pesci degli abissi; Ariete-Nave e Delfino: I navigatori; Ariete-Auriga: Musiche di pastori.

Capricorno-Serpentario / Incantatore di Serpenti
Acquario-Aquila / Il generale vittorioso
Pesci-Balena / Pescatori di grandi pesci degli abissi
Ariete-Nave e Delfino / I navigatori
Ariete-Auriga / Musiche di pastori
Nei sedici medaglioni sono rappresentati gli Oroscopi, gli effetti degli astri sulla vita degli uomini.
Sulla porta della parete sud vi è un'iscrizione in latino di Giovenale "DISTAT ENIM QVAE SYDERA TE EXCIPIANT", che tradotta dice: "Dipende infatti da quali stelle ti ricevano [quando nasci]".

scritta in latino della Camera dei Venti o dello Zodiaco
Le personificazioni dei Venti, dai quali la sala prende nome, si trovano rappresentate nella parte bassa della volta.

personificazioni dei venti
personifazioni dei venti
Il camino in marmo Brentonico, reca i titoli di Federico.

camino della sala dei Venti
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Subito dopo si entra nella Sala delle Aquile o di Fetonte, la camera da letto di Federico.

Sala delle Aquile o di Fetonte
Questa sala prende il nome dalle quattro aquile nere con le ali spiegate, poste in nicchie a conchiglia ai quattro angoli della stanza.

un'aquila della decorazione
La volta ha decorazioni dipinte e a stucchi.
Nell'ottagono centrale è raffigurata la Caduta di Fetonte.

Caduta di Fetonte
Il Primaticcio è l'artista che ha realizzato il tralcio di vite con putti e i riquadri a bassorilievo:
- Giove, mutatosi in toro, rapisce Europa (angolo est-sud)

Giove mutatosi in toro rapisce Europa
- Mercurio dinanzi a Giove, Giunone e Nettuno (angolo sud-ovest)

Mercurio dinanzi a Giove, Giunone e Nettuno
- Plutone rapisce Proserpina (angolo ovest-nord)

Plutone rapisce Proserpina
- Nettuno rapisce Anfitrite (angolo nord-est).

Nettuno rapisce Anfitrite
Sopra ai peducci ornati con arpie poggiano lunette con raffigurazioni di scene mitologiche e rilievi.

lunetta, bassorilievi e arpie
lunetta con scene mitologiche
lunetta con scene mitologiche
lunetta con scene mitologiche
lunetta con scene mitologiche
Nelle fasce affrescate sottostanti s'individuano: il Combattimento tra animali e mostri (parete est), la Battaglia marina (parete sud), l'Amazzonomachia (parete ovest), la Centauromachia (parete nord).

Centauromachia
Amazzonomachia
Battaglia marina
Combattimento tra animali e mostri
Il fregio delle pareti è ornato da tre busti marmorei femminili di età romana, da trofei a stucco e da ovali raffiguranti: Davide con la testa di Golia, Vittoria che scrive sullo scudo, Giuditta con la testa di Oloferne, Ercole.

busto femminile (Manilia Scantilla o Didia Clara)
busto femminile (Octalia Severa)
busto femminile (Faustina Maggiore)
trofei a stucco
trofei a stucco
trofei a stucco
trofei a stucco
Giuditta con la testa di Oloferne
Vittoria alata che scrive su uno scudo
Il camino è in marmo lumachella (con due salamandre che scendono verso la bocca), mentre le mostre delle porte sono in marmo greco "portasanta".

camino della Sala delle Aquile o di Fetonte
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Si esce nuovamente in uno spazio aperto, tra il Cortile d'Onore e il giardino: la Loggia di David (durante la nostra visita parzialmente in restauro).

Loggia di David
Sulla volta a botte e sulle lunette sono raffigurate le scene delle Storie di David che danno nome alla loggia.
La storia del re d'Israele David che innamorato di Betsabea manda a morire il marito di lei Uria, può essere paragonata al comportamento che ebbe Federico nei riguardi del marito della sua amata Isabella Boschetti. 
Nelle lunette sono raffigurate le scene:
- David e Golia 

David e Golia
- David lotta contro un leone

David lotta contro un leone
 - David lotta contro un orso 

David lotta contro un orso
 - David suona la cetra 

David suona la cetra
I medaglioni a stucco che fregiano le lunette delle testate raffigurano gli stessi temi.

Sugli esagoni della volta sono invece dipinte:
- La toeletta di Betsabea
 
La Toeletta di Betsabea
- Il bagno di Betsabea

Il Bagno di Betsabea
- L'ebbrezza di Uria.

L'Ebrezza di Uria
Sulla lunetta della parete ovest si trova raffigurato lo stemma Gonzaga, mentre nei pennacchi degli archi son state realizzate a stucco delle Vittorie.

I tre archi che permettono di accedere al giardino e alle pescherie sono sostenuti da gruppi di quattro colonne, mentre vi è un solo arco che permette di uscire sul Cortile d'Onore.

Sotto alla loggia vi sono nicchie che prevedevano l'inserimento di statue di condottieri, mai avvenuto.
Vennero invece realizzate sotto Carlo II Gonzaga Nevers (XVII secolo), le 14 statue che impersonificano le Virtù.

Figura femminile con violino, aquila e tamburello (a sinistra) e Figura femminile con corona di fiori (a destra)
Onestà (a sinistra) e Figura femminile laureata (a destra)
Figura femminile con pilastro e protome di ariete (a destra)
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Oltrepassata la Loggia di David si accede alla Sala degli Stucchi.

Sala degli Stucchi
La sala prende il nome dalle figurazioni plastiche in stucco a soggetto mitologico che decorano la volta a botte a lacunari e le vicine lunette.

I 25 riquadri della volta, simili a cammei, raffigurano temi classici.

volta della Sala degli Stucchi
Nelle lunette sono raffigurati Marte ed Ercole sovrastati dalle Vittorie.

Marte e Vittorie
Ercole e Vittorie
Lungo la parte alta delle pareti corre un fregio a due registri nel quale viene raffigurato un corteo militare in marcia (in totale 60m e 500 figure), che ricorda immediatamente la Colonna Traiana o la Colonna di Marco Aurelio a Roma.

fregio
fregio
fregio
fregio
fregio
particolare del fregio: l'Imperatore
particolare del fregio
Gli autori di queste decorazioni sono Francesco Primaticcio e Giovan Battista Mantovano.
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La sala che segue viene chiamata la Sala degli Imperatori.

Sala degli Imperatori
La denominazione della sala deriva dall'affresco al centro della volta a schifo che rappresenta Cesare C fa bruciare le lettere di Pompeo (come narrato da Plinio), e dai ritratti di imperatori e guerrieri romani posti nelle vele: Alessandro Magno (parete est), Giulio Cesare, Signifer o portainsegne (parete sud), Augusto (parete ovest), Guerriero, Filippo di Macedonia (parete nord).

Cesare fa bruciare le lettere di Pompeo
Augusto
Guerriero


Filippo di Macedonia
Alessandro Magno
Giulio Cesare


Guerriero
Nei tondi invece sono rappresentate episodi storici:
- Alessandro Magno ripone l’Iliade in uno scrigno (sottratta al nemico vinto Dario, re di Persia)

Alessandro Magno ripone l'Iliade in uno scrigno
- La continenza di Scipione (Scipione rinuncia a trattenere una giovane prigioniera).

La continenza di Scipione
Sono anche presenti, negli angoli della volta sorrette da Vittorie alate e Putti, le imprese gonzagesche del Boschetto, Monte Olimpo, Salamandra e Zodiaco.

impresa del Boschetto
impresa dello Zodiaco
impresa della Salamandra
impresa del Monte Olimpo
Il fregio originale è andato perduto ed è stato sostituito da un tardo settecentesco.

fregio settecentesco
fregio settecentesco
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Un'altra sala molto conosciuta del palazzo è quella in cui si accede in questo punto del percorso di visita: la Sala dei Giganti.

Sala dei Giganti
Gli affreschi che avvolgono questa sala dalla volta alle pareti sono stati ispirati dall'episodio della Caduta e rovina dei Giganti colpiti dall'ira di Zeus, tratto dalle "Metamorfosi" di Ovidio.
Nella volta s'individuano le divinità dell'Olimpo e Giove che scende dal suo trono per scagliare i suoi fulmini contro i Giganti.

volta della Sala dei Giganti
particolare della volta: trono di Giove
particolare della volta: Giove scaglia i fulmini insieme a Giunone
particolare della volta:Cibele, Ercole e Vulcano
particolare della volta: Apollo
particolare della volta: Minerva e Aurora
particolare della volta: Diana, Giano, Cronos e la madre dei Giganti
particolare della volta: Venere e Amore
Sulle pareti sono raffigurati i Giganti che periscono sotto la caduta dei massi della montagna, dal crollo di un edificio o travolti dall'acqua impetuosa.

parete est: Tifeo schiacciato sotto le montagne siciliane, Plutone, le Furie e un Ciclope
particolare della Caduta dei Giganti
particolare della Caduta dei Giganti
particolare della Caduta dei Giganti
Il pavimento (oggi perduto), era formato da ciottoli che venivano riproposti alla base delle pareti per creare una continuità col resto della decorazione.
Nel secondo Settecento Paolo Pozzo ha realizzato il pavimento odierno.

pavimento settecentesco
Un camino monumentale serviva con i suoi bagliori ad accentuare i toni rosso-bruni dell'affresco.

CURIOSITÀ: Attraverso la riflessione delle onde sonore nella volta, la voce si trasmette amplificata da un angolo a quello diametralmente opposto.
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Dopo questa sala si può visitare l'ala napoleonica, l'ala privata del palazzo, una serie di ambienti che furono ridecorati nell'Ottocento con decorazioni a grottesche e stucchi.

Nel Camerino a Crociera la volta fu affrescata nel 1534 da Luca da Faenza.

volta del Camerino a Crociera
 Biagio de Conti e Benedetto di Bertolo si occuparono di realizzare gli stucchi a secco.
Andrea de Conti fece le foglie d'acanto dei peducci.
Le decorazioni a grottesche della volta furono dipinte da Gerolamo da Pontremoli.

stucchi del Camerino a Crociera
Gerolamo staffieri invece decorò la parte bassa delle pareti a finto marmo e stucchi nel 1813.
 
decorazione a finto marmo ottocentesca
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Segue un altro piccolo ambiente, il Camerino delle Grottesche.

volta del Camerino delle Grottesche
Il piccolo ambiente è coperto da una volta a padiglione ottagonale.
Le grottesche furono eseguite da Luca da Faenza, mentre le incorniciature a stucco da Andrea de Conti.

particolare della decorazione a grottesche della volta
Gerolamo da Pontremoli ha probabilmente realizzato il tondo con Amore attorniato da grottesche del sottarco della finestra.

decorazione con Amore del sottarco della finestra
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Il terzo piccolo ambiente è il Camerino di Venere decorato da Gerolamo da Pontremoli e Luca da Faenza.

Camerino di Venere
In questa stanza si trovava una scala che conduceva alla stufetta, il bagno privato di Federico.
Al centro della volta è dipinta la Toeletta di Venere.
Putti portano in volo alla dea gli oggetti per rendersi bella.

volta con al centro dipinta la Toeletta di Venere
Alla base della volta è scomparsa la decorazione a stucco di Andrea e Biagio Conti.
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La camera che segue è chiamata la Camera dei Candelabri.

Camera dei Candelabri
La decorazione delle pareti e del soffitto è neoclassica perché realizzata nel 1813 dallo Staffieri.

decorazione neoclassica
decorazione neoclassica
decorazione neoclassica
decorazione neoclassica
decorazione neoclassica
Neoclassici sono anche gli ornati del soffitto.

soffitto della camera
Di Giulio Romano è invece il fregio ripartito con candelabri in stucco, opera realizzata da Giovan Battista Scultori e Nicolò da Milano.
Agostino da Mozzanica è l'autore dei dipinti.

fregio
Tra un candelabro e l'altro vi sono rappresentazioni di personaggi mitologici, della storia romana e biblici, virtuosi e viziosi.
La stanza è decorata negli angoli da trionfi di armi e prigionieri barbari in stucco.

Trionfi di armi e prigionieri barbari
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Segue la Camera delle Cariatidi.

Camera delle Cariatidi
Sono contemporaneamente presenti nella sala decorazioni originali (stucchi di Nicolò da Milano nei tondi della parte più alta del fregio), neoclassiche (pareti a finto marmo) e stucchi cinquecenteschi di reimpiego, provenienti da Palazzo Ducale (i Telamoni, le Cariatidi e i pannelli che raffigurano le Tre parti del giorno, provenienti dall'Appartamento vedovile di Isabella d'Este in Corte Vecchia e dall'Appartamento di Troia in Corte Nuova).

fregio della camera
Cariatidi e Telamoni
Cariatidi e Telamoni
Cariatidi e Telamoni
L'Aurora
Il Giorno
La Notte
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L'ambiente successivo è la Loggia Meridionale.

Loggia Meridionale
E' uno spazio speculare a quello della Loggia delle Muse, posta sul lato settentrionale del Cortile d'Onore.
Rimase incompiuta, e l'aspetto attuale risale agli interventi di fine Settecento su disegno di Paolo Pozzo.

statua di Apollo
In questa loggia trova posto un modellino di Palazzo Te ricostruito su disegni eseguiti nel 1567.

modellino di Palazzo Te
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Ultimo ambiente di quest'ala del palazzo è la Camera delle Vittorie.

Camera delle Vittorie
La camera prende il nome da due Vittorie alate che ne occupano due angoli; gli altri due angoli sono occupati da due Figure allegoriche della Fama.

Fama
Vittoria alata
Il fregio è decorato da finte pietre dure con grottesche.
E' suddiviso in comparti ovali nei quali si trovano stucchi e busti in clipei (stucchi di Nicolò da Milano e pitture di Agostino da Mozzanica).

fregio
I lacunari del soffitto in legno ospitano scene di vita quotidiana viste da sotto in su.

lacunare: Fanciulla che si pettina
lacunare: Donna che spulcia un bambino
lacunare: Fanciulla che posa un vaso su una balaustra
lacunare: Donna che stende una camicia
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Si può attraversare il Cortile d'Onore, per raggiungere la Loggia di David e accedere al giardino.

Cortile d'Onore
Il  cortile segue un ordine dorico su semicolonne di marmo lasciate grezze, sormontate da una trabeazione dorica.

facciata occidentale del cortile
facciata settentrionale del cortile con la Loggia delle Muse
Le superfici delle parete sono decorate con un bugnato rustico.
Tra le semicolonne vi sono delle nicchie.

Delle decorazioni pittoriche dipinte nel cortile rimane solo qualche lacerto.

decorazioni pittoriche del Cortile d'Onore
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In età neoclassica venne costruito il frontone triangolare che corona oggi la Loggia di David sul lato del giardino (durante la nostra visita si stavano compiendo lavori di restauro che celavano la visuale), viene eliminata la loggetta dell'attico e sostituita da una balconata.

frontone della Loggia di David sul lato giardino (foto da foto)
Usciti sul giardino si oltrepassa un pontile su costruzioni a volta posto per sorpassare le peschiere, destinate un tempo a ospitare pesci.

giardino
pontile sulle peschiere
Il giardino è chiuso sul lato sud da un lungo edificio che in passato fungeva da Fruttiere, un luogo dove ricoverare d'inverno le piante ornamentali e di agrumi, oggi divenuto uno spazio espositivo.

Sul fondo del giardino fronteggia la Loggia un'esedra, opera di Niccolò Sebregondi (1451), che in origine separava il giardino dal parco, mentre oggi delimita il complesso del palazzo.

esedra
esedra
decorazione delle paraste e dei pilastri dell'esedra
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Sull'angolo nord-est del giardino si trova l'Appartamento del Giardino Segreto o della Grotta, voluto da Federico II come luogo privato più intimo.

L'appartamento si sviluppa intorno ad un giardino, come aveva voluto la madre di Federico II, Isabella d'Este, per il suo appartamento vedovile in Corte Vecchia a Palazzo Ducale.

Varcato l'ingresso dell'edificio si entra nel Vestibolo a pianta ottagonale.

volta a padiglioni del Vestibolo
La volta a padiglioni, che copre il piccolo ambiente, è decorata a grottesche.
Nell'ottagono centrale vi sono raffigurati putti che vendemmiano, mentre in due vele compare l'impresa del Monte Olimpo.

volta: putti che vendemmiano
volta: impresa del Monte Olimpo
Bocchette per giochi d'acqua sono mascherate tra i ciottoli di fiume che costituiscono il pavimento.

pavimentazione a ciottoli del Vestibolo
Il Vestibolo mette in comunicazione la loggia del giardino con la Camera di Attilio Regolo.

accesso alla loggia
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La Camera di Attilio Regolo, a pianta quadrata, prende il nome dal condottiero romano rappresentato sulla volta.

volta della Camera di Attilio Regolo
Occupa la parte centrale della volta l'Allegoria del buon Governo.

Allegoria del buon Governo

Nelle vele sono raffigurati episodi eroici dell'antichità: Il supplizio di Attilio Regolo, Il giudizio di Zaleuco, La clemenza di Alessandro Magno, Orazio Coclite.

Il supplizio di Attilio Regolo
Il giudizio di Zaleuco
 La clemenza di Alessandro Magno
Orazio Coclite
In rettangoli sono invece rappresentate le Virtù Cardinali: Prudenza, Giustizia, Carità, Fortezza.

Prudenza
Giustizia


Carità

Fortezza
I bassorilievi a stucco delle pareti rappresentano Virtù.
Sono invece settecentesche le decorazioni delle pareti, i pavimenti e il camino.

decorazioni settecentesche delle pareti
I due ambienti attigui a questa camera, la Camera Grande e un Camerino, che rappresentavano l'originale accesso all'appartamento, sono stati distrutti.
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Rientrati nel Vestibolo si esce nella Loggia.

Loggia
La loggia, con volta a botte, si apre sul giardino con aperture architravate limitate da colonne in marmo.

Sulle pareti si alternano decorazioni a grottesche e scene mitologiche.

putti vendemmiatori
grottesche e scena mitologica
grottesche e scena mitologica
grottesche e scena mitologica
grottesche e scena mitologica
grottesche e scena mitologica
grottesche e scena mitologica
La parete lunga è divisa in tre comparti.


Nei due riquadri dei comparti laterali sono raffigurati Bacco e Arianna e Sileno sulla biga.

Bacco e Arianna
Sileno su biga
Nel comparto centrale è invece dipinto il Corteo nuziale di Peleo e Teti.
Al di sopra e al di sotto di questo pannello si ritrovano le imprese del Monte Olimpo e del Boschetto.

Corteo nuziale di Peleo e Teti / in alto: impresa del Monte Olimpo
La volta è divisa i nove riquadri dipinti nei quali sono narrati episodi di una storia di carattere morale sul destino umano, di cui non si conoscono le fonti.
Anche le due lunette dei lati corti della loggia trattano il medesimo tema.

scena che decora la volta
scena che decora la volta
scena che decora la volta (Lavori nei campi)
scena che decora la volta
scena che decora la volta
scena che decora la volta
scena che decora la volta
scena che decora la volta (L'anima portata in cielo)
scena che decora la volta
lunetta
lunetta (Il riposo)
Sul pavimento sono state disegnate coi ciottoli di fiume le imprese gonzagesche.

pavimento: imprese gonzagesche
pavimento: imprese gonzagesche
pavimento: imprese gonzagesche
Oltre il lato orientale della Loggia si trova una piccola loggetta.

apertura verso la Loggetta
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La loggia si apre su un Giardino segreto di forma rettangolare.

Giardino Segreto
Giardino Segreto
Originariamente i muri del giardino erano decorati con pitture paesaggistiche, delle quali rimane ben poca traccia.

lato del giardino con fregio dipinto
particolare della decorazione pittorica del giardino
Su tre lati del giardino in un fregio s'alternano erme e nicchie.

alternarsi di nicchie ed erme nel fregio
erme
Le nicchie poi erano, in modo alternato, dipinte o decorate a stucco con soggetti tratti dalle "Favole" di Esopo:
- parete  sud: L’asino e il cane, favola scomparsa, favola scomparsa, Il leone e il topo
 
parete sud: L'Asino e il cane
parete sud: Il leone e il topo
- parete ovest: favola scomparsa, La volpe e il corvo, favola scomparsa, La volpe e la cicogna, favola scomparsa, Il cavallo e il leone, favola scomparsa, La mosca e l’uomo calvo.

parete ovest: "Il cavallo e il leone" / "La mosca e l’uomo calvo"
parete ovest: "La volpe e il corvo" / "La volpe e la cicogna"
- parete nord: Il cane con un pezzo di carne, Il lupo e la testa scolpita, favola scomparsa, Il leone e il pastore, Il pastore e il lupo

parete nord: "Il cane con un pezzo di carne" / "Il lupo e la testa scolpita"
parete nord: "Il leone e il pastore" / "Il pastore e il lupo"
Una nicchia è dedicata al cagnolino di Federico II.

nicchia dedicata al cagnolino di Federico II
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Infine, in fondo al piccolo giardino si trova l'apertura, incorniciata da rocce naturali, della Grotta.

Grotta (volta dell'aula maggiore)
La Grotta, costituita da due ambienti comunicanti, fu voluta tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento da Vincenzo I Gonzaga, e terminata dal figlio Ferdinando.

Grotta (aula minore)

La decorazione delle pareti e delle volte è composta da conchiglie, concrezioni rocciose, cristalli, pietre colorate, madreperle e stucchi.
Movimentavano l'ambiente giochi d'acqua.

pavimento della Grotta
Nelle quattro nicchie dell'ambiente maggiore si trovano raffigurate alcune imprese gonzagesche: le C accostate, Crogiolo, Crescente lunare con il motto SIC, Fenice.

nicchia con l'impresa del Crogiolo
nicchia con l'impresa del Crescente lunare e il motto SIC
nicchia con l'impresa della Fenice
nicchia con l'impresa delle C accostate
Le porte sono sormontate da pitture che riproducono cavalli marini.

porta della Grotta
sovrapporta: Cavalli marini
sovrapporta: Cavalli marini
Sulla volta a botte dell'ambiente più piccolo sono rappresentate in tre ottagoni episodi della Storia di Alcina, tratta dall’"Orlando Furioso" dell’Ariosto: La pesca di Alcina (parete ovest), Alcina accoglie i cavalieri (al centro), La fuga di Alcina con Astolfo (parete est).

volta dell'ambiente più piccolo della Grotta: Alcina accoglie i cavalieri
volta dell'ambiente più piccolo della Grotta: La fuga di Alcina con Astolfo
volta dell'ambiente più piccolo della Grotta: La pesca di Alcina
Nelle nicchie dell'aula minore sono invece dipinti i quattro elementi: pianta fiorita-terra, cratere fiammeggiante- fuoco, uccelli-aria, delfino-acqua.

nicchia: uccelli-aria
nicchia: delfino-acqua


































Al di sopra delle nicchie due riquadri propongono battaglie marine.

L'Appartamento del Giardino Segreto, dopo essere stato luogo di riposo e meditazione dei Gonzaga, ha subito dei deterioramenti per gli agenti atmosferici, ma anche e soprattutto per l'uso improprio che se ne fece: magazzino, caserma, abitazione, osteria.

Al piano superiore del palazzo si trova il Museo di Palazzo Te comprendente la Collezione Mondadori (con opere di Armando Spadini e Federico Zandomeneghi), la Collezione Mesopotamica "Ugo Sissa", la Raccolta Egizia (collezionata da Giuseppe Acerbi) e la Sezione Gonzagesca (monete, medaglie, punzoni, pesi, misure).

                               Per mancanza di tempo il museo non è stato da noi visitato.


A questo punto non resta che guadagnare l'uscita.

www.palazzote.it
Orari:
ora solare       lunedì                     13.00/18.30
                       martedì/domenica    9.00/18.30
ora legale       lunedì                     13.00/19.30
                       martedì/domenica    9.00/19.30
Costo:            12€   Palazzo Te + Palazzo San Sebastiano (validità 3 mesi)
biglietto compreso nella MANTOVA CARD
GRATIS il lunedì successivo alla prima domenica del mese 


CONCLUSIONI
Palazzo Te è una delle ville suburbane rinascimentali italiane più belle, un capolavoro dell'architettura manierista.
Giulio Romano, artefice unico di Palazzo Te, ha saputo coniugare nella sua opera materiali poveri, marmi preziosi e dorature, elementi architettonici classici e geniali soluzioni compositive.
Per questo l'Aretino definì il lavoro di Giulio Romano "modernamente antico e anticamente moderno".
Ogni stanza è una sorpresa, ogni stanza è diversa dalle altre.
Si possono passare ore ammirando ogni dettaglio, studiato nei minimi particolari, ed avere ancora voglia di proseguire il percorso di visita per perdersi nei temi e nei colori dei disegni del grande maestro Giulio Romano.

2 commenti:

Unknown ha detto...

Da far girare la testa dalla bellezza... Complimenti per i reportage dettagliatissimi che condividete con tutti noi amanti dell'arte e del bello!

Raffaella ha detto...

Grazie per l'attenzione e per i complimenti!

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