martedì 28 aprile 2015

"Vamos a tapear" a Barcellona


"Vamos a tapear"...è il vagabondare da un tapas-bar all'altro che gli Spagnoli usano fare in compagnia, prima del pranzo e della cena.

In Spagna il pranzo si consuma tra e 14.00 e le 16.00 e la cena tra le 21.00 e le 23.00.
Per questo si ha del tempo, tra la fine delle attività lavorative e il desinare, per uscire con amici, socializzare, prendere qualcosa da bere e consumare del cibo che, con le sue piccole porzioni, non rovini l'appettito.
E se poi si esagera con la gola e si degustano un numero elevato di tapas (e vi garantisco che questo può accadere con facilità!) si possono considerare un pasto completo.

Il tapeo, l'arte di mangiare tapas, ha la capacità di riunire persone di tutti i ceti sociali che godono di questo rituale insieme.
Le tapas oltre a far parte della cultura gastronomica spagnola sono quindi un fatto di costume.

La parola "tapa" vene dal verbo "tapar" ovvero "coprire" e per spiegare ciò bisogna andare indietro nel tempo fino al medioevo, dal quale emergono alcune leggende riguardanti la nascita di questa usanza che come luogo certo ebbe l'Andalusia.

Una versione vuole che il re Alfonso X il Saggio si stato curato da una malattia con vino accompagnato da piccole porzioni di cibo. Una volta guarito il re decise di rendere obbligatorio nelle taverne della Castiglia il consumare il vino solo accompagnandolo da cibo, per evitare che l'alcool bevuto a stomaco vuoto desse rapidamente alla testa.

Un'altra leggenda racconta invece che Alfonso XIII trovandosi a Cadice entrò in una taverna per bere sherry e l'oste, essendosi alzato il vento, glielo portò ricoperto da una fetta di prosciutto in modo che la sabbia portata da vento non gli entrasse nel bicchiere.
Al re piacque l'espediente e si fece portare un altro bicchiere "coperto" dal prosciutto e lo rese da quel momento un'usanza dettata.

Ma c'è anche un'altra versione dei fatti che riguardano un altro re, Filippo IV, che per rendere militari e marinai meno soggetti all'ubriachezza designò che il vino venisse accompagnato da cibo.

C'è chi sostiene invece che l'odore del formaggio stagionato o del prosciutto messo a coprire il vino camuffasse il vino di bassa qualità.

Ma forse l'origine di consumare piccoli pasti venne dal mondo contadino: per arrivare all'ora del pranzo infatti gli agricoltori solevano consumare piccole razioni di cibo accompagnate da vino, per rifornirsi delle calorie necessarie a recuperare forze velocemente e non assopirsi a causa di un abbondante pasto.

Nel medioevo il piattino utilizzato dagli osti per tappare il bicchiere proteggendolo dagli insetti attirati dal vino, era riempito con formaggio, prosciutto, aglio od olive, alimenti che essendo salati scatenavano la sete, e di conseguenza il consumo di alcool.

Comunque siano andati i fatti, il tenere lontano gli insetti dal vino, aggiungere sapore al vino scadente o proteggerlo dalle impurità portate dal vento, la tradizione di "tapar" lo stomaco o il bicchiere si è concretizzata divenendo consuetudine.

La Spagna ha potuto nei secoli avvalersi per arricchire la sua cucina degli alimenti introdotti dai Romani (olio e olive), dai Mori (mandorle, agrumi, spezie) e dopo la scoperta dell'America di vegetali sconosciuti (pomodori, patate, mais e peperoni).

La ricchezza di scelte di materie prime ha portato con la fantasia a realizzare un gran numero di tapas diverse.
Ci sono tapas che hanno il pesce come protagonista: acciughe, sgombri, baccalà, polpi e calamari, fritti o anche crudi.
Ma ci sono anche preparazioni a base di carne stufata o salsicce, oltre al jambon serrano e al chorizo.
Tutte le tapas sono aromatizzate con aglio, paprika, peperoncino, cumino, zafferano e abbondante olio.
E poi non possono mancare le aceitunas, le olive grandi (gordales), schiacciate (machacadas), farcite (rellenas), aromatizzate (alinadas)  o denocciolate (deshuesadas).

Tra le tapas ci sono le tortillas (frittate con patate, cipolle o altro), le croquetas (crocchette di patate, di baccalà o prosciutto), le patatas bravas (patate bollite o fritte con salsa di pomodoro piccante), il pan con tomate (o "pa amb tomaquet" in catalano, ovvero pane con pomodoro e aglio), le albondigas (polpette con salsa in umido), le banderillas (spiedini di verdure sottaceto), i chopitos (calamari fritti), i boquerones (acciughe bianche con aceto o fritte) o il pulpo a la gallega (polpo alla Galiziana).

E chi ha problemi di digestione faccia attenzione alla salsa allioli, ovvero in catalano "aglio e olio" con la quale molti tipi di tapas sono aromatizzate.

E cosa si beve degustando tapas?
Si può dire di tutto...cerveza (birra), cava (vino frizzante catalano), cidro, sherry o anche sangria.

Le tapas si consumano generalmente in piedi davanti al bancone del bar o intorno ad alti tavolini rotondi, circondati da un'atmosfera conviviale ed allegra.
Si prende un piatto e ci si serve dai vassoi posti sul bancone o si chiede una racione, un piatto più sostanzioso in quantità.

Le fette di pane guarnite in modo differente e infilate da uno stuzzicadenti si chiamano pinchos, "stuzzichini" tipicamente baschi (pintxos in basco).
Oltre ad essere un modo per non far cadere gli ingredienti che la compongono, costituiscono un modo per ricordarsi il numero di tapas da pagare: una volta deciso di smettere di assaggiare tapas si consegna al cameriere il piatto ed egli conta gli stuzzicadenti per fare il conto.
A volte la grandezza dello stuzzicadenti determina il costo della tapas.

Ed ecco alcuni indirizzi di tapas-bar o barra de pintxos da noi provati.

I primi tre indirizzi barra de pintxos fanno parte tutti e tre del gruppo Sagardi e per questo, pur differenziandosi per l'ambiente, hanno la medesima offerta gastronomica, varia, buona e ben presentata.
Il bancone con i vassoi di pintxos in bella vista attira di certo l'attenzione.
Ogni tanto poi i camerieri passano tra la gente per proporre pintxos caldi.
Se si vuole invece consumare un pasto di cucina basca si può accedere ai ristoranti nelle medesime struttura.

SAGARDI
www.sagardi.com
Carrer de Argenteria 62
+34 933199993
(El Born - vicino alla Esglesia di Santa Maria del Mar)

Sagardi

IRATI
www.iratitavernabasca.com
Cardenal Casanyes 17
+34 933023084
902 520 522
(Barri Gotic - vicino alla Esglesia del Pi)

Irati
EUSKAL ETXEA
www.euskaetxeataberna.com
Placeta de Montcada 1
+34 933102185
(El Born - vicino al Museu Picasso)

Euskal Etxea
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Un luogo molto affollato (difficile trovare posto a sedere) e dall'aspetto un po' meno curato, ma più autentico, è il famoso
XAMPANYET
Carrer de Montcada 22
+34 933197003
Xampanyet
Questo locale tipico dall'atmosfera vivace si trova anch'esso in prossimità del Museu Picasso.
Ha aperto nel 1929.
Il suo nome deriva da un vino frizzante che viene qui servito.
Tapas tradizionali.

CONCLUSIONI
A Barcellona, come in tutta la Spagna, non è difficile trovare un posto dove mangiare bene e velocemente, e le tapas rappresentano un ottimo compromesso tra il pasto tradizionalmente più impegnativo e uno snack consumato al volo.
Questi sono solo i locali che abbiamo avuto modo di provare durante la nostra visita della città, ma la scelta è ampia.

2 commenti:

Catherine Lora ha detto...

Raffaella, bello il tuo racconto ma ti prego te lo chiedo come spagnola corregi il titolo! Non si sopporta l'errore su tapear... hai scritto e ripetuto tepear!
Poi parlare dei pinchos tipicamente baschi a proposito di Barcellona fa confusione. Poi non è vero che le tapas si consumano al banco... si anche ma non sempre. Mi sa che devi tornarci con degli spagnoli... i turisti non colgono le sfumature. Ovviamente non è da pubblicare sto commento era solo per tua informazione.

Raffaella ha detto...

Grazie Catherine per le tue precisazioni, le accetto volentieri!
E' vero i turisti non sempre interpretano gli usi e i costumi stranieri in modo corretto. Spero di tornare in Spagna per approfondire la vosra cultura.

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