sabato 12 agosto 2017

Ferrara: Casa Romei, una dimora signorile quattrocentesca


Casa Romei è l'unico esempio a Ferrara di dimora signorile che ha mantenuto le sembianze originali dell'epoca di costruzione, dal momento che gli altri palazzi cittadini coevi furono per lo più trasformati nei secoli XVIII e XIX, oppure distrutti.

L'edificio è infatti molto vicino a quello rinascimentale essendosi conservato nell'impianto distributivo, nelle decorazioni e negli elementi architettonici senza interventi successivi.

Questa residenza prende il nome dal suo proprietario, Giovanni Romei, uno dei più influenti personaggi della Ferrara del XV secolo.

Era figlio di un ricco mercante, ma divenuto orfano fu allevato dallo zio Marco e dal notaio Matteo Mercante, che lo aiutarono a divenire un importante uomo d'affari, commerciante di grano e canapa, gabelliere e possidente.

Tutto questo gli permise di entrare in contatto con la corte estense.
Nel 1458 venne nominato fattore generale del marchese Borso d'Este.
Pio II lo creò conte di Bergantino e del Sacro Palazzo Lateranense.

Prese in moglie Lavinia Baroni, figlia di un uomo di fiducia di Nicolò III d'Este.
Rimasto vedovo, sposò nel 1468 in seconde nozze Polissena d'Este, figlia naturale di Meliaduse (figlio illegittimo di Nocolò III d'Este, costretto a vita ecclesiastica), e nipote di Borso d'Este.

Proprio per queste nozze, Giovanni Romeo decise di far costruire tra il 1440 e il 1450 la sua Domus Magna, una elegante residenza nel luogo detto Belvedere, nella cosiddetta "Addizione Adelarda" voluta da Nicolò III.

L'architetto dell'edificio fu forse Pietrobono Brasavola, che seppe coniugare elementi medievali e rinascimentali.

La facciata della casa ha un aspetto semplice.

facciata di Casa Romei
L'ingresso originale era opposto a quello attuale, ovvero era sul lato sud dell'edificio.

La dimora si articolava al pian terreno intorno a due cortili.

Al piano terra, intorno al Cortile d'Onore, si trovano la cosiddetta Sala delle Sibille, la Sala dei Profeti e alcuni ambienti nei quali è stato allestito un Lapidario.

La prima sala che s'incontra nel percorso di visita è la Sala dei Profeti.

Sala dei Profeti
Sala dei Profeti
Le pareti sono affrescate con teste aureolate di profeti tra fogliame di alberi di diverse specie, in un giardino recintato da un roseto di rose rosse.
I profeti tengono cartigli con motti biblici e filosofici.

decorazione della Sala dei Profeti
particolare della decorazione parietale con teste di Profeti con cartigli
Sala dei Profeti: decorazione
Sala dei Profeti: decorazione
Una finta modanatura architettonica con rami fioriti e frutti si alterna a tondi che racchiudono angioletti recanti un cartiglio, sul quale è scritto un ammonimento al timor di Dio.

Sala dei Profeti: finta modanatura architettonica
Sala dei Profeti: finta modanatura architettonica
Sala dei Profeti: finta modanatura architettonica
Sala dei Profeti: finta modanatura architettonica
Completavano la decorazione figure femminili, di cui è pervenuta una sola raffigurazione.

Sala dei Profeti: figura femminile
In questa sala si trovava tra le finestre un camino, oggi scomparso.

segno del camino sulla parete
In una nicchia di una parete della sala si trova raffigurata una Pietà.

Sala dei Profeti: Pietà
Il soffitto della sala è in legno a cassettoni dipinti.

soffitto a cassettoni della Sala dei Profeti

Si passa poi nella Sala delle Sibille.

Sala delle Sibille
La sala s'affaccia sul cortile minore della dimora, un tempo affrescato nel loggiato superiore.

Sala delle Sibille
Sala delle Sibille
La sala prende il nome dagli affreschi sulle pareti che raffigurano Sibille recanti nei cartigli, dai caratteri gotici ma in lingua volgare, la profezia della venuta del Salvatore in terra.

parete con raffigurazioni di Sibille
Le dodici profetesse pagane sono rappresentate a ridosso di una siepe di rose bianche (simbolo dell'illibatezza verginale).

I colori delle Sibille sono quasi scomparsi.
Le loro vesti riprendono la moda cinquecentesca di vestire delle dame aristocratiche.

Partendo dalla parete nord, accanto alla porta d'ingresso della Sala dei Profeti, si trovano in successione la Persica, la Libica, la Delfica (accanto al camino, rappresentata anziana e curva), la Chimmeria, l'Eritrea, la Samia (dal curioso copricapo), la Cumana, l'Ellespontina, la Frigia, la Tiburtina, l'Europa e l'Agrippa.
 
Sibilla Persica
Sibilla Libica
Sibilla Delfica
Sibilla Chimmeria
Sibilla Eritrea
Sibilla Samia
Sibilla Cumana
Sibilla Ellespontina
Sibilla Frigia
Sibilla Tiburtina
Sibilla Europa
Sibilla Agrippa
Il tema delle Sibille era stato precedentemente trattato nel 1434 a Roma nel Palazzo del Monte Giordano (l'attuale Palazzo Taverna), per il cardinale Giordano Orsini, e nel 1447 da Nicolò Palizzato nella "delizia" estese di Belriguardo (a circa 15km da Ferrara).

La decorazione pittorica venne eseguita su intonaco mediante una preparazione di calce e gesso, ed è per questo molto friabile.
Nel 1950 gli affreschi furono quindi strappati dalle pareti e messi su pannelli.

I diciassette riquadri del fregio al di sotto del soffitto sono decorati con rami di frutti e di fiori, presi da erbari o raffigurati dal vivo.

fregio della Sala delle Sibille
fregio della Sala delle Sibille
fregio della Sala delle Sibille
fregio della Sala delle Sibille
fregio della Sala delle Sibille
fregio della Sala delle Sibille
La zoccolatura dipinta della sala è andata invece perduta.

Sul soffitto ligneo quattrocentesco sono raffigurati lo stemma dei Romei (un cane rampante e un cimiero), fiori stilizzati, Amore bendato e una giovane vergine che accarezza un unicorno.

Riscaldava la sala un grande camino con fregio in cotto di gusto gotico, e con cappa poligonale decorata con lo stemma di Giovanni Romei: un cane rampante e le iniziali çR (= Zoanne Romio).
Per le sue forme questo camino rappresenta un unicum a Ferrara.

camino con cappa poligonale della Sala delle Sibille
stemma della famiglia Romei sulla cappa del camino
In una nicchia sulla parete sud della sala si trova raffigurata una Natività circondata da un fregio che simula una stoffa gialla damascata.

nicchia della Sala delle Sibille: Natività
Le decorazioni di questa sala sembrano voler celebrare le virtù del matrimonio e le virtù della dama casta e pura che avrebbe dovuto essere la giovane sposa di Giovanni Romei.

Si passa quindi nel Cortile d'Onore.

Cortile d'Onore
Cortile d'Onore
Cortile d'Onore
Il cortile a doppio loggiato presenta baldresche, mensole con funzione di sostegno (loggia est).

doppio loggiato del Cortile d'Onore

baldresche del Cortile d'Onore
Al centro del cortile si trova un pozzo con stemma della famiglia Romei.

pozzo del Cortile d'Onore
La loggia grande ha un soffitto ligneo e un fregio affrescato con decori scompartati da lesene dipinte e puttini.

grande loggia del Cortile d'Onore
affreschi della grande loggia del Cortile d'Onore (parete est)
affreschi della grande loggia del Cortile d'Onore (parete sud)
colonne della loggia grande del Cortile d'Onore
Sotto la loggia grande sono conservati una coppia di leoni del XIV secolo che un tempo si trovavano ai lati del portale del cinquecentesco Palazzo Sacrati (o Palazzo dei due leoni - Corso Ercole I d'Este).

coppia di leoni di Palazzo Sacrati nella loggia grande di Casa Romei
Nella parete sovrastante la grande loggia si trova un grande monogramma di Cristo in cotto con le iniziali IHS, circondato da sei medaglioni un tempo affrescati e da angeli.

parete sud del Cortile d'Onore
monogramma di Cristo in cotto e un medaglione affrescato
E' questo un inserimento successivo risalente all'epoca in cui la casa era parte del convento del Corpus Domini

Il loggiato superiore è ancora in parte affrescato.

loggiato superiore del Cortile d'Onore
loggiato superiore affrescato del Cortile d'Onore
loggiato superiore affrescato del Cortile d'Onore
Un tempo le imposte dipinte completavano l'unità figurativa.

affreschi del loggiato superiore
affreschi del loggiato superiore
affreschi del loggiato superiore
Si può notare lo stemma di Giovanni Romei incorniciato da tralci fioriti effigiato più volte.

stemma della famiglia Romei affrescato sul loggiato superiore
stemma della famiglia Romei affrescato sul loggiato superiore

In tre sale del lato ovest del Cortile d'Onore è allestito un Lapidario.

Lapidario
Lapidario
Sono qui raccolte lapidi, frammenti architettonici, monumenti funerari ed elementi decorativi in pietra e cotto di varia provenienza (chiese distrutte, edifici rinascimentali cittadini, ritrovamenti casuali), databili tra il XV e il XIX secolo.

lapidi, stemmi ed elementi architettonici
piccolo campionario delle decorazioni architettoniche in cotto
cimiero della famiglia Turchi, emblema della città di Ferrara, busti virili, fregio a festone, aquile araldiche della famiglia d'Este, ritratto di profilo di Borso d'Este (Ambrogio Zuffi)
Nel 1735 il giudice dei Savi Ercole Bevilacqua li aveva riuniti nel cortile del Palazzo Paradiso (oggi Biblioteca Ariostea), ma venero spostati successivamente in varie altre sedi.
Nel 1955 furono infine spostati a Casa Romei.

frontale di camino (1400/1500)
fregi decorativi (dalla Certosa - XV/XVI sec.)
capitelli con lesena frammentaria e stemma estense detto "del fuoco" (Certosa XV/XVI sec.)
Madonna col Bambino (XV sec.)
tabernacolo (Alfonso Lombardi XVI sec.)
S.Michele Arcangelo (Chiesa di S.Andrea - Andrea Ferreri XVIII sec.)
stemma di Urbano VIII Barberini (Porta Catena)

Tra i pezzi esposti più importanti:

- il monumento funebre di Tomasina Gruamonte Estense, moglie di Azzo X
  d'Este (in origine nella distrutta Chiesa di Sant'Andrea, poi spostato al
  Cimitero della Certosa), opera di Alvise Lamberti da Montagnana (1498)

lapide sepolcrale del monumento funebre di Tomasina Gruamonte d'Este (Alvise Lamberti da Montagnana - 1498)
Putto alato del monumento funebre di Tomasina Gruamonte d'Este (Alvise Lamberti da Montagnana - 1498)
tondo con ritratto della defunta del monumento funebre di Tomasina Gruamonte d'Este (Alvise Lamberti da Montagnana - 1498)
- pulpito del refettorio della Certosa (XVI secolo)

pulpito del refettorio della Certosa (XVI secolo)
- resti (testa e mano) della statua di Napoleone Bonaparte (un tempo
  collocata in Piazza Ariostea dove oggi si trova la statua di Ariosto), opera di
  Giacomo De Maria.

testa e mano della statua di Napoleone Bonaparte (Giacomo De Maria)
In questi ambenti è stata ritrovata nel pavimento una vasca di un impianto termale, ritenuto il più antico bagno di Ferrara.

vasca termale
In una saletta attigua al Lapidario, dal soffitto ligneo a cassettoni dipinti e con fregio decorativo affrescato, sono esposti oggetti rari e stoviglie italiane e d'importazione del XV/XVI secolo.

particolare del soffitto in legno dipinto e del fregio della sala espositiva
camino in pietra della sala
ceramiche smaltate spagnole e italiane e vetri veneziani (XV/XVI sec.)
ceramiche graffite e vetri (XVI sec.)
ceramiche smaltate faentine (XV/XVI sec.)

La visita prosegue salendo dal Cortile d'Onore al suo loggiato superiore.

Le sale del piano nobile furono decorate a grottesche intorno alla metà del '500 dalla bottega dei Filippi per volontà del cardinale Ippolito II d'Este (figlio di Alfonso I d'Este e di Lucrezia Borgia), frequentatore assiduo del Convento del Corpus Domini.

Alla morte di Giovanni Romei questa dimora fu lasciata infatti alle clarisse del confinante convento.

La prima saletta ha un soffitto a riquadri lignei e un fascione affrescato.

prima saletta del piano nobile
soffitto ligneo a riquadri e fregio affrescato della prima saletta del piano nobile
Sono qui riunite testimonianze artistiche del XIV/XV secolo che comprendono frammenti di affreschi staccati da chiese di Ferrara andate distrutte.

Storie di un Santo vescovo: Guerrieri a cavallo e uomini inginocchiati (dal sacello alla base del campanile della Chiesa di Santo Stefano - 1380)
Storie di un Santo vescovo: Castello con mura merlate (dal sacello alla base del campanile della Chiesa di Santo Stefano - 1380)
Storie di un Santo vescovo: Santo vescovo e frati (dal sacello alla base del campanile della Chiesa di Santo Stefano - 1380)
Madonna col Bambino (XV sec. - Chiesa di Santa Maria Nuova)
Dormitio Verginis (XV secolo - sinopia di affresco murale del portale della Chiesa di Santa Maria Nuova)
In un piccolo vano di passaggio si trova la statua di S.Nicola da Tolentino, opera di Alfonso Lombardi (XVI secolo - Chiesa di S.Andrea).

S.Nicola da Tolentino (Alfonso Lombardi - XVI sec. - Chiesa di S.Andrea)

Accanto vi è il piccolo vano della Cappella, con pareti bianche delimitate da arcate a tutto sesto e da lesene in cotto.
Il pavimento è a riquadri in marmo bianco e rosa di Verona.

Cappella
arcate e lesene in cotto della Cappella
Qui si trovano una Crocifissione (XVI secolo - affresco staccato della distrutta Chiesa di S. Guglielmo) e una Madonna col Bambino proveniente dalla Cappella ducale o Chiesa di S.Maurelio (XV secolo).
 
Crocifissione (XVI sec. - Chiesa di S.Guglielmo)
Madonna col Bambino (1408 - Cappella ducale o Chiesa di S.Maurelio)
La sala seguente è chiamata Sala di Tobiolo e l'Angelo, per il quadro centrale del soffitto che li raffigura.

Sala di Tobiolo e l'Angelo
Sebastiano Filippi detto il Bastianino è l'autore de riquadro.

Tobiolo e l'Angelo (Bastianino)
La volta centinata è divisa in quattro spicchi da montanti ornati a grottesche, come il fascione sormontato da una cornice lignea.

volta centina e fascione con grottesche della Sala di Tobiolo e l'Angelo
particolare delle grottesche della Sala di Tobiolo e l'Angelo
Il questa sala vi sono raccolti frammenti di affreschi staccati dalla distrutta  Chiesa di S.Guglielmo, uno dei monasteri più grandi di Ferrara.

S.Gismonda, S.Tommaso e Santa Libera (Chiesa di S.Guglielmo)
Preghiera nell'orto di Getsemani (XIV secolo - Chiesa di S.Guglielmo)
Circoncisione (XV secolo - Chiesa di S.Guglielmo)
S.Francesco riceve le stimmate (XV secolo - Chiesa di S.Guglielmo)

La Sala di Davide e Golia prende il nome dal riquadro centrale della volta a padiglione, nel quale sono rappresentati i due personaggi biblici, realizzati da Sebastiano Filippi detto il Bastianino.

Sala di Davide e Golia
Davide e Golia (Bastianino)
Lungo le pareti corre un fregio a grottesche affrescato dalla bottega dei Filippi.
 
Il fregio  diviso in due ordini: in quello superiore vi sono rappresentate figure femminili alate che suonano due trombe e nastri, mentre in quello inferiore sono dipinti festoni e pietre preziose.

fregio lungo le pareti della Sala di Davide e Golia (bottega dei Filippi)
La Sala di Davide e Golia comunica con la sala attigua tramite un'apertura incorniciata da un affresco.

passavivande (dalla parte della Sala di Davide e Golia)
passavivande (dalla parte del Salone d'Onore)
Era questo un passavivande quando questi ambienti erano la foresteria del convento.

In questa sala si trovano frammenti di affreschi staccati provenienti dalla perduta Chiesa di Sant'Andrea.

Santo vescovo (XVI secolo - Chiesa di Sant'Andrea)
S.Chiara da Montefalco (XVI secolo - Chiesa di Sant'Andrea)
S.Caterina d'Alessandria (XVI secolo - Chiesa di Sant'Andrea)
Angelo annunciante e Santa (XIII secolo - Chiesa di Sant'Andrea)
S.Giacomo della Marca (XVI secolo - Chiesa di Sant'Andrea)
Sant'Agostino (XVI secolo - Chiesa di Sant'Andrea)
Vergine Annunciata (XIII secolo - Chiesa di Sant'Andrea)
Santa monaca (XVI secolo - Chiesa di Sant'Andrea)
Figura stante (XVI secolo - Chiesa di Sant'Andrea)

Si entra poi nel Salone d'Onore che sovrasta la loggia grande del Cortile d'Onore.

Salone d'Onore
Il salone presenta un soffitto ligneo a losanghe quattrocentesco.

soffitto a losanghe del Salone d'Onore
Le pareti sono decorate con grottesche rinascimentali affrescate dalla bottega dei Filippi (Camillo e il figlio Sebastiano detto il Bastianino), terminate dalla bottega di Ludovico Settevecchi.

Sono raffigurate scene della mitologia classica, dei dell'Olimpo, nastri, maschere, festoni, girali fitoformi, farfalle, cardellini e cavallette.

grottesche del Salone d'Onore
grottesche del Salone d'Onore
Queste decorazione sono state volute dal cardinale Ippolito II d'Este, fratello di Ercole II.

Cardinale Ippolito II d'Este

Sulla cappa del camino con elementi in cotto del salone è dipinto lo stemma della famiglia d'Este.
Tra le grottesche vi è invece lo stemma con aquila bianca in volo del cardinale e il suo motto:
"AB INSOMNI NON CUSTODITA DRACONE".
stemma e motto di Ippolito II d'Este
stemma estense sulla cappa del camino
camino del Salone d'Onore
Sono in questo salone esposti frammenti di affreschi staccati dall'ex Chiesa di S.Caterina Martire.

Santi e Giudizio finale (ciclo del Giudizio Universale - XIV sec. - Chiesa di S.Caterina Martire)
Santi e Dottori della Chiesa (ciclo del Giudizio Universale - XIV sec. - Chiesa di S.Caterina Martire)
Santi e Dottori della Chiesa (ciclo del Giudizio Universale - XIV sec. - Chiesa di S.Caterina Martire)
Crocefissione (1350 - Chiesa di S.Caterina Martire)
La Sala della Scimmietta prende il nome dalla rappresentazione di questo animale sul cinquecentesco camino in cotto.

Sala della Scimmietta
camino cinquecentesco in cotto
scimmietta dalla quale prende il nome la sala
Il soffitto il legno presenta riquadri policromi.

soffitto a riquadri policromi della Sala della Scimmietta
La sala è anch'essa decorata con un fascione a grottesche cinquecentesche.

grottesche: pappagallo
grottesche: uomini-leopardo
Sono rappresentati pappagalli, tacchini, falchi, pavoncelle e fagiani.
Uomini-leopardo, uomini-tigre e uomini-leone sono rappresentati nell'atto di combattere ai lati degli animali.

grottesche: tacchino, pavoncella e uomini-leone
grottesche: falco
Sono esposti in questa sala gli affreschi provenienti dall'ex Oratorio dei Battuti Bianchi.

Ascensione della Vergine (XIV sec. - Serafino de' Serafini da Modena - Oratorio dei Battuti Bianchi)
Cattura di Cristo (XIV sec. - Oratorio dei Battuti Bianchi)
sinopia degli Apostoli dormienti (XIV sec.Oratorio dei Battuti Bianchi)
sinopia della Testa di Cristo (XIV sec. - Oratorio dei Battuti Bianchi)
figura stante (Palazzo Paradiso di Alberto V d'Este)
Da qui si può passare ad una sala più piccola, decorata con un fascione di color verde con festone, che dà all'ambiente il nome di Sala Verde.

Sala Verde
soffitto e decorazione della Sala Verde
Qui sono riuniti rilievi in pietra di tema religioso.

Madonna col Bambino (XV sec. - Chiostro della Certosa: monumento funebre)
Madonna in trono col Bambino (XV sec. - Chiostro piccolo della Certosa)


Madonna del latte (1700/1720 Giuseppe Maria Mazza - Certosa di Ferrara: tomba famiglia Avogli)
Madonna col Bambino (Donatello e bottega - XV sec.)
Madonna col Bambino (XV sec. - dalla finta facciata della Chiesetta in Via Borso 42)


S.Pietro, Madonna in trono col Bambino e Santo genuflesso, S.Paolo (XIV sec. - Convento di S.Domenico)
Madonna col Bambino (XVI sec. - Convento di S.Maria della Consolazione)
Deposizione di Cristo nel sepolcro (attr. Alfonso Lombardi - XVI sec. - Chiesa del Gesù)

L'ultima sala del percorso di visita è lo Studiolo di Giovanni Romei.

soffitto ligneo dello Studiolo
E' un ambiente piccolo e raccolto, con un soffitto ligneo a cassettoni decorato con xilografie su carta a fondo verde.

Sono raffigurate in ogni riquadro quattro teste femminili poste intorno ad una rosetta centrale.

decorazione del soffitto
Il disegno del soffitto è forse opera di Francesco del Cossa.

Anche qui sono raccolte alcune sculture.

a sinistra: Antonino Pio / a destra: Marco Agrippa (XV sec. - voluto dal duca Ercole I per la Torre di Rigobello - dalla serie di dodici effigi di grandi Romani)
Imperatore romano (XVI sec. - Palazzo dei Diamanti)
Ecce Homo (XVI sec. - Chiostro piccolo della Certosa)
Appartiene alla dimora anche un secondo cortile minore (non nel percorso di visita), costruito successivamente al Cortile d'Onore.
Casa Romei, dopo la soppressione del Convento del Corpus Domini al quale era stata donata, servì come alloggio nel 1872 ai profughi per le alluvioni del Reno.
Nel1895 il Comune di Ferrara aveva deciso di demolirla per le sue condizioni critiche.
Fu invece acquistata dal Demanio di Stato (1898), per poi andare incontro ad un periodo d'abbandono.
Dopo alcuni restauri, nel 1953 venne musealizzata e accolse le raccolte degli affreschi staccati da chiese di Ferrara e da alcuni edifici cittadini.
CURIOSITÀ: proprio davanti a Casa Romei venne ucciso il 6 giugno 1508 con 22 pugnalate Ercole Strozzi, poeta e confidente di Lucrezia Borgia.
Una lapide lungo il muro esterno della casa ne ricorda l'assassinio.


Di fronte a Casa Romei si trova il Palazzo Estense detto di Renata di Francia (oggi sede dell'Università degli Studi).
Deve il suo nome a Renata di Francia duchessa di Ferrara, moglie di Ercole II, che abitò qui dopo l'allontanamento dalla residenza del Castello avvenuto a causa della sua fede calvinista.
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Palazzo Estense detto di Renata di Francia

Orario: domenica/mercoledì    8.30/14.00
            giovedì/sabato           14.30/19.30
Costo:   3€
GRATIS: prima domenica del mese


CONCLUSIONI
Per chi è interessato alla storia e all'arte di Ferrara Casa Romei è una tappa essenziale per conoscere un esempio di dimora signorile quattrocentesca.
Le sue decorazioni pittoriche e i soffitti lignei ancora ben conservati fanno immergere nell'atmosfera di quell'epoca, fatta di momenti privati e anche di momenti pubblici nei quali mostrare la propria ricchezza e il proprio potere.
Un vero gioiellino per gli amanti della bellezza artistica rinascimentale.


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