La piazza più iconica di Lucca è Piazza dell'Anfiteatro, sia per la sua forma che per la sua storia.
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| Piazza dell'Anfiteatro |
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| Piazza dell'Anfiteatro |
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| Piazza dell'Anfiteatro |
Questa piazza del centro storico ha infatti una forma ellittica in quanto ricalca il perimetro di un edificio di epoca romana, ovvero l'Anfiteatro di Luca (così veniva chiamata Lucca dai Romani).
Lucca divenne una Colonia latina nel 180 a.C. e nel 89 a.C. venne trasformata in Municipio.
Come tutte le città di impianto romano, era attraversata da due vie perpendicolari principali: da Est ad Ovest dal Decumano Massimo (corrispondente alle odierne Via San Paolino, Via Roma e Via Santa Croce), e da Nord a Sud dal Cardo Massimo (oggi Via Fillungo e Via Cenami).
La Porta Est della città, dove arrivava la Via Cassia da Firenze, si trovava dove si oggi è posta la Colonna mozza adiacente a Piazza di Santa Maria Foris Portam. La Porta Ovest delle mura, dove giungeva la Via Scauri poi divenuta il prolungamento della Via Cassia, era posta all'incrocio tra le odierne Via San Paolino e Via Galli Tassi.
La Porta Nord era posta dove oggi s'incrociano Via Fillungo e Via Mordini e ad essa arrivava la Via Clodia Secunda. La Porta Sud si trovava nei pressi di Via della Dogana e ad essa si congiungeva una bretella dell'Aemilia Scauri.
All'incrocio tra il Decumano Massimo e il Cardo Massimo, in quello che viene chiamato il Canto d'Arco, s'incontrarono nel 56 a.C. Cesare, Pompeo e Crasso per consolidare gli accordi del Primo Triunvirato (60 a.C.).
Il Foro della città romana si trovava nell'attuale Piazza San Michele. Vi era un Teatro dove oggi sorge la Chiesa di Sant'Agostino, e per il divertimento pubblico anche un Anfiteatro, costruito fuori dalle mura romane (vicino alla Porta Nord della città) in modo che le porte cittadine potessero essere chiuse in caso di disordini.
L'Anfiteatro romano, adibito ai giochi gladiatori, venne costruito tra il I e il II secolo d.C. Come è riportato su un'iscrizione onoraria trovata nel 1810 nell'arena, la sua costruzione venne terminata in epoca flavia con il finanziamento per dieci anni di Quinto Vibio, cittadino di rango equestre.
L'Anfiteatro, costruito in opus cementicium (ciottoli e malta), era costituito da due ordini sovrapposti di 55 arcate. Misurava 107m X 79m ed era alto 13m. Poteva contenere 10.000 persone sedute sulle sue gradinate, divise in 18 file di posti.
L'edificio ludico rimase in funzione per 400 anni, ma durante le invasioni barbariche, per evitare che cadesse nelle mani degli aggressori, venne fortificato e vennero tamponate le sue arcate (VI secolo).
L'Anfiteatro aveva decorazioni semplici, ma fu depredato delle sue colonne e dei materiali di rivestimento che vennero utilizzate per la costruzione di palazzi e chiese. Non a caso una piazza posta all'ingresso occidentale di Piazza dell'Anfiteatro si chiama ancor oggi Piazza degli Scalpellini.
Venne usato per secoli come deposito di materiali da costruzione e magazzino per il sale, come polveriera e come carcere.
Nel X secolo divenne il luogo in cui si tenevano le assemblee longobarde. In epoca medievale questo luogo veniva chiamato "Parlascio", storpiatura della parola latina "paralisium" ovvero "anfiteatro".
Man mano sorsero edifici intorno e sopra i resti del perimetro dell'Anfiteatro. Col passare del tempo fu occupato da costruzioni anche il suo spazio interno.
Nell'Ottocento, al tempo di Carlo II di Borbone-Parma, fu incaricato l'architetto regio Lorenzo Nottolini di ristrutturare l'assetto urbano della città, e anche la zona dell'ex Anfiteatro romano.
Per realizzare quella che oggi viene chiamata Piazza dell'Anfiteatro, l'architetto fece liberare la parte centrale dell'antica arena dalle strutture che vi erano sorte, e fece aprire una strada, Via dell'Anfiteatro, che percorreva all'esterno il profilo ellittico dell'Anfiteatro.
Furono aperti quattro accessi alla nuova piazza: delle quattro porte a volta, solo quella posta ad Est, la più bassa, corrisponde a quella originale dell'Anfiteatro. Al centro della piazza è incisa sulla pavimentazione una croce che indica l'intersezione degli assi che intersecano le porte.
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| un accesso voltato della Piazza dell'Anfiteatro |
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| palazzi ed un ingresso di Piazza dell'Anfiteatro |
In questa nuova piazza si tenne il mercato delle vettovaglie per 40 anni (fino al 1972).
Oggi sulla piazza divenuta pedonale si aprono colorati palazzi, con negozi e ristoranti che la rendono viva in ogni ora del giorno.
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| negozi e ristoranti di Piazza dell'Anfiteatro |
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| negozi e ristoranti di Piazza dell'Anfiteatro |
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| negozi e ristoranti di Piazza dell'Anfiteatro |
Ma è all'imbrunire, quando man mano le luci si accendo, che la piazza diviene un luogo magico.
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| Piazza dell'Anfiteatro by night |
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| Piazza dell'Anfiteatro by night |
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| Piazza dell'Anfiteatro by night |
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| Piazza dell'Anfiteatro by night |
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| Piazza dell'Anfiteatro by night |
CONCLUSIONI Oggi Piazza dell'Anfiteatro è il punto di ritrovo della cittadinanza, è sede dei più importanti eventi della città ed è divenuta un'attrazione turistica per la sua particolare forma. Impossibile non entrarvi e sentirsi parte di un passato antico che si è trasformato nei secoli per poter ancor oggi essere fruibile. L'Anfiteatro, a cui la piazza deve la sua forma, si trova oggi nascosto a 3 m sotto il livello di calpestio... ma nelle cantine e nelle facciate medievali delle case case sorte sul suo profilo (lungo Via dell'Anfiteatro) si possono vedere ancora inglobati alcuni resti delle sue arcate.
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