sabato 7 marzo 2020

Padova: la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo agli Eremitani


Nell'area Nord-Est di Padova, accanto alla Cappella degli Scrovegni, uno dei siti artistici più importanti della città, si trova un'antica chiesa, già esistente come cappella nel 1264 presso l'Arena romana: è la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo agli Eremitani.

Prende il nome dai due Santi Filippo Apostolo e Giacomo Minore alla quale è dedicata, e dagli Eremitani agostiniani (ordine fondato nel 1256), che qui stabilirono la loro sede.
Alcuni Eremitani (oggi chiamati semplicemente agostiniani), furono illustri insegnati dell'Università.

La costruzione della chiesa fu iniziata nel 1276 e venne terminata nel 1309.
L'impianto architettonico di questa chiesa è francescano ma con elementi gotici: venne costruita quasi interamente in mattoni e presenta decorazioni in pietra.
Si tratta di un edificio conventuale ad aula unica (detta anche" a granaio"), che venne modificato in parte nel XIV e nel XVII secolo.

La chiesa ha una facciata a capanna divisa orizzontalmente in due parti (al momento della nostra visita era coperta da ponteggi per un restauro).

La parte inferiore della facciata realizzata in pietra presenta un portale in posizione centrale, strombato con capitelli gotici a crochet su pilastrini e lunetta liscia, affiancato da due profondi archi ciechi per parte, all'interno dei quali trovano spazio una monofora e un sarcofago.
La parte superiore in cotto è tardo-romanica, con lesene e archi, e con un rosone nella parte centrale.
Il fastigio è ornato da archetti pensili a tutto sesto.

Nel 1306/1309 vennero realizzate la facciata (e con l'occasione la chiesa fu allungata di 14m) e la copertura della navata con capriate lignee a carena di nave rovesciata (prima il tetto era fatto di paglia), da frate Giovanni degli Eremitani, noto per aver realizzato anche la copertura del Palazzo della Ragione patavino.
Fu infatti richiesto dal frate di essere ricompensato, per il lavoro che lo vide impegnato in questo edificio pubblico, con il materiale occorrente per terminare la chiesa.
copertura lignea a carena di nave rovesciata
La struttura di questa particolare copertura consta di tre lobi centrali che si innestano su voltine a botte con asse trasversale alla navata.
La copertura venne rifatta dopo la seconda guerra mondiale: il bombardamento aereo dell'11 marzo 1944 l'aveva distrutta pesantemente insieme all'area absidale e alla Cappella Ovetari.

Sul fianco meridionale della chiesa, dal quale sporgono le absidi delle cappelle laterali, si trova un portale laterale di epoca rinascimentale con protiro pensile, realizzato da Niccolò Baroncelli (1422).

fianco meridionale della Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo agli Eremitani
protiro pensile del portale laterale della chiesa
portale laterale della chiesa

particolare della decorazione del portale
particolare della decorazione del portale
absidi delle cappelle laterali del fianco meridionale della chiesa
La torre campanaria, a base quadrata con pareti scompartite da lesene e archetti, e con una bifora per ogni lato della cella campanaria, si erge sulla cappella laterale Nord (Cappella Sanguinacci). 

absidi delle cappelle del lato Est della chiesa e torre campanaria
La chiesa venne consacrata il 12 giugno 1435.
L'interno della chiesa si presenta a navata unica (80 X 17,50m), terminante con tre absidi: quella centrale più grande e poligonale, le due laterali rettilinee.

navata della Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo agli Eremitani
navata verso la controfacciata
Originariamente la navata era divisa da un tramezzo che divideva la zona riservata ai religiosi da quella riservata ai laici.
Questo tramezzo fu abbattuto nel 1527.

Le pareti mostrano una decorazione di fasce dipinte a finti mattoni rossi, bianchi e ocra, con una cornice floreale cinquecentesca.

decorazione delle pareti a finti mattoni e cornice floreale

Iniziando la visita dalla parete meridionale (parete destra) della navata, si incontra subito il Monumento funebre di Ubertino da Carrara, una delle due urne dei due cugini Carraresi (l'altra si trova sulla parete opposta), portate in questa chiesa dopo la distruzione della Chiesa di Sant'Agostino su un'ordinanza austriaca per costruire un ospedale militare nel 1819.

Monumento di Ubertino da Carrara (Andriolo de Santi - 1345)
Ubertino da Carrara fu signore di Padova dal 1338 al 1345.

Il monumento, realizzato da Andriolo de Santi nel 1345, insieme ad Alberto di Ziliberto e a Francesco di Bonaventura, si compone di un arcosolio archiacuto con sculture di Santi e clipei con due Angeli oranti, e da un sarcofago pensile scolpito.
Il giacente posto sul sarcofago è raffigurato on un epitogio, una sopravveste che si indossava sopra una tunica.
La Madonna col Bambino nella nicchia centrale del sarcofago è un'opera scultorea attribuita a Bonino da Campione.

arcosolio del Monumento di Ubertino da Carrara (Andriolo de Santi - 1345) con Angeli oranti
sarcofago del Monumento di Ubertino da Carrara (Andriolo de Santi - 1345) con Madonna col Bambino (attr.Bonino da Campione)
Il monumento era impreziosito da marmi e alabastri.
L'intera superficie del monumento era, come le statue, anticamente dorata e policroma.
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Posto accanto al monumento funebre si trova l'altare barocco dedicato ai Santi Gioacchino e Anna, l'unico rimasto degli otto che vennero costruiti nel Seicento, e distrutti nel bombardamento aereo del 1944.

Altare barocco (XVII sec.)
La parte architettonica dell'altare è costituita da marmi diversi.
La pala d'altare che raffigura San Gioacchino e Sant'Anna, realizzata per uno degli altri altari, è opera di Francesco Zanella.

San Gioacchino e Sant'Anna (Francesco Zanella)
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Segue la Cappella Cortellieri, la prima cappella delle quattro (in origine sette) che furono aggiunte in un secondo tempo lungo la parete meridionale.

Cappella Cortellieri
La cappella venne inizialmente dedicata a Sant'Agostino.
Il ciclo pittorico (oggi molto frammentato) fu commissionato a Giusto de' Menabuoi da Teresina Cortellieri per onorare il figlio Tebaldo, giurista e intellettuale al servizio di Francesco il Vecchio da Carrara.

Gli affreschi s'incentravano sul tema della Gloria di Sant'Agostino.
Erano raffigurate anche le Virtù e le Arti liberali.

parete Est della cappella: Virtù (Giusto de' Menabuoi - XIV sec.)
parete Ovest della cappella: Arti liberali (Giusto de' Menabuoi - XIV sec.)
sottarco d'ingresso della cappella: S.Massimo o S.Fidenzio e S.Daniele (Giusto de' Menabuoi - XIV sec.)
sottarco d'ingresso della cappella: S.Giovanni Battista, S.Prosdocimo e Santa Giustina (Giusto de' Menabuoi - XIV sec.)
Le due statue in marmo poste sull'altare raffigurano Sant'Agostino e la madre S.Monica.
Sull'altare si trova un gruppo scultoreo in terracotta policroma del XVI secolo raffigurante la Madonna col Bambino e S.Giovannino.

altare della Cappella Cortellieri con la copia della Madonna del Buon Consiglio e con le statue di Sant'Agostino, S.Monica e della Madonna col Bambino e San Giovannino
Sull'altare si trova anche l'ovale con la riproduzione della Madonna del Buon Consiglio, il cui originale è conservato nel Santuario degli Agostiniani di Genazzano (Roma).
Quest'immagine sacra venerata dal 1467 (che secondo la leggenda giunse in volo dall'Albania per sfuggire all'invasione dei Turchi), apparteneva ad un altro altare della chiesa distrutto nel raid aereo del 1944. 

La cappella subì notevoli modifiche e venne chiamata Cappella della Cintura quando passò alla frangia dei centuriati (1610), quarto grado dell'ordine degli Eremitani.
Quando la chiesa diventò parrocchia, dopo la soppressione napoleonica, venne intitolata al Sacro Cuore di Gesù.
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La seconda cappella è la Cappella di Sant'Antonio da Padova, dedicata inizialmente a Sant'Antonio abate.

Cappella di Sant'Antonio da Padova
I frammenti degli affreschi trecenteschi di Guariento di Arpo infatti illustrano Storie di Sant'Antonio abate.
Nella controfacciata furono affrescate scene della Storia dell'infanzia di Cristo e e sulla parete di fondo un'Annunciazione.

parete Ovest della cappella, dall'alto da sinistra: Tentazioni di Sant'Antonio abate,  Assalto dei demoni, L'apparizione di Dio mette in fuga i demoni, Sant'Antonio abate vede le anime salire in cielo, Incontro con Paolo eremita, Morte di Sant'Antonio abate (Guariento di Arpo - XIV sec.)
parete di fondo della cappella: Annunciazione (Guariento di Arpo - XIV sec.)
controfacciata della cappella: Adorazione dei Magi (a destra)
 Figure di Sante a mezzo busto decorano il sottarco d'ingresso alla cappella.

sottarco d'ingresso della cappella: figure di Sante (Guariento di Arpo - XIV sec.)
particolare del sottarco: Sant'Elena (a sinistra) e Santa Maria Maddalena (a destra)
particolare del sottarco: Sant'Orsola (in alto) e Santa Caterina o S.Giustina (in basso)
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La terza cappella è la Cappella del Crocifisso.

Cappella del Crocifisso
Il Crocifisso ligneo policromo posto sull'altare risale al XV secolo.
A destra dell'altare si trova un armarium a sesto acuto diviso in due scomparti da un ripiano.
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La quarta cappella è la Cappella di S.Giuseppe, forse la prima ad essere stata costruita su questo fianco della navata (1320).

Cappella di S.Giuseppe
La Madonna col Bambino e committente, opera del Maestro del coro degli Scrovegni, affrescata sopra l'altare, fu forse commissionata da Balzanella de Pusi che fece erigere la cappella.

Madonna col Bambino e committente (Maestro del coro degli Scrovegni - XIV sec.)
La parete orientale accoglie l'Arca Badoer da Peraga, dal nome della famiglia a cui passò il patronato.

Arca Bodoer di Peraga (Anonimo veneziano)
Sull'arco d'accesso alla cappella un pittore anonimo ha dipinto una Flagellazione.

Flagellazione (Anonimo)
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Poi, un arco ogivale murato permetteva di accedere ad una cappella non più esistente.

Alla fine della navata della chiesa, a fungere quasi da transetto, si apre a destra l'Anticappella della Cappella Ovetari.
Non rimane nulla della decorazione di questo ambiente con volta a crociera.

Sulla sua parete sinistra si apre la Cappella Ovetari eretta dal notaio Antonio Ovetari e dedicata ai Santi Giacomo e Cristoforo.

Cappella Ovetari
La cappella presenta una volta a crociera e un'abside pentagonale introdotta da un arco e coperta da una volta ad ombrello.
E' illuminata da quattro alte finestre e da un oculo circolare.

La cappella fu fatta affrescare da Imperatrice Ovetari, moglie di Antonio, dopo la morte del marito (1371/1372).
Gli artisti che lavorarono alla decorazione pittorica furono Giovanni d'Alemagna e Antonio Vivarini, sostituiti poi da Ansuino da Forlì e Bono da Ferrara, Niccolò Pizzolo e il diciassettenne Andrea Mantegna.

Purtroppo il bombardamento aereo che colpì la chiesa l'11 marzo 1944 ha polverizzato quasi totalmente la decorazione pittorica.
Nella volta erano stati dipinti i Quattro Evangelisti da Antonio Vivarini, tra festoni dipinti da Giovanni d'Alemagna.
Nel catino absidale erano raffigurati tra festoni di frutta S.Pietro, S.Paolo, S.Cristoforo, opera di Andrea Mantegna, mentre Niccolò Pizzolo aveva realizzato il Padre Eterno benedicente e in medaglioni i Dottori della Chiesa S.Girolamo, S.Gregorio, Sant'Agostino e Sant'Ambrogio.
Le due teste gigantesche che decoravano l'arco d'accesso all'abside erano identificate come Autoritratti di Mantegna e di Pizzolo.
Si salvarono solo l'Assunta (raffigurata nell'abside) e il Martirio di S.Cristoforo, perché alla fine dell'Ottocento li avevano staccati, e durante il secondo conflitto mondiale protetti.

Assunta (Andrea Mantegna)
Martirio di S.Cristoforo (Andrea Mantegna)
Un attento restauro ha cercato di ricomporre i circa 80 mila frammenti con i più innovativi contributi tecnici.
Sulle pareti laterali della cappella, sopra uno zoccolo decorato con specchiature, erano stati raffigurati in cornici architettoniche su tre registri sovrapposti episodi delle Vita di S.Cristoforo e la Vita di  S.Giacomo Maggiore, tratti dalla "Leggenda Aurea".
Sulla parete meridionale (parete destra), partendo dall'alto in basso, da sinistra a destra, sono stati ricomposti i sei riquadri che illustrano la Storia di S.Cristoforo: Congedo di S.Cristoforo dal re (attribuito ad Ansuino da Forlì), S.Cristoforo e il re dei demoni (attribuito ad Ansuino da Forlì), S.Cristoforo traghetta Gesù Bambino (attribuito a Bono da Ferrara), Predica di S.Cristoforo (attribuito ad Ansuino da Forlì), Martirio di S.Cristoforo (Andrea Mantegna), Trasporto del corpo decapitato di S.Cristoforo (Andrea Mantegna).

affreschi della parete meridionale della Cappella Ovetari
nella lunetta della parete meridionale: Congedo di S.Cristoforo dal re (a sinistra, attribuito ad Ansuino da Forlì) / S.Cristoforo e il re dei demoni (a destra, attribuito ad Ansuino da Forlì)
registro centrale degli affreschi della parete meridionale della cappella
registro centrale degli affreschi della parete meridionale: S.Cristoforo traghetta Gesù Bambino (attribuito a Bono da Ferrara)
registro centrale degli affreschi della parete meridionale: Predica di S.Cristoforo (attribuito ad Ansuino da Forlì)
registro inferiore degli affreschi della parete meridionale della cappella
registro inferiore degli affreschi della parete meridionale: Martirio di S.Cristoforo (Andrea Mantegna)
registro inferiore degli affreschi della parete meridionale: Trasporto del corpo decapitato di S.Cristoforo (Andrea Mantegna)
Sulla parete settentrionale della cappella (parete sinistra), con la stessa partizione, troviamo la ricomposizione dei sei riquadri che illustrano la Storia di S.Giacomo Maggiore di Andrea Mantegna: Vocazione dei Santi Giacomo e Giovanni, Predica di S.Giacomo, S.Giacomo battezza Ermogene, Giudizio di S.Giacomo, Miracolo di S.Giacomo, Martirio di S.Giacomo.

affreschi della parete settentrionale della Cappella Ovetari
affreschi della lunetta della parete settentrionale: Vocazione dei Santi Giacomo e Giovanni / Predica di S.Giacomo (Andrea Mantegna)
affresco della lunetta della parete settentrionale:Vocazione dei Santi Giacomo e Giovanni (Andrea Mantegna)
affresco della lunetta della parete settentrionale: Predica di S.Giacomo (Andrea Mantegna)
registro centrale degli affreschi della parete settentrionale
registro centrale degli affreschi della parete settentrionale: S.Giacomo battezza Ermogene (Andrea Mantegna)
registro centrale degli affreschi della parete settentrionale: Giudizio di S.Giacomo (Andrea Mantegna)
registro inferiore degli affreschi della parete settentrionale
registro inferiore degli affreschi della parete settentrionale: Miracolo di S.Giacomo (Andrea Mantegna)
registro inferiore degli affreschi della parete settentrionale: Martirio di S.Giacomo (Andrea Mantegna)
Niccolò Pizzolo ha realizzato la pala d'altare in terracotta rivestita in bronzo con bassorilievo raffigurante una Sacra Conversazione.

pala d'altare (Niccolò Pizzolo)
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Sulla parete orientale della chiesa si trovano tre cappelle absidate: la Cappella Dotto, la Cappella Maggiore (con presbiterio) e la Cappella Sanguinacci.

La cappella posta tra la Cappella Ovetari e la Cappella Maggiore è la Cappella Dotto o Cappella Angelorum.

Cappella Dotto
E' detto Maestro della cappella Dotto l'anonimo pittore che l'affrescò nel XIV secolo con le Nove Gerarchie Angeliche e con il Giudizio Universale.
Questi affreschi sono andati perduti, insieme a due sepolcri della famiglia Dotto, a causa del bombardamento alleato del 1944.

Agli affreschi vennero sovrapposti due sepolcri della famiglia Dotto.
Sulla parete destra rimane il Sepolcro di Diamante, moglie di Paolo Dotto, che era stato dipinto da Altichiero da Zevio con un'Incoronazione della Vergine, un'Annunciazione, gli Evangelisti e i Dottori della Chiesa.

Sepolcro di Diamante Dotto (1372)
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La Cappella Maggiore presenta un presbiterio quadrato coperto con volta a crociera costolonata e un'abside poligonale con copertura ad ombrello costolonata.

Cappella Maggiore
La cappella fu affrescata tra il il 1362 e il 1365 da Guariento di Arpo, che ha rappresentato Storie di S.Filippo e S.Giacomo e Storie di Sant'Agostino.

A causa del bombardamento del 1944 si sono conservati solo gli affreschi della parete settentrionale, dell'abside e di porzioni a Nord del sottarco della cappella.

affreschi della parete settentrionale della Cappella Maggiore
a sinistra: S.Filippo condotto a sacrificare a Marte / in centro: Matteo e Giovanni / a destra: S.Filippo sostituisce la statua di Marte con la Croce (Guariento di Arpo)
a sinistra: S.Filippo convoca i vescovi / a destra: Crocifissione di S.Filippo (Guariento di Arpo)
a sinistra: Conversione di Sant'Agostino / a destra: Battesimo di Sant'Agostino (Guariento di Arpo)
Il Giudizio Universale del catino absidale si è conservato solo in parte.
Nell'abside e nelle strombature delle finestre sono rappresentate Storie dell'Antico Testamento.
I sottarchi dell'arco d'accesso alla cappella e dell'arco traverso sono decorati con figure di Santi e Profeti.

sottarco dell'arco d'accesso alla cappella: Profeti (Guariento di Arpo)
sottarco dell'arco d'accesso alla cappella: Profeti (Guariento di Arpo)
sottarco dell'arco d'accesso alla cappella: Profeta (in alto) / in basso: S.Giustina (Guariento di Arpo)
parete in basso (a sinistra): S.Paolo / nell'abside a sinistra della finestra (dall'alto in basso): Caino uccide Abele, Dio maledice Caino, Lamech uccide Caino, Davide uccide Golia (Guariento di Arpo)
nell'abside tra le finestre: Eletti (Guariento di Arpo)
Sullo zoccolo dipinto a monocromo delle pareti laterali sono raffigurate le Allegorie dei Pianeti con le età dell'uomo, mentre nello zoccolo del catino dell'abside vi erano dipinti episodi della Passione di Cristo.

a sinistra: Luna / a destra. Mercurio (Guariento di Arpo)
a sinistra: Venere / a destra: Sole (Guariento di Arpo)
Sono andate distrutte anche le raffigurazioni dei Dottori della Chiesa (dipinti nelle vele della volta) e degli Evangelisti (che occupavano l'apice delle pareti laterali).

Sulla parete destra vi un dipinto staccato preveniente dall'arco di trionfo della Chiesa di Sant'Agostino (distrutta nel 1819) e raffigura Cristo incorona la Vergine, opera di Guariento.

Cristo incorona la Vergine (Guariento - dalla Chiesa di Sant'Agostino)
Sempre sulla parete meridionale, proveniente sempre dall'arco di trionfo della Chiesa di Sant'Agostino, vi sono i dipinti staccati con le raffigurazioni di Giacomo II da Carrara e di Ubertino da Carrara (opere di Guariento di Arpo), appartenuti ai sepolcri dei due Carraresi posti oggi all'ingresso di questa chiesa.

Giacomo II da Carrara (Guariento - dalla Chiesa di Sant'Agostino)
Ubertino da Carrara (Guariento - dalla Chiesa di Sant'Agostino)
Il Crocifisso a tempera su tavola del 1367 è stato attribuito a Niccolò Semitecoli.
Oltre al Cristo crocifisso sono anche raffigurati Dio Padre, S.Filippo, S.Giacomo minore e Sant'Agostino.
Questo Crocifisso era stato inizialmente posto sul tramezzo e poi in controfacciata.

Crocifisso (Niccolò Semitecoli - 1370)
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La cappella posta alla sinistra della Cappella Maggiore è la Cappella Sanguinacci detta anche "del campanile", dedicata ai Santi Cosma e Damiano.

Cappella Sanguinacci
Questa cappella si può considerare un palinsesto di più pitture.
Nella parete di fondo sono stati raffigurati tra le finestre forse S.Caterina e Sant'Agostino (Anonimo).

Nel registro superiore della parete sinistra sono raffigurati da sinistra: Sant'Antonio abate (Anonimo), S.Paolo eremita (Anonimo), S.Maria Maddalena (Anonimo), Cuspide (Jacopo da Verona), Madonna col Bambino (Anonimo), S.Cosma o S.Damiano (Anonimo), S.Giovanni Battista (Anonimo), S.Pietro (Anonimo) e S.Paolo (Anonimo).
 Nel registro centrale, nascosto parzialmente dal sepolcro pensile, da sinistra sono affrescati: un drago, una Madonna col Bambino, Santi e donatore, Cimieri, una Vergine Annunciata (Jacopo da Verona).
Nel registro inferiore una decorazione a riquadri funge da zoccolo: Jacopo da Verona vi ha anche dipinto un destriero e uno stalliere.

affreschi parete sinistra (attr. Jacopo da Verona e ad Anonimo)
Sulla stessa parete si trova il Sepolcro di Ilario Sanguinacci, Podestà di Bologna e Firenze, morto nel 1381.

parete sinistra: Sepolcro di Ilario Sanguinacci (attr. Paolo Jacobello - 1381) 
Sulla parte alta della parete destra si trova affrescata una Madonna col Bambino e Santi attribuita al Maestro del coro degli Scrovegni.
I Santi sono da destra: Sant'Agostino, S.Giovanni Battista e S.Cristoforo,.
I Santi Cosma e Damiano a sinistra della Madonna sono invece di un anonimo del Trecento.

parete destra in alto: Madonna col Bambino e Santi a sinistra (attr.Maestro del coro degli Scrovegni) - Santi Cosma e Damiano a destra (anonimo del Trecento) / in basso: Madonna in trono col Bambino, tre Santi e donatore inginocchiato (Giusto de' Menabuoi - 1373)
Sulla parete destra in basso si trova un affresco che raffigura la Madonna in trono col Bambino con tre Santi e un donatore inginocchiato.
I Santi sono da sinistra: S.Caterina, Sant'Agata e S.Giorgio.
E' questa un'opera di Giusto de' Menabuoi realizzata nel 1373 e l'offerente è forse il nobile tedesco Enrico Spisser, uomo al servizio dei Carraresi.
 I Cimieri sopra la porta sono attribuiti a Jacopo da Verona.

La statua della Madonna col Bambino è opera di Andriolo De Santi.
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Proseguendo la visita lungo la parete settentrionale della navata, si incontra il portale del XVII in pietra tenera, che conduce alla Sacrestia e alla Cappella feriale.
Il timpano circolare è interrotto dalla figura di un Santo vescovo, mentre ai lati si trovano due putti.
Sotto la figura del vescovo si legge il nome del donatore: Giovanni Moro.

porta per la Sacrestia e la Cappella feriale
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Accanto al portale si trova il Cenotafio di Antonio Gambara, medico vissuto nel XVII secolo.
In un ovale è dipinta l'effige del defunto.

Cenotafio di Antonio Gambara (XVII sec.)
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In alto sul muro si trova poi un antico orologio.

antico orologio
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Continuando, addossato alla parete si trova il Monumento funebre di Marco Mantua Bonavides.

Monumento funebre di Marco Mantua Bonavides (Bartolomeo Ammannati - 1544/1546)
Marco Mantua Bonavides, vissuto nel Cinquecento, fu un illustre personaggio di una famiglia spagnola che si trasferì prima a Mantova, dalla cui prese il nome "Mantua", e poi a Padova dove divenne una tra le più nobili e ricche famiglie della marcatura della lana.
Marco Bonavides fu giureconsulto, professore all'Università di Padova, letterato ed umanista.
Il monumento in stile manieristico fu realizzato in pietra di Nanto tra il 1544 e il 1546 da Bartolomeo Ammannati.

Il monumento è tripartito verticalmente da quattro colonne di ordine corinzio.
Le  statue che lo decorano sono in marmo e rappresentano il Lavoro e la Sapienza (ai lati del sarcofago), l'Onore, la Fama e il Ritratto centrale (in gesso al posto dell'originale in bronzo), l'Immortalità e due Efebi (come coronamento).
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Accanto a questo monumento si trovano alcune tracce della decorazione pittorica che si trovava lungo la parete: una Crocifissione e due Santi (attribuiti ad anonimo giottesco).

Due Santi / Crocifissione (anonimo giottesco)
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Accanto all'affresco si trova il Dossale di S.Nicola da Tolentino, un altare policromo in pietra, terracotta e affresco.
Questo dossale, come quello della Vergine che segue, era posto prima sulla parete della controfacciata ed è stato qui posizionato dopo il bombardamento subito nel 1944.

Dossale di S.Nicola da Tolentino (Giuliano d'Ognibene e Luca di Gregorio / Domenico Boccalaro - 1495)
Nel 1804 la statua di S.Nicola, ritenuta miracolosa ma in pessime condizioni, fu sostituita da quella di Bernardino da Siena.
Sotto la statua sono raffigurate a bassorilievo tre Episodi della vita di S.Nicola.
Le statue laterali raffigurano S.Filippo e S.Giacomo.
Il timpano circolare ospita una Pietà.

L'opera del 1495 è stata eseguita da Giuliano d'Ognibene e Luca di Gregorio, mentre per la statuaria è intervenuto Domenico Boccalaro.

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A sinistra del dossale si trova, in una nicchia affiancata da due colonne monolitiche corinzie, il fonte battesimale, costituito da un bacile a forma di conchiglia, posto su una colonna e chiuso da un coperchio in rame.
La nicchia  è chiusa da una balaustra con intarsi policromi.

fonte battesimale
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Segue il Dossale della Vergine, simile al Dossale di S.Nicola, realizzato nel 1511.

Dossale della Vergine (1511)
La parte architettonica è in pietra berettina, le statue sono in terracotta, molte decorazioni a bassorilievo a foglia d'oro su fondo blu, alcune parti sono decorate ad affresco.

La parte centrale è occupata dall'affresco della Vergine col Bambino, nel quale sono rappresentate anche S.Caterina e S.Giustina tra angeli musicanti.
L'opera pittorica è stata attribuita a Marcello Fogolino.
Le due statue ai lati dell'affresco sono le raffigurazioni di S.Pietro e di S.Giovanni Evangelista.

Vergine col Bambino (attr.Marcello Fogolino e Stefano da Ferrara)
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Infine vicino all'ingresso della chiesa si trova il Monumento funebre di Jacopo II da Carrara, quinto signore di Padova, morto nel 1350 vittima di una congiura operata da un altro membro della famiglia dei Carraresi, Guglielmo da Carrara, figlio illegittimo di Giacomo I.

Monumento di Jacopo II da Carrara
Il monumento è opera di Andriolo De Santi, e si trovava su una parete decorata da un affresco attribuito a Guariento, nella zona absidale della distrutta Chiesa di Sant'Agostino.

Al di sotto di un arco aggettante ogivale si trova, tra quattro colonnine tortili in alabastro, l'urna decorata con lastre marmoree in verde antico.
Sul fronte dell'urna è scolpita la Vergine col bambino, affiancata agli angoli da Angeli cerofori.
Il coperchio dell'urna è ornato dal Giacente di Jacopo da Carrara in abito talare.
Quattro busti di Angeli oranti si trovano a decorare la parte tra il giacente e il fronte dell'urna.

sarcofago del Monumento di Jacopo II da Carrara
La parte in pietra del monumento era dorata e dipinta.
L'arcosolio è decorato da statue in calcare.
Francesco Petrarca, che era stato chiamato a Padova da Jacopo da Carrara ed era stato da lui nominato canonico del Duomo, scrisse in onore del defunto i sedici versi elegiaci in latino della targa posta sotto l'urna.


CURIOSITÀ: Nella chiesa vennero sepolti alcuni personaggi che nacquero o vissero e morirono a Padova: l'eremitano filosofo, teologo e umanista Paolo Nicoletti (detto Paolo Veneto) morto nel 1428, la cantante Barbara Strozzi morta 1677, il medico Antonio Villisneri morto nel 1730.
Ma il personaggio che più attira la curiosità per le vicende che lo portarono alla morte è certamente Vittoria Accoramboni, una nobildonna che aveva in prime nozze sposato il nipote di papa Sisto V e che poi divenne la duchessa di Bracciano dopo aver sposato in seconde nozze il suo amante Paolo Giordano I Orsini.
Venne uccisa insieme al fratello Flaminio in Palazzo Cavalli nella notte tra il 22 e il 23 dicembre 1585, quando aveva solo 28 anni, da alcuni sicari mandati da Ludovico Orsini per questioni di eredità.
La sua fine tragica fu d'ispirazione ad alcune opere letterarie, tra le quali una novella delle "Cronache Italiane" di Stendhal.

Annesso alla chiesa era il Convento degli Eremitani (posto oltre il lato settentrionale della chiesa) e la Foresteria per i pellegrini.

Facevano parte del convento due chiostri e alcuni orti citi da mura.

uno dei due chiostri addossato alla parete settentrionale della chiesa e campanile
uno dei due chiostri e campanile
Nella chiesa veniva a pregare S.Francesco di Sales quando era studente all'Università di Padova.
Nel convento soggiornò Martin Lutero di passaggio a Padova nel suo viaggio verso Roma.
Qui venne accolto nel 1574 Enrico III di Valois in viaggio verso la Francia dove venne incoronato re.
I frati Eremitani vennero allontanati da questa loro sede nel 1806 con la soppressione napoleonica e il convento fu trasformato in caserma militare.
Questi ambienti conventuali sono stati oggi trasformati nei Musei Civici agli Eremitani (sede del Museo Archeologico e del Museo d'Arte Medievale e Moderna).
Nei Musei Civici degli Eremitani sono conservati alcuni frammenti di affresco della decozione di una parete di una delle cappelle del pian terreno dei chiostri realizzati dagli allievi di Giotto Pietro e Giuliano.

affresco da un chiostro del convento (Giuliano e Pietro allievi di Giotto)
frammenti di affresco da un chiostro del convento (Giuliano e Pietro allievi di Giotto)
frammenti d'affresco da un chiostro del convento (Giuliano e Pietro allievi di Giotto)
frammenti d'affresco da un chiostro del convento (Giuliano e Pietro allievi di Giotto)

Orario: invernale       feriale                                      7.30/12.30   15.30/19.00
                                  sabato, domenica e festivi        9.30/12.30   16.00/19.00
             estiva            feriale                                       7.30/12.30   15.30/19.00
                                  sabato, domenica e festivi      10.00/13.00   16.30/20.00


CONCLUSIONI
C'è più di un motivo per visitare la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo agli Eremitani.
Sicuramente il primo e più importante è per visitare la Cappella Ovetari, primo esempio di arte rinascimentale del Nord d'Italia, anche se rappresenta la più grande perdita in campo artistico avvenuta durante la seconda guerra mondiale.
Ma non bisogna trascurare il contributo che hanno dato in questa chiesa Giusto de' Menabuoi e Guariento di Arpo nell'elaborazione dell'arte di Giotto.
Nel Trecento la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo agli Eremitani era la chiesa più ornata di affreschi di tutta Padova.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie!

Raffaella ha detto...

Grazie a te per aver letto il mio post!

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