domenica 17 luglio 2016

Le opere del Bramante a Roma


"Inventore e luce della buona e vera architettura" S.Serlio

Bramante (pseudonimo di Donato di Pascuccio d'Antonio), è considerato, insieme a Michelangelo e a Raffaello, uno dei maggiori artisti del Rinascimento italiano.

ritratto di Donato Bramante
Pittore e architetto, nacque forse in provincia di Pescara o forse presso Urbino nel 1444.
Dopo essersi formato artisticamente presso i Montefeltro di Urbino, e aver conosciuto i maggiori artisti del tempo presso questa corte, lavorò a Bergamo e poi a Milano.
Nella città dipinse il Cristo alla Colonna e Uomini d'arme (Pinacoteca di Brera - Milano), e realizzò la tribuna circolare della Basilica di S.Maria delle Grazie.
Quando i Francesi conquistarono il ducato di Milano e il duca Ludovico il Moro fu cacciato, Bramante si trasferì a Roma (1499).
Qui rimase sino alla morte, lavorando come architetto pontificio per Papa Giulio II.

A Roma il Bramante si avvicinò in maniera diretta ai monumenti romani antichi e ne studiò l'architettura, carpendone i segreti di costruzione e proporzione tra pianta, volume e rapporto dell'insieme con le singole parti.

Il suo stile reinterpreta i canoni classici latini di semplicità, simmetria, equilibrio e proporzione, alla luce della sensibilità dell'uomo moderno.

Nella sua arte, tra numeri e divinità, vi erano inoltre richiami ai pitagorici e ai neoplatonici.

La sua mentalità aprirà la strada al più elaborato stile barocco del secolo seguente.

Tra i lavori che il Bramante realizzò nella città papalina vi sono il Chiostro della Chiesa di S.Maria della Pace, il Tempietto di S.Pietro in Montorio e l'abside della Chiesa di S.Maria del Popolo.
Collaborò forse ai lavori del Palazzo della Cancelleria.
Progettò l'incompiuto Palazzo dei Tribunali con la Chiesa di S.Biagio alla Pagnotta in Via Giulia.
Progettò e realizzò i Cortili del Belvedere e una Scala ad elica in Vaticano.
Progettò la nuova Basilica di S.Pietro.


CHIOSTRO DI S.MARIA DELLA PACE



Il chiostro, annesso alla Chiesa di S.Maria della Pace, a pochi passi da Piazza Navona, è la prima opera del Bramante realizzata a Roma.

Fu il Cardinale Oliviero Carafa a commissionare all'architetto il progetto nel 1500 e il chiostro fu terminato nel 1504.

iscrizione dedicatoria sulla trabeazione tra i due ordini del chiostro
Sul perimetro del chiostro un'iscrizione dedicatoria attesta la commissione dell'edificio da parte del cardinale.
Inoltre sui pilastri del pian terreno e del primo piano si trovano gli emblemi della famiglia del cardinale.

Il chiostro, a pianta quadrata, è circondato al piano terra da un portico con quattro arcate a tutto sesto su ogni lato, che poggiano su 16 pilastri con paraste con capitelli ionici.

cortile del Chiostro del Bramante
Le volte di copertura del porticato sono a crociera.
Sul primo ordine del chiostro corre una trabeazione.

monumento funebre
monumento funebre

Lungo le pareti del portico vi sono sepolture quattrocentesche.
Nelle lunette sono rappresentate Scene della vita della Vergine e storie legate alla Chiesa di S.Maria della Pace.

lunetta del portico: Scene della vita della Vergine
lunetta del portico: Scene della vita della Vergine
lunetta del portico: Scene della vita della Vergine
lunetta del portico: Scene della vita della Vergine
lunetta del portico: Scene della vita della Vergine
Al piano superiore vi è un loggiato, con pilastri e colonne corinzie alternati.
Qui la copertura è piana.

loggiato del chiostro
loggiato del chiostro
colonne e pilastri del loggiato
Nel loggiato, alla base dei pilastri, vi sono dei sedili.

sedili del loggiato
Intorno al chiostro si trovavano gli spazi abitativi (al primo piano) e gli ambienti per la collettività monastica (pian terreno).

scala d'accesso al loggiato
Oggi gli ambienti che circondano il chiostro sono adibiti a spazi espositivi temporanei.

Il chiostro è privo di decorazioni, ma nella sua semplicità esprime raffinatezza.
Quel che regna è l'equilibrio.
E come non sentirsi attratti dalla pace che pervade questo luogo...magari sedendo sui sedili in pietra del loggiato che hanno offerto in passato riposo ai monaci, o degustando qualcosa di buono nella Caffetteria/bistrot all'interno delle celle monastiche che si affacciano al primo piano?

Caffetteria/bistrot
ingresso alla caffetteria in un ambiente monastico
ingresso alla caffetteria in un ambiente monastico


Oppure nella Sala delle Sibille, situata anch'essa nel loggiato, dove si può vedere l'affresco che ha come soggetto le Sibille, che Agostino Chigi ha commissionato a Raffaello per la Chiesa di S.Maria della Pace (1515).
Vi è qui una postazione audio/video che descrive questa magnifica opera.

Sala delle Sibille con postazione audio/video
Le Sibille (Raffaello - Chiesa di S.Maria della Pace)

http://chiostrodelbramante.it/
Orario: lunedì/venerdì          10.00/20.00
             sabato e domenica  10.00/21.00
Ingresso libero al chiostro
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TEMPIETTO DI S.PIETRO IN MONTORIO


Nel 1502 o forse qualche anno più tardi, Bramante si occupa di progettare e realizzare nel primo chiostro della Chiesa di S.Pietro in Montorio, un piccolo tempio sul luogo in cui la tradizione voleva fosse stato crocifisso a testa in giù l'Apostolo Pietro.

Furono i re spagnoli Ferdinando il Cattolico e Isabella di Castiglia a commissionare l'opera in adempimento di un voto fatto per avere un erede maschio, nato nel 1478.

Tempietto al tramonto
Il tempietto, periptero e monoptero, ha una pianta centrale con basamento a tre gradini.

Nel Rinascimento la pianta centrale rappresentava la realtà divina e il cosmo.
Bramante aveva creato un progetto che prevedeva cerchi concentrici a partire dalla pavimentazione interna del tempio fino al portico del cortile, un chiostro rotondo mai realizzato.
Il tempietto del Bramante è ispirato agli edifici a pianta circolare della Roma antica (Pantheon, Tempio di Minerva Medica, Tempio di Vesta a Tivoli).
Inoltre vi è un chiaro rimando ai "Martyria", le cappelle a forma circolare per il culto dei martiri cristiani, costruite all'inizio dell'era cristiana.

La cella è circondata da 16 colonne doriche tuscaniche in granito grigio che sorreggono un tamburo, che si apre su una balconata, e la cupola emisferica.

tamburo e cupola del Tempietto
Il numero 16 rappresenta per Vitruvio il numero perfetto, essendo formato da 10+6, numeri perfetti per i Pitagorici.

colonne, lesene, nicchie e trabeazione del Tempietto
Sulla trabeazione posta sopra le colonne sono rappresentati triglifi e metope a tema liturgico di origine greca.

trabeazione con triglifi e metope
Il soffitto dell'ambulacro è a cassettoni.
Il tamburo ha nicchie rettangolari alternate a nicchie arcuate con conchiglie e a lesene.

soffitto a cassettoni dell'ambulacro esterno del Tempietto
L'altezza della cupola è pari all'altezza del tamburo.
Costruita in conglomerato cementizio, era rivestita originariamente in piombo.
Nell'Ottocento venne ricoperta da Carlo Fea in cotto con tegole a squama, ma l'originale rivestimento in piombo fu poi riprestinato dal Valadier nel XX secolo.

cupola rivestita in piombo del Tempietto
cupola vista internamente
Valadier è anche l'autore delle lesene e delle arcate cieche a tutto sesto del chiostro e della pavimentazione a grandi lastre concentriche intorno al monumento.

cella del Tempietto
Internamente il diametro della cella misura 4,5m.
Lungo le pareti quattro nicchie contengono piccole statue dei quattro Evangelisti.

statua di un Evangelista
statua di un Evangelista


Sull'altare è raffigurata la crocifissione di S.Pietro.

altare del Tempietto: Crocifissione di S.Pietro
 La statua di S.Pietro posta sopra l'altare è attribuita ad un Anonimo lombardo.

statua di S.Pietro (Anonimo lombardo)
Il pavimento è in stile cosmatesco, e una grata copre quello che in origine era l'unico accesso alla cripta sottostante.

pavimento in stile cosmatesco
grata dalla quale si poteva scendere nella cripta
cripta vista dalla cella del Tempietto
Nel XVII secolo furono costruite due rampe di scale esterne al tempietto che scendono al livello della cripta.
Furono realizzate dal Bernini.

rampa berniniana per accedere alla cripta
La cripta circolare sarebbe stata il punto in cui fu piantata la croce di S.Pietro.
Gli stucchi della volta rappresentano le scene della Vita di S.Pietro e sono un'opera di Giovan Francesco De Rossi (XVII secolo).

cripta del Tempietto
pavimento della cripta
decorazione della cripta
decorazione della cripta: Vita di S.Pietro (Giovan Francesco De Rossi - XVII sec.)
Oggi il Tempietto è visitabile all'interno della Reale Accademia di Spagna.

http://www.accademiaspagna.org
Orario:   martedì/domenica   10.00/18.00
Costo: GRATIS
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CORO DELLA CHIESA DI S.MARIA DEL POPOLO


Negli stessi anni della costruzione del Chiostro di S.Maria della Pace e del Tempietto di S.Pietro in Montorio, il Bramante si occuperà di ristrutturare e allungare il coro della Chiesa di S.Maria del Popolo, già mausoleo della famiglia Della Rovere (a cui Giulio II appareneva).

Chiesa di S.Maria del Popolo
La chiesa, situata vicino a Porta Flaminia, era stata costruita nell'XI secolo sul Mausoleo dei Domizi Enobarbi (la tomba di Nerone), ingrandita da Gregorio IX (XIII secolo), e ricostruita da Andrea Bregno nel XV secolo.

Nel 1500 circa il Cadinale Ascanio Sforza commissionò al Bramante la ristrutturazione del coro.
Furono realizzati inizialmente un arcone a lacunari e un prolungamento dell'abside dal catino a conchiglia, con un coro quadrangolare.

arcone del coro
Alla morte del Cardinale Ascanio Sforza (1505), fu il Papa Giulio II ad occuparsi di far continuare i lavori del coro. 
Tra il 1505 e il 1509 Bramante trasformò la volta a crociera davanti all'atare in una volta a vela, che venne affrescata poi dal Pinturicchio.
Aprì inoltre due finestre a serliana, le prime a Roma dopo quelle che lo stesso architetto aveva realizzato per i Palazzi Vaticani.

finestre laterali a serliana del coro
volta a vela con gli affreschi del Pinturicchio
Nel Seicento la visuale del coro fu oscurata dalla realizzazione del nuovo e più grande altare maggiore, voluto dal Cardinale Antonio Sauli in sostituzione di quello di Andrea Bregno.

CURIOSITA': Durante i lavori del coro, il Bramante aveva il suo studio nelle sale attigue alla chiesa, che da lui prendono ancor oggi il nome di Sale del Bramante, nelle quali ogni anno vengono esposti 100 presepi provenieti da tutto il mondo.

facciasta ed ingresso alle Sale del Bramante su Piazza del Popolo

www.santamariadelpopolo.it
Orario: feriali                   7.15/12.30   16.00/19.00
             venerdì e sabato  7.30/19.00
             festivi                   7.30/13.30   16.30/19.30

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IL CORTILE DI BELVEDERE E LA SCALA ELICOIDALE


Nel 1505 il Bramante progettò per papa Giulio II i Cortili del Belvedere, un collegamento tra i Palazzi Vaticani e la residenza estiva fatta costruire da Papa Innocenzo VIII, il cosiddetto "Belvedere" (oggi Museo Pio Clementino).

Egli s'ispirò al Santuario della Fortuna Primigenia di Palestrina e ai giardini delle ville imperiali romane, come quella di Plinio il Giovane in Toscana.

Il terreno racchiuso dal cortile aveva una naturale pendenza, che il Bramante sfruttò aticolando lo spazio su tre terrazze, collegate tra loro da rampe e scalinate.

disegno che documenta lo stato dei lavori nel XVI secolo del Cortile del Belvedere (G.Dosio)
Il cortile era chiuso sui lati lunghi da corpi di fabbrica percorsi al loro interno da corridoi.
In questo modo il pontefice poteva raggiungere il Belvedere senza uscire dal palazzo.

I pavimenti e i bracci laterali erano leggermente inclinati verso il cortile superiore in modo da far apparire lo spazio ancora più ampio che nella realtà.

Il cortile inferiore (oggi chiamato Cortile del Belvedere) era racchiuso da  tre ordini di loggiati diversi: dorico, ionico e corinzio.

Cortile del Belvedere con al centro la fontana di Carlo Maderno
facciata di un corpo di fabbrica del Cortile del Belvedere
Il cortile intermedio (oggi chiamato Cortile della Biblioteca) aveva pareti con due ordini sovrapposti.

Il cortile superiore (oggi chiamato Cortile della Pigna) aveva pareti con paraste binate, all'interno delle quali vi erano archi ciechi (ispirazione agli archi trionfali romani).Questo cortile si concludeva con una'esedra, sostituita da una grande nicchia da Pirro Ligorio nel 1565.

Cortile della Pigna (guardando verso la Biblioteca)
esedra del Cortile della Pigna
Dietro i terrazzamenti Bramante aveva creato anche un altro cortile ottagolane, con lati simmetricialmente diseguali chiamato Cortile delle Statue.

Cortile delle Statue
Bramante infatti abbellì i cortili con fontane, piante e statue antiche, come il Torso del Belvedere, l'Apollo del Belvedere e il Laoconte, ritrovati in quegli stessi anni.

Bramante aveva creato un museo all'aperto, accanto al quale egli stesso progettò una scala elicoidale per accedervi direttamente dall'esterno del Vaticano.

scala elcoidale del Bramante (Musei Vaticani)
Le colonne che la sorreggevano erano di ordine tuscanico, poi ionico e infine corinzio.
Ricordava i monumenti antichi come il Colosseo.

La scala, costruita in una torre quadrata, era percorribile anche a cavallo.

plastico con la torre che contiene la scala elicoidale del Bramante (angolo in basso a sinistra)
Nel 1585/1590 il cortile venne interrotto longitudinalmente da un corpo di fabbrica che racchiuse una Biblioteca, fatto costruire da Papa Sisto V.
Nel 1817/1822 il cortile venne nuovamente suddiviso dalla costruzione del cosiddetto Braccio Nuovo.

plastico con il Giardino del Belvedere, il Giardino della Biblioteca e il Giardino della Pigna (Musei Vaticani)
Venne così sconvolta la visuale scenografica che il Bramante aveva ideato per Papa Giulio II, che tanto era stato affascinato dai giardini francesi di Versailles.

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PROGETTO PER LA NUOVA BISILICA DI S.PIETRO


Papa Giulio II decise intorno al 1505 di demolire l'antica Basilica di S.Pietro costantiniana, divenuta pericolante, e affidò il progetto della nuova costruzione al Bramante.

pianta di Bramante per la nuova Basilica di S.Pietro
Il progetto del Bramante prevedeva un tempio cristiano a pianta centrale (come aveva già fatto per il Tempietto di S.Pietro in Montorio per esprimere la perfezione divina), poliabsidata, coperta da una cupola su tamburo e fiancheggiata da quattro cupole più piccole e da quattro torri.
La pianta a croce greca della basilica era iscritta in un quadrato.

progetto di Bramante per la nuova Basilica di S.Petro
Quando però la cupola era impostata ed era stato terminato il coro provvisorio, Giulio II morì, e i lavori furono interrotti.

Il progetto bramantesco come era stato ideato inizialmente non fu più portato a termine, e il lavori di costruzione furono portati a termine con modifiche prima da Michelangelo e poi da Carlo Maderno.

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Fontana di Piazza S.Maria in Trastevere 


Non si ha la certezza, ma sembra che la fontana che si trova davanti alla Chiesa di S.Maria in Trastevere sia stata restaurata intorno al 1500 dal Bramante.

Questa fontana è considerata la più antica di Roma: nella sua forma originale sembra risalire all'epoca di Augusto ed era alimentata dall'Aqua Alsiatina (acquedotto costruito nel 2 a.C.).

Fu sistemata nella piazza da Nicolò V per il Giubileo del 1450 ma non nella pozione attuale: era sul lato della piazza opposto della chiesa.
In seguito, sotto il pontificato di Alessandro VI Borgia, il segretario del papa, il Cardinale Giovanni Lopez, ne commissionò al Bramante il restauro.

Fontana di Piazza S.Maria in Trastevere
Alla fontana fu tolto uno dei due catini che la componevano, e sul catino superstite Bramante aggiunse degli ornamenti a forma di bocca di lupo in bronzo, dai quali usciva l'acqua che ricadeva nella vasca quadrata sottostante.  

Fu Giovanni Fontana che nel XVI secolo trasformò la vasca da quadrata in ottagonale.
Nel 1658 Bernini innalzò su gradini la fontana, aggiunse quattro conchiglie ai lati esterni e spostò la fontana al centro della piazza.
Furono aggiunti gli stemmi di Alessandro VII Chigi e venne alimentata dall'acquedotto Traiano-Paolo.
Carlo Fontana invece nel 1692 sostituì le conchiglie con altre più grandi.
Infine il Comune di Roma nel 1870 ricostruì totalmente la fontan in marmo bardiglio grigio, piuttosto che in travertino, ma su modello del 1692.

Questa fontana fu per lungo tempo l'unica fontana pubblica di Trastevere.

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PALAZZO CAPRINI O CASA DI RAFFAELLO


Tra il 1501 e il 1510 il Bramante fu impegnato nella realizzazione di Palazzo Caprinis, in Borgo.

Il palazzo gli fu commissionato dal protonotario apostolico Adriano de Caprinis.

Il piano inferiore del palazzo era in bugnato e qui si aprivano il portale e negozi.
Il piano superiore era decorato in stile dorico: semicolonne binate, al posto di paraste, sormontate da architrave con fregio con triglifi e metope.
Balaustre eranono inserite tra le campate.

Palazzo Caprini (incisione di A.Lafréry - XVI sec.)
Il palazzo viene ricordato anche come Casa di Raffaello, perché fu acquistato non ancora compiuto nel 1517 dall'artista urbinate, amico tra l'altro del Bramante, che lo fece completare e che qui passò i suoi ultimi anni di vita.

Il palazzo, che si trovava tra Piazza Scossacavalli e Via Alessandrina, dopo varie trasformazioni e passaggi di proprietà, fu demolito quando tra il 1937 e il 1941 fu realizzata Via della Conciliazione, lungo la quale venne poi ricostruito.

Questo palazzo rappresentò un prototipo rinascimentale di architettura civile, ripreso da Raffaello e dal Palladio.

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PALAZZO DEI TRIBUNALI


Nel piano urbanistico di Papa Giulio II ci fu anche l'idea di far confluire il centro della vita amministrativa cittadina sulla Via Recta, la prima e più lunga strada di Roma a tracciato rettilinio (1km), che da lui prese il nome di Via Giulia.

Nell'area occupata già dalla Cappella di S.Biagio alla Pagnotta, il Papa commissionò al Bramante la costruzione di un edificio che divenisse la sede unica dei vari tribunali civili, ecclesiastici e penali dell'Urbe.

Bramate progettò un edificio che si affacciava su Via Giulia (tra Via dei Bresciani e il Vicolo del Cefalo), si articolava intorno ad un grande cortile porticato su due ordini, e che inglobava una cappella.

La tipologia dell'edificio era quella che Bramante aveva adottato per Palazzo Caprini (anche detta Casa di Raffaello) in Borgo: il piano terra in bugnato al livello più basso e la facciata scandita da colonne in rilievo.
Il piano terra era caratterizzato da bottege e da una lunga panca tra le aperture.
Il piano nobile era dotato di archi.
Agli angoli vi erano una sorta di torrette.

Iniziati nel 1508, i lavori furono interrotti nel 1511, quando era stato costruito parte del piano terra.
Dopo la morte del pontefice e del Bamante il progetto e la costruzione del palazzo furono abbandonati, e vennero poi costruiti sopra edifici privati che utilizzarono le sue fondamenta.

parte del basamento a bugnato del Palazzo dei Tribunali e della panca ("sofà")
Oggi di quel importante edificio si possono vedere solo tratti del suo basamento e dei cosiddetti "sofà".

i cosiddetti "sofà" del Palazzo dei Tribunali
i cosiddetti "sofà" del Palazzo dei Tribunali
i cosiddetti "sofà" del Palazzo dei Tribunali
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CORTILE DEL PALAZZO DELLA CANCELLERIA


Il cortile del Palazzo della Cancelleria è attribuibile al Bramante, secondo la testimonianza del Vasari e per lo stile architettonico.

I lavori di costruzione del palazzo sull'antica Via Papalis (oggi Corso Vittorio Emanuele II), voluto dal Cardinale Raffaele Riario, nipote di Papa Sisto IV, Camerlengo e titolare della Basilica di S.Lorenzo in Damaso, iniziarono nel 1485 (data in cui il Bramante non era ancora giunto a Roma).

Cortile del Palazzo della Cancelleria
Il palazzo fu il primo ad essere costruito ex-novo in stile rinascimentale a Roma.
La precedente Chiesa di S.Lorenzo in Damaso venne distrutta per essere ricostruita e inglobata nel nuovo edificio.

i tre ordini del Cortile del Palazzo della Cancelleria
Il cortile del palazzo è rettangolare e a tre ordini.
I due piani inferiori sono costituiti da logge aperte, formate da 44 colonne porpora di origine egizia, provenienti dal vicino e antico Teatro di Pompeo, con capitelli dorici, e da 4 pilastri di marmo e granito
Il terzo piano è invece costituito da pareti divise da paraste con capitelli compositi e finestre architravate e arcuate.

I lavori del palazzo terminarono tra il 1511 e il 1513 .
Per aver partecipato ad una congiura contro Papa Leone X, il palazzo venne confiscato al Cardinale Raffaele Riario, e tra il 1523 e il 1534 Papa Clemente VII
trasferì qui la Cancelleria Apostolica dal Palazzo Sforza Cesarini in Via dei Banchi Nuovi.

portico del Cortile del Palazzo della Cancelleria
Oggi il palazzo gode dell'estraterritorialità e trovano sede in esso il Tribunale della Sacra Romana Rota, la Pontificia Accademia Romana di Archeologia e la Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa.

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CASA DEL BRAMANTE

In Via del Governo Vecchio 123, vicino a Piazza Navona, il palazzetto cinquecentesco chiamato Palazzo Turci (dal nome del suo committente Giovanni Pietro Turci da Novara, segretario delle lettere apostoliche di Leone X) o Piccola Cancelleria (per la sua somiglianza con il Palazzo della Cancelleria), viene detta (per molti erroneamente) Casa del Bramante.

Palazzo Turci cosiddetta Casa del Bramante
L'equivoco è sorto per la somiglianza stilistica del palazzetto con il Palazzzo della Cancelleria, al quale si pensava avesse lavorato il Bramante, non solo per il cortile interno.

Anche un acquerello di Hector Lefuel conservato al Musée d'Orsay di Parigi, illustra e chiama Alzato della facciata della Casa del Bramante questo palazzetto (1840).

 
Peccato che oggi questo angolo di Rinascimento sia occupato al pian terreno da un ristorante!

particolare della facciata della Palazzo Turci con lo stemma della famiglia
ristorante al pian terreno della Casa del Bramante

CONCLUSIONI
Bramante morì nel 1514 ed fu sepolto nelle Grotte Vaticane.
La genialità del Bramante ha potuto esprimersi a Roma solo per quindici anni, ma ha lasciato a noi posteri veri capolavori d'arte rinascimentale.
La sua arte, rifacendosi a quella classica, è stata al tempo stesso innovativa.
Peccato che parte dei suoi progetti siano rimasti incompiuti o distrutti dagli eventi.


1 commento:

Susanna Galbarini ha detto...

COMMUNITY ARTISTICA CULTURALE "IL NOSTRO IMMENSO PATRIMONIO ARTISTICO CULTURALE" Google+ connessione profilo personalizzato con tutti i collegamenti: https://plus.google.com/+SusannaGalbariniartista RINGRAZIO PER IL BELLISSIMO ARTICOLO INVITANDO in Allegati : DONTO DI ANGELO DI PASCUCCIO detto IL BRAMANTE Pittore Architetto TRA I MAGGIORI ARTISTI DEL RINASCIMENTO *CELEBRAZION* CINQUECENTENARIO - Buona navigazione pittrice Susanna Galbarini,Sito online http://pitturartistica.it Scheda personale ARTE.IT online MAPPARE L'ARTE IN ITALIA http://www.arte.it/profilo.php

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