martedì 1 dicembre 2020

Firenze: la Cappella dei Magi a Palazzo Medici Riccardi


Al piano nobile di Palazzo Medici Riccardi a Firenze si trova un gioiello dell'arte quattrocentesca: la Cappella dei Magi.

Palazzo Medici Riccardi, pregevole esempio di palazzo rinascimentale fiorentino, fu il primo palazzo in cui visse la famiglia de' Medici, la famiglia che, discesa dal Mugello nel XIII secolo, governò Firenze dal XV secolo al 1737.   

Palazzo Medici Riccardi
Il palazzo fu commissionato da Cosimo il Vecchio al Brunelleschi, che realizzò un progetto troppo sfarzoso, e poi allo scultore e architetto Michelozzo di Bartolomeo Michelozzi detto Michelozzo.

Il palazzo rimase la residenza dei Medici fino al 1537 con Cosimo I, poi la famiglia si spostò per ragioni di sicurezza a Palazzo Vecchio.

Qui abitarono Cosimo il Vecchio con la moglie Contessina de' Bardi, il figlio Piero detto il Gottoso con la moglie Lucrezia Tornabuoni e i cinque figli, Lorenzo detto il Magnifico, Giuliano, Bianca, Maria e Lucrezia detta Nannina.
Il palazzo, oggi sede della Prefettura e della Provincia di Firenze, venne realizzato tra il 1444 e il 1464 all'angolo tra Via de' Gori e Via Larga, l'attuale Via Cavour.

facciata di Palazzo Medici Riccardi su Via Cavour
Nel 1459 venne realizzata all'interno del palazzo la cappella privata della famiglia de' Medici, la testimonianza dell'aspetto originario degli ambienti privati del palazzo.

La cappella, incastonata nelle strutture poderose del palazzo come una camera del tesoro, ha una struttura architettonica essenziale con elementi classicheggianti, e richiama la Sagrestia Vecchia realizzata dal Brunelleschi per volere di Giovanni di Bicci (padre di Cosimo il Vecchio) nella Basilica di S.Lorenzo.

La cappella (40mq) è composta da due parti a pianta quadrata: un'aula e una scarsella sopraelevata,  affiancata da due Sacrestie (di cui solo una ancora aperta).

la Sacrestia oggi chiusa

Sacrestia ancora in uso con porta in legno intarsiata
Originariamente la cappella era simmetrica e si accedeva ad essa tramite la porticina centrale.

La cappella non è illuminata da nessuna finestra che prenda luce dall'esterno: vi sono solo due oculi con cornice in pietra dipinta e dorata, uno sopra l'altare e l'altro sulla porta centrale (l'originale accesso alla cappella), che prendono luce dai locali attigui. 

Sempre in epoca medicea furono aperte due finestre con inferiate sulla Parete Sud.

Oggi è visibile solo una delle due finestre: nel Seicento infatti la seconda finestra fu spostata nell'angolo Sud-Ovest e poi sostituita nel 1875 da una porta che costituisce ancora oggi l'ingresso alla cappella.

Il soffitto in legno intarsiato, dipinto e dorato, è stato realizzato forse da Pagno di Lapo su disegno di Michelozzo.

soffitto ligneo della Cappella dei Magi
Nel soffitto della scarsella è stato realizzato il Monogramma di Cristo entro un sole raggiante su fondo azzurro.

monogramma di Cristo nel soffitto della scarsella

Il pavimento, attribuito a Michelozzo o ad Andrea del Verrocchio, è composto da mosaici colorati in cui sono stati utilizzati marmo e porfido.

pavimento dell'aula della cappella

pavimento della scarsella

Tra i disegni geometrici del pavimento si può notare l'anello a punta di diamante annodato ad un nastro bianco, emblema di Piero de' Medici detto il Gottoso, colui che commissionò la decorazione della cappella.

particolare del pavimento: anello diamantato annodato ad un nastro

Anche la zoccolatura delle pareti era decorata con finti mosaici dipinti in cui appare il motto della famiglia Medici: "SEMPER", che sottolineava la cotinuità delle tradizioni familiari nel passato e nel futuro. La zoccolatura originale è solo quella della scarsella, mentre quella dell'aula è stata realizzata durante un restauro ottocentesco.

decorazione in marmo delle pareti

particolare della zoccolatura della scarsella con stemma ed emblema mediceo con motto "SEMPER"

Il varco tra aula e scarsella è incorniciato da due paraste scanalate e rudentate, con capitelli corinzi lumeggiati in bianco e oro.

paraste tra la scarsella e l'aula della cappella
Lungo le pareti dell'aula corre una finta incorniciatura che inquadra una decorazione ad affresco che richiama arazzi fiamminghi coevi.

Piero de' Medici commissionò a Benozzo Gozzoli, allievo del Beato Angelico, il ciclo di affreschi che ancor oggi possiamo ammirare sulle pareti della cappella. 

L'artista impiegò quattro anni per la realizzazione di quello che viene definito il suo capolavoro. 

Benozzo Gazzoli affrescò La Cavalcata dei Magi nell'aula, e gli Angeli Adoranti e i Simboli degli Evangelisti nella scarsella. 

Gli affreschi furono realizzati utilizzando materiali rari e costosi, tra i quali lapislazzuli e oro. 

Sono ricchi di particolari, che evidenziano vesti suntuose, accessori e finiture principesche (che testimoniano il costume dell'epoca), curati nei minimi dettagli, arricchiti di elementi araldico-emblematici medicei.

particolare del ciclo pittorico: simboli arcaldico-emblematici sui finimenti del cavallo
Apro una breve parentesi...quali sono gli stemmi e i simboli che la famiglia Medici aveva adottato?

A Firenze lo stemma di questa antica famiglia è presente ovunque.

In campo oro sono presenti sei "bisanti" (comunemente chiamate "palle"): cinque sono di colore rosso, uno (quello posto in sommità alla cinta che formano) di colore azzurro con l'arme di Francia (tre fiordalisi dorati).

Questo è lo stemma che venne adottato da Lorenzo il Magnifico, ma lo stemma dei Medici ha subito nel tempo diverse trasformazioni: inzialmente le "palle" erano 11, poi 9 con Giovanni di Bicci, scesero a 8 con Cosimo il Vecchio, a 7 con Piero de' Medici con quella centrale di color azzurro con i tre fiordalisi dorati francesi, per poi assumere il suo aspetto definitivo, come già descritto, con il figlio Lorenzo il Magnifico.  

Molte sono le leggende e i racconti che giustificano la scelta dei "bisanti".

Una leggenda narra che nelle campagne che circondavano Firenze vi era un gigante di nome Mugello (che diede poi nome a quel territorio), che terrorizzava la popolazione. Un eroico soldato di nome Averardo, capostipite dei Medici arrivato in Toscana al seguito di Carlo Magno, affrontò il gigante vincendolo, ma si ritrovò sullo scudo i segni delle mazzate inflitte da Mugello...un'altra versione dice che borchie a forma di palla rinforzassero gli scudi di tre valorosi membri della famiglia.

Si racconta anche che le "palle" rappresenterebbero le ventose applicate sulle ferite dell'imperatore Carlo Magno dal medico Averardo, un progenitore della famiglia.

Altre spiegazioni fanno risalire la scelta delle "palle" alla predilezione della famiglia dei frutti degli agrumi o alla discendenza dei Medici da Perseo, il mitico eroe greco, figlio di Zeus e Danae, che raccolse i pomi d'oro nel Giardino delle Esperidi.  

Ma forse la spiegazione più plausibile della scelta dei "bisanti" è per simboleggiare le monete, essendo i Medici una famiglia di cambiavalute: lo stemma dell'Arte del Cambio era molto simile allo stemma Medici più antico, ma con i colori invertiti.

In quello che è stato a lungo la residenza dell'illustre famiglia lo ritroviamo all'angolo esterno del palazzo, nella decorazione sopra le arcate del cortile, sul pavimento in ciotoli del giardino, e naturalmente nella Cappella dei Magi.

stemma Medici con "bisanti" sopra le arcate del cortile di Palazzo Medici Riccardi

stemma Medici con 6 "bisanti" sopra le arcate del cortile di Palazzo Medici Riccardi

stemma Medici sul pavimento del giardino di Palazzo Medici Riccardi

Anche la scelta dei colori di Benozzo Gozzoli, che ricade soprattutto sul verde, rosso e bianco, richiama i colori delle tre piume di struzzo di colore rosso (simbolo di Carità), verde (simbolo di Speranza) e bianco (simbolo di Fede), poste sul mazzocchio presente sull'impresa personale di Cosimo il Vecchio o del nipote Lorenzo il Magnifico.

I tre colori si ritrovano accoppiati ai tre Re Magi raffigurati sulle tre pareti: il bianco domina la Parete Est e l'abito di Gaspare, il verde la Parete Sud e l'abito di Baldassarre e il rosso la Parete Ovest e l'abito di  Melchiorre.

Ricca è anche la simbologia che si nasconde nella scelta di alcune specie di piante (alloro, rosa, melograno, arancio, cipresso, olivo, cedro, palma...), di uccelli (falcone, pavone, anatra, gallo cedrone, cardellino, upupa, gazza, pernice, pappagallo...) o altri animali (muli, asini, cavalli, dromedari, ghepardi, scimmie...), che vengono raffigurati nelle scene di caccia che accompagnano il corteo, ambientate in un paesaggio toscano fiabesco.

particolare della Parete Sud della cappella: paesaggio toscano fiabesco

Il ciclo di affreschi va letto in senso orario: sulle tre pareti dell'aula è raffigurato il lungo corteo dei tre Re Magi che da Gerusalemme (la città bianca raffigurata sulla parete Est), si dirige verso Betlemme (raffigurata nella tela sull'altare della scarsella).

particolare della Parete Est della cappella: partenza del corteo da Gerusalemme
La narrazione della raffigurazione è presa dal Vangelo di Matteo (2,1-12), arricchita nei secoli di simbologie.

Nei primi anni del Quattrocento era stata fondata a Firenze la Compagnia dei Magi, che ogni tre anni organizzava feste e cortei. I responsabili erano esponenti della famiglia Medici (Cosimo il Vecchio, Piero il Gottoso e Lorenzo il Magnifico ne furono i presidenti) o persone di loro fiducia.

Un esempio di quanto fossero importanti a Firenze la Compagnia dei Magi e la famiglia Medici è l'Adorazione dei Magi dipinta da Botticelli (oggi al Museo degli Uffizi), commissionata da Gasparre di Zenobi Del Lama per la cappella dell'Epifania (oggi non più esistente) nella Basilica di S.Maria Novella.

Adorazione dei Magi (Botticelli - 1475 ca. - Museo degli Uffizi)
Nel dipinto i tre re magi hanno le sembianze di Cosimo il Vecchio, Piero il Gottoso e Giovanni de' Medici, e sono anche raffigurati Lorenzo e Giuliano.   

Ma il ciclo di affreschi della cappella di Palazzo Medici Riccardi vuole rappresentare anche un episodio avvenuto a Firenze qualche anno prima, che aveva arricchito di fama e di prestigio la famiglia Medici.

I Medici infatti avevano proposto e ottenuto di far spostare da Ferrara a Firenze a loro spese il Concilio convocato da Papa Eugenio IV, che si tenne tra il 1438 e il 1439.

Così i Medici poterono presiedere alla riunificazione tra la Chiesa latina e la Chiesa bizantina (separate dal 1054), che prevedeva l'aiuto degli stati occidentali nel respingere l'avanzata dei Turchi verso Costantinopoli.

L'accordo rimase però solo sulla carta: senza l'aiuto promesso dal Papa e dai signori occidentali, Costantinopoli infatti cadde nel 1453 sotto il sultanato turco di Mehmet il Conquistatore.
Gli illustri partecipanti al Concilio arrivarono in tre riprese a Firenze seguiti dai loro cortei: si dice che l'Imperatore bizantino avesse un seguito di 700 persone.

Il Concilio si protrasse a Firenze per cinque mesi, durante i quali il patriarca Giuseppe II morì e fu sepolto nel transetto destro della Basilica di Santa Maria Novella, dove ancor oggi si può vedere lil monumento che indica la sua sepoltura.

in basso: Monumento funebre del patriarca Giuseppe II (manufatto fiorentino - 1440 - Basilica di S.Maria Novella)
Così nel ciclo di affreschi della cappella i Re Magi impersonificano i personaggi più importanti che parteciparono al Concilio: in testa al corteo Melchiorre (il re mago più anziano), impersonifica il patriarca di Costantinopoli Giuseppe II, Baldassarre (il re mago di età matura con la pelle scura), impersonifica Giovanni VIII Paleologo, mentre Gaspare (il re mago più giovane) è per alcuni l'impersonificazione ideale del giovane Lorenzo de' Medici e per altri Demetrio, fratello dell'imperatore Giovanni VIII.

Nella Parete Est è raffigurato il corteo guidato dal giovane re mago Gaspare in groppa ad un cavallo bianco. Gaspare, come già accennato, avrebbe le sembianze idealizzate di Lorenzo de' Medici.

Parete Est della cappella
Gaspare porta in dono la mirra, che essendo legata al culto dei morti è un omaggio all'umanità di Cristo. Gaspare, come protettore dei medici (perché la mirra era considerata anche un farmaco), è anche un riferimento al cognome della famiglia Medici.  

particolare della Parete Est: Gaspare con il portatore di mirra

Dietro a Gaspare, in prima fila, sono stati raffigurati alcuni membri della famiglia Medici: il settantenne Cosimo il Vecchio con i figli Piero il Gottoso, Carlo e Giovanni.

particolare della Parete Est: (1) Sigismondo Malatesta - (2) Galeazzo Maria Sforza - (3) Cosimo il Vecchio - (4) Giovanni di Cosimo - (5) Piero il Gottoso - (6) Carlo (figlio illegittimo di Cosimo) - (7) Lorenzo de' Medici (giovinetto) - (8) Giuliano de' Medici (giovinetto)

Sono anche ritratti all'estrema sinistra due dignitari italiani: Sigismondo Malatesta di Rimini e Galeazzo Maria Sforza di Milano, le cui famiglie si erano imparentate con i Paleologi di Bisanzio. 

Il 17 aprile 1459 infatti i Medici accolsero nella loro residenza a Firenze Galeazzo Maria Sforza, figlio del Duca di Milano e alleato dei Medici, che con Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini e vassallo del papa, accompagnava Papa Pio II Piccolomini a Mantova per organizzare un'alleanza contro i Turchi che avevano espugnato Costantinopoli.

In seconda fila, nei due ragazzi, si sono identificati Lorenzo e Giuliano, che avevano all'epoca rispettivamente 11/13 anni e 7/9 anni.

Nel gruppo di persone che segue, sono stati riconosciuti alcuni filosofi platonici italiani e bizantini, e dignitari bizantini riconoscibili dalla lunga barba.

E' anche stato ritratto il cardinale Silvio Piccolomini, futuro papa Pio II, con berretto rosso con fregio dorato.

particolare Parete Est: (9) l'arcivescovo di Nicea Basilio Bessarione - (10) il filosofo neoplatonico Gemisto Platone - (11) l'autoritratto di Benozzo Gozzoli - (12) l'abate e umanista Teodoro Gazza - (13) lo scrittore, diplomatico e cardinale della Curia latina Isodoro di Kiev - (14) il docente di greco all'Università di Firenze Giovanni Argiropulo - (15) il cardinale Silvio Piccolomini
Benozzo Gozzoli si ritrasse ben due volte nel ciclo di affreschi realizzati per la Cappella dei Magi: una volta sulla Parete Est, scrivendo sul cappello rosso del personaggio che lo ritrae la scritta "OPUS BENOTII", e poi ritraendosi con un berretto azzurro nella Parete Ovest.

Il ciclo pittorico prosegue sulla Parete Sud dove a guidare il suo corteo vi è Baldassarre, il re mago dalla pelle scura e di età matura che rappresenta l'imperatore Giovanni VIII Paleologo.

Parete Sud della cappella

Parete Sud: Baldassarre a cavallo
Sono raffigurate tre giovani a cavallo: in loro si è voluto riconoscere le tre figlie femmine di Piero il Gottoso: Bianca, Maria e Ninnina, ma è sembrato essere errato.

particolare della Parete Sud: Bianca, Maria e Nannina de' Medici
Mancano invece, perché sacrificati per aprire una finestra con inferriata, i portatori del dono di Baldassarre: l'oro, simbolo del potere terreno, è un omaggio alla regalità di Cristo.

Nel Seicento furono attuati nel Palazzo Medici Ricciardi dei lavori  per la realizzazione dello scalone d'onore, e in questa occasione l'angolo Sud-Ovest della cappella fu scantonato, spinto verso l'interno, con l'inevitabile perdita di parte degli affreschi.

Fu abbattuta una parte della Parete Sud e una parte dell'intonaco della Parete Ovest fu traslata.

Per questo, dipinta sul lato occidentale dell'angolo Sud-Ovest, troviamo la parte posteriore della mula di Melchiorre, che si trova invece nell'affresco della Parete Ovest.

particolare dell'Angolo Sud-Ovest: quattro paggi a piedi, tre paggi a cavallo e la parte posteriore della mula di Melchiorre (attr. a Giovanni d'Antonio della Cecca di Mugello)

I quattro paggi a piedi e i tre paggi a cavallo sono stati attribuiti a Giovanni d'Antonio della Cecca di Mugello, nipote del Beato Angelico e collaboratore di Benozzo Gazzoli.

A riempire lo spazio superiore del lato meridionale dell'angolo, rimasto senza pittura, fu chiamato Jacopo Chiavistelli, che dipinse un paesaggio.

Angolo Sud-Ovest: integrazione seicentesca della pittura (Jacopo Chiavistelli)

Sulla Parete Ovest è invece stato dipinto Melchiorre, il re mago anziano che impersonifica il patriarca di Costantinopoli Giuseppe II che porta in dono l'incenso, simbolo di preghiera e omaggio alla divinità di Cristo.

Parete Sud della cappella

Melchiorre è preceduto da un giovane a cavallo con un leopardo, che molti identificano con Giuliano de' Medici, fratello di Lorenzo il Magnifico, e altri con Tommaso, fratello di Giuseppe e di Demetrio Paleologo. 

particolare della Parete Ovest: Melchiorre e il portatore d'incenso

particolare della Parete Ovest: cavaliere identificabile come Giuliano de' Medici e corteo di dignitari e banchieri

Nel gruppo di persone con berretti rossi che precedono Melchiorre gli studiosi hanno riconosciuto i ritratti di alcuni dignitari e banchieri fiorentini vicini alla famiglia Medici e che in alcuni casi dirigevano filiali del Banco mediceo. 

particolare della Parete Ovest: (1) autoritratto di Benozzo Gozzoli - (2) Neri Capponi: uomo politico - (3) Bernardo Giugni: diplomatico e amico di Cosimo il Vecchio - (4) Angelo Tani: direttore della filiale di Bruges / o Ciriaco d'Ancona: archeologo e umanista (5) Francesco Sassetti: direttore delle filiali di Lione e di Ginevra e vicedirettore a Firenze - (6) Diotisalvi Neroni: uomo politico sostentore e poi avversario di Cosimo il Vecchio - (7)  Roberto Martelli: fedele di Cosimo il Vecchio e direttore della filiale di Roma - (8) Luca Pitti: banchiere / o Antonio Averlino detto il Filarete: scultore e architetto

Su questa parete si trova, come già accennato, il secondo autoritratto di Benozzo Gozzoli.

Sopra le porte delle Sagrestie, ai lati della scarsella, è stata raffigurata la Veglia dei Pastori

Veglia dei Pastori (sopra l'ingresso alla Sagrestia)

Veglia dei Pastori (sopra l'ingresso alla Sagrestia)

Sulle pareti laterali della scarsella Benozzo Gozzoli ha dipinto Cori di Angeli cantori e Arcangeli adoranti, che rappresentano gli intermediari tra l'umano e il divino. Completano la scena cherubini e serafini.

scarsella della cappella

Parete occidentale della scarsella

Parete orientale della scarsella

particolare della Parete occidentale della scarsella: Angeli cantori (con in prima fila i direttori del coro che battono il tempo con le dita)

particolare della Parete occidentale della scarsella: Arcangeli adoranti

particolare della Parete occidentale della scarsella: Cherubini e Serafini (in alto)

particolare della Parete orientale della scarsella: Angeli adoranti e Angeli che raccolgono rose

particolare della Parete orientale della scarsella: Angeli cantori (con al centro della prima fila il solista)

Sulla parete di fondo della scarsella erano stati dipinti i simboli dei quattro Evangelisti.

oculo dietro l'altare e resti di affresco con simboli degli Evangelisti Matteo e Giovanni
Oggi rimangono solo l'Aquila di S.Giovanni e l'Angelo di S.Matteo. 

Fu infatti aperta nel 1837 una finestra centinata e con vetri neorinascimentali con raffigurazioni delle imprese dei Medici, che fece perdere le rappresentazioni dei simboli degli Evangelisti Marco e Luca, il leone e il bue, affrescate sul muro. La finestra venne chiusa nel 1929 e sostituita dall'oculo attuale.

Dell'altare originale rimane solo la lastra strigilata di marmo rosso che costituisce il paliotto. 

altare con lastra strigilata come paliotto
Sull'altare si trova oggi la copia coeva dell'originale Adorazione dei Magi da Filippo Lippi, realizzata alla fine del Quattrocento forse dallo Pseudo Pier Francesco Fiorentino, posta qui nel 1915 dai magazzini degli Uffizi e proveniente dal Cenacolo di Sant'Apollonia.

Adorazione dei Magi (copia dello Pseudo Francesco Fiorentino da originale di Filippo Lippi - fine XV sec.)

La pala originale fu trasferita a Palazzo della Signoria quando nel 1494 la famglia Medici fu cacciata da Firenze e il loro palazzo saccheggiato. Con l'istituzione del Principato mediceo la tela ritornò nella sua collocazione iniziale, ma nel 1814 fu venduta ed entrò a far parte della collezione del banchiere Edward Solly. Fu poi venduta nuovamente ed entrò nella collezione dei Musei di Berlino (Neue Gemäldegalerie), dove tutt'ora si trova.

A destra dell'altare si trova un piccolo vano ricavato nella muratura con funzione forse di ciborio. 

scarsella: a destra dell'altare piccolo vano con sportello usato come ciborio

Degni di nota sono anche gli stalli lignei intagliati e intarsiati su disegno attribuito a Giuliano da Sangallo, realizzati nei primi anni '70 del Quattrocento, su commissione di Lorenzo il Magnifico.


stalli lignei intarsiati e intagliati (su dis, di Giuliano da Sangallo - XV sec.)

stallo ligneo intarsiato e intagliato (su dis, di Giuliano da Sangallo - XV sec.)
Gli stalli hanno sedili ribaltabili e sono decorati con il simbolo mediceo dell'anello diamantato e cartiglio intrecciato.

Nei secoli hanno subito delle modifiche e delle riduzioni, dovuti soprattutto al ridimensionamento della cappella e al loro spostamento.

Nel 1495 infatti, quando i Medici furono cacciati da Firenze, gli arredi e gli oggetti appartenuti alla cappella furono portati nella cappella di Palazzo Vecchio, e riconsegnati poi nel 1513 agli antichi proprietari.

CURIOSITA': Sono conservati due dei 17 stalli originali anche nei Musei di Arti Applicate di Vienna e di Berlino.

Sull'altare della cappella si trovava il Reliquiario a teca detto "del Libretto"già appartenuto ai reali di Francia (Carlo V lo aveva donato al fratello Luigi d'Angiò e tramite lui era giunto in Italia).

Reliquario detto "del Libretto" (libretto: orefici francesi - XV sec. / teca esterna: Paolo di Giovanni Sogliani - 1500/1501 - Museo dell'Opera del Duomo - Firenze)

Requisito dal palazzo nel 1495, il piccolo polittico che racchiude 72 reliquie della Croce di Cristo e degli strumenti della Passione, fu collocato nel Battistero di S.Giovanni e arricchito dalla teca esterna. Oggi si trova custodito ed esposto nel Museo dell'Opera del Duomo

Infine, uscendo dalla Parete Sud, voltatevi a notare sopra la porta che immette nel vestibolo la raffigurazione dell'Agnello Mistico e i Sette candelabri dell'Apocalisse dipinta sempre da Benozzo Gozzoli.

www.palazzomediciriccardi.it

Orario: giovedì/martedì  10.30/18.30

Costo:  7€

ATTENZIONE: per poter visitare la Cappella dei Magi (Max 4 persone e per non più di 5 minuti) è obbligatoria la prenotazione o via e-mail (info@palazzomediciriccardi.it) indicando giorno, ora e nome e cognome dei partecipanti, o al numero 055 2760552 (dal lunedì al venerdì h. 9.00-13.30).

CONCLUSIONI   

Penso che chiunque abbia visitato la Cappella dei Magi di Palazzo Medici Riccardi conosca l'importanza storico-artistica di questo piccolo ambiente in cui la ricerca di effetti di eleganza formale si uniscono alla fiaba cortese e alla celebrazione pubblica, creando un vero connubio tra arte e storia. Se recandosi a Firenze si vogliono calcare le orme della famiglia dei Medici, immergendosi in quella atmosfera rinascimentale di cui hanno voluto circondarsi a partire dalla loro prima residenza, bisogna visitare questo gioiello fiorentino, che costituisce un tassello nella comprensione dell'abilità di questa famiglia di voler apparire ma nello stesso tempo non ostentare troppo le proprie ricchezze.

                                                                                                                    

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