sabato 2 agosto 2014

La "Regina Viarum": la via Appia Antica (II e III miglio)


 "...Oggi ho visitato la Ninfa Egeria, poi il Circo di Caracalla, i resti dei sepolcri lungo la via Appia e la tomba di Metella, che dà veramente l'idea della solida costruzione muraria..."     
                                Goethe - Viaggio in Italia


Continuiamo il nostro viaggio sulla via Appia Antica, percorrendo in questo post l'inizio del tratto extraurbano della "Regina Viarum", come la definì  il poeta Stazio nel I secolo d.C., da Porta S.Sebastiano al Mausoleo di Cecilia Metella, mettendo i piedi su quei basoli che sono stati calpestati da più di due millenni di storia.

casolari e trattorie sulla via Appia Antica
Dalla Porta S.Sebastiano inizia il Parco Regionale dell'Appia Antica, di oltre 3500 ettari, che comprende i primi 16 chilometri della via consolare, fino all'incrocio con l'Appia Nuova a Frattocchie.
Comprende aree dei comuni di Roma, Ciampino e Marino.

In questo parco rientrano le zone della Valle della Caffarella, degli antichi acquedotti repubblicani e imperiali, la tenuta di Tormarancia e la zona archeologica delle tombe di via Latina.
www.parcoappiaantica.it

Porta S.Sebastiano e il Clivio di Marte
Incominciando il percorso dell'Appia Antica fuori le Mura Aureliane, sulla sinistra si vede una fontana formata da un sarcofago romano in marmo come vasca e decorato con un bassorilievo raffigurante una donna e un uomo.
Al di sopra è posto un decoro architettonico.

fontana con resti romani
Si percorre poi in lieve discesa il Clivio di Marte, chiamato così perché qui si trovava un santuario di epoca repubblicana dedicato al dio della guerra, uno dei santuari più antichi in Roma.
I resti  di questo santuario sono stati identificati nei blocchi di tufo sulla sinistra della strada.

Seguono sulla destra delle tombe del I secolo a.C./II secolo d.C.

copia della colonnina del I miglio
copia della prima colonnina migliare e iscrizione
Dopo circa 100 m dalla porta si trova sulla destra, inserita in un muro moderno, la copia della colonnina miliare che segnalava il I miglio della via Appia, con iscrizioni dei restauri di Vespasiano e di Nerva.
Un miglio romano equivaleva a 1478 m.
L'originale si trova sulla balaustra di Piazza del Campidoglio.

colonnina del I miglio della Via Appia Antica ora al Campidoglio
colonnina I miglio Via Appia al campidoglio

iscrizionedel I miglio al Campidoglio




Sotto il cavalcavia di via Cilicia vi sono i resti di colombari e sepolcri del IV secolo d.C., su entrambe i lati della strada.
(un po' in stato d'abbandono!)

tombe sotto il cavalcavia
Sepolcro di Orazio
Al N°19 (sulla sinistra) un casale del '600 di una proprietà privata ha inglobato il cosiddetto Sepolcro di Orazio, un mausoleo in calcestruzzo, un tempo rivestito di marmo o travertino, che ha preso il nome del poeta che fece un viaggio su questa via, ma che di certo non è la sua tomba.


ingresso del Sepolcro di Orazio


Sul lato opposto si trova la sede del Parco Regionale dell'Appia Antica, all'interno dell'ex Cartiera Latina, esempio di archeologia industriale.

ingresso alla sede del Parco Regionale dell'Appia Antica
Almone e ex Cartiera Latina
ex Cartiera Latina
macchinario della Cartiera Latina
Proseguendo, dopo aver oltrepassato l'Almone (affluente del Tevere), sul lato sinistro (N°41) in una proprietà privata sorge una torre in calcestruzzo costituita da dadi sovrapposti decrescenti, con alla sommità un casetta cinquecentesca con tetti spioventi.

Tomba di Geta
porticina ai piedi della Tomba di Geta







Si tratta della cosiddetta Tomba di Geta, il figlio minore di Settimio Severo, fatto uccidere dal fratello Caracalla (212 d.C.).
Non è neanche questa una giusta attribuzione.



Ci troviamo ora al bivio con la via Ardeatina.

chiesa S.Maria in palmis







Sul lato sinistro vi si trova la chiesa di S.Maria in palmis, più nota come chiesa del Quo Vadis.


Qui nel IX secolo di eresse una una cappella dove secondo la tradizione S.Pietro in fuga da Roma e dalle persecuzioni di Nerone, incontrò Gesù, e gli domandò "Domine, Quo Vadis?" ("Dove vai Signore?"), e Gesù rimproverandolo "Vado a Roma a farmi crocefiggere un'altra volta", esortandolo a tornare indietro.




navata della chiesa di S.Maria in palmis
resti della via Appia nella chiesa


copia della lastra con le impronte dei piedi di Gesù
A testimonianza di questo fatto si conserva nella cappella una lastra di marmo con l'impronta di due piedi, che la tradizione attribuisce a quelli di Cristo.
Questa è la copia dell'originale conservata nella Basilica di S.Sebastiano, non distante da qui.
In realtà si pensa sia un ex voto di un santuario pagano di un viaggiatore che lo avrebbe offerto per aver compiuto un viaggio positivamente.
Da questa lastra con le "palme" dei piedi, deriva il nome della cappella "in palmis".
La cappella venne rifatta nel '600 dal Cardinal Francesco Barberini.
Orario : 8.00/18.00 (o 19.00 nella stagione estiva)
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Sul lato opposto della strada, un'osteria nasconde il Mausoleo di Priscilla, una tomba cilindrica sormontata da una torre tronca di avvistamento, costruita nel medioevo dai Caetani in mattoni e scaglie di marmo.

Mausoleo di Priscilla
Era il sepolcro di Priscilla, moglie di Tito Flavio Abascanto, un potente liberto di Domiziano (I secolo d.C.).
Il basamento quadrangolare racchiude una cella sepolcrale a croce greca, con quattro nicchie che ospitavano i sarcofaghi, e con tetto a cupola.

Mausoleo di Priscilla
Al di sopra vi era una struttura cilindrica con 13 nicchie con altrettante statue che raffiguravano Priscilla come una divinità o come eroina della mitologia greco-romana.
I funerali di Priscilla, che fu imbalsamata, furono descritti dal poeta Stazio.
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Ora s'incontra, in corrispondenza del bivio con vicolo della Caffarella, la Cappella di Reginald Pole, (N°57) fatta erigigere dal Cardinale inglese, dal quale prende il nome, come ex voto per essere sfuggito ai suoi sicari.

bivio tra l'Appia Antica e via della Caffarella

Il cardinale infatti si era recato a Roma dal Papa, inviato da Enrico VIII, per perorare la causa di divorzio del re, ma quando fu qui si schierò dalla parte avversa e per questo tentarono di ucciderlo.

Cappella di Reginal Pole
La costruzione della cappella risale al 1539, in laterizio rosso e giallo, ed è di forma circolare.
Ha due entrate murate, 4 occhi circolari come finestre, 8 finte colonne con basamenti e capitelli corinzi in peperino, e architravi e stipiti in travertino.
La copertura a cuspide è coperta da tegole.
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Al N°87 sul lato sinistro si trovano, nascosti in un ristorante (Hostaria Antica Roma www.anticaroma.it), i resti del Colombario dei Liberti di Augusto.

ingresso ristorante con colombario
giardino del ristorante
E' un complesso non sotterraneo composto da tre ambienti in laterizio che erano sormontati da un terzo ambiente per i riti funebri.
Gli ambienti, coperti da una volta, contenevano 3000 loculi per le olle cinerarie, e sono stati ritrovate numerose iscrizioni.
Era il sepolcreto degli schiavi di Augusto resi liberi.
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All'altezza del N°103, oggi Villa Casali, sorgeva la colonnina del II miglio.
Oggi vi è una lapide a ricordarla (lato destro della strada).

Villa Casali (II miglio e Ipogeo di Vibia)
All'interno sempre di questa Villa (N°101) si trova l'Ipogeo di Vibia.
Sono 8 ipogei privati, cimiteri sotterranei pagani e cristiani del III/V secolo d.C., collegati tra loro in epoche diverse e posti su tre diversi livelli.

Il più antico è quello di Vibia che dà nome all'intero complesso, nel cui arcosolio è raffigurata in più scene la defunta nell'aldilà al cospetto degli dei, e il marito Vincenzo, sacerdote del dio orientale Sabazio.
Altri resti degli ipogei alludono al culto di Mitra.
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bivio tra la via Appia e la via Ardeatina
Sul lato destro (N° 110/126) vi è il primo sito sulla via Appia di catacombe cristiane del periodo imperiale, tra le più antiche e meglio conservate: le Catacombe di S.Callisto.

un ingresso alle catacombe di S.Callisto (al bivio con la via Ardeatina)
Sono qui sepolti oltre ai primi cristiani, molti martiri e 16 Papi romani del III secolo.
Le gallerie sono lunghe in totale 20 km in un'area di 12.000 m², e si sviluppano su quattro piani.

Prendono il nome da S.Callisto, banchiere e diacono, che fu nominato dal Papa Zefirino amministratore del cimitero.
Quando a sua volta divenne Papa con il nome di Callisto III ingrandì le catacombe che divennero il cimitero ufficiale della Chiesa di Roma.
S.Callisto invece, dopo aver subito il martirio sotto l'imperatore Alessandro Severo, fu sepolto in un cimitero sulla via Aurelia.

Si individuano alcuni ambienti:
- le "regioni" di Callisto, o Cripta dei Papi o Piccolo Vaticano, il luogo più
  sacro
- le cripte di S.Cecilia, con affreschi e mosaici, con la copia della statua di
  Stefano Maderno del 1600 che raffigura la Santa nella posizione in cui fu trovata,
  e altre immagini di S.Cecilia del V/VI secolo.
  Le reliquie della Santa furono però traslate nella Basilica in Trastevere da
  Papa Pasquale I nell' 821
- i  Cubiculi dei Sacramenti, cinque stanzette, vere tombe di famiglia, con
  rappresentati i sacramenti del Battesimo e dell'Eucarestia
- la regione di Gaio ed Eusebio, due Papi che non sono stati seppelliti nella
  Cripta

- la regione "Liberiana"con iscrizioni del tempo di Papa Libero
- la Cripta di Lucina con il sepolcro di Papa Cornelio con pitture bizantineggianti, il
  nucleo più antico di queste catacombe (II secolo), che prende il nome dalla
  proprietaria del fondo che accolse le spoglie del Papa Cornelio
- la regione di S.Milziade dove vi si trova il suo monumentale sarcofago
- la regione "di Sotere" una tra le zone più tarde
- il "labirinto" poco ben articolato

ingresso monumentale alle catacombe di S.Calisto (via Ardeatina)
Si può accedere alle catacombe da tre ingressi: al bivio tra Appia Antica e Ardeatina, al bivio tra Appia Antica e via delle Sette Chiese, sulla via Ardeatina quasi di fronte alle Fosse Ardetine.

ingresso alle catacombe al bivio tra la via Appia e la via delle Sette Chiese
www.catacombe.roma.it
Orario:  9.00/12.00   14.00/17.00      mercoledì chiuso
             visita guidata di 40'
Costo:    8€
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Si prosegue altri 100 m dopo il bivio con la Via Appia Pignatelli per incontrare al N°119 l'ingresso alle Catacombe Ebraiche di Vigna Randanini.
La comunità ebraica era tra il III e il IV secolo molto presente e attiva a Roma.

Una grande aula rettangolare, un tempo all'aperto, poi ricoperta da una volta e divisa in due ambienti, costituisce l'ingresso alle gallerie.
Sono presenti cunicoli con arcosoli, tombe "a forma" (cioè scavate nel pavimento), e alcune tombe kokhim (tombe a forno a più piani di origine fenicia).
Non vi sono iscrizioni in ebraico, ma compaiono dipinti candelabri a sette braccia e l'arca della legge. 

Si accede al sito da via Appia Pignatelli N°4, ma solo tramite visite accompagnate ogni primo lunedì del mese.
Costo:  5€
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Si incrocia ora via delle Sette Chiese, e subito dopo una colonna commemorativa, sormontata da una croce, ricorda i lavori di sistemazione della via Appia compiuti da Luigi Canina e voluti da Papa Pio IX.

colonna davanti allachiesadi S.Sebastiano
Qui sorge anche il Complesso di S.Sebastiano con annesse le Catacombe di S.Sebastiano.

Inizialmente la chiesa, che fu costruita sopra le catacombe nel IV secolo, era intitolata ai S.S.Pietro e Paolo, in quanto si adoravano qui le reliquie dei due Apostoli (Memoria Apostolorum di cui rimangono dei resti nei sotterranei), qui traslate temporaneamente nel 258 durante le persecuzioni di Valeriano e qui rimaste per 50 anni.
Ma nel IX secolo si rintitolò la chiesa a S.Sebastiano, il centurione della guardia imperiale, martirizzato sotto Diocleziano nello stadio Palatino, le cui reliquie si trovano in queste catacombe.

Proprio da questa zona e da queste catacombe, poste in una cava di arenaria, si deve il termine greco "katà Kymbas" o latino "ad catacunbas" ovvero "presso le cavità .

In principio era un luogo di sepolture pagane: vi erano tre mausolei del II secolo interrati poi per creare uno spazio ("triclia") dotato di porticato dove si consumavano i Refrigeria, banchetti liturgici.
Sulle pareti vi sono stati fatti dei graffiti in siriaco, latino, greco e aramaico, in onore dei due Apostoli e che testimoniano che per 70 anni, in questo luogo, si consumarono questa sorta di rinfreschi.

Il primo mausoleo apparteneva a "Marcus Clodius Hermes", caratterizzato da due ambienti sovrapposti; il secondo mausoleo è detto "degli Innocentiores" dal collegio funerario a cui apparteneva; il terzo sepolcro ha incisa sul frontone un'ascia, e per questo detto "dell'ascia", ha una camera sotterranea ornata di stucchi.

Nelle catacombe cristiane si seppellivano i defunti, e non erano assolutamente luoghi dove i primi cristiani si rifugiavano per sfuggire alle persecuzioni: i romani sapevano benissimo dell'esistenza di questi cimiteri, e sarebbe stato troppo semplice trovarli e arrestarli in massa!
I cristiani venivano qui solo per esplicare i riti di sepoltura.

In queste catacombe cristiane del periodo imperiale, lunghe 12 km, di cui si visita solo il secondo piano dei quattro presenti, si trovano affreschi nei Cubicula di Giona.
Di rilievo anche l'affresco Miracolo dell'Indemoniato di Gerasa.
Sono le uniche catacombe rimaste sempre accessibili e frequentate.
Si accede alle catacombe dal sagrato della Basilica.
Orario:  10.00/17.00    domenica chiuso
Costo:    8€
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ingresso al complesso di S.Sebastiano






Smantellate nel IV secolo le strutture della Memoria Apostolorum, si costruì una Basilica Apostolorum.
L'attuale chiesa ne occupa solo la navata.

La Basilica di S.Sebastiano fuori le Mura era una delle sette chiese visitate dai pellegrini in occasione del Giubileo.

facciata della chiesa di S.Sebastiano
Costruita nel IV secolo, la chiesa fu distrutta dai Saraceni e le reliquie di S.Sebastiano furono portate in Vaticano sino a che la chiesa non fu riedificata nel 1218.
L'antica basilica era a pianta "circiforme", tipica delle chiese dei cimiteri, ed era a tre navate.

ingresso posteriore della basilica di S.Sebastiano (con menzione al Cardinal Scipione Borghese)
Tra il 1608 e il 1612 il Cardinale Scipione Borghese volle rimodellarla con l'aiuto di Flaminio Ponzio e di Giovanni Vesanzio.

cupola della basilica di S.Sebastiano
La facciata divisa in due ordini ha in quello inferiore un portico a tre archi sorretti da antiche colonne di granito, con capitelli ionici.
L'ordine superiore presenta invece tre finestre separate da paraste.

navata della Basilica di S.Sebastiano
Ha un' unica navata con soffitto ligneo intagliato con gli stemmi del Cardinal Scipione Borghese e di Papa Gregorio XVI che ne curò il restauro.
 
stemma di Papa Gregorio XVI sul soffitto ligneo
stemma del cardinal Scipione Borghese sul soffitto ligneo
























Sul lato destro vi è la Cappella delle Reliquie, con la già citata pietra con le impronte di Cristo (vedere chiesa del Quo Vadis), parte della colonna a cui fu legato S.Sebastiano nel martirio e una delle freccie che lo trafissero.

Cappella delle Reliquie
reliquie di S.Sebastiano (freccia a sinistra, colonna del martiro a destra)
Impronte nel marmo dei piedi di Gesù
Poi sullo stesso lato della navata vi sono le scale per scendere alle catacombe, e dopo la Cappella Albani, opera di Carlo Maratta, Alessandro Specchi, Carlo Fontana e Filippo Barigioni.

cappella Albani
La cappella del 1716 prende il nome da Francesco Albani che divenne Papa col nome di Clemente XI.

cupola della cappella Albani

Cappella di S.Sebastiano







Sul lato sinistro della navata invece vi è la Cappella di S.Sebastiano, con la statua giacente di S.Sebastiano di Giuseppe Giorgetti, allievo del Bernini.


statua di S.Sebastiano - Giuseppe Giorgetti
E del Bernini in questa Basilica si conserva il busto del Salvator Mundi, ultimo lavoro dell'ottantaduenne grande scultore.

Salvator Mundi - Bernini
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Arriviamo quindi tra il II e il III miglio alla Villa di Massenzio.

Il Mausoleo di Romolo fa parte della residenza imperiale.

Mausoleo di Romolo e casale ottocentesco dei Torlonia
Il mausoleo di pianta circolare è stata la tomba costruita per il figlio Romolo dell'imperatore Massenzio, morto giovinetto affogato nel Tevere (309 d.C.), poi divinizzato.
Il mausoleo dinastico è servito anche ad altri membri della famiglia imperiale.

resti del quadriportico del Mausoleo di Romolo
Mausoleo di Romolo e casale dei Torlonia
Cinta da un quadriportico, la costruzione in origine a due piani, aveva una copertura a cupola, ed era preceduta da un pronao, che ricordava il Pantheon.

Mausoleo di Romolo (ingresso per l'imperatore)
quadriportico nel punto di collegamento alla residenza imperiale (porta murata)
Il mausoleo aveva due ingressi, uno rivolto verso la via Appia e uno rivolto verso la residenza dell'imperatore a uso esclusivo di Massenzio.

ingresso posteriore del mausoleo per l'imperatore
Il piano inferiore con pilastro centrale custodiva i sarcofaghi.
Il piano superiore (scomparso) era l'ambiente dedicato ai culti del fanciullo divinizzato.

interno del Mausoleo di Romolo
pilastro con nicchie per i sacofagi del Mausoleo di Romolo
Mausoleo di Romolo
Adossato al mausoleo nell'ottocento i Torlonia costuirono un casale, e il vestibolo quadrangolare del mausoleo, che forse serviva a raggiungere il piano superiore del seplcro, fu adibito ad osteria e magazzino per la conservazione dei formaggi.

ingresso del mausoleo verso la via Appia
pitture dell'osteria
pitture dell'osteria


Le pitture delle pareti di questo zona non sono pertinenti all'epoca di Romolo, ma bensì a quella dell'osteria.

resti della Villa di Massenzio
Massenzio costruì la sua residenza sui resti di precedenti edifici nel IV secolo d.C., poco prima che fosse eliminato da Costantino.
Oltre al mausoleo, vi si trovava il Palazzo ed un Circo.

circo di Massenzio: torri e "box" per i cavalli
Il Circo era lungo 520 m e largo 92 m.
Rimangono due torri semicilindriche, in mezzo alle quali vi erano 12 "carceres" dai quali partivano i carri.

spina del Circo
spina e arco del circo di Massenzio
circo di Massenzio
La parte centrale era occupata dalla spina con vasche intramezzate da edicole, e agli estremi due metae, intorno alla quali gareggiavano i partecipanti compiendo sette giri, e dove sette uova e sette delfini indicavano i giri compiuti agli spettatori.
Al centro vi era un obelisco proveniente dal Tempio di Iside, prelevato dal Bernini e utilizzato per la Fontana dei Fiumi a Piazza Navona.

entrate alle gradinate del circo di Massenzio
una delle torri del circo di Massenzio e Mausoleo di Cecilia Metella sul fondo
Il Circo poteva contenere 10.000 spettatori.
Sul lato curvo vi è un arco trionfale.

arco del circo di Massenzio
iscrizione dedicatoria sotto l'arco
iscrizione sotto l'arco del circo di Massenzio
Il Palazzo, collegato al palco imperiale del Circo, sorgeva su una costruzione del II secolo, forse appartenuta ad Erode Attico, che si ergeva a sua volta su una di età repubblicana.

resti della villa di Massenzio
resti del palazzo

resti del Palazzo

resti della villadi Massenzio
Una grande aula absidata aveva ai lati degli ambienti.
Fungeva da ingresso un ambiente rotondo con copertura a cupola.
Presto sarà accessible al pubblico il tratto che dalla villa conduceva l'imperatore al circo.

Il Mausoleo di Romolo è stato invece riaperto al pubblico a giugno, dopo 20 anni, e le visite avvengono accompagnate dai volontari del Touring Club.

www.villadimassenzio.it
Orario:  9.00/16.00   lunedì chiuso
Costo:    5€                per i residenti a Roma 4€
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Tomba di Cecilia Metella e Castrum Caetani
Subito dopo, su una sommità formata dall'ultima colata lavica del vulcano dei Colli Albani (260.000 anni fa), si trova la Tomba di Cecilia Metella, eretta nel 50 a.C. per la figlia del console Quinto Cecilio Metello Cretico, e moglie di Marco Licinio Crasso, primogenito del triumviro Crasso.

Tombadi Cecilia Metella
Un basamento quadrato in calcestruzzo ricoperto da blocchi di travertino è sormontato da una costruzione cilindrica ricoperta anch'essa da travertino a bugnato, con un fregio in marmo, a festoni intramezzati da bucrani.

Tomba di Cecilia Metella
decorazioni a festoni e bucrani della Tomba di Cecilia Metella
tomba di Cecilia Metella
ingresso alla tomba
























Da questa decorazione prende il nome questa località: "Capo di Bove".

bucranio
ingresso alla tomba


Probabilmente la costruzione, alta 11 m e con un diametro di 29,50 m,  terminava con un tumulo di terra o con una copertura conica.

Dopo un ingresso a tunnel voltato, vi sono ancora i resti della cornice della porta che chiudeva il sepolcro.
All'interno vi era una cella con volta a calotta.


cella a cono
Questo sepolcro fu adattato a torrione dai Conti di Tuscolo nel XI secolo, e poi dai Caetani nel 1299 che vi aggiunsero una merlatura ghibellina.
I marmi che decorano la tomba sarebbero dovuti servire a terminare la Fontana di Trevi del Bernini, col permesso del Papa Urbano VIII, ma il popolo romano si oppose e il progetto non venne realizzato.

resti di decorazione in marmo della Tomba di Cecilia Metella

Orario:   apertura ore 9.00                 chiuso il lunedì
  • dall'ultima domenica di ottobre al 15 febbraio: ultimo ingresso 15.30 con uscita 16.30;
  • dal 16 febbraio al 15 marzo: ultimo ingresso 16.00 con uscita 17.00;
  • dal 16 marzo all'ultimo sabato di marzo: ultimo ingresso 16.30 con uscita 17.30;
  • dall'ultima domenica di marzo al 31 agosto: ultimo ingresso 18.15 con uscita 19.15;
  • dal 1 settembre al 30 settembre: ultimo ingresso 18.00 con uscita 19.00;
  • dal 1 ottobre all’ultimo sabato di ottobre: ultimo ingresso 17.30 con uscita 18.30.
Costo:   6€      comprensivo di Terme di Caracalla + Villa dei Quintili
                        validità 7 giorni
             Prima domenica del mese GRATIS
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interno del Castrum Caetani
esterno del Castrum Caetani







Il "Castrum Caetani", il borgo fortificato, inglobò la tomba e la via Appia, e chi passava di qui doveva pagare pesanti gabelle.
Era circondato da mura con torri e ospitava il Palazzo Signorile in blocchetti di peperino addossato alla tomba.
Successivamente passò ai Savelli, ai Colonna e poi agli Orsini e infine al Senato Romano.





 
interno del palazzo Caetani
interno del Palazzo Caetani
All'interno del palazzo Caetani è allestita una piccola mostra di frammenti architettonici in marmi, statue, sarcofaghi e olle cinerarie, ceramica medievale.

statue in marmo


fregio
particolare di un fregio
sarcofaghi e olle cinerarie
ceramche medievali
Faceva parte del borgo anche la chiesa di S.Nicola di Bari in stile gotico (cistercense) di cui non rimane la copertura.
Conserva monofore e contrafforti lungo i muri esterni laterali.

chiesa di S.Nicola di Bari
navata della chiesa di S. Nicola di Bari
fiancata laterale della chiesa di S.Nicola di Bari
chiesa di S.Nicola di Bari e Castrum Caetani
abside della chiesa di S.Nicola di Bari

Poco più avanti si giunge dove era collocata la terza pietra miliare.

E' il momento di rifocillarsi un po'...
sul lato opposto alla Tomba di Cecilia Metella, in un tranquillo giardino con alberi d'arancio, vi è il
                             GIARDINO DI GIULIA
il posto giusto per rilassarsi e godersi le bellezze dell'Appia Antica.

Il Giardino di Giulia
CONCLUSIONI
Davanti alla Tomba di Cecilia Metella inverte la marcia l'ARCHEOBUS, un bus ad un piano scoperto che porta i turisti da piazza dei Cinquecento (Stazione Termini), attraverso il centro storico fino alla Tomba di Cecilia Metella sull'Appia Antica.
Il biglietto permette di salire e scendere a piacimento alle fermate del tragitto nelle 24 ore.
Audioguida a bordo.

Oltre a tariffe agevolate ai Musei Civici romani, da diritto gratis alla prima ora del noleggio di almeno 3 ore di una bicicletta (noleggio via Appia Antica 58/60).
Biglietti online o a bordo.
www.trambusopen.com
Orario: 9.30/12.30   13.30/16.30   ogni 30'
             durata intero percorso 90' circa
Costo:  20€

ARCHEOBUS davanti alla tomba di Cecilia Metella

E qui finisce questa passeggiata sul primo tratto extraurbano dell'Appia Antica...ma prosegue nel prossimo post dedicato sempre alla Regina Viarum.



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