mercoledì 2 settembre 2015

Certaldo: il borgo medievale di Boccacio

"Certaldo...quantunque picciol sia, già di nobil uomini e d'agiati fu abitato"
 (Decameron VI giornata, X novella  -  Giovanni Boccaccio)   

Certaldo è un borgo medievale della Valdipesa, a pochi chilometri da Firenze, noto anche per essere la città di Giovanni Boccaccio.
Sicuramente il grande poeta e scrittore italiano visse a Certaldo gli ultimi anni della sua vita e vi morì nel 1375.

Ma andiamo con ordine...

Certaldo significa "altura ricoperta da cerri": il nome del borgo deriva infatti dal latino "Cerrus Altus" o dal germanico "Cerrus Aldo".

I ritrovamenti archeologici della zona testimoniano l'origine etrusco-romana di Certaldo, ma fu la Via Francigena, l'antica via che collegava Canterbury a Roma, e che passava proprio alla base del colle, a determinarne in epoca alto-medievale l'insediamento abitativo intorno al mastio di origine longobarda o franca.

Fu poi l'imperatore Federico Barbarossa a concedere nel 1164 ai Conti Alberti di Mangona il feudo, e Certaldo divenne un castello fortificato che impediva a Firenze l'accesso alla Via Francigena e ne limitava l'espansionismo.

Firenze nel 1184 però, dopo aver fatto prigioniero Alberto degli Alberti e la sua famiglia, si fece giurare fedeltà e pretese che fossero abbattute le torri del borgo.
Nel 1202, dopo la distruzione di Semifonte, città fatta costruire dagli Alberti, anche Certaldo fu ceduto dai Conti Alberti a Firenze, e divenne sede di un Podestà.

Nel 1415 Certaldo diviene sede del vicariato della Val d'Elsa e Val di Pesa.
I Vicari, nominati estraendoli a sorte semestralmente dai nomi delle famiglie fiorentine più rappresentative (Ginori, Pitti, Altoviti, Tebaldi, Medici, Ridolfi), amministrarono nel Palazzo Pretorio la giustizia sino al 1784.

Palazzo Pretorio
Posto sulla sommità del colle, all'incrocio tra i due assi principali del borgo medievale (Via Boccaccio e Via Rivellino), il Palazzo Pretorio è addossato alla cinta muraria e la sua torre merlata fa da sfondo alla via centrale di Certaldo.

L'antico mastio degli Alberti (XII secolo) si trasformò nel Palazzo Pretorio (XIV secolo) con l'aggiunta della merlatura e della torre campanaria.
L'orologio fu posto sulla torre nel 1484.

La facciata del palazzo, in cortina di mattoni, è aperta da monofore a sesto ribassato (aperte nel secolo scorso).
Originariamente la facciata presentava un unico finestrone.
Tra le finestre si trovano molti stemmi gentilizi, in pietra o terracotta invetriata (provenienti dala bottega dei Della Robbia), dei vicari che avevano esercitato la giustizia a Certaldo. 
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Davanti alla facciata si trova una loggia coperta, la cosiddetta Loggetta del Vicariato: un porticato sorretto da pilastri.

Loggetta del Vicariato
Loggetta del Vicariato
Loggetta del Vicariato




La loggia serviva per i ricevimenti e le parate solenni.


Nel secolo scorso era stata trasformata in abitazione.
Delle sei arcate originali, due vennero distrutte.


Sotto la loggia si trovano alcuni affreschi: una Vergine con Bambino, la Giustizia con la data 1506, stemmi tra i quali quello dei Medici (con le chiavi del Triregno e le insegne papali) e il Marzocco (sulla parete destra).

Vergine con Bambino
la Giustizia
stemmi gentilizi di Vicari
stemmi gentilizi di Vicari
stemmi gentilizi di Vicari
Marzocco
Davanti alla loggetta vi erano due pilastri: su quello in arenaria vi si appendevano i bandi e le leggi, mentre quello in travertino sorreggeva un leone in pietra.

Il palazzo ospitò il governo cittadino, le carceri, il tribunale.
Vi alloggiavano il vicario con la sua famiglia, soldati, ufficiali e funzionari.

Varcando la grande porta del palazzo ci si trova in un atrio, con volta dipinta da numerose iscrizioni e stemmi.

atrio del Palazzo Pretorio
stemmi dell'atrio
stemmi dell'atrio
stemmi dell'atrio
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Sulla sinistra una porta, in pietra serena lavorata, si apre sulla Camera del Cavaliere.
Era la sala dove avvenivano le istruttorie dei processi.
Quando abbiamo visitato il palazzo era chiusa.

ingresso alla Sala del Cavaliere (chiusa)
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Di fronte a questa sala, sempre nell'atrio, si trova la Sala delle Udienze.
Era questo il luogo dei processi.

atrio con ingressi alla Sala delle Udienze e alla Cappella
Sala delle Udienze
Una scritta sopra una finestra dice:
"Odi l'altra parte e credi pocho".
scritta di monito nella Sala delle Udienze
 Si trovano qui due affreschi: una Pietà tra S.Giovanni Battista e la Maddalena (Pier Francesco Fiorentino 1484) e Incredulità di S.Tommaso e S.Gerolamo penitente (Pier Francesco Fiorentino 1490).

Pietà tra S.Giovanni Battista e la Maddalena (Pier Francesco Fiorentino)
Incredulità di S.Tommaso e S.Gerolamo penitente (Pier Francesco Fiorentino)
particolare dell'Incredulità di S.Tommaso e S.Gerolamo penitente (Pier Francesco Fiorentino)
Questo affresco si trovava prima nell'atrio ed è stato staccato e qui posizionato per conservarlo meglio.
Nell'atrio rimane la sinopia.
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Si passa direttamente dalla Sala delle Udienze al Carcere Civile.
Si possono notare alcuni graffiti fatti dai prigionieri, tra questi anche Giambadia, un artista dell'epoca che aveva frequentato più volte questo carcere.

disimpegno tra la Sala delle Udienze e il Carcere Civile
graffiti nel Carcere Civile
Sono qui conservati reperti etruschi, romani, urne cinerarie e ceramiche medievali.

urne cinerarie
reperti antichi
ceramiche medievali
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Sempre sulla destra dell'atrio si trova la Cappella.

ingresso alla Cappella
ingresso della Cappella
altare della Cappella
Era la cappella privata del Vicario, ma era anche il luogo dove i condannati a morte passavano la loro ultima notte, confortati dalla Confraternita della SS. Annunziata.

stemmi delle podesterie soggette a Certaldo
stemmi delle podesterie soggette a Certaldo
decorazione del soffitto della Cappella
Sulle pareti corrono gli affreschi degli stemmi delle 24 podesterie sotto Certaldo.
Anche l'altare è affrescato.
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Si passa ora nel Cortile interno, di forma irregolare, con pozzo e loggiato sul fondo.
Anche il Cortile è decorato con stemmi.

Cortile interno
Cortile interno
stemmi sulle pareti del Cortile interno
stemmi sulle pareti del Cortile interno
pozzo del Cortile interno
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Sulla destra del Cortile interno si accede alla Sala dei Dieci di Balia, dove un tempo si riuniva il Senato della città.

ingresso alla Sala dei Dieci di Balia
Sala dei Dieci di Balia
Firenze inviava a Certaldo dei magistrati per prendere insieme al Vicario decisioni di una certa importanza.

scritte sui muri della Sala dei Dieci di Balia
scritte sui muri della Sala dei Dieci di Balia
Si trovano qui esposti il meccanismo antico dell'orologio della torre (XV secolo), e un meccanismo di orologio da torre realizzato nel 1869 e collocato sulla torre del palazzo dal 1916 al 1980.

resti dell'antico orologio della torre (XV secolo)
meccanismo dell'orologio della torre del XX secolo
Anche l'antico stemma mediceo che si trovava sulla facciata del palazzo, è ora conservato in questa sala, sostituito da una copia.

stemma mediceo
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Da questa sala si accede ad un altro cortile con giardino, dove si trova il torrione semicilindrico.

cortile con giardino del Palazzo Pretorio
maschio albertiano
Scendendo una scaletta e varcando un piccolo arco, si può entrare nella Chiesa di S.Tommaso e Prospero, posta vicina al Palazzo Pretorio.

porta laterale della chiesa di comunicazione col palazzo con archivolto a tutto sesto
La chiesa del XIII secolo, la più antica del Castello, è oggi sconsacrata.
La sua facciata, in laterizio fiancheggiata da due lesene, si trova su Via del Rivellino.

facciata della Chiesa di S.Tommaso e Prosprero
Il portale, che ha un'architrave monolitico di arenaria, è sormontato da una monofora con strombatura a gradini.

A causa dello smottamento del terreno, già nel XV secolo iniziò ad avere dei problemi di stabilità, e la parte terminale della navata con l'abside franò.
Fu abbandonata nel 1788 e poi affittata ad un commerciante di terraglie, divenendo un magazzino e laboratorio.
Ritornata poi di proprietà pubblica fu restaurata.

interno della Chiesa di S.Tommaso e Prospero
La chiesa, a navata unica e con copertura a capriate lignee, è priva di altari.

In una nicchia in muratura della parete, si trova un affresco del Quattrocento: una Crocifissione con la Maddalena e S.Giovanni.
Aveva probabilmente un crocifisso in legno, andato perduto.

Crocifissione con la Maddalena e S.Giovanni
Sulla parete di fronte è affrescata una teoria di Santi, opera trecentesca, e un'Annunciazione del Quattrocento, della scuola del Ghirlandaio, che prima era posta sotto la Loggia esterna del Palazzo Pretorio.

teoria di Santi (XIV sec.)
Annunciazione (XV sec.)
Al suo interno sono anche conservati alcuni affreschi staccati dal cosiddetto Tabernacolo dei Giustiziati, opera di Benozzo Gozzoli e collaboratori, affrescato nella seconda metà del Quattrocento.

Tabernacolo dei Giustiziati
I condannati a morte venivano portati davanti a questo tabernacolo che in origine si trovava fuori dalle mura cittadine, vicino al fiume Agliena, dove avveniva la pena captale per decollazione.
Il tabernacolo fu portato qui nel 1957 per ragioni conservative.

Sulla parte anteriore si trova un'Annunciazione, mentre nel sott'arco gli Evangelisti e il Padre Eterno.

Annunciazione
nel sott'arco gli Evangelisti e Padre Eterno
Nelle pareti laterali interne sono raffigurati i Santi Longino, Giovani Battista, Giacomo e Antonio Abate.

S.Longino e S.Giovanni Battista
S.Giacomo e S.Antonio Abate


Nella facciata interna si trova una Deposizione della Croce.

Deposizione della Croce
particolare della Deposizione della Croce
Nelle pareti esterne sono dipinti il Martirio di San Sebastiano e la Crocifissione.

Martirio di S.Sebastiano
Crocifissione
Sul retro del tabernacolo è dipinta la Resurrezione.

Gli stemmi sulla facciata attestano la commissione del Vicario.

stemma del Vicario Niccolò Soderini
Staccando gli affreschi dal tabernacolo sono apparse le sinopie.

S.Giacomo e S.Antonio Abate
testa di Cristo
Annunciazione
Evangelista
Padre Eterno
Evangelista
Martirio di S.Sebastiano
Nella chiesa sono conservati anche altri affreschi di scuola fiorentina del 1400 e un affresco staccato con Angeli reggicortine attribuito a Pier Francesco Fiorentino.

S.Girolamo penitente (1400)
Arcangelo Raffaele e Tobia
Angeli reggicortine (Pier Francesco Fiorentino)
Sulla parete di fondo della navata è stato riscoperto un portale dipinto seicentesco.

portale affrescato
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Ritornati nel Cortile interno, scendendo qualche gradino ci si trova sotto al loggiato.

loggiato del Cortile interno
loggiato del Cortile interno
Qui si aprono le porte di alcuni ambienti: partendo da destra vi è l'ingresso alle prigioni criminali (non visitabili) e alla Stanza dei Tormenti, poi si trovano le Cucine e le prigioni delle donne.

Cucine e prigioni delle donne
accesso all'ambiente seminterrato
scala per il seminterrato
scala per il seminterrato


seminterrato
Nelle Cucine le prigioniere aiutavano nella preparazione dei cibi del palazzo, mentre una scaletta portava alle prigioni vere e proprie nel seminterrato, più tardi adibito a cantina.

porta della Sala dei Tormenti






Sopra la porta della Sala dei Tormenti, dove venivano indotti a confessare gli imputati, vi è la scritta 1601.
La sala, durante la nostra visita al palazzo, era occupata da musicisti...


...tutta un'altra musica

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Sulla sinistra del Cortile interno si può accedere al giardino tra il palazzo e le mura cittadine, dove è stata istallata una Casa del Tè donata dalla città giapponese di Karamachi, gemellata con Certaldo.

Casa del Tè
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Le scale sulla sinistra del cortile interno, coperte da una loggia a colonnine con capitelli ionici, conducono agli appartamenti privati del Vicario.

scale con loggiato del cortile interno
ingresso al primo piano
In questo piano gli ambienti si susseguono uno dopo l'altro, con pareti decorate da numerosi affreschi.

Il primo ambiente è la cosiddetta Camera dei Forestieri.

Camera dei Forestieri
Di Pier Francesco Fiorentino è la Madonna col Bambino in Trono (1495).

Madonna col Bambino in Trono (Pier Francesco Fiorentino - XV sec.)
Di scuola senese è una Pietà (1574).
Lo stemma è mediceo.

Pietà (scuola senese - XVI sec.) e stemma mediceo
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Segue l'Alcova del Vicario e il quartiere privato del Vicario: oggi è un'unica stanza, ma un tempo era divisa in anticamera, studio e piccola sala di rapppresentanza.

ingresso all'Alcova del Vicario
Quartiere del Vicario
Resta il camino con stemma del Vicario Giovan Battista Ridolfi (1488) e una Maddalena penitente rinascimentale (1522).

Maddalena penitente (XVI sec.)
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Segue la sala più importante del palazzo: la Sala del Vicario.

Sala del Vicario
Questa alta sala fu divisa da due solai, che hanno tagliato tutti gli affreschi ad una certa altezza.

Gli affreschi furono dipinti nel Quattrocento da Pier Francesco Fiorentino: una Madonna in Trono tra S.Girolamo e S.Francesco, l'Elemosina di S.Martino, un S.Giovanni Battista e una Crocifissione.

Madonna in Trono tra S.Girolamo e S.Francesco (Pier Francesco Fiorentino)
Elemosina di S.Martino (Pier Francesco Fiorentino)
Giovanni Battista (Pier Francesco Fiorentino)
Crocifissione (Pier Francesco Fiorentino)
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Prima di ridiscendere al pian terreno vi consiglio di ammirare il panorama da una delle finestre del palazzo...all'orizzonte si possono vedere le verdi colline e anche le torri della città di S.Gimignano!



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Certaldo Alto si raggiunge facilmente da Certaldo Basso per mezzo della funicolare (1,50€ A/R - ogni 15') che si trova nella Piazza Boccaccio, dove troneggia la statua di Boccaccio.

Piazza Boccaccio a Certaldo Basso con statua del Boccaccio
Usciti dalla funicolare, presso la Porta Alberti, si è subito catapultati nell'atmosfera medievale che a Certaldo è rimasta inalterata nei secoli.

Certaldo Alta
La cinta muraria di Certaldo è stata costruita in età diverse: quella odierna risale al XVI secolo.
E' aperta da tre porte: la Porta del Rivellino, la Porta del Sole e la Porta Alberti.

Porta del Sole (dall'interno del borgo)
Il primo palazzo che s'incontra nel borgo uscendo dalla funicolare, oggi trasformato in albergo-ristorante, è il Palazzo Scoto da Semifonte.

Palazzo Scoto da Semifonte
Il palazzo, costruito sulle mura del castello, prende il nome dall'ultimo podestà della città di Semifonte, che era originario dell'Europa del nord, e che trovò ospitalità nel feudo degli Alberti a Certaldo, dopo che la sua città fu distrutta dai Fiorentini nel 1202.
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I due assi viari principali del borgo, lastricati in pietra, sono, come ho già detto, Via Rivellino (XII secolo) e Via Boccaccio (XIII/XV secolo).

Via Boccaccio
Via Boccaccio
Su Via Boccaccio, la "via-piazza" di Certaldo, l'unica via pavimentata originariamente, si affacciano i principali edifici del borgo: Palazzo Stiozzi-Ridolfi, la Casa di Boccaccio, Palazzo Macchiavelli, Palazzzo Giannozzi, la Chiesa dei Santi Jacopo e Filippo e al suo termine il Palazzo Pretorio.

Via Boccaccio
Imboccando Via Boccaccio il primo palazzo sulla sinistra è Palazzo Stiozzi-Ridolfi.

Palazzo Stiozzi-Ridolfi (facciata e torre su Via Boccaccio)
Palazzo Stiozzi-Ridolfi (facciata su Via della Rena)
Questo palazzo del XIV secolo, dotato di due torri, presenta un cortile porticato con colonne in cotto e capitelli in tufo, e le arcate del Mercato vecchio inglobate sul fronte stradale.

finestra della facciata da cui s'intravede il portico interno
portico di Palazzo Stiozzi-Ridolfi
cortile porticato e torre di Palazzo Stiozzi-Ridolfi
Palazzo Stiozzi-Ridolfi (visto dalla torre di Casa di Boccaccio)
I merli di coronamento, come altri elementi architettonici (bifore con colonnine marmoree e i ferri battuti con draghi), sono stati aggiunti nell'800.

merli ottocenteschi
Sull'ampia facciata in mattoni si apre il portone principale cinquecentesco.
Sulla destra si trova una delle due torri e tre archi a sesto acuto ciechi.

portone cinquecentesco

archi a sesto acuto ciechi
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Davanti all'ingresso principale di Palazzo Stiozzi-Ridolfi si apre Piazza della Santissima Annunziata, un tempo occupata da orti.

Piazza della Santissima Annunziata
...dove si possono incontrare personaggi d'altri tempi...


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Dopo la Casa di Boccaccio si trova Palazzo Macchiavelli, residenza della famiglia Macchiavelli, imparentata con quella del Boccaccio e proprietaria di numerose proprietà del contado.

Palazzo Macchiavelli
Si tratta di una casa-torre, alta circa 20m, con monofore ed archi con decorazione a zig-zag, di tradizione pisana.

torre del Palazzo Macchiavelli (visto dalla torre di Casa di Boccaccio)
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Dall'altro lato della via si trova Palazzo Giannozzi.

ingresso di Palazzo Giannozzi
Questo palazzo presenta alcune caratteristiche medievali, ma è soprattutto rinascimentale.

soffitto di una sala di Palazzo Giannozzi
decorazioni pittoriche di una sala di Palazzo Giannozzi
Alcune botteghe artigianali e un museo occupano oggi il pian terreno del palazzo.

sala espositiva  artigianale di Palazzo Giannozzi
ceramiche artigianali
laboratorio di ceramica

Ma ora ritorniamo all'inizio del post...a Giovanni Boccaccio...

Giovanni Boccaccio (Casa di Boccaccio - Certaldo)

Gli ultimi studi hanno escluso la nascita a Certaldo del narratore.
Probabilmente nacque nel 1313 a Firenze, da madre ignota e da Boccaccio di Chellino, agente della compagnia commerciale fiorentina dei Bardi, che lo riconobbe.
A Firenze passò l'infanzia e la fanciullezza, insieme al padre e alla matrigna.

Giovanni Boccaccio dimorò a Certaldo nella casa di Via Boccaccio negli ultimi anni della sua vita e vi morì il 21 dicembre 1375.

Casa di Boccaccio
La Casa del Boccaccio è stata ricostruita dopo che un bombardamento della Seconda Guerra Mondiale l'aveva distrutta quasi completamente.
Guardando la facciata si possono individuare i mattoni originali che sono di un colore più scuro.

ingresso a Casa del Boccaccio
Casa del Boccaccio con mattoni originali più scuri
La casa del grande narratore fu lasciata al fratellastro Jacopo e poi comperata, dopo vari passaggi di proprietà, dalla famiglia Medici.

loggia della Casa di Boccaccio
La casa, con torre e loggia, venne restaurata dalla Marchesa Carlotta Lenzoni de' Medici, amica di Leopardi, dopo che Byron si era lamentato per lo stato in cui versava l'abitazione del grande poeta. 

Venne poi creata una piccola biblioteca con traduzioni delle opere boccaccesche, e ancor oggi, la casa trasformata in museo, accoglie libri specializzati sulla vita e le opere di Boccaccio.

biblioteca della Casa di Boccaccio
rappresentazioni di novelle del Decameron
Al pian terreno si trova il bozzetto di Mario Moschi della lastra tombale del poeta fatta rifare nel 1949: l'originale si trova nella vicina Chiesa dei SS Jacopo e Filippo, dove riposano i resti di Boccaccio.

bozzetto della lastra tombale del Boccaccio
Sono conservati in una sala del primo piano, i resti dei mobili dei Seicento recuperati dopo il bombardamento, e un affresco, che non ha fortunatamente riportato danni, raffigurante Boccaccio seduto allo scrittoio, commissionato dalla Marchesa Carlotta Lenzoni de' Medici al pittore Piero Benvenuti nel 1826.

ritratto di Boccaccio (Piero Benvenuti 1826) e mobili del Seicento
In una teca della stanza sono esposte sette delle nove scarpe spaiate del 1300 ritrovate in un muro della casa crollato sotto le bombe: sono sei scarpe da donna, una da bambina e due pantofole da uomo.
Si trovavano in uno sgabuzzino murato per la costruzione di un camino, e per secoli sono state dimenticate.
Due esemplari delle scarpe ritrovate sono conservate a Firenze al Museo di Palazzo Davanzati.


scarpe e pantofole del 1300
scarpe del 1300






















Nel museo sono conservate venti medaglie del maestro Bino Bini che rappresentano dieci novelle delle giornate del Decameron, più una rappresentazione della Casa di Boccaccio e di Certaldo Alta e un ritratto del poeta.

Giovanni Boccaccio (XIV secolo)
Un altro ritratto del poeta è esposto al primo piano: è la copia (l'affresco originale è conservato a Firenze nel Palazzo dei Giudici e dei Notai), della prima raffigurazione del Boccaccio (XIV secolo).

Salendo sulla torre si può ammirare il panorama su Certaldo Alta e le colline che circondano il borgo.

panorama dalla terrazza della torre della Casa di Boccaccio (sul fondo la città di S.Gimignano)
panorama su Certaldo Alta dalla terrazza della torre della Casa di Boccaccio
interno della torre della Casa di Boccaccio

www.casaboccaccio.it
Orario: novembre/marzo   9.30/13.30  14.30/16.30
             martedì chiuso
             aprile/ottobre        9.30/13.30  14.30/19.00
             lunedì/domenica
Costo:   1€    Casa di Boccaccio
             4€    Casa di Boccaccio + Palazzo Pretorio       
             6€    Casa di Boccaccio + Palazzo Pretorio + Museo di Arte Sacra

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Si può finire la visita del borgo con la Chiesa dei SS Jacopo e Filippo, dove si trovano appunto le spoglie di Boccaccio.

Chiesa dei SS Jacopo e Filippo
La chiesa fu costruita nel XII/XIII secolo interamente in mattoni.
La piazzetta antistante la chiesa era occupata dal cimitero e da un orto.
La porta d'ingresso è del XVI secolo.

piazza davanti alla chiesa e ingesso al Museo d'Arte Sacra
ingressi originali alla Chiesa dei SS Jacopo e Filippo
I due ingressi originali davano su Via Boccaccio.
L'abside, coronata da mattoni a dente di sega, è caratterizzata da tre aperture, una a croce e due romboidali, tipiche pisane, con effetto decorativo.


abside della Chiesa dei SS Jacopo e Filippo
Dietro al'abside della chiesa si trova un pittoresco pozzo.

pozzo dietro l'abside
Nel XX secolo la chiesa fu riportata alle sue sembianze originarie, togliendole gli strati d'intonaco, demolendo la Cappella della Beata Giulia la cui costruzione aveva diviso il chiostro, ed eliminando il coronamento barocco al campanile.

campanile della Chiesa dei SS.Jacopo e Filippo
La chiesa è a navata unica, senza altari laterali ed illuminata da monofore.
Il soffitto è sorretto da capriate in legno.

navata della Chiesa dei SS Jacopo e Filippo
Sulla parete sinistra si trova un affresco trecentesco di Madonna con Bambino in Trono tra i Santi Jacopo e Pietro con donatrice, opera di Memmo di Filippuccio.

Madonna con Bambino in Trono tra i Santi Jacopo e Pietro con donatrice (Memmo di Filippuccio)
A metà della stessa parete si trova il cenotafio con il busto di Giovanni Boccaccio che stringe il Decameron (opera di Giovan Francesco Rustici del XVI secolo), e l'epitaffio in latino di Coluccio Salutati che riporta i quattro versi dettati dallo stesso Boccaccio.

cenotafio di Giovanni Boccaccio ed epitaffio
Al centro della navata si trova la lastra tombale di Boccaccio in marmo (di cui ho già parlato).

lastra tombale di Boccaccio
iscrizione ai piedi della lastra tombale di Boccaccio con nome dello scultore Moschi
Il punto sul pavimento, in cui si trova esattamente la tomba del poeta è segnato da una mattonella in marmo.

mattonella che segna il punto esatto della sepoltura del Boccaccio
Nel presbiterio trovano posto due tabernacoli della scuola Robbiana.

tabernacolo di scuola Robbiana con stemma dei Pucci
tabernacolo di scuola Robbiana
Sull'altare è appeso il cosiddetto Crocifisso di Petrognano, in quanto proviene dalla Chiesa di S.Pietro a Petrognano.
Il Cristo, in legno datato 1240/1250, è rappresentato secondo l'iconografia del Christus Triumphans (cioè Cristo vivo).

Cristo di Petrognano
Sulla parete destra si trova una terracotta invetriata della bottega di Giovanni Della Robbia: la Madonna della Neve tra S.Bartolomeo e S.Domenico (1520 circa).

Madonna della Neve tra S.Bartolomeo e S.Domenico (bottega di Giovanni Della Robbia - 1520 circa)
In una nicchia sulla stessa parete si trova custodita l'urna con i resti della Beata Giulia della Rena,patrona di Certaldo.
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Un prodotto tipico di Certaldo è una cipolla che, a seconda del periodo di produzione si chiama
- statina: raccolta d'estate, relativamente dolce e di colore viola chiaro
- vernina: raccolta in autunno, dal sapore pungente e di colore rosso intenso.

Con questa cipolla, oltre ad ottime marmellate, si possono realizzare zuppe molto saporite.

zuppa di cipolle di Certaldo degustata nel ristorante "Da Messer Boccaccio"
La coltivazione del bulbo della cipolla risale al XII secolo, quando la cipolla fu introdotta nello stemma della città con il motto
"Per natura sono forte e dolce ancora 
e piaccio a chi sta e a chi lavora"
stemma di Certaldo con cipolla
Boccaccio dedicò a Certaldo una novella del suo Decameron dove, a proposito di "cipolle", il suo protagonista è "Fra' Cipolla"!

“Certaldo, come voi forse avete potuto udire, è un castello di Val d’Elsa posto nel
nostro contado, il quale, quantunque picciol sia, già di nobil uomini e d’agiati fu abitato.
Nel quale, per ciò che buona pastura vi trovava, usò un lungo tempo d’andare ogn’anno una
volta, a ricogliere le limosine fatte loro dagli sciocchi, un de’frati di Santo Antonio, il cui nome
era frate Cipolla, forse non meno per lo nome che per altra divozione vedutovi volentieri,
con ciò sia cosa che quel terreno produca cipolle famose per tutta la Toscana

(Giovanni Boccaccio, Decameron - VI, 10)


CONCLUSIONI
Il borgo di Certaldo ha mantenuto nei secoli il suo carattere medievale, e l'atmosfera che ancor oggi colpisce passeggiando per le sue vie e vicoli, è quella che probabilmente respirava Boccaccio e che gli fu ispiratrice.
Credo che per immergerci ancor più in questa magica atmosfera ritorneremo a Certaldo quando, nel mese di luglio, si svolge la Mercantia, il più grande Festival Internazionale del teatro di strada in Italia, o anche quando si organizzano grandi cene medievali.

www.mercantiacertaldo.it
www.elitropia.org

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