martedì 1 marzo 2016

Roma: la Basilica sotterranea di Porta Maggiore


A Roma, a pochi passi da Porta Maggiore, si trova uno dei siti ipogei di epoca romana meno conosciuti e allo stesso tempo più misteriosi, conservatosi fino ai tempi nostri, dopo essere caduto nell'oblio per quasi duemila anni.


Si tratta della cosiddetta Basilica sotterranea di Porta Maggiore anche nota con il nome di Basilica Neopitagorica, per l'interpretazione che diede lo storico francese Jerome Carcopino sulla possibile funzione che questo sito avesse avuto in passato.

Per la sua architettura e per le sue decorazioni, furono infatti formulate diverse ipotesi sull'uso che fosse destinata ad assolvere: un ninfeo, una tomba, una basilica funeraria, un luogo dove si celebravano culti misterici...

Di quest'aula basilicale, sotterranea sin dalla sua costruzione avvenuta nella prima età imperiale (I secolo d.C.), non si hanno infatti notizie da fonti storiche.

La basilica fu ritrovata nell'aprile del 1917 in modo casuale per il cedimento del terreno lungo la linea ferroviaria Roma-Cassino-Napoli, sulla sinistra della Via Prenestina

sezione trasversale della Basilica sotterranea
In epoca romana questa zona si trovava ad est delle mura, ed era denominata "ad Spem Veterem", per la sua vicinanza al Tempio della dea Speranza (tempio del 477 a.C. mai individuato).

Nella prima età imperiale la zona era suddivisa in grandi appezzamenti appartenuti a ricche famiglie romane.

Era questa anche un'area cimiteriale per poveri e ricchi e lo testimonia il Colombario dei liberti della gens Statilia, rinvenuto lungo una strada che si congiunge a Piazza di Porta Maggiore (a 200m dalla basilica sotterranea).

Colombario dei liberti della gens Statilia
Proprio alla gens Statilia si attribuirebbe la costruzione dell'aula basilicale: a Tito Statilio Tauro, luogotenente di Augusto e console nell'11 d.C. si riconduce la realizzazione dell'edificio sotterraneo, mentre la ristrutturazione, avvenuta in epoca neroniana, si pensa sia stata voluta da un suo omonimo, appartenente alla stessa famiglia, che fu accusato di magia nel 53 d.C. (sembra perché Agrippina minore, madre di Nerone, volesse impossessarsi delle sue proprietà), e per questo indotto al suicidio per non subire l'onta del processo.

Per la costruzione della basilica si adottò un metodo economico e al tempo stesso semplice: si scavarono nel tufo delle trincee e dei pozzi, che si riempirono poi con un getto di conglomerato cementizio di calce e pozzolana misto a scaglie di selce, divenendo rispettivamente i muri perimetrali e i pilastri divisori dell'aula.
Furono poi costruite le volte gettate sullo stesso terreno naturale, e poi si asportò la terra sino a 7,25m di profondità, liberando lo spazio dell'aula (12m X 9m) e dell'adiacente vestibolo (3,60m X 3,60m).
I muri furono poi intonacati e decorati con stucchi.
Per questo tipo di costruzione impiegato i muri appaiono non a piombo e i pilastri un po' sbilenchi.

La basilica ebbe un uso limitato nel tempo, e si pensa che se ne volle deliberatamente cancellarne il ricordo interrandola nuovamente, facendo franare la volta del corridoio che conduceva dall'esterno al vestibolo.

pianta della Basilica sotterranea
pianta di parte del dromos, del vestibolo e dell'aula della Basilica sotterranea (ad oggi)
Questo corridoio in pendenza, il cosiddetto dromos, costituiva l'accesso dall'antica Via Prenestina.
Proveniente da est, era disposto inizialmente parallelo al lato nord longitudinale della basilica e poi piegava ad angolo retto verso il vestibolo.
Era decorato con stucchi ed era provvisto di pozzi di aerazione e di illuminazione.
Oggi se ne può vedere solo la piccola parte che conduce al vestibolo.

Il vestibolo che precede l'aula ha una pianta quadrangolare ed una volta a padiglione con un ampio lucernario "a schifo" che permette, tramite un pertugio sopra l'ingresso posto tra la basilica e il vestibolo, di illuminare in parte anche l'aula.

vestibolo
volta con lucernario del vestibolo
pertugio sull'ingresso dell'aula
Stucchi policromi ricoprivano le vele della volta.
Figure a soggetto mitologico o fantastico sono racchiuse all'interno di formelle geometriche. 
Nelle due vele principali, racchiuse in medaglioni, sono raffigurate Menadi a cavallo di pantere, mentre nei campi minori sono rappresentati Eroti con anfore, con tiro di capre, con farfalle, oppure candelabri.

una delle vele principali della volta del vestibolo
particolare di una vela della volta del vestibolo: Erote con anfora
particolare della volta del vestibolo
Uno zoccolo a fondo rosso decora la parte bassa delle pareti.
In esso sono delineati quadretti con paesaggi, uccelli e figure femminili con ghirlande e strumenti musicali.

zoccolo a fondo rosso delle pareti del vestibolo
paesaggio dello zoccolo del vestibolo
uccelli e figura femminile nello zoccolo del vestibolo
Gli stucchi bianchi delle pareti del vestibolo, racchiusi in cornici, sono quasi scomparsi: ne rimangono le impronte.
Un fregio in morellone accompagna lo stacco tra le pareti e la volta.

fregio tra le pareti e la volta
Al centro del pavimento del vestibolo, a tessere bianche con due fasce nere lungo i muri perimetrali e agli angoli rappresentazioni di spighe, si trova un tombino (anch'esso circondato da una doppia cornice nera con quattro spighe), per drenare le acque che entravano dal lucernario.

pavimento a mosaico con tombino nel vestibolo
L'aula di 108m² è divisa in tre navate da due file di tre pilastri l'una, addossati nella navata centrale da pilastrini (non più presenti).

navata centrale dell'aula
Le volte delle navate sono a botte.
Cornici modanate delimitano specchiature geometriche con rappresentazioni figurate con temi della mitologia classica, di rituali mistici o scene di vita quotidiana: figure femminili e di offerenti, vasi, candelabri, strumenti musicali, mense.

figura alata
maschere


Medusa
candelabro
decorazioni del fondo delle navate laterali: figura con braccia aperte e un fiore in ciascuna mano (in alto) e suppellettili varie (in basso)
particolare della figura con fiori del fondo della navata laterale
 In tutta l'aula predomina il colore bianco delle decorazioni a stucco.
La basilica rappresenta il più vasto insieme di bassorilievi a stucco di epoca romana sopravissuto sino a noi.

La navata centrale è la più ampia, e termina con un'abside orientata ad est.

abside e volta della navata centrale
Nell'abside è raffigurata la poetessa Saffo che si lancia dalla Rupe di Leucade, al cospetto di Apollo e Feonte.
Leucotea apre il suo velo e Saffo è accolta da un tritone.

abside: Saffo che si lancia dalla Rupe Leucade
La scena rappresenterebbe la purificazione dell'animo dal peso della materia e la sua metempsicosi in una vita diversa, secondo l'insegnamento di Pitagora e seguito dai neopitagorici.

Questa rappresentazione, insieme alle altre decorazioni della basilica, hanno fatto pensare che il sito fosse un luogo di ritrovo dei seguaci della dottrina neopitagorica.
L'insegnamento di Pitagora non è stato affidato a documenti scritti, e per questo è andato perso dopo di lui.
Inoltre gli iniziati avevano il dovere di ascoltare per tre anni in silenzio, senza poter parlare, e nessuno svelò mai i segreti di questa dottrina.

Questa ipotesi di uso della basilica come luogo di culto misterico, avvallata anche dal ritrovamento presso il vicino Colombario dei liberti della gens Statilia dell'Urna Lovatelli (conservata al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo), con rappresentazione dei misteri eleusini, è stata recentemente abbandonata per quella che attribuisce al luogo un utilizzo funerario coesistente con quello religioso.

Urna Lovatelli: urna cineraria con raffigurazione di Eracle iniziato ai misteri eleusini (Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo alle Terme)
Urna Lovatelli: urna cineraria con raffigurazione di Eracle iniziato ai misteri eleusini (Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo alle Terme)
Urna Lovatelli: urna cineraria con raffigurazione di Eracle iniziato ai misteri eleusini (Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo alle Terme)

Sulla volta della navata centrale sono raffigurati Medea che offre una bevanda al drago che custodisce il vello d'oro, Ercole e Atena, Paride ed Elena, uno dei Dioscuri che rapisce Leucippe, Oreste ed Elettra, Ulisse ed Elena, Ercole che lotta con un mostro marino, il Centauro Chirone e Achille, Calcante e Ifigenia, Arimaspi (uomini con un unico occhio) con grifoni, i segni zodiacali del Toro e dei Gemelli, una scena campestre, una danza grottesca, giochi della palestra, palmette, candelabri, donne con anfore, maschere di Ammone, Attis, un matrimonio, un maestro di scuola, candelabri e vittorie.

 
volta della navata centrale: scena campestre - il Centauro Chirone e Achille
volta della navata centrale: Arimaspe con grifone
volta della navata centrale (dall'alto in senso orario): danza grottesca - Ulisse ed Elena - scena liturgica tra maschere di Ammone
volta della navata centrale: Paride ed Elena - Attis (a destra)
Nel riquadro centrale della volta della navata centrale è raffigurato Ganimede rapito da un genio alato.

volta della navata centrale: Ganimede rapito da un genio alato
Sulla volta della navata laterale sinistra sono raffigurati teste di Meduse, Nereidi, Vittorie alate, Apollo e Marsia, Fedra ed Ippolito, oggetti rituali, il culto del liknon, la danza di Agave, il culto del serpente.

volta della navata sinistra
volta navata sinistra: Apollo e Marsia
volta della navata sinistra: danza di Agave
Sulla volta della navata laterale destra sono rappresentati maschere gorgoniche, scene di sacrificio e liturgiche, gruppi sacri, un Erote con vasca, un Erote in corsa, Nereidi, Baccanti, Meduse, Danaidi, Oreste e Polissena, Hermes ed Alcesti, il filo di Arianna, il culto del capriolo.

volta della navata destra
volta della navata destra: Gruppo sacro - Erote in corsa (a sinistra)
Anche le pareti dell'aula sono intonacate e presentano stucchi: figure stanti su basi raffigurano statue.

decorazione delle pareti delle navate laterali
decorazione delle pareti delle navate laterali
decorazione delle pareti delle navate laterali
particolare dello stucco di una parete
Su ogni pilastro vi erano raffigurati due quadri: in uno dei due Ercole è seduto con una delle Esperidi che gli consegna i pomi.
Sono raffigurati anche ritratti.

ritratto raffigurato su un pilastro
 Sull'interno dei pilastri si trovano raffigurati candelabri.

candelabro sull'interno di un pilastro
Nei sottarchi invece vi sono Vittorie con ali spiegate e Meduse.

Vittoria ad ali spiegate nel sottarco dei pilastri
Medusa del sottarco dei pilastri
I fori al centro di ogni arcata testimoniano la presenza di lampade qui ancorate in sospensione con catene per illuminare l'ambiente sotterraneo.

Il pavimento dell'aula è ricoperto da un mosaico a tessere bianche, con due fasce a tessere nere che incorniciano i muri perimetrali, i pilastri e le basi che si trovavano davanti ad essi e al centro delle campate, asportate in epoca antica.

pavimento a mosaico della navata centrale dell'aula
fasce nere del mosaico pavimentale tra i pilastri dell'aula
Nel pavimento dell'abside della navata centrale sono stati ritrovati sepolti gli scheletri di un maiale e di una cane, adoperati probabilmente in un sacrificio rituale.

I pavimenti dell'aula e del vestibolo appaiono diversi tra loro per la posa in opera e per le dimensioni delle tessere.
Ciò, insieme alle differenze tra gli stucchi dei due ambienti, ha fatto supporre che vi siano state due fasi costruttive.

La costruzione della linea ferroviaria, il bombardamento dello scalo ferroviario di S.Lorenzo del giugno 1943 (durante la seconda guerra mondiale), la percolazione delle acque meteoriche, hanno creato un inquinamento fisico-ambientale che, insieme ad attacchi di natura chimica e biologica, hanno danneggiato la basilica sotterranea.

Nel 1951 è stata costruita un'opera a ponte in cemento armato per preservare la basilica dalle sollecitazioni del traffico ferroviario e dalle acque meteoriche, e i lavori di restauro degli stucchi e di contrasto all'azione di un batterio che come un tarlo li corrode, sono tutt'oggi in corso.


E' per questo che la visita dell'aula può essere parziale per la presenza di ponteggi.

ponteggi per il restauro della Basilica sotterranea


www.coopculture.it
Orario:   II e IV domenica del mese   11.00
               sino al 26 giugno 2016
               prenotazione obbligatoria allo 06 39967700
Costo 5,50€ + 2€ (prevendita)


CONCLUSIONI 
Oltre ad un sentimento di meraviglia, un alone di mistero accompagna la visita della Basilica sotterranea di Porta Maggiore.
Sconosciuto ai più, appare come un sito magico, celato volutamente da sempre nelle viscere della terra.
Nella decorazione figure e scene mitologiche si unisco a creare un quadro di difficile interpretazione, dove tutte le ipotesi sono possibili.
Un luogo affascinante da tutelare e conservare come un unicum prezioso.



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