giovedì 2 luglio 2026

Un borgo delle Marche: Offida, monumenti e chiese (prima parte)


Le Marche sono costellate di borghi antichi, interessanti per la loro Storia e per le opere d'arte che custodiscono, espressione della bellezza e del fascino italiano. 

Uno dei borghi marchigiani che dal 2008 è stato inserito tra i "Borghi più belli d'Italia" è Offida

Il borgo in provincia di Ascoli Piceno, posto su uno sperone roccioso a metà strada tra il capoluogo marchigiano e il Mare Adriatico, ha origini molto antiche. Offida fu fondata dai Pelasgi, fu abitata dai Piceni (IX/III secolo a.C.), dai Romani (a partire dal III secolo a.C.), e poi dai Longobardi (VI/IX secolo d.C.) ai quali si deve l'insediamento attuale. Nel VII secolo è sede di un gastaldo longobardo della contea di Ascoli, un funzionario del re con poteri militari, civili e giudiziari.

Nel 1039 il castello di Offida venne ceduto all'Abbazia di Farfa. Nel XIII divenne un libero comune, e la sua autonomia comunale (poter eleggere podestà, consoli e priori) venne ratificata da papa Niccolò IV nel 1292. Tra il XIII e il XIV secolo, durante le guerre tra Ascoli e Fermo, Offida si schierò con Fermo. 

Nel XVI secolo ciò che sottostava a Farfa passò sotto la giurisdizione dello Stato della Chiesa. Nel 1831, grazie a papa Gregorio XVI, Offida passò al rango di città. Nel 1860 insorse contro lo Stato Pontificio e nel 1861 fu inclusa nella provincia di Ascoli Piceno.

La nostra visita del borgo ha avuto inizio dal Piazzale delle Merlettaie.

Piazzale delle Merlettaie

L'abitato di Offida durante il medioevo è stato una fortezza militare, con cinta muraria e torrioni quadrati realizzati nel XII/XIII secolo, di cui rimangono solo pochi resti. La Porta Principale (angolo Nord-Est) era costituita da un torrione quadrato munito di ponte levatoio. Vi erano altre due porte: la Porta San Giovanni (angolo Nord-Ovest) e la Porta detta della Fontana ((Sud-Ovest). La fortificazione era circondata da un fossato con acqua.

Nel XV secolo fu costruita per volere di papa Innocenzo VIII una nuova rocca su progetto dell'architetto fiorentino Baccio Pontelli. La rocca rinascimentale fu munita di artiglieria nel 1493 (che venne poi spostata a difendere la Casa Santa di Loreto). Di questa fortificazione rimangono due torrioni a pianta circolare rivestiti in mattoni e un torrione quadrato sul lato Nord-Est.  
torrione quadrato e torrione cilindrico

Il torrione cilindrico più grande era forse il mastio, ricavato foderando di mattoni la precedente torre con porta della città. Sono ancora visibili della precedente torre medievale i due archi a sesto acuto sovrapposti (uniti da una botola) e l'alloggio della saracinesca. Era munita di alloggi per l'artiglieria. Ogni beccatello della sommità presenta un foro: in esso si istallava un parapetto in legno che proteggeva la superiore piattaforma. 

torrione cilindrico (XIV/ XVIII sec.)

torrione cilindrico (XIV/ XVIII sec.)

torrione: beccatelli con foro 

CURIOSITA': questa torre nel XX secolo era stata trasformata in voliera per tenervi un'aquila, vanto della città.

Le mura avevano merli a coda di rondine, ma di questi se ne sono conservati solo tre, visibili sul fronte settentrionale all'ingresso del borgo, in Piazza delle Merlettaie (dietro il Monumento alla Merlettaia).

merli a coda di rondine sulle mura tra il torrione cilindrico e quello quadrato

Il Monumento alla Merlettaia, realizzato in bronzo da Aldo Sergiacomi nel 1983, è stato dedicato alle donne che da cinque generazioni con il lavoro artigianale del merletto a tombolo hanno reso famosa Offida in Italia e all'estero. 

Monumento alla Merlettaia (Aldo Sergiacomi - 1983)

All'interno delle mura, nell'area della rocca, era stato costruito nel XIV secolo da una milizia inerme con sede in Offida l'Ospedale della SS. Trinità. Nel XV secolo fu adibito a scuderia e residenza dei conti di Carrara che avevano conquistato Offida. Nel 1796 sullo stesso posto fu costruito un ospedale nuovo su progetto dell'architetto Pietro Maggi, quello che oggi è l'ex Ospedale Civile.

Ospedale Civile (XVIII secolo) / Monumento ai Caduti (1923)

Nella piazza in cui sorge l'ospedale vi è il Monumento ai Caduti (1923) con i nomi dei soldati offidani caduti nella prima e nella seconda guerra mondiale, e nella guerra di Libia. Il monumento è stato realizzato su disegno di Luigi Vannicola.

Da questo piazzale, imboccando Corso del Serpente Aureo, ci si inoltra nel borgo. 

Corso del Serpente Aureo

Corso del Serpente Aureo

Questa strada prende nome da una leggenda: si narra che un serpente d'oro, ritenuto magico e guaritore, legato a culti pre-romani, avesse attraversato il borgo. Alcuni pensano che dalla parola greca "ophis" (= "serpente") derivi anche il nome "Offida" del borgo. 

La piazza principale di Offida, che si raggiunge al termine di Corso del Serpente Aureo, è la Piazza del Popolo, una piazza di forma triangolare.

Piazza del Popolo

Piazza del Popolo

Piazza del Popolo

Piazza del Popolo

La piazza è circondata da palazzi e monumenti importanti del borgo: il Palazzo Comunale, la Collegiata di Santa Maria Assunta e il Teatro Serpente Aureo.

L'attuale aspetto della piazza risale al 1700 quando furono demolite alcune parti preesistenti e vi fu costruita, su un lato dove si trovava l'Oratorio della Trinità (XIII secolo) la Collegiata di Santa Maria Assunta in cielo.

Collegiata di santa Maria Assunta in Cielo

La sua costruzione, che vide l'utilizzo di materiale ricavato dalla demolizione dal monastero della Chiesa di Santa Maria della Rocca, iniziò nel 1785 sotto la direzione di Pietro Maggi e il disegno di Lazzaro Giosafatti.

Collegiata di santa Maria Assunta in Cielo

La facciata della chiesa è stata realizzata alla fine del XIX secolo in stile eclettico (greco, romano, lombardo e barocco) utilizzando laterizio e travertino. 

facciata della Collegiata di santa Maria Assunta in Cielo

La facciata presenta due colonne in travertino che sorreggono una grande lunetta decorata con il mosaico dell'Assunta, realizzato su disegno di P. Gaudenzi nel 1950 in occasione del 100° anniversario del prodigio della "Madonna del Palio", conservata nella chiesa.

lunetta: mosaico dell'Assunta (P. Gaudenzi - 1950)

La parte alta della facciata presenta finestre a graticcio ed è coronata da una balaustra con pilastri classici.

Sul campanile, decorato agli angoli con pilastri, è stata posta la statua della Madonna.

cupola e campanile della Collegiata di santa Maria Assunta in Cielo

cupola e campanile della Collegiata di santa Maria Assunta in Cielo

All'incrocio tra navata centrale e transetto si trova una cupola alta 38m, sormontata da un cupolino a forma di tempietto cinto da colonne.

La chiesa presenta una pianta a croce latina. L'interno a tre navate presenta uno stile neoclassico, con stucchi settecenteschi realizzati dai decoratori Fontana e Bernasconi.

navata centrale della Collegiata di santa Maria Assunta in Cielo

navata laterale sinistra della Collegiata di santa Maria Assunta in Cielo

Le volte sono state affrescate con motivi architettonici monocromi da Giambattista Bernardi e con quadri allegorici di Giuseppe Bernardi.

affreschi delle volte della Collegiata di santa Maria Assunta in Cielo (Giambattista Bernardi e Giuseppe Bernardi)

affreschi delle volte della Collegiata di santa Maria Assunta in Cielo (Giambattista Bernardi e Giuseppe Bernardi)

affreschi delle volte della Collegiata di santa Maria Assunta in Cielo (Giambattista Bernardi e Giuseppe Bernardi)

Sul primo altare della navata destra è posta una tela raffigurante le Anime del Purgatorio, opera attribuita a Simone de Magistris.

Anime del Purgatorio (attr. Simone de Magistris)

La tela sul secondo altare rappresenta la Madonna con San Carlo Borromeo, il Beato Bernardo e Sant'Emidio, opera attribuita a Giambattista Magini (XIX secolo).

Madonna con san Carlo Borromeo, il Beato Bernardo e Sant'Emidio (Giambattista Magini - XIX sec.)

Sul terzo altare vi è una Madonna con due Santi, realizzata da Alcide Allevi.

Madonna con due Santi (Alcide Allevi)

Dopo la statua in cartapesta di Sant'Antonio (XIX secolo), vi è il transetto i cui due bracci terminano a semicerchio formando due cappelle recintate da balaustra marmorea.

Sant'Antonio (XIX sec.)

Sull'altare del transetto destro si trovano la tela Deposizione di Cristo, una copia ottocentesca dell'originale di Caravaggio, e la tela della Madonna Assunta detta la Madonna del Palio di Fermo (1840).

cappella del transetto destro

Deposizione di Cristo (copia dall'originale di Caravaggio)

Madonna Assunta detta Madonna del Palio di Fermo (1840)

Giuseppe Desideri, provveditore delle carceri di Offida, il 14 agosto 1840 vinse il Palio dell'Assunta nella corsa dei cavalli di Fermo. Appeso nella soffitta di palazzo Desideri, vi rimase sino al 1842 per essere poi spostato nella cappella delle carceri. L'icona mosse gli occhi davanti a Maria Giuseppina Loffreda, figlia del carceriere, intenta a pregare. Il miracolo si ripeté davanti ad altre persone. A questa effige si deve anche il miracolo della liberazione dal colera avvenuta nel 1855. La cappella delle carceri posta in Piazza del Popolo divenne poi una casa privata.

Alla fine della navata destra si trova una cappella che custodisce un'antica statua in legno scolpito, dorato e dipinto, che rappresenta la Madonna del Buon Gesù (XV secolo).

cappella con la Madonna del Buon Gesù (XV sec.)

Il catino absidale è decorato con stucchi bianchi che raffigurano Angeli che sorreggono il nome di Maria e altri Angeli che gettano fiori. 

presbiterio

stucchi dell'abside

Nel presbiterio è posto un coro ligneo in radica di noce intagliato e decorato con colonnine tortili, composto da 14 stalli su due ordini, realizzato nel 1735 da Alessio Donati per la Chiesa di Santa Maria della Rocca, e trasferito nella Collegiata nel 1794. 

coro ligneo (Alessio Donati - 1735) 

L'altare maggiore è in legno scolpito e dipinto, e conserva un'urna con le reliquie di San Leonardo di Noblac, abate del V secolo e patrono di Offida, i cui resti furono donati dai monaci di Farfa nel XIII secolo.

coro ligneo (Alessio Donati - 1735) / altare maggiore con urna di San Leonardo di Noblac

Sopra al coro è posta la tela raffigurante l'Assunzione della Vergine.

Assunzione della Vergine (donata nel 1801)

Nella cappella di fondo della navata sinistra (alla sinistra del presbiterio) è conservato un Crocifisso policromo scolpito nel 1612 da Desiderio Bonfini di Patrignone.

Crocifisso (Desiderio Bonfini di Patrignone - 1612)

Nel braccio sinistro del transetto è ricavata la Cappella del SS. Sacramento.

cappella del braccio sinistro del transetto: Cappella del SS. Sacramento

La tela d'altare della cappella raffigura l'Ultima Cena (XIX secolo).

Ultima Cena (XIX sec.)

In questa cappella sono anche conservati due stalli corali intagliati in legno di noce, opera di G. Zazzeti su disegno di Ghino Leoni (1920/1921).

Sul terzo altare sono poste un'urna con i resti del Beato Corrado da Offida, Minore Osservante vissuto al tempo di San Francesco, traslato nella Collegiale da Perugia e una tela che raffigura la Presentazione della Vergine al Tempio e Santi.

Presentazione della Vergine al Tempio e Santi (1589)/ urna con i resti del Beato Corrado da Offida

Sul secondo altare è posta la statua in cartapesta raffigurante una Madonna del Rosario.

Madonna del Rosario

Vicino all'ingresso si trovano il fonte battesimale in legno stuccato e dipinto (XIX secolo) e la tela del Battesimo di Cristo di Ghino Leoni (1917).

fonte battesimale (XIX sec.) / Battesimo di Cristo (Ghino Leoni - 1917)

In controfacciata è posto l'organo circondato da stucchi.

controfacciata della Collegiata di Santa Maria Assunta in Cielo

organo

La Collegiata presenta anche una cripta dedicata alla Madonna di Lourdes.

cripta della Madonna di Lourdes

cripta della Madonna di Lourdes

Con le pietre di roccia prese dal Monte dell'Ascensione nel 1920 è stata ricreata in miniatura su disegno di Ghino Leoni la Grotta della Madonna di Lourdes.

Grotta della Madonna di Lourdes (dis. Ghino Leoni - 1920)

Nella cripta è anche collocato un presepe.

presepe della cripta della Collegiata di santa Maria Assunta in Cielo

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Occupa un intero lato di Piazza del Popolo l'antico Palazzo Comunale.

Palazzo Comunale

La struttura originaria del palazzo risale al XII/XIII secolo, ma l'edificio ha subito modifiche e restauri nei secoli. E' una costruzione in laterizio.

Lungo la facciata prospicente la piazza al piano terra corre un portico del XV secolo costituito da sette arcate sorrette da colonne in laterizio cilindriche sormontate da capitelli in travertino.

portico della facciata principale del Palazzo Comunale

Il portico che corre lungo la facciata di Corso Serpente Aureo risale invece al XVIII secolo.

portico del Palazzo Comunale lungo Corso Serpente Aureo

Al primo piano del palazzo vi è una loggia del XV secolo composta da 14 arcate sorrette da 15 colonne in travertino. Gli affreschi sul paramento murario della loggia sono trecenteschi.

Nel 1924 furono aggiunti i merli a coda di rondine che coronano la facciata principale del palazzo. Gli stemmi con i simboli del Comune e di Casa Savoia posti sulla stessa facciata sono stati realizzati da Aldo Sergiacomi (1932). Il portale ad arco in marmo, decorato a punta di diamante, si trova sotto il portico che affaccia sulla piazza.

Palazzo Comunale

Sulla facciata è stata posta la scritta "OFFIDA CARNEVALE STORICO" che si illumina nel periodo del famoso carnevale cittadino.

Al centro della facciata si innalza la torre trecentesca decorata con merli a coda di rondine e con l'orologio più recente. Nella parte inferiore della torre erano ubicate le carceri.

Sotto il portico del Palazzo Comunale si trova l'ingresso del Teatro Serpente Aureo.

ingresso del Teatro Serpente Aureo

Anticamente le rappresentazioni teatrali avevano luogo nella Sala Consiliare del Palazzo del Comune. Poi venne realizzato nel 1768 un teatro in legno che risultò insufficiente ai bisogni della comunità e quindi si decise di costruirne uno nuovo nel 1820 su progetto di Pietro Maggi. Il teatro all'italiana venne poi rimodellato nel 1862.

L'atrio del Teatro Serpente Aureo è adornato con quattro statue raffiguranti le Muse.

atrio del teatro 

La sala a ferro di cavallo è decorata con stucchi e intagli dorati di mascheroni, foglie d'acanto e lire su fondo verde realizzati da Giambattista Bernardi (XVIII/XIX secolo). La sala è costituita da 50 palchi suddivisi in tre ordini, più i posti nel loggione e nella platea.

sala del Teatro Serpente Aureo

sala del Teatro Serpente Aureo

palchi e loggione

platea

Sul soffitto Alcide Allevi ha raffigurato Apollo e le Muse e Compositori italiani (di musica e prosa rappresentata in teatro) racchiusi in otto medaglioni (Pergolesi, Verdi, Bellini ,Rossini, Donizetti, Metastasio, Goldoni e Alfieri) e intervallati da Cariatidi.

soffitto: Apollo e le Muse /Compositori italiani / Cariatidi (Alcide Allevi)

Durante la nostra visita il sipario con rappresentazione Apollo, le Muse e il Tempio del Serpente Aureo, realizzato da Giovanni Battista Magini, non era presente.

Orari: sabato/domenica  10.00/13.00  15.00/18.30
Costo: 6 €
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Sul lato della piazza che fronteggia la Collegiata si trova il Palazzo Mercolini-Tinelli, uno dei palazzi più importanti di Offida, risalente al XVI secolo. E' una costruzione a tre piani con facciata realizzata in laterizio e arricchita da un portale cinquecentesco.

Palazzo Mercolini- Tirelli (a sinistra della foto)
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Tra il lato della Collegiata e il Palazzo Comunale s'affaccia la quattrocentesca Chiesa dell'Addolorata.

Chiesa dell'Addolorata

La facciata in laterizio presenta un portico e due finestre cinquecentesche in travertino.
Nella facciata arretrata  rispetto al portico si trova un'ampia apertura sormontata da timpano rettangolare con oculo e fregio floreale in cotto.

portico della Chiesa dell'Addolorata

parte superiore della facciata della Chiesa dell'Addolorata

finestra della Chiesa dell'Addolorata

Il campanile è provvisto di cupolino.

campanili con cupolino e abside della Chiesa dell'Addolorata

La chiesa è a navata unica. 

navata della Chiesa dell'Addolorata

Il soffitto è stato dipinto nel XIX/XX secolo da Sigismondo Nardi con l'immagine della Vergine Addolorata circondata da Santi.

soffitto della chiesa: Vergine Addolorata circondata da Santi (Sigismondo Nardi - XIX/XX secolo)

L'altare maggiore in legno è sovrastato da un tempietto in legno dorato con la statua in cartapesta della Madonna Addolorata (XIX secolo). La statua fu incoronata dal Capitolo di San Pietro in Vaticano nel 1896.

altare maggiore

tempietto con statua della Madonna Addolorata (XIX sec.)

Sotto l'altare si trova una "Bara" in vetro ottocentesca che racchiude un Cristo Morto che viene portato in processione il Venerdì Santo.

"Bara" con Cristo Morto

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Percorrendo la via che costeggia il fianco sinistro della Chiesa dell'Addolorata s'incontra (sul lato sinistro della strada) la facciata Est della Chiesa del Suffragio o della Morte.

Chiesa del Suffragio o della Morte

Lungo la facciata si possono vedere due porte murate in travertino (XIV secolo), un fregio in terracotta in stile romanico, un architrave in travertino con fregi bizantini, un Tau in pietra (simbolo cristiano di salvezza).

Tau

architrave con fregi bizantini

porte murate

La chiesa venne eretta sopra la medievale Chiesa di Sant'Antonio. Di questa chiesa si conserva il portale in cotto sormontato da finestra, posto sulla facciata Est.

ingresso della ex Chiesa di Sant'Antonio (XIV sec.)

All'estremità sinistra della facciata vi è un affresco che raffigura Sant'Antonio, opera di Simone De Magistris (XVI secolo).

Sant'Antonio (Simone De Magistris - XVI sec.)

Nella chiesa a tre navate (ristrutturata nel XIX secolo) è conservato uno scheletro in legno seicentesco che la Compagnia del Suffragio portava in processione (ma al nostro passaggio non abbiamo potuto visitare la chiesa perché chiusa).
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Dietro l'abside della Chiesa dell'Addolorata, alla fine della via appena percorsa, si trova Piazza Valorani con al centro la Fontana del Mietitore.

Piazza Valorani

La fontana in ghisa fusa in Francia, e di gusto classico, fu eretta nel 1800. E' costituita alla base da due bacinelle e dalla statua di un giovane con spighe e falcetto, simbolo di Offida città agreste.

Fontana del Mietitore (1800)

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Non molto distante si trova l'ex Convento di San Francesco, nell'area in cui si trovava un castello e dove nel 1230 fu edificato il Convento delle Clarisse.

ex Convento di San Francesco

La comunità femminile venne poi soppressa da Leone X per mancanza di rettitudine e il convento fu ceduto ai frati francescani osservanti nel 1554.

Tra il XVI e il XVII secolo la struttura fu modificata. Fu costruito il chiostro affrescato poi nel 1625.

chiostro dell'ex Convento di San Francesco

chiostro dell'ex Convento di San Francesco

chiostro dell'ex Convento di San Francesco

Alla fine dell'800 venne usato come carcere e la chiesa, che era stata sconsacrata, nel '900 fu trasformata in forno e mulino. Gli edifici sconsacrati vennero poi ceduti al Comune nel 1870 e dal 1999 sono stati trasformati in Enoteca Regionale delle Marche con possibilità di degustazioni e acquisto di vini e dal 2021è sede anche dell'Oleoteca Regionale.

Enoteca Regionale delle Marche

Enoteca Regionale delle Marche


Enoteca Regionale delle Marche

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Durante la nostra visita ad Offida abbiamo deciso di prenderci una pausa pranzo in un ristorante posto sotto i portici del Palazzo Comunale di Piazza del Popolo 

                                                  OSTERIA CANTINA OFFIDA
                                                  Piazza del Popolo 
                                                  www.cantinaoffida.com/osteria-cantina-offida/

Osteria Cantina Offida

GIUDIZIO 
Offida, oltre ad essere conosciuta per le sue bellezze artistiche, per essere uno dei "Borghi più Belli d'Italia" e per il suo merletto a tombolo ,è anche nota per l'ottima qualità dei vini prodotti nel suo territorio.

Osteria Cantina Offida

Osteria Cantina Offida è sia un punto vendita del vino prodotto dall'azienda omonima, sia un locale dove degustare prodotti e piatti locali e della cucina marchigiana.

La sua cucina si può degustare sotto le alte volte della sala ristorante o ai tavoli posti sotto il portico del Palazzo del Popolo.

tavoli del ristorante sotto il portico di Palazzo Comunale

Tavoli in legno e sedie bianche, composizioni di specchi o di maschere che ricordano il carnevale di Offida, foto storiche del borgo, e un bancone all'ingresso del locale, caratterizzano l'ambiente interno.

sala ristorante dell'Osteria Cantina Offida

sala ristorante dell'Osteria Cantina Offida

sala ristorante dell'Osteria Cantina Offida

sala ristorante dell'Osteria Cantina Offida

La mise en place è costituita da una tovaglietta in carta dove è riportata la piantina antica del borgo con i suoi monumenti e da stoviglie vivaci. 

tovaglietta con piantina di Offida

I piatti da noi scelti era sapidi e interessanti nella loro semplicità. Il vino di loro produzione ha accompagnato degnamente il nostro pasto. 

funghi alla griglia

trippa

ravioli con pere, gorgonzola ed estratto di vino rosso

maccheroncini di Campofilone con tris di verdure

il vino della Cantina Offida

Nel complesso una buona tappa gastronomica che, completata dalla degustazione enologica in altre rivendite del borgo e all'Enoteca Regionale, ci ha permesso di scoprire e gustare piatti e vini locali.


CONCLUSIONI                                                                                                                   Termina qui la prima parte della nostra visita di Offida. Ma il borgo medievale offre ancora molti altri spunti interessanti che verranno descritti nel prossimo post e a questo si aggiungerà un post dedicato al merletto a tombolo realizzato dalle donne offidane, che ha reso il borgo famoso in Italia e all'estero. 


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