venerdì 21 aprile 2017

Roma: la Basilica di S.Marco Evangelista al Campidoglio


Nel rione Pigna, inglobata sul fianco del Palazzo Venezia che guarda il Vittoriano, si trova la Basilica di S.Marco Evangelista al Campidoglio, chiesa dei Veneziani a Roma (per questo molti cardinali veneziani sono qui sepolti).

pianta della Basilica di S.Marco Evangelista al Campidoglio
Posta ai piedi del Campidoglio, è una delle più antiche chiese romane, e si contende con la Chiesa di S.Crisogono in Trastevere il titolo di parrocchia più antica della città.

Palazzo Venezia e la Basilica di S.Marco Evangelista al Campidoglio
Fu edificata come oratorio sul luogo ove si dice abbia abitato l'Evangelista Marco nel 26, presso i Septa Julia, i grandi portici per le votazioni inaugurati nel 26 a.C.
S.Marco Evangelista, venuto a Roma con S.Pietro, subì il martirio ad Alessandria d'Egitto,prima esposto alle fiere e poi decapitato.
Successivamente il suo corpo fu portato dai Veneziani a Venezia dove divenne il patrono della città.

Nel 336 fu Papa Marco a dedicare all'Evangelista suo omonimo la chiesa, durante il suo breve pontificato durato solo otto mesi.
Nella chiesa venne incorporata una domus (di cui è stato ritrovato un ambiente con mosaico decorato con un cantaro e tralci di vite), appartenuta forse alla famiglia del pontefice, in una località allora chiamata "ad Pallacinas".
Per questo inizialmente la chiesa veniva chiamata Basilica di S.Marco juxta Pallacinis.
La chiesa aveva un pavimento in opus sectile in marmo policromo e muri in laterizio.

Nel V secolo la chiesa subì un incendio che la distrusse.
La chiesa venne ricostruita sulla precedente con un orientamento invertito di 180° rispetto a quella attuale, e aveva muri intonacati dipinti con finti pannelli marmorei.

Nel VI e VII secolo la chiesa fu devastata dai Goti, dai Longobardi e dai Bizantini.
Nel 791 fu inondata dalle acque del Tevere.
L'anno successivo la chiesa fu restaurata da papa Adriano I, la cui famiglia risiedeva in un palazzo vicino alla chiesa.
Venne rialzato il piano della basilica di un metro, aggiunte due navate laterali a quella centrale, rifatto il tetto.

La basilica fu poi ricostruita per la terza volta nel IX secolo durante il pontificato di Gregorio IV, invertendo l'orientamento dell'edificio, alzando il pavimento di circa un metro, dotandola di un portico e di un abside, di un transetto e dividendo le navate con colonne antiche di spoglio.
Sui muri perimetrali si aprivano 13 finestre per parte (più o meno conservate), e due colonnati di 12 colonne sormontate da archi dividevano la chiesa in tre navate.

L'abside e l'arco trionfale furono decorati con un mosaico in tessere vitree, ancora oggi presente.
Il mosaico che precedentemente ornava la chiesa, andato perduto, aveva come soggetto un tema apocalittico, come papa Adriano I descrisse a Carlo Magno.

Sempre del IX secolo è la cripta a pianta semianulare.

discesa alla cripta
cripta semianulare
cripta semianulare
altare della cripta
Nella cripta rimangono resti di pavimento e di pitture appartenenti alla prima e alla seconda chiesa, pitture del IX secolo, decorazioni in stucco tinto di rosso e blocchi di tufo.

resti di pavimentazione antica nella cripta
blocchi di tufo e pavimentazione in opus sectile della cripta
La cripta fu chiusa nel 1474 e riaperta poi durante i restauri eseguiti nel 1948.
In quest'occasione fu ritrovata una pergamena che attesta la ricognizione delle reliquie fatta da Sisto IV. 

iscrizione che attesta la presenza nella cripta delle reliquie dei Santi Abdon e Sennen e di S.Marco papa

Nel 1154 la chiesa fu dotata di un baldacchino marmoreo opera di Giovanni, Pietro, Angelo e Sansone, gli stessi marmorari che realizzarono quello che ancor oggi si trova nella Basilica di S.Lorenzo fuori le mura.

Questo ciborio fu distrutto successivamente: le colonne di porfido si trovano oggi agli ingressi laterali del presbiterio, mentre le 10 colonnine sono state posizionate nel portico.

ingresso del Presbiterio con due colonnine dell'antico ciborio
ingresso del Presbiterio con una delle colonnine dell'antico ciborio
alcune colonnine del ciborio affisse nel portico della chiesa

Nello stesso periodo fu costruito il campanile romanico, visibile dal giardino di Palazzo Venezia.

campanile della Basilica di S.Marco Evangelista (vista dalla terrazza del Vittoriano)
File di laterizi aggettanti sottolineano i cinque piani del campanile, forato da bifore e trifore con colonnine marmoree.

Sul campanile si possono ancora vedere resti di decorazioni in piastrelle, dischi di verde antico.

Tra il 1464 e il 1470 Pietro Barbo, cardinale titolare della basilica dal 1451 e poi pontefice col nome di Paolo II, costruisce il palazzo accanto alla chiesa (Palazzo S.Marco, chiamato poi Palazzo Venezia quando divenne sede degli ambasciatori veneti, in seguito alla donazione di papa Pio IV nel 1564 del palazzo).
La basilica, venne così inglobata nell'edificio, e divenne cappella palatina.

busto di Paolo II (bottega di Paolo Romano - Museo di Palazzo Venezia)
stemma ligneo di Paolo II (Museo di Palazzo Venezia)
Paolo II rinnova anche la chiesa.

Venne costruito il nuovo tetto con tegole di piombo, e venne realizzato il soffitto a cassettoni intagliati e dorati su fondo azzurro della navata centrale, con tre riquadri centrali con lo stemma del leone rampante, simbolo araldico del papa.
Il soffitto, l'unico quattrocentesco rimasto a Roma insieme a quello della Basilica di S.Maria Maggiore, fu realizzato da Giovannino e Marco de' Dolci e decorato da Giuliano degli Amidi.

soffitto a cassettoni della navata maggiore (XV sec. - Giovannino e Marco de' Dolci)
stemma di Paolo II
L'altare realizzato da Mino da Fiesole e Giovanni Dalmata nel 1464 fu smontato nel 1700 e spostato nella sacrestia.

Venne realizzata la facciata, ma non se ne conosce l'architetto: Giuliano da Maiano, oppure Gian Battista Alberti, o forse Bernardino Rosselino.

Venne eretto il portico esterno a tre arcate con semicolonne dai capitelli
compositi, con travertino proveniente dal Colosseo e dal Teatro Marcello.

arcate del portico sormontate dalle arcate della loggia
A Paolo II si deve anche il portale centrale.

ingresso principale della basilica
Sopra al portale centrale fu posto un bassorilievo di Isaia da Pisa raffigurante S.Marco Evangelista.

S.Marco Evangelista (XV sec. - Isaia da Pisa)
I due ingressi che affiancano quello principale furono realizzati dal cardinale Marco Barbo.

uno dei portali laterali
Oggi sotto il portico si trovano i resti di decorazioni e di lapidi paleocristiane, una margella di pozzo del presbitero Giovanni (IX/X secolo), iscrizioni in greco, un'iscrizione che ricorda i lavori svolti da Paolo II e altre che ricordano i restauri della chiesa nel XVII/XVIII secolo.

reperti antichi nel portico della basilica
reperti antichi nel portico della basilica
margella del pozzo del diacono Giovanni
lapide commemorativa dei lavori di papa Paolo II
iscrizione in greco
iscrizione in greco
leone di S.Marco nel portico della basilica
Si trova qui anche la lapide funeraria di Vannozza Caetani, amante di Alessandro VI Borgia e madre dei suoi figli, originariamente appartenuta alla sepoltura nella Chiesa di S.Maria del Popolo, ma ritrovata in questa chiesa come lastra pavimentale usata a rovescio.
lapide funeraria di Vannozza Caetani

Nel 1468 venne realizzato il sovrastante loggiato a tre arcate, scandita da lesene con capitelli corinzi, da dove il papa impartiva le benedizioni.
I quattro stemmi appesi alla loggia sono due di Paolo II e due del cardinale Marco Barbo.

loggiato della basilica
stemmi di Paolo II sul loggiato della basilica
Le arcate della loggia furono chiuse nel 1738 con finestroni e poi con muri.
Nel 1916 furono infine riaperte.

Del XV secolo è anche il pavimento cosmatesco a figure geometriche, di cui rimangono dei resti.

pavimento cosmatesco (XV sec.)
pavimento cosmatesco (XV sec.)
Nel XVII secolo la chiesa subisce una trasformazione barocca, voluta dall'ambasciatore veneto Nicolò Sagredo, su progetto di Orazio Torriani.

Vengono eseguiti gli affreschi tra le finestre, mentre le arcate e i capitelli vengono decorati a stucco.

decorazioni barocche della navata maggiore e del presbiterio
Seguì poi nel XVIII secolo un restauro voluto dal cardinale Angelo Maria Quirini su progetto di Filippo Barigioni.
Vengono sostituite le colonne con altre di mattoni rivestiti di diaspro di Sicilia, e vengono aggiunti i bassorilievi a stucchi sopra le colonne della navata centrale.
Vengono sistemati l'altare e la balaustra di marmo della Cappella del Sacramento, il presbiterio e la Confessione.

altare barocco (XVIII sec. - Filippo Barigioni)

Per entrare nell'interno della chiesa bisogna scendere alcuni gradini.
La chiesa, a croce latina, è lunga 40,50m e larga 30,50m.

navata centrale della Basilica di S.Marco al Campidoglio
La chiesa è divisa in tre navate da pilastri con 24 colonne antistanti rivestite di diaspro di Sicilia.
E' illuminata da 24 bifore quattrocentesche goticizzanti.

Tra le finestre e le arcate vi è una serie di affreschi seicenteschi dell'epoca dell'ambasciatore Sagredo.

affreschi seicenteschi sotto le finestre della navata maggiore
A sinistra sono raffigurate Storie di S.Marco papa, mentre a destra Storie dei martiri Abdon e Sennen.

Gli affreschi della parete destra:

I Santi Abdon e Sennen seppelliscono i corpi dei martiri (XVII sec. - P.F.Mola)
I Santi Abdon e Sennen rifiutano di adorare gli idoli (XVII sec. - Francesco Allegrini)
I Santi Abdon e Sennen aggiogati al trionfo dell'imperatore Dacio (XVII sec. - G.A.Canini)
Martirio dei SS.Abdon e Sennen (XVII sec. - Guglielmo Courtois detto il Borgognone)
Clemente XIII approva il decreto della beatificazione di Abdon e Sennen


Gli affreschi della parete sinistra:

S.Lorenzo Giustiniani prende possesso della diocesi di Venezia (anonimo del XVIII sec.)
Traslazione a Roma del corpo di S.Marco (XVII sec. - Fabrizio Chiari)
S.Marco consacra un altare della basilica (XVII sec. - Francesco Allegrini)
S.Marco approva il progetto della basilica (XVII sec. - G.A.Canini)
Incoronazione di S.Marco papa (XVII sec. - Guglielmo Courtois detto il Borgognone)
Alternati a questi affreschi vi sono rilievi in stucco raffiguranti episodi della vita degli Apostoli, posti sulle colonne ogni due arcate, facenti parte della decorazione voluta dal Cardinale Angelo Quirini nel XVII secolo.

rilievi in stucco sopra le arcate
Sono stati eseguiti su disegno di Clemente Orlandi.

Gli stucchi sulla parete destra:

S.Mattia (XVIII sec. - C.Monaldi)
S.Filippo che battezza l'eunuco (XVIII sec. - P.Pacilli)
S.Matteo (XVIII sec. - C.Monaldi)
S.Simone e Giuda (XVIII sec - S.Belcari)
S.Paolo e il mago (XVIII sec. - C.Monaldi)

Gli stucchi sulla parete sinistra (partendo dall'altare maggiore):


S.Pietro e Simon Mago (XVIII sec. - P.Pacilli)
S.Andrea (XVIII sec. - Andrea Bergondi)
S.Giovanni Evangelista (XVIII sec. - Michelangelo Slodtz)
S.Giacomo maggiore (XVIII sec. - Jean Battist Le Doux)
S.Bartolomeo (XVIII sec. - Jean Battist Le Doux)
S.Giacomo Minore (XVIII sec. - C.Monaldi)

Il pavimento della navata centrale è del XVII secolo, e presenta grandi riquadri di tipo cosmatesco del XV secolo.

pavimento della navata centrale (XVII sec.)
riquadro di pavimento cosmatesco (XV sec.)
Il Presbiterio è stato decorato da Filippo Barigioni tra i 1728 e il 1731 a spese del cardinale Quirini.

Presbiterio
Persiste nel zona del Presbiterio il pavimento cosmatesco (XV secolo).
 
pavimento cosmatesco del Presbiterio
 Il coro è opera di Barigioni.

coro  della basilica (XVIII sec.)
Sopra al coro si trova a centro la Glorificazione di S.Marco Evangelista di G.F.Romanelli, allievo di Pietro da Cortona, in cui è rappresentata la sconfitta del paganesimo e la vittoria della fede (all'epoca della realizzazione dell'opera l'Impero Ottomano era opposto ai Veneziani nella guerra di Candia).
 
affreschi del presbiterio
Glorificazione di S.Marco Evangelista (XVII sec. - G.F.Romanelli)
L'affresco è affiancato da due affreschi di Guglielmo Courtois detto il Borgognone: la Cattura di S.Marco Evangelista e il Martirio di S.Marco Evangelista.

Cattura di S.Marco Evangelista (XVII sec. - Guglielmo Courtois detto il Borgognone)
Martirio di S.Marco Evangelista (XVII sec. - Guglielmo Courtois detto il Borgognone)
I resti dei corpi di S.Marco papa (sepolto in precedenza nel Cimitero di S.Balbina sulla Via Ardeatina), e di Abdon e Sennen (i due martiri di origine forse persiana, martirizzati nel III secolo a Roma per decapitazione), furono deposti insieme sotto l'altare della Confessione, nell'urna in granito opera di Barigioni.
C'è chi sostiene che le reliquie furono traslate nella chiesa da Gregorio IV nel IX secolo, altri pensano che i resti dei Santi siano giunti nel 1145 e chi invece attribuisce a Sisto IV la loro traslazione nel 1474. 

Nel catino absidale e nell'arco trionfale si trova ancora il mosaico del IX secolo voluto da Gregorio IV.

mosaico del catino absidale e dell'arco trionfale
Nel catino è rappresentato Cristo benedicente sormontato dalla mano del Padre Eterno che tiene una corona.

mosaico del catino absidale
Ai lati di Cristo vi sono S.Marco papa, il diacono S.Agapito, S.Agnese, il diacono S.Felicissimo, S.Marco Evangelista e papa Gregorio IV col nimbo, che offre il modellino della chiesa.

L'Agnello e le 12 pecore simboleggiano Cristo con gli Apostoli.
Sono anche rappresentate le città di Betlemme (a destra) e di Gerusalemme (a sinistra), simboli del Vecchio e del Nuovo Testamento.

Sotto l'Agnello scorrono i quattro fiumi che prendono origine nel Paradiso: il Tigri, l'Eufrate, il Fison e il Geon.

Nell'arco trionfale è raffigurato al centro il busto di Cristo benedicente con il testo delle scritture, affiancato dai simboli degli Evangelisti e dalle figure di S.Pietro e S.Paolo.
Alla base del catino absidale si trova l'iscrizione laudativa di Gregorio IV.


Le navate laterali hanno volte a crociera.

volta a crociera di una navata laterale
navata destra
Partendo dalla navata laterale destra, decorata nelle volte e nelle lunette dal Gagliardi, la prima cappella è la Cappella della Resurrezione, sul cui altare si trova l'opera di Jacopo Palma il Giovane Cristo Resuscitato.

Cristo Resuscitato (XV sec. - Jacopo Palma il Giovane)
Segue il Monumento funebre del Cardinale Francesco Pisani (morto nel 1570).

Monumento funebre del Cardinale Francesco Pisani
La seconda cappella è la Cappella di Sant'Antonio.
Sull'altare La Madonna che presenta il Bambino a Sant'Antonio da Padova di Luigi Primo (detto il Gentile).

Cappella di Sant'Antonio
La Madonna che presenta il Bambino a Sant'Antonio da Padova (XVII sec. - Luigi Primo detto il Gentile)
Segue il Monumento funebre del canonico L.O.Borgia (morto nel 1919).
Nella lunetta è stata raffigurata la Sibilla Cumana da B.Gagliardi.

Monumento funebre del canonico L.O.Borgia
La terza cappella è la Cappella dell'Adorazione dei Magi, della famiglia Specchi.
E' opera di di Carlo Maratta l'Adorazione dei Magi posta sull'altare.
Ai lati della cappella figure illeggibili realizzate da G.Courtois detto il Borgognone.

Adorazione dei Magi (XVII sec. - Carlo Maratta)
Accanto si trova il Monumento funerario del Cardinale Cristoforo Vidmar (morto nel 1660), con sarcofago e vasca in alabastro, opera di Cosimo Fancelli.

Monumento funerario del Cardinale Cristoforo Vidman (XVII sec. - Cosimo Fancelli)
La quarta cappella è la Cappella della Pietà.
Sull'altare la Pietà è stata realizzata da Bernardino Gagliardi.

Cappella della Pietà
Pietà (XVII sec. - Bernardino Gagliardi)
Gli affreschi laterali che raffigurano S.Giovanni Evangelista e la Maddalena sono anch'essi di Bernardino Gagliardi.

S.Giovanni Evangelista (XVII sec. - Bernardino Gagliardi)
Maddalena (XVII sec. - Bernardino Gagliardi)
Segue il Monumento funebre di Francesco Erizzo (morto nel 1700), figlio dell'ambasciatore Niccolò Erizzo, opera di Francesco Moratti (detto il Padovano).

Monumento funebre di Francesco Erizzo (XVIII sec. - Francesco Maratti)
A questo punto della navata si apre un ingresso laterale su Piazza Venezia.
Nella lunetta al di sopra dell'ingresso è stata affrescata da Guglielmo Courtois detto il Borgognone La rotta dei Madianiti.

La rotta dei Madianiti (XVII sec. - Guglielmo Courtois detto il Borgognone)
Accanto all'ingresso vi è il Monumento funebre di Leonardo Pesaro, figlio sedicenne dell'ultimo ambasciatore veneto Pietro Pesaro, morto nel 1796 opera di Antonio Canova.
La stele e lo stemma sono in marmo di Carrara, mentre il basamento è in barbiglio.

Monumento funebre di Leonardo Pesaro (XVIII sec. - Antonio Canova)
Segue il Monumento funebre di Giovan Battista Rubini, vescovo di Vicenza (morto nel 1707).

Monumento funebre del Cardinale Giovan Battista Rubini
In fondo alla navata si trova la Cappella del SS.Sacramento, dedicata a S.Marco Papa.
La cappella a croce greca fu fatta erigere dall'ambasciatore Nicolò Segredo su disegno di Pietro da Cortona.

Cappella del SS.Sacramento
Il ciborio ellittico è a forma di tempietto .
Sull'altare S.Marco Papa di Melozzo da Forlì.

S.Marco Papa (XV sec. - Melozzo da Forlì)
Ai lati Aronne raccoglie la manna e il Sacrificio di Aronne di Guglielmo Courtois (detto il Borgognone).
Nelle lunette sopra il Martirio dei SS Cipriano e Martina e Martirio di S.Caterina d'Alessandria di C.Ferri.

Aronne raccoglie la manna (Guglielmo Courtois detto il Borgognone)/ lunetta in alto: Martirio di S.Caterina d'Alessandria (XVII sec. - C.Ferri)
Sacrificio di Aronne (XVII sec. - Guglielmo Courtois detto il Borgognone)/lunetta in alto: Martirio dei SS.Cipriano e Martina (XVII sec. - C.Ferri)
La cupola della cappella è stata decorata con stucchi da Luca Fancelli e di Ercole Ferrata.

cupola della Cappella del SS.Sacramento
Davanti alla cappella, sul pavimento di tipo cosmatesco (XV secolo), si trova la pietra tombale del Cardinale Marco Barbo (morto nel 1491)

pietra tombale del Cardinale Marco Barbo
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navata sinistra
In fondo alla navata laterale sinistra, si trova la sacrestia e la tomba di Gabriella Scaglia (morta nel 1796), opera di P.Festa.

Monumento funebre di Gabriella Scaglia (P.Festa)
Partendo dall'altare maggiore, la prima cappella della navata sinistra è la Cappella dell'Immacolata, giuspatronato della famiglia Capranica.

Cappella dell'Immacolata
Sull'altare la tela dell'Immacolata di Francesco Mola.
Sono anche di Francesco Mola gli affreschi laterali di S.Luca e di S.Giovanni Evangelista

Immacolata (XVII sec. - Francesco Mola)
Al lato sinistro della cappella si trova il Monumento funerario di Giovanni Priolo, patrizio veneto (morto nel 1801).

Segue il Monumento funebre di Paolo Capranica, arcivescovo di Benevento (morto nel 1476),

Monumento funebre di Paolo Capranica
Poi si trova un altro ingresso laterale della chiesa, con l'affresco La Vittoria di Giosuè di Guglielmo Courtois detto il Borgognone.

La Vittoria di Giosuè (XVII sec. - Guglielmo Courtois detto il Borgognone)
Accanto vi è il Monumento funebre del Cardinale Pietro Basadonna di Filippo Carcani allievo del Bernini, con le statue della Fortezza e della Fede.

Monumento funebre del Cardinale Pietro Basadonna (XVII sec. -Filippo Carcani)
La cappella successiva è la Cappella di S.Michele.

Cappella di S.Michele
Sull'altare la tela di Pier Francesco Mola raffigura l'Arcangelo Michele confonde Lucifero.

L'Arcangelo Michele confonde Lucifero (XVII sec. - P.Francesco Mola)
Gli affreschi di S.Vincenzo Levita e S.Atanasio martire sono di Guglielmo Courtois detto il Borgognone.

S.Vincenzo Levita (XVII sec. - Guglielmo Courtois detto il Borgognone)
S.Atanasio (XVII sec. - Guglielmo Courtois detto il Borgognone)
Segue il Monumento funerario del Cardinale Luigi Prioli (morto nel 1720), con le statue della Carità e dell Giustizia.

Monumento funerario del cardinale Luigi Prioli
Giustizia
Carità
E' la volta della Cappella di S.Domenico con la tela del S.Domenico resuscita il giovane Napoleone Orsini attribuita a Baccio Ciarpi.

S.Domenico resuscita il giovane Napoleone Orsini (XVI sec. - Baccio Carpi)
L'affresco di S.Francesco d'Assisi è opera di Lazzaro Baldi, mentre quello di S.Nicola di Bari è di Ciro Ferri.

S.Nicola di Bari (XVII sec. - Ciro Ferri)
S.Francesco d'Assisi (XVII sec. - Lazzaro Baldi)
Segue una nicchia a forma di conchiglia dell'epoca di Paolo II, con stemmi, Profeti e Sibille di Gagliardi.

nicchia con Profeti e Sibille (Gagliardi)
La seguente Cappella del Beato Gregorio Barbarigo (Rezzonico) è stata realizzata su disegno di Emidio Sintes nel XVIII secolo.

Cappella del Beato Gregorio Barbarigo
Il bassorilievo marmoreo sull'altare che raffigura il Beato Barbarigo nell'atto di fare elemosina è di Antonio d'Este, allievo del Canova.

Beato Barbarigo nell'atto di fare l'elemosina (XVIII sec. - Antonio d'Este))
Vi è poi il Monumento funebre del Cardinale Marcatonio Bragadino attribuita ad Antonio Raggi, è di Lazzaro Morelli.

Monumento funerario del cardinale Marcantonio Bragadino (XVII sec. - Lazzaro Morelli)
La prima cappella della navata sinistra è occupata dal battistero con l'altare Pasquale.

Cappella del Battistero
Gli affreschi attribuiti a Carlo Maratta raffigurano la Madonna col Bambino (al centro), la Prudenza (a sinistra) e l'Innocenza (a destra).

Madonna col Bambino (XVII sec. - attr.Carlo Maratta)
Innocenza (XVII sec. - attr. Carlo Maratta)
Prudenza (XVII sec. - attr. Carlo Maratta)
Sulla controfacciata, sopra il portale d'entrata, si trova la cantoria disegnata da Luigi Valadier, con un organo del 1936 della ditta Tamburini di Crema.

controfacciata con cantoria
organo del 1936
Ai lati del portale si trovano a destra il Busto dell'architetto Virgilio Bracci (morto nel 1815) e a sinistra il Busto del pittore Agostino Tofanelli (morto nel 1834).

Busto dell'architetto Virginio Bracci (XIX sec.)
Busto di Agostino Tofanelli (XIX sec.)


http://www.sanmarcoevangelista.it
Orario:  sabato e festivi     10.00/13.00  16.00/20.00
              martedì/venerdì   10.00/13.00   16.00/18.00
              agosto                  16.00/20.00

CONCLUSIONI
L'esterno di questa basilica cela le origini antichissime di questo luogo di culto.
Anche l'interno ha un aspetto diverso da quello che ci si aspetta di vedere entrando in una chiesa paleocristiana, ma il mosaico e la cripta del IX secolo, insieme ai resti del IV secolo ritrovati negli scavi compiuti in occasione di un recente restauro, testimoniano le sue antiche origini.
Una chiesa suggestiva che custodisce anche testimonianze artistiche importanti.


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