lunedì 12 febbraio 2018

Torino: il Museo Egizio (terza parte)



Scesi al piano terra, si entra nelle due scenografiche sale dette Galleria dei Re.

Galleria dei Re
Le sale sono state allestite in occasione delle Olimpiadi di Torino del 2006 dallo scenografo Dante Ferretti, premio Oscar nel 2005 ("The Aviator" di Martin Scorzese), nel 2009 ("Sweeny Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street" di Tim Burton) e nel 2012 ("Hugo Cabret" di Martin Scorzese).

Galleria dei Re
Il percorso denominato "Riflessi di pietra", tra specchi e luci soffuse, mette in risalto le grandi statue di re egizi (Thutmose III, Amenofi II, Tutankhamon, Horemheb, Ramesse II, Sethi II), principi, funzionari del re e divinità egizie (Amon, Ptah, Hathor, Sekmhet,...).

Galleria dei Re
Galleria dei Re
Si è accolti dalle statue di due sfingi, che rappresentavano i guardiani del tempio e fiancheggiavano l'ingresso degli spazi sacri.
Simboleggiavano anche i due orizzonti dove sorge e tramonta il sole.
Essendo state riutilizzate, hanno alcuni elementi appartenenti allo stile della XVIII Dinastia (occhi a mandorla, sopracciglia con curvatura pronunciata e labbra carnose) e altri dell'epoca ramesside (naso aquilino).

sfinge (Nuovo Regno - inizio XIX Dinastia - 1292/1250 a.C. - Tempio di Amon a Karnak)

Le statue dei faraoni raccolte in questa galleria appartengono tutte al Nuovo Regno (un periodo di circa 500 anni), e raffigurano il sovrano con un ritratto ufficiale che vuole essere un messaggio ideologico, e quindi non è detto che si avvicini alla realtà.
I faraoni raffigurati in piedi rappresentano il collegamento tra lo spazio terreno e quello divino, mentre rappresentati seduti sono oggetto di culto.

La statua di Ramesse II fu definita da Jean François Champollion "l'Apollo del Belvedere egizio".

statua di Ramesse II (Nuovo Regno - XIX Dinastia - 1279/1213 a.C. - Tempio di Amon a Karnak)
La statua ritrae il faraone seduto con in testa la corona khepresh e lo scettro heqa contro il petto .
Sotto i suoi sandali sono raffigurati i nove archi rappresentanti i nemici dell'Egitto, mentre ai lati del trono vi è rappresentato il sema-tauy, l'intreccio delle piante dell'Alto e il Basso Egitto (= l'unione delle due Terre).

particolare della statua di Ramesse II con i Nove Archi calpestati sotto i sandali (Nuovo Regno - XIX Dinastia - 1279/1213 a.C. - Tempio di Amon a Karnak)
Ai lati delle sue gambe sono raffigurati la moglie Nefertari e il figlio Amonherkhepeshef.

particolare della statua di Ramesse II con la moglie Nefertari (Nuovo Regno - XIX Dinastia - 1279/1213 a.C. - Tempio di Amon a Karnak)
particolare della statua di Ramesse II con il figlio Amonherkhepeshef (Nuovo Regno - XIX Dinastia - 1279/1213 a.C. - Tempio di Amon a Karnak)
Nella sala si trova anche la statua usurpata da Ramesse II, che probabilmente era appartenuta ad un faraone della prima metà della XVIII Dinastia e che fu poi riadattata per il faraone Ramesse II.

statua usurpata da Ramesse II (Nuovo Regno - prima metà della XVIII Dinastia - 1500/1400 a.C. - Tempio di Mut a Karnak)
In questa statua il faraone è ritratto in atteggiamento di preghiera.
Sul pilastro dorsale è raffigurata la regina Nefertari.

statua usurpata da Ramesse II (Nuovo Regno - prima metà della XVIII Dinastia - 1500/1400 a.C. - Tempio di Mut a Karnak)

Nella galleria trova posto la colossale statua di Sethi II, pesante 6 tonnellate (per trasportarla da Genova a Torino fu trainata da 16 cavalli).
Il faraone è raffigurato con la gamba sinistra in avanti nell'atto di procedere e agire, mentre tiene nella mano lo stendardo con l'insegna del dio Amon.

statua di Sethi II (Nuovo Regno - XIX Dinastia - 1202/1198 a.C. - Tempio di Amon a Karnak)
La statua in granito di Amenhotep II mostra il faraone che inginocchiato offre due vasi globulari alla divinità.

Amenhotep II che presenta due vasi globlari (Nuovo Regno - XVIII Dinastia - 1425/1400 a. C. - Tempio di Amon a Karnak)

La statua di Thutmose III mostra il faraone raffigurato con i simboli della regalità: indossa il gonnellino shendyt e il copricapo di stoffa nemes, e sulla fronte porta l'ureo (cobra). 

statua di Thutmose III (Nuovo Regno - XVIII Dinastia - 1479/1425 a.C. - Tempio di Amon a Karnak)
Sotto i suoi sandali sono raffigurati i Nove Archi, mentre sotto il gonnellino spunta tra le gambe la coda del toro, che fissata alla cintura è simbolo di virilità.
Sul trono è raffigurato il sema-tauy (la pianta di loto e di papiro intrecciate, che simboleggiano l'unione delle Due Terre, dell'Alto e del Basso Egitto).

statua di Thutmose III (Nuovo Regno - XVIII Dinastia - 1479/1425 a.C. - Tempio di Amon a Karnak)

La statua del faraone Horemheb con il dio Amon è stata riconosciuta da alcuni archeologhi come la statua di Tutankamon e il dio Amon, ritenendola poi usurpata da Horemheb.

statua del faraone Horemheb con il dio Amon (Nuovo Regno - XVIII Dinastia - 1319/1292 a.C. )
Il dio Amon in piedi accanto al faraone è per la sua importanza di dimensioni più grandi rispetto al sovrano.

particolare dell'iscrizione della statua del faraone Horemheb con il dio Amon (Nuovo Regno - XVIII Dinastia - 1319/1292 a.C.)
La statua del faraone Horemheb e della regina Mutnedjemet è rimasta incompiuta.
La regina Mutnedjemet nel ruolo della dea Hathor, che protegge il dio Sole, abbraccia il marito Horemheb, che fu generale di Tutankamon prima di divenire sovrano (come è scritto nell'iscrizione sul retro della statua).

statua del faraone Horemheb e della regina Mutnedjemet (Nuovo Regno - XVIII Dinastia - 1319/1292 a.C. - Tempio di Amon a Karnak)

Il frammento della doppia corona di una statua reale doveva far parte delle statue del lato nord del cortile di Tutmosi I nel Tempio di Amon a Karnak.

frammento della doppia corona di una statua reale (Nuovo Regno - XVIII Dinastia - 1493/1483 a.C. - Tempio di Amon a Karnak)

L'Ariete (forma animale del dio Amon), che protegge l'immagine del faraone Amenhotep III, stringe tra le zampe la rappresentazione del faraone come Osiride.

Ariete che protegge l'immagine del faraone Amenhotep III (Nuovo regno - XVIII Dinastia - 1390/1353 a.C. - Tempio di Mut a Karnak)
Come d'uso le statue delle divinità riprendevano i tratti del faraone regnante.
Nella statua del dio Ptah si riconosce il faraone Amenhotep III.

statua del dio Ptah (Nuovo Regno - XVIII Dinastia - 1390/1353 a.C. - Karnak)

Una statua del dio Ptah, scolpita durante il regno di Amehotep III, presenta una testa aggiunta nell'Ottocento.

statua del dio Ptah (Nuovo Regno - XVIII Dinastia - 1390/1353 a.C. - Karnak)

Sono ben ventuno le raffigurazioni della dea Sekhmet con corpo di donna e testa leonina, presenti nelle due sale.

statue della dea Sekhmet

Le centinaia di statue poste lungo le pareti del peristilio del tempio furono commissionate da Amenhotep III, "amato da Sekhmet".
Pur essendo molto simili, le statue presentano piccole differenze e la dea viene evocata con appellativi differenti.
Probabilmente ogni statua della divinità sterminatrice corrispondeva ad un giorno dell'anno, e veniva invocata per mantenere in vita il faraone e non scatenesse flagelli contro l'Egitto.

disegno che illustra come le statue della dea Sekhmet furono ritrovate
La dea indossa il disco solare e l'ureo.
Quando è seduta tiene nella mano l'anch (☥), il geroglifico della vita, mentre quando è in piedi anche lo scettro di papiro uadj simbolo della rinascita.

statua della dea Sekhmet (Nuovo Regno - XVIII Dinastia - 1390/1353 a.C. - Tebe)
statua della dea Sekhmet (Nuovo Regno - XVIII Dinastia - 1390/1353 a.C. - Tebe)
statua della dea Sekhmet (Nuovo Regno - XVIII Dinastia - 1390/1353 a.C. - Tebe)
statua della dea Sekhmet (Nuovo Regno - XVIII Dinastia - 1390/1353 a.C. - Tebe)
statua della dea Sekhmet (Nuovo Regno - XVIII Dinastia - 1390/1353 a.C. - Tebe)
statua della dea Sekhmet (Nuovo Regno - XVIII Dinastia - 1390/1353 a.C. - Tebe)
statua della dea Sekhmet (Nuovo Regno - XVIII Dinastia - 1390/1353 a.C. - Tebe)
statua della dea Sekhmet (Nuovo Regno - XVIII Dinastia - 1390/1353 a.C. - Tebe)

E' esposta nella sala una colonna papiriforme con capitello a fiore di loto.
Il papiro è la rappresentazione del collegamento tra la terra fertile d'Egitto e il cielo.

colonna papiriforme con capitello a fiore di loto (Epoca Greco-Romana - 332 a.C./100 d.C.)

Di Epoca Tarda è invece la tavola d'offerta esposta.

tavola d'offerta (Epoca Tarda - XXX Dinastia - 360/342 a.C.)
E' qui presente anche un elemento architettonico della scala d'accesso a un tempio di Aten.
Il blocco in calcare cristallino che formava il parapetto della scala porta un doppio cartiglio che circonda i nomi del disco solare Aten, dio unico del faraone Akhenaten.
L'unico intermediario con la divinità è il faraone.

elemento architettonico della scala d'accesso a un tempio di Aten (Nuovo Regno - XVIII Dinastia - Karnak)

Dalla prima sala della Galleria dei Re si può accedere alla Sala Nubiana e al Tempio di Ellesija.

Per allestire la Sala Nubiana si è ricorsi a prestiti provenienti da altre città.

reperti della Sala Nubiana
steli con iscrizioni in greco e in copto
sarcofago
statua di faraone (forse Ramesse VI), che tiene per i capelli un prigioniero nubiano azzannato da un leone (Nuovo Regno - XX Dinastia - 1145/1139 a.C.)
suole di mummia con l'immagine di due prigionieri, uno siriano e uno nubiano, che il defunto doveva calpestare simbolicamente (Epoca Tolemaica/Epoca Romana - 332 a.C./ 395 d.C.)

Il Tempio di Ellesija fu costruito in Nubia tra la prima e la seconda cataratta del Nilo, vicino ad Abu-Simbel, da Thutmosi III (1479/1425 a.C.), che lo dedicò a Horus di Miam e Satet (sua sposa e protettrice di Assuan).

ricostruzione nel museo del Tempio di Ellesija
L'interno del tempio rupestre, a pianta di T rovesciata, presenta un corridoio e due stanze laterali.
Sulla parete di fondo sono scolpite a mezzo tondo le statue di Horus, Satet e Thutmose III in trono.
Sulle pareti vi è raffigurato il faraone che fa offerte al popolo egizio e nubiano.

interno con pareti decorate
particolare della decorazione interna del tempio
La decorazione, martellata durante il regno di Akhenaten, fu reintegrata da Ramesse II, sostituendo la triade con Amon, Horus e il re.

sulla parete di fondo del tempio di Ellesija la triade Amon, Horus e il faraone Ramesse II
Le croci e le stelle a cinque punte incise sulle pareti interne e sul portale d'accesso testimoniano la presenza del successivo culto cristiano dal VI secolo d.C..

decorazione delle pareti con il faraone Thutmosi III e incisione di croce cristiana
decorazione delle pareti con il faraone Thutmosi III e incisione di stella a cinque punte cristiana
Quando venne decisa la costruzione della Grande Diga di Assuan, il tempio scavato nella roccia, il cui unico accesso era possibile solo dal fiume, rischiò di essere sommerso dall'acqua del Lago Nasser.
L'Unesco lo portò in salvo e giunse a Torino nel 1967 come dono del governo egiziano al nostro Paese che fu uno dei maggiori collaboratori alla missione.

http://www.museoegizio.it/
Orario: lunedì                      9.00/14.00
             martedì/domenica   9.00/18.30
Costo: 15€


CONCLUSIONI
"La strada per Menfi e Tebe passa per Torino"
Così asseriva Jean François Champollion nell'Ottocento, ma questa citazione riguardante le importanti collezioni raccolte nel Museo Egizio di Torino è ancora valida oggi! 



1 commento:

Melania Coco ha detto...

Come sempre attenta ai particolari e precisa nelle descrizioni. E' sempre un piacere leggere i tuoi post e pur conoscendo, a volte, i luoghi descritti si "scoprono" sempre dettagli sconosciuti ed inaspettati.

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