venerdì 14 dicembre 2018

Napoli: il Teatro S.Carlo


Uno dei più prestigiosi e famosi teatri lirici al mondo si trova a Napoli: è il Teatro S.Carlo.
E' anche uno dei più antichi teatri ancora attivi ed uno dei più capienti In Italia (oggi sono disponibili 1386 posti).
Il Teatro S.Carlo fu costruito 41 anni prima del Teatro alla Scala di Milano e 55 anni prima del Teatro La Fenice di Venezia.
ingresso alla platea del teatro
Per volere di re Carlo di Borbone fu infatti fatto costruire e fu inaugurato il 4 novembre 1737, onomastico del re e ricorrenza del Santo dal quale il teatro prese il nome, con l' "Achille in Sciro", musiche di Domenico Scarro e libretto di Pietro Metastasio.

storia del Teatro S.Carlo scritta nel portico d'accesso al teatro
Il teatro fu progettato da Giovanni Antonio Medrano (Colonnello Reale dell'Esercito) e realizzato da Angelo Carasale (già direttore del Teatro S.Bartolomeo), e costruito a fianco del lato Nord del Palazzo Reale in soli 8 mesi, prendendo il posto del piccolo Teatro S.Bartolomeo e divenendo il simbolo della grande capitale borbonica ed europea che fu Napoli.

doppia rampa di scale d'accesso alla sala del teatro
corridoio d'accesso alla platea del teatro
La forma a ferro di cavallo del Teatro S.Carlo (tipica di quello che fu chiamato Teatro all'italiana), rappresentò il modello di altri importanti teatri lirici: un'ampia platea (22 X 28 X 23m), un lungo palcoscenico (35m), 5 ordini di palchi (con un totale di 184 palchi) più il loggione, un grande palcoscenico (34 X 33 m) e un palco reale (con una capienza di 10 posti).

pianta del Teatro S.Carlo
palco reale
palcoscenico del Teatro S.Carlo
palchi del Teatro S.Carlo
corridoio d'accesso ai palchi
CURIOSITA': i Napoletani sono famosi anche per essere superstiziosi, ed è per questo che non esiste il palco N°17 ma tra il palco N° 16 e il palco N° 18 ve ne'è uno chiamato 16 Bis.

palco 16 Bis
CURIOSITA': quando il teatro fu inaugurato il re si lamentò perché non poteva accedere al palco reale direttamente dal suo palazzo.
Così l'impresario fece realizzare un passaggio in sole tre ore, il tempo in cui il re assistette allo spettacolo!

Nel 1767 a Ferdinando Fuga fu affidato il rinnovamento del teatro in occasione delle nozze tra Ferdinando IV e Maria Carolina.
A Ferdinado Fuga si deve l'istallazione nei palchi di specchi dotati di torciere con candele per amplificare per riflessione la luminosità della sala.

CURIOSITA': questi specchi sono inclinati, per riflettere il palco reale. Vigeva infatti la regola non scritta che gli spettatori non potevano applauidire o chiedere il bis se non lo avesse fatto prima il re.

specchi nei palchi
Nel 1778 venne ridisegnato da Ferdinando Fuga il boccascena, con l'aggiunta dei palchi di proscenio, mentre nel 1797 Domenico Chelli restaurò le decorazioni.

palchi del proscenio
Durante il periodo della Repubblica Partenopea del 1799 si ebbe un uso improprio del teatro: si svolsero qui spettacoli equestri che portarono dei danni. 

Durante il periodo di governo di Gioacchino Murat (divenuto re di Napoli), il teatro fu ristrutturato da Antonio Niccolini (1809), caposcuola del Neoclassicismo napoletano che realizzò all'interno ambienti di ristoro e all'esterno la facciata neoclassica (ispirandosi a Villa di Poggio Imperiale a Firenze), con pronao a bugnato, a cinque archi, per accogliere vetture al coperto.

facciata del Teatro S.Carlo con pronao sormontato da una galleria ionica
portico della facciata del Teatro S.Carlo
Il Fuga trasse ispirazione per questo portico carrozzabile sostenuto da pilastri da quello realizzato dal Piermarini per il Teatro alla Scala di Milano.

Il pronao è sormontato da una galleria di ordine ionico, il ridotto del teatro, una sala tetrastila con decorazioni vegetali in oro, affiancata da ambienti usati un tempo come sale da gioco: l'impresario del teatro di quell'epoca, Domenico Barbaja, era anche un appaltatore di giochi d'azzardo.
La galleria divenne poi nel 1822 sede dell'Accademia dei Cavalieri e poi dal 1861 sede del Circolo dell'Unione.

La facciata principale presenta dei rilievi in stucco che raffigurano il Parnaso, il Mito di Orfeo, Euripide e Soflocle, opera di Angelo Viva.

rilievo in stucco sulla facciata principale del Teatro S.Carlo (Angelo Viva)
rilievo in stucco sulla facciata principale del Teatro S.Carlo (Angelo Viva)
rilievo in stucco sulla facciata principale del Teatro S.Carlo (Angelo Viva)
rilievo in stucco sulla facciata principale del Teatro S.Carlo (Angelo Viva)
rilievo in stucco sulla facciata principale del Teatro S.Carlo (Angelo Viva)
E' presente invece sull'arcosolio centrale del frontone il gruppo scultoreo della Triade della Partenope (Partenope, posta nella scultura tra i geni della Commedia e della Tragedia, era la sirena che incoronava poeti e musicisti).

Triade della Partenope

La facciata che fronteggia Piazza Trieste e Trento fu realizzata dopo la demolizione del Palazzo Vecchio nel 1843.

Piazza Trieste e Trento con la facciata laterale ovest del Teatro S.Carlo
facciata laterale ovest del Teatro S.Carlo
facciata est del Teatro S.Carlo
Purtroppo nel 1816 un incendio distrusse il S.Carlo e lo stesso Niccolini si occupò della ricostruzione del teatro tale e quale a quello di prima, portando i posti a sedere a 2500.

Giuseppe Cammarano dipinse il soffitto della sala del teatro come ancora lo vediamo: una tela di 500mq con la rappresentazione di Apollo che presenta a Minerva i più grandi poeti del mondo.
Tra i poeti vi sono Virgilio, Omero e Dante accompagnato da Beatrice.

soffitto del teatro: Apollo che presenta a Minerva i più grandi poeti del mondo (Giuseppe Cammarano)
particolare del soffitto: Apollo che presenta a Minerva i più grandi poeti del mondo (Giuseppe Cammarano)
particolare del soffitto: Apollo che presenta a Minerva i più grandi poeti del mondo (Giuseppe Cammarano)
particolare del soffitto: Apollo che presenta a Minerva i più grandi poeti del mondo (Giuseppe Cammarano)
particolare del soffitto: Apollo che presenta a Minerva i più grandi poeti del mondo (Giuseppe Cammarano)
particolare del soffitto: Apollo che presenta a Minerva i più grandi poeti del mondo (Giuseppe Cammarano)
Camillo Guerra e Gennaro Maldarelli si occuparono delle decorazioni.
Le balaustre dei palchi sono in legno di tiglio.
Ogni tre palchi ve ne è uno decorato con putti, cornucopie, sirene, strumenti musicali realizzati a bassorilievo.

decorazioni delle balaustre dei palchi
decorazioni delle balaustre dei palchi
bassorilievi dei palchi con Putti
bassorilievi dei palchi con Putti
Tra le decorazioni realizzate vi sono anche il bassorilievo e l'orologio ad acqua nel sottarco del proscenio dove il Tempo indica lo scorrere delle ore mentre la Sirena delle arti tenta di trattenerle (vale a dire che l'arte non ha tempo).

sottarco del proscenio: orologio e stemma
orologio del proscenio
stemma del Regno delle Due Sicilie dell'arco del proscenio (sostituito a quello saubaudo nel 1980)
CURIOSITA': questo orologio ha la particolarità di avere le lancette fisse su un quadrante che ruota.

Il palco reale è riccamente decorato con due Vittorie alate e con un panneggio in cartapesta, ed è sovrastato da una corona.

decorazioni del palco reale: Vittorie alate, panneggio, corona e balconata con stemma
palco reale
decorazioni del soffitto del palco reale
Il palco reale poteva accogliere dieci persone sedute.

veduta dal palco reale
particolare del panneggio in cartapesta del palco reale
particolare di una Vittoria alata del palco reale
illuminazione del palco reale
illuminazione del palco reale
ingresso al palco reale

Il 12 gennaio 1817, giorno della riapertura del teatro, era presente anche Stendhal che disse queste parole:
"Gli occhi sono abbagliati, l’anima rapita (...) non c’è nulla in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la più pallida idea".
Dopo l'abbattimento del Palazzo Vecchio tra il 1838 e il 1842 fu realizzata la facciata laterale del teatro su progetto di Francesco Gavaudan e Pietro Gesuè.

Nel 1844 i palchi e il sipario che un tempo erano azzurri (bleu de ciel foncè) con decorazioni in argento e oro (colori ufficiali della casa reale borbonica), furono cambiati con tappezzerie rosse e decorazioni oro, tipici degli altri teatri europei.

Nel 1854 venne dipinto da Giuseppe Mancinelli e Salvatore Fergola il sipario di gala attuale con la raffigurazione del Parnaso, dove le Muse e Omero sono raffigurati tra poeti e musicisti (durante la nostra visita era purtroppo coperto!).

Nel 1872 su suggerimento di Giuseppe Verdi fu costruito il cosiddetto "Golfo mistico", la buca dove si colloca l'orchestra.

parte del palcoscenico che si trasforma in "Golfo mistico"
sottopalco con elevatori che permettonono al proscenio di scendere e lasciare il posto all'orchestra
Nel 1937 venne realizzato sul lato dei giardini reali il foyer, chiamato anche Salone degli specchi, su disegno di Michele Platania.
Era collegato ai giardini tramite una doppia rampa di scale.
Il foyer venne distrutto dai bombardamenti nel 1943 e poi ricostruito.

ingresso e scalinata d'accesso al foyer
foyer
foyer

I conflitti bellici portarono dei danni alla struttura del teatro, ma dopo la seconda guerra mondiale fu il primo teatro a riaprire.

Il 27 marzo 1969 il gruppo scultoreo della Triade della Partenope si sgretolò per la pioggia insistente, ma ne venne poi ricollocata una copia nel 2007.

Il nuovo foyer, posto sotto la sala teatrale, è stato realizzato invece durante l'ultimo restauro del 2009.

piccolo foyer
Al Teatro S.Carlo inizialmente venne rappresentata solo l'opera seria, nella quale i temi portanti sono il dramma e le passioni umane.

Furono ospiti del teatro Georg Friedrich Händel, Frank Joseph Haydn, Wolfgang Amadeus Mozart (1778).

Accolse uno dei più importanti esponenti della scuola musicale napoletana: Domenico Cimarosa.

statua di Domenico Cimarosa
Fu direttore musicale dal 1815 al 1822 Gioacchino Rossini, che visse ospite nel palazzo di famiglia (in Via Toledo) dell'allora impresario del teatro Domenico Barbaja.

busto di Domenico Barbaja
Palazzo di Domenico Barbaja dove visse Gioacchino Rossini
Dopo della fuga da Napoli di Rossini con la moglie di Barbaja, fu direttore musicale del Teatro S.Carlo Gaetano Donizzetti (dal 1822 al 1838).

Nel 1819 fu ospite del teatro Niccolò Paganini e nel 1826 Vincenzo Bellini.

Collaborò con  il Teatro S.Carlo Giuseppe Verdi, che dovette a volte cambiare titolo o ambientazione alle sue opere per motivi di censura (fu chiamata "Violetta" la "Traviata", "Lionello" il "Rigoletto", "Orietta di Lesbo" la "Giovanna d'Arco", "Batilde di Turenna" i "Vespri siciliani").

busto di Giuseppe Verdi
Si esibirono al Teatro S.Carlo musicisti del calibro di Arturo Benedetti Michelangeli, Giovanni Paesiello, Maurizio Pollini, Salvatore Accardo, Arthur Rubinstein, Arturo Toscanini, Igor Fëdorovič Stravinskij, Leonard Bernstein, Riccardo Muti, Claudio Abbado, Giuseppe Sinopoli, Herbert von Karajan, Zubin Mehta...
statua di Giovanni Paisiello
Calcarono il palcoscenico del Teatro S.Carlo i più grandi cantanti lirici: Beniamino Gigli, Luciano Pavarotti, Andrea Bocelli, Plàcido Domingo, Josè Carreras, Tito Schipa, Renato Bruson, Enrico Caruso, Giuseppe di Stefano, Mario del Monaco, Renata Tebaldi, Maria Callas, Raina Kabaivanska, Montserrat Caballè...
monumento dedicato a Enrico Caruso
Ballarono al Teatro S.Carlo Maurice Bèjart, Vladimir Vasiliev, Roland Petit, Rodolf Nureyev, Margot Fonteyn, Carla Fracci, Roberto Bolle, Eleonora Abbagnano...
Maestri del mise en scène furono Giorgio Zeffirelli ed Edoardo De Filippo.
costume di scena
costume di scena
foto storiche
Il Teatro S.Carlo condivide con il Teatro alla Scala di Milano il primato della creazione della prima scuola di ballo (1812).
La sua scuola di ballo accoglie 140 allievi.
Ha un coro di adulti composto da 90 coristi e un coro di voci bianche con bambini dai 7 ai 12 anni.


http://www.teatrosancarlo.it/
Orario visite guidate in italiano: tutti i giorni
10.30 - 12.30 - 14.30 - 16.30     durata visita 40'/45'
Costo: 9€


CONCLUSIONI
Il Teatro S.Carlo è stato riconosciuto dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità.
Tra i suoi primati vanta di essere stato, nonostante gli incidenti subiti (l'incendio del 1816 e gli eventi bellici), sempre in attività, magari con concerti, tranne che tra il 1874 e il 1876 (questa volta per problemi economici).
Magari non è facile in una città ricca di siti interessanti da visitare come è Napoli trovare il tempo per assistere anche ad uno spettacolo lirico, ma almeno vale partecipare ad una visita guidata e trovarsi nei luoghi frequentati da personaggi illustri e nei quali hanno vissuto i loro grandi successi artisti eccelsi.

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