sabato 17 novembre 2018

Notte romantica al Castello di Limatola


In occasione di un nostro weekend dedicato alle visite della Reggia di Caserta, di Casertavecchia, di S.Leucio e di Santa Maria Capua Vetere, ci siamo fermati a pernottare nell'antico Castello di Limatola.

Il paese di Limatola si trova in provincia di Benevento, ma dista da Caserta solo 13km.
Limatola deriva il suo nome dalla parola latina limatula essendo questa una "terra limacciosa" per i frequenti allagamenti, o forse significa "terra levigata" dal fiume Volturno che attraversa questo territorio.
Abitata già dal VII secolo a.C. dagli Oschi, come testimoniano i reperti acquisiti da questa popolazione dalle colonie greche ritrovati nella zona, Limatola passò nel VI secolo a.C. agli Etruschi.
Fu in seguito sannita e poi romana.
Vide passare Annibale con le sue armate diretto alla conquista di Capua, Fabio Massimo il Temporeggiatore, Lucio Silla che sconfisse Gaio Norbano (83 a.C.).
Il conte longobardo Landolfo di Caserta qui vinse contro i Beneventani nell'842.
In epoca longobarda Limatola era un presidio militare del Principato di Capua.
Nel 1064 apparteneva all'Abbazia di Montecassino.
In epoca normanna fu assegnata ai Sanseverino di Lauro.
Sotto i d'Angiò fu concessa a Guglielmo de Beaumont Grande Ammiraglio del Regno (1269).
Nel 1277 Carlo I d'Angiò donò il castello alla cugina, la duchessa Margherita De Tucziano, che restaurò il maniero. 
Nel 1316 Roberto d'Angiò donò il territorio a Guglielma Cantelmo, madre di suo figlio naturale Carlo  D'Artus.
I signori di Limatola dal 1420 furono i De La Rath (italianizzati in Della Ratta).
Nel 1439 Limantola fu presa da Alfonso d'Aragona e poi ancora nel 1460 da Ferrante d'Aragona.
Passò poi per matrimonio a Francesco Gambacorta che aveva sposato Caterinella della Ratta (1509).
Tra il XVI e il XVIII secolo Limatola appartenne a varie famiglie: agli Acquaviva, ai di Capua, e ancora ai Gambacorta (1610).
Durante la Rivoluzione di Masaniello (1647) Francesco III Gambacorta diede ospitalità ai nobili dei paesi limitrofi.
Questa volta furono i popolani del borgo ad attaccare il castello stanchi per le troppe tasse, ma il conte riuscì a sedare la ribellione.
Nel 1693 Gaetano Gambacorta nascose nel suo castello le armi del tumulto di Napoli da lui ideato e fu promotore della "Congiura di Macchia" (Gaetano Gambacorta era principe di Macchia), contro il governo spagnolo di Filippo V (1701): per evitare l'arresto fu costretto a riparare in Austria dove poi morì.
Poi nel 1734 Limatola passò al Demanio Regio perché Francesco IV Gambacorta e Aurelia d'Este non avevano eredi.
Fu acquistata in seguito dai Mastelloni nel 1734, passò poi ai Lattieri d'Aquino per matrimonio e ai Carafa.
Nel 1816 il castello fu venduto all'arciprete Francesco Canelli.
Nel 1860 vi si svolse la Battaglia del Volturno tra Garibaldini e Borbonici, e i Garibaldini pur avendo infine vinto, qui furono costretti ad indietreggiare.
L'ultimo proprietario, Francesco (Don Ciccio) Canelli ha abitato al castello fino al 1943 (la sua cagnetta Laila è sepolta nella cappella palatina).
Nel 1943 qui si scontrarono le forze alleate e le truppe tedesche e il castello venne requisito dalla V Armata U.S.A. nel 1944.
Il castello è stato restaurato dalla famiglia Sgueglia nel 2010 e trasformato in un romantico Hotel-Ristorante.

ricordo dell'ultimo restauro realizzato dalla famiglia Sgueglia (2006/2009)
Sulla cima del colle che domina il paese si trova arroccato un castello la cui storia dura da mille anni.
La parte più antica del castello era il mastio di forma rettangolare, a due livelli voltati a botte (quello inferiore fu poi adibito a cappella nel '700), poi inglobato nel palazzo.
Venne costruito intorno all'anno Mille dai Normanni, su un'arce (presidio militare) sannitica, intorno ai resti di una torre longobarda, per poter difendere e controllare la Valle del Medio Volturno e poter avvertire, in caso di avvistamento del nemico, le altre fortificazioni (Castelmorrone, Caiazzo,...).
L'architettura militare originaria fu poi modificata per divenire nel '500 la dimora signorile, dall'aspetto rinascimentale con corte interna, della famiglia De La Rath (1420).

Il castello, a pianta poligonale, era circondato da una cinta muraria con merlatura piatta (con saettiere arcuate per il lancio di dardi), intervallata da quattro torri cilindriche con scarpata (oggi non più esistenti), orientate verso i quattro punti cardinali.

merlature della cinta muraria con saettiere arcuate (lato Sud)
Un camminamento di ronda seguiva tutto il perimetro interno delle mura: lo testimonia la presenza di archetti pensili.

archetti pensili del camminamento di ronda
archetti pensili del camminamento di ronda

La popolazione del borgo medievale, che si era impiantato ai piedi del castello, in caso di pericolo si rifugiava entro le sue mura.
Così avvenne nell'882 durante un attacco dei Saraceni.

case del borgo ai piedi del castello
Sul lato occidentale delle mura, che affianca la strada (originariamente si pensa sia stata a gradoni) che conduce al portale d'ingresso, vi vedono due torri semicilindriche.

rampa d'accesso al castello
mura di cinta del castello
torrette semicilindriche
Probabilmente il castello era munito di ponte levatoio.
Il portale d'entrata al castello è in Piperno, una pietra tufacea scura.

portale d'ingresso con androne con volta a botte
Sul portale si trova lo stemma dei Gambacorta (due leoni con croce e mezzaluna) e l'iscrizione dedicatoria di Francesco Gambacorta e della moglie Caterina Della Ratta:
 "Questa fortezza di pace sarà fortificata, perché possa tenere lontano i nemici che combattono con i dardi: lontano da qui si commetta pure qualsiasi atto ostile. Francesco Gambacorta e la moglie Caterina della Ratta insieme restaurarono questa fortezza, gravemente pericolante per i più importanti amici presenti e futuri. Anno del Signore 1518".
stemma della famiglia Gambacorta e iscrizione
Varcato il portale d'ingresso ci si trova in un androne con volte a botte sul quale fu costruita la foresteria.

ingresso al castello
Il piano inferiore della foresteria (oggi occupato dal Ristorante), che affaccia sulla cosiddetta corte bassa, era adibito a scuderie e fienile.
Sono ancora presenti le mangiatoie e i soffitti in legno.

foresteria con ingresso al piano superiore (vista dalla torre alta)
foresteria
Una scala esterna dava accesso al piano superiore della foresteria, dove si trovano affreschi seicenteschi di autore ignoto, seguace di Luca Giordano, che rappresentano scene tratte dalla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso.
Furono commissionati dall'ultimo duca di Limatola, Francesco Gambacorta in onore forse della moglie Aurelia d'Este, la cui casata aveva protetto a Ferrara Torquato Tasso.

scala d'accesso al piano superiore della foresteria
terrazzo del primo piano della foresteria

Sulla corte bassa, dove in epoca medievale si ricevevano gli ospiti, affacciavano anche alcuni ambienti minori (oggi occupati dalla cantina e dalla Reception dell'Hotel) e si trovava la scalinata scoperta che introduceva all'interno del palazzo.

corte bassa
corte bassa
cantina
 La scala da un lato costeggia la cinta muraria, mentre dall'altro lato è riparata da un parapetto con cornice sagomata.

scala d'accesso al palazzo
scala d'accesso al palazzo (vista dal giardino pensile)
scala d'accesso alla corte alta e al giardino pensile
Al termine della rampa della scalinata che costeggia le mura, attraversando un arco si può accedere ad un giardino pensile.

archi d'ingresso al palazzo (sinistra) e al giardino sud (destra)
arco d'ingresso al giardino sud
Questo giardino, posto oggi solo sul lato Sud del castello, fu realizzato nel XV secolo.

giardino sud
giardino sud
giardino sud
giardino sud
Qui si trovano un pozzo e una fontana con iscrizione che porta il nome di Don Francesco Canelli, ultimo proprietario e abitante del castello.

fontana del giardino sud
giardino sud
pozzo e piante di agrumi del giardino sud
iscrizione del giardino sud
Oggi il giardino offre agli ospiti dell'Hotel un angolo tranquillo e rilassante, ed un luogo suggestivo nella notte.

angolo del giardino
giardino by night
giardino by night
Dal giardino sud si entra nella cosiddetta Sala Canelli (dal nome della famiglia che per ultima ha abitato al castello), realizzata nell'ultimo restauro sulla spianata del fronte est del castello, tra il lato più antico del castello e le mura.

Sala Canelli
Sala Canelli
Sala Canelli
Sono qui raffigurati sulla copertura della sala tutti gli stemmi delle casate che si sono susseguite nel castello.

stemmi sulla copertura della Sala Canelli

Quello che un tempo era costituito da un giardino all'italiana, piantumato anche con agrumi, sul lato Nord del castello, è stato trasformato oggi in un'altra location per gli eventi (soprattutto matrimoni) che si svolgono al castello.

ingresso al cosiddetto Anfiteatro/ex giardino
Anfiteatro
locale annesso all'Anfiteatro
allestimento per eventi nell'Anfiteatro
L'ex giardino è oggi lastrico e chiamato Anfiteatro per la presenza di un palchetto preceduto da una coreografica cascata d'acqua e da un ponticello che attraversa un breve corso d'acqua.

cascata d'acqua dell'Anfiteatro
palchetto e corso d'acqua dell'Anfiteatro
Da qui si può ritornare nella corte bassa attraverso un arco, e risalire nuovamente la scala d'accesso al palazzo vero e proprio.

passaggio tra l'Anfiteatro e la corte bassa
passaggio tra l'Anfiteatro e la corte bassa (visto dall'alto)
Ci troviamo di fronte ad un arco a sesto ribassato in pietra, sormontato da uno stemma dei Gambacorta, che dava accesso ad un androne coperto da una volta a botte.

arco d'ingresso alla corte alta del palazzo e androne
stemma della famiglia Gambacorta sull'arco d'ingresso alla corte alta
 La cosiddetta corte alta, la corte chiusa del castello di forma rettangolare, si sviluppa su tre lati.

corte alta
corte alta
Nel 1400 si alzarono di un piano le ali ortogonali alla costruzione del castello di epoca normanna (cappella e Sale gotiche), formando una corte aperta, chiusa dalla quarta parete (lato Ovest) da Francesco Gambacorta e Caterinella della Ratta dopo il 1518.

lato settentrionale della corte alta
lato meridionale della corte alta
lato occidentale della corte alta
Sulla corte affacciavano la cappella palatina, le cantine, la cucina, la cisterna (alimentata da acqua piovana), alcuni ambienti dalle volte a crociera su archi ogivali.


ambienti che si aprono sotto gli archi del piano terra della corte alta
Il piano ammezzato e il primo piano erano raggiungibili tramite due scale.

scala della corte alta
Al piano ammezzato due ballatoi sorretti da arcate pensili, posti sui lati lunghi della corte, permettevano di accedere agli ambienti (oggi occupati da alcune junior suites dell'Hotel) di questa quota del palazzo.

ballatoio del lato settentrionale della corte alta
Sul ballatoio meridionale, in una nicchia decorata, si trova dipinta la Madonna del Consiglio di tardo Trecento.

ballatoio con edicola Mariana
Madonna del Consiglio (XIV sec.)
Il lato orientale della corte alta, al livello dell'ammezzato, risulta occupato dall'altezza degli ambienti del pian terreno: la cappella e gli ambienti con volta a crociera. 

La cappella palatina ("intra castrum") è dedicata a S.Nicola e viene citata dal 1113.

fornice archiacuto e muratura originaria (probabile posizione dell'originale Chiesa di S.Nicola)
La sua posizione all'interno della costruzione difensiva non era quella attuale, ma forse si trovava presso la stalla al piano terra della foresteria, dove si trova un fornice archiacuto in tufo e parte di muratura.

ingresso alla Cappella palatina di S.Nicola
La chiesa ha un portale romanico campano in pietra calcarea (probabilmente smontato dalla chiesa originale), con dipinto Cristo benedicente nella lunetta e una lapide che ricorda gl'interventi di restauro della cappella svolti da Francesco Gambacorta nel 1518.

portale romanico della Cappella palatina di S.Nicola
Cristo benedicente e iscrizione sul portale della Cappella palatina di S.Nicola
La cappella è a due navate comunicanti tra di loro con passaggi arcuati ribassati, e coperte con volte a botte.

Cappella palatina di S.Nicola (navata sinistra)
Cappella palatina di S.Nicola (navata destra)
I due altari sono sormontati da due cornici di stucco dorato tardo rinascimentali (macchine).
Le tele che racchiudevano sono andate disperse, sostituite in una da un antico Crocifisso.

macchina dell'altare della navata sinistra con Crocifisso
macchina dell'altare della navata destra
Nella cappella è conservato il Polittico realizzato da Francesco da Tolentino (1527) e commissionato da Francesco Gambacorta (a testimoniarlo vi è lo stemma di famiglia posto alla base del trono della Madonna).

Polittico: S.Giovanni Battista, Madonna in trono col Bambino, S.Maria Maddalena (Francesco da Tolentino - 1527)
Sono raffigurati la Madonna in trono col Bambino, S.Giovanni Battista e S.Maria Maddalena.
Nel 1999 furono trafugate le quattro raffigurazioni di Santi taumaturgici della predella (S.Sebastiano, S.Rocco, S.Leonardo e Sant'Antonio Abate).

Nella predella sono dipinti le Storie di Gesù e Maria: Natività, Resurrezione, Ascensione, Pentecoste, Morte e Assunzione della Vergine.

predella del Polittico: Natività e Resurrezione (Francesco da Tolentino - 1527)
predella del Polittico: Morte e Assunzione della Vergine (Francesco da Tolentino - 1527)
predella del Polittico: Ascensione e Pentecoste (Francesco da Tolentino - 1527)

Il pannello originario è andato perduto e fu sostituito da quello realizzato dalla bottega di Cosimo Rosselli nel '600 in cui è raffigurata un'Annunciazione (posta insieme alla predella sulla parete sinistra della navata sinistra).  

Polittico: Annunciazione e predella (Francesco da Tolentino - 1527)
particolare dell'Annunciazione (Francesco da Tolentino - 1527)
particolare dell'Annunciazione (Francesco da Tolentino - 1527)
In realtà il Polittico era stato commissionato per la Chiesa della SS.Annunziata A.G.P.(sempre alla base del trono si trova la sigla A.G.P. ovvero Ave Gratia Plena) ma per ragioni conservative fu trasferito prima nel Museo del Territorio alla Reggia di Caserta e poi in questa cappella.
Peccato che il vetro protettivo impedisca di realizzare foto migliori!

Gli ambienti con volte a crociera con archi ogivali (chiamate Sale gotiche), che affacciano verso il fiume, sono le parti più antiche del castello (oggi adibite a sale per ricevimento) perché risalgono al 1277 e sono quelle fatte costruire da Carlo I d'Angiò per la cugina Margherita de Tucziaco.

i tre ambienti delle Sale gotiche
Sala gotica
camino della sala gotica
camino della sala gotica


ingresso alle Sale gotiche
Ognuno dei tre ambienti è diviso in tre campate e presenta spesse murature a vista.

volte a crociera e archi ogivali delle Sale gotiche
campate delle Sale gotiche
volte a crociera e archi ogivali delle Sale gotiche
Sembra che Carlo I d'Angiò abbia dimorato qualche giorno in questo castello durante i suoi viaggi.
Molto coreografico è il lato corto occidentale della corte alta dove un ballatoio permette di affacciarsi sia sulla corte alta che sulla corte bassa.

ballatoio del lato occidentale della corte alta
finestre del lato occidentale della corte alta con affaccio sulla corte bassa

Salendo al primo piano si trovano alcune sale con affreschi tardobarocchi tra le quali un grande ambiente chiamato oggi Sala delle feste con affreschi settecenteschi voluti da Virginia Gambacorta.

Sala delle Feste
Sala delle Feste
Nella volta sono raffigurati l'Allegoria della Fede e le Quattro Stagioni di Antonio Marotta.

volta della Sala delle Feste
Allegoria della Fede (Antonio Marotta - XVIII sec.)
Autunno (Antonio Marotta - XVIII sec.)
Inverno (Antonio Marotta - XVIII sec.)
Primavera (Antonio Marotta - XVIII sec.)
Estate (Antonio Marotta - XVIII sec.)
sovrapporta della Sala delle Feste

Da una porta della Sala delle Feste si può accedere all'ala meridionale del piano nobile.
In una sala si trova un dipinto di Don Bartolomeo Varrone, parroco della vicina Chiesa di S.Biagio per un quinquennio, che ha studiato e pubblicato le memorie storiche di Limatola.

saletta ala meridionale del piano nobile
Don Bartolomeo Varrone
Sempre dalla Sala delle Feste si può accedere all'ala settentrionale del piano nobile, in una sala più piccola (adibita oggi a salottino dell'Hotel), la cui volta è affrescata con illusionistiche architetture settecentesche, probabilmente realizzate quando il castello apparteneva ai Mastelloni.

salottino
salottino
volta del salottino
particolare della volta
Attraverso un arco in pietra si può accedere ad una piccola saletta un tempo chiamata "dell'alcova"(chiamata oggi sala di lettura,) anch'essa con volta affrescata.

sala di lettura
volta della saletta
particolare della volta
In questa saletta è anche particolare l'arco ribassato con cornice dorata.

arco ribassato con cornice dorata
 Gli altri ambienti di questo piano (che in origine comprendevano anche una cucina e uno studiolo affrescato con grottesche) sono occupati dalle suite dell'Hotel.

La suites di questo piano hanno i nomi delle donne importanti che hanno vissuto al castello: Margherita de Tucziaco, Virginia Gambacorta, Anna Gambacorta, Aurelia d'Este e Caterina della Ratta.

Noi eravamo alloggiati nella Suite Royal Aurelia d'Este.


Aurelia d'Este, figlia del marchese Sigismondo IV d'Este e di Maria Teresa Grimaldi di Monaco, nacque nel 1683 e sposò nel 1705 Francesco Gambacorta, quarto e ultimo duca di Limatola.
Fu ammessa all'Accademia dell'Arcadia e tra gli Innominati di Bra.
Scrisse dei sonetti filosofici filo-cartesiani e saggi sulla poesia latina.
Morì a 36 anni senza lasciare figli.
Fu amica di Metastasio e di Paolo Mattia Doria, venne ricordata da Silvio Pellico e da Giosuè Carducci.
Suite Royal Aurelia d'Este
E' stata ricavata questa suite in un grande ambiente con volte a crociera e con camino del piano nobile, sopra uno degli ambienti con volte gotiche..
Lungo le pareti sono stati realizzati una decorazione a finto marmo e una fregio floreale.

angolo salotto della Suite Royal Aurelia d'Este
letto a baldacchino
particolare degli arredi della suite
camino della suite
sovrapporta della suite
volte a crociera della suite
Il letto a baldacchino e gli arredi sono stati realizzati con tessuti di color giallo oro prodotti nel Setificio di S.Leucio.

Dalla finestra della suite si può vedere il panorama sulla vallata.

Il bagno della suite è spazioso e contiene sia una doccia che una grande vasca da bagno in rame posta in una nicchia affrescata.

bagno della suite
particolare del bagno
particolare del bagno


vasca da bagno in rame
L'unica pecca di questo ambiente spazioso è la poca luminosità sia naturale (è presente un'unica finestrella dove si trova la vasca da bagno), sia artificiale (dovrebbero aggiungere lampadine più potenti).

Ma continuiamo la visita del castello...
Un'antica scaletta a chiocciola, oggi non più usata e protetta da vetro, permetteva l'ascesa dal piano nobile al piano ammezzato della torre.

scala a chiocciola
scala a chiocciola
Tramite scalette in pietra (o più comodamente con l'ascensore), si può salire alla terrazza della Torre Alta, chiamata anche Torre del Tolentino (per un affresco realizzato da Francesco da Tolentino, che però ci è sfuggito!).

decorazione della tromba dell'ascensore
scala d'accesso alla terrazza
scala d'accesso alla terrazza


Alla sommità del castello si trova una grande terrazza, contornata dalle merlature del castello, dalla quale ammirare il panorama circostante.

terrazza del castello
terrazza del castello
terrazza del castello
terrazza del castello
terrazza del castello
panorama dalla terrazza del castello

Si può anche qui notare una torretta, il piccolo campanile a vela della chiesa palatina con campana decorata, e la copertura moderna della sottostante corte alta.

torretta
torretta
campanile a vela della chiesa palatina
decorazione della campana
decorazione della campana
copertura della corte alta

Abbiamo avuto l'opportunità di cenare al castello nel Ristorante Le Scuderie posto nel fienile e nelle scuderie del castello al piano terra dell'edificio della foresteria.

ingresso al Ristorante Le Scuderie nella corte bassa
Il ristorante si compone di due sale: la Sala De Tucziaco, con camino e soffitto in legno a cassettoni decorati, e la Sala Mangiatoie, così chiamate per la presenza delle mangiatoie delle antiche scuderie.

Sala De Tucziaco
Sala Mangiatoie
Sala Mangiatoie
Sala Mangiatoie con vista sulla cucina
A queste due sale si aggiunge una piccola saletta dove la mattina viene allestito il buffet della colazione (abbastanza varia).

saletta della colazione
Il menù è composto da pochi ma buoni piatti che esaltano i prodotti della regione in maniera creativa.
Accurata la presentazione e buono il servizio.

mise en bouche
antipasto: calamaro ripieno
antipasto: polpo
primo piatto
primo piatto
dessert
dessert: tris di dolci
vino bianco della regione

www.castellodilimatola.it
Via Castello 1
0823 484143
82030 Limatola (Benevento)


CONCLUSIONI
Visitare e soggiornare al Castello di Limatola è una di quelle esperienze che fanno ritornare bambine, quando in un'atmosfera fiabesca s'immagina di vestire i panni di una principessa.
Ma a parte questi rimandi fanciulleschi, l'attento restauro di questo castello ha portato a nuova vita un monumento che versava in stato d'abbandono, e anche se oggi è diventata una struttura turistica e ricettiva, ha riqualificato e offerto l'occasione di conoscere quest'area campana.
Inoltre dona la possibilità, per la sua vicinanza, di visitare alcuni siti Patrimonio dell'Unesco, ed altri di grande importanza storica.
Durante il periodo prenatalizio è poi famoso il mercatino di Natale "Cadeaux al castello" che si tiene lungo le vie d'accesso e nelle corti del castello, con grande affluenza di pubblico.
Un'ottima occasione per passare una notte romantica in un ottimo Hotel e Ristorante !

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