giovedì 22 gennaio 2026

Lucca: la Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata

Uno dei siti monumentali e archeologici più importanti di Lucca, nel quale sono illustrati dodici secoli di storia della città, è sicuramente costituito dalla Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata.

campanile e cupola del battistero della Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata

La basilica d'impianto romanico nasconde infatti le testimonianze di una domus romana (I secolo a.C.) e le terme romane (II secolo d.C.), i resti di di una basilica e di un battistero paleocristiani (IV/V secolo), di tombe longobarde, di un battistero altomedievale, di una cripta carolingia (IX secolo) e l'edificio romanico di culto (XII secolo), ovvero l'attuale basilica.

La Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata sorse nella zona Sud-Ovest della città romana di Lucca, e fu la prima cattedrale della città. E' infatti stata sede vescovile fino all' VIII secolo, quando poi lo divenne la vicina Cattedrale di San Martino. La chiesa mantenne comunque il diritto al fonte battesimale e quindi la sua importanza.

La chiesa fu dedicata inizialmente solo a Santa Reparata, una giovane martire di Cesarea decapitata sotto l'imperatore Decio nella metà del III secolo d.C.

La chiesa attuale è stata realizzata in pietra arenaria e laterizio.

La facciata in calcare bianco della chiesa è tardorinascimentale, ma ha mantenuto il suo originario portale romanico, opera della scuola di Guidetto da Como

facciata della Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata

Sui capitelli delle colonne che compongono il portale monumentale del XII secolo sono stati scolpiti David con arpa (a sinistra) e Saul con salterio (a destra), che simboleggiano la continuità tra Antico e Nuovo Testamento. Su due mensole poste sopra i capitelli sono posti due leoni: uno combatte con un orso, l'altro combatte con un drago. Simboleggiano la lotta contro il male.

portale romanico della facciata della Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata

Sull'architrave del portale è stata scolpita da scultore centro-italico una Madonna orante tra due Angeli e gli Apostoli. La lunetta con piccolo rosone, posta sopra l'architrave, è sormontata da archivolti policromi in marmo bianco e verde di Prato.

decorazioni del portale della facciata della Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata: Saul e Davide / Madonna orante tra due Angeli e Apostoli (architrave) / leoni
L'interno, intonacato e dipinto a finta pietra, è oggi musealizzato e adibito anche a teatro ed eventi culturali.
navate della Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata
 
La chiesa ha una pianta a croce commissa, con tre navate divise in sei campate da colonne con capitelli compositi, molti dei quali sono reimpieghi di epoca romana. 

pianta della Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata

colonne di reimpiego della navata sinistra

colonne di reimpiego della navata destra

Il soffitto ligneo a cassettoni è seicentesco, così come le vetrate che illuminano le navate.

soffitto a cassettoni (XVII sec.)

Gli altari seicenteschi furono portati via in epoca napoleonica (quando la chiesa venne sconsacrata e adibita ad Archivio dell'Antica Repubblica) e sostituiti da quelli attuali nel XIX secolo quando la chiesa venne riconsacrata (1828).

Sugli altari della navata sinistra si trovano un'Assunzione della Vergine di Giuseppe Maria Crespi e una Santa Francesca Romana che presenta al suo confessore il Bambino Gesù, opera di Donato Creti.

navata sinistra

Assunzione della Vergine (Giuseppe Maria Crespi)

Santa Francesca Romana che presenta al suo confessore il Bambino Gesù (Donato Creti)

All'altezza della quinta campata della navata sinistra si apre la Cappella di Sant'Ignazio di Loyola, fondatore dell'Ordine dei Gesuiti.

Cappella di Sant'Ignazio di Loyola

La cappella barocca a pianta centrale fu progettata da Domenico Martelli dopo il 1692.

Quattro arcate sorreggono il tamburo della cupola. Il tamburo con quattro finestre che illuminano l'ambiente è decorato con affreschi. Tra le arcate e il tamburo vi sono stucchi con Angeli

Nella cupola è raffigurata la Gloria di Sant'Ignazio, opera realizzata da Giovanni Marracci (XVII secolo).

cupola della Cappella di Sant'Ignazio di Loyola: Gloria di Sant'Ignazio (Giovanni Marracci -XVII sec.)

Sull'altare maggiore della cappella vi è la tela di Pietro Locatelli raffigurante Sant'Ignazio che sconfigge l'eresia difronte ai quattro Continenti.

Sant'Ignazio che sconfigge l'eresia difronte ai quattro Continenti (Pietro Locatelli)

Sugli altari laterali della cappella vi sono le tele rappresentanti l'Estasi di San Luigi Gonzaga di Giovanni Domenico Lombardi e San Francesco di Sales di Giovanni Marracci.

Estasi di San Luigi Gonzaga (Giovanni Domenico Lombardi)

San Francesco di Sales (Giovanni Marracci)

Lungo la parete della navata sinistra si trova un sarcofago romano a cassone senza coperchio (II secolo d.C.) riutilizzato in epoca medievale. Fu trovato nel 1692 negli scavi per l'edificazione della vicina Cappella di Sant'Ignazio di Loyola. Sul fronte del sarcofago sono raffigurati temi dionisiaci, mentre sui lati corti Gorgoni e Vittorie alate. E' stato effigiato poi un Cristogramma.

sarcofago romano (II sec. d.C.)

Lungo la stessa parete si trova il Monumento funebre di Giovanni Farina, realizzato da Vincenzo Consani per suo nonno materno pittore.

Monumento funebre di Giovanni Farina (Vincenzo Consani)

Nel transetto sinistro si trova un affresco tardogotico (fine 1300) raffigurante la Madonna col Bambino in trono tra i Santi Nicola di Bari e Caterina d'Alessandria e, separati da una cornice, i Santi Genesio, Sebastiano e Barbara.

affreschi del transetto sinistro

Madonna col Bambino in trono con i Santi Nicola di Bari e Caterina d'Alessandria (fine 1300)

Santi Genesio, Sebastiano e Barbara (fine 1300)

Al transetto sinistro si appoggia il Battistero del XIV secolo, sempre collegato alla chiesa e sorto sopra una precedente costruzione. 

Battistero

Lungo le pareti del Battistero si susseguono archi ogivaliarchi romanici della precedente costruzione (IX secolo).

archi ogivali del Battistero

archi romanici del Battistero

Il Battistero è sormontato da una cupola con volta a padiglione con vele in laterizio costolonate in pietra. La cupola, poggiante su lesene composite, fu realizzata nel 1393.

cupola del Battistero di San Giovanni e campanile della Chiesa di Santa Reparata

cupola del Battistero

rivestimento esterno della cupola del Battistero

A 30 m d'altezza si trova un lucernario circolare sormontato da una lanterna seicentesca.

costolature e lucernario della cupola del Battistero

lanterna della cupola del Battistero (vista dal campanile)

Lungo la parete sinistra del Battistero si trova una lunetta con la raffigurazione della Madonna col Bambino e Santi.

lunetta affrescata del Battistero

Madonna col Bambino e Santi (A. Ciampanti - XV sec.)

Lungo la parete destra è collocata una vasca battesimale del XVI secolo con lunetta raffigurante il Battesimo di Cristo (XIV secolo), trovato sotto un'affresco del XV secolo con identico soggetto (in mostra a fianco).

affresco lunetta: Battesimo di Cristo (XIV sec.)

vasca battesimale (XVI sec.)

Battesimo di Cristo (autore anonimo - XV sec. - copriva un affresco antecedente)

decorazione pittorica dell'arco della lunetta

decorazione pittorica dell'arco della lunetta

decorazione pittorica dell'arco della lunetta

Al centro dell'ambiente si può vedere il fonte battesimale originario a immersione di forma quadrata rivestito con piastrelle di marmi policromi.
Tra il il 1840 e il 1870 la chiesa divenne il mausoleo delle glorie locali: ecco perché lungo le pareti del Battistero vi sono le tombe di personaggi illustri e lapidi commemorative.

lapide commemorativa per i concittadini lucchesi che persero la vita nella guerra del 1848

Monumento a Cesare Lucchesini (XIX sec.)

Monumento a Teresa Bandettini (XIX sec.)

Monumento a Giulio Deodati (XVII sec.)

CURIOSITA': Nel Battistero di San Giovanni fu battezzato Giacomo Puccini il 23 dicembre 1858. 

Dal Battistero si può vedere e scendere nell'Area archeologica (argomento del prossimo post).
discesa all'Area Archeologica

Un arco trionfale separa la navata centrale dal presbiterio absidato.

presbiterio

presbiterio

presbiterio (visto dal Battistero)

Nel catino absidale vi è un affresco che raffigura l'Annunciazione con l'Eterno e Angeli, opera di Paolo Guidotti.

abside

Annunciazione con l'Eterno e gli Angeli (Paolo Guidotti - XVII sec.)

Una vetrata con raffigurazioni dei Simboli degli Evangelisti illumina il presbiterio.

vetrata dell'abside: Simboli degli Evangelisti

Anche nel presbiterio si può osservare la cripta e l'Area Archeologica sottostante.

Area Archeologica nella zona presbiteriale

Sotto l'altare maggiore moderno è posta un'urna funeraria del II secolo a.C. riutilizzata in epoca altomedievale (IX/X secolo) per conservare nella cripta le reliquie di San Pantaleone.

urna funeraria per le reliquie di San Pantaleone (II sec. a.C.)


Nel transetto destro si trova il neogotico e marmoreo Cenotafio della Contessa Matilde di Canossa, opera di Vincenzo Consani (1872). Le spoglie della contessa si trovano nella Basilica di San Pietro a Roma.

Cenotafio della Contessa Matilde di Canossa (Vincenzo Consini - 1872)

Nella lunetta inserita in un'edicola cuspidata del dossale vi è un rilievo in cui è raffigurata una Madonna tra Santi Vincenzo e Giovanni Battista. La figura della contessa giacente è affiancata da due putti con cartiglio in cui si ricordano le sue doti politiche e religiose.

particolare del Cenotafio della Contessa Matilde di Canossa (Vincenzo Consini - 1872)

Sempre nel transetto destro si trova un altare sormontato da una Crocifissione con Vergine, San Francesco d'Assisi e Santa Caterina da Siena, realizzato da Francesco Vanni nel 1609.

 Crocifissione con Vergine, San Francesco d'Assisi e Santa Caterina da Siena (Francesco Vanni - 1609)

Il transetto destro è illuminato da una vetrata tonda con la raffigurazione della Decapitazione di San Giovanni Battista.

vetrata transetto destro: Decapitazione di San Giovanni Battista (XVI sec.)


Nella navata destra si trovano un altare sprovvisto di pala (forse in restauro durante la nostra visita) e un altare con una Madonna col Bambino e i Santi Cosma e Damiano, opera di Gaspare Mannucci. Nella stessa navata è posta una terracotta policroma raffigurante Maria su Cristo morto, probabile opera della bottega dei Collina (XIX/XX secolo).

navata destra

altare della navata destra

Madonna col Bambino e i Santi Cosma e Damiano (Gaspare Mannucci)

Maria su Cristo morto (bottega dei Collina - XIX/XX sec.)

In controfacciata si trova un organo e una cantoria di Domenico Pucci (XIX secolo), sormontati da una bifora con vetrata raffigurante il Battesimo di Cristo.

controfacciata

organo e cantoria (Domenico Pucci - XIX sec.)

vetrata della controfacciata: Battesimo di Cristo (XVI sec.)

Sulla navata sinistra vi è l'ingresso per salire sul campanile.

ingresso al campanile

ultimo tratto di scale pe la sommità del campanile

solaio del campanile

aperture del campanile

scale in ferro all'interno del campanile

Il campanile a base rettangolare è alto più di 20 m. Dalla sua sommità si può godere del panorama sulla città e i suoi monumenti.

panorama sulla città dal campanile

panorama su Piazza Antelminelli

panorama sul Duomo di San Martino

panorama con alcune delle torri di Lucca

www.museocattedralelucca.it/cattedrale-lucca/

Orari:     lunedì/domenica             10,00/18.00         

Costo: Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata + Battistero + Area Archeologica + Campanile                                                                                               4 €

biglietto cumulativo (Cattedrale + Campanile + Museo del Duomo + Chiesa di San Giovanni e Santa Reparata e area archeologica)                10 €


CONCLUSIONI                                                                                                                           Questa è la descrizione dell'edificio attuale della Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata, che nel 1992 è stata musealizzata in seguito agli gli scavi del 1969 che hanno portato alla luce la sua lunga storia. Dopo aver visitato la chiesa ed essere saliti sul suo campanile, non bisogna dimenticare di scendere di poco sotto la sua pavimentazione e scoprire le testimonianze della frequentazione e il rifacimento nei secoli del sito, descritto nel mio prossimo post.


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