domenica 28 giugno 2026

Un borgo delle Marche: Monterubbiano

 

Su una collina della provincia di Fermo si trova un borgo medievale dalle numerose chiese antiche e palazzi storici: Monterubbiano.

Monterubbiano

In un territorio frequentato dal Paleolitico, Monterubbiano fu fondato intorno al VI/V secolo a.C. dai Piceni. In epoca romana divenne una "Urbs Urbana" o "Urbis Civitas", ovvero un centro con funzioni religiose e politiche, circondato da un pomerio. Nel V secolo d.C. Monterubbiano passò sotto il regno degli Ostrogoti e poi nel 570 sotto il ducato di Spoleto dei Longobardi (Marca Fermana), sotto il quale rimase per 500 anni. Fu in possesso dell'Abbazia di Montecassino e poi di Farfa. Nel XII secolo ottenne l'autonomia come libero comune nello Stato Pontificio e prese il nome di "Urbiano".
Monterubbiano

Per 200 anni Monterubbiano ebbe contrasti con Fermo che però non riuscì mai a conquistarlo. Nel XV secolo Monterubbiano fu contesa tra Ladislao di Napoli, Carlo Malatesta di Cesena e Ludovico Migliorati signore di Fermo. Fu infine conquistata da Francesco Sforza che venne nominato marchese di Fermo e gonfaloniere della Chiesa. Il borgo entrò effettivamente sotto il dominio dello Stato Pontificio nel XVII secolo e vi rimase fino al 1860, quando andò a far parte del regno d'Italia.
Monterubbiano
 
Francesco Sforza fece erigere tra il 1433 e il 1446 delle mura difensive in laterizio (oggi visibili solo in parte sul lato Sud), lunghe 2 km. Delle cinque porte che furono aperte lungo il perimetro del borgo, se ne conservano solo tre: Porta del Pero o Porta della Valle (a Nord-Ovest), Porta San Basso o Porta Vecchia (a Sud-Est) e Porta Sant'Andrea (a Sud-Ovest, aperta nel XVIII secolo).

Una delle porte scomparse era la Porta Marina, il cui cassero è stato inglobato nel Palazzo Secreti (XVII/XVIII secolo), ed è da qui che la nostra visita del borgo ha avuto inizio.

Il primo edificio incontrato percorrendo Corso Italia è stata la Chiesa dei Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista.

facciata della Chiesa dei Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista (1238)

fiancata laterale della Chiesa dei Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista (1238)

La chiesa è stata costruita su una precedente longobarda. Insieme al suo portale, realizzato dai Maestri Berardo e Attone, risale al 1238 (come si legge sul portone). Il campanile a vela risale al 1800. 

campanile (1800) / portale della Chiesa dei Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista (Maestri Berardo e Attone - 1238)

data 1238 iscritta sul portale

Una seconda navata fu aggiunta tra il 1364 e il 1462, ma fu chiusa nel 1700 (sul lato destro della chiesa si intravedono gli archi a tutto sesto che dividevano le due navate). Nella navata centrale rimangono affreschi del XIII/XIV secolo delle scuole del Beato Angelico e di Gentile da Fabriano. Purtroppo la chiesa  era chiusa al nostro passaggio.

ingresso secondario della chiesa con bassorilievo

particolare di un portale della chiesa: lunetta semicircolare con bassorilievo con motivi vegetali e croce

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Poco più avanti s'incontra l'Oratorio di San Michele Arcangelo eretta originariamente tra il XI e il XII secolo. 

Oratorio di San Michele Arcangelo

Oratorio di San Michele Arcangelo

L'attuale facciata della chiesa risale al XIV/XV secolo. Un arco ogivale gotico inquadra il portale e segna il cambiamento della struttura da pietra arenaria a mattoni in laterizio.

arco ogivale della facciata dell'oratorio

Il porte laterale della chiesa presenta monofore e bassorilievi medievali. La chiesa è sconsacrata dai primi decenni del Settecento.

fiancata dell'oratorio con monofore e bassorilievo medievale
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Proseguendo sul corso principale del borgo si giunge alla Chiesa di Sant'Agostino, attigua al più antico convento fondato dagli Agostiniani in provincia di Fermo (soppresso da papa Innocenzo X nel 1625).

Chiesa di Sant'Agostino

La chiesa, fondata nel 1266, fu ristrutturata nel Settecento e nell'Ottocento. Tra il 1925 e il 1939 assunse internamente forme neoclassiche grazie all'architetto Carlo Calzecchi Onesti (figlio del celebre Temistocle Calzecchi Onesti, del quale si parlerà più avanti) e alle decorazioni realizzate da Antonio Lanave. Tra gli abbellimenti apportati vi sono vetrate istoriate, l'altare maggiore con recinzione in marmo e l'aggiunta di una cappella dedicata a San Nicola da Tolentino.

lapide della chiesa che commemora i restauri dell'edificio del 1821/1826

navata della Chiesa di Sant'Agostino

affreschi (Antonio Lanave)

affreschi del catino absidale e della volta (Antonio Lanave)

parete destra della navata: opere di Antonio Lanave

parete sinistra della navata: opere di Antonio Lanave

Nell'abside si conservano quattro tavolette centinate raffiguranti Santa Caterina d'Alessandria, Santo Stefano, San Vincenzo e San Giorgio, opera di Vincenzo Pagano, e due tavolette ottagonali rappresentanti l'Arcangelo Gabriele e l'Annunziata, realizzate dallo stesso artista.

presbiterio: tavolette (Vincenzo Pagani)

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Al termine di Corso Italia si giunge alla Piazza Temistocle Calzecchi Onesti, piazza che prende il nome da uno dei suoi concittadini più illustri, il fisico Temistocle Calzecchi Onesti che visse in uno degli edifici che si affacciano sulla piazza.

Piazza Temistocle Calzecchi Onesti

Il rinascimentale Palazzo Calzecchi Onesti (1553/1562), fu infatti la residenza in cui visse lo scienziato che nel 1876 inventò il Coherer (o Coesore), uno strumento usato da Guglielmo Marconi nei suoi primi ricevitori radio, dando vita al telegrafo senza fili. La facciata del palazzo è caratterizzata da finestre ad arco a tutto sesto incorniciate da pietra arenaria e dallo stemma famigliare.

Palazzo Calzecchi Onesti

stemma famiglia Calzecchi Onesti

lapide che ricorda Temistocle Calzecchi Onesti posta sulla facciata del Palazzo Calzecchi Onesti

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Sulla stessa piazza, di fronte a Palazzo Calzecchi Onesti sorge la Collegiata di Santa Maria dei Letterati. E' così chiamata perché anticamente le accademie letterarie, musicali e scientifiche si radunavano al suo interno per tenere le loro sedute.

Collegiata di Santa Maria dei Letterati

Collegiata di Santa Maria dei Letterati (vista dalla Piazza del Mercato)

La chiesa, eretta nel XVII secolo, sorge sulle fondamenta di due chiese demolite: la Chiesa di Santa Maria della Misericordia e la Chiesa di Santa Maria in Piazza (si possono notare i resti del pavimento delle due chiese precedenti lungo il pavimento dell'attuale chiesa). 

resti del pavimento della precedente Chiesa di Santa Maria della Misericordia

Fu Benedetto XIII nel 1728 ad elevare la chiesa a Collegiata. Nel 1856 furono aggiunti l'abside e i transetti, che trasformarono la pianta della chiesa a navata unica in una a croce latina.

navata della Chiesa di Santa Maria dei Letterati

Nell'abside è posto un coro di legno di noce realizzato nel 1778 dai Maestri Alessio Donati da Offida e Gaetano Mircoli da Monterubbiano.

coro ligneo (Alessio Donati da Offida e Gaetano Mircoli da Monterubbiano - 1778)

Nella chiesa vi sono opere di Vincenzo e di Lattanzio Pagani. 

Madonna del Rosario con cinque Misteri (opera donata dal Monsignor Paolo Pagani, figlio di Lattanzio Pagani e nipote di Vincenzo Pagani)

L'Assunzione della Vergine racchiusa in una cornice barocca posta sull'altare maggiore, fu commissionata a Vincenzo Pagani nel 1539 dalla Chiesa dell'Annunziata di Firenze, ma l'opera non arrivò mai Firenze per le mutate condizioni del contratto.

catino absidale e pala d'altare

Assunzione della Vergine (Vincenzo Pagani)

Sempre di Vincenzo Pagani sono le tre tavole di una predella d'altare (il Bacio di Giuda, la Flagellazione e la Salita al Calvario), poste in una teca alla destra dell'altare del SS. Sacramento, nel transetto sinistro. Il dipinto della Crocifissione è invece opera di Lattanzio Pagani, il figlio di Vincenzo.

Crocifissione (Lattanzio Pagani) / parete destra: predelle d'altare (Vincenzo Pagani)

Nel transetto destro è invece posta l'Apparizione del Sacro Cuore alla Beata Margherita Maria Alacoque, opera di Luigi Fontana. 

Apparizione del Sacro Cuore alla Beata Margherita Maria Alacoque (Luigi Fontana)

L'organo del 1802 è stato realizzato da G.Callido da Venezia.

organo (G.Callido - 1802)

CURIOSITA': l'artista Vincenzo Pagani fu sepolto nella chiesa precedente a quella attuale e la sua tomba andò in rovina quando la chiesa crollò.
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Il terzo edificio storico che s'affaccia sulla piazza è il Palazzo Comunale, costruito nel XIV secolo imitando uno stile romanico-gotico.

Palazzo Comunale

La facciata prospicente la piazza presenta un balcone sorretto da un arco realizzato con blocchi di travertino bianchi, aggiunto tra il 1934 e il 1939 dall'architetto Carlo Calzecchi onesti. Al primo piano si aprono tre bifore.

facciata con balcone del Palazzo Comunale 

Sull'altra facciata s'accede al palazzo tramite un portico rialzato a tre arcate poggianti su basse colonne. Al primo piano si aprono quattro bifore con vetri alla veneziana.

facciata con portico del Palazzo Comunale

sotto il portico del Palazzo Comunale

Le finestre illuminano la Sala Consiliare che ospita una piccola pinacoteca.

Il palazzo è affiancato dalla Torre dell'Orologio, alta 29,5 m e con merlature ghibelline (non originali).

Torre dell'Orologio

Torre dell'Orologio

Torre dell'Orologio
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Dalla piazza, in corrispondenza dell'angolo formato dal Palazzo Comunale, partono due strade. La strada a destra (Via Pagani) conduce al Teatro Vincenzo Pagani.

Teatro Vincenzo Pagani

Il teatro fu realizzato nel 1975 da Luca Galli su progetto dell'architetto Francesco Ridolfi da Ancona. Il teatro sorse nell'area in cui si trovava il così chiamato "Palazzaccio", un palazzo cinquecentesco appartenuto alla famiglia Pagani.

frontone del Teatro Vincenzo Pagani

L'edificio presenta una facciata neoclassica in laterizio. La parte inferiore realizzata in bugnato si apre con tre porte ad arco, mentre nella parte si trovano tre finestroni con davanzali in pietra.

La sala del teatro è a forma di ferro di cavallo, con tre ordini di palchetti (in totale 45) ed ha una capienza di 231 posti.

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Di fronte al Teatro si erge il Complesso del Convento e della Chiesa di San Francesco.

Convento e Chiesa di San Francesco

La chiesa fu fondata nel 1247 dai beati Lucido e Matteo, due seguaci di San Francesco che erano tornati nel loro borgo natale dopo la morte del Santo. 

La torre campanaria risale al XVIII secolo.

torre campanaria della Chiesa di San Francesco

torre campanaria della Chiesa di San Francesco

L'interno della chiesa conserva altari barocchi e affreschi quattrocenteschi di Pietro Alemanno. Oggi il complesso è divenuto un polo culturale ed è adibito ad Auditorium, Museo Archeologico, Orto Officinale, laboratorio didattico, sala espositiva e Biblioteca Comunale.

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Percorrendo Via Trento e Trieste (l'altra via che parte dalla piazza principale del borgo) si giunge a Piazza Aricinti e alla Pieve dei Santi Stefano e Vincenzo, la parrocchia più antica del borgo (XI secolo).

Pieve dei Santi Stefano e Vincenzo

abside della Pieve dei Santi Stefano e Vincenzo

La struttura romanica con abside semicircolare presenta, sulla facciata prospicente la piazza, un portale romanico frammentario (1200/1300).

portale romanico della Pieve dei Santi Stefano e Vincenzo (1200/1300)

La torre quadrata della chiesa è aperta da una monofora trecentesca.

torre campanaria della Pieve dei Santi Stefano e Vincenzo

torre campanaria della Pieve dei Santi Stefano e Vincenzo

monofora della torre campanaria della Pieve dei Santi Stefano e Vincenzo

L'interno è a tre navate, scandite da colonne in cotto e capitelli romanici in pietra. Durante la nostra visita (come altre chiese del borgo!) l'edificio religioso era chiuso.

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Se si percorre Via Garibaldi ci si trova nella zona in cui nel tardo medioevo si erano stabilite alcune famiglie ebraiche. Era questo il ghetto ebraico, o le cosiddette "Spiagge", come veniva chiamata quest'area di Monterubbiano nel XV secolo in quanto illuminata dal sole per parecchie ore al giorno.

Via Garibaldi / ex Ghetto Ebraico

La comunità ebraica del borgo si occupava della concia delle pelli e della manifattura tessile, oltre che del prestito di denaro.

Via Garibaldi si congiunge alla piazza principale del borgo. Se si prosegue per Via Segreti, si giunge alla sconsacrata Badia dei Santi Biagio e Flaviano.

 Badia dei Santi Biagio e Flaviano

L'esterno si presenta in stile romanico. La chiesa venne costruita nella seconda metà del XII secolo.

abside e campanile a vela della Badia dei Santi Biagio e Flaviano

Sulla fiancata della dell'edificio si trova un portale in pietra arenaria con un bassorilievo d'arte longobarda (forse un pluteo o una transenna o un paliotto). Il portale e il bassorilievo provengono dalla chiesa originaria extraurbana dell'VIII secolo, appartenuta all'Abbazia di Farfa.

portale laterale della Badia dei Santi Biagio e Flaviano

bassorilievo del portale laterale della Badia dei Santi Biagio e Flaviano

lunetta con iscrizione del portale laterale della Badia dei Santi Biagio e Flaviano

La chiesa è oggi proprietà privata ed è adibita a magazzino. Dal portale della facciata si possono vedere un altare barocco, il tetto a capriate lignee e lacerti di affreschi del XII/XIV e XV secolo. 

ingresso principale della portale laterale della Badia dei Santi Biagio e Flaviano

interno della Badia dei Santi Biagio e Flaviano

altare dell'ex Badia dei Santi Biagio e Flaviano

Il nostro tour di Monterubbiano si può dire terminato. Uscendo dal borgo si notano nella vallata il Cimitero Monumentale, realizzato nel XIX secolo da Luca Galli, la Chiesa di Santa Maria dei Monti e la Chiesa del Santissimo Crocifisso (1590) costruita in mattoni in stile barocco.

Cimitero Monumentale di Monterubbiano

Chiesa del Santissimo Crocifisso

ingresso della Chiesa del Santissimo Crocifisso

CONCLUSIONI                                                                                                           Monterubbiano è un borgo medievale molto interessante. Peccato solo che alcune delle antiche chiese fossero chiuse durante la nostra visita, permettendoci di apprezzarle solo esternamente. 


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