giovedì 24 agosto 2017

Ferrara: Palazzo dei Diamanti, gioiello rinascimentale


Palazzo dei Diamanti è uno dei palazzi rinascimentali più famosi al mondo.

Il palazzo è posto all'angolo sud-ovest del Quadrivio degli Angeli, l'incrocio tra gli antichi cardo e decumano, posto al centro dell'Addizione Erculea.

Quadrivio degli Angeli
Qui s'incrociavano Via dei Prioni (divisa oggi in Corso Porta Po, Corso Biagio Rossetti e Corso Porta Mare, che correva da est a ovest, e che collegava Porta a Mare con Porta Po), e Via degli Angeli (l'attuale Corso Ercole I d'Este), che correva da sud verso nord, e che collegava il Castello Estense con Porta degli Angeli).

Corso Ercole I d'Este
Corso Biagio Rossetti
Sull'incrocio prospettano edifici rappresentativi: il Palazzo Turchi-di Bagno (opera di Biagio Rossetti del 1493), il Palazzo Prosperi Sacrati (fatto costruire nel 1493 da Francesco da Castello, medico di Ercole I d'Este), e il Palazzo dei Diamanti.

Palazzo Turchi di Bagno (sinistra) e Palazzo dei Diamanti (destra)
Palazzo Turchi del Bagno
Palazzo Prosperi Sacrati


Il Palazzo dei Diamanti, progettato molto probabilmente da Biagio Rossetti, e realizzato tra il 1493 e il 1503, fu commissionato dal duca Ercole I d'Este per il fratello Sigismondo.

Ercole I d'Este
Lampeggia, o palazzo spirituale dei diamanti, e tu, fatta ad accogliere solo poeti e duchesse, o porta dei Sacrati, sorridi nel florido arco!
Queste sono le parole che Giosuè Carducci dedicò al Palazzo dei Diamanti.


facciata su Corso Ercole I d'Este del Palazzo dei Diamanti
Il palazzo prende il nome dalle circa 8500 bugne appuntite di marmo bianco venato di rosa, a forma di diamanti appunto, che caratterizzano il rivestimento delle sue facciate.

bugne di Palazzo dei Diamanti
Apparentemente sembrano tutte uguali tra loro, ma in realtà sono conformate in maniera da avere i vertici con asse perpendicolare alla facciata solo nella fascia mediana.
Nella zona alta l'asse è rivolto verso l'alto, nel basamento a scarpa invece verso il basso, conferendo alla massa marmorea un valore plastico.

Fu progettato per una visione in diagonale.

Si racconta che una delle bugne contenga un diamante nascosto dal duca Ercole I d'Este, forse facente parte della sua corona.
La storia narra che solo il duca e il suo capomastro sapessero dove fosse stata nascosta la pietra preziosa, e per fare in modo che il capomastro non rivelasse il nascondiglio, il duca lo fece accecare e gli fece tagliare la lingua.
Il diamante era anche una delle imprese del duca.

Le paraste che scandiscono l'edificio furono decorate da Gabriele Frisoni.

paraste di Palazzo dei Diamanti
balconcino e paraste di Palazzo dei Diamanti
Nel 1594, nell'angolo nord-est dell'edificio, fu costruito un balconcino, che andò a sostituire quello in legno dipinto a finto marmo.

balconcino e paraste di Palazzo dei Diamanti
L'ultimo piano del palazzo con finestre ad occhio di bue era costituito da un fascione in cotto, che venne in passato coperto da vernice bianca per simulare il marmo.

cornicione e finestre a occhio di bue dell'ultimo piano del palazzo
La posizione del palazzo non è del tutto casuale: secondo alcuni studiosi e astrologhi del tempo (soprattutto Pellegrino Prisciani), all'interno di questo palazzo potevano essere concentrate alcune forze telluriche ed essere attirate le forze dell'Universo.

Il palazzo ha una pianta a U, con ali che racchiudono un cortile rinascimentale con loggia colonnata su tre lati e con al centro un pozzo in marmo.

cortile interno di Palazzo dei Diamanti
pozzo e muro di fondo del cortile di Palazzo Sacrati
loggiato
loggiato
vera del pozzo del cortile
Nel 1504 i lavori di costruzione furono interrotti.
Furono ripresi in seguito da Cristoforo da Milano e Girolamo da Pasino, fidi collaboratori di Biagio Rossetti, e terminarono nel 1567.

Il palazzo rimase della famiglia d'Este anche dopo la Devoluzione e loro partenza da Ferrara (1598).
Nel 1559 fu la residenza del Cardinale Luigi d'Este, figlio di Ercole II d'Este.
A lui si devono lo scalone d'onore e la copertura a cassettoni in legno d'abete del salone del primo piano.

soffitto in abete del Salone d'Onore
Nel 1586 il palazzo venne ereditato di Cesare d'Este, cugino di Alfonso II d'Este (quinto e ultimo duca di Ferrara).

Cesare d'Este
Qui Cesare d'Este vi abitò insieme alla moglie Virginia de' Medici, figlia di Cosimo I de' Medici.

Virginia de' Medici

Il loro banchetto di nozze venne allestito nel Salone d'Onore del piano nobile, decorato appositamente per quest'occasione da Giulio Belloni. 

Salone d'Onore
Il camino del salone ha una bella decorazione rinascimentale.

camino del Salone d'Onore
particolare della decorazione del camino
Furono decorate anche le Sale "Benvenuto Tisi" del pian terreno.
Vennero realizzati inoltre i soffitti a cassettoni e i fregi a grottesche della Sala matrimoniale, della Sala del Parto e della Sala del Poggiolo (opera di Giulio Belloni), facenti parte dell'Appartamento di Virginia de' Medici, che si affacciava su Via dei Prioni.

Per la Sala del Poggiolo vennero commissionate alcune tele realizzate dai Carracci (Plutone, Venere, Flora, Salacia) e da Gaspare Venturini oggi alla Galleria Estense di Modena.

soffitto della Sala del Poggiolo

Nella Sala del Parto venne alla luce Alfonso III d'Este (1591).

Sala del Parto
particolare della decorazione del cassettonato e del fregio
Nella Sala matrimoniale vi era sul letto un affresco dedicato alla fedeltà amorosa.

soffitto della Sala Matrimoniale
particolare del soffitto della Sala Matrimoniale
particolare del soffitto della Sala Matrimoniale
Nell'Appartamento di Virginia de' Medici vi è ancora un camino decorato con fregio rinascimentale.

camino dell'Appartamento di Virginia de' Medici
particolare del fregio di un camino
Gaspare  Venturini realizzò anche quattro tele con Allegorie, destinate al Camerino dei Libri di Cesare d'Este, che probabilmente si trovava al pian terreno dell'ala sud del palazzo.

Due soffitti del palazzo hanno oggi i quadri centrali, raffiguranti la Madonna col Bambino e il Padreterno,  provenienti dal Convento di Sant'Antonio in Polesine

soffitto di una sala del piano nobile di Palazzo dei Diamanti: Madonna col Bambino (dal Monastero di Sant'Antonio in Polesine)
 soffitto di una sala del piano nobile di Palazzo dei Diamanti: Padreterno (dal Monastero di Sant'Antonio in Polesine)

Fu Francesco I d'Este, nipote di Cesare d'Este, a vendere il palazzo.

Francesco I d'Este

Nel 1641 il palazzo fu acquistato infatti dai Marchesi Villa che fecero attuare alcune trasformazioni, tra le quali l'inserimento del portale decorato con candelabra, opera di Vincenzo Tassoni.

portale con candelabra del Palazzo dei Diamanti
Ritratti del '600 della famiglia Villa si trovano appesi al primo piano, nella sala d'ingresso della Pinacoteca.

Ritratto di Ghiron Francesco Villa fanciullo
Ritratto di Luisa Pico Gonzaga marchesa di Castagnola (Sante Peranda)
Ritratto del Marchese Lancillotto Villa
Ritratto del Marchese Francesco II Villa
Ritratto del Marchese Giovanni Villa a cavallo
Ritratto di Guido I Villa fanciullo

Nel 1832 il palazzo venne acquistato dal Comune.
Nel 1944 fu danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Il Palazzo dei Diamanti ospita nelle sue sale del pian terreno esposizioni temporanee, mentre in quelle del piano nobile la Pinacoteca Nazionale di Ferrara.


www.palazzodiamanti.it
http://www.gallerie-estensi.beniculturali.it/pinacoteca-nazionale/collezioni/
Orario: il Palazzo dei Diamanti è aperto negli orari seguiti dalla Pinacoteca Nazionale:
Orari:  martedì/mercoledì     8.30/14.00
           giovedì                       8.30/19.00
           venerdì/domenica     13.30/19.00
           CHIUSO il lunedì

 
CONCLUSIONI
Palazzo dei Diamanti è un edificio originale, insolito, affascinante, misterioso, che ha ispirato altri palazzi in tutto il mondo.
Un palazzo voluto per testimoniare la grandezza di una potente dinastia, e divenire il centro della città nuova.
E' poi divenuto lo scrigno di altri capolavori d'arte, che con esso rappresentano la giusta motivazione per una visita approfondita, e svolta con tutta quella calma che l'importanza del luogo necessita.
Un luogo per conoscere Ferrara e un'epoca d'oro del suo passato.
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