venerdì 1 novembre 2013

Baden bei Wien, località termale della Bassa Austria


SITO TURISTICO                       www.badenonline.at
UFFICIO TURISTICO                 Busattiplatz 3

Già nota agli antichi romani per le sue acque solfuree, Baden bei Wien (letteralmente "Baden vicino a Vienna", per distinguerla da Baden in Svizzera e Baden in Germania) è una località termale della Bassa Austria a soli 30 km da Vienna.


Quando i romani la fondarono la chiamarono Aquae Pannonicae.

Baden divenne poi nel XIX secolo una meta dell'aristocrazia viennese perché era la località di villeggiatura estiva preferita dalla corte asburgica: Francesco I vi soggiornò per 30 anni.
Per questo i nobili austriaci costruirono qui ville e palazzi.
Per la sua architettura in questa cittadina si respira ancora un'atmosfera biedermeier.

palazzo nel centro storico

Oggi una linea tranviaria la collega alla capitale per i numerosi turisti e viennesi che la possono così raggiungere con un'oretta di viaggio.

via pedonale del centro cittadino
Circondata dal Bosco Viennese e da dolci colline Baden possiede circa 15 bagni termali.

Le sue acque possono essere d'aiuto nella cura delle malattie circolatorie, dermatologiche, articolari, muscolari e nervose.
I 4 milioni di litri al giorno che sgorgano a Baden possono raggiungere la temperatura di 36°C.
Provengono da un massiccio di calcare dolomitico.

Uno dei centri termali più frequentati nella cittadina sono le Romertherme, uno dei più grandi in Europa, con una piscina ricoperta di vetro.
Un altro grande centro termale è la Thermal-Strandbad con una piscina con la spiaggia più grande in Austria.

Kurpark

Al centro della cittadina sorge invece l'ottocentesco Kurpark con il Casinò, la Stadtische (l'arena municipale in stile Art Nouveau), e la Kurhaus (un centro congressi).
ingresso al Kurpark
Casinò e terme del Kurpark
Kurhaus
Il parco termale si estende per 52 ettari, ed è il più grande in Austria.
Nei giardini del parco oltre che passeggiare tra statue di compositori e la fontana delle ondine in stile liberty, ci si può rilassare ascoltando piccoli concerti di musica classica suonata dal vivo nel padiglione dedicato a Beethoven, posto difronte al ristorante del casinò.
Anche Strauss si è esibito qui.
Si respira in questo luogo un'aria di vera spensieratezza, dove si fondono quiete e divertimento.

terrazze con giardini del Kurpark
fontana con le ondine
bar nel parco
statua dedicata a Strauss e a Lehar
padiglione per i concerti

Il centro cittadino si snoda con le sue vie limitrofe pedonali intorno alla Hauptplatz, la piazza principale di Baden a forma triangolare.
Al centro di questa piazza si trova la barocca colonna della Trinità di G.Stanetti.

Hauptplatz con colonna della Trinità e Rathaus
In questa piazza si trova il Rathaus (Municipio) in stile neoclassico-Biedermeier di J.Kornhausel dei primi del '900.
Ha un pronao colonnato.

Rathaus
Di fronte al municipio si trova la Kaiserhaus, che fu la residenza estiva degli imperatori Francesco I e Carlo I.

Mozart, Beethoven, Schubert e Strauss scelsero questa cittadina come luogo d'ispirazione per la loro musica.

Si può visitare la Casa di Beethoven (Haus der Neunten), la casa di un ramaio dove il musicista trascorse al primo piano le estati tra il 1821 e il 1823.

casa di Beethoven

ingresso della casa di Beethoven




E' tra queste mura che Beethoven scrisse il finale della Nona Sinfonia Corale e parte della Missa Solemnis.
Tra le mura di questa antica casa si possono vedere cimeli, spartiti delle sue opere e pianoforti.


camera da letto di Beethoven
studio della casa di Beethoven
pianoforte nella casa di Beethoven
salotto della casa di Beethoven
spartito manoscritto di Beethoven
Orario    martedì/venerdì    16.00/18.00
               sabato/domenica  10.00/12.00  16.00/18.00
Costo 3,50€


Il Mozarthof (Renngasse 4) è la casa dove invece soggiornò Mozart, sulla cui facciata se ne ricorda il passaggio in città e la composizione dell'Ave Verum.
In questa casa vi soggiornarono anche Schubert e Strauss.

Mozarthof

Il Teatro di Baden è un grande edificio in forme eclettico-Jugendstil costruito agli inizi del XX secolo.

Teatro

La chiesa parrocchiale di S.Stefano (Pfarrkirche St.Stephan) è una chiesa gotica (1477).
L'abside è fiancheggiata da un campanile gotico con tetto barocco bulbiforme (67m.) e da due torri.

parrocchiale di S.Stefano
campanile della parrocchiale di S.Stefano

L'interno è a tre navate, con volte a forma di stella.
Sull'altare maggiore vi sono le statue di S.Pietro, S.Paolo, S.Giovanni Battista e S.Severino.
 
interno della parrocchiale di S.Stefano
pulpito barocco
"Lapidazione di S.Stefano" - P.Troger
tribuna d'organo gotica
organo barocco
Una tela della Lapidazione di S.Stefano di P.Troger ornava prima l'altare maggiore.
La chiesa possiede un pulpito barocco e un organo anch'esso barocco posto su una tribuna in stile gotico.
Una targa sulla scala che porta all'organo ricorda che in questa chiesa venne eseguito per la prima volta l'Ave Verum di Mozart nel 1792.

targa commemorativa dell'Ave Verum

Posta ai margini del centro cittadino vi è la Josefplatz.
E' qui che si ferma il tram che congiunge Baden a Vienna.

tram per Vienna

In questa piazza si trovano due padiglioni delle terme ottocentesche: il Frauenbad nel quale trova spazio l'Arnulf Rainer Museum, e lo Josefbad con un corpo rotondo aggiunto a forma di tempio romano dedicato a Vesta.
Fraunbad con l'Arnulf Reiner Museum
Josefbad con tempietto


Una delle attrattive di Baden è Doblhoffpark, parco che prende il nome dagli ultimi proprietari del castello Weikerdorf (divenuto un hotel a 4 stelle di cui vi parlerò più tardi) di cui il parco faceva parte sino agli anni '60.

Doblohoffpark
aiuola nel Doblhoffpark


Il parco attrae visitatori soprattutto in giugno e in ottobre quando nel suo Rosarium, il più grande in Austria, i suoi 30.000 rosai sono nel pieno della fioritura.
Le 175 aiuole del parco, con cespugli e pergolati coperti di rose rampicanti, con 600 specie di rose che fioriscono due volte l'anno, sono la meta di cultori di giardinaggio e amanti della natura.
Per questo durante questo periodo a Baden si organizzano concerti e visite guidate per conoscere e festeggiare la regina dei fiori.

Rosarium
Rosarium
pergolato con rose

Nel parco alla francese si trovano anche piante centenarie e un ameno laghetto.



Nel piccolo Gruner Markt, il mercato cittadino, c'è la possibilità di consumare ad uno dei chioschi un leggero pasto a base di formaggi tipici o insaccati, accompagnati da marmellate e vini locali.

mercato
chioschi del mercato
degustazione di formaggi al mercato

Nella piazza del mercato oltre all'ufficio del turismo si trova anche la
                                    BADENER HAUERVINOTHEK
                                    www.hauervinothek.at
                                    Busattiplatz 2

dove poter degustare e comprare vini e liquori della zona vinicola termale che circonda Baden.

insegna dell'enoteca
entrata all'enoteca
enoteca
cappella di St.Maddalena


L'enoteca viene ospitata nei suggestivi locali risalenti al 1137 un tempo proprietà del monastero cistercense di Heiligenkreuz.
Per questo il piccolo museo del vino è stato allestito nella cappella di Santa Maddalena con affreschi gotici con cornici rinascimentali, mentre le sale di vendita e degustazione di vino sono allestite nei locali di servizio della ex cappella.


affreschi gotici con cornici rinascimentale
spazio museale

spazio museale dell'enoteca




Noi abbiamo visitato Baden alla fine di giugno, tempo in cui ha luogo la "Lange Einkaufsnacht", la "Lunga notte dello Shopping", ovvero una festa con musica per le strade della città fino a notte fonda, durante la quale i negozi rimangono aperti. La particolarità della manifestazione è che il pubblico è vestito con abiti bianchi e porta ghirlande di fiori bianchi di carta al collo.

adulti e bambini vestiti di bianco
festa vestiti di bianco
musica per le strade
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Uscendo da Baden verso nord-ovest, nella periferia della città si trova la chiesa di St.Helena tardogotica  rimaneggiata durante l'epoca barocca.
(Da noi trovata chiusa)

chiesa di St.Helena e castello di Rauhenstein
ingresso della chiesa

Alle sue spalle si trovano le rovine medievali del castello Rauhenstein, mentre di fronte vi sono quelle del castello Raueneck.

castello Rauhenstein
castello Raueneck
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ALBERGO                       HOTEL SCHLOSS WEIKERSDORF ****
                                        www.hotelschlossweikersdorf.at
                                        Schlossgasse 9/10
                                        +43 2252 48301-0
                                        camera 120€
                                        colazione inclusa

GIUDIZIO
L'Hotel gode di una posizione privilegiata affacciandosi sul Rosarium del Dorffpark di cui fa parte ed essendo al limitare del centro.

entrata dell'hotel
giardino dell'hotel
hall dell'Hotel

Il castello rinascimentale che lo ospita è di gran effetto.
L'ingresso moderno esternamente non fa presagire il fascino di alcuni ambienti quali il cortile interno a più piani con arcate, coperto da un tetto in vetro  usato per ricevimenti, o la terrazza del ristorante che si affaccia sul roseto.

atrio del ristorante
cortile interno rinascimentale
cortile interno rinascimentale
terrazza rinascimentale
terrazza rinascimentale
terrazza rinascimentale

Anche il bar con i suoi caldi arredi dona un'atmosfera rilassante.

bar Lipizzaner

L'Hotel possiede anche una Spa in un corpo esterno all'edificio principale.

ingresso alla Spa

La nostra camera che affacciava sull'ingresso dell'hotel, non era così affascinante come le zone comuni.
Di giuste dimensioni, con pavimento in legno e dall'arredo moderno, non aveva però un arredamento all'altezza della struttura, rimanendo un po' anonima.

la nostra camera

Il nostro bagno con vasca era sufficientemente funzionale.

il bagno della nostra camera

Abbiamo cenato nel ristorante RosenKavalier dell'hotel, in terrazza rinascimentale.
Lo spettacolo del giardino e del parco sottostante hanno reso la cena romantica.


sala ristorante Rosenkavalier
ristorante Rosenkavalier
terrazza rinascimentale
terrazza con vista sul roseto

La cucina d'impronta austriaca era ben eseguita nelle cotture, ma non presentava spunti esaltanti.
La presentazione dei piatti e il servizio erano accurati.

Amuse buche
crema di asparagi
petto d'anatra con salsa di ciliegie e gnocchi
pesce all'orientale
crema con frutti di bosco
variazione di mela Granny Smith
Nelle stesse sale del ristorante e sulla terrazza viene servita anche la colazione, ricca e varia.
 
sala colazione
buffet della colazione

Questo è un hotel certamente affascinante, ma dovrebbe essere più curato nell'arredamento delle camere per meritare un giudizio più entusiasmante.


CONCLUSIONI
La cittadina di Baden, facilmente raggiungibile da Vienna, offre la possibilità di svagarsi e di curarsi, di immergersi nei colori e nei profumi, di essere coccolati dai piaceri della tavola e del buon vino, e di ascoltare buona musica.
L'atmosfera che si può respirare in questa cittadina appaga proprio tutti i sensi.




martedì 15 ottobre 2013

Godollo, il palazzo in Ungheria preferito della Pricipessa Sissi


Il Palazzo di Godollo si trova in Ungheria, ad una trentina di chilometri a nord-est di Budapest.

La storia di questo palazzo è molto legata alla figura affascinante della duchessa di Baviera Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach, più nota come principessa Sissi.

statua della principessa Sissi nel parco di Godollo

Dopo le sue nozze con Francesco Giuseppe d'Asburgo, fu imperatrice d'Austria, regina di Croazia e Boemia, e regina apostolica d'Ungheria.
Fu sempre legata all'Ungheria che contraccambiava le sue simpatie.
Dopo il compromesso (l'Ausgleich) tra Austria ed Ungheria del 1867 Francesco Giuseppe ed Elisabetta furono incoronati re e regina d'Ungheria.

Dopo l'incoronazione venne loro donato il Palazzo di Godollo.
I reali avevano giurato infatti di trascorrere periodi di tempo regolari in Ungheria.

La residenza era già nota a Sissi che aveva visitato nel 1866 l'ospedale militare allestito nel maneggio di questo palazzo.
Si era subito innamorata di questo posto, ma il consorte l'aveva esortata a non pensare di acquistarlo perché l'Austria aveva già problemi economici a causa della Guerra Austro-Prussiana.

Il Palazzo era stato comunque messo a disposizione dell'imperatrice che aveva deciso di trovare rifugio con i figli Rodolfo e Gisella in Ungheria durante la guerra che interessava l'Austria.

Ma la storia del più grande palazzo barocco d'Ungheria inizia tempo prima.


Fu fatto costruire dal conte Antal Grassalkovich I, confidente di Maria Teresa d'Austria, tra il 1741 e il 1760.
I lavori furono affidati all'architetto Andras Mayerhoffer.

Antal Grassalkovich I

Con un parco di 28 ettari e una costruzione di 1700 m² è la seconda tenuta più grande d'Europa dopo Versailles.

Il Palazzo ha una facciata con balconi in ferro battuto, su 4 colonne in marmo rosso e capitelli ionici.
Al centro della balaustra si trova lo stemma dei Grassalkovich.

facciata d'ingresso al palazzo

Il palazzo si divide in 8 ali che formano una doppia U, con chiesa, orangerie e bagno a nord, e stalle e maneggio a sud.

La chiesa calvinista del villaggio venne fatta demolire da Grassalkovich I e al suo posto venne eretta la cappella cattolica del Palazzo dedicata a S.Giuseppe Nepomuceno, consacrata nel 1749.
Nel suo interno il baldacchino sopra l'altare maggiore poggia su 4 colonne di marmo nero.
Sull'arco trionfale si trova lo stemma della famiglia.
Vi si trovano anche due pulpiti in stile rococò.
Un mosaico veneziano ritrae Grassalkovich I.


Tra il 1782 e il 1785 i torrioni angolari del palazzo furono sostituiti da due padiglioni da Grassalkovich II.

Il teatro barocco del castello, il più antico teatro in pietra in Ungheria ancora in funzione, fu costruito anch'esso da Gassalkovich II negli stessi anni.

teatro barocco

E' lungo 24,5 m. e largo 8 m. per un'altezza di 9,5 m.
Ha decorazioni neoclassiche e dipinti tardo barocchi.
Disponeva di 100 posti a sedere, nella platea e nelle due gallerie sulla parete posteriore.
Poteva ospitare 24 membri d'orchestra.

palcoscenico del teatro barocco
decorazioni e dipinti delle pareti del teatro

Era in funzione solo in presenza del conte, circa due settimane l'anno.
Le tele del fondale sono scorrevoli, con tecnica a coulisse originale.
Le tele appese dall'alto raffigurano paesaggi.

ingranaggi di scena
ingranaggi di scena

Il teatro prese il posto delle camere a disposizione dell'amico di famiglia il Cardinale Arcivescovo di Vienna e vescovo di Vac Kristof Migazzi.
Nel 1867, con l'istallazione di due soffitti, il teatro fu poi convertito in 15 stanze, per l'entourage della famiglia reale.
Fu ritrasformato in teatro nel 2003.
 
A Grassalkovich III e alla moglie Leopoldina Esterhazy si deve invece la trasformazione del giardino alla francese in giardino all'inglese.

parco del palazzo

particolare del parco del palazzo

Quando nel 1867 la famiglia Grassalmovich si estinse, il palazzo divenne proprietà dello Stato, che come ho già detto ne fece dono ai reali asburgici.

Divenne quindi la residenza sia estiva che invernale preferita da Elisabetta, che qui amava rifugiarsi lontano dal protocollo della corte viennese, e dove si sentiva più libera.
Passò più tempo a Godollo che al palazzo del Hofburg a Vienna o a Schonbrunn.
Qui, sino al 1916, vennero organizzate battute di caccia, feste e corse di cavalli.

La principessa Sissi fece costruire un maneggio al coperto per potersi dedicare a questa attività sportiva che amava molto praticare.
 
maneggio


Questo palazzo era finalizzato, con le sue 136 camere di cui 67 riservate al personale, al comfort piuttosto che alla grandezza.
Si accede all'interno salendo uno scalone a doppia ala.


scalone d'ingresso

(non si possono scattare foto all'interno del palazzo)

La suite matrimoniale aveva come colore dominante il viola che Elisabetta amava molto.
In una camera vi sono appesi alle pareti ritratti della regina con i politici che frequentava.
Sissi aveva molto a cuore la politica dell'Ungheria, conosceva l'ungherese e amava la musica gipsy.

Gli appartamenti del re avevano invece pannelli gialli e carta da parati di seta grigia.
Non posso fornire foto inerenti l'interno degli appartamenti perché non è concesso fotografare.


Nel giardino all'inglese vi erano viole e viole del pensiero, i fiori amati da Sissi, e in due stagni nuotavano i cigni.

giardino dietro al palazzo

Nel 1920 il Palazzo tornò allo Stato ungherese.
Tra il 1920 e il 1944 divenne la residenza estiva dell'Ammiraglio e governatore ungherese Miklos Horthy.
Successivamente fu trasformato in ospizio per anziani e caserma per le truppe sovietiche che ne bruciarono l'arredo.
Nel 1995 fu riaperto al pubblico.

Orario: marzo/27 ottobre 2013                                        10.00/18.00
             28 ottobre/31 marzo 2014     lunedì/venerdì       10.00/16.00
                                                            sabato/domenica  10.00/17.00
            13 gennaio/16 febbraio 2014  CHIUSO

ingresso al palazzo
costo:  2.200 HUF
audioguida 600 HUF

visita parco GRATIS     novembre/marzo     6.00/18.00
                                      aprile/ottobre          6.00/20.00

visita guidata Teatro barocco            sabato/domenica
          durata 30'                           
costo 1.400 HUF
          1.100 HUF come biglietto aggiunto all'ingresso al palazzo

visita guidata al bunker           
          durata 25'/30'
costo 800,- HUF
          700,- HUF come biglietto aggiunto all'ingresso al palazzo

3D cinema                                         giovedì/domenica
          durata 45'
costo 1.200 HUF
          900,- HUF come biglietto aggiunto all'ingresso al palazzo

falconeria e show di tiro con l'arco       12 maggio/15 settembre 2013
          durata 60'     ore 16.00
costo 1.500 HUF


CONCLUSIONI
Anche se non abbiamo potuto scattare foto all'interno del palazzo per mostrarvi cosa realmente si visita, penso che gli ambienti restaurati e visitabili diano un'immagine di come potevano essere quando erano abitati da Sissi e dalla sua famiglia.
Quello che invece non consiglierei di visitare è il bunker, per noi un po' deludente.
Il teatro barocco e il maneggio invece meritano una visita.


giovedì 3 ottobre 2013

Il castello di Sully-sur-Loire, porta orientale della Valle della Loira


Il castello di Sully sur Loire (da non confondersi con il castello di Sully in Borgogna) si trova in Francia nella regione del Centro, nel dipartimento Loiret.
Sorge sulla riva sinistra della Loira.

Questo castello rinascimentale dall'aspetto fiabesco costituisce la porta orientale della Valle della Loira, e facendo parte dei castelli che impreziosiscono questa valle, è anch'esso iscritto nella lista del Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco.

In questo luogo già in epoca gallo-romana vi si trovava un forte.
Sully deve forse il suo nome proprio al generale romano Sillius che all'epoca di Giulio Cesare fece costruire in quest'area una villa.

Il castello viene però per la prima volta menzionato in epoca medievale (1102), come postazione di controllo a difesa di un ponte in pietra, di epoca romana, che attraversava la Loira in questo punto, andato distrutto nel 1363.

La fortezza medievale venne costruita da Gauthier de Sully.
L'edificio aveva otto torri angolari, di cui una sola ancora ne rimane.
Nel 1218 Filippo Augusto costruì una torre di forma cilindrica oggi scomparsa.

L'attuale costruzione venne voluta nel 1395 da Guy de la Trémoille.
L'opera venne affidata all'architetto del Louvre e di Vincennes, Raymond du Temple.

Subì dei danni durante le guerre di religione, e la cappella fu distrutta nel 1563.
Nel 1602 il castello venne acquistato da Maximilien de Béthune, Grand Sully, primo duca di Sully, ministro e consigliere del re Enrico IV.

Nel XVIII secolo si apportarono modifiche e nuove costruzioni al castello.
Nel 1714 il Maresciallo di Vianges Claude Morey fece costruire la facciata nord.
 
Tra i personaggi che soggiornarono al castello di Sully si ricorda Giovanna d'Arco, imprigionata da Georges de Trèmoille, favorito del Delfino di Francia (futuro re Carlo IV), all'epoca proprietario del castello, che temeva l'influenza sul re esercitata dall'eroina.
Giovanna d'Arco infatti si era recata al castello per convincere il Delfino a recarsi a Reims per essere incoronato re di Francia dopo la sconfitta degli Inglesi a Patay.

Voltaire fu esiliato in questo castello tra il 1716 e il 1719.
Era stato allontanato dal re da Parigi per aver scritto testi denigratori ed epigrammi.
Per lui nella sala d'onore fu costruito un teatro per poter rappresentare le sue opere.

Nel castello il giovane re Luigi XIV, accompagnato dalla madre Anna d'Austria e dal cardinal Mazzarino, vi trovò rifugio durante il periodo della Fronda.
Tra i suoi proprietari ci fu anche il Maresciallo Mac-Mahon, duca di Magenta e primo Presidente della Repubblica Francese.


Il castello si presenta ai nostri occhi circondato da fossati ancora alimentatati dalla Sange, un affluente della Loira.
Ci appare imponente, con le sue alte torri con tetti muniti di garitte, con il possente mastio e la sua ala residenziale.

lato est del mastio

Il mastio, costruito nel XIV secolo, è a pianta rettangolare, con torri cilindriche sporgenti agli angoli.
Quelle del lato ovest si chiamano "Nouvion" e "Vilebon", quelle del lato est "Chapelle d'Anguillon" e "Verrines".
Alcune di esse hanno il tetto a punta, merli e cammino di ronda.

mastio

La porta d'accesso è fiancheggiata da torri cilindriche, ed era dotata un tempo di ponte levatoio.

facciata orientale del Petit Chateau ed entrata al castello

entrata al castello

tombe del duca di Sully e di sua moglie






Entrando si visitano alcuni ambienti con soffitto a volta, la cucina e la dispensa.
Trovano posto in questi primi ambienti le tombe del duca di Sully Maximilien e della sua seconda moglie Rachel de Cochefilet.


cucina
ambiente medievale

Poi si sale al piano nobile, dove si attraversano la grande Sala d'onore e gli appartamenti residenziali del duca.
Vi sono due sale medievali del XIV secolo con 13 ritratti di famiglia.
Su un camino monumentale si trova una grande pittura rappresentante il "Castello di Roisney-sur-Seine".
Porte in ferro si aprono sullo studio di Sully, mentre altre in legno sono del XVII secolo.

salone d'onore con ritratti
camino con pittura del "Castello di Roisney-sur-Seine"
salone d'onore

Alcuni arazzi del XVII secolo si trovano negli Appartamenti di Psyché, che prendono il nome  dal soggetto che i sei arazzi stessi rappresentano: le avventure di Psiche tratte dalle "Metamorfosi" di Apuleio, scrittore latino del II secolo.

un arazzo con storia di Psiche
un arazzo con storia di Psiche
appartamenti di Psiche

Tra le stanze del castello vi è anche quella riservata al re, arredata in stile Luigi XIV, con bellissime tappezzerie in seta blu e oro e arazzi del XVII secolo.

camera del re
camera del re
arazzo del XVII secolo della camera del re

Nella Torre di Anguillon i piani sono collegati da una scala a chiocciola che conduce sino all'ultimo piano, dove si trova una struttura in legno a forma di carena rovesciata del XIV secolo, ancora ben conservata, e il cammino di ronda.

cammino di ronda
scala a chiocciola


carpenteria del sottotetto

Nella corte quadrangolare, davanti al mastio, si trova il Petit Chateau, la residenza dei Sully rimaneggiata nel XIX secolo, e la Torre di Béthune costruita per ospitare i cannoni, con muri spessi 5m, di cui è rimasto solo il secondo piano.
Il collegamento tra il Petit Chateau e l'ala settentrionale fu costruito nel XVIII secolo.

corte
grande salone
camera del Petit Chateau
camera del Petit Chateau

Nel parco del castello, attraversato da canali, un tempo si trovava la Collegiale di Saint-Ythier, divenuta parte poi dell'abitato di Sully.
Dedicata al vescovo di Nevers, conserva belle vetrate.

Orario: febbraio/marzo  e ottobre/dicembre
                                          martedì/domenica   10.00/12.00  14.00/17.00
             aprile/giugno     e settembre
                                          martedì/domenica   10.00/18.00
             luglio/agosto      tutti i giorni               10.00/18.00
             chiuso in gennaio
Costo 7€
visite guidate 8€


CONCLUSIONI
Il castello di Sully rappresenta il "primo assaggio" dei famosi castelli di cui la Valle della Loira è costellata.
Certamente questo castello non ha la notorietà di quello di Chambord o di Amboise o di Cheverny, ma certamente ha anch'esso un valore storico e artistico non indifferente, basti solo pensare alle personalità che hanno soggiornato in esso, o alla pregevole carpenteria eseguita da validissimi capi-mastri di Orleans che ha cavalcato i secoli.