domenica 6 marzo 2016

Roma: il ricordo della famiglia Bonaparte nel Museo Napoleonico


In uno dei miei post già pubblicati ("A Roma a casa di un collezionista: il Museo Mario Praz" - giugno 2015) ho già parlato di Palazzo Primoli, descrivendo il Museo Mario Praz, che ne occupa il terzo piano.

ingresso al Museo Napoleonico di Palazzo Primoli
In questo post invece descriverò la mia visita al Museo Napoleonico ubicato al pian terreno del palazzo che è stata la residenza di famiglia dei conti Primoli dal 1820, anno in cui Pietro Primoli acquistò l'edificio, sino al 1927, quando venne donato, con le collezioni custodite al suo interno, alla città di Roma.
Nel 1925 s'unì alla collezione già esistente anche quella del fratello Luigi Primoli.

La costruzione del palazzo risale al XVI secolo e rimase proprietà della famiglia Gottifredi fino al XVIII secolo quando passò alla famiglia Filonardi.

Giuseppe Primoli, figlio del conte Pietro Primoli (che come già detto acquistò il palazzo) e della principessa Carlotta Bonaparte, fece apportare nel 1901 dall'architetto Raffaele Ojetti radicali trasformazioni al palazzo.

facciata di Palazzo Primoli su Via Zanardelli
Con la costruzioni degli argini del Tevere, del Ponte Umberto I e l'apertura di Via Zanardelli, nacque l'esigenza di creare su questa strada un nuovo ingresso monumentale e una nuova facciata all'edificio.
Inoltre si sopraelevò il palazzo e si costruì un loggiato d'angolo.

Palazzo Primoli divenne il luogo in cui il conte Giuseppe Primoli raccolse le sue memorie famigliari e le opere d'arte, che già gli appartenevano o che acquistò lui stesso, testimoni di quel gusto dell'epoca napoleonica e del Secondo Impero, nonché della vita privata della famiglia Bonaparte.

Giuseppe Primoli discendeva da due fratelli di Napoleone Bonaparte (suoi bisnonni): Luciano Bonaparte, il fratello ribelle dell'imperatore, che si era stabilito a Roma, e da Giuseppe Bonaparte, un altro fratello di Napoleone, divenuto re di Napoli e poi re di Spagna.

Luciano Bonaparte a Villa Ruffinella a Frascati  - F.X.Fabre (dalla I Sala del Museo Napoleonico)
Il nonno materno di Giuseppe Primoli, il principe di Canino Carlo Bonaparte (figlio di Luciano Bonaparte) aveva sposato infatti sua cugina Zenaide Bonaparte (figlia di Giuseppe Bonaparte).

Il museo è diviso in tre sezioni:
- periodo napoleonico
- periodo "romano" (dalla caduta di Napoleone all'ascesa di Napoleone III)
- periodo del Secondo Impero.

Il palazzo conserva al suo interno, in alcune delle sale, soffitti settecenteschi e fregi ottocenteschi lungo le pareti, su cui si possono vedere i simboli della famiglia Primoli (il leone rampante) e della famiglia Bonaparte (l'aquila).

soffitto della sala III di Palazzo Primoli
pavimento di Palazzo Primoli
pavimento della sala IV di Palazzo Primoli


pavimento della sala III di Palazzo Primoli
fregio e simboli dei Primoli nella sala V di Palazzo Primoli
particolare del fregio della sala V di Palazzo Primoli
particolare del fregio della sala V di Palazzo Primoli
particolare del fregio della sala V di Palazzo Primoli
Attraversato l'ingresso d'angolo del palazzo dove sono collocati il bookshop e la biglietteria, s'accede alle prime sale del museo.

stemma con leone rampante della famiglia Primoli nel soffitto dell'ingresso del museo

Divide le prime due sale una balaustra in marmo.

prime due sale del museo dedicate al Primo Impero
sala II del museo dedicata al Primo Impero
In queste sale si celebrano i fasti della famiglia Bonaparte con tele, mobili e oggetti (bonbonnières, tabacchiere, cammei, cere, porcellane, nécessaires da viaggio e miniature), appartenuti al periodo del Primo Impero.

Imperatrice Giuseppina (R.Lefèvre)
Letizia Ramolino Bonaparte (R.Lefèvre)
Napoleone a cavallo sul campo di Wagram (J.Chabord)
Rassegna di Boulogne (Anonimo)
Napoleone (David d'Angers)
Ritratti di Elisa Bonaparte Baciocchi e della figlia Napoleona Elisa (F.Gerand)
Elisa Bonaparte Baciocchi (L.Bartolini)
Letizia Ramolino Bonaparte (da Antonio Canova)
Felice Baciocchi (M.G.Benoist)
miniature con ritratti della famiglia Bonaparte
vetrina con oggetti personali dei membri della famiglia Bonaparte
vetrina con porcellane
ritratti in cera della famiglia Bonaparte
Luigi Bonaparte con il figlio Napoleone Luigi (J.B.Wicar)
Nel 1808 Roma fu occupata dai Francesi e nel 1811 divenne "città libera imperiale", con la designazione di Re di Roma del figlio di Napoleone e l'esilio di Papa Pio VII.

Il salotto in damasco rosso presente nella sala con vari pezzi (divano, sedie, poggia piedi e poltrone-pommier, con braccioli assimetrici per accostarle al camino), apparteneva a Napoleone quando era Primo Console, ed arredava il suo cabinet della residenza a Saint-Cloud.

salotto della residenza di Saint-Cloud di Napoleone Primo Console (manifattura Frères Jacob)
Consolles e pendola Urania arredavano l'Hotel Chabrillan, mentre i candelabri erano stati realizzati per il Palazzo del Quirinale a Roma, mai abitato però da Napoleone.

consolle con pendola Urania e coppia di candelabri con baccante e tirso
Sono presenti nella sala anche i ritratti di personaggi del periodo napoleonico: Madame de Steal, Teresa Monti Pichler e Wilhelimine Benigna Biron, duchessa di Sagan.

Madame de Stael (F.Gérard)
Teresa Monti Pchler (C.Labruzzi)
Wilhelimine Benigna Biron (B.Thorvaldsen)
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Nella Sala III sono raccolti i ricordi e i cimeli del Secondo Impero.

Sala III
Questo periodo ha visto protagonisti Luigi Bonaparte, figlio di Luigi Bonaparte e Ortensia De Beauharnals, e la moglie Eugenia De Guzman, contessa di Teba.

Salotto romano della Regina Ortensia (copia da F.Cottrau)
Imperatore Napoleone III (F.X.Winterhalter)
Napoleone III (H.Flandrin)
Imperatrice Eugenia in costume andaluso (E.Giroux)
Imperatrice Eugenia (F.Weber)






















Luigi Bonaparte divenne imperatore nel 1852 col nome di Napoleone III, dopo aver partecipato col fratello Napoleone Luigi ai moti rivoluzionari italiani.

Testimonianza della gratitudine per la partecipazione ai moti viene dal pugnale in bronzo e madreperla regalato al fratello di Napoleone III dai fratelli Braccini, patrioti spoletini.

il pugnale regalato a Napoleone Luigi dai fratelli Braccini, insieme a portafiori per bouquet e miniature
A ricordare i moti italiani e la collaborazione tra Piemontesi e Francesi si trova qui il ritratto della contessa di Castiglione.

Contessa di Castiglione (F.Bac)
Nella sala sono presenti anche i ricordi dell'unico figlio della coppia imperiale, il principe Napoleone Eugenio morto in giovane età a Chisiehurst, vicino a Londra.

La fregata del principe imperiale (J.P.F.Alax)
al centro : Napoleone Eugenio con il cane Nerone (da J.B.Carpeaux)
Funerali del principe imperiale Napoleone Eugenio (O.Norie)
Gli oggetti conservati nella sala risentono del fermento economico e culturale scaturito dalla stabilità garantita dal Secondo Impero, il cui motto era "L'Empire c'est la Paix".

L'imperatrice Eugenia era un'ammiratrice di Maria Antonietta, di tutti quegli oggetti che le erano appartenuti, e dello stile Luigi XIV.
I divani e le poltrone della sala provengono dalla residenza di Parigi di Matilde Bonaparte, figlia di Girolamo Bonaparte (fratello di Napoleone I).

poltrone appartenute a Matilde Bonaparte
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La sala IV è dedicata a Napoleone Francesco Giuseppe Carlo, Re di Roma (anche se non vi regnò mai), figlio di Napoleone e Maria Luisa d'Austria, e insignito dal nonno materno Francesco I del titolo di duca di Reichstadt.
Visse a Vienna e morì a soli 21 anni.

sala IV
sala IV
I cimeli qui collezionati furono acquistati dal suo precettore ed amico Anton Prokesh-Osten.

erma ritratto del Re di Roma
Napoleone I con il figlio (A.V.Sixdeniers)


ritratto del Re di Roma
Re di Roma (P.P.Prud'hon)
Duca di Reichstadt a Schonbrunn (A.Fulcrand Carrière)

La boite à jetons cinese con fiches e gettoni in madreperla e monogramma napoleonico con corona imperiale, custodita nella vetrina, fu spedita a Sant'Elena da lord Elphinstone per ringraziare l'imperatore Napoleone di essersi preso cura del fratello ferito a Waterloo

boite à jetons
fiches e gettoni della boite à jetons
Il grande acquerello appeso alla parete rappresenta il progetto di un centrotavola per il matrimonio di Napoleone con Maria Luisa.

progetto del centrotavola per il matrimonio di Napoleone e Maria Luisa d'Austria
particolare del progetto del centrotavola per il matrimonio di Napoleone e Maria Luisa d'Austria
Maria Luisa d'Austria (Anonimo)
Maria Luisa d'Austria (A.Pasini)
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La sala V racconta gli anni della Repubblica Romana, quando invase le legazioni di Ravenna, Ferrara e Bologna nel 1796, Napoleone indusse il papa Pio VI, con l'Armistizio di Bologna e la Pace di Tolentino, a consegnargli 100 opere d'arte e 100 codici della Biblioteca Vaticana.

Festa della Rigenerazione al Foro Romano (P.Barbigli - D.P.H.de Superville - T.Piroli)
Dopo l'uccisione nel 1797 del generale Duphot, ambasciatore francese a Roma, da parte dei gendarmi pontifici, durante una carica contro un corteo di manifestanti in favore della repubblica, le truppe francesi entrarono in Roma, proclamando la Repubblica Romana.

Pio VII unge Napoleone Bonaparte e Giuseppina durante il "Sacre" (in alto - V.De Bonis-G.Zancon) Pio VII consegna il concordato al cardinal Consalvi (in basso - A.Contardi da J.B.Wicar)
Pio VI (da Pompeo Batoni)
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La sala VI è dedicata alla memoria di Paolina Bonaparte Borghese, sorella di Napoleone e moglie del principe Camillo Borghese.

sala VI
Paolina Bonaparte (F.J.Kison)
Paolina Bonaparte Borghese (da Antonio Canova)
Paolina Bonaparte Borghese (P.Marchetti)
E' soprattutto testimoniata nella sala la presenza di Paolina Bonaparte durante il suo secondo soggiorno a Roma, quando dimorava a Villa Paolina (oggi Ambasciata di Francia presso la Santa Sede), che si trova tra le Mura Aureliane, tra Via Piave e Via XX Settembre.

Veduta laterale di Villa Paolina (A.Castelli)
Parco di Villa Paolina (J.S.van den Abeele)
Stanza da letto di Villa Paolina (in alto - Anonimo) e Un salotto di Villa Paolina con la principessa Zenaide Bonaparte, la sorella Charlotte e i figli (in basso - J.S.van den Abeele)
In una vetrina sono custodite le sue pantofoline di seta ricamate in oro con il suo monogramma, uno specchio portatile con iniziale della nipote Charlotte alla quale Villa Paolina fu lasciata in eredità, un lenzuolo in battista con il suo monogramma, il calco in gesso del suo seno destro, forse usato per la famosa raffigurazione di Paolina come Venere Vincitrice sdraiata su un sofà (come la dormeuse esposta nella sala), opera di Antonio Canova, conservata alla Galleria Borghese.

oggetti appartenuti a Paolina Borghese
pantofoline in seta ricamata in oro appartenute a Paolina Borghese
calco in gesso del seno destro di Paolina Borghese
dormeuse in mogano
In un'altra vetrina vi è il taccuino in marocchino rosso della principessa, un pendente a cassa d'orologio contenente una ciocca dei capelli del fratello Napoleone, e un anello con il suo motto: "Ma Hardiesse vien de mon ardeur".

vetrina con oggetti appartenuti a Paolina Borghese
Si conservano anche nella vetrina le miniature dei due mariti di Paolina: l'ufficiale francese Victor-Emmanuel Leclerc, morto di febbre gialla nelle Antille francesi dopo cinque anni di matrimonio, e il principe Camillo Borghese, il cui matrimonio subì una crisi con l'allontanamento di Paolina e il suo trasferimento a Parigi nel 1804 (dopo la morte del figlio Dermide avuto dal primo matrimonio), e una riconciliazione anni dopo quando anche altri membri della famiglia Bonaparte ripararono a Roma.

sonetto per la riconciliazione di Paolina Bonaparte e Camillo Borghese (D.Narducci)
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La sala VII è dedicata al Regno di Napoli, sul cui trono si sono alternati il fratello e la sorella di Napoleone, Giuseppe e Carolina Bonaparte.

sala VII
Sono qui presenti i ritratti di Giuseppe Bonaparte, della moglie Giulia Clary e delle figlie Zenaide e Carlotta.

ritratti della famiglia di Giuseppe Bonaparte
Regina Giulia Clary con le figlie Zenaide e Carlotta (J.B.Wicar)
Zenaide Bonaparte (in alto - J.B.Wicar) - Carlotta Bonaparte (in basso - J.B.Wiar)
Nominato Giuseppe Re di Spagna, il trono passò alla sorella Carolina e al marito Gioacchino Murat.
Caduto l'impero napoleonico, Murat fu ucciso nel 1815 nel tentativo di riconquistare le terre prese dai Borboni, mentre Carolina si trasferì a Trieste.

Gioacchino Murat (P.Girgenti)
Gioacchino Murat Re di Napoli (G.Descamps)























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Nella Galleria degli abiti del museo, vengono esposti a rotazione abiti maschili e femminili appartenuti a membri importanti della famiglia Bonaparte.

Galleria degli abiti
Molto bello è l'abito di corte in velluto verde e ricami in oro appartenuto a Letizia Ramolino (madre di Napoleone).

abito di corte di Letizia Ramolino
Di Giulia Clary (cognata di Napoleone perché moglie del fratello Giuseppe), Regina di Napoli, l'abito di raso bianco con ricami in oro, indossato forse per l'incoronazione di Napoleone.

abito di Giulia Clary
Sempre della cognata di Napoleone Giulia Clary è l'abito di corte in velluto rosso con ricami d'oro e inserti in tulle, indossato per il quadro di J.B.Wicar che abbiamo potuto vedere nella sala precedente.

abito di corte della Regina Giulia Clary
Regina Giulia Clary con le figlie Zenaide e Carlotta (J.B.Wicar)
Il mantello di corte in velluto blu di manifattura francese appartenne al principe Camillo Borghese.

mantello di corte del principe Camillo Borghese
Lo scialle in cachemire fu donato a Napoleone da ufficiali inglesi di passaggio a Sant'Elena.

scialle di cachemire di Napoleone
Le pantofoline appartenevano a Cristina Boyer, prima moglie di Luciano Bonaparte.

pantofoline di Cristina Boyer
Napoleone nel costume del "Sacre" (C.H.F.Davin)
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Ripercorrendo a ritroso le sale visitate, dalla sala III si può accedere alle sale successive.

affreschi neogotici della sala IX
La sala IX, affrescata in stile gotico nel XIX secolo, è dedicata a Zenaide e Carlotta Bonaparte, figlie di Giuseppe Bonaparte e Giulia Clary.

sala IX
Zenaide e Carlotta Bonaparte (J.L.David)
Carlotta Bonaparte (L.Roberti)
Carlotta si dedicò alla pittura e alcune delle pitture conservate in questa sala sono state eseguite da lei.

Autoritratto (Carlotta Bonaparte)
Zenaide Bonaparte (Carlotta Bonaparte)
Letizia Ramolino Bonaparte (Carlotta Bonaparte)
Altre opere sono del marito di Carlotta, il cugino Napoleone Luigi Bonaparte (figlio di Luigi Bonaparte e Ortensia di Beauharnais, e Re d'Olanda col nome di Luigi II).

Anche in alcune opere esposte si possono notare motivi neogotici.

Napoleona Elisa Baciocchi (G.Bezzuoli)
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La sala X è dedicata a Luciano Bonaparte, fratello "ribelle" di Napoleone.

sala X
Luciano ricoprì il ruolo di Presidente del Consiglio dei Cinquecento, di Ministro dell'Interno e di Ambasciatore a Madrid, durante gli anni del Direttorio e del Consolato.

Luciano Bonaparte Presidente del Consiglio dei Cinquecento (J.B.Wicar)
Ma Luciano Bonaparte era un convinto repubblicano e non approvava il governo autoritario del fratello.

Così quando, morta la prima moglie Cristina Boyer, Luciano sposò in seconde nozze Alexandrine De Bleschamp, avvenne tra i due fratelli Bonaparte una rottura, in quanto Napoleone vedeva per lui un matrimonio con l'infanta di Spagna.

le due mogli di Luciano Bonaparte: Cristina Boyer e Alexandrine de Bleschamp
Alexandrine de Bleschamp (F.X.Fabre)
Alexandrine de Bleschamp (attribuito ad A.Canova)


Cristina Boyer (J.A.Houdon)
Luciano e Alexandrine ebbero undici figli.
Trasferitisi a Canino vicino Viterbo, dopo essere stato nominato principe di Canino da papa Pio VII al quale aveva chiesto asilo, la coppia si dedicò all'archeologia.
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La sala XI è dedicata a Carlo Luciano Bonaparte e Zenaide Bonaparte, come già detto cugini e coniugi, e nonni di Giuseppe Primoli.

sala XI
Zenaide Bonaparte (P.Tenerani)
Carlo Luciano Bonaparte (R.Trentanove)






















In questa sala vi è il ritratto in abito da contadina di Canino di Carlotta Bonaparte (figlia di primo letto di Luciano Bonaparte), il cui figlio, Placido Gabrielli, aveva sposato Augusta Bonaparte, figlia di Zenaide Bonaparte e Carlo Luciano Bonaparte.

Carlotta Bonaparte in abito da contadina di Canino (J.B.Wicar)
Zenaide e Carlo Luciano Bonaparte ebbero otto figli, tra i quali Carlotta, madre di Giuseppe Primoli.

Uno dei figli di Zenaide e Carlo Luciano Bonaparte fu il Monsignor Luciano Luigi Bonaparte, che divenne cardinale nel 1868.

Monsignor Luciano Luigi Bonaparte (G.De Sanctis)
Due sono i ritratti della loro figlia Maria Bonaparte Campello presenti nella sala.

Maria Bonaparte Campello (a sinistra di A.Belloli - a destra di G.De Sanctis)
Due sono anche i ritratti della loro figlia Bathilde Bonaparte De Cambacérès.

Bathilde Bonaparte De Cambacérès (A.Belloli)
Il figlio Napoleone Carlo Bonaparte sposò la principessa Cristina Ruspoli.

Napoleone Carlo Bonaparte (G.De Sanctis)
Un busto ritrae il figlio Giuseppe Bonaparte.

Giuseppe Bonaparte (A.Tombini)
Di manifattura francese è il velocipide presente nella sala.
 
velocipide
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L'ultima sala del museo, la sala XII, è dedicata a Giuseppe Primoli, colui che ha raccolto e donato la collezione del museo, e a sua zia Matilde Bonaparte.

sala XII
Principessa Matilde (P.F.E.Giraud)
La principessa Matilde Bonaparte Demidoff, figlia di Girolamo Bonaparte, fratello di Napoleone, era la colta animatrice di un salotto parigino del Secondo Impero frequentato da artisti ed intellettuali.
Maupassant, Flaubert, Dumas, Hernest Hérbert (direttore dell'Académie de France di Villa Medici a Roma), erano suoi ospiti abituali.

Girolamo Bonaparte e la figlia Matilde (A.Stevens)
Matilde Bonaparte Demidoff (J.A.Barre)
Carlotta Bonaparte e Pietro Primoli ebbero tre figli: Napoleone, Luigi e Giuseppe.

Napoleone Primoli (D.Ventura)
Napoleone Primoli (G.Tadolini)
Giuseppe Primoli crebbe a Parigi alla corte di Napoleone III e frequentò anch'egli il salotto intellettuale della zia Matilde, e ritornato a Roma dopo la caduta del Secondo Impero, continuò a frequentare intellettuali italiani quali D'Annunzio ed Eleonora Duse.

Giuseppe Primoli (J.A.Coraboeuf)
Altri ritratti di famiglia sono conservati in questa sala, come il ritratto di Carlotta Bonaparte Primoli (madre di Giuseppe Primoli), o quello della sorella Giulia Bonaparte del Gallo di Roccagiovine.
Vi sono anche il ritratto di Pietro Primoli (padre di Giuseppe Primoli) in costume orientale e quello del giovane Giuseppe Primoli in costume scozzese.

Giulia Bonaparte del Gallo di Roccagiovine (A.Belloli)
a sinistra: Carlotta Bonaparte Primoli (A.Belloli) - a destra: Pietro Primoli in costume orientale
a sinistra: Giuseppe Primoli all'età di dieci anni in costume scozzese (G.Palazzi) - a destra: Giuseppe Primoli (A.Spadini)

www,museonapoleonico.it
Orari: martedì/domenica  10.00/18.00
Costo: GRATIS
           audioguide 4€


CONCLUSIONI
Il Museo Napoleonico offre l'opportunità di comprendere meglio il periodo storico che ha visto protagonista Napoleone Bonaparte, e le influenze sullo stile dell'epoca, che non hanno riguardato solo la Francia, ma anche Roma e il territorio italiano.
L'allestimento museale rivolge lo sguardo alla vita privata dei napoleonidi, attraverso i loro oggetti e i loro ritratti, accedendo a quel lato intimo della loro esistenza che la storia non sempre ha raccontato. 
Difficile è però orientarsi nell'albero genealogico della famiglia Bonaparte, dove i suoi membri sono a volte imparentati tra di loro con matrimoni tra cugini, e spesso l'omonimia rende difficile l'individuare il grado di parentela che esiste tra loro.
Bisognerebbe fornire i visitatori di uno schema che faciliti l'individualizzazione dei vari personaggi!


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