sabato 23 maggio 2026

Ascoli Piceno: la Pinacoteca Civica, scrigno di tesori artistici (secondo piano)


La visita della Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno continua nelle quattro sale del secondo piano del Palazzo dell'Arengo.

Sul pianerottolo all'ingresso dell'esposizione si trova l'opera scultorea Episodio dell'inondazione del Veneto di Giuseppe Norfini.

Episodio dell'inondazione del Veneto (Giuseppe Norfini)


SECONDO PIANO 

SALA RICCARDO GABRIELLI

La prima sala del secondo piano, chiamata anche "Sala delle Colonne", è dedicata allo scultore e scrittore Riccardo Gabrielli (nipote di Giulio Gabrielli) che resse la Pinacoteca dal 1918 al 1946.

Sala Riccardo Gabrielli

Sulle pareti della sala sono poste opere provenienti dal deposito della Galleria d'Arte Moderna di Roma. Tra queste Dove il cuore chiama di Edgardo Tofano, Pax di Luigi Nono donato dal re Vittorio Emanuele III alla Pinacoteca, il Ritratto di Signora di Giacomo Grosso e il busto di Giacomo Leopardi scolpito da Riccardo Gabrielli.

Dove il cuore chiama (Edgardo Tofano - 1908)

Ritratto di Signora (Giacomo Grosso - 1909)

Giacomo Leopardi (Riccardo Gabrielli)

Pax (Luigi Nono - 1912)

Rose e spine (Daniele De Strobel)

Dopo il bagno (Gaetano Martini)

Dopo la lettura (Luigi Napoleone Grady)

Sul tavolo al centro della sala il Pugilatore etiope di Gaetano Orsolini.

Pugilatore etiope (Gaetano Orsolini)

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SALA DE CAROLIS-FERRI


La sala è dedicata agli artisti  Adolfo De Carolis e Domenico Ferri. 

Sala De Carolis-Ferri

Tra le opere presenti nella sala il trittico I Cavalli del Sole e i bozzetti per il Salone delle Feste della Prefettura di Adolfo De Carolis, I Paganini del villaggio di Domenico Ferri, e l'Autoritratto di Augusto Mussini.

Marina in tempesta (Domenico Ferri)

Ritratto della figlia Zoe (Domenico Ferri)

Ritratto della figlia Zoe (Domenico Ferri)

bozzetto con Figure (Domenico Ferri)

in basso: Ritratto della cognata (Domenico Ferri)

I Paganini del villaggio (Domenico Ferri)

I Cavalli del Sole (Adolfo De Carolis)

Allegoria della Sapienza (Adolfo De Carolis)

Allegoria del Piceno (Adolfo De Carolis)

La Maddalena (Augusto Mussini)

Ritratto di contadina (Augusto Mussini)

Centauro (Salvatore Pisani)

Studio per la vetrata della Cappella Tedesca della Basilica di Loreto (Giuseppe Sacconi)

nudo di donna (Attilio Selva)

L'Ultimo Garibaldino (Ghino Sassetti)

Estasi (Giuseppe Renda - 1898)

Cristo (Luigi Bistolfi)

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GALLERIA GIOSAFATTI

La Galleria è dedicata agli scultori e architetti Giuseppe e Lazzaro Giosafatti che curarono il restyling della facciata del Palazzo dell'Arengo.

Galleria Giosafatti

Sono esposti dipinti e oreficeria proveniente dalle chiese cittadine (XIV/XX secolo): calici, turiboli del Quattrocento, un secchiello d'Acqua Santa in rame smaltato dorato veneziano.

teca con turiboli, croce processionale, calici

teca con secchielli per l'Acqua Santa, calici, turiboli

Del Maestro di Offida sono i due affreschi trecenteschi strappati dalla Chiesa di Sant'Onofrio.

Sant'Onofrio (Maestro di Offida - XIV sec. - dalla Chiesa di Sant'Onofrio)

Sant'Eustachio (Maestro di Offida - XIV sec. - dalla Chiesa di Sant'Onofrio)

Numerosi sono i modelli in terracotta e cera di Lazzaro Giosafatti, tra i quali un Sant'Emidio che battezza Polisia per la cripta della Cattedrale di Ascoli e un Sant'Emidio benedicente.

Sant'Emidio che battezza Polisia (Lazzaro Giosafatti)

Sant'Emidio benedicente (Lazzaro Giosafatti)

teca con bozzetti

teca con bozzetti

teca con bozzetti

Sulle pareti tra le finestre della Galleria sono conservati piccoli dipinti e teche con collezioni di bronzetti, paci, rosari, reperti antichi e icone di Arte Veneto Cretese (XVII secolo)

Madonna della Misericordia (Anonimo ascolano - XV sec.)

teca e dipinti

teca e dipinti

bronzetti a tema religioso e paci

reperti antichi

collezione di rosari

rilievi del XVII secolo /Monaco olivetano con strumenti per l'incisione (Giuseppe Maria Crespi)

a sinistra: Mucca con guardiano (Victor Alexandre Garnier - XIX sec.) / a destra: Ritratto di Felice Orsini (Carlo Marko il Giovane)

medagli, monete, posate, orecchini antichi

Scene mitologiche (Emidio Peroni - XVIII sec.) / oggetti vario genere e epoca





Sulla parete destra della Galleria sono esposte opere di pittori ascolani del XVII/XVIII secolo.

Apparizione della Madonna a San Francesco di Sales (Tommaso Nardini)

Madonna col Bambino (Nicola Antonio Monti)

Educazione della Vergine (Nicola Antonio monti)

Immacolata Concezione (Tommaso Nardini)

Madonna col Bambino e Santi (Giovanni Ventura Borghese)

Nascita di Maria (Carlo Allegretti)

San Paolo e San Tommaso d'Aquino (Giovanni Gottardi)

In questa Galleria vi sono anche conservate Vedute di Ascoli di Giulio Gabrielli.

Vedute di Ascoli (Giulio Gabrielli)

Vedute di Ascoli (Giulio Gabrielli)

Tra i ritratti presenti nella sala quelli di Giuseppe Amisani e di Philip Alexius Laszlo De Lombos che ritraggono l'architetto Ernesto Verrucci Bey che lavorò in Egitto.

Ritratto di Ernesto Verrucci Bey (Giuseppe Amisani)

Ritratto di Ernesto Verrucci Bey (Giuseppe Amisani)

Ritratto di Ernesto Verrucci Bey (Philip Alexius Laszlo De Lombos)

Ritratti di Antonio e Marietta Orsini (Giulio Cantalamessa)

a sinistra: Autoritratto di Giulia Centurelli / al centro: Ritratto di Signora (Imelde Santini) / a destra: Pensiero dominante ritratto di giovane donna ( Sigismondo Mayer De Schauensee)

al centro: Ritratto di Candido Augusto Vecchi (Pio Nardini)

a sinistra: Autoritratto di Cesare Marcorelli 

Autoritratto di Giuseppe Gallina

Ritratto di dama con maschera (Enrico Giovanni Waymer)

Di vario genere altre opere presenti nella Galleria.

Vergine Addolorata (Domenico Paci)

Natura morta con pesci e brocca (Pietro Strina)

Il Fedone (Carlo Cupini)

Cristo in Croce (Augusto Orlandi)

Nerina (Edgardo Sambo)

Dolore (Giuseppe Amisani)

Susanna al bagno (Daniel Tixier)

Crocifissione di Cristo (Pietro Gaia)

E' esposto anche un Benedetto Isidoro Agricola, copia di un'opera di Caravaggio che sino al 1811 si conservava nella Chiesa di San Filippo e poi andata perduta.

Benedetto Isidoro Agricola (da Caravaggio)

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SALA PASQUALINI

La sala, realizzata da un ballatoio sopra la Sala della Vittoria, prende il nome dal musicista, violinista e liutaio Gioacchino Pasqualini che ha donato al Comune nel 1967 la collezione di strumenti musicali ad arco, a plettro e a pizzico esposti in questo ambiente.

Sala della Vittoria vista dalla Sala Pasqualini

collezione di strumenti a corda

chitarra lira (Luigi Mozzani - 1910)

a sinistra: piccolo liuto (G. di Giorgio)

chitarre e mandolino

strumenti a corda

mandolino e balalaica

violini e violoncello

violino (Giuseppe Odoardi)

Lungo le pareti troviamo uno strumento da liuteria per la costruzione o il restauro di violini appartenuto a Gioacchino Pasqualini, la scultura Violinista di Michele De Benedetti, due "inganni" attribuiti a Jacob Keller, la raffigurazione della Sala della Vittoria realizzata da Dino Farneti.

a sinistra: Inganno con libro, occhiali, penna, stampa e carta da gioco / a destra: Inganno con stampe, documenti, giornale (attr. Jacon Keller)

Violinista (Michele De Benedetti)

strumento da liuteria (Gioacchino Pasqualini)

Sala della Vittoria (Dino Farneti - 1942)

Alle pareti sono anche esposte alcune nature morte del XVII/XVIII secolo.

Natura morta con cacciagione (Monsù Aurora)

a sinistra: Natura morta con prosciutto (Cristoforo Munari - 1715) / a destra: Natura morta con violino, libri e anguria (Cristoforo Munari - 1715)




Orari: aprile/settembre  martedì/domenica  festivi e prefestivi   10.00/19.00
                                      lunedì CHIUSO

          ottobre/marzo      martedì/venerdì                  10.00/13.00  15.00/18.00
                                      sabato/domenica  festivi e prefestivi       11.00/18.00
                                      lunedì CHIUSO
Costo:  10 €

CONCLUSIONI                                                                                                                         Vale la pena di spendere un po' del tempo di visita alla città di Ascoli Piceno perdendosi tra le opere d'arte esposte nelle sale della Pinacoteca Civica...uno scrigno di tesori artistici. 

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