sabato 21 ottobre 2017

Ostriche a Parigi


Chi mi conosce sa che una mia passione sono le ostriche.

Negli ultimi dodici mesi ci siamo recati più volte a Parigi ed abbiamo potuto provare alcuni indirizzi di bar à huitres o ristoranti dove degustare questo must della gastronomia francese.
In questo post voglio suggerirli a chi come me non perde occasione per assaggiarle.


 La Francia produce circa 130.000 tonnellate di ostriche all'anno e sono tra le migliori al mondo!

HUITRERIE REGIS
3 Rue de Montfaucon
01 44 41 10 07

Huîtrerie Régis

GIUDIZIO
Questo piccolo locale, sistuato nel 6° Arrondissement, vicino a Boulevard Saint-Germain, è considerato uno dei migliori posti di Parigi per degustare le ostriche.

Questa ostricheria ha un menù bivalve-centrico, in quanto si può scegliere principalmente ostriche provenienti dal bacino di Marenne-Oléron (nel dipartimento Charente-Marittime nel sud-ovest della Francia), il più importante luogo di ostricoltura della Francia.


 ostriche esposte nella vetrina della Huîtrerie Régis
Le loro principali caratteristiche sono determinate dal tempo d'affinamento e dalla densità della coltura (ovvero quante ostriche per mq).
Queste ostriche vengono allevate in vivai in mare e poi trasferite a terminare la propria crescita nelle "Claires", bacini concavi argillosi profondi dai 20 ai 50cm, pozze d'acqua originariamente sede di saline, tra gli estuari dei fiumi Charente e Seudre, alimentate da sostanze nutritive dal susseguirsi delle maree.
L'affinamento nelle claires conferisce all'ostrica qualità organolettiche e polposità, mentre la conchiglia s'indurisce e si madreperlizza.
Le ostriche vengono denominate Fines de Claires se vengono affinate per uno o due mesi nella claires, dove al massimo vi sono 20 ostriche in un mq.
Sono queste ostriche non troppo carnose.
Le più belle Fines de Claires, se vengono tenute in affinamento almeno due mesi e al massimo nelle claires ve ne sono 10 in un mq, divengono Speciales de Claires.
Si differenziano dalle Fines de Claires per la consistenza più decisa della loro carne e per l'equilibrio tra dolcezza e salinità.
Se invece vengono affinate dai quattro agli otto mesi e 5 ostriche in un mq, vengono definite Pousse, acquisendo una consistenza croccante, un sapore zuccherino che si prolunga in bocca e una formazione dentellata sulla conchiglia.
Infine vengono chiamate Fines de Claires Verte le ostriche che presentano branchie di colore verde, dovute all'affinamento in claires nelle quali si è sviluppata una microalga chiamata in francese Navicule Bleaue (in latino Navicula Ostrearia), filtrata dall'ostrica che ne conserva il pigmento, chiamato marennine.
Sono queste ostriche che si possono trovare sul mercato solo tra ottobre e aprile, per rispettare il ciclo riproduttivo, e perché negli altri mesi sono lattiginose e si conservano meno.
Alla Huîtrerie Régis si possono degustare anche le ostriche Belons, allevate in Bretagna vicino a Pont-Aven, nelle vicinanze dell'estuario del fiume Belon, le cui acque ricche di sali minerali e metalli (soprattutto ferro), conferiscono loro un gusto particolare.
Le valve hanno forma tipicamente tondeggiante.

Le ostriche vengono servite sopra un letto di ghiaccio e alghe, accompagnate da limone, salsa mignonette (aceto, pepe nero e scalogno), pane e burro.
Sancerre, Muscadet, Pouilly-Fumé, Chablis sono i vini che ben s'accompagnano alle ostriche.

scelta di vini da degustare con le ostriche
I non amanti delle ostriche potranno trovare nel menù vongole, ricci di mare e gamberi.

interno della Huitrerie Regis
L'ambiente di questo piccolo regno delle bivalve, dalle pareti con mattoni a vista imbiancati, è composto da un bancone, oltre il quale si possono vedere aprire le ostriche, e da pochi tavoli (per un totale di circa 20 persone), apparecchiati con tovaglie bianche e piatti dalle nouances del colore del mare.

preparazione di un plateau di ostriche
Due o tre tavoli sono posti all'esterno sul marciapiede prospiciente il locale.
Per le piccole dimensioni e per la nomea che si è fatto, questo locale è di solito affollato, e non vi è possibilità di prenotazione...ma l'attesa ne vale la pena!

Ops! sono già finite!
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L'ILOT
www.lilot-restaurant.com
4 rue de la Corderie
06 95 12 86 61

GIUDIZIO
Anche questo è un piccolo locale nel quale assaporare ottime ostriche, e non solo.

L'Ilot
Si trova nel quartiere parigino Marais, in una piazzetta proprio davanti al Marché du Temple.
All'interno pochi tavoli con sgabelli alti, che raddoppiano di numero nella bella stagione sulla terrazza esterna.

L'arredamento è cosy, con piastrelle bianche alle pareti, come quelle che si vedono in alcune fermate della metropolitana parigina, e bianchi parquet.

il bancone de L'Ilot
L'apparecchiatura è spartana e informale, senza tovaglia, con cestino delle posate e dispenser di tovagliolini sui tavoli.

Qui troverete in degustazione le Fines de Claires, le Spéciales d'Isigny, e qualche altro tipo di ostrica secondo l'arrivo, scritta su un'ardesia dietro al bancone del locale.
Le Spéciales d'Isigny provengono da Isigny-sur-mer nel dipartimento del Calvados in Normandia, dalla Baie des Veys dove si trovano gli estuari dei fiumi Vire e Aure.
I cosiddetti "naissains" vengono coltivati per 18 mesi sulla costa  della penisola del Cotentin, dove le maree sono meno violente, fattore che garantisce una crescita più rapida.
Poi vengono trasferite nella baia formata dagli estuari dei fiumi per 30 mesi in acque in"plaine mer".
Nei giorni in cui il coefficiente delle maree è più importante e resterebbero quindi scoperte, vengono trasferite negli stabilimenti, selezionate e messe in sacchi dale maglie più larghe e riportate poi in mare.
Questa operazione viene ripetuta decine di volte prima che le ostriche vengano commercializzate.
Le Spéciales d'Isigny sono ostriche carnose, croccanti (per questo possono essere anche cotte) e hanno un sapore dolce e persistente.
Le ostriche vengono servite in questo locale con pane e burro bretone Bordier, il burro usato dagli chef.

le ostriche de L'Ilot
Per chi invece non ama molto questa bivalve potrà orientarsi su altri piatti di mare nel menù: ricci di mare, cozze, granchi, gamberi e conchiglie, oppure tarama, aringhe, pesce affumicato, ceviche, rillettes o tartare di pesce.

sardine del Cantabrico
aringa al naturale
pesce spada e tonno affumicati con salicorn e fiori di cappero
E poi dolci come il kouign amann, specialità bretone.

torta meringata al limone verde
le baulois: specialità al cioccolato di La Baule (cittadina della Bretagna) al fleur de sel de Guérande
kouign amann (specialità bretone) e fromage blanc con coulis di frutti rossi
Non è possibile prenotare ed è un locale molto affollato.

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BAR A' IODE
www.baraiode.fr
34 boulevard Saint-Germain
01 43 29 99 21

GIUDIZIO
Ecco un altro buon indirizzo per degustare le ostriche sul Boulevard Saint-Germain.

Meno piccolo degli altri locali citati fin ora, dispone anch'esso di una terrazza sul marciapiede.

terrazza del Bar A' Iode
L'ambiente è semplice ma curato con gusto: pareti in pietra, qualche piastrella bianca decorata a disegni geometri blu, tavoli in legno e sedute colorate.

interno del locale
interno del locale
La carta delle ostriche offre Fines de Claires, Pleine Mer e Saint-Vaast.
Le ostriche Pleine Mer provengono dalla penisola di Quiberon, ovvero dalla Bretagna del sud.
Sono allevate in mare aperto e quindi in acque profonde. 
Le ostriche di Saint-Vaast sono allevate in un comune della costa orientale della penisola del Cotentin in Normandia: è il più antico bacino ostreicolo della regione.
Le ostriche di Saint-Vaast hanno carne piena, profumo iodato e gusto alla nocciola.
plateau di ostriche
Oltre alle ostriche, si può scegliere di assaggiare antipasti da condividere (tarama, rillettes di mare, alici marinate...), crostacei e conchiglie.
Vi è anche una ristretta scelta di piatti di pesce cucinati e di dessert.

assiette di salmone affumicato
pain perdu
fondente al cioccolato baulois con gelato alla vaniglia
Admiral: sorbetto alla mela e Calvados
In questo locale si può godere di un'atmosfera rilassante anche se il locale è affollato.
Il personale è accogliente e il servizio veloce.
Inoltre i vini per accompagnare i piatti di mare sono offerti a prezzo di cantina.
Ottimo il rapporto qualità/prezzo.

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LE BAR A' HUITRES MONTPARNASSE
http://www.lebarahuitres.com
112 boulevard du Montparnasse
01 43 20 71 01

GIUDIZIO
Anche se il nome di questo locale recita così, più che di bar à huitres in questo caso si può parlare di un vero ristorante di frutti di mare e pesce.

Le Bar à Huitres
La location di questo ristorate del XIV° Arrondissement è attraente: una brasserie marinara, dall'arredamento moderno chic.
Posizionato all'angolo del palazzo che lo ospita, il locale esternamente espone il suo trionfo di frutti di mare, posizionati davanti ad un muro d'acqua.

esposizione di frutti di mare e pesce
Internamente grandi acquari con astici, granchi e scampi sottolineano la specializzazione del ristorante in prodotti ittici.
L'apparecchiatura dei tavoli è curata e il personale professionale.

sala ristorante
acquario nella sala ristorante
"andirivieni" di plateaux di frutti di mare
Sono indubbiamente protagoniste del menù le ostriche e vi è una grande selezione sia di calibro che di provenienza: Spéciales de Saint-Vaast, Spéciales de Isigny-sur-mer, Spéciales Utah Beach e Papillon de Blainville-sur-mer (dalla Normandia), Fine de Prat-ar-Coum, Henorme Pied de cheval de Prat-ar-Coum e Fine de Carantec, Belon (dalla Bretagna), Huitres savage de l'Ile aux Oiseaux e Papillon de la Dune du Pyla (dall'Aquitania), Spéciales Bonbon Rose e Spéciales Huitres Rose (dal Mediterraneo), Fine de Claire David Hervé, Spéciales Gillardeau e Fine de l'Ile de Rè (dal Poitou-Charentes), Fine de l'Ile de Noirmoutier (dai Paesi della Loira).


degustazione di ostriche Gran Cru
Buoni anche gli altri piatti di pesce e i dolci che abbiamo assaggiato.

salmone affumicato
risotto con capasante e vongole
sardine di Concarneau affumicate
creme brulée alla vaniglia flambée
molleaux al cioccolato
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AU ROCHER DE CANCALE
78 rue Montorgueil
01 42 33 50 29

GIUDIZIO
Siamo capitati davanti a questo bistrot-brasserie un po' per caso, passeggiando all'ora di cena in questa via pedonale a nord di Les Halles.

Rue Montorgueil e Au Rocher de Cancale
Siamo stati colpiti dalla facciata color blu pastello con cornici dorate, e dal nome di questo locale, derivante da un piccolo paese della Bretagna: ci faceva tornare alla mente le ostriche prodotte a Cancale.

Eravamo invece del tutto ignari che questa via fosse stata in passato così legata al commercio delle ostriche.

Nel XIX secolo in una Parigi che contava un milione di abitanti, venivano consumate ogni anno sei milioni di dozzine di ostriche!
Rue Montorgueil rappresentava allora il punto d'arrivo dei grossisti di ostriche del nord-ovest del paese.
All'angolo con Rue Mauconseil si trovavano gli uffici di vendita delle ostriche di Fecamp e al N° 61/63 della strada era situata la Société des Huitres di Etretat e di Dieppe.          Per due secoli la via divenne un parco di ostriche.
Al N° 59 di rue Montorgueil nel 1804 venne aperto un ristorante chiamato Le Rocher de Cancale, che rimase in attività sino al 1845, anno in cui fece bancarotta.
Nel periodo di maggior splendore divenne un luogo di ritrovo di dandies, personaggi illustri, aristocratici, borghesi, banchieri, scrittori, artisti, grandi mercanti, consiglieri di corte, deputati, giornalisti, e di coloro che vi si recavano dopo essere stati all'Opera o a teatro.
Honoré de Balzac era un frequentatore di questo ristorante e sembra che qui abbia trovato l'ispirazione per creare i personaggi che animano la sua  "Comédie humaine", e abbia citato il ristorante in altre sue opere letterarie.
Era frequentato anche da Alexandre Dumas Padre, da Théophile Gautier e da Stendhal.
Il gastronomo Alexandre Balthazar Laurent Grimod de la Reynière (inventore delle recensioni sui ristoranti), aveva scelto questo locale come luogo di riunione delle sue giurie di degustatori che si riunivano il martedì per decidere le ricette più meritevoli.
In questo ristorante il menù era pantagruelico e si potevano degustare naturalmente anche le ostriche.
Nel 1846 un ex commerciante di vini chiamato Pècune sfruttò la notorietà dell'antico ristorante aprendone uno con lo stesso nome, dall'altra parte della strada al N°78.
facciata del bistrot Au Rocher de Cancale
Quell'edificio a due piani, con la stessa facciata restaurata di recente, con la sala del primo piano arredata con un'antica boiserie, travi a vista e affrescata con pannelli dipinti ad olio su intonaco da Paul Gavarni con temi "carnevaleschi" che illustrano la vita quotidiana della borghesia settecentesca (in uno dei cinque pannelli che sono conservati è raffigurato un mangiatore di ostriche), e l'angolo esterno del pian terreno dell'edificio decorato con pietra nera scolpita alla quale sono aggrappate ostriche e cozze, è oggi classificato monumento storico.

terrazza del bistrot Au Rocher de Cancale
Ancor oggi nelle due sale si trova un tipico bistrot parigino con piccoli tavoli in legno scuro come le sedie, munito di terrazza esterna.
E naturalmente si possono degustare ancora ostriche provenienti da Cancale.
Le ostriche di Cancale hanno una origine molto antica: si sono ritrovate valve di queste ostriche negli accampamenti di Giulio Cesare, e la loro bontà ha colpito re francesi e zar russi.
Venivano spedite quotidianamente a Versailles alla corte di Luigi XIV, ne erano ghiotti Maria Antonietta, Luigi XIII, Enrico IV, Robespiere, Danton, e accompagnarono Napoleone nella sua marcia su Mosca.
L'ostrica di Cancale è allevata nella baia di Mont-Saint-Michel, dove vi sono 14m di dislivello tra la bassa e l'alta marea, le correnti sono impetuose, con conseguente continuo rinnovamento delle acque e costante rinnovo del plancton.
Vengono fatte crescere in queste condizioni per tre anni prima di essere commercializzate.
Hanno un profumo iodato, carne carnosa.
Cancale viene definita capitale dell'ostrica: 1/4 della produzione mondiale di questa bivalve avviene qui.
plateau di frutti di mare e ostriche di Cancale

Ma nel menù potete trovare insalate e anche piatti di carne.

camembert grigliato e insalata
tartare di tonno
entrecote alla crema di senape
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FISH POINT - COMPTOIR POISSONS & COQUILLAGES
GALERIES LAFAYETTE
https://haussmann.galerieslafayette.com/fish-point/
40 Boulevard Haussmann

Fish Point - Galerie Lafayette
GIUDIZIO
Se vi trovate a far shopping a Parigi, vi recherete certamente alle Galeries Lafayette, e per una pausa gourmet potrete anche qui degustare freschissime ostriche provenienti da tutta la Francia: Cancale, Guillardeau, Marenne-Oléron, Belon...

ostriche al Fish Point - Galerie Lafayette
Fish Point, l'angolo pescheria, grill poissons  e bar à huitres del grande e famoso magazzino parigino, si trova nel piano interrato del reparto "LE GOURMET".

Oltre a poter acquistare pesce, crostacei e molluschi, pochi tavoli permettono di degustare sul posto qualche piatto di pesce cotto semplicemente, carpacci e tartare di pesce e plateaux di ostriche e frutti di mare.

tartare di tonno
merluzzo con riso basmati


CONCLUSIONI
"Le Ostriche, nel tempo degli amori,
si aprono quasi sbadigliassero,
si riempiono di rugiada che le feconda,
e partoriscono perle…" (Plinio il Vecchio)

Una piccola curiosità: esiste una foglia che sa di ostrica!
La Martensia Maritima, pianta della famiglia delle Boraginaceae che cresce sulle coste Atlantiche dell'Europa e dell'America, ha la particolarità di avere foglie carnose di colore verde-blu con uno spiccato sapore iodato, che ricorda fortemente quello delle ostriche.
Per questo viene chiamata Oyster leaf.
Vanno consumate preferibilmente crude.
Anche coloro che non amano la consistenza "molle" dei bivalve e i vegetariani potranno assaporare così quel gusto di mare che le ostriche sanno regalare.

tartare di manzo con maionese di ostrica e foglia di Martesia Maritima (degustata al Ristorante "Marzapane" - Roma)


venerdì 13 ottobre 2017

Il Castello di Govone, una residenza estiva dei Savoia


Govone si trova in Piemonte, in provincia di Cuneo, tra Asti e Alba.

Govone
Si trova nel territorio del Roero al confine con il Monferrato, affacciato sulle Langhe.
Qui si producono i vini Barbera, Bonarda Piemontese, Dolcetto, Nebbiolo e Arneis.
Govone
Il Castello di Govone si trova sulla sommità di una collina che domina il paese, da cui prende il nome, e la valle del fiume Tanaro, sulla cui sponda sinistra è collocato.

panorama dal castello
Al posto del palazzo in epoca medievale sorgeva una fortezza munita di bastioni e torri angolari.

Dal XIII secolo signori di Govone furono i Conti Solaro, ai quali si deve l'attuale costruzione.
Fu infatti il Conte Roberto Solaro, Gran Priore del Gran Priorato dei Cavalieri di Malta, a fare ricostruire il castello nel XVII secolo, insieme a suo nipote Ottavio Francesco Solaro.


Il progetto venne affidato all'architetto Guarino Guarini, che non lo portò però a termine e subentrò quindi, un secolo più tardi per volere del Conte Giuseppe Roberto Solaro, l'architetto Benedetto Alfieri (discepolo di Filippo Juvarra), il quale ultimò il castello partendo dal progetto del suo predecessore.
La facciata sud è seicentesca, mentre la facciata nord è quindi settecentesca.

facciata nord del castello
CURIOSITÀ: nel 1728/1729 abitò in una casa non lontana dal castello il sedicenne Jean Jacques Rousseau, entrato al servizio del Conte Ottavio Solaro come lacchè. Fu istruito dall'abate Carlo Amedeo (figlio di Ottavio Solaro) e prese una "cotta" per Paola la nipotina di Ottavio. Si fece poi cacciare dal castello per la sua intemperanza. Rousseau raccontò gli aneddoti di questo suo soggiorno nelle sue "Confessioni".

Nel 1792 il Conte Vittorio Amedeo Ludovico Solaro muore senza lasciare eredi, e il castello passa alla Corona Sabauda.
Nel 1795 Vittorio Amedeo III di Savoia, Re di Sardegna, ne fece dono ai figli Carlo Felice Duca di Genova e Giuseppe Maria Benedetto Placido Conte di Moriana.

Con la sconfitta dei Piemontesi contro i Francesi, il castello passò alla Francia, e conobbe un lungo periodo d'abbandono.
Il castello venne spogliato dei suoi arredi.
Nel 1810 venne messo all'asta per decreto napoleonico, e venne acquistato dal Conte Teobaldo Alfieri di Sostegno, il quale lo cedette per una cifra simbolica al Principe Carlo Felice nel 1816, che così ne ritornò in possesso.
Castello di Govone
Carlo Felice e la moglie Maria Cristina di Borbone trasformarono il castello in una fastosa residenza estiva di piacere, curandone la ristrutturazione e affidando agli architetti Michele Borsa e Giuseppe Cardone l'ampliamento e il rimodernamento (1819/1825).
Carlo Felice scelse personalmente il tema decorativo della Sala da Ballo.

Castello di Govone
Morto Carlo Felice nel 1831 senza discendenti, i diritti di successione furono acquisiti da Carlo Alberto Savoia-Carignano, mentre il castello passò alla moglie Maria Cristina.
Il castello, alla morte di Maria Cristina (1849), venne poi ereditato da Ferdinando di Savoia Duca di Genova, che fece costruire la torretta belvedere sul tetto del palazzo.

torretta belvedere sul tetto del palazzo

Nel 1870 il castello e i terreni vennero venduti a privati.
Nel 1897 infine venne acquistato dal Comune di Govone.

Castello di Govone
L'elegante costruzione in mattoni è decorata con raffinatezza.
Il palazzo è costituito da due piani principali più un terzo piano di minore altezza.

facciata sud del castello
La facciata sud, ricca di decorazioni marmoree e sculture, realizzata da Guerino Guerini, è affiancata da due avancorpi in mattoni rossi.

particolare della facciata sud
Quattro rampe marmoree costituiscono lo scalone d'onore con parapetti a balaustra.

Scalone d'Onore
Scalone d'Onore
Scalone d'Onore
I bassorilievi che rappresentano le dodici fatiche d'Ercole, realizzati da Bernardo Falcone di Lugano (1676), e i due telamoni opera attribuita a Giovanni Battista Casella, provengono dal Castello di Venaria Reale.

bassorilievo con le Dodici Fatiche di Ercole
bassorilievo con le Dodici Fatiche di Ercole
bassorilievo con le Dodici Fatiche di Ercole
bassorilievo con le Dodici Fatiche di Ercole
bassorilievo dello Scalone d'Onore
bassorilievo dello Scalone d'Onore


bassorilievo dello Scalone d'Onore

bassorilievo dello Scalone d'Onore

telamone

telamone
telamone
telamone






















 I bassorilievi appartenevano alla fontana d'Ercole della Venaria Reale a Torino, ma a metà Seicento non andavano più di moda i nudi, e perciò la fontana venne smantellata.
Per questo i suoi pezzi vennero donati ai Conti Solaro insieme alle statue e ai cani in pietra che decorano il giardino.

cani in pietra provenienti da Venaria Reale

Passando al di sotto dello scalone d’onore, si accede all’atrio del piano terra, ornato da bassorilievi e stucchi realizzati dall’architetto Benedetto Alfieri.

atrio del piano terra
atrio del piano terra
decorazioni in stucco dell'atrio del piano terra
decorazioni in stucco dell'atrio del piano terra
Qui si trovano un modellino del castello e attrezzi agricoli.

modellino del castello
Al pian terreno vi erano diversi ambienti tra i quali la sala delle udienze e gli appartamenti per le dame di compagnia.
A fianco dell’atrio, due scale gemelle conducono ai piani superiori.  

ambiente del piano terra
ambiente del piano terra
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Si sale ora al primo piano dove ad attenderci c'è il Salone d'Onore.

Salone d'Onore
La decorazione di questa sala fu affidata al pittore Luigi Vacca negli anni '20 dell'Ottocento.

Salone d'Onore
I dipinti delle parti architettoniche e degli ornati delle pareti e della volta sono opera di Fabrizio Sevesi.

decorazioni pittoriche del Salone d'Onore
decorazioni pittoriche del Salone d'Onore
Sono illustrate negli affreschi le vicende mitologiche di Niobe che sfidò Latona per il numero dei figli da lei generati (quattordici).
Latona offesa, fece uccidere i figli di Niobe dai suoi figli Apollo e Diana, che li trafissero con frecce dal cielo.

L'effetto creato dal trompe-l'oeil è quello di un'opera scultorea: sono dipinte a chiaroscuro finte colonne e statue che rappresentano Niobe e i suoi figli.

Salone d'Onore: Niobidi
Salone d'Onore: Niobidi
Salone d'Onore: Niobidi


Salone d'Onore: Niobidi
Salone d'Onore: Niobidi
Salone d'Onore: Niobidi


Salone d'Onore: Niobidi
Salone d'Onore: Niobidi
Salone d'Onore: Niobidi


Salone d'Onore: Niobidi
L'ovale centrale della volta ospita invece invece un dipinto a colori: sono rappresentati Latona, Apollo e Diana nell'Olimpo.

Salone d'Onore:Latona, Apollo e Diana nell'Olimpo
La volta dipinta è suddivisa in cassettoni con figure che conferiscono un senso di profondità.

Salone d'Onore: figure del cassettonato
Salone d'Onore: figure del cassettonato
Salone d'Onore: figure del cassettonato
Salone d'Onore: figure del cassettonato
Salone d'Onore: figure del cassettonato
Salone d'Onore: figure del cassettonato
Carlo Felice nel 1817 aveva visto il gruppo scultoreo delle Niobidi (ritrovato a Roma e trasportato alle Gallerie degli Uffizi), quando con la moglie Maria Cristina (cugina e cognata di Ferdinando III di Toscana) si era recato a Firenze per il fidanzamento di Maria Teresa (figlia del Granduca di Toscana) con Carlo Alberto Principe di Carignano.
Salone d'Onore: Niobidi
Salone d'Onore: Niobidi
Salone d'Onore: Niobidi
Salone d'Onore: Niobidi
Salone d'Onore: Niobidi
Il pavimento a disegni geometrici in marmi bianchi, neri e grigi fu fatto realizzare dalla Regina Maria Cristina.

pavimento del Salone d'Onore
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Nella volta della Galleria settentrionale, che si apre dal Salone d'Onore, è rappresentato Eolo, dio dei venti (opera di Luigi Vacca).

Galleria settentrionale
Galleria settentrionale


volta della Galleria settentrionale: Eolo (Luigi Vacca)

Sulle sovrapporte sono state dipinte da Carlo Pagani le Allegorie delle Stagioni.


Nelle lunette sopra l'architrave sono state dipinte in medaglioni le iniziali di Carlo Felice  Maria Cristina.

iniziali di Carlo Felice
iniziali di Maria Cristina
CURIOSITÀ: qualsiasi sia il punto di osservazione, l'architrave sembra essere rivolta prospetticamente allo stesso modo, per un effetto ottico.
La Galleria del Priore, comunicante con la cappella, testimonia il volto del castello nella seconda metà del ‘700, così come l’atrio a piano terra.
Decorata da finissimi stucchi, era ornata da trentotto ritratti alle pareti.

Galleria del Priore
Galleria del Priore
pareti della Galleria del Priore con stucchi
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La Cappella di Santa Cristina, situata in un ambiente a fianco della scala secondaria del castello, è oggi priva dell’altare citato nell’inventario del 1824.

Cappella di Santa Cristina
decorazioni della Cappella di Santa Cristina
Sulla volta della cappella è raffigurata l’Assunzione in cielo di una Martire, mentre agli angoli sono dipinte coppie di cherubini

Assunzione in cielo di una Martire
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Sempre dal Salone d'Onore si dipartono altre due gallerie simmetriche, affrescate da Andrea Piazza e Carlo Pagani con motivi classicheggianti e illusionismi ottici.


La Galleria di levante conduce agli Appartamenti reali.

Gli Appartamenti reali hanno pavimenti in legno dell'epoca di Carlo Felice.
Per la decorazione in legno di soffitti e lavori di ebanisteria di porte e pavimenti fu ingaggiata un'equipe di scultori in legno con a capo Giuseppe Maria Bonzanigo.

pavimento in legno
Le decorazioni pittoriche ispirate alla mitologia classica si devono a Carlo Pagani e Andrea Piazza, con interventi di Luigi Vacca.

L'Appartamento della Regina è composto da quattro ambienti: la Camera da Parata, la Camera delle Udienze, la Camera da letto e il Salottino.

La Camera da Parata ha decorazioni con allegorie che alludono alle Scienze e alle Arti tratte da sculture antiche.

Camera da Parata
Rimane un camino in marmo con paracamino, alcune sedie in stile Luigi Filippo, e un quadro a soggetto religioso (di cui non si conosce ne l'autore ne l'epoca).

decorazioni della Camera da Parata
decorazioni della Camera da Parata
decorazioni della Camera da Parata
decorazioni della Camera da Parata
decorazioni della Camera da Parata
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Sul centro della volta della Camera delle Udienze sono rappresentate Atena su un cocchio (Luigi Vacca) e altre rappresentazioni mitologiche (Pagani e Piazza).

Camera delle Udienze
Camera delle Udienze: Atena sul cocchio
decorazione pittorica del soffitto della Camera delle Udienze
decorazione pittorica del soffitto della Camera delle Udienze
decorazione pittorica del soffitto della Camera delle Udienze
decorazione pittorica del soffitto della Camera delle Udienze
Alle pareti è appeso un quadro rappresentante S.Giovanni Battista decollato.

S.Giovanni Battista decollato
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Sul soffitto della Camera da letto della Regina sono dipinte su fondo blu fanciulle danzanti che tengono un velo.

Camera da letto della Regina
Camera da letto della Regina
volta della Camera da letto
decorazione del centro della volta
Camera da letto: fanciulle danzanti
Camera da letto: fanciulle danzanti
Camera da letto: fanciulle danzanti
Camera da letto: fanciulle danzanti
Camera da letto: fanciulle danzanti
particolare della volta
particolare della volta
Sulle pareti una pala d'altare che rappresenta la Madonna Assunta con Santi, un quadro che rappresenta Saul e una carta geografica del 1851 che rappresenta gli stati sardi.

Saul
Madonna Assunta con Santi
carta geografica con stati sardi (1881)
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L'ultimo ambiente dell'Appartamento della Regina è un Salottino chiuso da una porta scolpita e dorata da Francesco Novaro, l'unica che sia rimasta al castello (le altre sono esposte al Museo Massena di Nizza-Francia).

porta del Salottino
particolare della porta del Salottino
porta del Salottino rivolta verso la Camera da letto
porta vista dall'interno del Salottino
Salottino
La volta è decorata a grottesche e al centro si trova un medaglione ottagonale con putti.

soffitto del Salottino con grottesche e paesaggi
centro del soffitto: puttini
Sono anche rappresentati in ovali paesaggi che alludono al tema della rovina che derivano dalla pittura olandese del '600.

soffitto del Salottino:paesaggio
soffitto del Salottino:paesaggio
soffitto del Salottino:paesaggio

soffitto del Salottino:paesaggio













































Ritornando sui propri passi, dalla Camera da Parata dell'Appartamento della Regina si può accedere all'Appartamento del Re. Questo passaggio era riservato alla Regina per accedere alla camera del Re. L'Appartamento del Re era infatti raggiungibile dalla Galleria settentrionale.
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L'Appartamento del Re consta di tre ambienti: la Camera da letto, la Camera delle Udienze e la Camera da Parata.

La Camera da letto del Re era divisa all'epoca dei Savoia in tre vani, mentre oggi è un unico ambiente.

Camera da letto
Camera da letto
Camera da letto
Era infatti composta da un'alcova centrale con il letto a baldacchino, affiancata da un ambiente destinato alla preghiera e uno destinato allo studio.
Sono ancora presenti le cornici lignee con intagli dorati.

volta della Camera da letto
Sulla volta centrale  vi sono decorazioni a trompe-l'oeil con trofei di guerra, fregi a grottesche, e medaglie sorrette da aquile con figure femminili rappresentanti il Governo e l'Abbondanza

volta della Camera da letto: decorazioni a grottesche e trofei di guerra
volta della Camera da letto: decorazioni a grottesche e trofei di guerra
volta della Camera da letto: medaglione sorretto da aquile rappresentante il Governo
volta della Camera da letto: medaglione sorretto da aquile rappresentante l'Abbondanza
Nella parte centrale della volta racchiusa in un ottagono è dipinta Venere che innalza al cielo il figlio di Enea.

Camera da letto: Venere innalza al cielo il figlio di Enea
In questa camera si trovano una mappa del territorio di Govone del catasto sabaudo (1781) e un busto di Carlo Felice.

mappa del territorio di Govone (1781)
busto di Carlo Felice
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La Camera delle Udienze ha la volta affrescata da Pagano e Piazza, tranne che la parte centrale realizzata da Luigi Vacca, che ha rappresentato Giove nell'Olimpo circondato da alte divinità.

Camera delle Udienze
volta della Camera delle Udienze: Giove nell'Olimpo con divinità
Nelle otto lunette allegoriche del fregio sono raffigurati gli oggetti simboli del potere di Giove: l'aquila, lo scettro, la corona reale, l'ariete, il fulmine, la cornucopia...

volta della Camera delle Udienze: lunette allegoriche
volta della Camera delle Udienze: lunette allegoriche
volta della Camera delle Udienze: lunette allegoriche
volta della Camera delle Udienze: lunette allegoriche
Questa camera aveva mobilio in stile impero, che con le porte e le cornici in legno sono ora esposte al Museo Massena di Nizza (Francia).

Camera delle Udienze: mobilio sostituito da librerie
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La volta della Camera da Parata è decorata a trompe-l'oeil con temi marini e creature della Mitologia.
Riprendono le decorazioni marmoree provenienti da Veneria Reale.

Camera da Parata
Camera da Parata
Nel fregio che corre sotto la volta vi sono bassorilievi a monocromo, medaglioni ottagonali a finto marmo bianco, pannelli rettangolari che simulano il marmo grigio-verde, e vasi di gusto manierista che simulano il bronzo.
Sono raffigurati sfingi alate, putti su cavalli marini e divinità del mare: Teti con Tritoni e Nereidi, Nettuno sul cocchio con Tritoni, delfini...

fregio della Camera da Parata
fregio della Camera da Parata
Dopo aver riattraversato la Galleria settentrionale e il Salone d'Onore, tramite la Galleria di ponente si possono raggiungere le cosiddette Sale Cinesi.

Galleria di ponente
Galleria di levante

Le quattro Sale Cinesi erano ambienti destinati all'accoglienza dei principi e delle principesse di passaggio.
Le sale vengono chiamate anche Appartamenti delle Principesse perché probabilmente ospitavano le figlie di Vittorio Emanuele I e di Maria Teresa.

Sulle pareti si trovano raffinate papier peint cinesi in carta di gelso acquistate a Londra.
Risalgono al Settecento e furono prodotte in Cina.
Vennero messe in opera quando il castello era proprietà del Marchese di Breglio (1740/1750).

La prima Sala Cinese è un'Anticamera.
Sulle porte e sulle finestre sono raffigurati fiori e uccelli orientali.

Anticamera








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Nelle due sale seguenti le papier peint rappresentano in sequenza didascalica le fasi di produzione dei quattro prodotti cinesi più conosciuti in Occidente.

Nella Camera delle Udienze sono rappresentati i processi di produzione del e della porcellana.

Camera delle Udienze
Camera delle Udienze
Camera delle Udienze
Camera delle Udienze
Camera delle Udienze
Camera delle Udienze
Camera delle Udienze
particolare della papier peint
particolare della papier peint
particolare della papier peint
particolare della papier peint
particolare della papier peint
particolare della papier peint
particolare della papier peint
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Nella Camera da letto sono invece rappresentati i processi di produzione del riso e della seta.

Camera da letto
Camera da letto
Camera da letto
Camera da letto
camino e paracamino della Camera da letto
particolare della papier peint
particolare della papier peint
particolare della papier peint
particolare della papier peint
particolare della papier peint
particolare della papier peint
particolare della papier peint
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Nel Gabinetto o Boudoir si ritrovano le raffigurazioni della flora e della fauna cinesi.

Gabinetto
sovrapporta del Gabinetto
sovrapporta del Gabinetto
particolare della carta da parati del Gabinetto
particolare della carta da parati del Gabinetto
particolare della carta da parati del Gabinetto
particolare della carta da parati del Gabinetto
particolare della carta da parati del Gabinetto
particolare della carta da parati del Gabinetto
particolare della carta da parati del Gabinetto
particolare della carta da parati del Gabinetto
particolare della carta da parati del Gabinetto
particolare della carta da parati del Gabinetto
particolare della carta da parati del Gabinetto
particolare della carta da parati del Gabinetto
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Intorno al castello vi sono ad est un giardino all'italiana pensile settecentesco con siepi di bosso e vialetti che confluiscono ad una fontana, mentre a nord e a ovest un parco all'inglese con platani e ippocastani, opera del paesaggista Xavier Kurten.

Giardino all'italiana
Giardino all'italiana
Giardino all'italiana
Giardino all'italiana
Parco all'inglese
 Si è riuscito a ricostruire il roseto composto da attente disposizioni di rose antiche.

roseto
esemplare di rosa al Castello di Govone
esemplare di rosa al Castello di Govone
esemplare di rosa al Castello di Govone
Nel sottobosco crescono ancor oggi i Tulipa oculus solis Saint-Amans, una specie di tulipani selvatici diffusi in poche aree, originari dell'Oriente e creduti dai Turchi un portafortuna, che fioriscono nel parco del castello tra marzo e aprile.



www.castellorealedigovone.it
Orari:   aprile/giugno     settembre/ottobre
                                     sabato e domenica    10.00/12.00  15.00/18.00
            luglio/agosto      sabato e domenica      10.00/12.00  16.00/19.00
Costo:  5€


CONCLUSIONI
Il Castello di Govone è uno dei castelli più antichi del Piemonte.
Merita una visita sia per le la sua storia legata ai Savoia, che per le sue rare papier peint cinesi, che catturano l'attenzione per la cura dei particolari e gli argomenti illustrati.
Il Castello di Govone, insieme ad altre residenze sabaude, è stato dichiarato  Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco nel 1997.