martedì 10 gennaio 2017

Roma: la Fontana dell'Acqua Paola e la Fontana di Ponte Sisto


Da come si può notare nella foto sopra, c'è una certa vicinanza tra queste due fontane di Roma, la Fontana dell'Acqua Paola e la Fontana di Ponte Sisto, ma non solo la vicinanza le accomuna...vediamo il perché.

La Fontana dell'Acqua Paola viene più comunemente chiamata il Fontanone del Gianicolo e dai Romani "Er Fontanone".

Fontana dell'Acqua Paola
La fontana, ovvero la mostra terminale dell'Acquedotto Paolo-Traiano, è collocata sul colle Gianicolo, il punto più alto ad ovest di Roma.

Venne fatta costruire da Papa Paolo V Borghese tra il 1610 e il 1614, dopo che era stato ripristinato dallo stesso pontefice l'antico Acquedotto di Traiano (1608), per approvvigionare d'acqua gli scarsamente riforniti rioni del Vaticano, di Borgo e di Trastevere, ovvero le zone della città poste al di là del Tevere.

Fontana dell'Acqua Paola
Per poter finanziare la ricostruzione dell'acquedotto e la costruzione della fontana fu imposta una nuova tassa sul vino.
Il lavoro costò 5200 scudi d'oro.

L'acqua proveniva dal Lago di Bracciano, come in epoca romana per l'Acquedotto di Traiano, a circa 40 km da Roma.

Giovanni Fontana, coadiuvato da Flaminio Ponzio, si occupò della progetto che riprendeva quello da lui realizzato, insieme al fratello Domenico, per la Fontana del Mosè (a Piazza S.Bernardo a Roma), costruita più di vent'anni prima. 

Il disegno richiamava l'antico arco trionfale romano: cinque arcate fiancheggiate da sei colonne ioniche su alti piedistalli, sormontate da un grande attico, dove trovava posto l'iscrizione dedicatoria.

Fontana dell'Acqua Paola
Purtroppo era in uso in quell'epoca riutilizzare i materiali delle rovine romane: i marmi banchi e policromi provengono infatti dal Foro Romano e dal Tempio di Minerva al Foro di Nerva!

Le colonne poste su piedistalli sono in granito rosso e grigio, e le quattro centrali provengono dalla Loggia delle Benedizioni della Basilica di S.Pietro costantiniana, che in quegli anni veniva sostituita dalla nuova costruzione.

colonne ioniche su piedistalli della fontana
I tre archi centrali sono più larghi e più alti e superiormente contengono finestroni aperti di forma rettangolare.

finestrone aperto centrale della fontana
finestrone aperto visto dal retro della fontana
La lunga iscrizione dedicatoria contiene un errore storico: in essa è citato l'Acquedotto Alsietino costruito in epoca augustea (2 a.C.), invece che l'Acquedotto Traiano costruito con lo stesso percorso un secolo dopo (109 d.C.).

iscrizione dedicatoria con errore storico sull'acquedotto che alimentava la fontana
Lo stemma pontificio che accompagna l'iscrizione, posto in un'edicola con timpano arcuato, è sorretto da due angeli realizzati da Ippolito Buzio.

angeli e stemma di Papa Paolo V Borghese (Ippolito Buzio)
L'acqua ricadeva in cinque vasche di raccolta poste tra gli intercolunni degli archi.
Originariamente la fontana era posizionata a picco sul colle, e l'acqua scendeva a valle formando una cascata.

ingresso al giardino ex Orto Botanico
Dietro alla fontana, a livello dei finestroni, vi era un giardino, l'Orto Botanico fatto realizzare da Papa Alessandro VII Chigi.
L'Orto, affidato all'Università della Sapienza, venne poi spostato a Palazzo Salviati nel 1820 e poi a Palazzo Corsini (dove ancor oggi si trova), nel 1883.

quel che resta dell'originale Orto Botanico con colonne
Oggi quel giardino alle spalle della fontana si è ridotto notevolmente, ma vi si trovano ancora alcune colonne a formare un pergolato e un ninfeo con lo stemma di Innocenzo XII e i simboli araldici dei Borghese.

porticato dietro i finestroni delle nicchie centrali della fontana che affaccia sull'ex Orto Botanico
ninfeo dell'ex Orto Botanico
aquila emblema araldico dei Borghese

drago emblema araldico dei Borghese




Alla fine del '600 Alessandro VIII Ottoboni chiese a Carlo Fontana (nipote di Giovanni Fontana), di modificare il prospetto della fontana.
Venne così realizzato un bacino in marmo antistante le vasche di raccolta originali.

Tramite larghe bocche ora l'acqua era gettata in piccoli catini che a loro volta la facevano ricadere nel bacino.

percorso dell'acqua dal catino al bacino
Si realizzò anche un terrazzamento davanti alla fontana, e venne posto lo stemma di Papa Alessandro VIII nella volta dell'arco centrale accompagnandolo da un'iscrizione commemorativa.

stemma di Alessandro VIII Ottoboni nella volta dell'arco centrale
Decorano la fontana i simboli della famiglia Borghese: aquile e draghi.

aquile e draghi simboli della famiglia Borghese
drago simbolo della famiglia Borghese
drago simbolo della famiglia Borghese
Se ne trovano anche sulle colonnine intorno al grande bacino, fatte mettere da Papa Innocenzo XII nel 1698, per non far abbeverare i cavalli dei carrettieri.

colonnine intorno al bacino con emblemi dei Borghese
Durante una visita guidata di uno degli eventi offerti dell'associazione OPENHOUSE, abbiamo potuto visitare oltre all'ex Orto Botanico, anche il castellum aquae della fontana.

Questo era una vasca di raccolta che aveva la funzione di distribuire l'acqua alle  varie utenze, e di stabilizzare la pressione fissando il livello di partenza delle tubazioni a valle.

vasca circolare di raccolta delle acque
Posta in posizione rialzata rispetto al territorio circostante, la vasca circolare, di circa due metri di diametro, presenta sul bordo numerose bocche di presa (contratassegnate da numeri per facilitarne il riconoscimento).

bocche di presa sul bordo della vasca
Da queste bocche  partivano le tubazioni per portare l'acqua alle case e fontane di tutta la zona. 
Oggi questa vasca non assolve più la sua funzione originaria: la distibuzione dell'acqua è affidata a un moderno sistema di valvole e tubi in metallo che si trova in un locale accanto, dietro una grata di protezione.

nuovo impianto di distribuzione

L'acqua di questo fontana e dell'acquedotto che la serviva non era un'acqua molto buona, e il detto "Valere quanto l'Acqua Paola" andò a significare qualcosa di poco valore.

Nel 1849 fu bombardata dai Francesi durante la Repubblica Romana.
Dal 1901 agli anni '30 la fontana alimentò la prima centrale elettrica di Roma.
Oggi nel giardino dietro la fontana vengono rappresentati spettacoli nella stagione estiva nell'ambito del FONTANONESTATE.

Dal finestrone centrale della fontana e dal piazzale antistante si può ammirare uno dei panorami più belli sulla città eterna!

panorama su Roma dalla terrazza davanti alla Fontana dell'Acqua Paola
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Nel 1613 fu costruita la Fontana di Ponte Sisto : una seconda mostra dell'acquedotto, per servire anche i rioni Regola e Ponte con una diramazione dell'Acqua Paola.

Fontana di Ponte Sisto
Originariamente era stata posta al di là di Ponte Sisto, addossata all'Ospizio dei Mendicanti (o Palazzo Centopreti), alla fine di Via Giulia.
L'acqua attraversava il fiume in condotti posti sul ponte.

Fontana di Ponte Sisto nella sua collocazione originale in una foto d'epoca
Fontana di Ponte Sisto nella sua collocazione originale in un acquerello
Quando nel 1879 si decise l'allargamento degli argini del Tevere, il Palazzo Centopreti fu demolito e la fontana smontata e conservata in un deposito del Comune.

Solo nel 1898 si ricostruì la fontana nella posizione dove oggi si trova, in Piazza Trilussa a Trastevere, dall'altra parte di Ponte Sisto, dal quale aveva preso il nome.

I progettisti della fontana furono Giovanni Vasanzio (Jan Van Santen) e Giovanni Fontana.

prospetto della Fontana di Ponte Sisto
La fontana originariamente poggiava su una parete in bugnato con blocchi in travertino di Tivoli.
Il prospetto presentava un arco monumentale con nicchia centrale, fiancheggiato da due colonne ioniche in marmo.

Sull'attico vi era un'iscrizione e lo stemma della famiglia Borghese con aquila e drago. 

Quando la fontana venne ricostruita nella posizione attuale, venne aggiunta la scalinata con quindici gradini sulla quale fu posta, opera di Angelo Vescovali.
Poterono essere utilizzati solo la metà dei materiali originali.

Vennero poste anche due iscrizioni che ricordano il suo cambiamento di posizione, una nell'interno dell'arcata centrale e una all'esterno sulla fiancata destra.

Oggi la fontana non è più attiva, ma quando era funzionante l'acqua veniva gettata da una larga bocca in un catino, e da questo versata nel sottostante bacino.

Da due teste di leone ai lati della vasca e due draghi alati posti alle basi delle colonne zampillava poi altra acqua.


CONCLUSIONI
Nell'idea di Papa Paolo V Borghese di rifornire i quartieri posti oltre il Tevere,  vi era anche l'intento di poter aver più disponibilità idrica per irrigare i giardini del Vaticano e alimentare le sue fontane.
Per questo venne creata una diramazione che dall'acquedotto portava direttamente l'acqua al Vaticano.
Ciò detto, non si può negare che la Fontana dell'Acqua Paola non sia un monumento degno di ammirazione e non per niente è stata il quadro della sequenza iniziale del film premiato con l'Oscar "La Grande Bellezza" di Paolo Sorrentino (2013).



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